Discorso 115 – Sarà l’ultimo Papa il falso profeta dell’Anticristo?




La profezia di Malachia: il prossimo Papa è l’ultimo Papa? / Sito web “Profezia di Malachia” 00, 16-2-2013

Perché il Papa dovette dimettersi. / Udo Ulfkotte, KOPP-exklusiv 08/13, 27-02-2013

Babilonia la Grande.

Il primo Anticristo umano.

Il secondo Anticristo demoniaco.

Il falso profeta.

La frode della Chiesa cattolica sul popolo della Chiesa - Tabella I dieci comandamenti.

La prima predica di Jorge Mario Bergoglio come Papa Francesco I. / FOCUS Online 00, 14-03-2013

Come il Papa arrivò a scegliere il proprio nome. / Tagesspiegel 00, 17-03-2013

Abusi sessuali nella chiesa cattolica. WIKIPEDIA (Tedesco)  / Discorso 1151

Omela del Papa a Lampedusa: “Dov’è tuo fratello?” / 2° parte, Discorso 1152

Il primo e il secondo Anticristo. / Discorso 86 – Morte e Risurrezione dell’Anticristo.[non ancora disponibile in italiano, leggi in tedesco / leggi in inglese]

La Bibbia dice che l’Anticristo sarà un ebreo? – Un’analisi. / Discorso 101

(I testi in cornice nera sono citazioni fatte da visitatori di questo sito o da altri autori!)

(La profezia di Malachia: il prossimo Papa è l’ultimo Papa?/ Maria Gress 00, 16-02-2013)

San Malachia (1094-1148) fu un arcivescovo irlandese di Armagh. La chiesa cattolica lo venera come santo. Viene commemorato il 3 novembre. In una visione, a Malachia sono apparsi tutti i futuri Papi. In base ad essa, ci dovrebbero essere 267 Papi (Giovanni Paolo II era il 265° Papa). La profezia dice che il 265° Papa, eccezionalmente, rimarrà in carica molto a lungo (e fu proprio il suo caso). A Ratzinger, il 266° Papa, Malachia profetizzò che la durata della sua carica sarebbe stata molto breve. Per l’ultimo Papa, la profezia recita che egli si chiamerà Pietro e che dopo di lui il mondo scomparirà. Egli sarebbe allora l’ultimo Papa e dopo di lui ci sarà la fine del papato, la fine della chiesa cattolica o addirittura la fine del mondo.

"In persecutione extrema S.R. Ecclesiae sedebit Petrus Romanus, qui pascet oves in multis tribulationibus, quibus transactis civitas septicollis diruetur et judex tremendus judicabit populum suum. Finis."

tradotto: “Durante la grande (o ultima) persecuzione della Santa Romana Chiesa regnerà Pietro, un romano. Guiderà il gregge in preda a molte tribolazioni. In seguito, la città dei sette colli verrà distrutta e il terribile giudice giudicherà il suo popolo. Fine”.


Tuttavia, le profezie di Malachia non sono una componente ufficiale della fede romano-cattolica


Malachias


Maria Gress  / malachias-prophezeiung.



In occasione delle dimissioni di Papa Benedetto XVI, il 28 febbraio 2013, vengono nuovamente consultate le profezie sul Papa dell’arcivescovo cattolico irlandese Malachia, che ha predetto il successore di Benedetto “Petrus Romanus” (Pietro Romano), come l’ultimo Papa – il 267° – della chiesa cattolica e con lui presumibilmente la fine del mondo. Il succitato commento sul sito di Maria Gress riporta a tal proposito questo breve ma informativo riassunto.

Però, a quanto pare, questa profezia potrebbe essersi avverata già da tempo. Nell’anno 2006, Papa Benedetto XVI nominò l’ex arcivescovo di Vercelli e Genova, Tarcisio Bertone, Cardinale Segretario di Stato e quindi suo braccio destro. Dal 2007, Bertone è Camerlengo, al quale spetta la direzione del Vaticano durante la sede vacante normalmente dopo la morte del Papa. Egli, dopo le dimissioni di Benedetto e fino alla scelta del nuovo Papa, è dunque il “supremo Pastore” della chiesa cattolica.

Cardinal Tarcisio Bertone (78 anni), con il nome Pietro (Petrus), nacque in Italia, il 2 dicembre 1934 a Romano (Romano) Canavese, in provincia di Torino ed è Camerlengo durante la sede vacante del “successore” di Benedetto nella direzione del Vaticano. E perciò la profezia di Malachia – per quanto da molti interpretata diversamente – potrebbe anche già essersi compiuta.  

Secondo il punto di vista di quel tempo, le dimissioni di un Papa dovevano essere impensabili e, dunque, il successore in carica doveva essere un Papa. E così Bertone, con il nome di Pietro/Petrus e nato a Romano/Romano, in quanto “successore” di Benedetto XVI soddisferebbe pienamente le premesse. Ma ciò, naturalmente, significherebbe anche che egli non può essere l’ultimo, e che a lui succederanno altri Papi

Ma, come si sa, anche Bertone stesso è uno dei possibili successori di Benedetto come prossimo Papa! E questo assume ora un significato del tutto particolare, se si considerano i reali retroscena delle dimissioni del Papa, così come Dott. Udo Ulfkotte, caporedattore di “KOPP-exclusiv”, racconta nel suo articolo nell’edizione 08/13 sulla base dei dati del servizio segreto italiano AISI (Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna).



(I testi in cornice nera sono citazioni fatte da visitatori di questo sito o da altri autori!)

(Servizi segreti: perché il Papa ha dovuto dimettersi. / Udo Ulfkotte, KOPP-exclusiv 08/13, 27-02-2013)

(…) Secondo il punto di vista dei media, attualmente vi sono molte domande in merito alle dimissioni del Papa alle quali bisogna trovare una risposta. Ad una sola domanda è stata subito trovata una risposta: si dice che Benedetto si sia dimesso per motivi di età. Soltanto la salute indebolita avrebbe indotto l’anziano Papa ottantacinquenne a dimettersi. Il Pontefice ha comunicato di desiderare “una maggiore tranquillità durante la vecchiaia”.

Il potere del Signor Bertone
Ma è davvero questa la verità? Informazioni più dettagliate a tale riguardo, ci vengono offerte dai resoconti dei servizi segreti romani. Conoscete Tarcisio Bertone? L’uomo, secondo i dati del servizio segreto italiano AISI (Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna) in Vaticano, è più importante e potente di Papa Benedetto. Tarcisio Bertone è il segretario di Stato del Vaticano. Egli stabilisce chi verrà deposto. E stabilisce quale direzione prende il Vaticano. Un esempio del potere di quest’uomo: il fatto che Ettore Gotti Tedeschi, nominato nel 2009 Presidente della Banca Vaticana da Papa Benedetto, si sia dimesso, viene appreso da quest’ultimo nel suo soggiorno dalle notizie del telegiornale della sera, e non da Tarcisio Bertone, che aveva tramato la dimissione.

Dietro al Papa, che secondo i resoconti dei media governerebbe il Vaticano forse come una monarchia assoluta, vi è in verità un governo ombra, che stabilisce ogni cosa. E questo governo è guidato da Tarcisio Bertone. Questo lo si deve sapere, se il papa dimissionario dice di desiderare “una maggiore tranquillità durante la vecchiaia”. Ma vi sono altri retroscena ancora più interessanti. In un resoconto del servizio segreto AISI, si parla dello stato di salute di Benedetto. Si dice che egli sia “al momento considerevolmente più in salute di molti dei suoi predecessori di quell’età”. (…) Perché allora il Pontefice indirizzò l’interesse della gente sulla sua salute a quanto si dice malferma, che in casi simili però non fu mai motivo di dimissioni per un Papa?

Un uomo nella penombra
Ciò lo si può desumere anche da un resoconto dell’AISI. In esso vi è un dettagliato capitolo sulla violenta pressione psichica sotto alla quale Benedetto sta da molti mesi attraverso il governo ombra segreto di Tarcisio Bertone. Si tratta soprattutto di nuove minacciose rivelazioni nell’ambito delle finanze del Vaticano nell’ordine dei miliardi: da gennaio 2013, i conti del Vaticano sono stati bloccati dal governo italiano. È stata condotta un’indagine a causa del sospetto di riciclaggio di denaro sporco nell’ordine die miliardi. La banca in questione è la Banca Vaticana dello IOR (Istituto per le Opere di Religione [sic!]). Non solo l’ex capo della Banca Vaticana, Gotti Tedeschi, che è un fedelissimo di Benedetto, è sotto processo.

Benedetto, che con ogni mezzo si era impegnato a far luce sugli scandali finanziari che scuotevano il Vaticano (così come aveva fatto anche in tutti i casi di abusi sessuali su minori), venne egli stesso messo in cattiva luce attraverso le abili messe in scena del governo ombra. Secondo i dati dell’AISI, Benedetto si fece di giorno in giorno nuovi nemici, poiché egli si immischiò nell’amministrazione delle finanze della Chiesa che, prima di lui (per esempio sotto Giovanni Paolo II), era stata affidata esclusivamente a professionisti della finanza. E questi ultimi erano stati scelti da Tarcisio Bertone.

Essi stessi, poi, di regola, si arricchirono in maniera smisurata, poiché i Papi non avevano alcuna idea delle finanze. Comunque, l’AISI, in questo resoconto, indica che i giocolieri finanziari papali potrebbero avere perso con speculazioni sbagliate un’ampia parte del patrimonio della Chiesa di un tempo durante la crisi finanziaria internazionale. Non è chiaro se Benedetto sia stato informato delle reali dimensioni della catastrofe finanziaria in Vaticano. Gli era tuttavia chiaro che le finanze non andavano più nel migliore dei modi. Dall’anno 2010, Bendetto volle sapere di quali beni e patrimoni disponesse ancora il Vaticano. Sulla base dei dati dell’AISI, egli nominò René Brülhart, il consulente svizzero per la lotta alla corruzione, direttore di un nuovo ufficio vaticano che doveva approfondire le dichiarazioni del Consiglio d’Europa, secondo le quali anche il Vaticano era coinvolto nel riciclaggio di denaro sporco.


Tutti i conti del Vaticano chiusi
Alla fine di marzo 2012, la banca americana d’investimento J. P. Morgan chiuse a Papa Benedetto e al Vaticano tutti i conti. Contemporaneamente, la Santa Sede comparve per la prima volta nel rapporto strategico del ministero degli Esteri americano nella lotta contro la criminalità legata al mondo della droga. E, più precisamente, esso compare in una lista di stati sospettati di riciclaggio di denaro sporco per boss della droga. Un ulteriore shock per Benedetto fu quando la Banca Centrale Italiana, proprio nel Natale del 2012, annunciò che ai turisti in Vaticano non era più consentito pagare con le carte di credito. Tutti i pagamenti al Vaticano effettuati mediante carta di credito furono vietati a causa dei flussi di denaro poco trasparenti.

Da quel momento, Benedetto volle sapere dove erano andati a finire la tonnellata d’oro, le riserve di denaro contante per un ammontare di 340 milioni di euro e di 520 milioni di euro in titoli e azioni, che durante l’ultimo rendiconto delle finanze del Vaticano nell’anno 2008 risultavano ancora in essere. Evidentemente, sostiene l’AISI, quei gruppi finanziari che speculano con il patrimonio del Vaticano, non avevano alcun interesse a che i loro traffici venissero portati alla luce. Così, si può dunque essere ansiosi di sapere se e quali risultati dell’inchiesta in merito agli scandali finanziari in Vaticano verranno pubblicati dalle autorità di pubblica sicurezza italiana.

Già una volta il Vaticano fu minacciato da simili rivelazioni: nel 1982, Roberto Calvi, l’ex manager generale del Banco Ambrosiano del Vaticano (soprannominato “Banca di Dio”), fu accusato di riciclaggio di denaro sporco e di delitti finanziario. Ma ancora prima di potere essere processato, egli fu trovato impiccato sotto un ponte a Londra. Le sue tasche erano piene di mattoni. Ad oggi non si è ancora fatta luce su tale delitto.

Nemici potenti dietro muri spessi
I giocolieri della finanza del Vaticano non hanno alcun interesse a far luce su determinati delitti. Poiché altrimenti la generosità del fedele potrebbe raffreddarsi. A partire dalla fine degli anni Sessanta, il Vaticano non è più stato una zona esentasse all’interno dell’Italia. Il privilegio, risalente ai tempi di Mussolini, decadde con Papa Paolo VI, che aveva voluto introdurre più denaro possibile all’estero. La persona incaricata di questo compito fu Kasimir Marcinkus, che nel 1971 divenne Presidente della Banca Vaticana. Nel 1987 Marcinkus sarebbe stato arrestato se l’allora Papa Giovanni Paolo II non si fosse rifiutato di consegnarlo alla giustizia. Marcinkus morì nel 2006.

Papa Benedetto era entrato in carica con lo scopo di sottoporre in tutta calma tutte le implicazioni finanziarie del Vaticano ad un’attenta analisi critica una volta per tutte. Ma egli combatteva dietro muri spessi contro nemici potenti. L’AISI, in un resoconto, mostra che l’ultimo Papa, che cercò di affrontare l’apparato finanziario segreto del Vaticano, non sopravvisse a lungo a tale tentativo. Giovanni Paolo I morì il 29 settembre 1978 dopo essere stato in carica per soli 33 giorni – neanche 24 ore dopo avere deciso di esautorare alcuni importanti money manager della Curia.

Malachi Martin, il suo consigliere personale, fu trovato in fondo a un lago con un ceppo di legno conficcato nel petto. Le autorità ritennero che l’uomo, cattolicissimo, si sia “suicidato”. L’AISI illustra questi fatti nel suo resoconto in relazione all’enorme pressione psicologica alla quale Benedetto era stato sottoposto negli ultimi mesi, poiché egli auspicava a fare chiarezza sulla questione delle finanze del Vaticano. La dichiarazione di Benedetto in occasione dell’annuncio delle proprie dimissioni, dove affermò di desiderare “una maggiore quiete durante la vecchiaia”, acquisisce qui un significato completamente nuovo.


Benedikt


KOPP-exklusiv / www.kopp-exklusiv.de



Questo resoconto riporta in realtà solo quei fatti che già da decenni gravitavano intorno al Vaticano, e che i contemporanei informati hanno criticato a più riprese, unitamente alla partecipazione azionaria del Vaticano in alcune industrie farmaceutiche, che producono contraccettivi (pillola), sebbene la Chiesa cattolica sia ufficialmente contraria.

E così come è già stato il caso da decenni, non sono queste azioni criminali della Chiesa cattolica che stupiscono un cristiano biblico e quasi lo lasciano senza parole, ma di gran lunga peggiori sono piuttosto la stupidità e il disinteresse dei cattolici di tutti i ceti sociali, che conoscono molto bene queste informazioni fino a un certo punto (o che quanto meno sarebbero in grado di scoprire le cose se fossero interessati), ma che tuttavia chiudono gli occhi e continuano a seguire ancora il sentiero battuto, sprofondando così sempre di più nel fango.

In contrasto con questi fatti, allora, le profezie (citate all’inizio) dell’arcivescovo cattolico irlandese Malachia relative al penultimo e all’ultimo Papa, si potrebbero invece valutare correttamente solo se su di esse fosse stato scritto qualcosa nella Bibbia. Ma la Bibbia, non dice nulla di esplicito né su Malachia, né sulla Chiesa cattolica. E la fine del mondo, secondo la Bibbia, è ancora assai lontana – almeno di un migliaio di anni (Il Millennio [non ancora disponibile in Italiano, leggi in tedesco / leggi in inglese])). Di conseguenza, il motivo per il quale stiamo trattando questa tematica qui, sul sito Immanuel.at, è in realtà un motivo leggermente diverso.

(Vedi anche capitolo 11: "La Fine del Mondo.")


La Babilonia la Grande

La Chiesa cattolica, da alcuni esegeti per lo più evangelici, venne e viene spesso equiparata con la città di Roma, la città che sorge sui sette colli, e identificata come la Babilonia dell’Apocalisse, la donna che siede su sette monti (Apoc 17:9). Qui, sul sito Immanuel.at, abbiamo già ampiamente dimostrato che, a sostegno di questa interpretazione, nel capitolo 17 dell’Apocalisse vi sono alcuni punti di appiglio, mentre invece le dichiarazioni contenute nel capitolo 18 sono in assoluta contraddizione con una simile interpretazione.

Nel capitolo 17, troviamo Babilonia la Grande nel deserto seduta su una bestia di colore scarlatto (Satana). Questa bestia ha sette teste.

Babilonia la grande, la madre delle prostitute e delle abominazioni della terra.

Apoc 17,1 Poi uno dei sette angeli che avevano le sette coppe venne a dirmi: «Vieni, ti farò vedere il giudizio che spetta alla grande prostituta che siede su molte acque. 17,2 I re della terra hanno fornicato con lei e gli abitanti della terra si sono ubriacati con il vino della sua prostituzione». 17,3 Egli mi trasportò in spirito nel deserto; e vidi una donna seduta sopra una bestia di colore scarlatto, piena di nomi di bestemmia, e che aveva sette teste e dieci corna. 17,4 La donna era vestita di porpora e di scarlatto, adorna d'oro, di pietre preziose e di perle. In mano aveva un calice d'oro pieno di abominazioni e delle immondezze della sua prostituzione. 17,5 Sulla fronte aveva scritto un nome, un mistero: Babilonia la grande, la madre delle prostitute e delle abominazioni della terra. Apoc 17, 1- 5;

(Vedi anche excursus 03: "La bestia scarlatta." [non ancora disponibile in Italiano, leggi in tedesco / leggi in inglese])


Queste sette teste, poi, in Apoc 17,9, verranno descritte come sette re e sette monti, sui quali la donna siede. Ed è appunto quel passo che induce alcuni esegeti ad interpretare Roma, la città dei sette colli, come Babilonia la Grande.

Le sette teste sono sette monti sui quali la donna siede. Sono anche sette re:

Apoc 17,9 Qui occorre una mente che abbia intelligenza. Le sette teste sono sette monti sui quali la donna siede. Sono anche sette re: 17,10 cinque sono caduti, uno è, l'altro non è ancora venuto; e quando sarà venuto, dovrà durare poco. 17,11 E la bestia che era, e non è, è anch'essa un ottavo re, viene dai sette, e se ne va in perdizione. 17,12 Le dieci corna che hai viste sono dieci re, che non hanno ancora ricevuto regno; ma riceveranno potere regale, per un'ora, insieme alla bestia. Apoc 17, 9-12;


Tuttavia, in una simile interpretazione, ciò che viene completamene tralasciato è il fatto che Giovanni parli di monti e di re. Separare questi sette monti e questi sette re e vedere nei monti i sette colli di Roma e nei sette re la successione dei sovrani dell’Impero Romano, significa misconoscere il globale contesto semantico di questo capitolo dell’Apocalisse e comprimerlo all’interno di un singolo evento locale della storia del mondo.

Poiché nella Bibbia con il termine “monti” vengono indicati sempre anche i regni (Dan 2:35.44; Isa 41:15 e non da ultimo anche in Ger 51:24-26, dove con “montagna di distruzione” viene indicata il regno di Babilonia), qualunque esegesi biblica seria deve interpretare questi sette monti come i sette regni del mondo.

Di conseguenza, quindi, anche i sette re non sono “gli imperatori dell’Impero Romano”, ossia di un singolo impero, come amano presumere gli esegeti, ma sono piuttosto i sette sovrani di questi sette regni del mondo. Ciò è anche confermato dalla dichiarazione contenuta nel versetto Apoc 17,18, dove si dice: “E la donna che hai visto è la grande città che regna sui re della terra”. Essa regna dunque sui re di tutta la terra e non soltanto sui re dell’ex Impero Romano.

Se si esaminano ora questi rapporti più da vicino, si comprende che contrariamente a queste vecchie interpretazioni, qui abbiamo a che fare non solo con altri ordini spaziali di grandezza, ma anche con il fatto che alla base di questa profezia sta anche e in particolare una dimensione temporale completamente diversa. Qui la questione non è l’ex Impero Romano, ma tutti gli imperi dell’intera storia del mondo, dal primo all’ultimo impero terreno di questo pianeta. Ciò appare un po’ più chiaramente nella descrizione qui sotto di questi sette re, che è stata tratta dalla tabella 02: “Gli imperi mondiali della Bibbia”.


Il regno
d'Egitto



Il regno
d'Assiria



Il regno
di Babilonia



Il regno
Medo-Persia



Il regno
di Grecia



Il regno
Romano



Il regno
dell'Anticristo



Apoc 17:9-11
Thutmosis

Testa/Re
lui è caduto

Apoc 17:9-11
Assurnasirpal

Testa/Re
lui è caduto

Apoc 17:9-11
Nabucodonosor

Testa/Re
lui è caduto

Apoc 17:9-11
Cyrus

Testa/Re
lui è caduto

Apoc 17:9-11
Alessandro

Testa/Re
lui è caduto

Apoc 17:9-11
Augusto

Testa/Re
lui è 

Apoc 17:8-11
L'Empio/bestia

Testa/Re
lui arriverà


(Vedi anche tabella 02: “Gli Imperi mondiali nella Bibbia.”)


Quindi, la supposizione secondo la quale la Chiesa cattolica sarebbe la Babilonia dell’Apocalisse, fallisce se si fa una semplice riflessione: se Babilonia la Grande regna su tutti i regni del mondo, allora Babilonia, per esempio, deve avere regnato anche sull’Egitto. E sebbene la Chiesa cattolica, nell’ecumenismo interreligioso si rappresenti sempre e continuamente come il “tetto comune di tutte le religioni del mondo” e alluda alle sue origini vecchie di “millenni”, l’affermazione di avere annunciato già ai faraoni la “Madre di Dio” cattolica, Maria, sarebbe un po’ troppo pesante da mandare giù.

Quindi, la supposizione secondo la quale la Chiesa cattolica sarebbe la Babilonia dell’Apocalisse, fallisce se si fa una semplice riflessione: se Babilonia la Grande regna su tutti i regni del mondo, allora Babilonia, per esempio, deve avere regnato anche sull’Egitto. E sebbene la Chiesa cattolica, nell’ecumenismo interreligioso si rappresenti sempre e continuamente come il “tetto comune di tutte le religioni del mondo” e alluda alle sue origini vecchie di “millenni”, l’affermazione di avere annunciato già ai faraoni la “Madre di Dio” cattolica, Maria, sarebbe un po’ troppo pesante da mandare giù.

Tuttavia, questo sospetto di alcuni interpreti, che la Chiesa cattolica possa essere alleata con Satana, in un altro contesto ha anche una sua giustificazione certa. Considerando più minuziosamente la questione, nell’Apocalisse di Giovanni, vi sono taluni riferimenti che mettono in luce alcuni paralleli con la Chiesa cattolica e in particolare con il suo ultimissimo Papa. Ora, per potere verificare questi riferimenti, dobbiamo ricapitolare brevemente il contesto di queste affermazioni e il modo in cui esso è stato interpretato qui su Immanuel.at.


Il primo Anticristo umano.

La questione concerne la persona dell’Anticristo e del suo falso profeta, così come l’Apocalisse di Giovanni le descrive nel capitolo 13. Secondo l’interpretazione che si trova qui, su Immanuel.at, questa bestia che viene dal mare è un demone, un essere umano defunto che è stato resuscitato dai morti da Satana come Anticristo demonico. Prima della sua morte in quanto essere umano, questo demone era il primo Anticristo, l’uomo empio, così come lo chiama anche Paolo.

La venuta di quell'empio avrà luogo, per l'azione efficace di Satana, con ogni sorta di opere potenti, di segni e di prodigi bugiardi,

2Tes 2,1 Ora, fratelli, circa la venuta del Signore nostro Gesù Cristo e il nostro incontro con lui, vi preghiamo 2,2 di non lasciarvi così presto sconvolgere la mente, né turbare sia da pretese ispirazioni, sia da discorsi, sia da qualche lettera data come nostra, come se il giorno del Signore fosse già presente.

2,3 Nessuno vi inganni in alcun modo; poiché quel giorno non verrà se prima non sia venuta l'apostasia e non sia stato manifestato l'uomo del peccato, il figlio della perdizione, 2,4 l'avversario, colui che s'innalza sopra tutto ciò che è chiamato Dio od oggetto di culto; fino al punto da porsi a sedere nel tempio di Dio, mostrando se stesso e proclamandosi Dio. 2,5 Non vi ricordate che quand'ero ancora con voi vi dicevo queste cose? 2,6 Ora voi sapete ciò che lo trattiene affinché sia manifestato a suo tempo. 2,7 Infatti il mistero dell'empietà è già in atto, soltanto c'è chi ora lo trattiene, finché sia tolto di mezzo. 

2,8 E allora sarà manifestato l'empio, che il Signore Gesù distruggerà con il soffio della sua bocca, e annienterà con l'apparizione della sua venuta. 2,9 La venuta di quell'empio avrà luogo, per l'azione efficace di Satana, con ogni sorta di opere potenti, di segni e di prodigi bugiardi, 2,10 con ogni tipo d'inganno e d'iniquità a danno di quelli che periscono perché non hanno aperto il cuore all'amore della verità per essere salvati. 2,11 Perciò Dio manda loro una potenza d'errore perché credano alla menzogna; 2,12 affinché tutti quelli che non hanno creduto alla verità, ma si sono compiaciuti nell'iniquità, siano giudicati. 2Tes 2, 1-12;


Questo empio è un tiranno umano e l’artefice della Grande Tribolazione (“apostasia”) sulla terra. Ma, come più sopra, in 2Tes 2,8, anche Paolo ci lascia intendere, il Signore Gesù, al suo Ritorno (“venuta”) durante il Rapimento della chiesa degli Ultimi Tempi (“il nostro incontro con lui ”) dopo la Grande Tribolazione (“prima viene l’apostasia”), ucciderà questo tiranno

(Vedi anche discorso 86: "Il primo e il secondo Anticristo." [non ancora disponibile in Italiano, leggi in tedesco / leggi in inglese])


Così come leggiamo in Paolo, l’Anticristo, quando era un essere umano, ha agito mettendo in opera il potere di Satana con grande forza e mediante segni e prodigi mendaci. Dopo che il Figlio di Dio lo ha ucciso al suo Ritorno per il Rapimento, Satana imita la risurrezione di Gesù – del vero Cristo/Messia – risvegliando quell’uomo che era morto come demone (la bestia che viene dal mare) e presentandolo agli esseri umani sulla terra come “Messia” risorto.

Satana, come già disse Lutero, è “la scimmia di Dio”, perché vuole scimmiottare Dio in tutto e per tutto. E così egli qui plagia la Risurrezione del Figlio di Dio e fa credere agli Ebrei, ma anche ai Cristiani e ai fedeli di altre religioni, che si tratta del “Messia” risorto d’Israele, il “Figlio” di Dio e annuncia che il vero Messia non è stato altro che una falsificazione (1Gio 2:22).

Poi vidi salire dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste.

Apoc 13,1 Poi vidi salire dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste, sulle corna dieci diademi e sulle teste nomi blasfemi. 13,2 La bestia che io vidi era simile a un leopardo, i suoi piedi erano come quelli dell'orso e la bocca come quella del leone. Il dragone le diede la sua potenza, il suo trono e una grande autorità. 13,3 E vidi una delle sue teste come ferita a morte; ma la sua piaga mortale fu guarita; e tutta la terra, meravigliata, andò dietro alla bestia; Apoc 13, 1- 3;


Quando Giovanni, qui, in Apoc  13,3 scrive: “E vidi una delle sue teste come ferita a morte“, si riferisce allora all’ultima delle sette teste e dunque all’ultimo dei sette sovrani terreni di Satana (vedi sopra), e cioè al primo Anticristo, l’empio, che fu ucciso da Gesù Cristo al suo Ritorno.

E anche Paolo sopra, in 2Tes 2,8, scrive a proposito dell’empio: “che il Signore lo distruggerà col soffio della sua bocca e annienterà all'apparire della sua venuta”. Anche questo conferma la supposizione che entrambi questi passi biblici parlino della stessa persona, del primo Anticristo umano, dell’empio tiranno della Grande Tribolazione.

Poiché più sopra, in Apoc 17,3.9-11, abbiamo interpretato le sette teste della bestia nel deserto (Satana) come i sette regni del mondo con i loro rispettivi re, qui possiamo parimenti intendere che le sette teste della bestia che viene dal mare (Anticristo demonico), in Apoc 13,1.3, si riferiscano ai regni del mondo. Questa interpretazione trova conferma attraverso dichiarazioni simili contenute nel libro di Daniele, nel quale a quest’ultimo appaiono in sogno gli ultimi quattro di quei sette regni del mondo, che egli descrive chiaramente:

Quattro grandi bestie salirono dal mare, una diversa dall'altra.

Dan 7,1 Nel primo anno di Baldassar, re di Babilonia, Daniele fece un sogno, mentre era a letto, ed ebbe delle visioni nella sua mente. Poi scrisse il sogno e ne fece il racconto. 7,2 Daniele disse: «Io guardavo, nella mia visione notturna, ed ecco scatenarsi sul mar Grande i quattro venti del cielo. 7,3 Quattro grandi bestie salirono dal mare, una diversa dall'altra. 7,4 La prima era simile a un leone e aveva ali d'aquila. Io guardai, finché non le furono strappate le ali; fu sollevata da terra, fu fatta stare in piedi come un uomo e le fu dato un cuore umano. 7,5 Poi vidi una seconda bestia, simile a un orso; essa stava eretta sopra un fianco, teneva tre costole in bocca fra i denti e le fu detto: "Àlzati, mangia molta carne!" 7,6 Dopo questo, io guardavo e vidi un'altra bestia simile a un leopardo con quattro ali d'uccello sul dorso; aveva quattro teste e le fu dato il dominio. 7,7 Io continuavo a guardare le visioni notturne, ed ecco una quarta bestia spaventosa, terribile, straordinariamente forte. Aveva grossi denti di ferro; divorava, sbranava e stritolava con le zampe ciò che restava; era diversa da tutte le bestie precedenti e aveva dieci corna. Dan 7, 1- 7;


Così come viene rivelato nell’interpreazione di tale sogno in Dan 7,17, in questa visione Daniele vede i quattro regni del mondo che sono prossimi a venire. Quindi, di conseguenza, il leone è Babilonia insieme a Nabucodonosor, che a causa della sua superbia, fu bandito da Dio dalla società umana per sette anni e costretto a vivere come bestia nel deserto. Ma in seguito, poi, Dio lo va a riprendere e “fu fatta stare ritta sui due piedi come un uomo e le fu dato un cuore d’uomo” (Dan 7,4).

(Vedi anche discorso 98: "Il quinto regno del sogno di Nebucadnetsar: America?" [non ancora disponibile in Italiano, leggi in tedesco / leggi in inglese])


L’orso rappresenta l’impero che seguirà nella successione storica, ossia l’impero medo-persiano. Qui, l’affermazione che esso era eretto sopra un fianco, allude al fatto che, nella coalizione al potere tra i Medi e i Persiani, questi ultimi erano sempre coloro che detenevano il potere, mentre i Medi si occupavano essenzialmente dell’amministrazione dell’impero.

La veloce pantera (leopardo) rappresenta la Grecia e Alessandro Magno, che aveva conquistato le terre del suo impero in tempi brevissimi. Ed anche i quattro imperi dei Diadochi, che sorsero dopo la morte di Alessandro, sono documentati con le quattro teste di questa bestia.

Infine, la quarta bestia, dotata di denti di ferro, rappresenta l’Impero Romano, che fu il primo ad equipaggiare le sue legioni con pettorali, elmi e scudi di bronzo e ferro, e che dominò nelle terre conquistate con il pugno di ferro.

Come possiamo assai chiaramente comprendere dal diagramma grafico sottostante, che è tratto dalla tabella 06 “L’Anticristo, la "regina" nella scacchiera del diavolo”, tutte queste caratteristiche dei passati regni del mondo saranno riunite nel regno dell’Anticristo degli Ultimi Tempi e nel suo demoniaco sovrano.


Il secondo Anticristo demonico.


DA DOVE


C H I


C O M E

C H E   C O S A

Nel cielo
Dragone serpente antico
grande, rosso


sette teste
SATANA
Diavolo, Satana
coda trascinava 1/3 delle stelle


con sette teste
Apoc 12:3-4















Dal mare
bestia


<--
simile a un leone



BABILONIA




ali di aquila



Dan 7:4




le furono strappate le ali








fu fatta stare ritta sui due piedi













come un uomo con un cuore d'uomo




Dal mare
bestia



<--
simile ad un orso



MEDO-PERSIA





si alzava su di un lato



Dan 7:5





e aveva tre costole in bocca















"Levati, mangia molta carne"




Dal mare
bestia




<--
simile a un leopardo



GRECIA






quattro ali di uccello



Dan 7:6






aveva quattro teste

















le fu dato il dominio




Dal mare
bestia





spaventevole, terribile e
<-
aveva dieci corna


ROMANO






straordinariamente forte

piccolo corno tre corna divelte


Dan 7:7






essa aveva grandi denti di ferro

occhi simili a occhi di uomo









divorava, stritolava e calpestava

bocca proferiva grandi cose
->









diversa da tutte le bestie precedenti

bestemmia contro Dio
->












vincerà i santi
->






















regna sui popoli 3 tempi e 1/2

->











Dal mare
bestia




-->
simile a un leopardo
-->
dieci corna con dieci diademi





sette teste con
ANTICRISTO





->
piedi erano come quelli dell'orso
potestà di operare per 42 mesi
<-




nomi di bestemmia
Apoc 13:1-8




-->
la sua bocca come quella del leone
vincerà i santi
<-





     V

-->
potenza, trono e l'autorità del dragone
bestemmia contro Dio
<-







a bocca proferiva cose grandi
<-



                    V




Nel deserto
SATANA
Apoc 17:3



 bestia  





di colore scarlatto piena di nomi di
bestemmia, la Babilonia la grande
sedeva sopra. La bestia era e non è
più e salirà dall'abisso e andrà in perdizione, è anch'essa un ottavo re, viene dai sette


sette teste sono sette
monti / re, cinque sono
caduti uno è, l'altro non
è ancora venuto quando verrà dovrà durare poco La bestia viene da essi.
____________
__
_____
__
__
__
__
___
_____________________________
___
_________________________
___
__
__
__
__
___________________

(Vedi anche tabella 06: “L'Anticristo, la ‘Regina’ nella scacchiera del diavolo.”)


All’inizio e alla fine di questa tabella, abbiamo ogni volta una profezia su Satana tratta dall’Apocalisse. Nel campo colorato di giallo, si parla della profezia contenuta in Apoc 13 concernente l’Anticristo demonico, così come prima le profezie contenute in Daniele e concernenti i quattro regni del mondo: Babilonia, la Medo-Persia, la Grecia e l’Impero Romano.

E qui vediamo molto bene da un lato la similarità di questo Anticristo demonico con Satana (sette teste e dieci corna) e dall’altro il fatto che tutte le caratteristiche delle quattro precedenti bestie (regni del mondo) sono ora concentrate in questa bestia. Questa bestia è evidentemente la “regina” nella scacchiera del diavolo.

Tuttavia, ciò dimostra anche che Satana ha impiegato tutte le sue possibilità per dominare il mondo già durante gli ultimi 2600 anni e qui ora si sta giocando la sua ultima carta. Sono davvero gli “Ultimi Tempi”. Con ciò, però, non è intesa la fine del mondo – che sappiamo bene avverrà solo dopo il millenario Regno di Pace di nostro Signore Gesù Cristo – ma la fine di qualunque dominio terreno, che da sempre è stato anche il dominio di Satana.

(Vedi anche discorso 1042: "Sono tutti i governi del mondo ordinati da Dio?" [non ancora disponibile in Italiano, leggi in tedesco / leggi in inglese])


Giacché la rappresentazione di queste bestie nell’Apocalisse non è da comprendere in senso fisico, ma in senso simbolico, e dunque nel senso delle sue potenzialità spirituali, la similarità della bestia che viene dal mare (Anticristo) con la bestia nel deserto (Satana) non è così sorprendente. E infatti Satana ha ceduto all’Anticristo tutto il suo potere, tutta la sua forza e persino il suo trono (si veda più sopra, Apoc 13,2). Ciò non significa però che l’Anticristo sia ora il nuovo Satana. Così come è evidentemente possibile nella dimensione spirituale, Satana cede tutto all’Anticristo manifestando se stesso in lui.

E anche qui Satana imita il Dio onnipotente, che ha ceduto a suo Figlio, nostro Signore Gesù Cristo, tutto il suo potere: Mat 28,18: “Poi Gesù si avvicinò e parlò loro dicendo: «Ogni potestà mi è stata data in cielo e sulla terra»” (Dan 7:13-14; Mat 11:27; Apoc 5:11-12). E allo stesso modo, così come il Padre celeste alberga nel Figlio (Giov 14:9-11) e in lui parla, Satana si manifesterà nell’Anticristo e parlerà ed agirà attraverso di lui.


Questa manifestazione di Satana nell’Anticristo demonico è anche la spiegazione di una delle affermazioni più enigmatiche di tutta la Bibbia. Più sopra, in Apoc 17,11 si parla della bestia nel deserto (Satana) in relazione alle sue sette teste: “è anch'essa (la bestia nel deserto/Satana) un ottavo re, viene dai sette”.

L’Anticristo umano è uno dei sette re (sovrani dei sette regni del mondo) – ossia il settimo. E poiché Satana è insito in questo Anticristo demonico nuovamente risvegliato, è quasi identico a lui e dunque anche Satana (la bestia nel deserto) “viene dai sette”. Come ottavo, Satana verrà poi liberato dall’abisso solo dopo il Millennio, e in quel momento egli travierà un’ultima volta tutta l’umanità (Apoc 20:7-8).

(Vedi anche excursus 03: "La bestia scarlatta." [non ancora disponibile in Italiano, leggi in tedesco / leggi in inglese])


Questo inganno di Satana, di traviare negli Ultimi Tempi gli Ebrei – e dunque di conseguenza l’umanità intera – con un falso Messia, l’Anticristo, il Signore Gesù l’aveva già loro profetizzato quando ancora era in vita:

Se un altro verrà nel suo proprio nome, quello lo riceverete.

Giov 5,41 Io non prendo gloria dagli uomini; 42 ma so che non avete l'amore di Dio in voi. 43 Io sono venuto nel nome del Padre mio, e voi non mi ricevete; se un altro verrà nel suo proprio nome, quello lo riceverete. Giov 5,41-43;


Il Signore qui parla agli Ebrei e paragona questo “altro” a se stesso: egli, Gesù, è venuto in nome di suo Padre come il Messia degli Ebrei e gli Ebrei non l’hanno ricevuto. Ma se però un altro verrà nel suo proprio nome (come falso “Messia”), gli Ebrei lo riceveranno. Questa è la prova biblica che l’Anticristo sarà un Ebreo. E, infatti, gli Ebrei mai accetteranno né riceveranno un non Ebreo come Messia.

Tuttavia, in questa affermazione del Signore si cela ancora un altro significato. Il Signore dice “(…) se un altro verrà nel suo proprio nome”. Ora, qui, egli sta chiaramente parlando dell’Anticristo, che però non verrà nel suo proprio nome, ma nel “nome” di Satana, suo Padre (Giov 8:44), che lo ha risvegliato dai morti. E questa è un’ulteriore conferma dell’ipotesi che Satana si manifesterà nell’Anticristo e che quindi sarà identico a lui. Solo in questo modo è possibile che il Signore possa dire di lui che l’Anticristo (= manifestazione di Satana) verrà nel suo proprio (di Satana) nome.

Gli Ebrei, allora, riceveranno l’Anticristo come il “Messia”. Ma, come possiamo vedere qui sotto, in Apoc 13,4-5, non saranno solo gli Ebrei a riceverlo.

(Vedi anche discorso 101: "La Bibbia dice che l’Anticristo sarà un ebreo?")

Anche la Chiesa cattolica e il suo Papa, e perfino i cristiani evangelici e le comunità evangeliche lo saluteranno con gioia per mancanza di conoscenza della Bibbia come il “Signore finalmente ritornato”, e lo acclameranno per tutti i prodigi che egli compirà nel potere e nella forza di Satana. Anche il resto del mondo darà il benvenuto al falso “Cristo” e, con stupore, ammetterà: “Chi è uguale a lui?”. E gli esseri umani guarderanno con stupore e adoreranno lui e suo padre, Satana, che si spaccerà come “Dio Padre”.

E adorarono il dragone perché aveva dato il potere alla bestia; e adorarono la bestia

Apoc 13,4 E adorarono il dragone perché aveva dato il potere alla bestia; e adorarono la bestia dicendo: «Chi è simile alla bestia? e chi può combattere contro di lei?» 13,5 E le fu data una bocca che proferiva parole arroganti e bestemmie. E le fu dato potere di agire per quarantadue mesi. Apoc 13, 4- 5;

Le fu pure dato di avere autorità sopra ogni tribù, popolo, lingua e nazione.

Apoc 13,6 Essa aprì la bocca per bestemmiare contro Dio, per bestemmiare il suo nome, il suo tabernacolo e quelli che abitano nel cielo. 13,7 Le fu pure dato di far guerra ai santi e di vincerli, di avere autorità sopra ogni tribù, popolo, lingua e nazione. 13,8 L'adoreranno tutti gli abitanti della terra i cui nomi non sono scritti fin dalla creazione del mondo nel libro della vita dell'Agnello che è stato immolato. Apoc 13, 6- 8;


Così come ci dice il testo qui sopra in Apoc 13,7-8, questo Anticristo demonico dominerà i popoli di tutto il mondo, poiché a lui verrà dato il potere su tutta la terra e “l'adoreranno tutti gli abitanti della terra“. E allo stesso modo, come nostro Signore Gesù Cristo disse di se stesso che il Padre è in lui e che lui è nel Padre, anche il diavolo, il Padre dell’Anticristo, si manifesterà in lui e gli insegnerà e lo guiderà nelle sue azioni.

Come il “Messia” di Israele, egli introdurrà in tutto il mondo la fede mosaica come religione di Stato, vieterà probabilmente il Nuovo Testamento e perseguiterà quei pochi cristiani che smascherano il suo inganno e lo rifiutano (Mat 19:16-22; Mat 23:32-34; Apoc 2:8-10). Tuttavia, egli non incontrerà alcun genere di resistenza dei cattolici, poiché tutte queste imposture si possono smascherare solo se si conosce la Bibbia.

Nella Chiesa cattolica, durante il concilio di Valencia nell’anno 1229, la Bibbia fu inserita nella lista dei libri proibiti (per il laicato). Ma ancora oggi, nella Chiesa cattolica, la Bibbia viene considerata “letteratura secondaria” – che viene dopo le “tradizioni” dei padri della Chiesa (“tradizione”, così come viene concepita dal concilio di Trento del 1545) e il catechismo, cui viene data la priorità – e sono pochissimi (persino presso il clero) coloro che si prendono la briga di leggerla.

(Vedi anche tabella 19: “La persecuzione dei cristiani negli Ultimi Tempi.”)


Questa, peraltro, è anche la ragione per la quale le argomentazioni che si basano sulla Bibbia vengono rifiutate dai cattolici e definite come “non rilevanti”. A causa dei millenni durante i quali lo “stilo della menzogna” dei cattolici ha disseminato i propri errori, la gente ha completamente dimenticato che il Cristianesimo si basa sulla Bibbia, e unicamente sulla Bibbia.

Così, è anche accaduto che gli ecclesiastici cattolici (per esempio il ben noto Pater Anselm Grün), si siano appellati a Papa Benedetto XVI (!) a sostegno della loro affermazione, enunciata in tutta serietà, che Gesù Cristo non è morto sulla croce per i nostri peccati. Come si dice qui in tale affermazione, questa opinione “non è sicuramente (…) biblica, non ha nulla a che fare con il messaggio di Gesù (…)”. Gesù sarebbe morto sulla croce al fine di essere per noi un “modello” e una “guida per arrivare a Dio”.

(Vedi anche discorso 30: "Perché Gesù dovette morire sulla croce?.")


Che Cristo morì per i nostri peccati, secondo le Scritture;

1Cor 15,1 Vi ricordo, fratelli, il vangelo che vi ho annunciato, che voi avete anche ricevuto, nel quale state anche saldi, 15,2 mediante il quale siete salvati, purché lo riteniate quale ve l'ho annunciato; a meno che non abbiate creduto invano. 15,3 Poiché vi ho prima di tutto trasmesso, come l'ho ricevuto anch'io, che Cristo morì per i nostri peccati, secondo le Scritture; 15,4 che fu seppellito; che è stato risuscitato il terzo giorno, secondo le Scritture; 15,5 che apparve a Cefa, poi ai dodici.1Cor 15, 1- 5;


Come dice Paolo qui sopra, in 1Cor 15,1, il fatto che Cristo sia morto per i nostri peccati è, per antonomasia, l’essenza stessa del Vangelo (greco =euaggelizvn / euangelion: buon messaggio). Gli “ecclesiastici” cattolici, perciò, non hanno assolutamente capito il Vangelo. Essi si limitano piuttosto a seguire l’interpretazione di Ratzinger della crocifissione, nella quale il Papa sostiene che la crocifissione di Gesù sarebbe stata un “passaggio attraverso la croce”. Gesù non sarebbe quindi morto per i peccati del mondo, ma:

“Così come attraverso la croce egli fu trasformato in una nuova forma di corporeità e di umanità, compenetrato dell’essere di Dio, anche per noi questo pasto (l’eucaristia/nota) deve diventare apertura all’esistenza, passaggio attraverso la croce e anticipazione della nuova esistenza della vita in Dio e con Dio” (Libro “Gesù di Nazareth” di Papa Benedetto XVI, p. 314ss).


E qui anche il Papa dimostra di non avere alcuna idea del Vangelo di Cristo. Anche il fatto che i “pastori” cattolici di tutto il mondo, nonostante – o forse proprio a causa – di questa eucaristia, del falso rito di commemorazione scivolato nell’occulto da almeno cento anni disonorino e violentino i bambini nelle loro istituzioni, a quanto pare fino ad oggi non ha mai dato da pensare al Papa.

(Vedi anche discorso 89: "BENEDETTO XVI. - La vista giudea e quella cattolica del Gesù di Nazareth." [non ancora disponibile in Italiano, leggi in tedesco / leggi in inglese])


La successione apostolica della chiesa cattolica?

I preti cattolici, che in mille casi in tutto il mondo nella "transustanziazione" hanno offerto l’eucaristia con le loro mani durante le messe, in seguito, proprio con quelle loro stesse mani, hanno maltrattato e violentato dei bambini ( 1Cor 6:9). I vescovi cattolici, che prima hanno benedetto le loro "pecorelle", sono poi stati arrestati per corruzione (Banca Vaticana, Der Spiegel 28.6:2013).

Vescovo benedica

Certo è vero che ovunque ci sono delle pecore nere. Ma quando i "reverendi" stupratori vengono coperti e nascosti per decenni tra le schiere della chiesa, e persino i "pastori" episcopali corrotti devono essere smascherati dalla polizia, si comprende che l’organizzazione stessa è assolutamente priva di scrupoli, depravata e corrotta (Mat 7:16-20).

Osare parlare di "Successione Apostolica" è un’offesa senza pari agli Apostoli di nostro Signore Gesù Cristo.




Il falso profeta

E poi Giovanni nell’Apocalisse racconta di un’altra bestia, che egli vide salire dalla terra. Una bestia che aveva ”due corna simili a quelle di un agnello” e che in Apoc 16:13, 19:20, 20:10 identifica con il “falso profeta”. Anche questo potrebbe essere una parte dell’inganno del Messia di Satana. In particolare, gli Ebrei sanno dalla Torah che con la venuta del Messia viene promesso necessariamente anche l’avvento del “profeta” (Mal 3:1; Isa 40:3).

Nell’effettivo compimento di questa profezia, nel Millennio, il profeta Elia precederà il Messia e preparerà la strada (Isa 40:3-5; Luca 1:17). Quando Gesù fu fatto uomo, era Giovanni il Battista colui che doveva portare a compimento tale incombenza in quanto “voce di colui che grida nel deserto” e che agì nello spirito di Elia (Giov 1:19-23), ma che venne rifiutato dagli Ebrei (Mat 11:14) e decapitato da Erode (Mat 14:9-10).

Egli è colui del quale è scritto: Ecco, io mando davanti a te il mio messaggero, che preparerà la tua via davanti a te.

Luca 7,26 Ma che andaste a vedere? Un profeta? Sì, vi dico, e uno più di un profeta. 7,27 Egli è colui del quale è scritto (Mal 3,1): "Ecco, io mando davanti a te il mio messaggero, che preparerà la tua via davanti a te". Luca 7,26-27;


Negli Ultimi Tempi, anche il falso profeta “preparerà” la via dell’Anticristo. Egli “faceva sì che la terra e i suoi abitanti“ adorassero l’Anticristo. Questa bestia dalla terra vista da fuori ha dunque l’impressione di un essere pacifico e pio (profeta), ma conduce gli uomini verso un falso Dio.

Viene uno a predicarvi un altro Gesù, diverso da quello che abbiamo predicato.

2Cor 11,3 Ma temo che, come il serpente sedusse Eva con la sua astuzia, così le vostre menti vengano corrotte e sviate dalla semplicità e dalla purezza nei riguardi di Cristo. 11,4 Infatti, se uno viene a predicarvi un altro Gesù, diverso da quello che abbiamo predicato noi, o se si tratta di ricevere uno spirito diverso da quello che avete ricevuto, o un vangelo diverso da quello che avete accettato, voi lo sopportate volentieri. 2Cor 11, 3- 4;


Ora, il fatto che questa seconda bestia sia venuta fuori “dalla terra” e l’interpretazione in base alla quale il dettaglio della “terra” sarebbe – in contrapposizione con l’“acqua” (i pagani, Apoc 17:15) – il campo religioso del mondo, induce a formulare l’ipotesi che potrebbe trattarsi della più grande comunità religiosa del mondo costituita da  1,2 miliardi di membri, ossia della Chiesa cattolica nella persona del suo ultimissimo Papa (dopo di lui viene infatti il Millennio).

Poi vidi un’altra bestia, che saliva dalla terra, e aveva due corna simili a quelle di un agnello.

Apoc 13,11 Poi vidi un’altra bestia, che saliva dalla terra, e aveva due corna simili a quelle di un agnello, ma parlava come un dragone. 13,12 Essa esercitava tutto il potere della prima bestia in sua presenza, e faceva sì che tutti gli abitanti della terra adorassero la prima bestia la cui piaga mortale era stata guarita. Apoc 13,11-12;


La precisazione in Apoc 13,11: “… ma parlava come un dragone” confuta poi l’indole da agnello di questa creatura e successivamente la caratterizza anche nel prosieguo del testo come rappresentante della cultura spirituale che è nemica di Dio e odia Cristo. Tuttavia, il sospetto che si alluda alla Chiesa cattolica non è con ciò affatto allontanato. Pensiamo ai Papi cattolici del Medioevo, ai loro delitti, ai loro inganni, alle fornicazioni e alle guerre che essi hanno condotto contro popoli innocenti soltanto per accrescere il loro potere e la loro ricchezza.

Anche l’adorazione della cattolica “Maria“ è un atto satanico. La vera Maria, la madre del Signore, è morta e riposa nel regno dei morti fino al momento della sua risurrezione. L’idolo cattolico “Maria” è un demone, che vuole dissuadere gli esseri umani dal credere in nostro Signore Gesù Cristo in quanto unico intermediario tra l’uomo e Dio.

Infatti c'è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo,

1Tim 2,3 Questo è buono e gradito davanti a Dio, nostro Salvatore, 2,4 il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza della verità. 2,5 Infatti c'è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo, 2,6 che ha dato se stesso come prezzo di riscatto per tutti; questa è la testimonianza resa a suo tempo,


Questo demone “Maria“, per esempio, durante diverse apparizioni mariane, ha annunciato alla Chiesa cattolica a Međugorje in una serie di messaggi pubblici dal 1981 agli anni Novanta, il ben noto messaggio:

Io sono l’intermediaria fra voi e Dio

(da: “Apparizioni e messaggi di Maria madre di Dio – Documentazione completa attraverso due millenni” di G. Hierzenberger e O. Nedomansky. Aschaffenburg: Pattloch/1993).


Anche l’adorazione dei “santi” cattolici è adorazione dei morti ed è un orrore al cospetto di Dio, come ci dice la Bibbia

Un popolo non deve forse consultare il suo Dio? Si rivolgerà forse ai morti in favore dei vivi?

Isa 8,Se vi si dice: «Consultate quelli che evocano gli spiriti e gli indovini, quelli che sussurrano e bisbigliano», rispondete: «Un popolo non deve forse consultare il suo Dio? Si rivolgerà forse ai morti in favore dei vivi? Isa 8,19;

Gli idoli sono come spauracchi in un campo di cocomeri, e non parlano; bisogna portarli, perché non possono camminare.

Ger 10,2 Così parla il SIGNORE: «Non imparate a camminare nella via delle nazioni, e non abbiate paura dei segni del cielo, perché sono le nazioni quelle che ne hanno paura. 10,3 Infatti i costumi dei popoli sono vanità; poiché si taglia un albero nella foresta e le mani dell'operaio lo lavorano con l'ascia; 10,4 lo si adorna d'argento e d'oro, lo si fissa con chiodi e con i martelli perché non si muova. 10,5 Gli idoli sono come spauracchi in un campo di cocomeri, e non parlano; bisogna portarli, perché non possono camminare. Non li temete! perché non possono fare nessun male, e non è in loro potere di far del bene». 10,6 Non c'è nessuno pari a te, SIGNORE; tu sei grande, e grande in potenza è il tuo nome. Ger 10 2- 6;


Similmente al modo in cui opera la Chiesa cattolica, anche la bestia che sorge dalla terra riesce visibilmente a perpetrare il suo inganno ai danni dell’umanità con le sue bugie e i suoi prodigi. Mentre la Chiesa cattolica fa di tutto per allontanare gli esseri umani dalla fede in Gesù Cristo (il “Bambino Gesù”) in quanto unico salvatore e guidarlo verso la fede nell’idolo cattolico che ha nome “Maria” (la “Regina dei cieli”, la “Madre di Dio”), la bestia che sale dalla terra seduce l’umanità (“la terra e i suoi abitanti”) esortandola ad erigere un’immagine di quel falso Cristo e ad adorarla.

La totale mancanza di una via d’uscita per gli esseri umani in questo futuro dominio dell’Anticristo demonico, si palesa nell’affermazione sottostante, contenuta in Apoc 13,15, nella quale il falso profeta dà vita all’immagine della bestia e fa in modo che essa ucciderà tutti coloro che non la adorano. È dunque il compimento del “Big Brother”, che controlla il cervello di ogni singolo essere umano e può subito comprendere ciò che pensa e ciò che rifiuta.

Dicendo agli abitanti della terra di erigere un'immagine della bestia che aveva ricevuto la ferita della spada ed era tornata in vita.

Apoc 13,13 E operava grandi prodigi sino a far scendere fuoco dal cielo sulla terra in presenza degli uomini. 13,14 E seduceva gli abitanti della terra con i prodigi che le fu concesso di fare in presenza della bestia, dicendo agli abitanti della terra di erigere un'immagine della bestia che aveva ricevuto la ferita della spada ed era tornata in vita. 13,15 Le fu concesso di dare uno spirito all'immagine della bestia affinché l'immagine potesse parlare e far uccidere tutti quelli che non adorassero l'immagine della bestia. Apoc 13,13-15;


E sebbene già nell’Antico Testamento, come si vede per esempio qui sotto, in Deut 13,2-4, abbiamo l’unica risposta veramente giusta contro simili “segni e prodigi”, tutta la terra, Ebrei, cattolici, cristiani nominali e forzatamente anche tutte le altre religioni adoreranno l’immagine della bestia.

Quando sorgerà in mezzo a te un profeta che ti annuncia un segno o un prodigio, e il segno o il prodigio si compie.

Deut 13,1 Quando sorgerà in mezzo a te un profeta o un sognatore che ti annuncia un segno o un prodigio, 13,2 e il segno o il prodigio di cui ti avrà parlato si compie, ed egli ti dice: «Andiamo dietro a dèi stranieri, che tu non hai mai conosciuto, e serviamoli», 13,3 tu non darai retta alle parole di quel profeta o di quel sognatore, perché il SIGNORE, il vostro Dio, vi mette alla prova per sapere se amate il SIGNORE, il vostro Dio, con tutto il vostro cuore e con tutta l'anima vostra. Deut 13. 1- 3;


Così come recitano i versetti qui sopra, tutti i segni e prodigi, per quanto grandi e potenti essi possano essere, devono essere smascherati come atti di potere di Satana, quando con essi si tenta di indurre le persone ad abbandonare la vera fede biblico-cristiana e ad adorare altri dèi – demoni o morti. Questo ci è già stato profetizzato dal Signore, che caratterizza dunque sia la Chiesa cattolica che il falso profeta dell’Anticristo in questi termini:

Guardatevi dai falsi profeti i quali vengono verso di voi in vesti da pecore, ma dentro sono lupi rapaci.

Mat 7,15 «Guardatevi dai falsi profeti i quali vengono verso di voi in vesti da pecore, ma dentro sono lupi rapaci. Mat 7,15;


Ma come appare, la Chiesa cattolica, già da più di mille anni, si è preparata a questo ruolo come falso profeta e complice dell’Anticristo. Con tutte le immagini e le figure che vengono adorate nelle cattedrali cattoliche, queste ultime già assomigliano oggi a templi degli idoli. Di conseguenza, l’adorazione dell’immagine dell’Anticristo negli Ultimi Tempi non dovrebbe rappresentare un cambiamento radicale.

Proprio l’adorazione delle immagini è vietata secondo il comandamento di Dio (Es 20:4-5). La Chiesa cattolica, però, ha ignorato tale comandamento e per secoli lo ha tenuto nascosto ai suoi membri. La Chiesa cattolica ha essa stessa eretto nelle sue chiese immagini di idoli di pietra e di legno ed ha esortato i suoi membri ad adorarle.


La frode della Chiesa cattolica sul popolo della Chiesa.

Tabella: i dieci comandamenti.

La spiegazione “Dominus Jesus” della Congregazione per la dottrina della fede della Chiesa cattolica postula:

“La Chiesa cattolica è la sola ed unica chiesa mediatrice di salvezza”



Così come verrà dimostrato in seguito, proprio questa Chiesa ha però falsato i dieci comandamenti di Dio per ingannare il popolo della Chiesa. Essa ha sottaciuto il secondo comandamento per tenere nascosto ai fedeli il fatto che in questo secondo dei dieci comandamenti l’adorazione di idoli di pietra e di legno (i “santi”, la “Madre di Dio” ) viene espressamente vietata.

Ma poiché attraverso l’occultamento del secondo comandamento, ne sarebbero tuttavia rimasti soltanto nove, la Chiesa cattolica ha aggiunto a quell’atto di eresia anche un ulteriore atto di inganno, separando in due comandamenti il decimo dei comandamenti dati da Dio. .


I dieci comandamenti)
di Dio.*)


1. Io sono il SIGNORE, il tuo Dio (…) Non avere altri dèi oltre a me.

2. Non farti scultura, né immagine
alcuna delle cose che sono lassù nel
cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque
sotto la terra. Non ti prostrare davanti
a loro e non li servire (…).

3. Non pronunciare il nome del SIGNORE, Dio tuo, invano; 

4. Ricordati del giorno del riposo (Sabato) per santificarlo.

5. Onora tuo padre e tua madre.

6. Non uccidere.

7. Non commettere adulterio.

8. Non rubare.

9. Non attestare il falso contro il tuo prossimo.

10. Non concupire la casa del tuo prossimo; non
desiderare la moglie del tuo prossimo, (…),
né cosa alcuna del tuo prossimo.


*) Fonte: Sacra Scrittura Esodo (Secondo libro
di Mosè), capitolo 20, versetti 1-17






I dieci comandamenti della Chiesa
cattolica**)


1. Io sono il SIGNORE, il tuo Dio (…) Non avere altri dèi oltre a me.

 
 
 
 
 

2. Non pronunciare il nome del SIGNORE, Dio tuo, invano; 

3.  Ricordati il Sabato oppure la Domenica per santificarlo.

4. Onora tuo padre e tua madre.

5. Non uccidere.

6. Non commettere adulterio.

7. Non rubare.

8. Non attestare il falso contro il tuo prossimo.

9. Non concupire la casa del tuo prossimo; non
desiderare la moglie del tuo prossimo.

10. Non desiderare cosa alcuna del tuo prossimo.

**) Fonte: Scrittura Cattolica del Commissariato
 generale di Terra Santa. Responsabile dei
 contenuti: Dik. St. Bertagnolli OFM
 Commissario generale di Terra Santa (oppure
 anche in ogni Bibbia cattolica)





(Vedi anche discorso 32: "Commentario sull'esposizione "Dominus Jesus" della Congregazione di Fede Cattolica." [non ancora disponibile in Italiano, leggi in tedesco / leggi in inglese])


La Chiesa cattolica è una Chiesa cristiana?

Quando il mondo non credente parla del Cristianesimo, intende con ciò in nove casi su dieci la Chiesa cattolica. La Chiesa cattolica è diventata nel mondo sinonimo del Cristianesimo per antonomasia. – Un grosso errore!

L’unica ed esclusiva base del Cristianesimo è la Bibbia – la Parola di Dio. La Chiesa cattolica, però, nell’anno 1229 ha sottratto questa parola ai fedeli e ha inserito la Bibbia nell’indice dei libri proibiti (!!).

Anche al Concilio di Trento (1545-63), la Bibbia fu condannata come unica fonte della rivelazione divina e la tradizione cattolica – ossia la trasmissione orale o scritta delle dottrine cattoliche, o per meglio dire delle dottrine umane, includendo anche i dogmi – venne riconosciuta come fonte principale della fede accanto alla Sacra Scrittura, con lo stesso valore e gli stessi diritti.

Con ciò, però, la Chiesa cattolica ha abbandonato la base del Cristianesimo. Attraverso l’adorazione contraria alla Bibbia della cattolica “Maria” (Concilio di Efeso 431) e dei “Santi” morti, la Chiesa cattolica ha introdotto tra i suoi fedeli l’adorazione degli idoli (Es 20:3-6; Ger 10:2-5) e il culto dei morti (Isa 8:19; Lev 19:31).

Al fine di occultare il fatto che queste dottrine erronee deviano dalla Bibbia, la Chiesa cattolica ha falsificato la Bibbia, ha sottaciuto ai suoi fedeli il secondo dei dieci comandamenti di Dio (Deut 5,8-9), ed ha scisso il decimo comandamento (Deut 5,21) in due comandamenti separati, cosicché essi fossero di nuovo dieci in tutto (I dieci comandamenti di Dio e quelli della Chiesa Cattolica).

Per tutte queste ragioni, la Chiesa cattolica non è più una Chiesa cristiana. Ed anche i cattolici fedeli non possono chiamarsi "cristiani praticanti", poiché nella Chiesa cattolica essi devono assoggettarsi ai dogmi e agli insegnamenti cattolici, pena la scomunica; di conseguenza, in realtà, essi non sono più cristiani, ma soltanto "cattolici praticanti" a cui il Signore dirà "Non vi conosco" (Mat 25:12).

Vaticano venera Lucifero (Non disponibile in italiano, leggi in portoghese)


Giuda 1:7
Papst

LUCIFERO CULTO IN VATICANO


Come si può vedere, sulla base della sua “qualifica” la Chiesa cattolica sarebbe perfettamente in grado di incarnare il falso profeta dell’Anticristo. E poiché è così, sorge il dubbio che Josef Ratzinger, il Papa tedesco, nella palude del Vaticano avesse già visto sbocciare questa “pianticella degli Ultimi Tempi” e che, con un avanzo della tipica scrupolosità tedesca, sia fuggito da quella fossa di serpenti dimettendosi.

Se poi il prossimo Papa dovesse per caso provenire ancora dall’America Latina, la porta sarebbe nuovamente aperta all’inganno e alla corruzione e la strada sarebbe spianata al falso profeta. Si pone la domanda se gli Ebrei sarebbero così stupidi da accettare un Papa cattolico come finta incarnazione del profeta Elia. Qui avrei anch’io i miei dubbi.

Se però si considera come gli Ebrei siano riusciti senza alcun problema a nascondere il castigo di Dio per l’assassinio di suo Figlio, con tutte le conseguenze che ne sono derivate (la distruzione di Gerusalemme e del tempio e la cacciata di tutto il popolo nella diaspora), e il fatto di sottacere che essi da duemila anni non sono più stati il celebre “popolo del tempio”, ma che ora sono soltanto il “popolo del libro”, si comprende come anche gli Ebrei possano farsi facilmente convincere.

Ma chiunque potrà effettivamente essere il falso profeta, la sua entrata in scena e l’entrata in scena dell’Anticristo nell’ultimo regno mondano sulla terra sono una realtà biblica e per qualunque cristiano biblico è tanto un fatto quanto lo è il fatto che il mondo il 21.12.2012 non è finito, e che con assoluta sicurezza non finirà neanche per almeno i prossimi mille anni.

Gli esseri umani causeranno catastrofi e attraverso Dio verranno ordinati giudizi. La terra verrà trasformata da terremoti e da spostamenti geologici. Le montagne verranno livellate e le pianure innalzate (Sal 192:26-27; Isa 24:1-3; Eb 12:26-27). Ma, alla fine di tutte queste catastrofi, questo pianeta e gli esseri umani che in esso vi rimarranno, vedranno venire il Figlio di Dio come sovrano di un millenario Regno di Pace.

(Vedi anche capitolo 08: "La trasformazione del cielo e della terra.")


E poi, infine, anche gli Ebrei che rimarranno (Sof 3:12-13; Zac 12:10-11; Ger 50:20; Mi 7:18) riconosceranno e accetteranno il Figlio di Dio, nostro Signore Gesù Cristo, come loro Messia. Ma anche i non Ebrei (Ger 16:19-20; Zac 8:22-23), che poco prima hanno essi stessi esperito nei giudizi di Dio il vero Dio, si attaccheranno alla veste degli Ebrei e diranno: “Lasciate che veniamo con voi, poiché abbiamo sentito che Dio è con voi a Gerusalemme”.

(Vedi anche capitolo 09 "Il ritorno del residuo d’Israele e il resto delle nazioni.")

Questo è il messaggio della Bibbia, che ai miliardi di atei e idolatri di questo mondo possiamo annunciare con la stessa assoluta certezza, con la quale possiamo dire di essere sicuri che il sole sorgerà e tramonterà, come fino ad ora è stato, ogni singolo giorno fino alla fine di questi mille anni.



(I testi in cornice nera sono citazioni fatte da visitatori di questo sito o da altri autori!)

(La prima predica di Jorge Mario Bergoglio come Papa Francesco I./ FOCUS Online 00, 14-03-2013)

Un giorno dopo la sua nomina, Papa Francesco ha celebrato la sua prima messa nella Cappella Sistina. Egli auspica che la Chiesa prenda coscienza dei propri valori originari. Leggiamo ora lo svolgimento degli eventi di questa prima messa nel protocollo di FOCUS Online.

ore 17.15: tutti i 114 cardinali prendono parte alla prima messa del nuovo Papa nella Cappella Sistina. L’ufficio divino “Per la Chiesa” pone ufficialmente fine al conclave.

ore 17.17: uno dei Pueri Cantores canta.

ore 17.22: il Papa parla cinque lingue: spagnolo, italiano, inglese, tedesco, francese – a prescindere da questo, dovrebbe avere padronanza della lingua latina.

ore 17.27: la messa per l’insediamento ufficiale viene fissata per il martedì successivo. In quell’occasione sono attesi anche numerosi capi di stato e di governo. Dalla Germania giungeranno a Roma la cancelliera Angela Merkel e il presidente del Bundestag Norbert Lammert. Il presidente della Repubblica Federale Tedesca Joachim Gauck in questo momento è impegnato in un viaggio in Africa,

ore 17.28: Francesco dà inizio alla sua predica. Attenendosi al messaggio di Dio ad Abramo, dice: “La nostra vita è un viaggio, e se ci fermiamo, c’è qualcosa che non va bene. Dobbiamo andare sempre avanti (…) nella luce del Signore. E cercare di vivere con Dio“.

ore 17.31: Egli fa appello di costruire qualcosa – ciò dovrebbe avvenire sulla base della confessione di fede a Gesù Cristo, altrimenti non ha alcun senso. “Chi non prega Dio, sta pregando il diavolo”.

ore 17.33: Francesco dice: “Se procediamo nel nostro viaggio senza la croce (…) se aderiamo a Cristo senza la croce, allora non siamo i discepoli del Signore. Allora vuol dire che siamo mondani (…) possiamo forse essere preti, vescovi, cardinali – ma di certo non i discepoli di Cristo”.

ore 17.37: Francesco auspica che la Chiesa vada avanti. In questo viaggio, essa dovrebbe aderire a Cristo sulla croce – qui l’accento è posto sulla croce, sulla sofferenza. Solo in questo modo, la Chiesa potrà fare dei passi avanti. In caso contrario, essa rischia di venire ridotta ad una mera “ONG caritatevole”.

ore 17.38: con la preghiera alla grazia, Francesco conclude il suo discorso improvvisato. Appare felice.

ore 17.43: in serata, secondo le informazioni forniteci dal portavoce del Vaticano Lombardi, Francesco si trasferirà nel Palazzo Apostolico e romperà il sigillo delle stanze papali. Ulteriori appuntamenti: durante la mattinata di venerdì, Papa Francesco riceverà i cardinali, domenica reciterà l’Angelus davanti a decine di migliaia di fedeli in Piazza San Pietro.

ore 17.46: la celebrazione dell'eucaristia è iniziata. La congregazione recita il “Padre Nostro“.

ore 17.50: ora i cardinali recitano il Credo.

ore 17.57: mentre i cardinali cantano, viene diffusa un’informazione riguardo all’atteggiamento di Francesco nei confronti degli Ebrei: egli spera ardentemente di poter contribuire ad un ulteriore miglioramento dei rapporti fra Ebrei e cattolici “nello spirito di una rinnovata cooperazione”. Egli desidera servire il mondo in modo tale che esso possa essere maggiormente in armonia con la volontà del creatore, ha scritto il Papa al rabbino capo a Roma Riccardo Di Segni.

ore 18.01: vengono distribuite le ostie. Non solo i cardinali celebrano l’Ultima Cena, ma anche le suore, i preti e i fedeli secolari, che sono stati espressamente autorizzati ad entrare all’interno della Cappella Sistina.

ore 18.14: La celebrazione dell’eucaristia è terminata. “Il Signore sia con te”, dice Francesco in latino. “E con il tuo spirito”, rispondono i cardinali. Poco dopo Francesco dà la benedizione ai presenti.

ore 18.21: accompagnati dal canto del coro, Francesco e i cardinali lasciano la Cappella Sistina. Il conclave è ufficialmente terminato.


http://www.focus.de/politik/ausland/papstwahl-im-vatikan/protokoll-zur-ersten-papstmesse



Nel suddetto protocollo della prima predica del Papa dopo la sua elezione e al termine del conclave, due affermazioni in particolare sono degne di nota. Alle ore 17.33, il Papa dice:

“Se procediamo nel nostro viaggio senza la croce (…) se aderiamo a Cristo senza la croce, allora non siamo i discepoli del Signore. Allora vuol dire che siamo mondani (…) possiamo forse essere preti, vescovi, cardinali – ma di certo non i discepoli di Cristo”


Queste parole sono pronunciate dal cuore ad ogni singolo cristiano biblico! Questo è il Vangelo!!

Vi ricordo, fratelli, il vangelo, che Cristo morì per i nostri peccati, secondo le Scritture;

1Cor 15,1 Vi ricordo, fratelli, il vangelo che vi ho annunciato, che voi avete anche ricevuto, nel quale state anche saldi, 15,2 mediante il quale siete salvati, purché lo riteniate quale ve l'ho annunciato; a meno che non abbiate creduto invano. 15,3 Poiché vi ho prima di tutto trasmesso, come l'ho ricevuto anch'io, che Cristo morì per i nostri peccati, secondo le Scritture; 15,4 che fu seppellito; che è stato risuscitato il terzo giorno, secondo le Scritture; 15,5 che apparve a Cefa, poi ai dodici. 1Cor 15, 1- 5;


Solo in seguito potrà esservi la vera confessione di fede a Gesù Cristo, solo in seguito l’essere umano sarà salvato, quando vi sarà la confessione di fede al sacrificio della croce del Figlio di Dio per i nostri peccati. Cristo ci ha riscattati, ha pagato il debito per noi. D’ora in poi siamo giustificati dalla grazia (e non da una qualunque nostra opera o esperienza di sofferenza) e possiamo stare come giusti al cospetto di Dio e pregarlo.

La conseguenza del peccato e della salvezza per grazia

Il peccato è ogni atto che va contro i comandamenti di Dio (Es 20:3-17; Mat 5:21-48). La conseguenza di ognuno di questi atti è la morte del colpevole - e non solo la prima, la morte fisica, ma la seconda morte (Apoc 21:8), al quale la persona peccatrice sarà condannato al Giudizio Universale, dopo la risurrezione dai morti con il suo corpo nuovo ed esistente eternamente. Proprio come la prima morte è solo un periodo di transizione fino alla Risurrezione, così anche la seconda morte non è una estinzione della persona umana, ma piuttosto una esistenza eternamente, lontano da Dio nelle tenebre della dannazione.

Al fine di soddisfare la domanda giusta di Dio che i suoi comandamenti essere adempiuti, mentre allo stesso tempo offre quegli esseri umani che violano loro la possibilità di essere salvato da questa dannazione eterna, il Figlio di Dio è morto sulla croce sostituto per ogni singolo individuo umano ( 1Cor 15:3-5). Così tutti coloro che accettano nella fede il sacrificio redentore del Figlio di Dio in espiazione per i propri peccati possono essere salvati, e come peccatori che sono stati giustificati per la grazia può entrare nella vita eterna con Dio (Rom 5:9-11).




Ma allora dobbiamo supporre che il Papa sia improvvisamente diventato fedele alla Bibbia? Chiunque che qui volesse esprimere una critica, sarebbe probabilmente accusato di fondamentalismo e verrebbe contraddetto.

Ma se poi consideriamo l’affermazione del Papa 4 minuti dopo, alle ore 17.37, comprendiamo che qui il vecchio trucco cattolico ha di nuovo colpito nel segno. FOCUS online riferisce:

“Francesco auspica che la Chiesa vada avanti. In questo viaggio, essa dovrebbe aderire a Cristo sulla croce – qui l’accento è posto sulla croce, sulla sofferenza. Solo in questo modo, la Chiesa potrà fare dei passi avanti. In caso contrario, essa rischia di venire ridotta ad una mera «ONG caritatevole».”


Viene dunque diffusa la croce, dietro alla quale, però, non sta il sacrificio vicario di nostro Signore per i peccati del mondo, ma la “sofferenza”. La Chiesa deve aderire “a Cristo sulla croce“, ma non al sacrificio di redenzione del Signore per i peccati di tutto il mondo, quanto piuttosto al fatto, come poi il Papa subito chiarisce, che “l’accento deve essere posto sulla croce, sulla sofferenza”.

Questo è proprio quello stesso punto di vista del Vangelo che anche Josef Ratzinger, Papa emerito Benedetto XVI, insegna nel suo libro Einführung in das Christentum [Introduzione al Cristianesimo] (edizioni Kösel, Monaco). A tale proposito, egli cita Platone e scrive che

“la rettitudine di un uomo risulterebbe davvero perfetta e collaudata solo allorché egli si accollasse tutta l’apparenza dell’ingiustizia (…). Direte quindi che stando così le cose, il giusto verrà flagellato, torturato, gettato in catene, accecato col ferro rovente, e infine, dopo tutto questo scempio finirà per esser crocifisso…” (p. 292).


E qui ora riconosciamo il punto di vista cattolico della morte sulla croce del Signore: secondo l’insegnamento cattolico, non è per i nostri peccati che il Signore è morto sulla croce; ma, piuttosto, l’essere umano stesso deve sopportare il dolore, per risultare giusto al cospetto di Dio. Secondo questo falso insegnamento, questo è ciò che Gesù Cristo ci ha mostrato e noi dobbiamo seguire questa via del dolore per poter essere salvati. E, in accordo con queste idee, anche Benedetto nel suo libro Jesus von Nazareth [Gesù di Nazareth] sostiene che:

“Le sofferenze di Giobbe servono alla giustificazione dell’uomo. Mediante la sua fede provata nella sofferenza, egli ristabilisce l’onore dell’uomo. Così le sofferenze di Giobbe sono anticipatamente sofferenze in comunione con Cristo, che ristabilisce l’onore di noi tutti al cospetto di Dio e ci indica la via per non perdere, neppure nell’oscurità più profonda, la fede in Dio” (p. 197).


Se quindi mettiamo insieme le suddette affermazioni di J. Ratzinger, ne risulta il quadro seguente:

o  Dal punto di vista della Chiesa cattolica, Gesù Cristo era colui che riscatta l’onore e indica il cammino. Attraverso le sue sofferenze sulla croce, ha riscattato tutto il nostro onore davanti a Dio e ci ha mostrato il cammino, che anche noi dobbiamo percorrere in comunione con lui. Nell’eucaristia, nella quale il Signore dona se stesso come “carne”, possiamo partecipare al suo calvario. Come egli fu trasformato attraverso la croce, così anche noi, mangiando il corpo di Cristo, dobbiamo passare attraverso la croce al fine di poter salvare noi stessi come “un’anticipazione della nuova vita in Dio e con Dio”.


Tuttavia, questo insegnamento cattolico del dolore per la salvezza dell’uomo, non viene preso sul serio dai cattolici stessi – ad eccezione di alcuni perversi autoflagellanti. E poiché ad essi non è nemmeno stato insegnato il reale significato della croce, del quale non hanno alcuna idea, davanti a Dio non hanno alcuna giustificazione per i loro peccati e vanno dritti alla dannazione. Anche Benedetto alla sofferenza in Vaticano ha preferito la “quiete nella vecchiaia” e senza dolore se ne è andato in pensione.

In contrasto con questa falsa interpretazione cattolica di un’autosalvazione attraverso il dolore, l’insegnamento biblico ci dice invece che per l’uomo non è possibile salvare se stesso. Il salario dei peccati è la morte. E cioè di ogni singolo peccato, piccolo o grande che sia. E poiché secondo la Scrittura, tutti gli esseri umani – anche i Papi – sono peccatori (Rom 3:10-12), noi tutti dovremmo morire per essere salvati.

Ma è precisamente per questo motivo che Dio ha mandato suo Figlio, che ha offerto sulla croce il sacrificio di redenzione per i peccati di tutti gli esseri umani. Quindi, per essere salvati, non dobbiamo più morire, né tanto meno soffrire sulla croce – o “attraverso la croce”. Dobbiamo soltanto accettare questa offerta di grazia di Dio e avere fede nella nostra salvezza attraverso il sacrificio della croce del Signore per i nostri peccati.

La seconda affermazione degna di nota, il Pontefice la fa pochi minuti prima della suddetta menzionata qui sopra. Alle ore 17.31, Papa Francesco pronuncia con pacatezza una dichiarazione molto saliente. Come scrive FOCUS online,

“Egli fa appello ai fedeli perché costruiscano qualcosa – e questo qualcosa deve avvenire sulla base della confessione di fede in Gesù Cristo, altrimenti non ha alcun senso. «Chi non prega Dio, prega il diavolo»”.


Anche qui il cuore balza nel petto del cristiano biblico per la gioia e per il palese stupore di fronte a tanta saggezza biblica e a cotanta fede sincera.

Ma se poi si sente e si vede come il Papa, dopo la preghiera del Signore, il “Padre Nostro” del cristianesimo, pronuncia la preghiera a “Santa Maria Madre di Dio”, alla “Madre Nostra” della Chiesa cattolica, allora si deve prendere atto del fatto che egli – e con lui le migliaia di persone in Piazza San Pietro a Roma – su sua stessa ammissione, ha pronunciato una preghiera al diavolo.

Sembra allora che il nuovo Pontefice in quei pochi secondi nei quali ha fatto la dichiarazione: “Chi non prega Dio, prega il diavolo”, sia stato effettivamente sopraffatto dallo Spirito Santo e probabilmente ha espresso la verità senza l’intenzione di volerlo fare. Tutte le preghiere alla “Madre di Dio” cattolica e ai “Santi” della Chiesa cattolica non sono preghiere a Dio, e dunque – secondo la definizione del Papa stesso – sono preghiere al diavolo.

Ma va da sé, ovviamente, che qui nei prossimi giorni vedremo “rettifiche”, “spiegazioni” e “interpretazioni” di ogni genere da parte dei burocrati al fine, con ciò, di estirpare di nuovo il più rapidamente possibile quella piccola pianticella dello Spirito Santo nella Chiesa cattolica.



Il Padre Santo.


Il Papa sul trono


La chiesa cattolica viene vista in tutto il mondo come la rappresentante del Cristianesimo e il papa cattolico pretende di essere il capo dei cristiani. Il Signore e Dio di questi cristiani ha ordinato:

Mat 23,9 Non chiamate nessuno sulla terra vostro padre, perché uno solo è il Padre vostro, quello che è nei cieli.

Tuttavia, il papa cattolico non si fa chiamare solo "Padre", ma addirittura "Padre Santo". E questo è un nome che spetta esclusivamente a Dio Onnipotente e che viene utilizzato da suo Figlio nella sua ultima preghiera sulla terra al Padre:

Giov 17,11 Io non sono più nel mondo, ma essi sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, conservali nel tuo nome, quelli che tu mi hai dati, affinché siano uno, come noi!

Perciò, se il Papa stesso si fa chiamare anche "Padre Santo", non trasgredisce solo il comandamento di Dio:

Deut 5,11 Non pronunciare il nome del SIGNORE, Dio tuo, invano, poiché il SIGNORE non riterrà innocente chi pronuncia il suo nome invano.

ma contemporaneamente egli commette anche il peccato più grave che un essere umano possa commettere e che nella Bibbia viene attribuito all’Anticristo – si equipara a Dio:

2Tess 2,3 Nessuno vi inganni in alcun modo; poiché quel giorno non verrà se prima non sia venuta l’apostasia e non sia stato manifestato l’uomo del peccato, il figlio della perdizione; 2,4  l’avversario, colui che s’innalza sopra tutto ciò che è chiamato Dio od oggetto di culto; fino al punto da porsi a sedere nel tempio di Dio, mostrando se stesso e proclamandosi Dio..

Questo è il punto culminante di quegli inganni con i quali la chiesa cattolica da secoli mente al popolo della chiesa e accumula sempre più denaro (200 miliardi di euro) e potere (1,2 miliardi di membri in tutto il mondo, che sono più degli abitanti degli Stati Uniti e dell’Europa messi insieme).

E il clero cattolico – dal sacerdote fino al Papa – esorta ontinuamente i cattolici a spendere diligentemente "per i poveri", con la promessa subliminale nota da tempo: “Quando il denaro tintinna nella cassetta, l’anima ascende al cielo!”, con la quale già 500 anni fa furono ottenuti con l’imbroglio i soldi per la costruzione del più grande tempio degli idoli di tutti i tempi, la basilica di San Pietro a Roma.

Per ora, apparentemente, ancora nessuno nella chiesa cattolica è giunto all’idea non solo di riciclare fondi neri nella Banca Vaticana "di Santo Spirito", ma anche di aprire i conti e di spendere dei tanti miliardi gli uni o gli altri anche per i poveri – o per i profughi.




(I testi in cornice nera sono citazioni fatte da visitatori di questo sito o da altri autori!)

(Come il Papa arrivò a scegliere il proprio nome./ Tagesspiegel 00, 17-03-2013)

Nello stesso modo rilassato con il quale Francesco ha raccontato di una “nonna“ a Buenos Aires, dalla quale ha acquisito le conoscenze teologiche fondamentali, nello stesso modo spontaneo con il quale alla fine della preghiera della domenica ha augurato a tutti un “buon pranzo!”, altrettanto apertamente aveva parlato con i giornalisti del conclave il giorno precedente. Per esempio, egli ha raccontato di come lui, l’argentino Jorge Mario Bergoglio, sia giunto a scegliere il nome Francesco: quando “durante lo spoglio dei voti iniziò a diventare pericoloso per me”, ha detto il Papa, la persona che sedeva accanto a lui, l’ex arcivescovo di Sao Paolo e francescano Claudio Hummes, lo ha “consolato”. Quando fu poi raggiunta la maggioranza dei due terzi e scoppiò l’applauso, Hummes gli sussurrò: “Non dimenticarti dei poveri!”. Allora il Papa disse “il nome di Francesco d’Assisi, l’uomo della povertà, è giunto fino al mio cuore”.


www.tagesspiegel.de



In contrasto con le ipotesi avanzate da alcuni media, secondo le quali Francesco avrebbe ben ponderato il suo nome di Papa e lo avrebbe scelto con assoluta consapevolezza come programma, il Papa rivela che è stato l’arcivescovo brasiliano Clausio Hummes a guidarlo verso quel nome. Ciò è in un qualche modo tipico per questo Papa: è molto spontaneo, rinuncia volentieri al protocollo ecclesiastico e si lascia trasportare dagli eventi. Sono queste le “conoscenze teologiche fondamentali” che egli ha acquisito da sua nonna.

Ma anche le altre sue dichiarazioni sono degne di nota. Così per esempio parlava durante la sua prima udienza per i giornalisti del Vaticano: “Ah, come vorrei una Chiesa povera e una Chiesa per i poveri!“. Un’idea un po’ illusoria, questa, se si pensa al patrimonio gigantesco del Vaticano e alle conseguenze del fatto che una Chiesa povera non avrebbe alcuna possibilità di occuparsi dei poveri.

Tuttavia, anche nella Chiesa cattolica vi sono senz’altro dei “fratelli poveri”, che si preoccupano seriamente di ridurre questo grosso fardello del Papa. Così riporta per esempio KOPP exklusiv

“L’ordine religioso dei Poveri Fratelli di San Francesco è un ordine istituito presso Düsseldorf, che ha elogiato la povertà e che vuole aiutare i poveri. È stato ora rivelato che i Poveri Fratelli si sono giocati ben 7,2 milioni di euro in spericolate speculazioni. Quel denaro era stato stanziato come fondo per la manutenzione dei due rifugi per i senzatetto gestiti dall’opera sociale dell’ordine e di due case di riposo per anziani”.


Si potrebbe consigliare al presunto “vicario di Cristo in terra“ di prestare ascolto al suo Signore (Mat 19:20-21) e di riuscire così, quanto meno, ad alleviare i due mali – l’immensa ricchezza della Chiesa cattolica e la povertà dei poveri, esortando non sempre e solo gli altri a donare soldi per questi poveri, ma aprendo egli stesso alcuni conti del Vaticano e, con un paio di miliardi delle sue centinaia di miliardi di euro, sostenere così i bisognosi.

Anche il fatto che egli non abbia impartito la benedizione apostolica ai giornalisti presenti, dicendo: “Io so che molti di voi non appartengono alla Chiesa cattolica o che non sono persino credenti. Io rispetto la coscienza di ogni singolo individuo, e quindi vi benedico con tutto il mio cuore, ma in silenzio“, mostra come questo Papa prenda le cose così come sono, senza pretendere di volere cambiare nulla.

Se si considera ora la situazione alquanto ostile che il Papa si troverà a dovere affrontare nella Curia e se si tiene conto della sua particolare impronta del suo carattere, probabilmente in Vaticano non avverranno grandiosi cambiamenti e le reti già collaudate – altrettanto lontane dal “protocollo ecclesiastico” – potranno proseguire il loro lavoro senza sostanziali impedimenti di sorta.

“È così che scatenerà un vero boom”


Franziskus

Caricatura: diepresse.com



Omelia del Papa a Lampedusa: “Dov’è tuo fratello?” / 2° Parte, discorso 1152 2