Discorso 122 – Ancora 224 anni fino al Millennio.




L’ordinamento temporale di eventi profetici.

Il momento del Rapimento.

Gli eventi associati al Rapimento.

La storia del mondo: una settimana con giorni millenari.

Gli eventi nel Millennio.

La Nuova Creazione.

Il tempo rimanente fino al Millennio.



L'ordinamento temporale di eventi profetici.

Nello studio della Bibbia, ma in particolare nell’esegesi biblica, se si esegue la cosa seriamente, e dunque con precisione e perseveranza, si riconosce un gran numero di eventi profetici. E come viene dimostrato qui sul sito di Immanuel.at, è anche assolutamente possibile trovare un contesto logico di queste diverse profezie, cosicché alla fine si ottiene un quadro relativamente preciso, su ciò che l’umanità deve aspettarsi in futuro secondo l’escatologia biblica.

(Vedi anche discorso 13: “A quali regni del mondo si riferiscono le 7(8) Teste/Re in Apoc 17?” [non ancora disponibile in italiano, leggi in tedesco, leggi in inglese])


Naturalmente è anche uno dei presupposti che ci si prenda la pena di distinguere, il più esattamente possibile, quali profezie si sono già compiute nel passato e quali in realtà sono ora ancora incompiute. Ciò ci aiuta già a separare la paglia dal grano e forma la base per un auspicato ordinamento almeno approssimativo di queste profezie nella realtà temporale. Ciò che tuttavia fino ad oggi non era possibile, è una più precisa collocazione temporale di profezie bibliche – una risposta alla domanda che è dunque dove proprio determinate profezie devono essere ordinate nella nostra realtà temporale.

E qui vi sono ora esegeti cristiani che – sia per comodità, sia per una questione di principio – fanno sempre riferimento al fatto che una simile determinazione temporale è completamente irrilevante e anche impossibile e sarebbe, dal punto di vista biblico, addirittura contro la volontà di Dio. Ed essi citano poi preferibilmente la dichiarazione di nostro Signore Gesù Cristo in Mat 24,36:

Mat 24,36 «Ma quanto a quel giorno e a quell'ora nessuno li sa, neppure gli angeli del cielo, neppure il Figlio, ma il Padre solo.


Qui il Signore parla del momento del suo ritorno e del Rapimento dei credenti in Cristo. Ma gli esegeti biblici citati più sopra vogliono sostanzialmente riferire tutto questo a tutti gli eventi biblici futuri profetizzati. Ora, se prendiamo le dichiarazioni bibliche non così seriamente – forse perché non le leggiamo e ponderiamo attentamente –, allora questo atteggiamento sembra assolutamente plausibile e per giunta anche conforme alla Scrittura. Ma se cominciamo a citare la Bibbia, dovremmo avere in mente anche altre dichiarazioni contenute in essa (supponendo che le si siano lette), che ci permettono di comprendere correttamente questa osservazione del Signore e che offrono un quadro un po’ diverso dell’utilità di questo tipo di sforzi.

Se per esempio consideriamo una profezia di Giovanni nell’Apocalisse, dove egli in Apoc 9,15 parla di un importante evento nel futuro:

Apoc 9,15 E furono sciolti i quattro angeli che erano stati preparati per quell'ora, quel giorno, quel mese e quell'anno, per uccidere la terza parte degli uomini.

comprendiamo qui che questa profezia dell’uccisione di circa due miliardi (!) di esseri umani su questo pianeta difficilmente può essere considerata come "irrilevante". E nella Bibbia vi sono alcune profezie simili – e proprio nell’Apocalisse.


Il momento del Rapimento.

Ora, però, dall’altro lato, è sicuramente giusto che secondo la Scrittura non possiamo sapere il giorno e l’ora del ritorno del Signore, poiché il nostro Padre celeste per il momento conserva ancora questa informazione per sé. Ma tuttavia ciò che gli oppositori di un’esegesi biblica riferita alla realtà – come viene perseguita qui sul sito di Immanuel.at – continuamente tralasciano quando citano da Mat 24,36, è il fatto che il Signore qui parla del "giorno e dell’ora" e non di una determinazione temporale più generale, come per esempio anno e mese.

Infatti apprendiamo questo precisamente 7 versetti prima, in Mat 24,29-31, dove il Signore nel suo discorso agli Apostoli sul Monte degli Ulivi profetizza proprio questo evento, ossia il suo ritorno e il Rapimento dei credenti:

Subito dopo la tribolazione di quei giorni, il sole si oscurerà, la luna non darà più il suo splendore, le stelle cadranno dal cielo.

Mat 24,29 Subito dopo la tribolazione di quei giorni, il sole si oscurerà, la luna non darà più il suo splendore, le stelle cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno scrollate. 24,30 Allora apparirà nel cielo il segno del Figlio dell'uomo; e allora tutte le tribù della terra faranno cordoglio e vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nuvole del cielo con gran potenza e gloria. 24,31 E manderà i suoi angeli con gran suono di tromba per riunire i suoi eletti dai quattro venti, da un capo all'altro dei cieli. Mat 24,29-31;


Sappiamo oggi che il compimento di questa profezia si colloca ancora nel futuro. Ma come possiamo dedurre dai diversi resoconti biblici, gli Apostoli allora erano assolutamente convinti del fatto che questo sarebbe avvenuto mentre essi erano ancora in vita. Per giunta, in vista del fatto che il Signore li ha successivamente incaricati di essere attenti e di osservare gli eventi mondani e di confrontarli con le sue profezie.

Quando vedrete tutte queste cose, sappiate che egli è vicino, proprio alle porte.

Mat 24,32 Imparate dal fico questa similitudine: quando già i suoi rami si fanno teneri e mettono le foglie, voi sapete che l'estate è vicina. 24,33 Così anche voi, quando vedrete tutte queste cose, sappiate che egli è vicino, proprio alle porte. 24,34 Io vi dico in verità che questa generazione non passerà prima che tutte queste cose siano avvenute. 24,35 Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. Mat 24,32-35;


Non solo il Signore esorta gli Apostoli ad essere attenti, ma spiega loro anche con la parabola dell’albero di fico, come essi possono facilmente riconoscere il momento del suo ritorno – anche senza l’indicazione del "giorno e dell’ora". Ora, se esaminiamo questa indicazione del Signore, dobbiamo partire dal presupposto che gli alberi allora mettevano le foglie verso circa la metà di aprile (oggi il riscaldamento del clima accelera lo sviluppo della vegetazione di circa due settimane).

Se ora postuliamo che l’inizio dell’estate sull’emisfero settentrionale avviene alla fine di giugno, allora il Signore ci mostra qui la possibilità di riconoscere questo evento già due mesi e mezzo (!!) prima del suo arrivo e di prepararci ad esso. E dunque questo ci dà la prova biblica del fatto che il Signore non allude solo esplicitamente al fatto che simili riflessioni sono possibili in considerazione del momento di realizzazione di profezie, ma che possono essere un grande aiuto proprio per i cristiani negli Ultimi Tempi.

Sarà dunque dopo l’inizio delle doglie (Mat 24,3-14) "ma subito dopo la tribolazione di quei giorni" (Mat 24,29), che il sole si oscurerà e la lune perderà il suo splendore (come è inteso nella parabola del Signore con il "mettere le foglie"). Da questo momento ci sono ora evidentemente circa due mesi e mezzo prima che il Figlio di Dio appaia visibile per tutti gli esseri umani in cielo. Poi i morti in Cristo saranno prima risvegliati e insieme ai credenti in Cristo tra gli esseri umani ancora viventi riuniti dagli angeli, saranno rapiti sulle nuvole nell’aria per arrivare al cospetto del Signore.

Perché il Signore stesso, con un ordine, con voce d'arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo.

1Tess 4,13 Fratelli, non vogliamo che siate nell'ignoranza riguardo a quelli che dormono, affinché non siate tristi come gli altri che non hanno speranza. 4,14 Infatti, se crediamo che Gesù morì e risuscitò, crediamo pure che Dio, per mezzo di Gesù, ricondurrà con lui quelli che si sono addormentati. 4,15 Poiché questo vi diciamo mediante la parola del Signore: che noi viventi, i quali saremo rimasti fino alla venuta del Signore, non precederemo quelli che si sono addormentati; 4,16 perché il Signore stesso, con un ordine, con voce d'arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e prima risusciteranno i morti in Cristo; 4,17 poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti insieme con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore nell'aria; e così saremo sempre con il Signore. 1Tess 4,13-17;


Gli eventi associati al Rapimento.

Sulla situazione degli esseri umani sulla terra a quel tempo, il Signore più sotto, in Mat 24,37-39, dice poi che essi saranno totalmente stupiti dagli eventi e non si saranno aspettati un simile sviluppo – del tutto similmente come fu nel tempo di Noè.


Si mangiava e si beveva, si prendeva moglie e s'andava a marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell'arca.

Mat 24,37 Come fu ai giorni di Noè, così sarà alla venuta del Figlio dell'uomo. 24,38 Infatti, come nei giorni prima del diluvio si mangiava e si beveva, si prendeva moglie e s'andava a marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell'arca, 24,39 e la gente non si accorse di nulla, finché venne il diluvio che portò via tutti quanti, così avverrà alla venuta del Figlio dell'uomo. Mat 24,37-39;


Questi eventi associati al ritorno del Signore sono stati riportati da Luca nel suo resoconto un po’ più dettagliatamente e qui vengono menzionati alcuni dettagli interessanti che allora hanno tenuto occupati anche gli Apostoli:

Chi cercherà di salvare la sua vita, la perderà; ma chi la perderà, la preserverà.

Luc 17,22 Disse pure ai suoi discepoli: «Verranno giorni che desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell'uomo, e non lo vedrete. 17,23 E vi si dirà: "Eccolo là", o "eccolo qui". Non andate, e non li seguite; 17,24 perché com'è il lampo che balenando risplende da una estremità all'altra del cielo, così sarà il Figlio dell'uomo nel suo giorno. 17,25 Ma prima bisogna che egli soffra molte cose, e sia respinto da questa generazione.

17,26 Come avvenne ai giorni di Noè, così pure avverrà ai giorni del Figlio dell'uomo. 17,27 Si mangiava, si beveva, si prendeva moglie, si andava a marito, fino al giorno che Noè entrò nell'arca, e venne il diluvio che li fece perire tutti. 17,28 Similmente, come avvenne ai giorni di Lot: si mangiava, si beveva, si comprava, si vendeva, si piantava, si costruiva; 17,29 ma nel giorno che Lot uscì da Sodoma piovve dal cielo fuoco e zolfo, che li fece perire tutti.

17,30 Lo stesso avverrà nel giorno in cui il Figlio dell'uomo sarà manifestato. 17,31 In quel giorno, chi sarà sulla terrazza (tetto) e avrà le sue cose in casa, non scenda a prenderle; così pure chi sarà nei campi non torni indietro. 17,32 Ricordatevi della moglie di Lot. 17,33 Chi cercherà di salvare la sua vita, la perderà; ma chi la perderà, la preserverà. 17,34 Io vi dico: in quella notte, due saranno in un letto; l'uno sarà preso, e l'altro lasciato. 17,35 Due donne macineranno assieme; l'una sarà presa e l'altra lasciata. 17,36 [Due uomini saranno nei campi; l'uno sarà preso e l'altro lasciato.]» 17,37 I discepoli risposero: «Dove sarà, Signore?» Ed egli disse loro: «Dove sarà il corpo, là pure si raduneranno le aquile». Luc 17,22-37;


Prima il Signore qui annuncia giorni amari per i credenti (Luc 17,22-23) e li mette in guardia dal pericolo di lasciarsi sedurre da false voci sulla già avvenuta venuta del Figlio dell’Uomo. Ed egli dice: "Non andate", poiché l’apparizione del Figlio di Dio non avrà luogo in modo segreto e invisibile, ma brillerà come un lampo da una parte all’altra del cielo, ed anche il Signore brillerà nella sua gloria, nel giorno in cui egli verrà.

E poi il Signore paragona questo giorno ai giorni di Noè (Luc 17,26). Così come gli esseri umani in quel tempo mangiavano, bevevano, non temevano alcun pericolo e poi tutti tranne Noè e la sua famiglia morirono nel diluvio, così sarà anche nel giorno del Figlio dell’Uomo. Essi mangeranno, berranno, prenderanno moglie e andranno a marito, finché il Signore verrà e riunirà i suoi dalle quattro direzioni del cielo e li rapirà con i morti risvegliati in Cristo.

Tuttavia, poi, i restanti non saranno uccisi come durante il diluvio, ma verranno abbandonati all’imminente ira di Dio. E come ulteriore regola di comportamento, il Signore paragona questo giorno con i giorni di Lot. Anche allora essi vivevano tutti per il momento, ma quando Lot se ne andò da Sodoma, furono tutti uccisi.

Ora, il seguente testo in Luc 17,31 viene visto spesso erroneamente come passo parallelo a Mat 24,17-18. Tuttavia, da un lato queste dichiarazioni in Matteo vengono menzionate in rapporto con l’"abominazione della desolazione" (Mat 24,15) – ossia con la Grande Tribolazione e la veloce fuga ai monti – mentre qui, in Luca, siamo già dopo la tribolazione e nel giorno "in cui il Figlio dell'uomo sarà manifestato" (Luc 17,30) – ossia con il ritorno del Signore.

Dall’altro lato, Luca ci dà in realtà un autentico testo parallelo (ossia a Mat 24,16-22) in Luc 21,20-24. Mentre dunque Luc 21,23 e il suo contesto si occupano della Grande Tribolazione, più sopra, in Luc 17,22-37, si tratta chiaramente di qualcosa di completamente diverso, ossia del ritorno del Signore (Luc 17,24.30). Qui non si parla nemmeno dell’abominazione della desolazione, della Grande Tribolazione o di una fuga ai monti, ma del tutto al contrario, si ha l’impressione che il Signore qui non esorti alla fuga, ma a rimanere e a restare fermi nel posto in cui essi si trovano. Una persona, per esempio, che è sulla terrazza sul tetto, cui venga ordinato "non scendere", allora ha solamente la scelta di rimanere sulla terrazza sul tetto e aspettare.

Chi sarà sulla terrazza e avrà le sue cose in casa, non scenda a prenderle.

Luc 17,30 Lo stesso avverrà nel giorno in cui il Figlio dell'uomo sarà manifestato. 17,31 In quel giorno, chi sarà sulla terrazza (tetto) e avrà le sue cose in casa, non scenda a prenderle; così pure chi sarà nei campi non torni indietro. 17,32 Ricordatevi della moglie di Lot. 17,33 Chi cercherà di salvare la sua vita, la perderà; ma chi la perderà, la preserverà. Luc 17,30-33;


Entrambi i versetti successivi Luc 17,32-33 fanno diventare questa impressione una certezza. L’ammonimento "Ricordatevi della moglie di Lot" è l’indicazione del fatto di non volgersi in quel giorno, in quel momento per recuperare ciò che sta dietro, ossia, dunque, averi e ricchezze, corpo e vita. E allora questo viene pronunciato anche del tutto concretamente dal Signore: "Chi cercherà di salvare la sua vita, la perderà; ma chi la perderà, la preserverà". Chi cerca di fuggire, non potrà essere preso dagli angeli, ma chi però rimarrà fermo perderà il suo corpo fisico, ma egli in quello stesso momento ("in un momento") riceverà un corpo spirituale – verrà "rivestito", come scrive Paolo più sotto in 2Cor 5,2 – verrà rapito per essere condotto al Signore. E proprio questo lo comprendiamo anche nei due successivi versetti Luc 17,34-35:

In quella notte, due saranno in un letto; l'uno sarà preso, e l'altro lasciato.

Luc 17,34 Io vi dico: in quella notte, due saranno in un letto; l'uno sarà preso, e l'altro lasciato. 17,35 Due donne macineranno assieme; l'una sarà presa e l'altra lasciata. Luc 17,34-35;


Questa dichiarazione del Signore è la conferma che il Signore qui non esorta sicuramente alla fuga. Se nel Rapimento, due persone giacciono in un letto, o due donne macinano insieme e una viene presa e l’altra lasciata, allora queste due persone ovviamente non possono trovarsi in fuga.

(Vedi anche tabelle 05: “ Sinossi dei discorsi del Signore sugli Ultimi Tempi.”)


Questo è dunque il momento dell’arrivo del Signore e del Rapimento dei suoi, come ce lo descrive anche Mat 24,29-31. Essi in questo momento perderanno la loro vita terrena, il loro corpo fisico, ma non moriranno, ma – come scrive Paolo in 1Cor 15,51-53 – verranno rivestiti "in un momento, in un batter d'occhio". Ed essi non dovrebbero avere paura, dice loro il Signore in Luc 17,33. Colui che cerca di fuggire, per salvare la sua vita terrena, in realtà la perderà. Colui che invece persevera nella fede in Dio, verrà raccolto dagli angeli del Signore e rapito. E allora qui vi saranno due su un letto o due donne che macineranno insieme ed uno verrà preso, mentre l’altro verrà lasciato.

Poiché noi che siamo in questa tenda gemiamo, oppressi; e perciò desideriamo non già di essere spogliati, ma di essere rivestiti.

2Cor 5,1 Sappiamo infatti che se questa tenda che è la nostra dimora terrena viene disfatta, abbiamo da Dio un edificio, una casa non fatta da mano d'uomo, eterna, nei cieli. 5,2 Perciò in questa tenda gemiamo, desiderando intensamente di essere rivestiti della nostra abitazione celeste, 5,3 se pure saremo trovati vestiti e non nudi. 5,4 Poiché noi che siamo in questa tenda gemiamo, oppressi; e perciò desideriamo non già di essere spogliati, ma di essere rivestiti, affinché ciò che è mortale sia assorbito dalla vita. 2Cor 5, 1- 4;

Così è pure della risurrezione dei morti. Il corpo è seminato corruttibile e risuscita incorruttibile.

1Cor 15,42 Così è pure della risurrezione dei morti. Il corpo è seminato corruttibile e risuscita incorruttibile; 15,43 è seminato ignobile e risuscita glorioso; è seminato debole e risuscita potente; 15,44 è seminato corpo naturale e risuscita corpo spirituale. Se c'è un corpo naturale, c'è anche un corpo spirituale. 15,45 Così anche sta scritto: «Il primo uomo, Adamo, divenne anima vivente»; l'ultimo Adamo è spirito vivificante. 2Cor 15,42-45;

Infatti bisogna che questo corruttibile rivesta incorruttibilità e che questo mortale rivesta immortalità.

1Cor 15,50 Ora io dico questo, fratelli, che carne e sangue non possono ereditare il regno di Dio; né i corpi che si decompongono possono ereditare l'incorruttibilità. 15,51 Ecco, io vi dico un mistero: non tutti morremo, ma tutti saremo trasformati, 15,52 in un momento, in un batter d'occhio, al suono dell'ultima tromba. Perché la tromba squillerà, e i morti risusciteranno incorruttibili, e noi saremo trasformati. 15,53 Infatti bisogna che questo corruttibile rivesta incorruttibilità e che questo mortale rivesta immortalità. 15,54 Quando poi questo corruttibile avrà rivestito incorruttibilità e questo mortale avrà rivestito immortalità, allora sarà adempiuta la parola che è scritta: «La morte è stata sommersa nella vittoria». 15,55 «O morte, dov'è la tua vittoria? O morte, dov'è il tuo dardo?» 1Cor 15,50-55;


Ora, quando il Signore aveva concluso le sue spiegazioni, la prima reazione degli Apostoli fu: "Dove sarà, Signore"?. Qui riconosciamo lo stesso malinteso, come in alcuni esegeti del nostro tempo, che ritengono che la comunità debba cercare un "luogo di rifugio" per il Rapimento. A parte il fatto che i fedeli venivano portati via, che avrebbe avuto luogo un Rapimento, gli Apostoli non avevano capito assolutamente nulla. Perciò essi erano desiderosi di apprendere dove, allora, ciò avrebbe avuto luogo, al fine di potere raggiungere quel posto in tempo utile.

E mentre qui in Luca, in Luc 17,37, queste parole del Signore appaiono nel giusto ordine, ossia con il ritorno e la raccolta dei suoi, in Matteo, in Mat 24,28, questa frase è attribuita alla Grande Tribolazione e, chiaramente, sarebbe piuttosto da inserire là nel contesto del ritorno del Signore, tra i versetti 31 e 32.
 

Luc 17,37 I discepoli risposero: «Dove sarà, Signore?» Ed egli disse loro: «Dove sarà il corpo, là pure si raduneranno le aquile». Luc 17,37;

(Vedi anche discorso 12: “La Chiesa degli Ultimi Tempi, deve cercarsi un luogo di rifugio per il Rapimento?” [non ancora disponibile in italiano, leggi in tedesco, leggi in inglese])


Tuttavia, questo malinteso – sia negli Apostoli, ma anche negli esegeti biblici del nostro tempo – non sta sicuramente nella mancanza di chiarezza delle dichiarazioni del Signore. Proprio il fatto che il Signore in Mat 24,31 parli del fatto che i suoi angeli riuniranno i suoi eletti "da un capo all’altro dei cieli", permette di comprendere che i credenti non devono cercare un determinato luogo particolare, ma che gli angeli li troveranno là dove essi si saranno fermati in quel momento.

E se possiamo capire questa mancanza di comprensione negli Apostoli nel loro tempo e nella loro situazione, in cui furono posti di fronte ad una visione del mondo completamente nuova, negli esegeti biblici contemporanei è una prova di negligente superficialità. Si pensi solo al fatto se poi in un determinato momento ("Ma quanto a quel giorno e a quell'ora nessuno li sa"?) circa un centinaio di milioni di fedeli in Cristo (più che probabilmente non sarà del sette miliardi della popolazione mondiale)
dovessero viaggiare con i loro mezzi di trasporto (l’automobile, il treno o l’aereo), verso un determinato luogo (e dove dovrebbe essere?). Vi sarebbe un caos mondiale del traffico e la maggior parte di essi arriverebbe in ritardo.

(Vedi anche discorso 38: “Cosa attende i cristiani e i giudei al Ritorno del Signore??” [non ancora disponibile in italiano, leggi in tedesco, leggi in inglese])


Tuttavia, questo malinteso del "luogo di rifugio" è nella maggior parte dei casi la conseguenza di un’altra interpretazione errata. Qui la "donna" dell’Apocalisse 12,6.14 viene erroneamente interpretata come comunità cristiana degli Ultimi Tempi e la sua fuga presso il luogo preparato da Dio come "luogo di rifugio". Il fatto che non sia così, ma che questa donna in cielo con la corona di dodici stelle rappresenti il popolo di Israele con le sue dodici tribù, viene spiegato nell’excursus: "La donna in cielo".

(Vedi anche excursus 10: “La donna in cielo.” [non ancora disponibile in italiano, leggi in tedesco, leggi in inglese])


Nella risposta del Signore a questa domanda degli Apostoli in Luc 17,37: "Dove sarà, Signore" (collocata un po’ imprecisamente in Matteo), sembra come se egli non avesse registrato la loro domanda, ma sembra avere parlato di qualcosa di totalmente diverso, quando egli dice: "Dove sarà il corpo (cadavere), là pure si raduneranno le aquile (avvoltoio)". E tuttavia era proprio quella risposta che gli Apostoli – ma molto di più i credenti degli Ultimi Tempi – devono sapere.

Ciò che qui, in Luc 17,30-35, intende il Signore, è duplice: da un lato, in questo momento cruciale nessuno dovrebbe guardare indietro – nemmeno proprio nello spirito – né tentare di arraffare velocemente i propri beni. Là dove ora si sta andando, non si potranno portare con sé beni terreni e nemmeno se ne avrà bisogno.

Dall’altro questi credenti dovrebbero in questo momento rimanere fermi proprio là dove si trovano. Che sia sulla terrazza sul tetto, a casa, nel letto o nel campo. Proprio là dove essi sono, gli angeli del Signore verranno a prenderli, li trasformeranno, ossia li "rivestiranno", come dice Paolo anche in 2Cor 5,4, e insieme ai morti in Cristo risvegliati, verranno portati via per essere condotti presso il Signore nelle nuvole.

Questa "rivestizione/trasformazione" avverrà "in un momento, in un batter d’occhio" e qui, scrive Paolo più sopra in 1Cor 15,52-53, "questo mortale avrà rivestito immortalità". Ciò significa, però, che questi credenti in questo momento moriranno fisicamente. Essi non cadranno morti, ma trascorreranno questa fase della morte biologica – moriranno solo per un momento, pero moriranno – e successivamente si ritroveranno con un corpo spirituale immortale. Ciò ci viene confermato anche dai seguenti passi biblici:

Quello che è nato dalla carne, è carne; e quello che è nato dallo Spirito, è spirito.

Giov 3,6 Quello che è nato dalla carne, è carne; e quello che è nato dallo Spirito, è spirito. Giov 3,6;

Come è stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il giudizio.

Ebr 9,27 Come è stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il giudizio. Ebr 9,27;


Questi credenti viventi degli Ultimi Tempi, con il Rapimento – così come i credenti in Cristo morti – saranno "nati dallo spirito", ossia rinati. Nel loro caso la Risurrezione – la vera rinascita – sarà anticipata, e perciò essi devono morire prima nella carne. Questa è la era rinascita biblica nella Risurrezione e nel successivo giudizio del mondo. E questo è in contrasto con una presunta "rinascita" nel corso della vita dell’essere umano, come viene insegnato nelle comunità cristiane.

Nella ricreazione (rinascita), quando il Figlio dell'uomo sarà seduto sul trono della sua gloria (il giudizio universale).

Mat 19,28 E Gesù disse loro: «Io vi dico in verità che nella ricreazione (rinascita), quando il Figlio dell'uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, anche voi, che mi avete seguito, sarete seduti su dodici troni a giudicare le dodici tribù d'Israele. Mat 19,28;

Mat 25,31 «Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti gli angeli, prenderà posto sul suo trono glorioso. 25,32 E tutte le genti saranno riunite davanti a lui ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri. Mat 25,31-32;


Ora, tuttavia, colui che fugge da questa morte e tenta di salvare la sua vita terrena, perderà però il suo corpo biologico, ma non potrà ricevere il corpo spirituale e dunque sarà in realtà fisicamente morto. E più sopra, in Luc 17,33, il Signore mette in guardia proprio da questo, quando egli dice: "Chi cercherà di salvare la sua vita, la perderà; ma chi la perderà, la preserverà".

(Vedi anche capitolo 062: “Il Ritorno del Signore – 2° Parte: Il Rapimento.”)


Con questa breve descrizione del ritorno del Signore e del Rapimento conosciamo ora la successione di questi singoli eventi, ma – come finora in simili interpretazioni – manca la concreta classificazione di questi avvenimenti nella nostra reale dimensione temporale. Sappiamo che tutto questo avrà luogo nel futuro, ma in quale futuro? Tra mille anni, tra diecimila anni o in cento o dieci anni?

Finora nell’esegesi biblica non è stato possibile trovare qui un’interpretazione più o meno concreta – cioè intendiamo realistica –, che si debba verificare anche ed in particolare per mezzo della Bibbia. Ciò hanno già saputo evitarlo per lo più quegli "studiosi della Bibbia" che denigrano simili tentativi con la citazione tratta da Mat 24,36: "Ma quanto a quel giorno e a quell'ora nessuno li sa".


La storia del mondo: una settimana con giorni millenari.

Ora, però, qui, sul sito di Immanuel.at si è riusciti a localizzare questo tipo di approccio nella Scrittura e di conseguenza a costruire un’interpretazione che sia in linea con la realtà. Nella seguente tabella viene assunta come base la dichiarazione di Pietro in 2Piet 3,8: "(…) per il Signore un giorno è come mille anni, e mille anni sono come un giorno" e combinata con il conteggio biblico degli anni – che viene conservato ancora nel calendario ebraico. Tutto questo viene poi completato con il fatto biblico, che il Millennio, il regno di pace millenario di nostro Signore Gesù Cristo è il grande "riposo" (Ebr 4,3-6) e il Sabbat di Dio (Israele vive al sicuro Ger 23,6; 33,16; Eze 38,14; Mic 5,3; Zac 14,11, non impareranno più la guerra Isa 2,4; Mic 4,3). E infine ci si confronta anche con la riflessione secondo la quale anche i giudizi dei sigilli, delle trombe e delle coppe dell’Apocalisse secondo questo "schema settimanale" sono suddivisi ogni volta in 6+1 "giorni".

(Vedi anche tabella 14: “L'Apocalisse – cronologia degli eventi”)

Se dunque gli ultimi mille anni di questo mondo sono il "Sabbat di Dio" e mille anni con Dio sono come un giorno, allora i seimila anni prima (secondo il conteggio degli anni biblico-ebraico) corrispondono ai sei giorni della settimana. E dunque, ora, il tempo della storia del mondo può essere illustrato dal punto di vista biblico in settemila anni e eventi rilevanti di natura mondana e biblica possono essere classificati nel "tempo reale".


Tabella 20 - La storia del mondo: Una settimana dei giorni millenari.
 
Giorni della settimana
ebraici
 
Conteggio.
ebraico
anno
corrente.
 
LA SETTIMANA MILLENARIA
Ma voi, carissimi, non dimenticate quest'unica cosa: per il Signore un giorno è come mille anni, e mille anni sono come un giorno.
2Pie 3,8;
Conteggio.
cristiano
anno
a.C./d.C.
 
Giorni della settimana
cristiani
 
 
 
 
Jom Rischon
 
 
0
200
400
600
930
1000
Creazione di Adamo ed Eva
 
 
 
Morte di Adamo
 
-3760
-3560
-3360
-3160
-2830
-2760
 
 
 
Domenica
 
 
 
 
 
Jom Scheni
 
 
1056
1200
1656
1755
1946
2000
Nascita di Noè
 
Diluvio Universale
Dispersione (confusione delle lingue a Babele)
Nascita di Abramo
 
-2704
-2560
-2104
-2005
-1814
-1760
 
 
 
Lunedì
 
 
 
 
 
Jom Schlischi
 
 
2006
2121
2200
2400
2647
2767
Morte di Noè
Morte di Abraamo
 
 
Nascita di Mose
Morte di Mose
-1754
-1639
-1560
-1360
-1113
-993
 
 
 
Martedì
 
 
 
 
 
Jom Revi'i
 
 
3000
3174
3200
3400
3600
3760
 
Distruzione del Tempio di Salomone
 
 
 
Nascita di Gesù Cristo
-760
-586
-560
-360
-160
0
 
 
 
Mercoledì
 
 
 
 
 
Jom Chamischi
 
 
4000
4200
4236
4400
4600
4855
 
 
Fine dell'Impero Romano d'Occidente
 
 
Inizio delle Crociate
240
440
476
640
840
1095
 
 
 
Giovedì
 
 
 
 
 
Jom Schischi
 
 
5000
5252
5400
5600
5777
5800
 
LScoperta dell’America
 
 
2016 d.C.
La Grande Tribolazione
1240
1492
1640
1840
2016
2040
 
 
 
Venerdì
 
 
 
 
 
Schabbat
 
 
6000
6200
6400
6600
6800
7000

Inizio del Millennio
Regno di pace del Figlio di Dio
Ebr 4,9-10
 
 
La fine del mondo
La Risurrezione / Il Giudicio Universale
2240
2440
2640
2840
3040
3240

 
 
 
Sabato
 

(Vedi anche tabella 20: “La storia del mondo: una settimana dei giorni millenari.”)

(Vedi anche tabella 01: “Cronologia da Adamo a Giacobbe”)


Come si può comprendere attraverso questa tabella temporale, secondo la prospettiva biblica ci troviamo a soli 224 anni dall’inizio del Millennio, il regno di pace millenario del Figlio di Dio come ultimo regno mondiale di questo pianeta. E in questi 224 anni, secondo le profezie bibliche, avranno luogo tra l’altro tutti i terribili eventi della Grande Tribolazione (Mat 24,1-51; Apoc 6,1-20,5). La sola domanda che per il momento rimane ancora aperta, è l’inizio di questa grande tribolazione sulla terra, al’"Inizio delle Doglie".

(Vedi anche discorso 05: “Il parallelismo degli eventi in Mat 24 e Apoc 6 e 7.” [non ancora disponibile in italiano, leggi in tedesco, leggi in inglese])


Tuttavia, in queste profezie bibliche sulla Grande Tribolazione vi è ancora qualcosa di spaventoso: in quel tempo moltissimi esseri umani verranno uccisi. In Apoc 6,8 abbiamo infatti circa due miliardi di esseri umani (1/4 della terra), che verranno uccisi "con la spada, con la fame, con la mortalità e con le belve della terra". Questo è il tributo di sangue delle catastrofi di carestie, epidemie e della natura causate dagli esseri umani stessi attraverso le guerre e l’inquinamento ambientale.

E poi, dei 6 miliardi di esseri umani rimasti, abbiamo quei 2 miliardi menzionati all’inizio – la "terza parte degli uomini" di Apoc 9,15. Questi sono poi l’"Ira di Dio", i giudizi di Dio nel Giorno del Signore. La misericordia di Dio ha atteso a lungo – per millenni. Ma ora essa è alla fine. Gli esseri umani nella loro megalomania si sono ribellati così tanto contro Dio e tutti coloro che danno a Dio l’onore, hanno ucciso tutti i credenti in Cristo e adorano ora con il secondo Anticristo un "Dio" diabolico (Bestia dal mare, Apoc 13,1-8) con un falso profeta (Bestia dalla terra, Apoc 13,11-18).

Così circa la metà della popolazione mondiale è stata uccisa. Ma alla fine di questi "Ultimi Tempi", quando nella battaglia di Harmaghedon altri milioni di soldati dell’esercito anticristiano e degli eserciti delle nazioni alleate sono stati uccisi e l’Anticristo – la bestia dal mare – e il suo falso profeta vengono gettati nello stagno di fuoco, Dio trasformerà ancora una volta il cielo e la terra (Isa 24,1-6). Per eliminare tutte le devastazioni ambientali causate dagli esseri umani (depositi di scorie nucleari, inquinamento atmosferico, inquinamento da petrolio nel terreno e nei mari, inquinamento da plastica dei mari, e così via), nel senso più vero del termine tutto dovrà essere rivoltato (con un terremoto? Con l’impatto di un asteroide? Apoc 8,8), al fine di avere a disposizione, per il poi imminente Millennio su questo pianeta, un ambiente completamente nuovo, fertile e intatto (Amos 9,11-15).
 

(Vedi anche capitolo 07: “La Battaglia di Harmaghedon.”)

(Vedi anche capitolo 08: “La trasformazione del cielo e della terra.”)


Gli eventi nel Millennio.

Ed anche durante questo evento vi saranno miliardi di morti. Ciò porta alla fine ad una situazione nella quale su questa terra rimane del precedente genere umano solo un esiguo resto, per accedere nel regno di pace del Figlio di Dio sulla terra, nell’ultimo regno mondiale di questa creazione. Questa è anche la ragione per la quale quei passi biblici che si riferiscono a questo periodo, parlano sempre dei "resto" (Eze 36:3-5) o del "rimanente" (Ger 23,3) - cosa che semplifica essenzialmente la loro attribuzione a questo periodo.

(Vedi anche capitolo 09: “ Il ritorno del residuo d’Israele e il resto delle nazioni.”)

(Vedi anche capitolo 10: “Il Millennio.”)


Alla fine di questi mille anni di pace e di giustizia sulla terra, Satana, che durante questo periodo era legato, viene liberato per tentare l’umanità ancora un’ultima volta. E sebbene si dovrebbe pensare che questi esseri uman irimangano fedeli, che ora hanno vissuto mille anni di un regno giusto e pacifico del Figlio di Dio (nel Millennio gli esseri umani vivranno fino a mille anni, come prima del diluvio), Satana riuscirà ugualmente a sedurre di nuovo milioni di esseri umani ("come sabbia del mare", Apoc 20,7-10), per indurli ad unirsi a lui nella "guerra santa" contro Dio a Gerusalemme. Ma con il fuoco dal cielo verranno tutti annientati con un colpo e il diavolo, che li ha sedotti, verrà gettato nello stagno di fuoco, dove si trovano già anche l’Anticristo e il suo falso profeta.

Dopo il Millennio tutti gli esseri umani che hanno vissuto – e che non sono ancora risorti come con il Rapimento – risusciteranno nella Risurrezione Universale – la vera rinascita – e staranno davanti al trono di Dio. Il giudice sarà il Figlio di Dio e poi le azioni e i pensieri di ogni singolo essere umano appariranno a tutti gli altri nello spirito, cosicché ciascuno di quei miliardi di esseri umani risorti possa apprendere la verità su tutti gli altri esseri umani (Luc 12,2-3). E poi il Figlio di Dio pronuncerà il suo giudizio su ciascun essere umano: o la vita eterna presso Dio o l’esistenza eterna nello stagno di fuoco.

(Vedi anche capitolo 11: “La Fine del Mondo.”)

Vedi anche capitolo 12: “La Risurrezione.”)

(Vedi anche capitolo 13: “Il Giudizio Universale.”)


La Nuova Creazione.

E dopo il Millennio anche il cielo e la terra – la prima creazione di Dio – scompaiono
e Dio plasmerà una nuova terra ed un nuovo cielo. E su questa nuova terra scenderà dal cielo la nuova città di Gerusalemme (Apoc 21,1-4). In questa città eterna entreranno quegli esseri umani che nel giudizio del mondo furono considerati degni di accedere alla vita eterna presso Dio.

Ecco un brevissimo riassunto della storia biblica del mondo. Una descrizione dettagliata è presente nei documenti offerti con i link.

(Vedi anche capitolo 14: “La Nuova Creazione.”)


Il tempo rimanente fino al Millennio.

Ora, se torniamo ancora una volta al tema principale di questo contributo, i rimanenti 224 anni fino al Millennio, si deve tenere presente che gli eventi illustrati più sopra – la Grande Tribolazione, il ritorno del Signore con il Rapimento, il Giorno del Signore fino alla Battaglia di Harmaghedon e alla trasformazione del cielo e della terra – dovrebbero avvenire in questi 224 anni. E se all’inizio possiamo essere stati inclini a sederci sollevati e a pensare che tutto questo ci lascia ancora una buona quantità di tempo, si ha ora l’impressione che il tempo disponibile sia qui diventato più breve.

Se avvolgiamo gli eventi dalla fine andando all’indietro, e consideriamo la trasformazione del cielo e della terra, questo diventa sicuramente una faccenda che porta via molto tempo. A prescindere dal fatto se qui si tratti di impatti di asteroidi, terremoti ed eruzioni vulcaniche o di altre catastrofi, questo pianeta dopo la sua creazione circa 4,5 miliardi di anni fa ha vissuto una fase simile ed è durata per dei miliardi di anni, finché la superficie era abitabile e fertile, cosicché Dio poté creare e insediare l’essere umano. 

Anche l’impatto d'un asteroide sulla penisola messicana dello Yukatan, che deve avere provocato la morte dei dinosauri (fine del cretaceo), fu un evento simile, che tuttavia in termini di durata ed effetto fu in realtà molto più simile a questa profezia in Apoc 8,8. Con accadimenti globali di questo tipo sono sempre temporalmente necessarie alcune generazioni finché la superficie della terra si sia nuovamente calmata dai terremoti mondiale e dalle trasformazioni geologiche (Isa 40,3-4; Isa 49,11-12; Salm 97,5; Bar 5,7; Isa 54,10; Luc 3,3-6; etc.). E per questa ragione si devono probabilmente stimare all’incirca 100 anni per questa fase temporale. Tuttavia ciò significa che il tempo che ci rimane è già stato ridotto quasi della metà.

Continuiamo ad andare all’indietro e torniamo alla battaglia di Harmaghedon. Anche questo non sarà compiuto in uno o due anni. Qui vi saranno "tempi di preparazione": la situazione deve prima intensificarsi gradualmente, cosicché si pensi ad una battaglia. Tutto questo durerà eventualmente anni. Poi l’Anticristo deve raggruppare il proprio esercito. Infine, egli deve convincere anche tutte le nazioni alleate con lui, affinché esse vadano alla guerra con lui e mandino i loro eserciti (Apoc 16,13-14). Anche questo potrebbe durare complessivamente 10-20 anni.

Prima abbiamo poi il Giorno del Signore con i suoi giudizi di Dio. Questi sette giudizi ciascuno delle trombe e delle coppe si estenderanno sicuramente anche per alcuni anni, poiché tutti gli effetti delle singole piaghe devono impiegare del tempo per esplicitare i loro effetti. Anche qui possiamo con ogni probabilità postulare 20 anni per questo.

Come conseguenza, nella peggiore delle ipotesi, si ha ancora un periodo di 80-100 anni fino all’inizio del tempo della tribolazione. Ma se ora consideriamo che il Signore dice in Mat 24,3-8, che prima della vera e propria tribolazione negli Ultimi Tempi si deve attendere l’"inizio delle doglie" – i primi tre giudizi dei sigilli – che con le loro guerre, carestie, terremoti e epidemie ci si può aspettare che durino più decenni, possiamo allora comprendere che ci troviamo proprio poco prima dell’inizio degli Ultimi Tempi – se non siamo già nel bel mezzo di essi!

(Vedi anche discorso 1132: “La Bibbia predice il caos della guerra civile in Siria per gli Ultimi Tempi?”)


Se ora si riflette sul fatto che il prossimo anno è già il decimo anniversario dell’inizio della crisi della finanza e dell’economia mondiale, si comprende che un decennio – proprio nel nostro tempo frenetico – è trascorso rapidamente. Dall’altro lato, le misure preventive per tempi incerti – fisici o mentali che siano – richiedono per esperienza sempre più tempo di quanto si crede. Tuttavia, se ora pensiamo a noi stessi e alla nostra ulteriore esistenza terrena ed eterna o anche ai nostri figli e ai figli dei nostri figli, sarebbe importante che noi una buona volta iniziassimo a interessarci di questa materia per vedere cosa dice la Bibbia.