Discorso 1133 – Come e perché inizia la Grande Tribolazione: "l’inizio delle doglie di parto".




Catastrofi ambientali e sviluppo culturale.

Perché la Grande Tribolazione dovrebbe cominciare con carestie e terremoti? / Commento KR 00, 03-05-2014

Il Rapimento prima o dopo la Grande Tribolazione? / Anonimo 00, 19-08-20111

Da Sodoma in poi fino ai giorni nostri - nulla è cambiato. / Le alleanze di Dio, di Jacob Damkani

Il principio di dolori.

Gli annunciatori della Parola di Dio.

Persone che non sono capaci di credere. / Libro di Wilhelm Busch WB 00, p. 123 ss.

La causa delle guerre civili, delle carestie e dei terremoti negli Ultimi Tempi: il principio di dolori.

La storia del mondo: una settimana con giorni millenari.

In diecimila marciano insieme alla parata del "Gay Pride" a Tel Aviv. / SWI swissinfo.ch 00, 18-06-2014

USA: Lo scopo degli omosessuali è la distruzione del matrimonio tra uomo e donna. / Micah Clark 00, 06-04-2013

Gli eventi bellici in Siria hanno dei retroscena profetici? /    1° parte, discorso 113 [non ancora disponibile in Italiano, leggi in tedesco / leggi in inglese]

La Bibbia preannuncia per gli Ultimi Tempi il caso delle guerre civili in Siria? /    2° parte, discorso 1132



Catastrofi ambientali e sviluppo culturale.

Nel frattempo almeno gli scienziati realistici riconoscono che nel mondo le catastrofi naturali, come i terremoti, gli tsunami, le eruzioni vulcaniche, i tornado, gli uragani, i periodi di caldo, i grandi incendi, le forti grandinate e i rovesci di pioggia che durano giorni e giorni con colate detritiche e enormi inondazioni negli ultimi anni si sono accresciute in modo di gran lunga sopra alla media. Tutto questo si è già verificato anche in passato, ma con intervalli di decenni o secoli e non nell’arco di pochi anni. Si cerca di attribuire la responsabilità di questo al riscaldamento del clima, che secondo dubbio è corresponsabile.

Tuttavia, all’osservatore attento non è sicuramente sfuggito che non vi sono solo questi eventi condizionati dall’ambiente, che negli ultimi anni appaiono essersi moltiplicati, ma anche che gli esseri umani stessi nei loro valori culturali, nel loro carattere e nel loro comportamento, in misura sempre crescente, si radicalizzano e liberalizzano, ossia si liberano dal "peso" della natura pacifica, dell’onestà, dell’affidabilità, del fatto di essere degni di fiducia, etc.

La conseguenza di questo è sul piano personale la liberazione dagli obblighi: ogni secondo matrimonio viene sciolto, si stringono solo relazioni di coppia plurime, per potere cambiare senza problemi all’occasione successiva. Anche sul piano professionale – specialmente dalla parte del datore di lavoro – in questi tempi incerti, dove è sempre possibile, non si stringono più legami a lunga scadenza (lavoro part-time, lavoratori come subappaltatori). E, similmente, come i genitori con i propri figli, ci si guarda bene anche sul piano politico nel caso degli esseri umani dall’esigere qualunque norma, divieto, regola o legge, per esempio nell’educazione dei figli, nella lotta al crimine (frode fiscale), matrimoni omosessuali, e così via.

In questo contesto è interessante che qui nei paesi democratici, dove vale il sistema elettorale maggioritario, ossia le decisioni devono essere prese secondo la volontà della maggioranza del popolo, vengano improvvisamente compiute scelte di minoranza (riconoscimento legale del matrimonio omosessuale e del diritto di adozione omosessuale, minimizzazione della frode fiscale, assicurazione di base per i disoccupati e gli scansafatiche, favoritismo quasi illimitato per i profughi, etc.). E ora questa è in realtà una contraddizione che si deve far risalire al fatto che sia molti genitori, ma in particolare molti politici hanno perduto il sentimento per la realtà d’opinione e pensano che un simile modo di procedere venga richiesto dalla maggioranza. Nel caso dei politici questo errore viene poi corretto nelle prossime elezioni (si veda Angela Merkel e la sua politica dei profughi), nel caso dei genitori esso dura un po’ più a lungo.

Mentre si diffonde questa liberalizzazione morale della popolazione nei paesi democratici dell’Europa e degli Stati Uniti, in altri paesi di questo mondo ha avuto luogo una radicalizzazione degli esseri umani, che ha come conseguenza, in una misura finora mai registrata, guerre civili, terrore, oppressione e tortura. Ed ora si potrebbe – in base alla somiglianza di (cattivo) sviluppo – difendere l’idea che fra entrambi questi ambiti (le frequenti catastrofi ambientali e la radicalizzazione della popolazione) esiste un nesso certo.

La discussione seguente con un visitatore dalla Germania ed una visitatrice dalla Svizzera cerca di motivarlo sulla base della Bibbia che questo potrebbe essere il caso. Tuttavia non, come generalmente si supporrebbe, in una sorta di interazione, ma che sul piano spirituale fu "tolto di mezzo chi (nel passato) ha trattenuto (entrambi)" (2Tess 2,7).



(I testi in cornice nera sono citazioni fatte da visitatori di questo sito o da altri autori!)

(Perché la Grande Tribolazione dovrebbe cominciare con carestie e terremoti? / Commento KR 00, 03-05-2014)

Ho letto la sua interpretazione a proposito di ciò che sono a suo parere le "vere profezie della Bibbia sugli Ultimi Tempi" (Discorso 1132: Le vere profezie della Bibbia sugli Ultimi Tempi.i. / Annotazione FH) e la sua argomentazione mi pare assolutamente plausibile. Anch’io mi occupo già da un po’ di tempo di questo tema e giungo a conclusioni del tutto simili. La cosa che però mi irrita sempre e per la quale tento di trovare una risposta, è una domanda puramente razionale. Se in Mat 24,7-8, sta scritto che all’inizio delle doglie - dunque all’inizio della Grande Tribolazione - insorgerà "nazione contro nazione" e "regno contro regno" - che lei interpreta come le guerre civili del presente - e poi più avanti nel testo si dice: "e vi saranno qua e là carestie e terremoti", allora mi chiedo - nello stesso modo in cui se lo è chiesto lei perché non vi possano essere "nazioni contro regni" e "regni contro nazioni" - perché in rapporto a questi eventi bellici debbano esservi associati proprio terremoti e carestie. Sebbene si potrebbero anche vedere le carestie come la conseguenza delle tante guerre e delle distruzioni nei vari paesi, pare estremamente dubbio che simili eventi possano avere scatenato dei terremoti.

KR - Germania.



Grazie per la sua visita sul sito di Immanuel.at e per il suo commento.

In un punto devo correggere la sua dichiarazione: la mia interpretazione di "nazioni contro nazioni" e di "regni contro regni" come le attuali guerre civili, l’ho fatta dipendere dalla domanda se proprio i terremoti e le carestie che lei ha messo in discussione sopraggiungeranno davvero. Solo dopo penserei che questa profezia del Signore si sta compiendo ai giorni nostri.

Ma anche a me ha dato da pensare tale questione dei rapporti tra queste dichiarazioni e dopo una più approfondita ricerca sono giunto ad una spiegazione. Ma vediamo prima di tutto il passo biblico da lei citato:

Si leverà nazione contro nazione e regno contro regno;

Luca 21,8 Ed egli disse: «Guardate di non essere ingannati, perché molti verranno nel mio nome, dicendo: "Sono io", e: "Il tempo è giunto". Non andate dunque dietro a loro. 21,9 Quando poi sentirete parlare di guerre e di tumulti, non vi spaventate perché queste cose devono prima avvenire, ma non verrà subito la fine». 21,10 Allora disse loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno; 21,11 e vi saranno grandi terremoti, carestie e pestilenze in vari luoghi; vi saranno anche dei fenomeni spaventevoli e grandi segni dal cielo. Luca 21, 8-11;

Infatti si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno.

Mk 13,5 E Gesù, rispondendo loro, prese a dire: «Guardate che nessuno vi seduca. 13,6 Poiché molti verranno nel mio nome, dicendo: "Sono io"; e ne sedurranno molti. 13,7 Ora, quando udrete parlare di guerre e di rumori di guerre, non vi turbate; perché bisogna che queste cose avvengano; ma non sarà ancora la fine. 13,8 Infatti si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno terremoti in vari luoghi, carestie ed agitazioni. Queste cose non saranno altro che l'inizio delle doglie di parto. Mk 13, 5- 8;

Infatti si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno.

Mt 24,4 Gesù rispose loro: «Guardate che nessuno vi seduca. 24,5 Poiché molti verranno nel mio nome, dicendo: "Io sono il Cristo". E ne sedurranno molti. 24,6 Voi udrete parlare di guerre e di rumori di guerre; guardate di non turbarvi, infatti bisogna che questo avvenga, ma non sarà ancora la fine. 24,7 Perché insorgerà nazione contro nazione e regno contro regno; ci saranno carestie e terremoti in vari luoghi; 24,8 ma tutte queste cose saranno soltanto l'inizio delle doglie di parto. Mt 24, 4- 8;


Forse dovremmo innanzitutto tenere presente quei fatti che emergono da tali dichiarazioni. Questo passo biblico è una parte del discorso del Signore sugli Ultimi Tempi e qui egli parla in Mat 24,8 delle "doglie". In base al contesto e ai passi biblici paralleli, possiamo evincere che qui si intende la Grande Tribolazione (afflizione), alla quale egli fa riferimento anche qualche versetto dopo, in Mat 24,29

Subito dopo la tribolazione di quei giorni, vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nuvole del cielo con gran potenza e gloria.

Mt 24,29 Subito dopo la tribolazione di quei giorni, il sole si oscurerà, la luna non darà più il suo splendore, le stelle cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno scrollate. 24,30 Allora apparirà nel cielo il segno del Figlio dell'uomo; e allora tutte le tribù della terra faranno cordoglio e vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nuvole del cielo con gran potenza e gloria. 24,31 E manderà i suoi angeli con gran suono di tromba per riunire i suoi eletti dai quattro venti, da un capo all'altro dei cieli. Mt 24,29-31;


Qui il Signore parla della fine di questa afflizione, della Grande Tribolazione e del fatto che egli poi arriverà dalle nuvole del cielo (Atti 1:9-11). Come possiamo desumere dalle dichiarazioni contenute in Mat 24:21-22, qui si tratta dunque della venuta del Signore nel momento del Rapimento dei fedeli negli Ultimi Tempi. E qui molti fratelli e sorelle delle diverse comunità evangeliche di tutto il mondo (le grandi Chiese non si occupano per lo più di questa tematica) hanno un grosso problema di comprensione.

Possiamo riconoscere al meglio tutto questo in una domanda di una visitatrice del sito di Immanuel.at dell’anno 2011, che deve essere citata qui parzialmente per una migliore comprensione.



(I testi in cornice nera sono citazioni fatte da visitatori di questo sito o da altri autori!)

(Il Rapimento prima o dopo la Grande Tribolazione? / Anonimo 00, 19-08-20111)

(…) Alcuni anni fa ho letto "l’invasione occulta" di Dave Hunt. Se ora volessi cercare la citazione nel suo libro, probabilmente non riuscirei nemmeno semplicemente ad iniziare a porle le mie domande. Io sono molto curiosa a proposito delle argomentazioni come le sue, perché è raro che qualcosa sia spiegato e dimostrato così bene. Forse era l’argomentazione di Roger Liebi e non quella di Dave Hunt. A quel tempo, infatti, cercavo indizi per scoprire se il movimento dei segni e dei miracoli oggi appartenga alla seduzione o se emani da Gesù Cristo. A tale proposito lessi molti autori. A prescindere di chi ne fosse l’autore, queste argomentazioni mi hanno tranquillizzata, persuadendo me e i miei figli in futuro a non temere la Grande Tribolazione.

(…) Allora, quando lessi Dave Hunt, mi ero convinta con la sua argomentazione del Rapimento prima della Tribolazione. Anche l'argomentazione mi è rimasta in mente fino ad oggi, ossia quella che dice che se ci si sposa, e si macina e si dorme, non possono esservi tempi di tormento, ma solo tempi di pace, quando avrà luogo il Rapimento, altrimenti non si potrebbe proseguire con le proprie abituali attività. Se si trattasse dei tempi della persecuzione dei Cristiani, allora i cristiani si troverebbero già in un qualche campo di concentramento e non dormirebbero in un letto o macinerebbero accanto a un non Cristiano… Anche il fatto che Egli venga come un ladro, Dave Hunt non lo ritiene possibile in tempi nei quali i Cristiani lo aspettano ardentemente a causa della loro pena. Ma forse solo per i non credenti egli viene come un ladro?

(…) Dalla mia conversione mi è sempre stato detto che ogni giorno il Signore Gesù potrebbe ritornare e rapirci. Nessun presupposto mancherebbe più. Questa è anche la teoria della mia Congregazione Evangelica Libera.


(Tratto dal discorso 108: “Chi o che cosa trattiene ancora l’Anticristo?” [non ancora disponibile in Italiano, leggi in tedesco / leggi in inglese])

La visitatrice vuole rimanere anonima.


(Vedi anche Discorso 65: "I due nel campo in Mat 24,40: chi sarà preso, chi lasciato?" [non ancora disponibile in Italiano, leggi in tedesco / leggi in inglese])


Le domande della visitatrice riceveranno una risposta nel discorso 108; qui vogliamo solo trattare quel passo relativo al Rapimento prima della Grande Tribolazione. E cioè questa sua ammissione:

(…) Allora, quando lessi Dave Hunt, mi ero convinta con la sua argomentazione del Rapimento prima della Tribolazione. Anche l'argomentazione mi è rimasta in mente fino ad oggi, ossia quella che dice che se ci si sposa, e si macina e si dorme, non possono esservi tempi di tormento, ma solo tempi di pace, quando avrà luogo il Rapimento, altrimenti non si potrebbe proseguire con le proprie abituali attività. Se si trattasse dei tempi della persecuzione dei Cristiani, allora i cristiani si troverebbero già in un qualche campo di concentramento e non dormirebbero in un letto o macinerebbero accanto a un non Cristiano… Anche il fatto che Egli venga come un ladro, Dave Hunt non lo ritiene possibile in tempi nei quali i Cristiani lo aspettano ardentemente a causa della loro pena. Ma forse solo per i non credenti egli viene come un ladro?


La visitatrice - ed anche Dave Hunt - si riferiscono qui al testo tratto da Luca 17,34-35:

Due donne macineranno assieme; l'una sarà presa e l'altra lasciata.

Luca 17,34 «Io vi dico: in quella notte, due saranno in un letto; l'uno sarà preso, e l'altro lasciato. 17,35 Due donne macineranno assieme; l'una sarà presa e l'altra lasciata. 17,36 [Due uomini saranno nei campi; l'uno sarà preso e l'altro lasciato.]» 17,37 I discepoli risposero: «Dove sarà, Signore?» Ed egli disse loro: «Dove sarà il corpo, là pure si raduneranno le aquile». Luca 17,34-37;


La motivazione di Dave Hunt “che se ci si sposa, e si macina e si dorme, non possono esservi tempi di tormento, ma solo tempi di pace” mi sembra, però, alquanto sorprendente. L’autore pensa davvero che gli esseri umani durante la Grande Tribolazione non mangeranno né dormiranno? E poiché egli si riferisce proprio ai campi di concentramento, come potrebbe essere altrimenti? Anche nei campi di concentramento dei Nazisti, naturalmente, gli esseri umani hanno mangiato e dormito. E si sono persino sposati nei campi di concentramento (Il matrimonio di Auschwitz)!

Tuttavia, l’errore fondamentale nel quale incorre Dave Hunt è l’errore di tutte le false interpretazioni: esse estraggono un versetto dal contesto e costruiscono un’intera storia. Se Dave Hunt avesse letto Apoc 7,14-15 


Apoc 7,14 Io gli risposi: «Signor mio, tu lo sai». Ed egli mi disse: «Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione. Essi hanno lavato le loro vesti, e le hanno imbiancate nel sangue dell'Agnello. 7,15 Perciò sono davanti al trono di Dio e lo servono giorno e notte, nel suo tempio; e colui che siede sul trono stenderà la sua tenda su di loro.


Quando vengono della Grande Tribolazione, allora erano nella Grande Tribolazione e sono stati rapiti dopo la Grande Tribolazione. E si Dave Hunt aveva continuato a leggere le dichiarazioni del Signore in Luca 17,26-30 - e se soprattutto le avesse citate! - allora i suoi lettori non avrebbero avuto alcuna difficoltà di comprensione.

Similmente, come avvenne ai giorni di Lot: si mangiava, si beveva, si comprava, si vendeva, si piantava, si costruiva.

Luca 17,26 Come avvenne ai giorni di Noè, così pure avverrà ai giorni del Figlio dell'uomo. 17,27 Si mangiava, si beveva, si prendeva moglie, si andava a marito, fino al giorno che Noè entrò nell'arca, e venne il diluvio che li fece perire tutti. 17,28 Similmente, come avvenne ai giorni di Lot: si mangiava, si beveva, si comprava, si vendeva, si piantava, si costruiva; 17,29 ma nel giorno che Lot uscì da Sodoma piovve dal cielo fuoco e zolfo, che li fece perire tutti. 17,30 Lo stesso avverrà nel giorno in cui il Figlio dell'uomo sarà manifestato. Luca 17,26-30;


Poichè il Signore dice qui che nel tempo del Rapimento sarà come avvenne nel tempo di Noè e in quello di Lot. E in entrambi i casi gli esseri umani si erano così tanto allontanati da Dio, che Dio dovette annientarli. Al tempo di Noè, l’intera umanità tranne 8 persone e al tempo di Lot tutti gli esseri umani di Sodoma e Gomorra. Anche l’argomentazione che afferma che i credenti dormono nel letto insieme ai non credenti, dimostra che sono quei tempi in cui non si può scegliere il proprio vicino di letto - come appunto un tempo nei campi di concentramento. Perché il Signore in Luca 21,12 dice:

Ma prima di tutte queste cose, vi metteranno le mani addosso e vi perseguiteranno consegnandovi alle sinagoghe, e mettendovi in prigione, trascinandovi davanti a re e a governatori, a causa del mio nome.

Luca 21,10 Allora disse loro: «Insorgerà nazione contro nazione e regno contro regno; 21,11 vi saranno grandi terremoti, e in vari luoghi pestilenze e carestie; vi saranno fenomeni spaventosi e grandi segni dal cielo. 21,12 Ma prima di tutte queste cose, vi metteranno le mani addosso e vi perseguiteranno consegnandovi alle sinagoghe (!), e mettendovi in prigione, trascinandovi davanti a re e a governatori, a causa del mio nome. Luca 21,10-12; (Vedi anche Mt 10:17-18)


Questi sono davvero i “tempi di pace” per i fedeli? O chi dovrebbero essere, allora, questi perseguitati? Forse Ebrei? Sicuramente no! A causa del nome di Cristo possono essere odiati e perseguitati solo i Cristiani. E poi il Signore dice ancora: “Se quei giorni non fossero stati abbreviati, nessuno scamperebbe; ma, a motivo degli eletti, quei giorni saranno abbreviati”. Questi “eletti” sono la comunità cristiana degli Ultimi Tempi durante la Grande Tribolazione (Mt 24:22-31).

E a loro il Signore dice che se vedranno il Figlio dell’Uomo venire su una nuvola (Atti 1:9-11), allora essi devono guardare in alto, levare il capo, perché la loro liberazione si avvicina. Ciò significa che essi prima tenevano i capi abbassati per paura e disperazione e aspettavano l’arrivo del Signore. Perciò questi non saranno di certo “tempi di pace”.

Ma quando queste cose cominceranno ad avvenire, rialzatevi, levate il capo, perché la vostra liberazione si avvicina

Luca 21,27 Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nuvole con potenza e gloria grande. 21,28 Ma quando queste cose cominceranno ad avvenire, rialzatevi, levate il capo, perché la vostra liberazione si avvicina. Luca 21,27-28;


E questo è il secondo fatto che si può trarre dal testo e dai passi biblici paralleli: qui, non si tratta soltanto della Grande Tribolazione, ma anche del Rapimento della comunità cristiana degli Ultimi Tempi dopo (!) la Grande Tribolazione (Mat 24:30-31). Con ciò, si pone però un’ulteriore domanda, che spesso non viene posta dagli esegeti e che, quindi, rimane anche senza una risposta: perché Dio dopo il diluvio universale e la distruzione di Sodoma e Gomorra, lascia che, per così dire, una terza ondata di distruzione si abbatta sull’umanità nella forma di una così grande Tribolazione (Dan 12:1; Mat 24:21)?

(Vedi anche Discorso 09: "La Grande Tribolazione: afflizioni per i credenti o per tutto il mondo? " [non ancora disponibile in Italiano, leggi in tedesco / leggi in inglese])


Se ora consideriamo le dichiarazioni del Signore più sopra, in Luca 17,26-30, comprendiamo che qui egli parla del fatto che nei giorni della Rivelazione del Figlio dell’Uomo - dunque della venuta del Signore per il Rapimento dei Suoi - sarà come nei giorni di Noè: “Si mangiava, si beveva, si prendeva moglie, si andava a marito, fino al giorno che Noè entrò nell'arca, e venne il diluvio che li fece perire tutti.”

Questa situazione - non solo prima del Diluvio Universale, ma anche durante la Grande Tribolazione - l’abbiamo già commentata più sopra. Ma ciò che qui non è stato ancora spiegato a sufficienza, è il motivo per il quale, a quel tempo, Dio, durante il Diluvio Universale, abbia annientato tutta l’umanità tranne 8 persone. E qui, ora, vogliamo esaminare alcuni passi biblici, che ci aiutano a chiarire tale questione. Prima di tutto, l’evento stesso del Diluvio Universale:

Tutti gli esseri che erano sulla faccia della terra furono sterminati: dall'uomo fino al bestiame.

Gen 7,19 Le acque ingrossarono oltremodo sopra la terra; tutte le alte montagne che erano sotto tutti i cieli furono coperte. 7,20 Le acque salirono quindici cubiti al di sopra delle vette dei monti; le montagne furono coperte. 7,21 Perì ogni essere vivente che si moveva sulla terra: uccelli, bestiame, animali selvatici, rettili di ogni sorta striscianti sulla terra e tutti gli uomini. 7,22 Tutto quello che era sulla terra asciutta e aveva alito di vita nelle sue narici, morì. 7,23 Tutti gli esseri che erano sulla faccia della terra furono sterminati: dall'uomo fino al bestiame, ai rettili, e agli uccelli del cielo; furono sterminati sulla terra; solo Noè scampò con quelli che erano con lui nell'arca. Gen 7,19-23;


Alla domanda del perché Dio abbia eliminato “ogni essere vivente che si moveva sulla terra“ si può rispondere attraverso i seguenti passi biblici:

Avvenne che i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e presero per mogli quelle che si scelsero fra tutte.

Gen 6,1 Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla faccia della terra e furono loro nate delle figlie, 6,2 avvenne che i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e presero per mogli quelle che si scelsero fra tutte. 6,3 Il SIGNORE disse: «Lo Spirito mio non contenderà per sempre con l'uomo poiché, nel suo traviamento, egli non è che carne; i suoi giorni dureranno quindi centoventi anni».
6,4 In quel tempo c'erano sulla terra i giganti, e ci furono anche in seguito, quando i figli di Dio si unirono alle figlie degli uomini, ed ebbero da loro dei figli. Questi sono gli uomini potenti che, fin dai tempi antichi, sono stati famosi. 6,5 Il SIGNORE vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che il loro cuore concepiva soltanto disegni malvagi in ogni tempo. 6,6 Il SIGNORE si pentì d'aver fatto l'uomo sulla terra, e se ne addolorò in cuor suo.

6,7 E il SIGNORE disse: «Io sterminerò dalla faccia della terra l'uomo che ho creato: dall'uomo al bestiame, ai rettili, agli uccelli dei cieli; perché mi pento di averli fatti». 6,8 Ma Noè trovò grazia agli occhi del SIGNORE. Gen 6, 1- 8;


Gli angeli che non conservarono la loro dignità e abbandonarono la loro dimora.

Gd 1,5 Ora voglio ricordare a voi che avete da tempo conosciuto tutto questo, che il Signore, dopo aver tratto in salvo il popolo dal paese d'Egitto, fece in seguito perire quelli che non credettero. 1,6 Egli ha pure custodito nelle tenebre e in catene eterne, per il gran giorno del giudizio, gli angeli che non conservarono la loro dignità e abbandonarono la loro dimora. 1,7 Allo stesso modo Sodoma e Gomorra e le città vicine, che si abbandonarono, come loro, alla fornicazione e ai vizi contro natura, sono date come esempio, portando la pena di un fuoco eterno. Gd 1, 5- 7;


Erano dunque i “Figli di Dio”, gli angeli che prima del Diluvio Universale si fermarono anche sulla terra e che generarono dei figli con le figlie degli uomini - i giganti sulla terra (i “Figli di Anac”, Num 13,33) - che facendo ciò hanno commesso atti osceni con della “carne straniera”. Ma anche la cattiveria di allora e soprattutto l’empietà degli esseri umani ha indotto Dio ad annientare l’umanità di quei tempi.

Dio mandò il diluvio su un mondo di empi, condannò alla distruzione le città di Sodoma e Gomorra da esempio a quelli che in futuro sarebbero vissuti empiamente;

2Piet 2,2 Molti li seguiranno nella loro dissolutezza; e a causa loro la via della verità sarà diffamata. 2,3 Nella loro cupidigia vi sfrutteranno con parole false; ma la loro condanna già da tempo è all'opera e la loro rovina non si farà aspettare. 2,4 Se Dio infatti non risparmiò gli angeli che avevano peccato, ma li inabissò, confinandoli in antri tenebrosi per esservi custoditi per il giudizio; 2,5 se non risparmiò il mondo antico ma salvò, con altre sette persone, Noè, predicatore di giustizia, quando mandò il diluvio su un mondo di empi; 2,6 se condannò alla distruzione le città di Sodoma e Gomorra, riducendole in cenere,

perché servissero da esempio a quelli che in futuro sarebbero vissuti empiamente;

2Piet 2, 2- 6;


E così come qui sopra il Signore, in Luca 17,26-30, accanto ai “giorni di Noè” paragona anche i “giorni di Lot” con la futura situazione durante la Grande Tribolazione, qui anche Giuda e Pietro menzionano entrambi gli eventi e profetizzano che essi sono un esempio di come le cose andranno in futuro (durante la Grande Tribolazione) per gli empi di questo mondo “che come loro commettono atti osceni e rincorrono carne straniera” (Gd 1,7/Lutero).

Anche Paolo nella lettera ai romani adduce l’empietà e la libidine come le ragioni dell’ira di Dio. In primo luogo, egli condanna gli atei, “poiché quel che si può conoscere di Dio è manifesto in loro (tutta la creazione), avendolo Dio manifestato loro” ed essi di questo non sono grati a Dio, ma adorano idoli di legno e di pietra in forma di figure umane (Buddha, indù "dei", la Maria cattolica, Isa 44:16-17, o i "Santi" morti cattolici, un culto dei morti, Isa 8:19-20, ecc ecc).

L'ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ingiustizia degli uomini.

Rom 1,18 L'ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ingiustizia degli uomini che soffocano la verità con l'ingiustizia; 1,19 poiché quel che si può conoscere di Dio è manifesto in loro, avendolo Dio manifestato loro; 1,20 infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo essendo percepite per mezzo delle opere sue; perciò essi sono inescusabili, 1,21 perché, pur avendo conosciuto Dio, non l'hanno glorificato come Dio, né l'hanno ringraziato; ma si sono dati a vani ragionamenti e il loro cuore privo d'intelligenza si è ottenebrato. 1,22 Benché si dichiarino sapienti, sono diventati stolti, 1,23 e hanno mutato la gloria del Dio incorruttibile in immagini simili a quelle dell'uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili. Rom 1,18-23;


E poi, qui sotto in Rom 1,24, Paolo ci dice che questa empietà è la ragione per cui Dio ha abbandonato gli esseri umani ai desideri dei loro cuori. E il fatto che queste dichiarazioni di Paolo in Rom 1,29-31 non debbano essere classificate come “una vecchia storia”, lo si può vedere e comprendere da alcuni esempi attuali:

Corruzione: p. es l’aeroporto BER di Berlino.

Truffa: p. es. Uli Hoeneß (presidente del football club tedesco "Bayern München") - con un’evasione fiscale di 28 milioni di euro, il patrimonio del produttore di insaccati Ulrich Hoeneß ammonta almeno a quattrocento milioni(!) di euro. Alcuni fans computazionalmente deboli dell’FC Bayern possono versare calde lacrime, se questo truffatore dovrà passare 3 anni e mezzo dietro alle sbarre.

Avidità a tutti i livelli: p. es. i “bonus” dei manager di banca.

Ardente lussuria: p. es. il carnevale di Rio.

Omosessualità: p. es. il “Life Ball” di Vienna, etc…


Gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono infiammati nella loro libidine gli uni per gli altri.

Rom 1,24 Per questo Dio li ha abbandonati all'impurità, secondo i desideri dei loro cuori, in modo da disonorare fra di loro i loro corpi; 1,25 essi, che hanno mutato la verità di Dio in menzogna e hanno adorato e servito la creatura invece del Creatore, che è benedetto in eterno. Amen.

1,26 Perciò Dio li ha abbandonati a passioni infami: infatti le loro donne hanno cambiato l'uso naturale in quello che è contro natura; 1,27 similmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono infiammati nella loro libidine gli uni per gli altri commettendo uomini con uomini atti infami, ricevendo in loro stessi la meritata ricompensa del proprio traviamento.

1,28 Siccome non si sono curati di conoscere Dio, Dio li ha abbandonati in balìa della loro mente perversa sì che facessero ciò che è sconveniente;

1,29 ricolmi di ogni ingiustizia, malvagità, cupidigia, malizia; pieni d'invidia, di omicidio, di contesa, di frode, di malignità;

1,30 calunniatori, maldicenti, abominevoli a Dio, insolenti, superbi, vanagloriosi, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori,

1,31 insensati, sleali, senza affetti naturali, spietati.

1,32 Essi, pur conoscendo che secondo i decreti di Dio quelli che fanno tali cose sono degni di morte, non soltanto le fanno, ma anche approvano chi le commette. Rom 1,24-32;


Tuttavia, naturalmente, Paolo non si è inventato da solo tutto questo, ma si riferisce all’Antico Testamento e ai comandamenti di Dio per il matrimonio e la castità, nei quali l’omosessualità viene accostata alla sodomia (rapporto sessuale con animali).

Non avrai con un uomo relazioni carnali come si hanno con una donna: è cosa abominevole..

Lev 18,22 Non avrai con un uomo relazioni carnali come si hanno con una donna: è cosa abominevole. 23 Non ti accoppierai con nessuna bestia per contaminarti con essa; la donna non si prostituirà a una bestia: è una mostruosità. 18,24 Non vi contaminate con nessuna di queste cose; poiché con tutte queste cose si sono contaminate le nazioni che io sto per cacciare davanti a voi. 18,25 Il paese ne è stato contaminato; per questo io punirò la sua iniquità; il paese vomiterà i suoi abitanti. 18,26 Voi dunque osserverete le mie leggi e le mie prescrizioni, e non commetterete nessuna di queste cose abominevoli: né colui che è nativo del paese, né lo straniero che abita in mezzo a voi. 18,27 Poiché tutte queste cose abominevoli le ha commesse la gente che vi era prima di voi, e il paese ne è stato contaminato. 18,28 Badate che, se contaminate il paese, esso non vi vomiti come ha vomitato le nazioni che vi stavano prima di voi. 18,29

Poiché tutti quelli che commetteranno qualcuna di queste cose abominevoli saranno eliminati dal mezzo del loro popolo.



18,30 Osserverete dunque i miei ordini e non seguirete nessuno di quei costumi abominevoli che sono stati seguiti prima di voi, e non vi contaminerete con essi. Io sono il SIGNORE vostro Dio"». Lev 18,22-30;


Ciò che Paolo, inoltre, qui sopra in Rom 1,29-31 enumera tra queste “infami passioni“ oltre all’omosessualità, suona come una descrizione del comportamento di alcuni nostri contemporanei:

Ingiustizia, malvagità, avidità, cattiveria, pieni di invidia, omicidio, lite, astuzia, perfidia, essi sono calunniatori, diffamatori, odiatori di Dio, violenti, presuntuosi, gradassi, inventori di brutte cose, disubbidienti ai genitori, incapaci di capire, infedeli, privi di amore naturale, spietati.


Era dunque così già prima del Diluvio Universale e qualcosa di molto simile vale anche per gli esseri umani di Sodoma, come ci dice appunto la Bibbia. Poiché anche là, nella pianura del Giordano, la cattiveria e l’omosessualità (anche la sodomia?) erano così diffuse, Dio aveva deciso di annientare tutte le città che si trovavano là. L’unico ostacolo a ciò era costituito da Lot e dalla sua famiglia, che abitavano nella città e che Dio, per il legame con Abramo, zio di Lot, voleva risparmiare.

Perciò, Dio mandò due angeli a Sodoma presso Lot, con l’ordine di portare fuori e salvare lui e la sua famiglia - sua moglie e le due figlie - prima dell’annientamento della città. Ciò che però gli angeli non avevano messo in conto, era l’assoluta lussuria di quei gay. Qui il termine tedesco “Geilheit/geil” (la cui prima traduzione in italiano è “lussuria/lascivo, libidinoso”) non deve essere compreso con il “linguaggio dei giovani di oggi” nel significato timidamente auto-rivelativo di “grande, fantastico, figo”, ma nel suo senso originario dell’uso linguistico tedesco in quanto “sessualità insaziabile”.

Dove sono quegli uomini che sono venuti da te questa notte? Falli uscire, perché vogliamo abusare di loro.

Gen 19,1 I due angeli giunsero a Sodoma verso sera. Lot stava seduto alla porta di Sodoma; come li vide, si alzò per andare loro incontro, si prostrò con la faccia a terra, 19,2 e disse: «Signori miei, vi prego, venite in casa del vostro servo, fermatevi questa notte, e lavatevi i piedi; poi domattina vi alzerete per tempo e continuerete il vostro cammino». Essi risposero: «No, passeremo la notte sulla piazza». 19,3 Ma egli fece loro tanta premura, che andarono da lui ed entrarono in casa sua. Egli preparò per loro un rinfresco, fece cuocere dei pani senza lievito ed essi mangiarono. 19,4 Ma prima che si fossero coricati, gli uomini della città, i Sodomiti, circondarono la casa: giovani e vecchi, la popolazione intera venuta da ogni lato. Chiamarono Lot e gli dissero: 19,5 «Dove sono quegli uomini che sono venuti da te questa notte? Falli uscire, perché vogliamo abusare di loro». Gen 19, 1- 5;


I gay di Sodoma erano infatti così libidinosi, che volevano stuprare persino questi angeli, che avevano trascorso la notte presso Lot. Lot, che sapeva che coloro che erano venuti a fargli visita erano angeli, volle naturalmente impedire tutto questo e, in preda alla disperazione, offrì a questa gentaglia libidinosa omosessuale persino le sue due figlie ancora vergini come “sostituto”.

Ecco, ho due figlie che non hanno conosciuto uomo: lasciate che io ve le conduca fuori.

Gen 19,6 Lot uscì verso di loro sull'ingresso della casa, si chiuse dietro la porta, e disse: 19,7 «Vi prego, fratelli miei, non fate questo male! 19,8 Ecco, ho due figlie che non hanno conosciuto uomo: lasciate che io ve le conduca fuori, e voi farete di loro quel che vi piacerà; ma non fate nulla a questi uomini, perché sono venuti all'ombra del mio tetto». 19,9 Essi però gli dissero: «Togliti di mezzo!» E ancora: «Quest'individuo è venuto qua come straniero e vuol fare il giudice! Ora faremo a te peggio che a quelli!» E, premendo Lot con violenza, s'avvicinarono per sfondare la porta. Gen 19, 6- 9;


Tuttavia, questi pervertiti erano fissati sugli uomini, non volevano saperne di acconsentire a questo scambio ed essi minacciarono persino di “conoscere” Lot (nell’uso linguistico biblico si indica così il rapporto sessuale fra uomo e donna), se egli non avesse dato loro i due uomini. La formulazione in Gen  19,9: “e premendo Lot con violenza” rende plausibile ipotizzare che essi lo abbiano realmente violentato.

Alla fine gli angeli poterono salvarsi solo colpendo di cecità l’intera banda di gay libidinosi - “giovani(!) e vecchi”, come ci viene detto in Gen 19,4 - così che nessuno di loro riuscì più a trovare la porta della casa di Lot. E il mattino successivo, i due angeli condussero Lot e la sua famiglia fuori dalla città e Dio fece piovere su tutta la superficie della pianura del Giordano zolfo e fuoco, annientando in tal modo tutti gli abitanti delle città.

Allora il SIGNORE fece piovere dal cielo su Sodoma e Gomorra zolfo e fuoco, da parte del SIGNORE

Gen 19,24 Allora il SIGNORE fece piovere dal cielo su Sodoma e Gomorra zolfo e fuoco, da parte del SIGNORE; 19,25 egli distrusse quelle città, tutta la pianura, tutti gli abitanti delle città e quanto cresceva sul suolo. 19,26 Ma la moglie di Lot si volse a guardare indietro e diventò una statua di sale.
19,27 Abraamo si alzò la mattina presto e andò al luogo dove si era prima fermato davanti al SIGNORE; 19,28 guardò verso Sodoma e Gomorra e verso tutta la regione della pianura, ed ecco vide un fumo che saliva dalla terra, come il fumo di una fornace. 19,29 Fu così che Dio si ricordò d'Abraamo, quand'egli distrusse le città della pianura e fece scampare Lot al disastro, mentre distruggeva le città dove Lot aveva abitato. Gen 19,24-29;


Vediamo quindi che in entrambi i casi - sia nel caso del Diluvio Universale così come nel caso dell’annientamento di Sodoma e Gomorra - la cattiveria e l’empietà degli esseri umani è stata la causa per la quale Dio ha abbandonato gli esseri umani alle infami passioni, come l’omosessualità, la libidine, l’avidità di qualunque sorte, l’invidia, l’assassinio, l’inganno, etc…

Rom 1,24 Per questo Dio li ha abbandonati all'impurità, secondo i desideri dei loro cuori, in modo da disonorare fra di loro i loro corpi. 1,25 essi, che hanno mutato la verità di Dio in menzogna e hanno adorato e servito la creatura invece del Creatore, che è benedetto in eterno. Amen.

Rom 1,26 Perciò Dio li ha abbandonati a passioni infami: infatti le loro donne hanno cambiato l'uso naturale in quello che è contro natura; 1,27 similmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono infiammati nella loro libidine gli uni per gli altri commettendo uomini con uomini atti infami, ricevendo in loro stessi la meritata ricompensa del proprio traviamento.

Rom 1,28 Siccome non si sono curati di conoscere Dio, Dio li ha abbandonati in balìa della loro mente perversa sì che facessero ciò che è sconveniente


E da ciò possiamo ora dedurre che anche ai giorni nostri la diffusione mondiale di tutti questi modi di comportarsi accanto ad altre profezie degli Ultimi Tempi rappresenta un segnale del tutto concreto per la posizione biblica per la condizione della nostra società.



Il famoso ebreo messianico Jacob Damkani, predicatore di Trumpet of Salvation to Israel [Tromba della Salvazione di Israele], nella sua lettera di istruzione sulle Alleanze di Dio, vede la cosa nello stesso modo:


(I testi in cornice nera sono citazioni fatte da visitatori di questo sito o da altri autori!)

(Da Sodoma ai giorni nostri - nulla è cambiato. / Le alleanze di Dio, di Jacob Damkani)

In Gen 19,11, vediamo un versetto sorprendente. Non ha nulla a che fare con l’Alleanza, ma vorrei tuttavia mostrarvelo. Questo versetto ci offre un’immagine del tipo di esseri umani con i quali abbiamo a che fare nel mondo. Era così al tempo di Sodoma e Gomorra, ma è lo stesso anche adesso, in questo tempo della Storia. Nulla è cambiato. Il cuore dell’essere umano è rimasto lo stesso. Questo è un versetto fondamentale: “Colpirono di cecità la gente che era alla porta della casa, dal più piccolo al più grande, così che si stancarono di cercare la porta”.

Poiché essi furono così colpiti di cecità, si penserebbe che essi fossero giunti alla ragione e fossero diventati coscienti delle persone con le quali qui hanno a che fare. Dio onnipotente. Ma no, essi cercarono ancora la porta. Essi erano ciechi e cercavano ancora la porta. Se l’essere umano è pieno di peccati, egli non ha occhi per vedere, non ha cuore per pensare, né intelletto da usare. È incredibile. Questi uomini furono colpiti di cecità e invece di andarsene umiliati, con la consapevolezza che in questo caso erano colpevoli, cercarono e tentarono di nuovo di trovare la porta. Cosa ci dice tutto questo? Che queste persone erano cadute nel peccato, che si potrebbe annunciare loro il Vangelo davvero giorno e notte ma tanto essi non lo vogliono ascoltare. Essi sono davvero irresponsabile.

Tratto da discorso 1111: “L’Alleanza di Dio, di Jacob Damkani/Sodoma.


(Vedi anche Discorso 1114: "L’insegnamento degli ebri messianici." [non ancora disponibile in Italiano, leggi in tedesco / leggi in inglese])



Ma, sulla base di questi eventi biblici, possiamo gettare uno sguardo anche in un futuro non così tanto lontano. Sebbene gli stupri da parte di omosessuali, quali erano così comuni a Sodoma, nei nostri attuali tempi moderni siano impensabili, in determinate circostanze una simile situazione potrebbe anche verificarsi. Il movimento degli omosessuali sta diventando sempre più grande in tutto il mondo e non durerà a lungo se non si formerà anche come movimento politico. E con così tanti seguaci, potrebbe assolutamente anche essere che il partito politico - quanto meno nei consigli comunali - abbia presto una maggioranza.

E così come gli uomini che volevano entrare a Sodoma come cittadini (gli angeli) dovettero palesemente sottoporsi a un “test di ammissione”, anche il partito omosessuale in Parlamento, con la sua maggioranza democraticamente legittimata, potrebbe decretare una legge che prescrive a tutti i cittadini - pena la perdita del diritto di residenza nella città - una certificazione di solidarietà, sulla base della quale essi, per essere accettati dai consigli comunali omosessuali, sarebbero costretti a partecipare ad una sorta di “Live-Ball-Party” come “verifica” della loro fedeltà d’animo alle idee omosessuali.

La nuova tolleranza.

Da parecchio tempo, la nuova tolleranza viene predicata in tutto il mondo e a tutti i livelli. La finalità in sé auspicabile di un simile atteggiamento mentale, negli ultimi anni, si è tuttavia trasformata nel contrario. Invece di integrare nella società persone e comportamenti ingiustamente emarginati, i diversi gruppi sfruttano il favore del momento per elevare a norma le loro opinioni nel passato giustamente rifiutate.

Per di più, quelli che sino ad ora sono stati i pilastri della società, come il matrimonio, la famiglia, l’onestà e l’incorruttibilità, vengono spiegati come modelli di fine serie e gradualmente sostituiti con il matrimonio omosessuale (Rom 1:26-32), la famiglia patchwork, il tradimento e la corruzione (2Tim 3:1-4). Ma in tal modo, però, soprattutto anche ai bambini e ai giovani viene inculcato un orientamento di vita totalmente falso, cosa che costerà caro in seguito.

Rimane solo da sperare che l’“istupidimento di massa” della società (Peter Scholl-Latour) non progredisca troppo oltre, per riconoscere questo pericolo e contrapporvi resistenza. Non può essere che in una democrazia del XXI secolo poche persone anomale costringano la maggioranza dominante della popolazione ad accettare il loro volere.




Il principio di dolori.

Colui che trattiene è già stato tolto di mezzo?

Accanto a questa posizione biblica qui sopra della società umana - i “segni del tempo” - questa interpretazione ha però un aspetto persino più interessante per l’esegesi biblica. Ossia, il fatto che la formulazione: “Dio li ha abbandonati”, (Rom 1:28-29) ragionando al contrario, significa che, fino ad ora, Dio ha in un qualche modo trattenuto l’umanità nella sua cattiveria, nelle sue passioni e nel suo senso abietto.

Tale questione è già stata trattata nel discorso 108 citato dalla visitatrice più sopra, ma non ancora in relazione con le nuove conseguenze che qui sono state comprese per la prima volta. Nel discorso 108, è stata citata la relativa dichiarazione di Paolo in 2Tess 2,1-12, che andrebbe menzionata anche qui ai fini di una migliore comprensione.

Infatti il mistero dell'empietà è già in atto, soltanto c'è chi ora lo trattiene, finché sia tolto di mezzo.

2Tecs 2,1 Ora, fratelli, circa la venuta del Signore nostro Gesù Cristo e il nostro incontro con lui, vi preghiamo 2,2 di non lasciarvi così presto sconvolgere la mente, né turbare sia da pretese ispirazioni, sia da discorsi, sia da qualche lettera data come nostra, come se il giorno del Signore fosse già presente. 2,3 Nessuno vi inganni in alcun modo; poiché quel giorno non verrà se prima non sia venuta l'apostasia e non sia stato manifestato l'uomo del peccato, il figlio della perdizione, 2,4 l'avversario, colui che s'innalza sopra tutto ciò che è chiamato Dio od oggetto di culto; fino al punto da porsi a sedere nel tempio di Dio, mostrando se stesso e proclamandosi Dio. 2,5 Non vi ricordate che quand'ero ancora con voi vi dicevo queste cose? 2,6 Ora voi sapete ciò che lo trattiene affinché sia manifestato a suo tempo.

2,7 Infatti il mistero dell'empietà è già in atto, soltanto c'è chi ora lo trattiene, finché sia tolto di mezzo. 2,8 E allora sarà manifestato l'empio, che il Signore Gesù distruggerà con il soffio della sua bocca, e annienterà con l'apparizione della sua venuta. 2,9 La venuta di quell'empio avrà luogo, per l'azione efficace di Satana, con ogni sorta di opere potenti, di segni e di prodigi bugiardi, 2,10 con ogni tipo d'inganno e d'iniquità a danno di quelli che periscono perché non hanno aperto il cuore all'amore della verità per essere salvati. 2,11 Perciò Dio manda loro una potenza d'errore perché credano alla menzogna; 2,12 affinché tutti quelli che non hanno creduto alla verità, ma si sono compiaciuti nell'iniquità, siano giudicati. 2Tecs 2, 1-12;


Da un lato, qui, Paolo si occupa della domanda dei Tessalonicesi sul giorno della “Venuta di nostro Signore Gesù Cristo e della nostra riunione con lui” - e dunque del Ritorno e del Rapimento. Ed egli li rassicura sul fatto che quel giorno verrà solo quando l'uomo del peccato, il figlio della perdizione - ovvero l’Anticristo - si manifesterà e regnerà.

E poi Paolo, in 2Tess 2,5, parla in modo un po’ criptico del fatto che egli, durante la sua ultima visita, aveva detto qualcosa ai Tessalonicesi, di cui essi dovrebbero ricordarsi. Ciò che egli aveva detto loro, purtroppo non ci è dato saperlo. Dalla dichiarazione contenuta nella sua prossima frase (versetto 6): “Ora voi sapete ciò che lo trattiene affinché sia manifestato a suo tempo”, possiamo soltanto desumere che egli, a quanto pare, aveva comunicato loro una rivelazione, che era relativa al fatto che qualcosa “lo trattiene” (l’Anticristo), cosicché egli sarà manifestato “a suo tempo”.

Tuttavia, nel successivo versetto in 2Tess  2,7, otteniamo poi anche un indizio ulteriore: “Infatti il mistero dell’empietà è già in atto, soltanto c’è chi ora lo trattiene, finché sia tolto di mezzo”. Anche qui, dunque, c’è qualcuno che lo trattiene. Ma chi o “cosa” è “ciò che lo trattiene” - in 2Tess 2,6? Se non si vogliono volontariamente separare queste dichiarazioni di Paolo in 2Tess 2,6-7, appare abbastanza evidente che Paolo qui non sta parlando di due diversi soggetti, come molti esegeti invece ritengono. In entrambi i casi, è intesa molto semplicemente una sola e la stessa persona, ossia lo Spirito Santo.

Con il “che lo trattiene”, qui, (anche nel greco neutro! cfr. Fil 2,13) si intende l’attività dello Spirito Santo negli esseri umani, ciò che trattiene. E ciò sia nei fedeli, che in coloro che non credono, così da trattenere in questi ultimi la completa maturazione del seme del male e la comparsa dell’Anticristo con la Grande Tribolazione prima del tempo stabilito da Dio.

Dall’altro lato, con l’espressione “chi lo trattiene”, la persona dello Spirito Santo stesso con la sua attività funge da colui che trattiene. Se ora consideriamo ancora una volta questa dichiarazione di Paolo, tale interpretazione - anche delle connessioni logiche - appare molto piu appropriata.

Il mistero dell’empietà sarà rivelato soltanto se colui che trattiene sarà stato tolto di mezzo.

2Tess 2,5 Non vi ricordate che quand'ero ancora con voi vi dicevo queste cose? 2,6 Ora voi sapete ciò che lo trattiene (l’attività dello Spirito Santo negli esseri umani/FH) affinché sia manifestato a suo tempo. 2,7 Infatti il mistero dell'empietà è già in atto, soltanto c'è chi ora lo trattiene(lo Santo Spirito/FH), finché sia tolto di mezzo. 2,8 E allora sarà manifestato l'empio, che il Signore Gesù distruggerà con il soffio della sua bocca, e annienterà con l'apparizione della sua venuta. 2,9 La venuta di quell'empio avrà luogo, per l'azione efficace di Satana, con ogni sorta di opere potenti, di segni e di prodigi bugiardi, 2Tess 2, 5- 9;


Se ora confrontiamo le dichiarazioni di Paolo in Rom 1,24.26.28 e qui sopra in 2Tess  2,5.7 con il modello di comportamento nella società umana di oggi, si può trarre la conclusione che Dio ha tolto di mezzo “colui che trattiene” - e dunque lo Spirito Santo - dagli esseri umani empi, cosicché essi potessero dare libero corso ai desideri dei loro cuori, alle loro infami passioni e al loro senso abbietto.

Tuttavia, come possiamo dedurre da entrambi gli altri giudizi di punizione di Dio inflitti all’umanità, anche Noè per anni dovette stare a guardare l’affaccendarsi dei suoi simili empi e solo allora l’ira di Dio fu così grande che egli decise di annientare l’umanità. E quando egli ordinò a Noè, l’unico giusto, di costruire l’arca, passarono probabilmente ancora degli anni finché Noè con i suoi figli avesse tagliato e plasmato legna a sufficienza e con essa costruito l’arca.

Anche Lot, come unico giusto, dovette stare a guardare ogni giorno la perversa attività a Sodoma e “si tormentava ogni giorno nella sua anima giusta a motivo delle loro opere inique”. Solo nel momento in cui i gay andarono troppo lontano a Sodoma e vollero violentare persino gli angeli, Dio ha scagliato su di loro il suo giudizio.

Il Signore sa liberare i pii dalla prova e riservare gli ingiusti per la punizione nel giorno del giudizio.

2Piet 2,7 e se salvò il giusto Lot che era rattristato dalla condotta dissoluta di quegli uomini scellerati 2,8 (quel giusto, infatti, per quanto vedeva e udiva, quando abitava tra di loro, si tormentava ogni giorno nella sua anima giusta a motivo delle loro opere inique), 2,9 ciò vuol dire che il Signore sa liberare i pii dalla prova e riservare gli ingiusti per la punizione nel giorno del giudizio; 2,10 e soprattutto quelli che vanno dietro alla carne nei suoi desideri impuri e disprezzano l'autorità. 2Piet 2,7-10;


Sarebbe perciò sciocco - così come proclamano alcuni predicatori - ritenere che il Ritorno del Signore e il Rapimento potrebbero avvenire in qualunque giorno. Del tutto al contrario, anche qui, le dichiarazioni della Bibbia affermano che i credenti cristiani devono attraversare questa Grande Tribolazione e soltanto dopo essi potranno contare sulla loro salvezza con il Ritorno del Signore.

(Vedi anche Discorso 71: "Il prossimo grande evento nella storia del mondo per i credenti sarà Il Rapimento?" [non ancora disponibile in Italiano, leggi in tedesco / leggi in inglese])



Gli annunciatori della Parola di Dio.

È dunque così che appare nel mondo di oggi, alla luce di un’accurata verifica sulla base della parola di Dio. Tuttavia, in molte comunità cristiane, tutto ciò continua a non essere compreso. Da un lato, certo, le persone sono molto prese dal mondo nella loro vita quotidiana, e, dall’altro, molte comunità si sono trasformate in associazioni, dove ci si incontra per “condividere” e scambiarsi le ultime novità. E ben poco, invece, per studiare le dichiarazioni della Bibbia.

Si sostiene il matrimonio omosessuale e in taluni luoghi i gay con il loro “partner” vengono addirittura nominati guide della comunità. Gli evasori fiscali e gli adulteri siedono nel consiglio degli anziani e determinano lo sviluppo della comunità. E se per una volta arrivasse un predicatore che parla ai confratelli nella loro coscienza e fa sì che essi - una volta alla settimana - si confrontino con le affermazioni più importanti della Bibbia, in futuro gli verrebbe evitato. Dopo tutto, queste persone sono pagate e nessuno vuole sborsare il proprio denaro per “comprare” dei problemi.

Ma anche se qualcuno tra i confratelli tenesse un sermone e invitasse a leggere la Bibbia non con scopi quantitativi (“Chi alla fine dell’anno ha letto il maggior numero di libri della Bibbia?”), ma per temi e sulla base di tutti i libri della Bibbia e poi a discutere insieme regolarmente in piccoli gruppi e infine ad esporre queste conoscenze qualitative nelle riunioni generale della comunità, egli verrebbe spesso boicottato, in quanto troppo impegnativo e poco divertente.

E così si preferisce piuttosto invitare predicatori ed evangelisti conosciuti, che tirano fuori qualche stupidaggine sull’infinito e incondizionato amore di Dio, e allora tutti possono tornare a casa contenti e- a quanto sembra - rassicurati e avviarsi verso la nuova settimana lavorativa.

L’amore infinito e incondizionato di Dio.

Se l’amore di Dio fosse infinito e incondizionato, questo Dio dovrebbe rimettere a tutti gli esseri umani di tutti i tempi (all’infinito!!) tutti i loro peccati senza rimorso né conversione (incondizionatamente!!). Allora, non sarebbe più necessario alcun sacrificio espiatorio - e Gesù Cristo non avrebbe dovuto morire sulla croce.

Allora tutti i delinquenti, tutti i pluriomicidi, tutti gli atei, tutti i tiranni e tutto il resto della peggior feccia, dal principio del mondo fino alla sua fine (all’infinito!!), senza rimorso né conversione (incondizionatamente!!), entrerebbero nella vita eterna insieme a tutti i cristiani biblici.

Perciò, chi parla di un amore "infinito" e "incondizionato" di Dio, dimostra di non avere alcuna idea del perché Dio abbia lasciato morire suo Figlio sulla croce. Simili persone non hanno ancora assolutamente compreso il fondamento della fede cristiana e sono dunque totalmente inadatte ad esprimere dichiarazioni in merito ad una qualunque caratteristica di Dio.



Anche nelle evangelizzazioni, si tenta di attirare le persone con simili sentenze, che non pensano nemmeno lontanamente a pentirsi e a fare penitenza, ma solo ad aumentare il numero dei membri delle comunità. A nessuno viene in mente di fare presente a queste persone che il Cristianesimo ha a che fare più con l’intelligenza e la disciplina, che non con il piacere il divertimento.

Questi predicatori di un Vangelo dell’opulenza evitano tutto ciò che potrebbe spaventare le persone. Essi hanno chiaramente assunto come modello il cattolico Papa Francesco, che, di recente, durante la sua visita dei due Gran Rabbini di Israele, ha nascosto sotto la panciera la sua croce di Cristo, che porta sul petto appesa ad una catena, poiché la vista della croce di Cristo è considerata un’offesa per gli Ebrei.

(Vedi anche Discorso 115: "Sarà l'ultimo Papa il falso profeta dell'Anticristo?")


Ma anche nelle missioni all’estero, spesso giovani cristiani - con famiglia(!) - vengono mandati in Turchia e finanziati dalle loro opere missionarie. Là essi “cercano di convincere” i turchi mussulmani con il Vangelo per tanto tempo finché essi non li uccidono con 160 coltellate e la moglie con tre bambini viene lasciata sola in un paese islamico straniero.

(Vedi anche Discorso 753: "I cristiani devono amare i propri nemici? - 3. parte: la missione cristiana all'estero." [non ancora disponibile in Italiano, leggi in tedesco / leggi in inglese])


Come vediamo qui sotto, in Mat 10,14-15, nostro Signore Gesù Cristo ci ha ordinato qualcosa di completamente diverso. Ma questo è qualcosa che per lo più viene taciuto ai fratelli e alle sorelle entusiasti delle missioni all’estero - “Che missione sarebbe, quella nella quale si lasciano stare o andare le persone?”. E il fatto di informarsi nella Bibbia stessa per prepararsi al loro compito nelle missioni all’estero - ma anche nelle campagne di evangelizzazione - a questi giovani non viene purtroppo neanche in mente.

Se qualcuno non vi riceve né ascolta le vostre parole, uscendo da quella casa o da quella città.

Mt 10,8 Guarite gli ammalati, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni; gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. 10,9 Non provvedetevi d'oro, né d'argento, né di rame nelle vostre cinture, 10,10 né di sacca da viaggio, né di due tuniche, né di calzari, né di bastone, perché l'operaio è degno del suo nutrimento. 10,11 In qualunque città o villaggio sarete entrati, informatevi se vi sia là qualcuno degno di ospitarvi, e abitate da lui finché partirete. 10,12 Quando entrerete nella casa, salutate. 10,13 Se quella casa ne è degna, venga la vostra pace su di essa; se invece non ne è degna, la vostra pace torni a voi. 10,14 Se qualcuno non vi riceve né ascolta le vostre parole, uscendo da quella casa o da quella città, scotete la polvere dai vostri piedi. 10,15 In verità vi dico che il paese di Sodoma e di Gomorra, nel giorno del giudizio, sarà trattato con meno rigore di quella città. Mt 10,8-15;


E per dirla con le parole del Signore qui sopra: essi non indagano prima per scoprire chi è degno, chi sarebbe realmente interessato ed anche pronto alla conversione e alla penitenza. Ma la fede cristiana viene piuttosto offerta nella “cassetta appesa al collo dei venditori ambulanti” come un’occasione a buon mercato e si garantisce la totale salvezza completamente gratuita. E cioè per chiunque che arrivi e poi si meravigli del fatto che con questo metodo da un lato si conquistano anche i più grandi bugiardi e truffatori per i quali non si parla neanche né di pentimento né di penitenza, mentre dall’altro lato persone che rifiutano questa specie di “conversione” ne sono irritate.

Questa è anche la ragione per cui in molte comunità cristiane le percentuali - dunque il numero dei membri - aumentano, mentre la somma dei fratelli e delle sorelle ortodossi realmente convertiti è in calo. Dopo alcuni vani tentativi di mostrare questa situazione ai capi della comunità e ai predicatori, essi si sentono frustrati e pensano di abbandonare quella comunità.

Ciò che occorre nell’evangelizzazione è rispettare il suddetto comandamento di nostro Signore:

"Se qualcuno non vi riceve né ascolta le vostre parole, uscendo da quella casa o da quella città, scotete la polvere dai vostri piedi."


Il ben noto ma purtroppo già deceduto evangelista ed autore Wilhelm Busch una volta ha formulato così questo concetto in una delle sue eccellenti prediche:



(I testi in cornice nera sono citazioni fatte da visitatori di questo sito o da altri autori!)

(Persone che non sono capaci di credere. / Libro di Wilhelm Busch WB 00, p. 123 ss.)

(…) Il secondo gruppo comprende coloro che dicono: “Io non posso credere!”, ma che in realtà, se fossero totalmente onesti, dovrebbero ammettere: “Io non voglio credere!”. Perché se giungessero ad avere fede dovrebbero modificare completamente la loro vita. E loro non vorrebbero questo. Essi sanno che nella loro vita non va tutto bene. Ma se fossero figli di Dio, allora dovrebbero venire in luce. No, non lo vorrebbero. E poi forse sarebbero considerati stupidi dai loro colleghi. E cosa direbbero i familiari se essi diventassero improvvisamente cristiani? No, meglio di no! E se essi incontrano persone che dicono loro: “Io non posso credere”, allora si guardano attentamente per vedere se non debbano dire piuttosto “Io non voglio mica credere”.

Nella Bibbia vi è una storia sconvolgente. Il Figlio di Dio, il Signore Gesù, siede sul Monte degli Ulivi. Davanti a lui nella valle si trova la città di Gerusalemme nel magnifico splendore del sole. E dall’altra parte si erge il Monte del Tempio, dove si trovava lo splendido tempio, del quale persino i pagani dicevano che era un edificio che doveva davvero essere annoverato tra le meraviglie del mondo. Tutto questo sta davanti a lui. Ma, tutt’a un tratto, i suoi apostoli vedono con orrore che sul volto di Gesù scorrono lacrime: “Gerusalemme, Gerusalemme, troppo spesso ho voluto riunire i tuoi figli come una gallina i suoi pulcini sotto le sue ali, ma voi non avete voluto. Ora siete sottoposti al giudizio di Dio. La vostra città verrà abbandonata a voi desolata” (liberamente tratto da Mat  23,37-38). Questo è uno dei detti più sconvolgenti della Bibbia: “E voi non avete voluto!”. Gli abitanti di Gerusalemme dissero anche: “Non possiamo credere!” - ma essi non volevano credere.

Guardi: chi non vuole credere, non ne ha nemmeno bisogno! Le posso dire una cosa? Nella Chiesa vi è ancora ogni sorta di costrizione. Nel regno di Dio vi è solo la totale libera volontà. Chi vuole vivere senza Dio, può farlo! Dio si offre a noi. Ma noi possiamo rifiutarlo. Lei vuole vivere senza Dio? Può farlo! Vuole vivere senza essere in pace con Dio? Può farlo! Vuole vivere senza pregare? Può farlo! Vuole vivere senza la Bibbia? Può farlo! Vuole trasgredire i comandamenti di Dio? Può farlo! Vuole profanare le domeniche, andare a puttane, bere, mentire, rubare? Può farlo! Chi non vuole questo Salvatore, che Dio ha mandato per salvare i peccatori, può rifiutarlo. Chi vuole correre verso l’inferno, può farlo.

Presso Dio non vi sono costrizioni. Si renda solo conto del fatto che poi deve assumersi le conseguenze. Dio le offre attraverso Gesù la remissione dei peccati e la pace. Lei può dire: “Non ne ho bisogno! Non lo voglio!”. Poi può vivere così. Ma non creda poi che negli ultimi 5 minuti della sua vita - nel momento della morte - potrà ancora capire ciò che Dio le ha offerto per tutta una vita. Lei può rifiutare l’offerta di pace in Gesù, ma poi dovrà però vivere per l’eternità senza essere in pace con Dio. E questo è l’inferno.


L’inferno è il luogo dove ci si è definitivamente e veramente sbarazzati di Dio. Là non sarà mai più invitato. Là non vi sarà più nulla che la chiamerà. Là forse vorrà pregare, ma poi non potrà più farlo. Là vorrà forse invocare il nome di Gesù, ma non le verrà più in mente. Non c’è bisogno che accetti questo messaggio che lo sto comunicando. Può lasciar stare di convertirsi a Gesù. Ma tenga a mente che così facendo lei sceglie l’inferno! Ha la totale libertà di farlo!

“E voi non avete voluto!” dice Gesù agli abitanti di Gerusalemme. Non li costrinse. Ma ciò che essi scelsero, era orribile

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Wilhelm  Busch (1897-1966) fu giovane parroco ad Essen, evangelista, predicatore, scrittore ed autore.

(Questo passo e l’immagine sono tratti dal libro “Jesus unser Schicksal” [“Gesù il nostro destino], di W. Busch, Schriftenmissions-Verlag Gladbeck/Westfalen [Edizioni delle missioni scritturali Gladbeck/Westfalen]. ISBN 3-7958-0364-0)



(Vedi anche Discorso 55: "Perché Dio permette le sofferenze?" [non ancora disponibile in Italiano, leggi in tedesco / leggi in inglese])


Per chiarire ancora una volta cosa dice questo venerando uomo di Dio nella predica succitata:

Presso Dio non vi è alcuna sorta di costrizione. Nel regno di Dio vi è solo la totale libera volontà”.

Perciò, anche le domande sul perché Dio “ammetta” cose terribili come la guerra, l’omicidio, il crimine, la truffa, la corruzione, etc…sono poste ai falsi destinatari. Non è Dio che ammette tutto questo, ma è l’essere umano, che agisce nella totale libertà del suo agire e del suo volere che Dio gli ha concesso!

Dio interviene sempre solo se l’umanità rischia di annientarsi. Qui finora lo Spirito Santo ha sempre trattenuto l’accadimento del peggio, per esempio:

Tramonto del Terzo Reich: dopo l’attuale valutazione di esperti internazionali, i Nazisti, se fossero stati solo due o tre anni in più al potere, con il loro materiale bellico che stavano sviluppando (la bomba atomica, le missili V1 e V2, l’aeroplano Stealth) non avrebbero soltanto vinto la guerra in Europa, ma sarebbero stati un pericolo per tutto il mondo.

Crisi di Cuba: se John F. Kennedy, a quel tempo non considerato particolarmente capace di farsi valere, non avesse opposto resistenza alle pressioni dei suoi generali di assalire i Russi, e se Chrušcëv, che dal canto suo era conosciuto per essere estremamente impulsivo, non avesse mostrato in quell’occasione una grande moderazione, il mondo sarebbe scivolato nella sua prima guerra atomica.


Crollo dell’Unione Sovietica: per 70 anni, i capi dell’Unione Sovietica furono ossessionati dal sogno di un dominio mondiale comunista. Solo Gorbačëv ha introdotto in questo una svolta e in seguito a ciò sia il sogno che l’Unione andarono in frantumi.


E - a partire dall’antichità fino ai tempi moderni - vi sono ancora molti altri “casi” che andrebbero citati qui. In tal modo, Dio vuole dare ancora una chance a quegli esseri umani che arrivano all’uso della ragione e riconoscono che l’umanità stessa ha la responsabilità delle proprie azioni e delle proprie omissioni. Purtroppo, però, anche nel presente vi sono solo pochissime persone ragionevoli, che, sulla base di tutti questi eventi nel mondo, cominciano a comprendere la situazione e a decidersi a fidarsi di questo Dio.

L’esistenza eterna di ogni essere umano.

Ogni essere umano, che con la sua nascita corporale abbandona, vivo, il sacco amniotico della madre, e che, dunque è "nato d’acqua" (liquido amniotico, fluidità amniotica) (Giov 3:5), riceve da Dio (Giov 4:24) uno spirito umano (1Cor 2:11) con l’esistenza eterna (Mat 25:46). Nella prima parte temporale e terrena di questa esistenza - nella sua vita, l’essere umano ha la possibilità di scegliere in assoluta libertà e senza alcuna costrizione con lo spirito datogli da Dio se donare a questo Dio, il creatore di tutta la vita, la sua completa fiducia e tutto il suo amore.

Dopo la sua morte, il corpo dell’essere umano ridiventa polvere, dalla quale esso era stato creato (Gen 2:7), mentre il suo spirito si incamminerà verso il regno dei morti (Dan 12:2; 1Piet 3:18-19; 1Cor 15:23-24), dove esso trascorrerà il tempo fino alla sua risurrezione in uno stato simile al sonno (1Tess 4:15-16).

Nel momento della Risurrezione (Rom 6:4-5), la "rinascita dallo spirito" (Mat 19:28; 1Piet 1:18; Giov 3:7), l’essere umano riceve nuovamente un corpo  (1Cor 15:43-44; Mat 22:30; Giov 3:8; Rom 8:10-11), simile a quello del figlio di Dio dopo la sua risurrezione (Giov 20:26-27).

Se c’è un corpo naturale, c’è anche un corpo spirituale.

1Cor 15,42 Così è pure della risurrezione dei morti. Il corpo è seminato corruttibile e risuscita incorruttibile; 15,43 è seminato ignobile e risuscita glorioso; è seminato debole e risuscita potente; 15,44 è seminato corpo naturale e risuscita corpo spirituale. Se c’è un corpo naturale, c’è anche un corpo spirituale. 15,45 Così anche sta scritto: «Il primo uomo, Adamo, divenne anima vivente» (Gen 2,7); l’ultimo Adamo è spirito vivificante. 15,46 Però, ciò che è spirituale non viene prima; ma prima, ciò che è naturale, poi viene ciò che è spirituale. 15,47 Il primo uomo, tratto dalla terra, è terrestre; il secondo uomo è dal cielo. 15,48 Qual è il terrestre, tali sono anche i terrestri; e quale è il celeste, tali saranno anche i celesti. 15,49 E come abbiamo portato l’immagine del terrestre, così porteremo anche l’immagine del celeste. 1Cor 15,42-49;

Con questo corpo, l’essere umano starà poi durante il Giudizio Universale al cospetto del Figlio di Dio, che, per incarico di Dio (Giov 5:22, 26-27), giudicherà ciascun essere umano secondo le azioni terrene e in base alla scelta da lui compiuta in vita a favore o contro Dio (Rom 2:16).

Ogni essere umano, che durante la sua vita ha scelto a favore di Dio e di abbracciare la fede in suo figlio Gesù Cristo (Giov 17:2-3), ha la possibilità, davanti a questo tribunale, di ricorrere alla morte espiante del Figlio di Dio, che rappresenta l’espiazione per i peccati di tutti gli uomini, anche per la cancellazione dei propri peccati - ossia le trasgressioni dei comandamenti di Dio (Giov 3:16) - ed egli così sarà salvato (Giov 5:24). A quegli esseri umani che non hanno accettato questa fede, non verrà concessa la remissione dei loro peccati ed essi saranno perciò condannati (Giov 3:36).

Dopo il Giudizio Universale, questi esseri umani condannato trascorreranno la loro esistenza eterna nelle tenebre (Mat 22:13) della dannazione del fuoco eterno (Mat 18:8), con pianti e stridore di denti (Mat 13:49-50), poiché essi in vita hanno rifiutato di accostarsi alla fede, e con la consapevolezza definitiva che non potranno mai più riparare e che la loro condizione non potrà mai più essere cambiata.

Coloro che sono stati salvati, al contrario, trascorreranno la loro vita eterna (Mat 25:46) nella Nuova Creazione alla luce di Dio su una terra nuova (Apoc 20:11) e sotto un nuovo cielo, che Dio ha creato (Apoc 21:1-3,5).

Da questo punto di vista si è già espresso il noto evangelista e predicatore Wilhelm Busch con i suoi ascoltatori: “Non c’è bisogno che accettiate il messaggio che io vi rivolgo. Potete lasciare stare di convertirvi a Gesù. Ma sappiate bene che così facendo scegliete l’inferno! Avete piena libertà!” (Persone che non sono capaci di credere.)

(Vedi anche discorso 22: “Esiste l’immortalità dell’anima?”)




La causa delle guerre civili, delle carestie e dei terremoti negli Ultimi Tempi: il principio di dolori.

Per rispondere infine anche alla domanda del commentatore citato all’inizio:

“(…) e poi più avanti in questo testo (Mat 24:6-8) si dice: “e vi saranno qua e là carestie e terremoti”, allora mi chiedo - nello stesso modo in cui se lo è chiesto lei - perché non vi possano essere “nazioni contro regni” e “regni contro nazioni” - perché in rapporto a questi eventi bellici debbano esservi associati proprio terremoti e carestie. Sebbene si potrebbero anche vedere le carestie come la conseguenza delle tante guerre e delle distruzioni nei vari paesi, pare estremamente dubbio che simili eventi possano avere scatenato dei terremoti”.

Qui penso che si debbano analizzare in modo più preciso queste dichiarazioni del Signore. È fuori di dubbio che qui vi è un nesso causale, tuttavia mi pare che una dipendenza puramente causale - con le carestie e i terremoti come conseguenze delle guerre - sia troppo inadeguata come spiegazione.

Se pensiamo alla situazione di un tempo a Sodoma illustrata più sopra, dopo tutto, nemmeno l’omosessualità degli abitanti di queste città nella pianura del Giordano era la causa della pioggia di fuoco e zolfo (Luca 17:28-29). Era sì il fattore scatenante, ma non la causa. La causa erano l’empietà degli esseri umani e il loro rifiuto di rispettare i comandamenti di Dio.

Ora però qui si può naturalmente a ragione obiettare che sia ai tempi di Lot - e piutosto ai tempi di Noè - non c’era nessuna Bibbia e come potevano, quindi, gli esseri umani conoscere quali sono i comandamenti di Dio? Ma anche così è concepire la questione troppo sbrigativamente: non occorre nessuna Bibbia per riconoscere i comandamenti fondamentali di Dio per la convivenza e per la proficua sopravvivenza dell’umanità.

Dio ha creato la fecondazione tra le creature maschili e quelle femminili affinché si compia quanto affermato nella Bibbia: “crescete, moltiplicatevi” (Gen 1:22). Un atto sessuale tra due creature maschili o femminili fino ad ora non ha ancora prodotto alcuna prole. Perciò, non può essere più evidente di così, quale sia qui la volontà di Dio. Tuttavia, gli esseri umani pur “conoscendo i decreti di Dio” (Rom 1:32), nella loro empietà hanno agito secondo la propria volontà, secondo i propri desideri e brame - Allora come oggi.

Ed è proprio questa la vera causa - allora come oggi: l’empietà degli esseri umani. Essi non credono in un Dio che tiene in mano il destino di questo pianeta. Essi affermano che non esiste alcun Dio. Laddove non si possa negare un piano intelligente, ci si inganna con il “caso e con lunghi lassi di tempo” e si pensa di non avere bisogno di nessun Dio e di avere già tutto sotto controllo.

E poiché Dio concede all’essere umano il libero arbitrio su tutti i piani, egli risponde anche a questo desiderio dell’essere umano: successivamente, per un determinato periodo di tempo, egli si ritira dalla sua creazione. Là, dove Dio attraverso lo Spirito Santo finora ha “trattenuto” tutto nei suoi confini (2Tess 2:7), come:

o  la cattiveria degli esseri umani con guerre, omicidi, delitti, truffe, corruzione, etc…,

o  l’imprevedibilità dell’ambiente, con calamità, epidemie, pandemie, sciami di parassiti, etc… e del tempo meteorologico con periodi di gran caldo e incendi, pesanti piogge e inondazioni, uragani con distruzioni, catastrofi climatiche con le relative conseguenze dell’infertilità dei campi e carestie, ma anche

o  le attività del nostro pianeta con terremoti, tsunami, eruzioni vulcaniche,

ora queste cose - secondo i desideri degli esseri umani - vengono lasciate “in custodia” degli empi. Le catastrofi che risultano da ciò (Apoc 6:8) sono dunque causate dagli esseri umani e non ancora dai giudizi di Dio con miliardi di morti (Apoc 9:15). È l’“inizio delle doglie”, come dice il Signore in Mat 24,8 e non ancora la “nascita” stessa che avverrà solo dopo!

Ma tutto questo non sarà che principio di dolori.

Mt 24,6 Voi udrete parlare di guerre e di rumori di guerre; guardate di non turbarvi, infatti bisogna che questo avvenga, ma non sarà ancora la fine. 24,7 Perché insorgerà nazione contro nazione e regno contro regno; ci saranno carestie e terremoti in vari luoghi; 24,8 ma tutto questo non sarà che principio di dolori. Mt 24, 6- 8;

Luca 21,9 Quando sentirete parlare di guerre e di sommosse, non siate spaventati; perché bisogna che queste cose avvengano prima; ma la fine non verrà subito». 21,10 Allora disse loro: «Insorgerà nazione contro nazione e regno contro regno; 21,11 vi saranno grandi terremoti, e in vari luoghi pestilenze e carestie; vi saranno fenomeni spaventosi e grandi segni dal cielo. Luca 21, 9-11;

Quando infatti diranno: «Pace e sicurezza», allora una subitanea rovina cadrà loro addosso, come le doglie di parto alla donna incinta.

1Tess 5,1 Ora, quanto ai tempi e alle stagioni, fratelli, non avete bisogno che ve ne scriva, 5,2 poiché voi stessi sapete molto bene che il giorno del Signore verrà come un ladro di notte. 5,3 Quando infatti diranno: «Pace e sicurezza», allora una subitanea rovina cadrà loro addosso, come le doglie di parto alla donna incinta e non scamperanno affatto . 5,4 Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, così che quel giorno vi sorprenda come un ladro. 1Tess 5, 1- 4;

Isa 26,9 Con l'anima mia ti desidero, durante la notte; con lo spirito che è dentro di me, ti cerco; poiché, quando i tuoi giudizi si compiono sulla terra, gli abitanti del mondo imparano la giustizia. Isa 26,9;


(Vedi anche Capitolo 03: "La Grande Tribolazione" [non ancora disponibile in Italiano, leggi in tedesco / leggi in inglese])


E se consideriamo ora questa profezia del Signore in Luca 21,10-11:

"Insorgerà nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno grandi terremoti, e in vari luoghi pestilenze e carestie; "


riconosciamo un altro nesso, totalmente diverso, più serio e basilare che non soltanto le guerre, le carestie e i terremoti. Dio ha lasciato agli esseri umani questo mondo per un certo periodo, affinché essi riconoscessero quanto essi sono cattivi e incapaci senza Dio.

Il fatto biblico che l’omosessualità sarà un fattore scatenante della Grande Tribolazione, è - dopo quasi 50 anni di studio biblico - qualcosa di nuovo anche per me. Tutto sommato non ci si occupa tutti i giorni delle perversioni degli empi.

Altrettanto nuovo è apprendere che la “fornicazione e i vizi contro natura” (Gd 1:7) [“rincorrere carne straniera” (Lutero)] per Dio è un orrore tale (Lev 18:29), che “deve essere eliminato dal mezzo del loro popolo” (Lev 18:29) e che era anche la causa per cui Dio sia con il Diluvio Universale che anche a Sodoma ha annientato gli esseri umani (si veda più sopra).

Qualcosa di analogo, però, ci è stato profetizzato anche dagli Apostoli per gli Ultimi Tempi:

Quando vi dicevano: «Negli ultimi tempi vi saranno schernitori che vivranno secondo le loro empie passioni». .

Gd 1,17 Ma voi, carissimi, ricordatevi di ciò che gli apostoli del Signore nostro Gesù Cristo hanno predetto, 1,18 quando vi dicevano: «Negli ultimi tempi vi saranno schernitori che vivranno secondo le loro empie passioni». 1,19 Essi sono quelli che provocano le divisioni, gente sensuale, che non ha lo Spirito. 1,20 Ma voi, carissimi, edificando voi stessi nella vostra santissima fede, pregando mediante lo Spirito Santo, 1,21 conservatevi nell'amore di Dio, aspettando la misericordia del nostro Signore Gesù Cristo, a vita eterna. 1,22 Abbiate pietà di quelli che sono nel dubbio; 1,23 salvateli, strappandoli dal fuoco; e degli altri abbiate pietà mista a timore, odiando perfino la veste contaminata dalla carne. Gd 1,17-23;


Come si dice più sopra, in Gd 1,23, il cristiano biblico dovrebbe odiare “perfino la veste contaminata dalla carne” - ossia la veste di una persona omosessuale. Eppure, in molte comunità cristiane non si ha assolutamente nulla contro le persone omosessuali stesse. Al contrario, esse vengono impiegate come guide della comunità, come anziani o come predicatori.

Interessante è anche il fatto che nella società vi siano persone eterosessuali alle quali non si può rimproverare in nessunissimo modo alcun genere di affinità sessuale con lo stesso sesso, ma che però, a causa “dell’istupidimento di massa attraverso i media” (Peter Scholl-Latour), si lasciano influenzare così tanto che considerano l’omosessualità come qualcosa di “totalmente normale”.

Ma prima o poi un giorno anche qui si porrà la domanda: “Se gli omosessuali, dunque, sono normali, ne consegue allora che gli eterosessuali che dopo tutto (nel senso più vero del termine!) sessualmente sono proprio l’esatto contrario, devono di conseguenza essere anormali?”. Uno si meraviglia, allora, se i gay e le lesbiche sono disposti a tollerare simili “anormali” nella loro società?
 

La diffusione della miscredenza negli ultimi tempi.

Or sappi questo: negli ultimi giorni verranno tempi difficili; perché gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, irreligiosi, insensibili, sleali, calunniatori, intemperanti, spietati, senza amore per il bene, traditori, sconsiderati, orgogliosi,

amanti del piacere anziché di Dio, aventi l’apparenza della pietà, mentre ne hanno rinnegato la potenza. Anche da costoro allontànati! Poiché nel numero di costoro ci sono quelli che si insinuano nelle case e circuiscono donnette cariche di peccati, agitate da varie passioni, le quali cercano sempre d’imparare e non possono mai giungere alla conoscenza della verità.

E come Iannè e Iambrè si opposero a Mosè, così anche costoro si oppongono alla verità: uomini dalla mente corrotta, che non hanno dato buona prova quanto alla fede. Ma non andranno più oltre, perché la loro stoltezza sarà manifesta a tutti, come fu quella di quegli uomini. (2Tim 3,1-9)




La storia del mondo: una settimana con giorni millenari.

Con la breve descrizione nel discorso 122 del ritorno del Signore e del Rapimento, conosciamo ora la successione di questi singoli eventi, ma – come finora in simili interpretazioni – manca la concreta classificazione di questi avvenimenti nella nostra reale dimensione temporale. Sappiamo che tutto questo avrà luogo nel futuro, ma in quale futuro? Tra mille anni, tra diecimila anni o in cento o dieci anni?

Finora nell’esegesi biblica non è stato possibile trovare qui un’interpretazione più o meno concreta – cioè intendiamo realistica –, che si debba verificare anche ed in particolare per mezzo della Bibbia. Ciò hanno già saputo evitarlo per lo più quegli "studiosi della Bibbia" che denigrano simili tentativi con la citazione tratta da Mat 24,36: "Ma quanto a quel giorno e a quell'ora nessuno li sa".

Ora, però, qui, sul sito di Immanuel.at si è riusciti a localizzare questo tipo di approccio nella Scrittura e di conseguenza a costruire un’interpretazione che sia in linea con la realtà. Nella seguente tabella viene assunta come base la dichiarazione di Pietro in 2Piet 3,8: "(…) per il Signore un giorno è come mille anni, e mille anni sono come un giorno" e combinata con il conteggio biblico degli anni – che viene conservato ancora nel calendario ebraico. Tutto questo viene poi completato con il fatto biblico, che il Millennio, il regno di pace millenario di nostro Signore Gesù Cristo è il grande "riposo" (Ebr 4,3-6) e il Sabbat di Dio (Israele vive al sicuro Ger 23,6; 33,16; Eze 38,14; Mic 5,3; Zac 14,11, non impareranno più la guerra Isa 2,4; Mic 4,3). E infine ci si confronta anche con la riflessione secondo la quale anche i giudizi dei sigilli, delle trombe e delle coppe dell’Apocalisse secondo questo "schema settimanale" sono suddivisi ogni volta in 6+1 "giorni".

(Vedi anche tabella 14: “L'Apocalisse – cronologia degli eventi”)

Se dunque gli ultimi mille anni di questo mondo sono il "Sabbat di Dio" e mille anni con Dio sono come un giorno, allora i seimila anni prima (secondo il conteggio degli anni biblico-ebraico) corrispondono ai sei giorni della settimana. E dunque, ora, il tempo della storia del mondo può essere illustrato dal punto di vista biblico in settemila anni e eventi rilevanti di natura mondana e biblica possono essere classificati nel "tempo reale".

 
Giorni della settimana
ebraici
 
Conteggio.
ebraico
anno
corrente.
 
LA SETTIMANA MILLENARIA
Ma voi, carissimi, non dimenticate quest'unica cosa: per il Signore un giorno è come mille anni, e mille anni sono come un giorno.
2Pie 3,8;
Conteggio.
cristiano
anno
a.C./d.C.
 
Giorni della settimana
cristiani
 
 
 
 
Jom Rischon
 
 
0
200
400
600
930
1000
Creazione di Adamo ed Eva
 
 
 
Morte di Adamo
 
-3760
-3560
-3360
-3160
-2830
-2760
 
 
 
Domenica
 
 
 
 
 
Jom Scheni
 
 
1056
1200
1656
1755
1946
2000
Nascita di Noè
 
Diluvio Universale
Dispersione (confusione delle lingue a Babele)
Nascita di Abramo
 
-2704
-2560
-2104
-2005
-1814
-1760
 
 
 
Lunedì
 
 
 
 
 
Jom Schlischi
 
 
2006
2121
2200
2400
2647
2767
Morte di Noè
Morte di Abraamo
 
 
Nascita di Mose
Morte di Mose
-1754
-1639
-1560
-1360
-1113
-993
 
 
 
Martedì
 
 
 
 
 
Jom Revi'i
 
 
3000
3174
3200
3400
3600
3760
 
Distruzione del Tempio di Salomone
 
 
 
Nascita di Gesù Cristo
-760
-586
-560
-360
-160
0
 
 
 
Mercoledì
 
 
 
 
 
Jom Chamischi
 
 
4000
4200
4236
4400
4600
4855
 
 
Fine dell'Impero Romano d'Occidente
 
 
Inizio delle Crociate
240
440
476
640
840
1095
 
 
 
Giovedì
 
 
 
 
 
Jom Schischi
 
 
5000
5252
5400
5600
5777
5800
 
Scoperta dell’America
 
 
2016 d.C.
La Grande Tribolazione
1240
1492
1640
1840
2016
2040
 
 
 
Venerdì
 
 
 
 
 
Schabbat
 
 
6000
6200
6400
6600
6800
7000

Inizio del Millennio
Regno di pace del Figlio di Dio
(Ebr 4,9-10
 
 
La fine del mondo
La Risurrezione / Il Giudizio Universale
2240
2440
2640
2840
3040
3240

 
 
 
Sabato
 

(Vedi anche tabella 20: “La storia del mondo: una settimana dei giorni millenari.”)

(Vedi anche tabella 01: “Cronologia da Adamo a Giacobbe”)



(I testi in cornice nera sono citazioni fatte da visitatori di questo sito o da altri autori!)

(Decine di migliaia di persone marciano insieme alla parata del “Gay Pride” a Tel Aviv. / SWI swissinfo.ch 00, 18-06-2014)

In Israele con l’annuale parata “Gay Pride” per Tel Aviv, decine di migliaia di persone chiedono la parità delle minoranza sessuali. Accompagnati da musica e da bandiere dell’arcobaleno, i partecipanti marciavano pacificamente per le strade della città.

Circa 30'000 turisti si erano messi in viaggi per arrivare alla parata, allestita dal 1998 e considerata nel suo genere una delle più grandi del mondo. “Vogliamo tuttora fondare delle famiglie, sposarci e soprattutto potere essere come tutto il resto del mondo, con gli stessi diritti”, diceva il venticinquenne Maor Rozdoba di Tel Aviv. L’amministrazione comunale manifestò la propria solidarietà, illuminando di notte il comune con le bandiere dell’arcobaleno e dipingendo alcuni marciapiedi di colori variopinti.

SW swissinfo.ch



L’“equiparazione delle minoranze sessuali” comprende anche stupratori di bambini, sodomiti, sadici e masochisti. Tutti sono - grazie a Dio - ancora delle minoranze. Ora, dovrebbero avere tutti gli stessi diritti?

L’affermazione: “Vogliamo tuttora fondare delle famiglie”, ha disconosciuto completamente lo scopo di una famiglia. Essa serve alla propagazione della razza umana, è, nel senso più vero del termine, necessaria per la vita per l’umanità ed è vietata per natura a coppie dello stesso sesso. La “famiglia (…) con gli stessi diritti” che gli omosessuali hanno in mente è un infinito party dello stesso sesso con il totale appoggio finanziario dei contribuenti.


Decine di migliaia di persone alla parata del Gay Pride a Istanbul / Quotidiano "Krone.at", 23.06.2014



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Best of Maspalomas Pride 2014

Non avrai con un uomo relazioni carnali come si hanno con una donna: è cosa abominevole.

Non ti accoppierai con nessuna bestia per contaminarti con essa; la donna non si prostituirà a una bestia: è una mostruosità. Lev 18,22-23;


LA PERDITA DELLA  VERGOGNA É IL PRIMO SEGNO DELLA DEFICIENZA MENTALE.

(Sigmund Freud)




(I testi in cornice nera sono citazioni fatte da visitatori di questo sito o da altri autori!)

(USA: Lo scopo degli omosessuali è la distruzione del matrimonio tra uomo e donna. / Micah Clark 06-04-2013)

Anche se si sa che in tutti i movimenti vi sono elementi radicali, ciò non può sminuire la sorprendente confessione che di recente ha rilasciato la giornalista lesbica Masha Gessen. In uno show radiofonico, ella ammette apertamente che gli attivisti omosessuali mentono riguardo alla loro agenda radicale politica. Masha Gessen dice che essi, in quanto omosessuali, non vogliono assolutamente aderire all’istituzione del matrimonio; essi vogliono ridefinirlo radicalmente, per poi alla fine eliminarlo.

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La giornalista ebrea e attivista lesbica Masha Gessen


Di recente, durante un’intervista radiofonica, Masha Gessen ha detto quanto segue:

“Non si discute sul fatto che essi (gli attivisti omosessuali) debbano avere il diritto di sposarsi, ma io penso anche che non si discuta il fatto che l’istituzione del matrimonio non ha alcun diritto di esistenza. … Se noi combattiamo per il matrimonio dei gay, ciò presuppone sostanzialmente di mentire sul fatto di ciò che noi faremo con il matrimonio, se avremo ottenuto questo - poiché noi mentiamo sul fatto che l’istituzione del matrimonio non verrà cambiata, e questa è una menzogna. L’istituzione del matrimonio dovrebbe venire cambiata ed essa verrà cambiata. E ripeto: non penso che dovrebbe esservi un’istituzione simile. E non collaborerò a inventare favole sulla mia vita. Ciò in un certo senso non è quello che avevo in mente, quando trenta anni fa feci outing. Ho tre figli, che hanno cinque genitori - più o meno - e non concepisco il perché essi non dovrebbero legalmente avere questi cinque genitori. …

Ho trovato la mia nuova partner e lei ha appena avuto un bambino: il padre naturale di questo neonato è mio fratello e il padre biologico di mia figlia è un uomo che vive in Russia, e il mio figlio adottivo lo considera anche come suo padre. E così questi cinque genitori si suddividono in due gruppi di tre. …

E veramente desidererei vivere in un sistema di diritto che possa restituire questa realtà e non penso che ciò sia compatibile con l’istituzione del matrimonio.”

(Fonte: http://www.abc.net.au/radionational/programs/lifematters/why-get-married/4058506)

Da molto tempo, i difensori del matrimonio naturale hanno tentato di richiamare l’attenzione sul fatto che la vera agenda dietro le organizzazioni delle rivendicazioni omosessuali non è l’equiparazione del matrimonio, quanto piuttosto la totale svalutazione del matrimonio e lo sradicamento dei valori tradizionali della società (alla fine ci vorranno anche gli sforzi di portare al silenzio e di punire alcune chiese che si dichiarano apertamente a favore delle dottrine religiose sul matrimonio e sulla morale sessuale).

Mentre solo pochi hanno proclamato la loro opinione con tanta forza quanto questa attivista lesbica nell’intervista, abbiamo numerosi esempi che confermano la sua opinione. Se la possibilità di sposarsi era stata data, secondo la legge, in confronto con i suoi corrispondenti eterosessuali, solo un tasso percentuale relativamente basso di omosessuali non ha lesinato sforzi per sposarsi davvero. Ciò solleva la questione nella quale ci si chiede fino a che punto esista la vera necessità di aprire il matrimonio per l'“onesto” ampliamento dei suoi vantaggi. Soltanto il 12 per cento degli omosessuali nei Paesi Bassi si sposa, in confronto all’86 per cento dei loro coetanei eterosessuali. Meno del 20 per cento delle coppie dello stesso sesso che in California già vivevano insieme, si sono sposate quando ne ebbero l’occasione nell’anno 2008. Contrariamente a ciò, il 91 per cento delle coppie eterosessuali in California, che vivono insieme, si sono anche sposate.

È abbastanza chiaro che qui si tratta di un mutamento culturale e della demolizione dell’“etica” tradizionale delle famiglie, poiché pare che la maggior parte degli omosessuali, che vivono insieme, non vedono né la necessità né sentono il desiderio di sposarsi, eppure, tuttavia, desiderano cambiare radicalmente il matrimonio.

I gay e le lesbiche sono liberi di vivere come vogliono e noi viviamo anche in una società che, se lo fanno, li applaude per bene come mai prima nella nostra storia. Ma essi non hanno il diritto di ridefinire il matrimonio in modo nuovo per tutti i membri della società.

lesbische Journalistin


Per potere comprendere la dichiarazione di questa giornalista lesbica: “E così questi cinque genitori si suddividono in due gruppi di tre”, occorre forse un’analisi approfondita, ma comunque lei ha ragione. Il bambino che la sua compagna ha partorito, ha come padre suo fratello e con lei e la sua compagna due madri. Ed anche sua figlia e suo figlio adottivo hanno con lei e la sua compagna due madri e con l’“uomo che vive in Russia” un padre.

Ora è completamente comprensibile laddove lei dice: “E veramente desidererei vivere in un sistema di diritto che possa restituire questa realtà”. Anche qualunque evasore fiscale vorrebbe vivere volentieri in un sistema di diritto nel quale l’evasione fiscale è la norma ed è consentita.

Tuttavia, proprio questo mostra che ciò non dipende dal sistema di diritto, ma che in esso dipende dal fatto che alcune persone non vogliono attenersi ai principi concordati dalla società e allora si lamentano che il sistema di diritto non può restituire quella “realtà” da loro stessi creata.

L’istituzione del matrimonio, nella società occidentale, si è conservata da quasi duemila anni e basa il suo diritto di esistere - che dalla giornalista lesbica viene negato - sul fatto innegabile che la società umana deve conservarsi mediante la procreazione della prole e due donne o due uomini insieme non possiedono la naturale capacità di generare della prole.

Tale legge di natura è la base dell’istituzione del matrimonio e colui che nega ciò o ha mancato alla lezione di educazione sessuale o tenta di prendere per il naso la società. Tuttavia, come scrive totalmente a ragione Micah Clark, l’autore del succitato articolo, nella nostra società, i gay e le lesbiche possono vivere come vogliono. Ma essi non possono imporre alla popolazione con inclinazioni sessuali normali che questi debbano adeguare la loro morale sessuale e i loro principi etici a quelli della popolazione con tendenze anormali, ovvero degli omosessuali.


Lodate il SIGNORE, voi nazioni tutte! Celebratelo, voi tutti i popoli! Poiché la sua bontà verso di noi è grande, e la fedeltà del SIGNORE dura per sempre.
Alleluia.

Salmi 117, 1- 2;