Discorso 107 – La trinità negata, la falsa trinità cattolica e l’autentica trinità biblica.





Gesù Cristo è stato solo un essere umano? / Commento Jedida MD 00, 2011-06-12

Il dogma della trinità della chiesa cattolica.

Il Padre.

Lo Spirito Santo.

Il Figlio di Dio. / Commento Jedida MD 01, 2011–06–12

La preesistenza di Gesù Cristo.

Riassunto.

La trinità è solo un’attività di Dio in tre persone?   - Discorso 1072 - Parte 2 [non ancora disponibile in Italiano, leggi in tedesco / leggi in inglese]

La fede nella trinità è necessaria alla salvezza?  – Discorso 82 [non ancora disponibile in Italiano, leggi in tedesco / leggi in inglese]



(I testi in cornice nera sono citazioni fatte da visitatori di questo sito o da altri autori!)

(Gesù Cristo è stato solo un essere umano? / Commento SM00, 2011–06–12)

Shalom, caro fratello! Grazie per il tuo HP gratuito e le numerose informazioni preziose! La settimana scorsa mi sono trovato in questo contributo: Shemà Israel – Ascolta, o ISRAELE: Il giudizio di Dio sul suo popolo [non ancora disponibile in Italiano, leggi in tedesco / leggi in inglese], nel quale lei ha spiegato e "dimostrato" ad un ebreo in modo molto dettagliato il suo Messia Jeshua. Questo è proprio ciò che ho in mente da lungo tempo: scrivere un Vangelo per gli ebrei.

Ora volevo chiederti se tu volessi mettermi a disposizione le tue argomentazioni per realizzare questo? Naturalmente indicherò la fonte con piacere. Tuttavia, una cosa con la quale non sono d’accordo con te è il tuo ultimo paragrafo:

Del resto: nella professione di fede degli ebrei in Deut 6,4: "Ascolta, Israele: Il Signore, il nostro Dio, è l–unico Signore", nell’espressione "JHWH, nostro Dio" la parola ebraica sta per "Dio" (Elohim) è al plurale, cosicché la traduzione dice letteralmente "JHWH, nostri dei". Un’ottima analisi di questo contesto la si trova sul sito http://www.amzi.org/html/schma_israel.html

Tu definisci questa un’ottima analisi – io la definisco come l’esatto contrario – purtroppo! È un vero peccato che i cristiani semplicemente non possano andare d’accordo su così tanti ambiti!!! Se già non possiamo essere d’accordo su una singola parola ebraica, allora non possiamo arrivare da nessuna parte. L’uno costruisce su questa spiegazione la sua completa immagine di Dio, il secondo la basa sull’altra interpretazione – in questo modo non si va da nessuna parte! Io preferisco attenermi alle seguenti argomentazioni che mi hanno molto convinto: "Il Signore (Jahwe), nostro Dio, è l’u n i c o Signore", Mar 12:29 e gli scribi confermarono Jeshua con le seguenti parole "Bene, Maestro! Tu hai detto secondo verità, che vi è u n s o l o Dio e che all’infuori di lui non ce n’è alcun altro", 12:32. Il Dio biblico Jahwe Echad "Ascolta, Israele: Jahwe è il nostro Dio, Jahwe è l’u n i c o!" > Jahwe Echad Deut 6:4. Il significato della parola echad, che viene utilizzata qui è "Vi è tale, che è solo, e non ha alcun secondo" (Ecc 4:8). Echad è un aggettivo numerico, non significa mai un’unità composita e definisce il Dio di Israele essenzialmente come una persona.

(…) E perciò questo è ciò di cui i trinitari parlano di continuo: essi vogliono dimostrare un Dio costituito da più persone, un Dio che consiste di tre parti uguali e le singole parti hanno la stessa importanza, come la totalità – e questo non è inteso con Jahwe Echad.

(…) Se tu conosci tutti i testi, trovo alquanto sorprendente che tu ti fermi al dogma cattolico di un’essenza di dei a tre teste ipostatica secondo il modello babilonese???

Jedida MD info@liebezurwahrheit.dehttp://liebezurwahrheit.de



Il dogma della trinità della chiesa cattolica.

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Il dogma cattolico della trinità postula l’unità dell’essenza di Dio Padre, Figlio (Gesù Cristo) e Spirito Santo. Questi vengono concepiti in quanto tre persone ugualmente grandi derivate da Dio o ipostasi (essenze) della Trinità, ma non in quanto tre sostanze o tre dei.

La Trinità di Dio-Padre, Dio-Figlio e Spirito di Dio, che viene rappresentata qui sul sito di Immanuel.at, si differenzia fondamentalmente dal dogma della Trinità della chiesa cattolica e da altre intepretazioni. Qui viene data una risposta negativa ai molti tentativi di teologi ed esegeti nel passato e nel presente, di mettersi in luce con questo tema e di intepretare tutte le pensabili "complicazioni". Sulla base di dichiarazioni bibliche che qui sotto vengono addotte, si rinuncia a qualunque interpretazione sofistica e le cose vengono viste del tutto semplicemente, come esse vengono tramandate nella Scrittura.

E la Scrittura dice che queste tre essenze – la "Trinità" – nella dimensione celeste sono ugualmente essenze spirituali divine, come tre esseri umani qui sulla terra sono tre essenze umane. E così come i tre esseri umani esemplari sono differenti per aspetto, carattere e attitudini, anche queste tre essenze divine sono di diversa natura. Dio-Padre è – secondo la Bibbia – (come del resto già indica il nome stesso) il creatore, dominatore e il detentore del potere, mentre Dio-Figlio (la "Parola") e Spirito Santo – sempre secondo la Bibbia – occupano una posizione secondaria, esecutiva. Perciò, essi non sono "tre persone ugualmente grandi", come il dogma cattolico falsamente postula.  

Ora, per ciò che concerne l’"unità" di queste tre essenze spirituali, che danno sempre adito a speculazioni e diverbi, nella Scrittura viene documentato chiaramente un "normale" dato di fatto nella dimensione celeste, che nell’ambito umano possiamo comprendere solo a fatica. Tuttavia sono ciò nondimeno fatti biblici, che sono provati da molti passi biblici.

Poiché in questo mondo pensiamo per lo più in contesti fisici e dunque materiali, il nostro intelletto si rifiuta di accettare un’unione di tre persone materiali in una persona. Se però applichiamo questa definizione dell’"unità nella Trinità" per esempio all’acqua, il tutto diventa per noi già molto più comprensibile. L’acqua – a seconda dell’ambiente – può presentarsi in stato di aggregazione liquido, solido (ghiaccio) e gassoso (vapore). Essi sono dunque tre diversi stati, che hanno anche caratteristiche diverse e pur tuttavia si tratta di un solo elemento. E non verrebbe in mente a nessuno di affermare che l’acqua può esistere solo in forma liquida e che il ghiaccio e il vapore siano due elementii diversi dall’acqua. E similmente è anche con la Trinità biblica.

Tuttavia, come sappiamo dalla Scrittura, Dio non è materiale, ma Spirito (Giov 4,24). Ed anche entrambe le altre essenze nella dimensione celeste sono Spirito. Sulla terra esse possono però comparire anche in forma materiale, come per esempio Dio l’Eterno ad Ezechiele nel trono sul fiume Kebar (Ezec 1,26), il Figlio di Dio dopo la sua Risurrezione agli Apostoli (Giov 1,32), lo Spirito Santo in occasione del battesimo di Gesù (Giov 20,26), e infine tutte e tre, quando sono apparse ad Abramo (Gen 18,2). Nella forma essenziale spirituale, tuttavia, una delle caratteristiche delle essenze sembra essere che uno spirito può essere insito in un altro spirito o anche in un essere umano. E così albergò anche Dio l’Onnipotente nello Spirito di suo Figlio sulla terra (Giov 12,44.13,20. 14,8–11).

Non credi tu che io sono nel Padre e che il Padre è in me?

Giov 14,8 Filippo gli disse: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». 14,9 Gesù gli disse: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre; come mai tu dici: "Mostraci il Padre?» 14,10 Non credi tu che io sono nel Padre e che il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico di mio; ma il Padre che dimora in me, fa le opere sue. 14,11Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se no, credete a causa di quelle opere stesse. Giov 14, 8–11;


Ma anche i demoni, ossia ex angeli, che al tempo di Gesù, dopo la battaglia perduta contro Michele e i suoi angeli, furono gettati sulla terra insieme a Satana, e che Gesù ha scacciato da molti esseri umani, hanno trovato rifugio nello Spirito degli esseri umani (Mat 8,28–32; Mar 1,34.16,9).

(Vedi anche excursus 06: "Di fronte a Dio nello Stagno di Fuoco" [non ancora disponibile in italiano. leggi in tedesco / leggi in inglese])


Lo Spirito di Dio e la Parola di Dio sono dunque parti integrative nello Spirito dell’uno ed unico Dio JHWH e dunque di carattere divino. Sulla base delle dichiarazioni della Bibbia sappiamo però che Dio può anche disintegrare entrambi, la Parola e lo Spirito, può dunque inviarli separatamente. E questo deve essere ora dimostrato nelle argomentazioni seguenti.


Il Padre.

I passi biblici designati da Jedida MD in relazione a Dio l’Onnipotente, sono naturalmente giusti, e questo non si può contraddire. Proprio questo si ricava anche dalla dichiarazione del Signore in Mar 12,29-30: 

Höre, Israel: Der Herr, unser Gott, ist ein Herr.

Mar 12,29 Gesù rispose: «Il primo è: "Ascolta, Israele: Il Signore, nostro Dio, è l’unico Signore. 12,30 Ama dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima tua, con tutta la mente tua, e con tutta la forza tua". Mar 12,29–30;


Proprio questo è anche la professione di fede degli ebrei, da Deut 6,4 : "Ascolta, Israele: Il SIGNORE (JHWH), il nostro Dio (Elohim), è l’unico SIGNORE (JHWH)". Tuttavia, la definizione "Elohim" nella dichiarazione "JHWH, è il nostro Dio", nel testo originale ebraico è al plurale, cosicché la traduzione letteralmente suona così: "Il Signore (JHWH), sono i nostri dei (Elohim), è l’unico Signore". E perciò abbiamo anche qui di nuovo la riprova di una Trinità nella Scrittura. Il problema non sono dunque le dichiarazioni della Scrittura su Dio l’uno e l’unico, ma l’incapacità – o l’avversione – degli antitrinitari di comprendere il nesso.

L’affermazione degli antitrinitari, "che la fede nell’uno, unico e solo Dio era il punto della fede più importante nel cristianesimo delle origini", non viene però confermata solo attraverso l’Antico Testamento. Anche nel Nuovo Testamento abbiamo sufficienti indizi su questo principio della fede..

Perché uno solo è il Padre vostro, quello che è nei cieli.

Mat 23,8 Ma voi non vi fate chiamare "Rabbì"; perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. 23,9 Non chiamate nessuno sulla terra vostro padre, perché uno solo è il Padre vostro, quello che è nei cieli. 23,10 Non vi fate chiamare guide, perché una sola è la vostra Guida, il Cristo; 23,11 ma il maggiore tra di voi sia vostro servitore. 23,12 Chiunque si innalzerà sarà abbassato e chiunque si abbasserà sarà innalzato. Mat 23, 8–12;

Infatti Dio è uno.

Rom 3,21 Ora però, indipendentemente dalla legge, è stata manifestata la giustizia di Dio, della quale danno testimonianza la legge e i profeti: 3,22 vale a dire la giustizia di Dio mediante la fede in Gesù Cristo, per tutti coloro che credono – infatti non c’è distinzione: 3,23 tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio – 3,24 ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù. 3,25 Dio lo ha prestabilito come sacrificio propiziatorio mediante la fede nel suo sangue, per dimostrare la sua giustizia, avendo usato tolleranza verso i peccati commessi in passato, 3,26 al tempo della sua divina pazienza; e per dimostrare la sua giustizia nel tempo presente affinché egli sia giusto e giustifichi colui che ha fede in Gesù. 3,27 Dov’è dunque il vanto? Esso è escluso. Per quale legge? Delle opere? No, ma per la legge della fede; 3,28 poiché riteniamo che l’uomo è giustificato mediante la fede senza le opere della legge. 3,29 Dio è forse soltanto il Dio dei Giudei? Non è egli anche il Dio degli altri popoli? Certo, è anche il Dio degli altri popoli, 3,30 poiché c’è un solo Dio, il quale giustificherà il circonciso per fede, e l’incirconciso ugualmente per mezzo della fede. 3,31 Annulliamo dunque la legge mediante la fede? No di certo! Anzi, confermiamo la legge. Rom 3,21–31;

Che non c’è che un Dio solo.

1Cor 8,2 Se qualcuno pensa di conoscere qualcosa, non sa ancora come si deve conoscere; 8,3 ma se qualcuno ama Dio, è conosciuto da lui. 8,4 Quanto dunque al mangiare carni sacrificate agli idoli, sappiamo che l’idolo non è nulla nel mondo, e che non c’è che un Dio solo. 8,5 Poiché, sebbene vi siano cosiddetti dèi, sia in cielo sia in terra, come infatti ci sono molti dèi e signori, 8,6 tuttavia per noi c’è un solo Dio, il Padre, dal quale sono tutte le cose, e noi viviamo per lui, e un solo Signore, Gesù Cristo, mediante il quale sono tutte le cose, e mediante il quale anche noi siamo. 1Cor 8, 2– 6;

Dio invece è uno solo.

Gal 3,18 Perché se l’eredità viene dalla legge, essa non viene più dalla promessa; Dio, invece, concesse questa grazia ad Abraamo, mediante la promessa. 3,19 Perché dunque la legge? Essa fu aggiunta a causa delle trasgressioni, finché venisse la progenie alla quale era stata fatta la promessa; e fu promulgata per mezzo di angeli, per mano di un mediatore. 3,20 Ora, un mediatore non è mediatore di uno solo; Dio invece è uno solo. 3,21 La legge è dunque contraria alle promesse di Dio? No di certo; perché se fosse stata data una legge capace di produrre la vita, allora sì, la giustizia sarebbe venuta dalla legge; 3,22 ma la Scrittura ha rinchiuso ogni cosa sotto peccato, affinché i beni promessi sulla base della fede in Gesù Cristo fossero dati ai credenti. 3,23 Ma prima che venisse la fede eravamo tenuti rinchiusi sotto la custodia della legge, in attesa della fede che doveva essere rivelata. 3,24 Così la legge è stata come un precettore per condurci a Cristo, affinché noi fossimo giustificati per fede. 3,25 Ma ora che la fede è venuta, non siamo più sotto precettore; 3,26 perché siete tutti figli di Dio per la fede in Cristo Gesù. 3,27 Infatti voi tutti che siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo. Gal 3,18–27;

Infatti c’è un solo Dio.

1Tim 2,1 Esorto dunque, prima di ogni altra cosa, che si facciano suppliche, preghiere, intercessioni, ringraziamenti per tutti gli uomini, 2,2 per i re e per tutti quelli che sono costituiti in autorità, affinché possiamo condurre una vita tranquilla e quieta in tutta pietà e dignità. 2,3 Questo è buono e gradito davanti a Dio, nostro Salvatore, 2,4 il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza della verità. 2,5 Infatti c’è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo, 2,6 che ha dato se stesso come prezzo di riscatto per tutti; questa è la testimonianza resa a suo tempo, 2,7 e della quale io fui costituito predicatore e apostolo (io dico il vero, non mento), per istruire gli stranieri nella fede e nella verità. 1Tim 2, 1– 7;

Un solo Dio e Padre di tutti.

Efes 4,3 sforzandovi di conservare l’unità dello Spirito con il vincolo della pace. 4,4 Vi è un corpo solo e un solo Spirito, come pure siete stati chiamati a una sola speranza, quella della vostra vocazione. 4,5 V’è un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo, 4,6 un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, fra tutti e in tutti. 4,7 Ma a ciascuno di noi la grazia è stata data secondo la misura del dono di Cristo. Efes 4, 3– 7;


Questi 6 passi biblici parlano in realtà tutti del fatto che esiste solo un Dio e Padre di tutti. Tuttavia, se leggiamo più precisamente il contesto di questi 6 passi biblici, riconosciamo che in ogni singolo di questi testi – insieme alla menzione dell’uno ed unico Dio – viene citato il Figlio, nostro Signore Gesù Cristo.

Anche i seguenti riferimenti, che dimostrano che entrambi – la Parola, il successivo Figlio di Dio, e lo Spirito di Dio – furono inviati da Dio Padre e perciò erano sulla terra presso Dio prima della loro apparizione, confermano la loro essenza divina.

Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio.

Giov 1,1 Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio. 1,2 Essa era nel principio con Dio. 1,3 Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei; e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta.1, 4 In lei era la vita, e la vita era la luce degli uomini. 1,5 La luce splende nelle tenebre, e le tenebre non l’hanno sopraffatta. Giov 1, 1 5;

E la Parola è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di no.

Giov 1,14 E la Parola è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi, piena di grazia e di verità; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre. 1,15 Giovanni gli ha reso testimonianza, esclamando: «Era di lui che io dicevo: "Colui che viene dopo di me mi ha preceduto, perché era prima di me. Giov 1,14–15;

Era vestito di una veste tinta di sangue e il suo nome è la Parola di Dio.

Apoc 19,11 Poi vidi il cielo aperto, ed ecco apparire un cavallo bianco. Colui che lo cavalcava si chiama Fedele e Veritiero; perché giudica e combatte con giustizia. 19,12 I suoi occhi erano una fiamma di fuoco, sul suo capo vi erano molti diademi e portava scritto un nome che nessuno conosce fuorché lui. 19,13 Era vestito di una veste tinta di sangue e il suo nome è la Parola di Dio. Apoc 19,11–13;

Il Padre che mi ha mandato, egli stesso ha reso testimonianza di me.

Giov 5,36 Ma io ho una testimonianza maggiore di quella di Giovanni; perché le opere che il Padre mi ha date da compiere, quelle stesse opere che faccio, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato. 5,37 Il Padre che mi ha mandato, egli stesso ha reso testimonianza di me. La sua voce, voi non l’avete mai udita; il suo volto, non l’avete mai visto; 5,38 e la sua parola non dimora in voi, perché non credete in colui che egli ha mandato. Giov 5,36–38;

Se Dio fosse vostro Padre, mi amereste, perché io sono proceduto e vengo da Dio.

Giov 8,Gesù disse loro: «Se Dio fosse vostro Padre, mi amereste, perché io sono proceduto e vengo da Dio; infatti io non sono venuto da me, ma è lui che mi ha mandato. Giov 8,42;


Il fatto che "la Parola" diventò carne, ossia essere umano, è avvenuto attraverso l’azione dello Spirito Santo, che nella potenza di Dio ha coperto dell’ombra sua Maria, la madre di Gesù, come racconta il passo biblico Luc 1,35.

Lo Spirito Santo verrà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà dell’ombra sua.

Luc 1,30 L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31,1 Ecco, tu concepirai e partorirai un figlio, e gli porrai nome Gesù. 1,32 Questi sarà grande e sarà chiamato Figlio dell’Altissimo, e il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre. 1,33 Egli regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno, e il suo regno non avrà mai fine». 1,34 Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, dal momento che non conosco uomo?» 1,35 L’angelo le rispose: «Lo Spirito Santo verrà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà dell’ombra sua; perciò, anche colui che nascerà sarà chiamato Santo, Figlio di Dio. Luc 1,30–35;

Perché ciò che in lei è generato, viene dallo Spirito Santo.

Mat 1,18 La nascita di Gesù Cristo avvenne in questo modo. Maria, sua madre, era stata promessa sposa a Giuseppe e, prima che fossero venuti a stare insieme, si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. 1,19 Giuseppe, suo marito, che era uomo giusto e non voleva esporla a infamia, si propose di lasciarla segretamente. 1,20 Ma mentre aveva queste cose nell’animo, un angelo del Signore gli apparve in sogno, dicendo: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua moglie; perché ciò che in lei è generato, viene dallo Spirito Santo. Mat 1,18–20;


E dunque abbiamo anche altrettanto l’indicazione che anche lo Spirito Santo può essere inviato per incarico di Dio, come pure nei seguenti passi biblici.

 Io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro consolatore.

Giov 14,16 e io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro consolatore, perché stia con voi per sempre, 14,17 lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché dimora con voi, e sarà in voi. Giov 14,16–17;

 Quando però sarà venuto lui, lo Spirito della verità.

Giov 16,13 quando però sarà venuto lui, lo Spirito della verità, egli vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annuncerà le cose a venire. 16,14 Egli mi glorificherà perché prenderà del mio e ve lo annuncerà. 16,15 Tutte le cose che ha il Padre, sono mie; per questo ho detto che prenderà del mio e ve lo annuncerà. Giov 16,13–15;

Il Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!

Luc 11,Se voi, dunque, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!» Luc 11,13;


Lo Spirito Santo.

Su questo sito web vi sono già alcune discussioni con gli antitrinitari (La Trinità: uno schema di pensiero non biblico? (Discorso 26, Discorso 262, Discorso 263 in tedesco/inglese) e sebbene i rappresentanti di questo punto di vista – secondo il loro nome – contestano una divinità di Figlio e Spirito Santo, fino ad ora in queste argomentazioni, la divinità dello Spirito Santo non fu ancora mai molto messa in discussione. In queste discussioni si trattava essenzialmente della divinità di Gesù Cristo. E qui si pone naturalmente la domanda, perché si rifiuta una Trinità, ma evidentemente una "dualità" – ossia Dio e lo Spirito Santo – non sembra essere un problema per gli antitrinitari.

E dunque si pone anche la domanda se non si batte il basto invece dell’asino? Si vuole intendere che per queste persone non si tratta assolutamente della Trinità, ma del vecchio tentativo degli ebrei e degli "amici di Israele", di ignorare Gesù Cristo in quanto Messia e solo in quanto essenza divina?

(Vedi anche discorso 82: "Credere alla Trinità è necessario per la salvezza?" [non ancora disponibile in italiano. leggi in tedesco / leggi in inglese])


Salta anche agli occhi che presso gli antitrinitari spesso si tratta particolarmente di cristiani israelofili (amici di Israele), che tra l’altro provengono da comunità con predicatori ebrei del "movimento di Israele". E poiché gli ebrei oltraggiano nostro Signore Gesù Cristo già da duemila anni in quanto truffatore e bestemmiatore, naturalmente il rifiuto di Gesù Cristo in quanto Figlio di Dio e stessa essenza divina, non è sorprendente in questi fratelli e sorelle.

Non così presso lo Spirito Santo. A differenza del Figlio di Dio, lo Spirito di Dio nell’Antico Testamento (della Torah ebraica) viene menzionato già nel momento della creazione in Gen 1,2 e innumerevoli volte viene raccontato che lo Spirito di Dio alberga in determinati esseri umani e che li aveva riempiti (per esempio Es 31,3.35,31; 2Cor 15,1.25,30 etc. etc.). E poiché perciò anche gli ebrei la vedono così, evidentemente anche gli antitrinitari non hanno con ciò alcun problema.

La prova biblica che proprio lo Spirito di Dio è una parte integrante di Dio l’Eterno, la troviamo in Paolo, in 1Cor 2,11:

Così nessuno conosce le cose di Dio se non lo Spirito di Dio.

1Cor 2,10 A noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito, perché lo Spirito scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio. 2,11 Infatti, chi, tra gli uomini, conosce le cose dell’uomo se non lo spirito dell’uomo che è in lui? Così nessuno conosce le cose di Dio se non lo Spirito di Dio. 2,12 Ora noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito che viene da Dio, per conoscere le cose che Dio ci ha donate; 2,13 e noi ne parliamo non con parole insegnate dalla sapienza umana, ma insegnate dallo Spirito, adattando parole spirituali a cose spirituali. 1Cor 2,10–13;


Se dunque lo Spirito Santo indaga le profondità di Dio e riconosce in quanto unico ciò che è in Dio, allora egli deve forzatamente essere immanente in Dio. Poiché però con i passi biblici più sopra può essere dimostrato che Dio può anche inviare lo Spirito e che questo può agire in modo autonomo, esso è da vedere anche come persona.

Lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome.

Giov 14,26 ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto quello che vi ho detto. Giov 14,26;


Anche il fatto che Paolo – parimenti nella prima prima lettera ai Corinzi – scriva che lo Spirito agisce secondo il proprio giudizio e in libera scelta volontaria, conferma lo stato di persona dello Spirito di Dio.

 Tutte queste cose le opera quell’unico e medesimo Spirito, distribuendo i doni a ciascuno in particolare come vuole.

1Cor 12,8 Infatti, a uno è data, mediante lo Spirito, parola di sapienza; a un altro parola di conoscenza, secondo il medesimo Spirito; 12,9 a un altro, fede, mediante il medesimo Spirito; a un altro, doni di guarigione, per mezzo del medesimo Spirito; 12,10 a un altro, potenza di operare miracoli; a un altro, profezia; a un altro, il discernimento degli spiriti; a un altro, diversità di lingue e a un altro, l’interpretazione delle lingue; 12,11 ma tutte queste cose le opera quell’unico e medesimo Spirito, distribuendo i doni a ciascuno in particolare come vuole. 1Cor 12, 8–11;


Il Figlio di Dio.

Con ciò saremmo portati alla vera domanda di questa discussione condotta in modo sempre molto impegnato: Gesù Cristo, il Figlio di Dio, è stato solo ed esclusivamente essere umano oppure era egli stesso anche Dio? A tale proposito la suddetta commentatrice scrive quanto segue:

(I testi in cornice nera sono citazioni fatte da visitatori di questo sito o da altri autori!)

(Gesù Cristo è stato solo un essere umano? / Commento SM01, 2011–06–13)

Per trovare la verità, ho prima di tutto considerato ciò che la Scrittura ci rivela su Dio Jahwe nell’Antico Testamento e poi nel Nuovo Testamento. Allora ho cercato di esaminare profondamente se egli annunciò se stesso in quanto Salvatore (Messia). A tale proposito trovai l’annunciazione della procreazione di un Figlio in un determinato giorno (Sal 89,27&# 8211;29; Ebr 1,5; Sal 2) (…) così come le profezie sul servo di Dio, che avrebbe dovuto svolgere il suo incarico e che egli avrebbe unto in modo sovrannaturale con il suo Spirito. Questo sarebbe stato un uomo dalla casa di Davide e un profeta come Mose (i testi li conosci tu stesso).

Successivamente la mia ricerca se in un qualche punto avesse detto che egli stesso è colui che sarebbe venuto, fu invano, sebbene egli stesso si definisca il Salvatore e Redentore, egli non dice da nessuna parte di essere egli stesso il Messia o che egli verrà in un’altra forma o addirittura ipostasi, o che, oppure, si incarnerà in un essere umano. E ciò segna già anche i limiti della conoscenza del Figlio Yeshua nell’Antico Testamento. (…)

Il dogma della Trinità comprende l’essenza delle tre ipostasi. Questa unità significherebbe che tutte hanno uguale posizione e valenza. Tuttavia, purtroppo, la Scrittura attesta una cosa diversa. Come può l’essere umano Yeshua essere uguale nell’essenza a Dio, quando egli lo definisce "suo Dio" (Mat 27:46, Giov 20:17) e "suo capo" (1Cor 11:3; 15:28) o quando egli dice del Padre: "Il Padre è più grande di me!".

(…) Io riconosco Yeshua davanti agli esseri umani come Salvatore, come Redentore, come giudice ed anche come colui che dona la vita, perché anche questo potere di dare la vita egli l’ha ricevuto dal Dio onnipotente e non lo possiede da se stesso. Giov 17:2.

Jedida MD info@liebezurwahrheit.dehttp://liebezurwahrheit.de



L’antitrinitario Anonimo nel discorso 26 ha puntualizzato questa concezione in modo molto pregnante, quando egli scrive:

"Gesù Cristo fu generato dallo Spirito di Dio (Ebr 1,5, Luc 1,35) e fu essere umano (1Tim 2,5). Idee che vanno al di là di questo non sono bibliche".


Nel commento qui sopra di Jedida MD si deve riconoscere che si possono fornire agli antitrinitari tutti i possibili argomenti, ma se essi ascoltano o leggono "Trinità", per loro è come un "riflesso di Pavlov": essi pensano subito al dogma della Trinità della chiesa cattolica e non prestano più attenzione a ciò che in realtà viene detto o scritto.

Poi più avanti, questa commentatrice dice che ha cercato nell’Antico Testamento e anche nel Nuovo Testamento dichiarazioni sul Figlio di Dio, o se Dio "si è annunciato come Salvatore (Messia)" o "se Dio in un qualche punto avrebbe detto di essere colui che verrà". E con ciò viene naturalmente tentato di mettere in discussione la divinità del Figlio.

Il fatto che essa non sia stata reperita nell’Antico Testamento – se si conosce la Bibbia – non è sorprendente. Tuttavia nella lettera ai Romani, Paolo ci scrive che questo era un segreto che fu taciuto per tempi eterni e che perciò proprio nell’Antico Testamento non si possono trovare dichiarazioni concrete a questo proposito.

La rivelazione del mistero che fu tenuto nascosto fin dai tempi più remoti.

Rom 16,25 A colui che può fortificarvi secondo il mio vangelo e il messaggio di Gesù Cristo, conformemente alla rivelazione del mistero che fu tenuto nascosto fin dai tempi più remoti, 16,26 ma che ora è rivelato e reso noto mediante le Scritture profetiche, per ordine dell’eterno Dio, a tutte le nazioni perché ubbidiscano alla fede, 16, 27 a Dio, unico in saggezza, per mezzo di Gesù Cristo sia la gloria nei secoli dei secoli. Amen Rom 16,25–27;


Tuttavia per i conoscitori della Bibbia, anche nell’Antico Testamento vi sono riferimenti, come per esempio nel profeta Michea.

Le cui origini risalgono ai tempi antichi, ai giorni eterni.

Mic 5,1 «Ma da te, o Betlemme, Efrata, piccola per essere tra le migliaia di Giuda, da te mi uscirà colui che sarà dominatore in Israele, le cui origini risalgono ai tempi antichi, ai giorni eterni. Mic 5, 1;


Qui viene profetizzato che da Betlemme, la città di nascita di Gesù, proverrà il Messia. E il salmista, in Sal 45,7-8, profetizza che Dio l’Eterno ha egli stesso unto il suo Primogenito e che perciò egli è l’Unto, il Messia. E questo il salmista lo chiama un Dio, e conferma che il suo trono è per sempre ed eterno:

Il tuo trono, o Dio, dura in eterno. Perciò Dio, il tuo Dio, ti ha untoi.

Salm 45.6 Il tuo trono, o Dio, dura in eterno ; lo scettro del tuo regno è uno scettro di giustizia.45,7 Tu ami la giustizia e detesti l’empietà. Perciò Dio, il tuo Dio, ti ha unto d’olio di letizia; ti ha preferito ai tuoi compagni. Salm 45, 7– 8;


Tuttavia, proprio il riferimento che la commentatrice ha cercato, ossia che Dio dice che egli stesso verrà, lo troviamo nel Nuovo Testamento in forma duplice:

Egli è l’immagine del Dio invisibile, il primogenito di ogni creatura.

Col 1,15 Egli è l’immagine del Dio invisibile, il primogenito di ogni creatura ;  1,16 poiché in lui sono state create tutte le cose che sono nei cieli e sulla terra, le visibili e le invisibili: troni, signorie, principati, potestà; tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui.   1,17 Egli è prima di ogni cosa e tutte le cose sussistono in lui. Col 1,15–17;


Più sopra, in Col 1,15, Paolo ci rivela che Gesù Cristo è l’immagine del Dio invisibile. Dio è Spirito e perciò per sé informe e per l’essere umano invisibile. Per rappresentarsi per immagini agli esseri umani, Dio ha inviato suo Figlio ed è giunto nella sua forma agli esseri umani.

Pace da colui che è, che era e che viene, dai sette spiriti che sono davanti al suo trono e da Gesù Cristo.

Apoc 1,4 Giovanni, alle sette chiese che sono in Asia: grazia a voi e pace da colui che è, che era e che viene , dai sette spiriti che sono davanti al suo trono 1,5 e da Gesù Cristo , il testimone fedele, il primogenito dei morti e il principe dei re della terra. A lui che ci ama, e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue, Apoc 1, 4– 5;


Nella dichiarazione più sopra, in Apoc 1,4: "Pace da colui che è, che era e che viene", non si parla del Figlio, ma di Dio Padre personalmente, e infatti successivamente nel versetto Apoc 1,5, si dice "e da Gesù Cristo". Questo Dio, che è e che era, l’Eterno e Onnipotente, verrà egli stesso. E cioè in suo Figlio Gesù Cristo, per regnare nel Regno millenario.


La preesistenza di Gesù Cristo.

La divinità del Figlio di Dio si può dimostrare nella Bibbia con la sua preesistenza prima della sua incarnazione sulla terra. Innanzitutto viene menzionato che i passi biblici citati più sopra dell’"uno ed unico Dio" sono naturalmente da considerare come fatto di fede e che perciò non possono esistere nemmeno un’interpretazione dei "tre dei" e un politeismo.

Da un altro lato, ciò significa però che una preesistenza delle altre due persone – qui dunque del Signore Gesù – solo in e con l’uno ed unico Dio – il Padre – è pensabile. Perciò vogliamo prima considerare quei passi biblici, che implicano questa unità di Padre e Figlio.

Chi ha visto me, ha visto il Padre, credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me.

Giov 14,8 Filippo gli disse: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». 14,9 Gesù gli disse: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre; come mai tu dici: "Mostraci il Padre"? 14,10 Non credi tu che io sono nel Padre e che il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico di mio; ma il Padre che dimora in me, fa le opere sue. 14,11 Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se no, credete a causa di quelle opere stesse. 14,12 In verità, in verità vi dico che chi crede in me farà anch’egli le opere che faccio io; e ne farà di maggiori, perché io me ne vado al Padre; 14,13 e quello che chiederete nel mio nome, lo farò; affinché il Padre sia glorificato nel Figlio. 14,14 Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò. Giov 14, 8–14;

In quel giorno conoscerete che io sono nel Padre mio.

Giov 14,15 «Se voi mi amate, osserverete i miei comandamenti; 14,16 e io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro consolatore, perché stia con voi per sempre, 14,17 lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché dimora con voi, e sarà in voi. 14,18 Non vi lascerò orfani; tornerò da voi. 14,19 Ancora un po’, e il mondo non mi vedrà più; ma voi mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. 14,20 In quel giorno conoscerete che io sono nel Padre mio, e voi in me e io in voi. 14,21 Chi ha i miei comandamenti e li osserva, quello mi ama; e chi mi ama sarà amato dal Padre mio, e io lo amerò e mi manifesterò a lui». Giov 14,15–21;

La parola che voi udite non è mia, ma è del Padre.

Giov 14,22 Giuda (non l’Iscariota) gli domandò: «Signore, come mai ti manifesterai a noi e non al mondo?» 14,23 Gesù gli rispose: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio l’amerà, e noi verremo da lui e dimoreremo presso di lui. 14,24 Chi non mi ama non osserva le mie parole; e la parola che voi udite non è mia, ma è del Padre che mi ha mandato. 14,25 Vi ho detto queste cose, stando ancora con voi; 14,26 ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto quello che vi ho detto. 14,27 Vi lascio pace; vi do la mia pace. Io non vi do come il mondo dà. Il vostro cuore non sia turbato e non si sgomenti. 14,28 Avete udito che vi ho detto: "Io me ne vado, e torno da voi"; se voi mi amaste, vi rallegrereste che io vada al Padre, perché il Padre è maggiore di me. Giov 14,22–28;


Dai tre paragrafi qui sopra del Vangelo di Giovanni, risulta chiaramente che il Figlio è nel Padre e il Padre nel Figlio. Ora, però, questo non è da comprendere nel senso che Dio-Padre stesso sarebbe stato presente sulla terra in quanto essere umano Gesù Cristo.

La dichiarazione del Signore in Giov 14,9: "Chi ha visto me, ha visto il Padre", non significa dunque che la forma fisica del Signore Gesù sarebbe stata identica a quella del Padre. È piuttosto così che la forma esteriore è completamente irrilevante per l’identità di Dio. Dio è Spirito e perciò per noi esseri umani invisibile. Da un altro lato, è però assolutamente così che Dio ha scelto questo assai preciso corpo fisico di suo Figlio per rivelarsi agli esseri umani in modo visibile. Prima nessun essere umano ha mai visto Dio poiché avrebbe dovuto morire ogni essere umano che avesse visto Dio nella sua gloria. E anche dopo fino ad ora mai un essere umano ha visto Dio.

La vera presenza del Padre era però nello Spirito del Figlio. Dopo il battesimo del Signore tramite Giovanni, lo Spirito del Padre in Mat 3,16 scende su Gesù nella forma di una colomba.

«Questo è il mio diletto Figlio, nel quale mi sono compiaciuto».

Mat 3,16 Gesù, appena fu battezzato, salì fuori dall’acqua; ed ecco i cieli si aprirono ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui. 3,17 Ed ecco una voce dai cieli che disse: «Questo è il mio diletto Figlio, nel quale mi sono compiaciuto». Mat 3,16–17;


E fu poi anche questo Spirito del Padre che parlò allo Spirito del Figlio ed erano le parole del Padre che il Figlio diceva. Perciò in Giov 14,24, il Signore Gesù poté anche dire: "la parola che voi udite non è mia, ma è del Padre che mi ha mandato".

Qui, però, non si può di nuovo trarre la conclusione che il Figlio fosse solo un portavoce, una marionetta del Padre. Come abbiamo visto più sopra, il Figlio è una persona propria, ed ha totale libertà di scelta. Tuttavia, così come per esempio, uno sposo volontariamente e con gioia risponde all’invito del pastore officiante durante il matrimonio, e pronuncia il suo assenso, così anche il Figlio di Dio esprime ciò che il Padre nello Spirito gli ordina di dire.

Tuttavia, con l’argomentazione esposta fino a qui, può essere dimostrato nella migliore delle ipotesi che quando era in vita il Signore Gesù, il Padre era immanente in lui ed egli possedeva perciò in questo senso divinità. Una preesistenza di Gesù Cristo in quanto e in Dio non è dunque ancora provata. Qui dovremmo trovare dichiarazioni nella Scrittura che documentino una comunione del Figlio con il Padre – il più possibile lontano – prima della nascita di Gesù.

E qui abbiamo ora la testimonianza del Signore stesso in Giov 6,38:

Io sono disceso dal cielo.

Giiov 6,36 Ma io ve l’ho detto: "Voi mi avete visto, eppure non credete!" 6,37 Tutti quelli che il Padre mi dà verranno a me; e colui che viene a me, non lo caccerò fuori; 6,38 perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. 6,39 Questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nessuno di quelli che egli mi ha dati, ma che li risusciti nell’ultimo giorno. 6,40 Poiché questa è la volontà del Padre mio: che chiunque contempla il Figlio e crede in lui, abbia vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno». Giov 6,36–40;

Nessuno è salito in cielo, se non colui che è disceso dal cielo: il Figlio.

Giov 3,12 Se vi ho parlato delle cose terrene e non credete, come crederete se vi parlerò delle cose celesti? 3,13 Nessuno è salito in cielo, se non colui che è disceso dal cielo: il Figlio. 3,14 «E, come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figlio dell’uomo sia innalzato, 3,15 affinché chiunque crede in lui abbia vita eterna. Giov 3,12–15;


Se il Signore è sceso dal cielo, di conseguenza, egli deve essere stato prima della sua vita terrena in cielo presso il Padre.

Ma anche in Paolo incontriamo tra l’altro una dichiarazione sul Signore nella sua prima lettera ai Corinzi:

Gesù Cristo, mediante il quale sono tutte le cose, e mediante il quale anche noi siamo.

1Cor 8,5 Poiché, sebbene vi siano cosiddetti dèi, sia in cielo sia in terra, come infatti ci sono molti dèi e signori, 8,6 tuttavia per noi c’è un solo Dio, il Padre, dal quale sono tutte le cose, e noi viviamo per lui, e un solo Signore, Gesù Cristo, mediante il quale sono tutte le cose, e mediante il quale anche noi siamo. 1Cor 8, 5– 6;


Questo riferimento è quindi interessante perché esso indica che tutte le cose sono attraverso Gesù Cristo. E se vogliamo prendere seriamente questa dichiarazione, allora "tutte le cose" devono essere davvero tutte le cose – dunque l’intera creazione, l’intero cosmo.

Proprio questa precisazione la riceviamo poi anche di nuovo da Paolo nella sua lettera ai Colossesi:

Tutte le cose sono state create per mezzo d lui e in vista di lui. Egli è prima di ogni cosa e tutte le cose sussistono in lui.

Col 1,15 Egli è l’immagine del Dio invisibile, il primogenito di ogni creatura; 1,16 poiché in lui sono state create tutte le cose che sono nei cieli e sulla terra, le visibili e le invisibili: troni, signorie, principati, potestà; tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. 1,17 Egli è prima di ogni cosa e tutte le cose sussistono in lui. Col 1,15–17;


Tutto – nei cieli e sulla terra – è stato creato per mezzo di Gesù Cristo. Ed egli è stato prima di tutto e tutto esiste attraverso di lui.

Ora, ciò significa non solo che il Figlio di Dio era esistito prima della sua incarnazione, ma anche che egli era addirittura prima di qualunque creazione e che qualunque creazione fu creata solo per mezzo di lui. Ora, però, poiché la creazione può essere avvenuta soltanto per mezzo di Dio, è con ciò confermato che il Figlio, già prima del momento della creazione, nella forma della "Parola", che espresse il "sia" di Dio, è stato parte dell’uno ed unico Dio.

A tale proposito, vi sono dei riferimenti anche nell’Antico Testamento, come nel profeta Michea:

Le cui origini risalgono ai tempi antichi, ai giorni eterni.

Mic 5,1 «Ma da te, o Betlemme, Efrata, piccola per essere tra le migliaia di Giuda, da te mi uscirà colui che sarà dominatore in Israele, le cui origini risalgono ai tempi antichi, ai giorni eterni. Mic 5, 1;


Qui viene profetizzato che da Betlemme, la città di nascita di Gesù, proverrà il Messia. E poi il profeta dice:

"Le cui origini risalgono ai tempi antichi, ai giorni eterni."


Ed anche il salmista profetizza, in Sal 45,7-8, che Dio l’Eterno ha lui stesso unto il suo Primogenito e che egli è perciò l’Unto (Messia). E qui si dice del Figlio:

Perciò Dio, il tuo Dio, ti ha unto d’olio di letizia; ti ha preferito ai tuoi compagni.

Sal 45,6 Il tuo trono, o Dio, dura in eterno; lo scettro del tuo regno è uno scettro di giustizia. 45,7 Tu ami la giustizia e detesti l’empietà. Perciò Dio, il tuo Dio, ti ha unto d’olio di letizia; ti ha preferito ai tuoi compagni. Sal 45, 6– 7;


Ciò è confermato anche dal passo biblico (Ebr 1,5) nella lettera agli Ebrei citato dalla visitatrice nel suo commento più sopra. Il suo autore ha confutato proprio l’affermazione degli ebrei che Gesù può essere eventualmente un angelo, ma in nessun caso Dio, con tutte le argomentazioni – soprattutto tratte anche dall’Antico Testamento. Proprio per questo motivo, dunque, sarebbe stato anche sorprendente se qui – come scrive Jedida MD – non avessimo dovuto trovare alcun riferimento alla divinità del Figlio di Dio. E così è anche, poi. Se si leggono solo tre versetti più avanti, in Ebr 1,8 sta scritto:

Parlando del Figlio dice: «Il tuo trono, o Dio, dura di secolo in secolo.»

Ebr 1,5 Infatti, a quale degli angeli ha mai detto: «Tu sei mio Figlio, oggi io t’ho generato»? e anche: «Io gli sarò Padre ed egli mi sarà Figlio»? 1,6 Di nuovo, quando introduce il primogenito nel mondo, dice: «Tutti gli angeli di Dio lo adorino!» 1,7 E mentre degli angeli dice: «Dei suoi angeli egli fa dei venti, e dei suoi ministri fiamme di fuoco», 1,8 parlando del Figlio dice: «Il tuo trono, o Dio, dura di secolo in secolo, e lo scettro del tuo regno è uno scettro di giustizia. 1,9 Tu hai amato la giustizia e hai odiato l’iniquità; perciò Dio, il tuo Dio, ti ha unto con olio di letizia, a preferenza dei tuoi compagni». Ebr 1, 5– 9;


Dio l’Onnipotente stesso chiama dunque più sopra, in Sal 45,8, suo Figlio un Dio e il profeta Michea conferma "le sue origini risalgono ai tempi antichi, ai giorni eterni". E proprio questo anche nostro Signore Gesù Cristo ha fatto capire agli ebrei quando essi dubitarono della sua preesistenza:

Gesù disse loro: «In verità, in verità vi dico: prima che Abraamo fosse nato, io sono»

Giov 8,53 Sei tu forse maggiore del padre nostro Abraamo il quale è morto? Anche i profeti sono morti; chi pretendi di essere?» 8,54 Gesù rispose: «Se io glorifico me stesso, la mia gloria è nulla; chi mi glorifica è il Padre mio, che voi dite: "È nostro Dio!" 8,55 e non l’avete conosciuto; ma io lo conosco, e se dicessi di non conoscerlo, sarei un bugiardo come voi; ma io lo conosco e osservo la sua parola. 8,56 Abraamo, vostro padre, ha gioito nell’attesa di vedere il mio giorno; e l’ha visto, e se n’è rallegrato».

8,57 I Giudei gli dissero: «Tu non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abraamo?» 8,58 Gesù disse loro: «In verità, in verità vi dico: prima che Abraamo fosse nato, io sono». 8,59 Allora essi presero delle pietre per tirargliele; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio. Giov 8,53–59;


Qui Gesù dice agli ebrei: "Abraamo, vostro padre, ha gioito nell’attesa di vedere il mio giorno; e l’ha visto, e se n’è rallegrato". E così come Jedida MD dice più sopra "Questo (Gesù) è un uomo della casa di Davide e un profeta come Mosè", allora dissero anche gli ebrei: "Tu non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abraamo?". E qui il Signore risponde agli ebrei: "In verità, in verità vi dico: prima che Abraamo fosse nato, io sono" – Questa risposta vale poi anche per gli antitrinitari, purché essi non vogliano dare al Signore motivi di rimproverarli di essere dei bugiardi.

Cristo Gesù, iil quale, pur essendo in forma di Dio, non considerò l’essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente.

Fili 2,5 Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato anche in Cristo Gesù, 2,6 il quale, pur essendo in forma di Dio, non considerò l’essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente, 2,7 ma svuotò se stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini; 2,8 trovato esteriormente come un uomo, umiliò se stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce. Fili 2, 5– 8;


Con ciò, attraverso l’Antico Testamento e il Nuovo Testamento sono provate chiaramente sia la preesistenza sia anche la divinità di Gesù Cristo.

Tuttavia, attraverso la sua nascita, Cristo non è diventato uomo per regnare, ma per salvare gli esseri umani. Per soddisfare l’assoluta giustizia del Padre, egli dovette morire come sacrificio vicario per tutti i peccati di tutti gli esseri umani. E perciò egli ha rinunciato volontariamente alla sua divinità ed è divenuto un essere umano mortale. Poiché un Dio non può morire, Gesù Cristo, il Figlio di Dio e egli stesso Dio, ha rinunciato, per amore di noi esseri umani, alla sua divinità per un breve periodo, per potere portare con la sua morte sulla croce questo sacrificio del riscatto per la salvezza di tutti gli esseri umani.

Tuttavia, abbiamo ancora ulteriori testi nella Bibbia, che confermano non solo la preesistenza del Signore Gesù, ma dimostrano anche il fatto che in quanto "Parola di Dio" egli compie la volontà creatrice dell’Eterno e dunque che per mezzo di lui furono fatti tutti i mondi.

Il Figlio, che egli ha costituito erede di tutte le cose, mediante il quale ha pure creato i mondi.

Ebr 1,1 Dio, dopo aver parlato anticamente molte volte e in molte maniere ai padri per mezzo dei profeti, 1,2 in questi ultimi giorni ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che egli ha costituito erede di tutte le cose, mediante il quale ha pure creato i mondi. 1,3 Egli, che è splendore della sua gloria e impronta della sua essenza, e che sostiene tutte le cose con la parola della sua potenza, dopo aver fatto la purificazione dei peccati, si è seduto alla destra della Maestà nei luoghi altissimi. Ebr 1, 1– 3;


Quando dunque in Gen 1,3 si dice: "E Dio disse", allora questa era la Parola di Dio, la seconda persona della Trinità, nostro Signore Gesù Cristo, che qui agiva nel nome di suo Padre.

La "Parola" la troviamo poi anche nell’Apocalisse e in altri passi in Giovanni:

Apoc 19,11 Poi vidi il cielo aperto, ed ecco apparire un cavallo bianco. Colui che lo cavalcava si chiama Fedele e Veritiero; perché giudica e combatte con giustizia. 19,12 I suoi occhi erano una fiamma di fuoco, sul suo capo vi erano molti diademi e portava scritto un nome che nessuno conosce fuorché lui. 19,13 Era vestito di una veste tinta di sangue e il suo nome è la Parola di Dio. (Dunque Gesù Cristo)

Giov 1,1 Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio.. (Dunque Gesù Cristo)

1Gio 2,13 Padri, vi scrivo perché avete conosciuto colui che è fin dal principio. (Dunque Gesù Cristo)


Da ultimo, riceviamo questo contesto ancora anche da Giovanni all’inizio del suo Vangelo in una conferma molto dettagliata e concreta:

Ogni cosa è stata fatta per mezzo della Parola; e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta.

Giov 1,1 Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio. 1,2 Essa era nel principio con Dio. 1,3 Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei; e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta. 1,4 In lei era la vita, e la vita era la luce degli uomini. 1,5 La luce splende nelle tenebre, e le tenebre non l’hanno sopraffatta.

1,6 Vi fu un uomo mandato da Dio, il cui nome era Giovanni. 1,7 Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, affinché tutti credessero per mezzo di lui. 1,8 Egli stesso non era la luce, ma venne per rendere testimonianza alla luce. 1,9 La vera luce che illumina ogni uomo stava venendo nel mondo. 1,10 Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, ma il mondo non l’ha conosciuto. 1,11 È venuto in casa sua e i suoi non l’hanno ricevuto; 1,12 ma a tutti quelli che l’hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome, 1,13 i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d’uomo, ma sono nati da Dio.

1,14 E la Parola è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi, piena di grazia e di verità; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre. 1,15 Giovanni gli ha reso testimonianza, esclamando: «Era di lui che io dicevo: "Colui che viene dopo di me mi ha preceduto, perché era prima di me. 1,16 Infatti, dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto grazia su grazia"». 1,17 Poiché la legge è stata data per mezzo di Mosè; la grazia e la verità sono venute per mezzo di Gesù Cristo. 1,18 Nessuno ha mai visto Dio; l’unigenito Dio, che è nel seno del Padre, è quello che l’ha fatto conoscere. Giov 1, 1–18;


Giovanni parla qui della "Parola" e in un ulteriore contesto è riconoscibile che egli parla del Signore Gesù. Ed anche Giovanni conferma: "Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei (la "Parola" = Gesù Cristo); e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta".

E poi riceviamo qui proprio quella dichiarazione che abbiamo cercato:

„Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio.

–  Come già Paolo, anche Giovanni dice che il Figlio di Dio è stato prima di qualunque creazione: "Nel principio era la Parola!".

–  Come già Paolo, anche Giovanni dice che attraverso il Figlio di Dio tutto fu creato: "Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei; e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta".

–  Anche la nostra conclusione di più sopra, che il Figlio deve essere perciò stato già prima di qualunque creazione presso e nell’uno ed unico Dio, viene qui confermata: "E la Parola era presso Dio".

–  E infine riceviamo qui la chiara e incontestabile risposta alla nostra domanda posta all’inizio relativamente alla divinità di Gesù Cristo: "E la Parola era Dio".


In virtù di questa argomentazione sulla base della Scrittura non può dunque esservi più alcun dubbio:

Gesù Cristo, il Figlio di Dio, aveva una preesistenza prima della sua incarnazione. Egli era addirittura prima di qualunque creazione. Egli era in Dio ed era lui stesso Dio. Tuttavia non era Dio, il Padre, ma era in quanto essenza divina la "Parola", che più tardi sarebbe dovuta diventare uomo in quanto Figlio di Dio.

E come più sotto, in Giov 17,1-5, ci dice il Signore, egli non aveva solo questa preesistenza, ma egli ha anche nello stesso modo una postesistenza. Dopo il suo risveglio e la sua ascesa al Padre, egli fu glorificato di nuovo con quella gloria che aveva prima che il mondo esistesse.

Ora, o Padre, glorificami tu presso di te della gloria che avevo presso di te prima che il mondo esistesse.

Giov 17,1 Gesù disse queste cose; poi, alzati gli occhi al cielo, disse: «Padre, l’ora è venuta; glorifica tuo Figlio, affinché il Figlio glorifichi te, 17,2 giacché gli hai dato autorità su ogni carne, perché egli dia vita eterna a tutti quelli che tu gli hai dati. 17,3 Questa è la vita eterna: che conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesù Cristo. 17,4 Io ti ho glorificato sulla terra, avendo compiuto l’opera che tu mi hai data da fare. 17,5 Ora, o Padre, glorificami tu presso di te della gloria che avevo presso di te prima che il mondo esistesse. Giov 17, 1– 5;


Sulla base di queste conoscenze possiamo ora tornare all’inizio di questa analisi. Come il Signore stesso dice in Mat 23,9, abbiamo solo un padre, ossia quello che è nei cieli. Egli stesso là si definisce in quanto "capo".

Perché uno solo è il Padre vostro, quello che è nei cieli.

Mat 23,9 Non chiamate nessuno sulla terra vostro padre, perché uno solo è il Padre vostro, quello che è nei cieli. 23,10 Non vi fate chiamare guide, perché una sola è la vostra Guida, il Cristo; Mat 23, 9–10;


Anche in Giovanni abbiamo dichiarazioni del Signore, dove egli conferma che il Padre è più grande di tutti ed anche più grande di lui stesso.

Il Padre mio che me le ha date è più grande di tutti.

Giov 10,27 Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono; 10,28 e io do loro la vita eterna e non periranno mai e nessuno le rapirà dalla mia mano. 10,29 Il Padre mio che me le ha date è più grande di tutti; e nessuno può rapirle dalla mano del Padre. 10,30 Io e il Padre siamo uno». Giov 10,27–30;

Perché il Padre è maggiore di me.

Giov 14,28 Avete udito che vi ho detto: "Io me ne vado, e torno da voi"; se voi mi amaste, vi rallegrereste che io vada al Padre, perché il Padre è maggiore di me. Giov 14,28;


E questa dichiarazione la troviamo anche più sopra in Paolo, in 1Cor 8,4, che rimanda sempre al fatto che "non c’è che un Dio solo".

Tutti questi testi testimoniano chiaramente che Gesù Cristo – sebbene egli stesso una parte di questo unico Dio e perciò divino – è subordinato a suo Padre, come anche un figlio è sottoposto a suo padre. Tuttavia, da questo non può essere desunto né che egli non sia Dio – come è stato dimostrato più sopra – né si può concludere che noi esseri umani non dovremmo prestare particolare attenzione a lui, e faremmo meglio a rivolgerci direttamente solo al Padre.
Come dimostrano i testi seguenti, del tutto al contrario il Padre ha ritenuto bene consegnare il suo potere al Figlio. E qui possiamo dedurre che Dio né non manterrà la sua parola né revocherà la sua disposizione.

Il Padre ama il Figlio, e gli ha dato ogni cosa in mano.

Giov 3,35 Il Padre ama il Figlio, e gli ha dato ogni cosa in mano. 3,36 Chi crede nel Figlio ha vita eterna, chi invece rifiuta di credere al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui». Giov 3,35–36;

Ogni cosa mi è stata data in mano dal Padre mio.

Mat 11,25 In quel tempo Gesù prese a dire: «Io ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli. 11,26 Sì, Padre, perché così ti è piaciuto. 11,27 Ogni cosa mi è stata data in mano dal Padre mio; e nessuno conosce il Figlio, se non il Padre; e nessuno conosce il Padre, se non il Figlio, e colui al quale il Figlio voglia rivelarlo. Mat 11,25–27;

«Ogni potere mi è stato dato in cielo e sulla terra».

Mat 28,17 E, vedutolo, l’adorarono; alcuni però dubitarono. 18 E Gesù, avvicinatosi, parlò loro, dicendo: «Ogni potere mi è stato dato in cielo e sulla terra» Mat 28,17–18;

Niessuno viene al Padre se non per mezzo di me.

Giov 14,6 Gesù gli disse: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. 14,7 Se mi aveste conosciuto avreste conosciuto anche mio Padre; e fin da ora lo conoscete, e l’avete visto». 14,8 Filippo gli disse: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Giov 14, 6– 8;


Tutto il potere è consegnato al Figlio e chi crede che nonostante questo egli potrebbe ottenere qualcosa dal Padre direttamente, commette un errore fatale. Il Padre si è completamente ritirato dall’esercizio del potere e lo ha consegnato al Figlio. Solo ciò che chiediamo nel nome del Figlio, è soddisfacente davanti al Padre. Chi non onora il Figlio, non onora nemmeno il Padre.

Il Padre stesso vi ama, perché mi avete amato e avete creduto che sono proceduto da Dio.

Giov 16,23 In quel giorno non mi rivolgerete alcuna domanda. In verità, in verità vi dico che qualsiasi cosa domanderete al Padre nel mio nome, egli ve la darà. 16,24 Fino ad ora non avete chiesto nulla nel mio nome; chiedete e riceverete, affinché la vostra gioia sia completa.
16,25 Vi ho detto queste cose in similitudini; l’ora viene che non vi parlerò più in similitudini, ma apertamente vi farò conoscere il Padre.

16,26 In quel giorno chiederete nel mio nome; e non vi dico che io pregherò il Padre per voi; 16,27 poiché il Padre stesso vi ama, perché mi avete amato e avete creduto che sono proceduto da Dio. 16,28 Sono proceduto dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio il mondo, e vado al Padre». Giov 16,23–28;



La dichiarazione del Signore più sopra, in Giov 16,27, documenta la base della nostra fede cristiana. Cosa significa allora "credere in Gesù Cristo?" Proprio quello che il Signore ci dice qui:

"perché mi avete amato e avete creduto che sono proceduto da Dio".


Questa è l’autentica e vera fede in Gesù Cristo. E proprio questo gli antitrinitari non solo mettono in discussione, ma lo negano anche chiaramente e seducono cristiani biblici, affinché anche questi rinneghino la loro fede in Gesù Cristo.



Essi lhanno veramente conosciuto che io sono proceduto da te, e hanno creduto che tu mi hai mandato.

Giov 17,5 Ora, o Padre, glorificami tu presso di te della gloria che avevo presso di te prima che il mondo esistesse. 17,6 Io ho manifestato il tuo nome agli uomini che tu mi hai dati dal mondo; erano tuoi e tu me li hai dati; ed essi hanno osservato la tua parola. 17,7 Ora hanno conosciuto che tutte le cose che mi hai date, vengono da te; 17,8 poiché le parole che tu mi hai date le ho date a loro; ed essi le hanno ricevute e hanno veramente conosciuto che io sono proceduto da te, e hanno creduto che tu mi hai mandato. Giov 17, 5– 8;

Chi non onora il Figlio non onora il Padre che lo ha mandato.

Giov 5,22 Inoltre, il Padre non giudica nessuno, ma ha affidato tutto il giudizio al Figlio, 23 affinché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio non onora il Padre che lo ha mandato. Giov 5,22–23;

Chiunque nega il Figlio, non ha neppure il Padre; chi riconosce pubblicamente il Figlio, ha anche il Padre.

1Gio 2,22 Chi è il bugiardo se non colui che nega che Gesù è il Cristo? Egli è l’anticristo, che nega il Padre e il Figlio. 2,23 Chiunque nega il Figlio, non ha neppure il Padre; chi riconosce pubblicamente il Figlio, ha anche il Padre. 2,24 Quanto a voi, ciò che avete udito fin dal principio rimanga in voi. Se quel che avete udito fin dal principio rimane in voi, anche voi rimarrete nel Figlio e nel Padre. 1Gio 2,22–24;


Il testo qui sopra tratto da 1Gio 2,22-24, parla dell’Anticristo, che nega che Gesù sia il Cristo. Questo è uno di quei passi che lasciano supporre che l’Anticristo apparirà come un "InvecediCristo". Affermerà di se stesso di essere il vero "Cristo", il vero "Figlio di Dio" e tenterà di dimostrare questo con segnali e miracoli. Naturalmente deve poi negare che Gesù è stato il vero Cristo, il vero Figlio di Dio.

Questa strategia può tuttavia essere implementata poi solo se l’immagine di Gesù di Nazareth fino ad allora è stata assegnata in modo corrispondentemente negativo. Una possibile forma di questa "diffamazione" preparatoria sarebbe naturalmente negare a Gesù di essere Figlio di Dio attraverso il fatto di rifiutare di riconoscere la sua divinità e degradandolo a comune essere umano. Se questa visione dovesse prevalere, sarebbe facile per l’Anticristo quando viene dare l’impressione, attraverso l’esercizio dei suoi poteri magici satanici, di essere ora il vero "Cristo/Messia", il vero "Figlio di Dio" e che Satana sia il "Dio Padre".
E qui ora scrive Jedida MD nel suo commento più sopra:

"Io riconosco Yeshua davanti agli esseri umani come Salvatore, come Redentore, come giudice ed anche come colui che dona la vita, perché anche questo potere di dare la vita egli l’ha ricevuto dal Dio onnipotente e non lo possiede da se stesso. Giov 17:2".

È interessante che alcuni esseri umani siano del tutto vicini alla verità, ma poi leggendo non capiscono il punto importante dell’effettivo testo. Tre versetti dopo il passo biblico menzionato qui da Jedida MD, in Giov 17,5, vi sarebbe la risposta alla sua dichiarazione, quando il Signore dice:

Ora, o Padre, glorificami tu presso di te della gloria che avevo presso di te prima che il mondo esistesse.

Giov 17,5 Ora, o Padre, glorificami tu presso di te della gloria che avevo presso di te prima che il mondo esistesse. Giov 17, 5;


Quale gloria dovrebbe avere avuto l’essere umano "Yeshua" "prima che il mondo esistesse"? E perché dovrebbe l’essere umano "Yeshua" essere stato presso Dio "prima che il mondo esistesse", se egli nacque solo intorno al 6 a. C. come essere umano in Israele?

Tutta questa argomentazione degli antitrinitari è così ridicola e intuibile, che qui – evidentemente fomentata da falsi predicatori ebrei – la divinità del Figlio di Dio dovrebbe essere negata. Questi ebrei soffrono della "sindrome di Gesù": essi sanno nel subconscio di essere colpevoli del deicidio. Ma essi non vogliono ammettere di avere condannato a morte duemila anni fa il loro Messia, il Figlio di Dio. Essi lo oltraggiano fino ad oggi come imbroglione e bestemmiatore e indottrinano anche cristiani ingenui a diffondere questa dottrina nel cristianesimo. È il seme del male, dell’Anticristo, che qui viene seminato.

A prescindere da questo, è tuttavia singolare che ad un bambino proveniente dall’unione di due diverse razze umane, ognuno confermerà che in lui sono integrati i geni di entrambe le parti dei genitori e lo plasmano fisicamente (colore della pelle, corporatura), psicologicamente (mentalità, carattere) ed anche spiritualmente (intelligenza, talenti). Solo al bambino proveniente dall’unione tra Dio e essere umano una cosa simile viene negata e viene affermato che il Figlio di Dio avrebbe ereditato esclusivamente i geni di sua madre ed è dunque solo essere umano e non Dio.

Chi rifiuta di credere al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui.

Giov 3,35 Il Padre ama il Figlio, e gli ha dato ogni cosa in mano. 3,36 Chi crede nel Figlio ha vita eterna, chi invece rifiuta di credere al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui». Giov 3,35–36;


Chi riconosce il Figlio, ha anche il Padre, chi nega il Figlio, non ha nemmeno il Padre e l’ira di Dio rimane su di lui.

Specialmente anche sulla base di queste ultime dichiarazioni in Giov 3,36, si deve riconoscere che la discussione sulla Trinità è completamente obsoleta. Come sempre si vuole vedere Dio-Padre, Figlio e Spirito Santo, decisiva è una cosa sola: se noi crediamo in Gesù Cristo, il Figlio di Dio – e cioè in quanto Figlio di Dio e Dio stesso e gli ubbidiamo. Se facciamo questo, avremo anche lo Spirito Santo e con esso la giusta conoscenza dell’uno ed unico Dio, nostro Padre in cielo. Se non ubbidiamo al Figlio, non possiamo piacere a Dio e nessuna cavillosità teologica può salvarci dall’ira di Dio.

Un paragone amato in questo contesto è quello dei testimoni di Geova:

"Proprio come la luna riflette la luce del sole, ma la sua luce non è uguale alla sorgente luminosa, al sole, Gesù è un riflesso della gloria di Dio, senza che la sua gloria sia uguale a quella di Dio".

Questa dichiarazione è proprio falsa in quanto la Scrittura ci insegna esattamente il contrario:

Perché il Figlio dell’uomo verrà nella gloria del Padre suo.

Mat 16,27 Perché il Figlio dell’uomo verrà nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo l’opera sua. Mat 16,27;

Quando verrà nella gloria del Padre.

Mar 8,Perché se uno si sarà vergognato di me e delle mie parole in questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui quando verrà nella gloria del Padre suo con i santi angeli». Mar 8,38;


Nella sua venuta, il Signore non sarà un "riflesso" della gloria di Dio, ma egli viene proprio in questa immutata gloria di suo Padre.

Inoltre, però, il paragone qui sopra, anche in termini logici, passa sopra alle chiare dichiarazioni della Sacra Scrittura. Se già vogliamo rimanere con il "sole" di questo paragone, allora è effettivamente così che la luce del sole – e dunque l’irraggiamento del sole – è una conseguenza della trasformazione nucleare sulla superficie del sole. Da qui ne consegue che la vera sorgente della luce del sole è la fusione degli atomi di idrogeno/elio.

Così come, ora, il sole senza fusione nucleare non ci dispenserebbe né luce né calore, così senza Gesù Cristo non ci toccherebbero né la grazia né la misericordia da Dio. Solo attraverso la morte vicaria del Figlio di Dio sulla croce per i nostri peccati, possiamo ottenere da Dio la remissione dei peccati e ottenere anche il suo amore e la sua misericordia.

Perciò, Dio l’Onnipotente ha mandato suo Figlio Gesù Cristo come luce nel mondo, come testimoniano i seguenti passi della Scrittura:

IIn lei era la vita, e la vita era la luce degli uomini.

Giov 1,1 Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio. 1,2 Essa era nel principio con Dio. 1,3 Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei; e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta. 1,4 In lei era la vita, e la vita era la luce degli uomini. 1,5 La luce splende nelle tenebre, e le tenebre non l’hanno sopraffatta. Giov 1, 1– 5;

Io sono la luce del mondo.

Giov 8,12 Gesù parlò loro di nuovo, dicendo: «Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita». Giov 8,12;

Io sono venuto come luce nel mondo.

Giov 12,46 Io sono venuto come luce nel mondo, affinché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. 12,47 Se uno ode le mie parole e non le osserva, io non lo giudico; perché io non sono venuto a giudicare il mondo, ma a salvare il mondo.

12,48 Chi mi respinge e non riceve le mie parole, ha chi lo giudica; la parola che ho annunciata è quella che lo giudicherà nell’ultimo giorno. 12,49 Perché io non ho parlato di mio; ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha comandato lui quello che devo dire e di cui devo parlare; 12,50 e so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre me le ha dette». Giov 12,46–50;


Chi rifiuta questa luce, che il Padre ci ha inviato nel mondo, rifiuta Dio stesso e verrà giudicato nell’ultimo giorno attraverso tutte quelle parole che egli ha letto, ma che non volle accettare.

Ed ora il visitatore anonimo citato più sopra nel discorso 26 afferma:

"Gesù Cristo fu (…) generato e fu uomo. Idee che vanno oltre questo, non sono bibliche".


Se, tuttavia, consideriamo i passi biblici seguenti, giungiamo ad un risultato completamente diverso:

Cristo Gesù, il quale, pur essendo in forma di Dio, non considerò l’essere uguale a Dio.

Fili 2,5 Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato anche in Cristo Gesù, 2,6 il quale, pur essendo in forma di Dio, non considerò l’essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente, 2,7 ma svuotò se stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini; 2,8 trovato esteriormente come un uomo, umiliò se stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce. 2,9 Perciò Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome, 2,10 affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra, e sotto terra. Fili 2, 5–10;

Per questo i Giudei più che mai cercavano d’ucciderlo; perché chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio.

Giov 5,17 Gesù rispose loro: «Il Padre mio opera fino ad ora, e anch’io opero». 5,18 Per questo i Giudei più che mai cercavano d’ucciderlo; perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio. Giov 5,17–18;


Mentre Paolo più sopra nella lettera ai Filippesi conferma che Cristo Gesù era nella forma di Dio e uguale a Dio, Giovanni racconta che gli ebrei hanno contestato proprio questo e vollero addirittura uccidere il Signore, perché egli disse che Dio era suo Padre e dunque portò ad espressione il fatto che anche egli stesso era Dio.

Vediamo dunque che l’dea che Gesù Cristo sia stato non Dio ma solo essere umano, è già esistita allora presso gli ebrei. E proprio questo rimprovero, che egli è essere umano e afferma di essere Dio, fu poi anche la ragione per la quale il sommo sacerdote Caifa ha condannato a morte Gesù come bestemmiatore.

Egli ha bestemmiato; che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Ecco, ora avete udito la sua bestemmia;

Mat 26,59 I capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano qualche falsa testimonianza contro Gesù per farlo morire; 26,60 e non ne trovavano, benché si fossero fatti avanti molti falsi testimoni. 26,61 Finalmente, se ne fecero avanti due che dissero: «Costui ha detto: "Io posso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo in tre giorni"».

26,62 E il sommo sacerdote, alzatosi in piedi, gli disse: «Non rispondi nulla? Non senti quello che testimoniano costoro contro di te?» 26,63 Ma Gesù taceva. E il sommo sacerdote gli disse: «Ti scongiuro per il Dio vivente di dirci se tu sei il Cristo, il Figlio di Dio». 26,64 Gesù gli rispose: «Tu l’hai detto; anzi vi dico che da ora in poi vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra della Potenza, e venire sulle nuvole del cielo».

26,65 Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti, dicendo: «Egli ha bestemmiato; che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Ecco, ora avete udito la sua bestemmia; 26,66 che ve ne pare?» Ed essi risposero: «È reo di morte». 26,67 Allora gli sputarono in viso e gli diedero dei pugni e altri lo schiaffeggiarono, 26,68 dicendo: «O Cristo profeta, indovina! Chi ti ha percosso?» Mat 26,59–68;


In Giov 20,28-29 abbiamo poi però la storia con l’"incredulo Tommaso":

Tommaso gli rispose: «Signor mio e Dio mio!»

Giov 20,26 Otto giorni dopo, i suoi discepoli erano di nuovo in casa, e Tommaso era con loro. Gesù venne a porte chiuse, e si presentò in mezzo a loro, e disse: «Pace a voi!» 20,27 Poi disse a Tommaso: «Porgi qua il dito e guarda le mie mani; porgi la mano e mettila nel mio costato; e non essere incredulo, ma credente».

20,28 Tommaso gli rispose: «Signor mio e Dio mio!» 20,29 Gesù gli disse: «Perché mi hai visto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!» Giov 20,26–29;


Tommaso qui dice al Signore: "Signor mio e Dio mio!". E mentre Giovanni nell’Apocalisse (Apoc 22,9) racconta che l’angelo davanti al quale egli cadde, perché lo ritenne Dio, gli disse: "Guàrdati dal farlo. Io sono un servo come te e come i tuoi fratelli che custodiscono la testimonianza di Gesù: adora Dio!", replicò qui Gesù: "Perché mi hai visto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!". Qui, dunque, Gesù non ha contraddetto Tommaso, quando egli lo ha definito il suo Dio.

Anche Pietro scrive nella sua seconda lettera:

Che hanno ottenuto una fede preziosa quanto la nostra nella giustizia del nostro Dio e Salvatore Gesù Cristo:

2Pie 1,1 Simon Pietro, servo e apostolo di Gesù Cristo, a coloro che hanno ottenuto una fede preziosa quanto la nostra nella giusti ia del nostro Dio e Salvatore Gesù Cristo: 2Pie 1, 1;


E infine, nella sua prima lettera, Giovanni esprime in modo del tutto concreto il fatto che Gesù Cristo è il vero Dio:

Noi siamo in colui che è il Vero, cioè, nel suo Figlio Gesù Cristo. Egli è il vero Dio e la vita eterna.

1Gio 5,20 Sappiamo pure che il Figlio di Dio è venuto e ci ha dato intelligenza per conoscere colui che è il Vero; e noi siamo in colui che è il Vero, cioè, nel suo Figlio Gesù Cristo. Egli è il vero Dio e la vita eterna. 1Gio 5,20;


Queste sono prove chiare e sulla base della Bibbia non confutabili del fatto che Gesù Cristo accanto al Padre, che è più grande di lui, è egli stesso Dio.

Ora, chiunque nega che Gesù Cristo è Dio e afferma che egli è stato solo essere umano, lo incolpa perciò proprio di quella "bestemmia", a causa della quale il sommo sacerdote lo ha condannato a morte. Egli lo condanna dunque di nuovo e con ciò lo colpisce al volto così come fecero allora gli ebrei e per di più bolla il Salvatore all’intera umanità come un imbroglione e un millantatore.

Tu, che sei uomo, ti fai Dio.

Giov 10,33 Giudei gli risposero: «Non ti lapidiamo per una buona opera, ma per bestemmia; e perché tu, che sei uomo, ti fai Dio». Giov 10,33;



Riassunto:

La Trinità come la descrive la Bibbia, mostra che entrambi, il Figlio e lo Spirito Santo vengono da Dio – e perciò sono stati prima presso Dio e in Dio – e che entrambi furono mandati da Dio in questo mondo agli esseri umani – e perciò possono esistere ed agire spazialmente (non spiritualmente!) separati da Dio, come entità personali e proprie.

Queste dichiarazioni le troviamo confermate nei seguenti passi della Scrittura:

Per il Figlio in Giov 8,42:

Io sono proceduto e vengo da Dio; infatti io non sono venuto da me, ma è lui che mi ha mandato.

Giov 8,42 Gesù disse loro: «Se Dio fosse vostro Padre, mi amereste, perché io sono proceduto e vengo da Dio; infatti io non sono venuto da me, ma è lui che mi ha mandato. Giov 8,42;

Io sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.

Giov 6,36 Ma io ve l’ho detto: "Voi mi avete visto, eppure non credete!" 6,37 Tutti quelli che il Padre mi dà verranno a me; e colui che viene a me, non lo caccerò fuori; 6,38 perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. 6,39 Questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nessuno di quelli che egli mi ha dati, ma che li risusciti nell’ultimo giorno. 6,40 Poiché questa è la volontà del Padre mio: che chiunque contempla il Figlio e crede in lui, abbia vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno». Giov 6,36–40;

Io e il Padre siamo uno».

Giov 10,27 Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono; 28 e io do loro la vita eterna e non periranno mai e nessuno le rapirà dalla mia mano. 10,29 Il Padre mio che me le ha date è più grande di tutti; e nessuno può rapirle dalla mano del Padre. 10,30 Io e il Padre siamo uno». Giov 10,27–30;


Per lo Spirito Santo in Giov 15,26:

Lo Spirito della verità che procede dal Padre e che il Figlio manderà.

Giov 15,Ma quando sarà venuto il Consolatore che io vi manderò da parte del Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli testimonierà di me; Giov 15,26;



La Trinità biblica.

C’è solamente l’unico e solo Dio nelle sue tre istanze: Dio Padre come organo legislativo, paragonabile alla legislatura nella società umana, lo Spirito di Dio come istanza esecutiva, al pari del potere esecutivo umano e il figlio di Dio come organo giudiziario, simile alla magistratura. Dio ha dato all’uomo la legge (i comandamenti) (Es 24:12), lo Spirito Santo ne registra l’attenersi delle persone, ma interviene solo se le azioni umane potrebbero influenzare il piano di Dio (2Tess 2:7) e il Figlio di Dio giudicherà nel Giudizio Universale ogni singola persona (Giov 5:22).

La personalità spirituale autonoma di Padre, Figlio e Spirito Santo e la sua contemporanea presenza (Giov 14:10–11) nello Spirito di un unico e solo Dio (Giov 4:24), nell’epoca della correlazione quantistica – della ”spettrale azione a distanza”, come la chiamava Einstein – e dei molti esempi nella Bibbia di manifestazioni nello Spirito degli esseri umani (Mar 1:23–25; 5:6–8; Luca 11:24; ma anche Giov 14:23; 17:26!), può costituire oggetto di domanda soltanto per i contemporanei totalmente disinformati.

Il metodo di volere spiegare simili connessioni con le antiche saggezze dei Padri della Chiesa (Concilio di Nicea, etc.), era già un errore con la loro affermazione che la terra sarebbe il centro dell’universo (La Creazione) ed oggi corrisponderebbe al tentativo di spiegare la meccanica quantistica con le leggi della fisica classica.

Il vero motivo per il quale gli Unitariani negano la trinità (Non c’è salvazione al di fuori della trinità. / CH. Spurgeon), è da un lato il fatto che ci si rifiuta di accettare la divinità del Figlio di Dio, nostro Signore Gesù Cristo. Gesù Cristo in quanto Dio (Sal 45:7–8; Giov 20:28; Fili 2:5–8; 2Piet 1:1; 1Gio 5:20) e sia la sua pre–esistenza (Gen 1:26; 11:7) che anche la sua post–esistenza presso Dio (Giov 14:23; 17:26!), metterebbero in discussione l’intero edificio di fede di ”uomo Gesù” in quanto ”combattente della fede”, ”compagno” o ”modello di sofferenza” e ne dimostrerebbe tutta l’assurdità. 

Dall’altro lato, da secoli, la trinità fu interpretata dalla Chiesa cattolica secondo l’arbitrio e il ”sentimento” dei vecchi Padri della Chiesa (Concilio di Nicea, etc., e non secondo le dichiarazioni contenute nella Bibbia. Perciò, per i rappresentanti della ”fede nell’unicità di Dio” – gli Unitariani – fu facilmente possibile mettere in discussione questa interpretazione sulla base della Bibbia.   

Purtroppo, però, in questo caso non si è sfruttata l’occasione di studiare la Bibbia a fondo e di accertare le reali dichiarazioni sull’essenza di Dio, di suo Figlio e dello Spirito Santo, ma ci si è limitati ad utilizzare le argomentazioni superficiali per contestare questo dogma – peraltro falso – della trinità della Chiesa Cattolica.