Discorso 126 – Tutte le religioni sono uguali? – La posizione del cristianesimo.




Su una nota personale.

Il dialogo delle religioni.

Il dialogo delle religioni – Il buddismo.

L’unità degli esseri umani viene anteposta alla verità cristiana. / Articolo Dr. Lothar Gassmann.

Il dialogo delle religioni – L’ebraismo.

Il dialogo delle religioni – Il cattolicesimo.

Il dialogo delle religioni – L’islam.

Il cristianesimo.

La fede in Gesù Cristo – il punto fisso nell’universo.

La libera volontà della fede cristiana.

La pretesa della rappresentanza esclusiva del cristianesimo biblico.




Su una nota personale.

Prima dii tutto – proprio eccezionalmente – un’osservazione su una nota personale. Da alcuni visitatori del sito Immanuel.at è giunta la segnalazione che gli articoli sul sito web si presenterebbero spesso troppo lunghi e troppo poco variati, cosicché il lettore presto passa a pagine più facilmente leggibili.

Purtroppo devo confessare che entrambe le cose sono giuste. Chiedo tuttavia comprensione, del fatto che qui raccontiamo della fede cristiana e le religioni mondiali – purtroppo però anche alcune denominazioni cristiane – hanno così tanto confuso e complicato il tema attraverso un’interpretazione equivoca e spesso anche falsa, che sono necessari alcuni chiarimenti e definizioni, al fine di offrire al lettore un’informazione autentica e non chiacchiere religiose.

Il proverbio: "La qualità non è sinonimo di quantità", può avere assolutamente la sua giustificazione, quando si devono raccontare barzellette. Nel caso di una tematica teologica, e ancora di più nel caso della fede cristiana, nella quale non si deve solo affermare la propria autonomia contro altre religioni, ma nella quale persino nelle proprie fila la propria religione viene così tanto falsificata e interpretata secondo un significato diverso, che in questo caso si deve parlare in realtà di un’altra modificata religione, per il lettore interessato è doppiamente importante essere informato in modo preciso e dettagliato – anche sui contesti concreti.

La scelta di ciò che il lettore legge dell’informazione presente e di ciò che non legge – poiché forse già lo conosce o personalmente non lo ritiene importante –, su Immanuel.at, come in una qualunque altra piattaforma informativa di buona qualità, viene lasciata al lettore, subito all’inizio con i link offerti specifici sui singoli temi.

E proprio questi lettori interessati sono in fin dei conti anche quelli cui qui ci si deve rivolgere. Quei lettori, che cercano un passatempo o un divertimento e per i quali la lettura è troppo lunga e troppo poco divertente ’ per quanto questo mi dispiaccia ’ passino pure ad altre pagine preposte al divertimento.

Ora passiamo però al vero tema, ossia il confronto delle religioni di questo mondo e alla questione se in realtà tutte le religioni ’ in sostanza ’ sono uguali.



Il dialogo delle religioni.

Nell’anno 2007 ebbe luogo in Austria, presso l’abbazia di Melk nella Bassa Austria, il "Waldzell Meeting" dell’ecumene interreligiosa. In occasione di questo incontro di parecchi giorni i rappresentanti delle quattro grandi religioni del mondo ’ buddismo, cattolicesimo (romano-cattolico e ucraino-ortodosso), giudaismo (ebraismo) e islam ’ hanno tentato in un dialogo, nell’ambito di una "ecumene delle religioni", di trovare una base comune. L’idea guida ecumenica che qui è stata seguita è una visione utopica di una comunità di pace mondiale di tutte le razze, le religioni e le ideologie da crearsi con l’unione di tutte le forze umane.

(Vedi anche discorso 91: “IL’ecumene interreligiosa: le religioni sono solo cammini diversi alla salvezza?” [non ancora disponibile in italiano. leggi in tedesco / leggi in inglese])


Le dichiarazioni dettagliate possono essere rilette nel discorso qui sopra. Poiché però le religioni – e i loro contenuti – sembrano proprio nel nostro tempo attuale diventare sempre più importanti, qui di seguito vogliamo considerare i commenti chiave dei capi delle religioni qui rappresentate e farci da essi una breve idea nella loro visione di una comparabilità delle religioni. In allegato a ciò, vengono poi fornite ogni volta informazioni contestuali che rendono possibile una valutazione obiettiva dello stato delle cose.

Prendiamo prima il Dalai Lama, il rappresentante del buddismo tibetano, la cui religione notoriamente non conosce alcun Dio e che è noto per non prendersi troppo sul serio.



Il dialogo delle religioni – Il buddismo.

(I testi in cornice nera sono citazioni fatte da visitatori di questo sito o da altri autori!)

Il 14° Dalai Lama (Tenzin Gyatso), capo del buddhismo tibetano:

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Nelle nostre religioni vi è molto in comune: amore praticato, compassione, perdono, tolleranza, sobrietà, semplicità, autodisciplina, come per esempio il celibato nelle suore e nei monaci. Così vi sono molte somiglianze, ma la filosofia è diversa. Gli uni, i cristiani per esempio, credono in un Dio, gli altri, per esempio i buddhisti, non lo fanno. Ma lo scopo è il medesimo: rafforzare l’entusiasmo, con il quale questi valori vengono vissuti.

(Waldzell Meeting 2007 - http://religion.orf.at/)



Qui vi sono due dichiarazioni da commentare. Da un lato, il Dalai Lama parla di amore, remissione, tolleranza, etc., e dunque parole chiave che naturalmente nell’attuale società "politically correct" non devono mancare. E poi egli menziona "i cristiani" e la loro fede in un Dio.

Tuttavia, poiché nessun cristiano era invitato a questo incontro, ma solo la chiesa cattolica, che – come vedremo più tardi – non rappresenta assolutamente il cristianesimo, questo conferma di nuovo il fatto che nel mondo di oggi – anche tra gli "esperti" – la chiesa cattolica viene percepita come la rappresentante del cristianesimo. Un modo di vedere che naturalmente la chiesa cattolica – per ragioni facilmente comprensibili – diffonde da secoli.

Ma, per quanto riguarda il buddismo, vogliamo lasciare parlare ancora un rappresentante della teologia religiosa pluralistica:



(I testi in cornice nera sono citazioni fatte da visitatori di questo sito o da altri autori!)

Perry Schmidt-Leukel, Professore di teologia sistematica e scienza delle religioni, University of Glaskow:

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La storia delle religioni per esempio delle religioni orientali, non è semplicemente quella grandiosa, pura, pacifica, tollerante storia, come qui viene spesso illustrata. Lei trova persone che le dicono spesso in buona fede soggettivamente: nel nome del buddismo non è mai stata condotta alcuna guerra di religione. E questo dal punto di vista storico è semplicemente falso. (…)

Si tratta, sulla base di speciali criteri della propria religione, di norme specifiche della propria religione, di dire: dobbiamo davvero dire che questa altra concreta religione attesta meno verità, attesta meno bene, meno santità dellla mia? Oppure, non dobbiamo piuttosto dire: sì, essa in molte cose è diversa, essa è differente in molte cose, ma in fin dei conti di ugual valore. E l’idea teologica che consentirebbe un simile modello, è quella – detto ora dal punto di vista cristiano –, che Dio si è rivelato a tutti gli esseri umani. Che non vi è alcun essere umano – da quando esistono gli esseri umani – che vive senza una relazione con il divino. E che questa relazione, che Dio ha con ogni essere umano, si è naturalmente manifestata anche nelle differenti culture e religioni dell’umanità. (…)

(Conferenza del buddismo nel centro di educazione salisburghese di San Virgilio. - http://religion.orf.at/)



Perry Schmidt-Leukel è un rappresentante della teologia religiosa pluralistica. Questa nega che il cristianesimo è la religione superiore a tutte le altre e parte dal presupposto che almeno alcune religioni in considerazione della loro conoscenza della realtà divina e della loro forza di essere mediatrici della salvezza, sono equivalenti l’una rispetto all’altra.

Ora, se consideriamo le dichiarazioni di P. Schmidt-Leukel esposte qui sopra, dove egli tra l’altro dice:

"Dobbiamo davvero dire che questa altra concreta religione attesta meno verità?"


allora l’intera problematica di questo orientamento del pensiero diventa subito chiara: se lo scienziato delle religioni impegnato nel dialogo cristiano-buddista paragona il buddismo con il cristianesimo – l’una, una religione senza Dio, senza creatore, l’altra, una religione con Dio, il creatore di tutte le cose, e poi dice:

"Oppure, non dobbiamo piuttosto dire: sì, essa (l’altra religione) in molte cose è diversa, essa è differente in molte cose, ma in fin dei conti di ugual valore"


allora questo ricorda sorprendentemente il proverbiale paragone del ronzino con il cavallo da corsa – dal punto di vista del cocchiere del ronzino ("entrambi sono cavalli!"). In tutti questi tentativi di descrivere le diverse religioni come equivalenti, i loro contenuti diventano alla fine insignificanti. E allora si può naturalmente anche rinunciare alla pretesa di verità: unità a spese della verità.

E proprio questo viene confermato anche dal noto teologo e pubblicista cristiano Dr. Lothar Gassmenn nel testo seguente:



(I testi in cornice nera sono citazioni fatte da visitatori di questo sito o da altri autori!)

(L’unità degli esseri umani viene anteposta alla verità cristiana. / Articolo Dr. Lothar Gassmann.

La pace del mondo diventa improvvisamente così importante, che la pace con Dio svanisce dal campo visivo. La penultima viene dichiarata come ultima, ma nello stesso tempo l’ultima va perduta. Ancora si parla di Dio, ma gli spetta poco più che il ruolo dello spettatore negli sforzi umani per la pace. Il regno di pace viene qui edificato su questa vecchia terra da un’umanità riunita. L’essere umano, attraverso il suo "sforzo morale", deve compiere ciò che non ci si aspetta più da Dio. La verità cristiana viene annacquata.

Non si vuole sentire più nulla del fatto che Gesù Cristo pretende di essere la verità in persona e l’unica via per giungere a Dio Padre. Per amore della pace politica si è dell’opinione di dovere anteporre l’unità degli esseri umani alla verità cristiana. I confini tra le religioni dovrebbero cadere. Gesù dovrebbe fungere ancora solo da fondatore di religione tra molti, ma non come unico Figlio di Dio e Salvatore. La sua pretesa di assolutezza non dovrebbe sbarrare la strada all’agognata riunificazione dell’umanità e alla conseguentemente auspicata pace del mondo. La pace con Dio va perduta. La pace con Dio include il prendere sul serio la sua volontà e i suoi comandamenti (Isa 48,18).

Colui che viola così il primo comandamento fondamentale, non può assolutamente contare di aspettare la pace di Dio, e nemmeno una pace terrena duratura, al massimo una pace apparente effimera. Nell’intera storia biblica della salvezza diviene chiaro che il popolo di Dio aveva perduto la vera pace con il suo Signore ogni volta che riteneva di dovere scendere a patti con i rappresentanti delle religioni pagane.

(Lothar Gassmann)


Proprio il buddismo da noi in occidente – forse un po‘ anche grazie all’"astuta pragmatica" del Dalai Lama – viene visto come modello di una religione tollerante, pluralistica e la prima parte della successiva parabola di P. Schmidt-Leukel sembra anch’essa confermare ciò.



(I testi in cornice nera sono citazioni fatte davisitatori di questo sito o da altri autori!)

Perry Schmidt-Leukel, Professore di teologia sistematica e scienza delle religioni, University of Glaskow:

Una parabola per riflettere.

Alcuni uomini che sono nati ciechi, che non conoscono gli elefanti, toccano un elefante ogni volta nelle diverse parti del corpo. L’uno tocca l’elefante nella zampa, l’altro nella coda, l’altro ancora nell’orecchio, il quarto nella proboscide, e così via. E poi viene loro chiesto di descrivere l’elefante, che aspetto ha un elefante? Ed essi lo descrivono in base alla parte del corpo che toccano. Quello che tocca la zampa dice: l’elefante è come un tronco d’albero, o quello che tocca la proboscide dice che l’elefante è come una liana, e poi quello che tocca la coda, dice che l’elefante è come uno scacciamosche che era diffuso in India, e così via. E poi discutono fra di loro, perché dicono che l’altro dice qualcosa di completamente falso sull’elefante. E questa parabola viene sovente utilizzata per presentare un’interpretazione così pluralistica delle religioni, che le religioni percepiscono diversi aspetti della comune realtà e invece di riconoscere la loro complementarità, finiscono per litigare l’una con l’altra.

(Conferenza del buddismo nel centro di educazione di San Virgilio. -  http://religion.orf.at/)



Questa parabola è in realtà assolutamente eccellente, perché è così chiara e perciò facilmente comprensibile. Coloro che sono nati ciechi stanno per i fondatori religiosi delle religioni del mondo, che – ciascuno per sé – credono di essere in possesso della verità, ma in realtà ne hanno "colta" soltanto una parte più o meno grande. Ed anche la lite sulle loro diverse conoscenze è paragonabile in modo del tutto eccellente con la realtà. Qui, ora, si può comprendere benissimo la tesi di P. Schmidt-Leukel, che secondo il senso ritiene che, se queste persone invece di litigare fra di loro, si mettessero insieme e scambiassero le loro relative conoscenze, si avvicinerebbero assai di più alla verità molto velocemente.

Tuttavia, purtroppo questa è solo la "variante occidentale" di questa parabola, come Perry Schmidt-Leukel ci fa sapere. La successiva seconda parte viene volentieri sottaciuta dai sostenitori di una religione pluralistica dell’unità.



(I testi in cornice nera sono citazioni fatte davisitatori di questo sito o da altri autori!)

Perry Schmidt-Leukel, Professore di teologia sistematica e scienza delle religioni, University of Glasgow:

Però la parabola non venne raccontata così nel buddismo. Infatti il finale nel buddismo è un finale completamente diverso. Qui infatti vi è un re che vede, che fa condurre i ciechi presso questo elefante. E il re si diverte alla fine alle spalle della lite dei ciechi. E il contesto non lascia alcun dubbio sul fatto che il re dotato di vista sta per il Budda. E i ciechi stanno per gli insegnanti e i maestri religiosi che rivaleggiano tra di loro al tempo del Budda. E il contesto dice addirittura expressis verbis, che la visione parziale degli altri non è sufficiente per ottenere la salvezza, ma solo la visione completa, che ha appunto il re dotato di vista, che appunto non è cieco, ossia quella visione che ha il Budda.

(Conferenza del buddismo nel centro di educazione salisburghese di San Virgilio. - http://religion.orf.at/)



Eccoci di nuovo nella realtà di questo mondo. È finita con la tolleranza e la pluralità nel buddismo. Al contrario: il Budda si diverte alla fine alle spalle della lite dei ciechi, perchè solo lui può vedere, lui che ha la visione totale.

Da un punto di vista cristiano pero, vi sarebbe qui ancora qualcosa da aggiungere:

Il Budda si è rallegrato troppo presto! Con la sua idea della gioia per il male altrui e dell’altezzosità fornisce la prova del fatto che egli stesso è cieco e manca della conoscenza. In realtà non si tratta di chi vede l’elefante o no. L’elefante sta qui per la conoscenza della verità e dunque per la conoscenza di Dio. Ma Dio è spirito (Giov 4,24) e chi vuole conoscerlo, deve adorare lui nello spirito e nella verità. Qui, non si tratta dunque della capacità visiva corporea, ma di quella spirituale.

Ed ora è vero che siamo esseri umani nella maggioranza dei casi spiritualmente "nati ciechi". Ma al contrario del comportamento del Budda in questa parabola, che lascia che questi ciechi continuino a litigare e ride di loro e dunque squalifica completamente il buddismo come religione di salvezza, il cristianesimo mostra il giusto cammino: Cristo non deride questi ciechi, ma li rende spiritualmente vedenti. E nemmeno li costringe a convertirsi a lui, ma si pone di fronte a loro lasciandoli liberi di scegliere se essere per lui o contro di lui.

Io sono venuto come luce nel mondo, affinché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre.

Giov 12,44 Ma Gesù ad alta voce esclamò: «Chi crede in me, crede non in me, ma in colui che mi ha mandato; 12,45 e chi vede me, vede colui che mi ha mandato. 12,46 Io sono venuto come luce nel mondo, affinché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. Giov 12,44-46;

Io sono venuto in questo mondo per fare un giudizio, affinché quelli che non vedono vedano, e quelli che vedono diventino ciechi.

Giov 9,39 Gesù disse: «Io sono venuto in questo mondo per fare un giudizio, affinché quelli che non vedono vedano, e quelli che vedono diventino ciechi».  9,40 Alcuni farisei, che erano con lui, udirono queste cose e gli dissero: «Siamo ciechi anche noi?»  9,41 Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: "Noi vediamo", il vostro peccato rimane. Giov 9,39-41;


Ora, questo in realtà è il modo di agire di un Dio amorevole. Budda era un "re vedente" che era cieco spiritualmente. Era uno di quei fondatori di religione – similmente a Maometto nell’islam –, che, in quanto ciechi, stanno in piedi attorno all’elefante e litigano, senza sapere che non hanno bisogno dei loro occhi, ma del loro spirito, per giungere alla conoscenza di Dio.

E qui si comprende ora anche perché la religione cristiana è l’unica religione di salvezza: perché essa ha il suo salvatore e non è come le altre religioni dipendente da una qualche teoria di autosalvazione. È Dio stesso che si rivela a tutti gli esseri umani in suo Figlio. Ma Gesù Cristo non è un demone, che occupa lo spirito dell’essere umano senza il suo consenso. Tutti glli esseri umani hanno la libertà o di credere al Figlio di Dio o di rifiutarlo. Chi lo accetta è salvato e ha la vita eterna, chi lo rifiuta rimane nei suoi peccati ed è già giudicato. Chi – proprio in quanto teologo e anglicano – non ha capito questo, non ha assolutamente ancora compreso il cristianesimo.

Chi crede in lui non è giudicato; chi non crede è già giudicato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio.

Giov 3,16 Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. 3,17 Infatti Dio non ha mandato suo Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. 3,18 Chi crede in lui non è giudicato; chi non crede è già giudicato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio. Giov 3,16-18;

Disse questo dello Spirito, che dovevano ricevere quelli che avrebbero creduto in lui.

Giov 7,38 Chi crede in me, come ha detto la Scrittura, fiumi d'acqua viva sgorgheranno dal suo seno». 7,39 Disse questo dello Spirito, che dovevano ricevere quelli che avrebbero creduto in lui; lo Spirito, infatti, non era ancora stato dato, perché Gesù non era ancora glorificato. Giov 7,38-39;

Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà.

Giov 11,25 Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; 11,26 e chiunque vive e crede in me, non morirà mai. Credi tu questo?». Giov 11,25-26;



Il dialogo delle religioni – L’ebraismo.

(I testi in cornice nera sono citazioni fatte da visitatori di questo sito o da altri autori!)

Rabbino David Rosen, presidente del Comitato ebraico Internazionale per le consultazioni interreligiose:

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Non credo che vi sia una sola via. Se Dio si rivolge a noi in una simile diversità, devono esserci diverse vie. Io credo nella mia verità ma non potrei dire che essa è migliore della verità degli altri.

(Waldzell Meeting 2007 - http://religion.orf.at/)



Se si pensa che secondo la fede ebraica, ma anche secondo quella cristiana, le altre due religioni qui rappresentate sono completamente non bibliche, perché l’islam con Allah adora un falso Dio e il buddismo non adora assolutamente alcun Dio, l’affermazione che la verità di queste religioni non è migliore della verità della Bibbia, è – proprio per un religioso ebraico come Rabbi David Rosen – una dichiarazione estremamente sconcertante.

Ora vedete che io solo sono Dio e che non vi è altro dio accanto a me.

Deut 32,39 Ora vedete che io solo sono Dio e che non vi è altro dio accanto a me. Io faccio morire e faccio vivere, ferisco e risano, e nessuno può liberare dalla mia mano. 32,40 Sì, io alzo la mia mano al cielo e dico: 'Com'è vero che io vivo in eterno. Deut 32,39-40;

Prima di me nessun Dio fu formato, e dopo di me, non ve ne sarà nessuno.

Isa 43,10 I miei testimoni siete voi, dice il SIGNORE, voi, e il mio servo che io ho scelto, affinché voi lo sappiate, mi crediate, e riconosciate che io sono. Prima di me nessun Dio fu formato, e dopo di me, non ve ne sarà nessuno. 43,11 Io, io sono il SIGNORE, e fuori di me non c'è salvatore. 43,12 Io ho annunciato, salvato, predetto, e non un dio straniero in mezzo a voi; voi me ne siete testimoni, dice il SIGNORE; io sono Dio. Isa 43,10-12;

Ricordate il passato, le cose antiche; perché io sono Dio, e non ce n'è alcun altro; sono Dio, e nessuno è simile a me.

Isa 46,5 A chi mi assomigliereste, a chi mi eguagliereste, a chi mi paragonereste, quasi fossimo pari? 46,6 Costoro prelevano l'oro dalla loro borsa, pesano l'argento nella bilancia, pagano un orefice perché ne faccia un dio per prostrarglisi davanti, per adorarlo. 46,7 Se lo caricano sulle spalle, lo trasportano, lo mettono sul suo piedistallo; esso sta in piedi e non si muove dal suo posto; benché uno gridi a lui, esso non risponde né lo salva dalla sua afflizione. 46,8 Ricordatevi di questo e mostratevi uomini! O trasgressori, rientrate in voi stessi! 46,9 Ricordate il passato, le cose antiche; perché io sono Dio, e non ce n'è alcun altro; sono Dio, e nessuno è simile a me. Isa 46, 5- 9;


Tuttavia, questa particolare posizione di un rabbino ebreo si chiarisce velocemente, se si considerano i più profondi contesti biblici.

L‘1 luglio 69 d. C., Tito, il figlio di Vespasiano, l'imperatore romano di quel tempo, in quanto comandante supremo delll’esercito, fu inviato alla fine della guerra ebraica contro Gerusalemme, dove egli nell’aprile del 70 d. C. fece sfilare un esercito di quattro legioni e numerose truppe ausiliarie di re alleati (Tito Flavio Giuseppe, Bell, 5,40-6,120). Tito fece assediare la città e la cinse con un alto muro (Tito Flavio Giuseppe, Bell, 5,130-135.491-511; Tacito, Hist. 5,1.10-14). .

All’inizio di settembre del 70, Gerusalemme fu poi conquistata da un bagno di sangue che Tito cercò invano di evitare(!) e dalla carestia. Il tempio nel quale si erano ritirati 6000 ebrei sulla base di un oracolo profetico, che aveva profetizzato il salvataggio definitivo del santuario (Tito Flavio Giuseppe, Bell, 6,285 ss.), fu distrutto da un incendio doloso (Bell 6,220-270). Secondo Tito Flavio Giuseppe, Tito deve avere tentato invano fino alla fine di impedire la distruzione del tempio (Bell, 6,241.266). In questo modo Tito voleva essere scagionato dalla colpa personale per la sventura degli ebrei. Ma i soldati, accecati dal furore, si erano opposti (Bell, 6,254-259). La città fu rasa al suolo. Solo le torri della cittadella furono risparmiate e rafforzate, affinché là stazionassero le milizie.

Se si considerano i resoconti qui sopra degli storiografi, non fu certamente il potere mondano – ossia il condottiero romano Tito –, che voleva annientare il tempio. Del tutto al contrario, come scrive Tito Flavio Giuseppe, Tito ha dato l’ordine alle sue truppe proprio di non distruggere il tempio. Tuttavia, questa intera guerra non fu decisa sul piano mondano. Fu Dio l’Onnipotente, che aveva deciso che sia la città sia anche il tempio dovevano essere distrutti. E così Tito, probabilmente per la prima volta nella sua vita, fece l’esperienza che i legionari romani si rifiutarono di eseguire un ordine del loro comandante supremo e assaltarono il tempio e lo ridussero in cenere.

Ora, ci si deve obiettivamente chiedere se questa affermazione che la distruzione di Gerusalemme e del tempio era la volontà di Dio, trova una conferma anche nella Bibbia. E qui abbiamo proprio il lamento del Signore su Gerusalemme in Luca 19,41-44.

Non lasceranno in te pietra su pietra, perché tu non hai conosciuto il tempo nel quale sei stata visitata.

Luca 19,41 Quando fu vicino, vedendo la città, pianse su di essa, dicendo: 19,42 «Oh se tu sapessi, almeno oggi, ciò che occorre per la tua pace! Ma ora è nascosto ai tuoi occhi. 19,43 Poiché verranno su di te dei giorni nei quali i tuoi nemici ti faranno attorno delle trincee, ti accerchieranno e ti stringeranno da ogni parte; 19,44 abbatteranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché tu non hai conosciuto il tempo nel quale sei stata visitata». Luca 19,41-44;


Qui il Signore, in Luca 19,43, non solo ha profetizzato il "terrapieno", e dunque l’alto muro che Tito fa erigere all’assedio di Gerusalemme, ma ha anche indicato che gli assedianti nella città non lasceranno pietra su pietra, cosa che poi lo storiografo Tito Flavio Giuseppe confermò anche con le parole: "la città fu rasa al suolo" (si veda più sopra).

In relazione al tempio troviamo poi la profezia sulla sua distruzione nella risposta del Signore sulle parole d’ammirazione degli Apostoli sulla magnificenza del tempio in Mat 24,1-2:

Vedete tutte queste cose? Io vi dico in verità: Non sarà lasciata qui pietra su pietra che non sia diroccata.

Mat 24,1 Mentre Gesù usciva dal tempio e se ne andava, i suoi discepoli gli si avvicinarono per fargli osservare gli edifici del tempio. 24,2 Ma egli rispose loro: «Vedete tutte queste cose? Io vi dico in verità: Non sarà lasciata qui pietra su pietra che non sia diroccata». Mat 24, 1- 2;


Tuttavia, queste sono proprio le profezie su quegli eventi che circa 40 anni più tardi dovevano avere luogo. Però non sappiamo dunque ancora perché Dio aveva deciso l’annientamento di questa città e del tempio. Ma da una dichiarazione del Signore ad una prima occhiata un po‘ insignificante, riconosciamo ad una considerazione più precisa, dei nessi del tutto inattesi. In Giov 8,24 il Signore disse ai Farisei, che lo accusavano per la sua affermazione, che egli era il Figlio di Dio, che aveva solo se stesso come testimone e poiché secondo la legge ebraica erano necessari sempre almeno due testimoni, che la sua testimonianza non era vera.

Perciò vi ho detto che morirete nei vostri peccati; perché se non credete che io sono (il Messia), morirete nei vostri peccat

Giov 8,21 Egli dunque disse loro di nuovo: «Io me ne vado e voi mi cercherete e morirete nel vostro peccato; dove vado io, voi non potete venire». 8,22 Perciò i Giudei dicevano: «S'ucciderà forse, poiché dice: "Dove vado io, voi non potete venire"?» 8,23 Egli diceva loro: «Voi siete di quaggiù; io sono di lassù; voi siete di questo mondo; io non sono di questo mondo. 8,24 Perciò vi ho detto che morirete nei vostri peccati; perché se non credete che io sono (il Messia), morirete nei vostri peccati». Giov 8,21-24;


Nel testo biblico qui sopra, il Signore menziona sia in Giov 8,21, che anche in Giov 8,24 la profezia: "morirete nei vostri peccati". Per i Farisei, ai quali egli disse questo, questa dichiarazione era proprio un’ulteriore prova che questo Gesù di Nazareth non aveva alcuna idea dei comandamenti mosaici. Ma essi avevano le ceremonie sacrificali del sacrificio del peccato prescritte nella legge (Torah), che potevano liberarli dai peccati. E inoltre essi avevano il "tamid", il costante sacrificio quotidiano nel tempio, attraverso il quale Dio dona loro la continua remissione dei peccati perdonabili.

Né i Farisei di allora né la maggioranza degli esegeti di oggi hanno riconosciuto la terribile serietà che è alla base di queste poche parole "morirete nei vostri peccati". Proprio qui abbiamo la chiave per la comprensione dell’agire di Dio sul suo popolo di Israele. Ad un’evidente considerazione si può comprendere una volta per tutte che, naturalmente, il Signore non era inconsapevole, ma che in verità i Farisei non avevano alcuna idea del fatto che 40 anni più tardi né il tempio né l’altare sarebbero esistiti e che perciò non sarà più possibile ai sacerdoti portare nel tempio presso l’altare sacrificale le offerte sacrificali prescritte dalla legge.

La conseguenza di ciò fu che tutti gli israeliti a partire dalla distruzione del tempio e dell’altare sacrificale – e fino ad oggi(!) – non hanno alcuna possibilità di remissione dei peccati e dunque – così come il Signore aveva profetizzato – sono morti nei loro peccati – e continueranno a morire, se non si convertono a Gesù. E sia secondo la dottrina mosaica, sia anche secondo quella cristiana, tutti questi numerosi esseri umani sono perduti e trascorreranno l’eternità nella dannazione.



Israele alla luce della Bibbia.


Secondo l’Antico Testamento


Dio non ha più alcuna compassione per la casa d’Israele (Os 1:6). Loro non sono più il suo popolo (Os 1:9). Il Signore salverà solo la casa di Giuda. Non con la guerra, però, ma con il suo Spirito (Os 1:7). Soltanto nel Millennio, quando il Figlio di Dio avrà assunto il suo dominio millenario sulla terra  (Os 2:1,20; Ez 34:25; Isa 2:4), il Signore li riconoscerà di nuovo come il suo popolo (Os 2:25; Ger 31:27-28).

Secondo il Nuovo Testamento

È la volontà di Dio che noi prestiamo ascolto a suo Figlio (Mat 17:5). Questo Figlio di Dio ci ha detto che ogni essere umano che lo rifiuta, rifiuta anche Dio (1Gio 2:23;  Luca 10:16; Giov 5:22-23, 15:23). Il popolo d’Israele di oggi nega il Figlio di Dio e lo offende come truffatore e bestemmiatore. Attraverso questa negazione del Figlio, Israele ha rifiutato anche il Padre ed è dunque un popolo senza-Dio ( Giov 8:24).


Gli "amici di Israele" nelle comunità cristiane vendono dunque il loro diritto di primogenitura come discepoli di Cristo contro il piatto di lenticchie di un complice di atei truffatori. – Per Israele non vi è alcuna conversione spirituale al loro Dio, né alcun ritorno nel loro paese voluto da Dio, a meno che essi non si convertano a Gesù Cristo!! (Mat 23:38-39; Gal 5:4).




E dunque, ora, se persino il rabbino Rosen, in quanto rappresentante con una confessione di fede mosaica, ammette che la sua religione ebraica è solo uno dei "diversi cammini" e per di più addirittura nemmeno il migliore, sebbene la sua Torah (i 5 libri di Mosè) e le scritture ebraiche dicano che non vi è alcun Dio accanto al Dio di Israele, non è sorprendente che anche il rappresentante della chiesa cattolica, il monaco benedettino David Steindl-Rast, qui sotto difenda l’opinione che anche il cristianesimo, come le altre religioni, è solo "una porta, attraverso la quale arriviamo alla fine".



Il dialogo delle religioni – Il cattolicesimo.

(I testi in cornice nera sono citazioni fatte da visitatori di questo sito o da altri autori!)

Padre David Steindl-Rast, benedettino Austria/Stati Uniti:

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Fintantoché riteniamo la nostra religione come l’unica giusta e le altre le tolleriamo soltanto, alla fin fine non potremo mai capirci. Vi sono sempre solo detti pii e gentilezze. Ma se diventiamo consapevoli che la nostra religione esattamente come qualunque altra è una porta attraverso la quale arriviamo alla fine, che non si lascia pronunciare, che non si lascia più esprimere in questa possibilità in cui poi le parole e le forme vengono meno, allora possiamo riuscire a cavarcela l’uno con l’altro.

(Waldzell Meeting 2007 - http://religion.orf.at/)



Questo, dunque, è il punto di vista di un teologo cattolico, ossia che la religione cattolica "(…) esattamente come qualunque altra, è una porta attraverso la quale arriviamo alla fine (…)". Qui, il monaco benedettino David Steindl-Rast, in questo dialogo internazionale delle religioni, porta ad espressione il fatto che la religione cattolica non ha alcuna posizione di supremazia, ma è solo una religione tra le altre religioni. E ora, è proprio quel "pluralismo religioso", che Joseph Ratzinger nel suo "Documento sulla dottrina della salvezza della chiesa romano-cattolica" critica nel modo più assoluto ed ha respinto.
 

(I testi in cornice nera sono citazioni fatte da visitatori di questo sito o da altri autori!)

(La pretesa della rappresentanza esclusiva del cristianesimo biblico / SPIEGEL ONLINE POLITIK 00, 2000-09-05)

In un documento di 36 pagine sulla dottrina della salvezza della chiesa romano-cattolica, il Vaticano ha ripetuto nell’anno 2000 la teoria generalmente riconosciuta da gran parte della comunità scientifica, che i non cristiani in relazione alla salvezza sono in una "situazione molto deficitaria". Inoltre, le altre chiese cristiane avrebbero degli "errori", in parte perché esse non accettano la posizione preminente del Papa.

Il documento provocò proteste internazionali. Il presidente del consiglio della chiesa evangelica in Germania (CEG), Manfred Kock, parlò di un "colpo per la collaborazione ecumenica". "I segni a Roma ristagnano", disse Kock ad Hannover. In rappresentanza della chiesa anglicana, l’arcivescovo di Canterbury, George Carey, criticò che il documento tralasciava tre decenni del dialogo ecumenico. Il documento sarebbe "una dichiarazione di guerra contro le chiese della riforma", disse il portavoce del MovimentoDelpopoloDellechiese cattolico "Noi siamo chiese", Christian Weisner, ad Hannover. Il movimento laico invitava la Conferenza Tedesca dei Vescovi, a far capire al Vaticano che questo non era sostenibile. La pretesa di rappresentanza esclusiva sulla successione di Cristo testimonia di un’autocoscienza turbata di Roma.

Il portavoce del Vaticano Joaquin Navarro-Valls chiarì che Roma proseguiva il cammino del dialogo. "La Santa Sede non cambia il suo corso nei rapporti con le altre confessioni cristiane". Il documento si rivolge anzitutto ai teologi cattolici. Tuttavia è anche stabilito di intavolare un dialogo a tutti i livelli con le altre chiese e con i non cristiani. Il documento fu preparato dalla congregazione di fede e approvato da Papa Giovanni Paolo II. Alla conferenza stampa per la presentazione del documento il cardinale Joseph Ratzinger, che guida la congregazione di fede, ha detto che alcuni teologi "manipolano e superano i confini della tolleranza, quando essi pongono tutte le religioni sullo stesso piano".

Il chiarimento della posizione ufficiale cattolica secondo il punto di vista del Vaticano è necessario per combattere contro "teorie relativistiche". Queste ultime miravano a giustificare il "pluralismo religioso". Nel documento, più avanti si dice che solo la rivelazione di Gesù Cristo è "chiara e completa". Per affermare che la dottrina cristiana della salvezza rappresenta un completamento a quelle altre religioni, è in contraddizione con la fede della chiesa cattolica. In un esercizio di equilibrismo teologico, nel documento, il Vaticano scrive che la "chiesa di Cristo" oggi è presente anche in altre chiese cristiane. Tuttavia, secondo l’opinione del Vaticano, essa continua a vivere completamente nella chiesa romano-cattolica, perché il Papa è il successore di Pietro, che Gesù ha designato come primo parroco sulla terra. La posizione preminente del Papa è voluta da Dio.

SPIEGEL ONLINE Politik [Spiegel ONLINE Politica]



Come si vede, Steindl-Rast, in quanto teologo cattolico, si pone in opposizione diretta alla sua congregazione di fede e al successivo Papa Benedetto XVI, Joseph Ratzinger. Nel suo tentativo di cancellare le differenze tra le religioni con una sorta di "politica dell’appeasement" il monaco benedettino – piuttosto inconsciamente – fa riconoscere il contesto del suo punto di vista.

Quando egli parla del fatto che "alla fin fine non potremmo mai farci capire", se ancora "riteniamo la nostra religione per la sola giusta", conferma da una parte – come Rabbi Rosen più sopra –, che per lui la propria religione non è l’unica giusta. D'altra parte, egli fa anche chiaramente capire di cosa si tratta in sostanza: egli vuole un accordo tra le religioni.

Ora, un accordo è sicuramente qualcosa di buono e poi auspicabile, se esso porta vantaggi per tutti gli interessati. Dunque, per rimanere nel "dialogo" nell’ambito dominante degli imprenditori, si deve allora sostenere un accordo tra datori di lavoro e lavoratori se esso garantisce per i primi un maggior guadagno e per i secondi un adeguato aumento salariale. Tuttavia, da rifiutare tassitavamente è il noto tentativo di motivare i sindacati con dei regali, per tenere segreta un’impari ripartizione dei vantaggi (come per esempio nel caso della Volkswagen).

Qualcosa di assolutamente paragonabile viene però praticato qui. Così come questi sindacalisti non sostengono più i lavoratori, David Steindl-Rast qui non sostiene più chiaramente le chiese cattoliche e meno ancora quelle cristiane. Come si può desumere dalle sue vitae, i suoi veri meriti sono piuttosto da trovarsi nell’ambito del dialogo buddista-cristiano e della "costruzione di un ponte tra tradizioni religiose":

"Dopo dodici anni di formazione conventuale e di studi di filosofia e teologia, l’abate del convento mandò fratello David alla partecipazione del dialogo buddista-cristiano, per il quale egli nell’anno 1967 ricevette l’autorizzazione del Vaticano. I suoi insegnanti zen erano Hakkuun Yasutani Roshi, Soen Nakagawa Roshi, Shunryu Suzuki Roshi e Eido Shimano Roshi. Nel 1968 fu cofondatore del Center for Spiritual Studies [Centro per gli Studi Spirituali] e nel 1975, per i suoi meriti per la costruzione di un ponte tra tradizioni religiose, ricevette il Premio Martin Buber". (http://www.waldzell.org/site?page=147)


Questa è poi anche la ragione per la quale il monaco benedettino poté non essere più d’accordo con la visione "complessiva" del Dalai Lama: "Il mondo intero si fonde in un corpo, ma è multi-religioso". Proprio il buddismo, che non ha assolutamente nulla da offrire ai suoi fedeli – nemmeno un Dio – tenta con ciò di compensare questo deficit, ponendosi su un stesso piano con le altre religioni.

E così come il rabbino Rosen più sopra deve ricordare le dichiarazioni del suo Dio (se crede ancora in lui?) nei libri di Mosè e dei profeti, qui non si può fare a meno di ricordare anche padre Steindl-Rast nelle dichiarazioni del suo Signore Gesù Cristo (se crede ancora in questo?) nel Nuovo Testamento. 

Chi non entra per la porta nell'ovile delle pecore, ma vi sale da un'altra parte, è un ladro e un brigante.

Giov 10,1 «In verità, in verità vi dico che chi non entra per la porta nell'ovile delle pecore, ma vi sale da un'altra parte, è un ladro e unbrigante. 10,2 Ma colui che entra per la porta è il pastore delle pecore.. Giov 10, 1. 2;

In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore.

Giov 10,7 Perciò Gesù di nuovo disse loro: «In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore. 10,8 Tutti quelli che sono venuti prima di me, sono stati ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. 10,9 Io sono la porta; se uno entra per me, sarà salvato, entrerà e uscirà, e troverà pastura. 10,10 Il ladro non viene se non per rubare, ammazzare e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza. Giov 10, 7-10;

Io sono nato per questo, e per questo sono venuto nel mondo: per testimoniare della verità.

Giov 18,37 Allora Pilato gli disse: «Ma dunque, sei tu re?» Gesù rispose: «Tu lo dici; sono re; io sono nato per questo, e per questo sono venuto nel mondo: per testimoniare della verità. Chiunque è dalla verità ascolta la mia voce».Giov 18,37;

Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.

Giov 14,6 Gesù gli disse: «Io ono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Giov 14, 6:


Secondo queste dichiarazioni del Figlio di Dio esposte qui sopra, che per un cristiano biblico sono vincolanti, non vi è alcuna altra via all’uno ed unico Dio se non per mezzo di Gesù Cristo. Egli è la via, la verità e la vita. Chiunque è nella verità, riconosce la sua voce. Chi non annuncia Gesù Cristo come l’unico salvatore degli esseri umani, annuncia un falso Vangelo ed è maledetto secondo Gal 1,9 (greco anáthema Gal 1,8-9; 1Cor 16,22).

Se qualcuno vi annuncia un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anatema.

Gal 1,6 Mi meraviglio che così presto voi passiate, da colui che vi ha chiamati mediante la grazia di Cristo, a un altro vangelo. 1,7 Ché poi non c'è un altro vangelo; però ci sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il vangelo di Cristo. 1,8 Ma anche se noi o un angelo dal cielo vi annunciasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunciato, sia anatema. 1,9 Come abbiamo già detto, lo ripeto di nuovo anche adesso: se qualcuno vi annuncia un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anatema. Gal 1, 6- 9;

Se qualcuno viene a voi e non reca questa dottrina, non ricevetelo in casa e non salutatelo.

2Gio 1,9 Chi va oltre e non rimane nella dottrina di Cristo, non ha Dio. Chi rimane nella dottrina, ha il Padre e il Figlio. 1,10 Se qualcuno viene a voi e non reca questa dottrina, non ricevetelo in casa e non salutatelo. 1,11 Chi lo saluta, partecipa alle sue opere malvagie. 2Gio 1, 9-11;


Così come gli israeliti furono abbandonati da Dio duemila anni fa, quando essi hanno consegnato sulla croce il Figlio di Dio – il loro Messia, Dio si è allontanato anche dalla chiesa cattolica, quando essa ha abbandonato la base della fede cristiana – la Bibbia – falsificando i dieci comandamenti, introducendo l’adorazione idolatra della "Maria" cattolica e il culto dei morti dei "santi" cattolici morti (Isa 8,19) e da allora – come i musulmani e i buddisti – adora gli idoli (Apoc 9,20).

La Chiesa cattolica è una Chiesa cristiana?

Quando il mondo non credente parla del Cristianesimo, intende con ciò in nove casi su dieci la Chiesa cattolica. La Chiesa cattolica è diventata nel mondo sinonimo del Cristianesimo per antonomasia. – Un grosso errore!

L’unica ed esclusiva base del Cristianesimo è la Bibbia – la Parola di Dio. La Chiesa cattolica, però, nell’anno 1229 ha sottratto questa parola ai fedeli e ha inserito la Bibbia nell’indice dei libri proibiti (!!).

Anche al Concilio di Trento (1545-63), la Bibbia fu condannata come unica fonte della rivelazione divina e la tradizione cattolica – ossia la trasmissione orale o scritta delle dottrine cattoliche, o per meglio dire delle dottrine umane, includendo anche i dogmi – venne riconosciuta come fonte principale della fede accanto alla Sacra Scrittura, con lo stesso valore e gli stessi diritti.

Con ciò, però, la Chiesa cattolica ha abbandonato la base del Cristianesimo. Attraverso l’adorazione contraria alla Bibbia della cattolica “Maria” (Concilio di Efeso 431) e dei “Santi” morti, la Chiesa cattolica ha introdotto tra i suoi fedeli l’adorazione degli idoli (Es 20:3-6; Ger 10:2-5) e il culto dei morti (Isa 8:19; Lev 19:31).

Al fine di occultare il fatto che queste dottrine erronee deviano dalla Bibbia, la Chiesa cattolica ha falsificato la Bibbia, ha sottaciuto ai suoi fedeli il secondo dei dieci comandamenti di Dio (Deut 5:8-9), ed ha scisso il decimo comandamento (Deut 5:21) in due comandamenti separati, cosicché essi fossero di nuovo dieci in tutto (I dieci comandamenti di Dio e quelli della Chiesa Cattolica).

Per tutte queste ragioni, la Chiesa cattolica non è più una Chiesa cristiana. Ed anche i cattolici fedeli non possono chiamarsi “cristiani praticanti”, poiché nella Chiesa cattolica essi devono assoggettarsi ai dogmi e agli insegnamenti cattolici, pena la scomunica; di conseguenza, in realtà, essi non sono più cristiani, ma soltanto “cattolici praticanti” a cui il Signore dirà "Non vi conosco" (Mat 25:12).

Vaticano e Lucifero culto


Giuda 1:7
Papst
LUCIFER WORSHIPED IN VATICAN – VATICANO VENERA LUCIFERO


Papa Francesco sui Gay: "Chi sono io per giudicarle?"

La Bibbia sui Gay:

Rom 1,26 Perciò Dio li ha abbandonati a passioni infami: infatti le loro donne hanno cambiato l’uso naturale in quello che è contro natura; 1,27 similmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono infiammati nella loro libidine gli uni per gli altri commettendo uomini con uomini atti infami, ricevendo in loro stessi la meritata ricompensa del proprio traviamento.


(Vedi anche discorso 32: “Commentario sull’esposizione "Dominus Jesus" della Congregazione di Fede Cattolica.” [non ancora disponibile in italiano. leggi in tedesco / leggi in inglese])


Dunque la chiesa cattolica ha falsificato la parola di DIo, ha ingannato i fedeli in un modo subdolo ed ha perciò rinnegato la fede cristiana. Proprio da questo anche il nostro Signore Gesù Cristo ci ha già messo in guardia. Ma egli ci ha mostrato anche una possibilità del tutto semplice, per verificare fino a che punto una persona o un’organizzazione diffonde menzogne o è davvero fondata sul fondamento della Bibbia e può definirsi "cristiana".

Guardatevi dai falsi profeti i quali vengono verso di voi in vesti da pecore, ma dentro sono lupi rapaci.

Mat 7,15 «Guardatevi dai falsi profeti i quali vengono verso di voi in vesti da pecore, ma dentro sono lupi rapaci. 7,16 Li riconoscerete dai loro frutti. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi? 7,17 Così, ogni albero buono fa frutti buoni, ma l'albero cattivo fa frutti cattivi. 7,18 Un albero buono non può fare frutti cattivi, né un albero cattivo fare frutti buoni. 7,19 Ogni albero che non fa buon frutto è tagliato e gettato nel fuoco. 7,20 Li riconoscerete dunque dai loro frutti. 7,21 «Non chiunque mi dice: Signore, Signore! entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Mat 7,15-21;


Dai suoi frutti la riconosceremo. Ora, i frutti della chiesa cattolica, tra gli altri, sono:

o Migliaia di casi in tutto il mondo di abuso dei bambini affidati alla sua sorveglianza attraverso sacerdoti cattolici, che presumibilmente stanno nella "successione apostolica", che dunque dovrebbero essere successori degli Apostoli di Gesù Cristo! Gli Apostoli del Signore si volterebbero per l’orrore.

o Per questi abusi dei bambini dei sacerdoti cattolici la chiesa cattolica nel mondo è stata condannata al pagamento di un’ammenda legale di un ammontare di centinaia di milionii di euro, che naturalmente vengono pagati con i ricavati delle offerte. Così i donatori della chiesa cattolica finanziano gli abusi dei bambini dei sacerdoti cattolici.

o Con le tasse della chiesa e i ricavati delle offerte dei cattolici, il clero si concede splendide residenze e una vita senza lavorare con le sue grosse pance e il Vaticano ha accumulato un patrimonio del valore di 220 miliardi di euro! – E il Papa chiede agli esseri umani di continuare a spendere.

o La Banca del Vaticano "Santo Spirito" (Spirito Santo!!!), come è stato dimostrato, ha condotto riciclaggi di denaro per i suoi clienti ed è sospettato di avere commissionato l’assassinio di un banchiere. – Lo Spirito Santo – se là c’era – già da lungo tempo ha abbandonato questa chiesa.

Serpenti, razza di vipere, come scamperete al giudizio della geenna?

Mat 23,32 E colmate pure la misura dei vostri padri! 23,33 Serpenti, razza di vipere, come scamperete al giudizio della geenna? Mat 23,32-33;


Il dialogo delle religioni – L’islam.

(I testi in cornice nera sono citazioni fatte da visitatori di questo sito o da altri autori!)

Grande imam Ahmad Al-Tayyeb, rettore dell’Università Al-Azhar del Cairo e membro del Consiglio Supremo per le Opportunità Islamiche:

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Da questa diversità voluta da Dio ne consegue per gli esseri umani che essi si differenziano nelle religioni e nei principi di fede e continueranno a differenziarsi fino al Giorno del Giudizio.  La diversità dei principi di fede e la loro sopravvivenza è una verità coranica e al tempo stesso una verità della creazione.

(Waldzell Meeting 2007 - http://www.waldzell.org/site?page=150)



Ora, per un cristiano biblico è umiliante che un rappresentante di una falsa fede con un falso Dio e una falsa attesa di salvezza apparentemente come unico in questa cerchia abbia smascherato questi ipocriti tentativi di un livellamento religioso. Tuttavia, quando poi Ahmad Al-Tayyeb dice:

"(…) quando gli appartenenti alle religioni occidentali sono assaliti dal dubbio, allora cercano delle prove empiriche, ma questo sarebbe sapere, non fede. Nell’islam il dubbio è ‘sempre accompagnato dallo spirito, che verifica se questo è ancora corretto’. Se un musulmano è assalito da dubbi, allora egli ha le sue regole di comportamento: ‘Se hai dei dubbi su Allah, lo devi invocare finché tu credi di nuovo’".


isbisogna riconoscere che non era saggezza che gli permetteva questa conoscenza, ma semplicemente la mancanza di informazione. Così come lo spesso citato insegnante di Corano alle domande dei suoi allievi diceva: "Sul Corano non vi è consentito porre alcuna domanda, dovete solo impararlo a memoria". E proprio questo atteggiamento mentale potrebbe essere responsabile anche di quei problemi che l’Islam oggi si trova di fronte in tutto il mondo. Si vuole evitare che i fedeli pongano troppe domande, perché altrimenti "saprebbero" e non crederebbero, e si otterrebbe dunque contemporaneamente che altri falsi insegnanti con false risposte soddisfino la brama di sapere dei fedeli.

In relazione con il terrorismo islamista i musulmani in Europa vengono sovente confrontati con la dichiarazione che il Corano esorta i musulmani ad uccidere gli infedeli. Questo però viene poi sempre di nuovo indignatamente rifiutato e formulata l’affermazione che una cosa simile non si trova in nessun luogo del Corano. Poiché i politici europei hanno letto tanto poco il Corano quanto essi – se sono cristiani – non hanno ancora nemmeno letto correttamente la loro Bibbia, essi credono ciò che i musulmani dicono loro.

Tuttavia, se ci si sforza, si trovano nel Corano quei punti. E per chiarire la questione una volta per tutte – per lo meno per i visitatori di Immanuel.at –, venga qui introdotta la sura 5:33 tratta dal Corano:


Sura 5:33

5. Al-Ma'ida
(La Tavola)


Sure

In nome di Allah,
il Compassionevole, il Misericordioso.

La ricompensa di coloro che fanno la guerra ad Allah e al Suo Messaggero (Maometto) e che seminano la corruzione sulla terra è che siano uccisi o crocifissi, che siano loro tagliate la mano e la gamba da lati opposti o che siano esiliati sulla terra: ecco l’ignominia che li toccherà in questa vita; nell’altra vita avranno castigo immenso.


(Vedi anche discorso 123: "Il profeta Maometto, il Corano, la Bibbia e il vero cristianesimo.")


Qui si vede che l’argomentazione di alcuni musulmani, che questo comandamento è stabilito solo per la guerra, è totalmente corretto. Proprio così argomentano anche i rappresentanti del cosiddetto stato islamico (SI). Anch’essi si richiamano a questo comandamento e al fatto che essi stanno in uno stato di belligeranza con gli USA, la Russia, l’Europa, la Siria e l’Iran.

Perciò: che non si pensi per favore che tutti questi giovani uomini e donne, che si sono dichiarati pronti a preparare una fine alla loro vita come attentatori suicidi, abbiano le idee confuse in testa. Essi sono solo caduti nella "trappola del Corano". Da un lato il Corano fu loro spiegato come sacro (consegnato dall’arcangelo Gabriele a Maometto in una caverna) e che le dichiarazioni del Corano non possono essere messe in discussione.

Il Corano – un plagio della Bibbia.

Tuttavia, ora sappiamo che nel tempo in cui il Corano fu redatto, e dunque all’incirca tra il 610 e il 632 d. C., la Torah ebraica (i cinque libri di Mosè dell’Antico Testamento), secondo quanto è stato dimostrato, già da circa 850 anni (Qumran) e gli scritti del Nuovo Testamento cristiano già da circa 400 anni, erano stati presentati in forma scritta. 

E se si studia il Corano più approfonditamente, si comprende anche che in esso molte dichiarazioni sono di gran lunga identiche nel senso ai testi tratti sia dalle scritture ebraiche che anche cristiane. Così, per esempio, l’origine del comandamento noto a tutti nel Corano per il lavaggio delle mani e dei piedi prima dell’entrata nella moschea per pregare (Corano, Sura 5 / video di Youtube, letto; da 3:43), è una copia del comandamento nell’Antico Testamento, secondo libro di Mosè / Esodo, capitolo 30, versetti 17-21 (Es 30,17-21).

Naturalmente, Maometto ha ancora un po’ "completato" questo comandamentoo biblico, spiegandolo come vincolante non solo per i sacerdoti (Aronne e i suoi figli presso gli israeliti), ma per tutti i musulmani, e ha fatto sì che il tutto avesse luogo cinque volte al giorno, prima della preghiera con il volto rivolto in direzione di La Mecca (alla caaba). Inoltre, egli descrive nel Corano la trinità biblica con Dio Padre, Figlio di Dio e "Madre di Dio" Maria quando egli scrive:
 

Prendete me e mia madre come due divinità all’infuori di Allah.

Corano-Sura 5,116. E quando Allah dirà: «O Gesù figlio di Maria, hai forse detto alla gente: “Prendete me e mia madre come due divinità all’infuori di Allah?”», risponderà: «Gloria a Te! Come rei dire ciò di cui non ho il diritto? Se lo avessi detto, Tu certamente lo sapresti, ché Tu conosci quello che c’è in me e io non conosco quello che c’è in Te. In verità sei il Supremo conoscitore dell’inconoscibile. Corano, Sura 5,116;


Con l’annuncio della nascita di Gesù per mano dell’arcangelo Gabriele a Maria in Luc 1,26-35 e della nota domanda di Maria: "Come avverrà questo, dal momento che non conosco uomo?", Gabriele le rivela che il suo bambino sarà chiamato Figlio di Dio:

Perciò, anche colui che nascerà sarà chiamato Santo, Figlio di Dio.

Luca 1,34 Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, dal momento che non conosco uomo?» 1,35 L'angelo le rispose: «Lo Spirito Santo verrà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà dell'ombra sua; perciò, anche colui che nascerà sarà chiamato Santo, Figlio di Dio. Luca 1,34-35;


Tuttavia, Maometto non poteva naturalmente lasciare permanere questo versetto, dopo che ha scritto nella Sura 19,35: "Non si addice ad Allah prendersi un figlio". Perciò, egli sostituisce questo versetto con proprie dichiarazioni sul "cammino di Allah" e poi a l'ardire di profetizzare:

E Allah gli insegnerà il Libro (Corano?) e la saggezza, la Torâh e il Vangelo.

Corano-Sura 3,47. Ella disse: «Come potrei avere un bambino se mai un uomo mi ha toccata?». Disse: «È così che Allah crea ciò che vuole: quando decide una cosa dice solo "Sii" ed essa è. 3,48. E Allah gli insegnerà il Libro (Corano?) e la saggezza, la Torâh e il Vangelo. Corano, Sura 3,447-48;


Allah insegnerà dunque a questo bambino (Gesù) anche il Vangelo. – Ma Allah non poté insegnare il Vangelo al bambino, poiché questo bambino – Gesù Cristo – era egli stesso l’inizio del Vangelo e il Nuovo Testamento avrebbe dovuto essere messo per iscritto solo nei successivi cento anni. Ma ora, se Maometto avesse letto meglio - 500 anni piu tardi - proprio questo vangelo, allora avrebbe anche appreso che la terza persona della trinità cristiana non è Maria, Madre del Signore, ma lo Spirito Santo.

Da qui si comprende che tutti questi errori non sono sicuramente da imputare all’arcangelo Gabriele, che deve presumibilmente avere redatto il Corano. Qui l’autonominato "profeta" Maometto, nella "compilazione" del suo Corano, non dovette avere letto con precisione gli scritti biblici o durante i suoi "adattamenti" non dovette avere riflettuto con precisione sui contesti. E così incidentalmente ha completato questo plagio della Bibbia con comandamenti e divieti, che a lui – anche per la sua personale posizione di forza – sembravano utili.

E così è anche facile capire che nella "sacra" Sura 5:33 del Corano (si veda più sopra) sta scritto che gli avversari di Maometto "siano uccisi o crocifissi, che siano loro tagliate la mano e la gamba da lati opposti o che siano esiliati sulla terra". Per uscire da questo guaio per i musulmani vi sono solo tre vie d’uscita: o negano e ingannano se stessi, rompono i ponti o muoiono "per Allah e i profeti". E i musulmani si decidono proprio nell’uno o nell’altro modo.

Poiché questo discorso è il tentativo di delimitare il cristianesimo dalle altre religioni, in conclusione dell’analisi, si aggiunga qui ancora un breve contributo, che commenta tutte quattro le religioni analizzate qui dal punto di vista cristiano e offre anche altre alternative cristiane.



(I testi in cornice nera sono citazioni fatte da visitatori di questo sito o da altri autori!)

(Cos’è la vera religione?  / gotquestions.org 00, 2017-06-19)

Le due più comuni componenti delle religioni sono le regole e i rituali. Alcune religioni non sono essenzialmente altro che una lista di regole, che si devono seguire (e cose che non si deve fare), per essere visti come fedeli seguaci della religione e perciò per piacere al Dio della religione. Due esempi di religioni basate sulle regole sono l’islam e l’ebraismo. L’islam ha i suoi cinque pilastri che devono essere seguiti. L’ebraismo ha moltissime leggi e tradizioni che devono essere rispettate. Entrambe le religioni affermano ad un certo grado che si diventa giusti al cospetto di Dio attraverso il fatto di seguire le loro regole religiose.

Altre religioni si concentrano più fortemente sulla pratica di rituali invece che sul fatto di seguire una lista di regole. Portando questo sacrificio, eseguendo quel incombenza, partecipando a questa manifestazione, prendendo quel pasto, etc., si diventa giusto al cospetto di Dio. L’esempio più conosciuto di una religione che si basa su rituali è il cattolicesimo romano. Il cattolicesimo romano ritiene che Dio giudica una persona degna di giungere in cielo dopo la morte, se essa da neonato è stata battezzata, se partecipa alla messa, se confessa i propri peccati ad un sacerdote, se prega i santi in cielo, se prima della morte viene unto da un sacerdote, etc. Il buddismo e l’induismo sono parimenti religioni che si basano essenzialmente su rituali, ma possono anche ad un certo grado essere definite religioni che si basano su regole.

La vera religione non si basa né su regole né su rituali. La vera religione è un rapporto con Dio. Due cose, che tutte le religioni hanno in comune, sono la separazione dell’umanità da Dio e la necessità di una riconciliazione con Lui. La falsa religione tenta di risolvere questo problema mediante regole e rituali. La vera religione risolve questo problema riconoscendo che solo Dio può annullare la separazione e che Egli lo ha già fatto. La vera religione riconosce quanto segue:

   1. Tutti noi abbiamo peccato e dunque siamo separati da Dio (Romani 3,23).

2. Se essa non viene concessa, la giusta punizione per i peccati è la morte e dopo la morte l’eterna separazione da Dio (Romani 6,23).

3. Dio venne a noi nella persona di Gesù Cristo, morì al nostro posto e accolse dunque su di sé la punizione che noi meritiamo. Egli è risorto per mostrare che la Sua morte era un sacrificio sufficiente (Romani 5,8; 1Corinzi 15,3-4; 2Corinzi 5,21).

4. Se noi accogliamo Gesù in quanto salvatore e confidiamo nella Sua morte come nel completo pagamento dei nostri peccati, veniamo perdonati. Allora siamo salvati, redenti, riconciliati e giustificati per mezzo di Dio (Romani 3,16; Romani 10,9-10; Efesini 2,8-9).


La vera religione (il cristianesimo biblico) ha regole e rituali, ma vi è una determinante differenza. Nella vera religione le regole e i rituali vengono effettuati sulla base della gratitudine nei confronti di Dio, perché Egli ha provveduto alla nostra salvezza – e NON per ottenere questa salvezza (…).




Il cristianesimo.

Ora, sebbene qui parliamo sempre di religioni e il cristianesimo nel mondo viene sempre definito una religione, esso propriamente non è una religione. Il cristianesimo è una teocrazia. In una teocrazia – dunque un dominio di Dio – Dio regna nel suo regno. Ma ciò non significa che Dio regnerebbe in questo mondo. Del tutto al contrario – questo mondo è fino all’inizio del Millennio, della dominazione millenaria di pace del Figlio di Dio sulla terra, consegnato a Satana e viene da lui dominato.

(Vedi anche discorso 1042: “Sono tutti i governi del mondo ordinata da Dio?.”)


Come leggiamo qui sotto in Luc 4,6, Dio ha consegnato a Satana il potere su tutti i regni di questo mondo. Qui egli deve proseguire quel compito che egli già al principio, nel giardino dell’Eden, ha cominciato con Adamo ed Eva. Gli esseri umani, mediante tentazioni e seduzioni, vengono da lui messi alla prova se possono accedere al regno di Dio o se rimangono nel regno di Satana (Efe 2,1-2). L’uno come l’altro sia qui su questa terra sia anche, dopo la fine del mondo, nella Nuova Creazione dell’eternità.

Ti darò tutta questa potenza e la gloria di questi regni; perché essa mi è stata data, e la do a chi voglio.

Luca 4,5 Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un attimo tutti i regni del mondo e gli disse: 4,6 «Ti darò tutta questa potenza e la gloria di questi regni; perché essa mi è stata data, e la do a chi voglio. 4,7 Se dunque tu ti prostri ad adorarmi, sarà tutta tua». 4,8 Gesù gli rispose: «Sta scritto: "Adora il Signore, il tuo Dio, e a lui solo rendi il tuo culto"». Luca 4, 5- 8;

(Vedi anche capitolo 11: “La Fine del Mondo..”)

(Vedi anche capitolo 14: “La Nuova Creazione..”)


Questo passaggio del potere ebbe luogo dopo una battaglia in cielo, nella quale Satana si è sollevato con un terzo degli angeli in cielo contro Dio (Apoc 12,7-9). Essi combatterono contro l’arcangelo Michele e i restanti due terzi degli angeli e persero la battaglia. In seguito a ciò – ancora al tempo della vita di Gesù (Giov 14,30-31; Luc 10,17-18; Apoc 12,12; Giov 12,31) – Satana e i suoi angeli furono gettati sulla terra (Apoc 12,3-4).

Da allora, dunque, Satana governa il mondo. E subito all’inizio della sua dominazione, Satana voleva sedurre anche il Figlio di Dio, offrendogli tutti questi regni del mondo, se egli si fosse gettato ai suoi piedi e lo avesse adorato. Ma nostro Signore gli ha dato precisamente quella risposta che già Adamo ed Eva avrebbero dovuto dargli, quando Satana li aveva tentati: «Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi il culto». In tal modo subito all’inizio della creazione dell’umanità, essi avrebbero fatto risparmiare millenni di caos sulla terra.

Dunque, chi si oppone a Satana e alle sue tentazioni, ha accesso al regno di Dio. Il presente regno di Dio, ora, non è di questo mondo, ma esso è di natura spirituale. Nel suo piano, Dio ha previsto tre fasi (o età) della sua dominazione:

o La prima, la fase spirituale, nella quale lo Spirito Santo regna nello spirito degli esseri umani cristianamente fedeli (il tempo presente).

o La seconda, la fase terrena, nella quale il Figlio di Dio regna nel suo Regno di Pace millenario sulla terra (nel Millennio).

o La terza, la fase celeste, nella quale Dio stesso regna in cielo (nell’eternità).


Qui sotto ho introdotto la tabella 09, che riproduce queste tre fasi anche con le loro diverse sezioni.

Il piano di salvezza di Dio e il suo impatto sulla creazione.


Tre fasi e
dieci epoche


Il giorno della salvezza e
il tempo della grazia


Il giorno della vendetta e
l'anno misericordioso del Signore


La Fine del Mondo e
la Nuova Creazione

Le battaglie

La Guerra in cielo
Apoc 12:7
La Battaglia di Harmaghedon
Apoc 19:11-19
L'Ultima Guerra
Apoc 20:7-10

I vincitori

Michele e i suoi angeli vinceranno
Satana e i suoi angeli
Apoc 12:8
Gesù Cristo e il suo esercito
vinceranno Satana e l'Anticristo
Apoc 19:20-21
Dio e l'esercito celeste
vinceranno Satana e l suoi eserciti
Apoc 20:9

Lo sconfitto

Satana fu gettato dal cielo sulla
terra
Apoc 12:9; Luca 10,18
Satana sarà gettato  nell'abisso

Apoc 20:1-3
Satana sarà gettato nello stagno di
fuoco
Apoc 20:10

Le Risurrezioni

Il Risveglio dei santi alla morte del
Signore
Mat 27:52-53
La Prima Risurrezione dei Martiri

Apoc 20:4-6
La Risurrezione Universale

Apoc 20:11-15

Il tribunale

Il giudizio: il principe di questo
mondo è stato cacciato fuori
Giov 12:31
Il giudizio alla Prima Resurrezione

Apoc 20:4
Il Giudizio Universale -
la messe della terra è matura
Apoc 20:12-13

Il Giorno di Dio

Il giorno della misericordia di Dio
egli diviene uomo nel suo Figlio
Luca 2:11
Il Giorno dell'ira di Dio -
piaghe, terremoti e fuoco
Apoc 8:1-13, 9:1-21
Il giorno del giudizio rivelarsi con
fuoco
2Piet 3:7

Dio crea tutto di nuovo

Il peccato è vinto. Tutto è compiuto

Giov 19:30
La Trasformazione di Cielo e
Terra.
Apoc 16:17-20
Il primo cielo e la prima terra sono
passati
Apoc 20:11

La nuova vita

Il Vangelo: La verità è la salvezza
del mondo
2Tess 2:10
Il cielo e la terra rinnovati

Ebr 12:26-27
La creazione del nuovo cielo e della
nuova terra
Apoc 21:1

Dio è con loro


Il regno dello Spirito Santo :
Il tempo della grazia: Dio abita nello
spirito dei fedeli
1Cor 3:16
Il regno del Figlio:
Il tempo della pace: Dio abita
presso gli uomini nel suo tempio
Apoc 20:6
Il regno del Padre:
Il tempo eterno: Gli uomini abitano
presso di Dio. Senza più tempio
Apoc 21:22

Lo Spirito di Dio


Dio dà lo Spirito Santo a quelli che
lo pregano
Luca 11:13
Dio spanderà il suo Spirito sopra i
sui servi e sopra le sue serve
Atti 2:17-18
Lo Spirito di Dio abita  in tutti loro

Apoc 21:3



La prima, la fase spirituale, è la dominazione dello Spirito Santo sulla terra nei figli del regno – i cristiani biblici.

Questo privilegio era originariamente previsto da Dio solo per Israele. Tuttavia, quando Israele ha rifiutato il suo Messia e dunque ha spezzato il patto con Dio, Dio ha sciolto questo patto con Israele e ha stabilito una Nuova Alleanza con tutti gli esseri umani che si erano decisi per lui. In Mat 21,33-46, possiamo seguire questo cambiamento di paradigma biblico, quando il Signore annunciò agli ebrei, che essi sono stati cacciati dal regno di Dio e che d’ora in poi un altro popolo – ossia tutti gli esseri umani che scelgono la fede in questo unico Dio – verrà prescelto come figli di questo regno.




La fede in Gesù Cristo – il punto fisso nell’universo.


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"Datemi un punto fermo nell’universo, ed io vi solleverò il mondo dai suoi cardini".


Il matematico greco Archimede di Siracusa (287 a. C – 212 a. C.) ha scoperto per primo la legge delle leve ed è giunto a questa notevole constatazione teorica.

Nella realtà di questo mondo, la fede in Gesù Cristo è ciò che davvero solleva questo mondo dai cardini. Quando il Figlio di Dio dice:

Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà
 

annulla dunque tutte le leggi biologiche e fisiche del nostro mondo spazio-temporale. La forza con la quale l’essere umano può realizzare questo miracolo, si chiama fede. La fede è una forza nell’essere umano, come anche l’amore, l’odio, la gelosia, etc. Tuttavia, come l’amore, l’odio e la gelosia "scoppiano" per lo più involontariamente, l’essere umano può da solo attivare la forza della fede. Nella fede cristiana egli deve inoltre avere fiducia in Dio e nel Figlio di Dio. Avere fiducia – è proprio questo che nella Bibbia si intende con "fede".

Nei miracoli che il Signore ha compiuto sulla terra, egli diceva sempre "La tua fede (la tua fiduca in me) ti ha aiutato". .

Mat 9,22 Coraggio, figliola; la tua fede ti ha guarita.

Mar 10,52 Va', la tua fede ti ha salvato.

Luc 7,50 La tua fede ti ha salvata; va' in pace.

Luca 17,19 Àlzati e va'; la tua fede ti ha salvato.

Mat 15,28 Donna, grande è la tua fede; ti sia fatto come vuoi.


E da questa fiducia, da questa fede, risulta poi una convinzione. È la fede di un cristiano biblico: convinzione.

Chi crede in lui (Gesù Cristo) non è giudicato; chi non crede è già giudicato.

Giov 3,17 Infatti Dio non ha mandato suo Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. 3,18 Chi crede in lui non è giudicato; chi non crede è già giudicato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio. Giov 3,17-18;
 

Chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà mai più sete.

Giov 6,35 Gesù disse loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà mai più sete. Giov 6,35;

Chi crede in me, come ha detto la Scrittura, fiumi d'acqua viva sgorgheranno dal suo seno.

Giov 7,38 Chi crede in me, come ha detto la Scrittura, fiumi d'acqua viva sgorgheranno dal suo seno». 7,39 Disse questo dello Spirito, che dovevano ricevere quelli che avrebbero creduto in lui; lo Spirito, infatti, non era ancora stato dato, perché Gesù non era ancora glorificato. Giov 7,38-39;

Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà.

Giov 11,25 Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; 1126 e chiunque vive e crede in me, non morirà mai. Credi tu questo?» Giov 11,25-26;

Chi crede in me farà anch'egli le opere che faccio io; e ne farà di maggiori.

Giov 14,12 In verità, in verità vi dico che chi crede in me farà anch'egli le opere che faccio io; e ne farà di maggiori, perché io me ne vado al Padre; Giov 14,12;


Gesù gli disse: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me». (Giov 14,6)


E una voce venne dalla nuvola, dicendo: «Questi è mio Figlio, colui che io ho scelto: ascoltatelo»

Luca 9,35 E una voce venne dalla nuvola, dicendo: «Questi è mio Figlio, colui che io ho scelto: ascoltatelo». 9,36 Mentre la voce parlava, Gesù si trovò solo. Ed essi tacquero e in quei giorni non riferirono nulla a nessuno di quello che avevano visto. Luca 9,35-36;

La fede del vero cristiano è la sua convinzione che Gesù Cristo è il Figlio di Dio e il Salvatore di questo mondo.



Tuttavia, il Figlio di Dio non è soltanto il Salvatore del mondo, egli è anche il giudice del mondo. Proprio perché egli per sua propria volontà ha salvato questo mondo mediante la sua morte, Dio, il Padre, ha consegnato anche tutto il potere in cielo e sulla terra al Figlio. Ed egli – Gesù Cristo – è anche colui che alla fine di questo mondo, nel momento del Giudizio Universale, giudicherà poi ogni singolo essere umano, se questo essere umano nella sua vita terrena ha scelto la fede nel Figlio di Dio oppure no.

Ogni potere mi è stato dato in cielo e sulla terra.

Mat 28,18 E Gesù, avvicinatosi, parlò loro, dicendo: «Ogni potere mi è stato dato in cielo e sulla terra». Mat 28,18;

Inoltre, il Padre non giudica nessuno, ma ha affidato tutto il giudizio al Figlio.

Giov 5,22 Inoltre, il Padre non giudica nessuno, ma ha affidato tutto il giudizio al Figlio, 5,23 affinché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio non onora il Padre che lo ha mandato. Giov 5,22.23;


Ora, quegli esseri umani come vogliono resistere a questo giudizio il cui giudice essi hanno negato sulla terra? Questi esseri umani sono "suicidi". Essi hanno rifiutato la sola ed unica possibilità che può liberarli in questo mondo dal peccato e salvarli. Essi hanno negato l’unico mediatore che può rappresentarli al cospetto del loro Dio, e hanno dichiarato che egli non esiste. Moriranno la seconda morte.

 Infatti c'è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo.

1Tim 2,3 Questo è buono e gradito davanti a Dio, nostro Salvatore, 2,4 il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza della verità. 2,5 Infatti c'è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo, 2,6 che ha dato se stesso come prezzo di riscatto per tutti; questa è la testimonianza resa a suo tempo. 1Tim 2, 3-6;

Infatti chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato.

Rom 10,9 perché, se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore e avrai creduto con il cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato; 10,10 infatti con il cuore si crede per ottenere la giustizia e con la bocca si fa confessione per essere salvati. 10,11 Difatti la Scrittura dice: «Chiunque crede in lui, non sarà deluso». 10,12 Poiché non c'è distinzione tra Giudeo e Greco, essendo egli lo stesso Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che lo invocano. 10,13 Infatti chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato. (Gioele 2,32) Rom 10, 9-13;


Si dovrebbe provare compassione per esseri umani simili? Essi sono assassini! Ovvero suicidi. E qui non può esservi alcuna compassione. Né in Dio, né negli esseri umani.

«Ma per i codardi, gl'increduli, gli abominevoli, gli omicidi, i fornicatori, gli stregoni, gli idolatri e tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda»

Apoc 21,8 «Ma per i codardi, gl'increduli, gli abominevoli, gli omicidi, i fornicatori, gli stregoni, gli idolatri e tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda». Apoc 21, 8;

(Vedi anche il Excursus 08: “La prima e la seconda morte.”)


Sul sito Immanuel.at vi è un documento che illustra gli eventi essenziali nel passato, nel presente e nel futuro della creazione di Dio in una forma ben chiara perché concisa. Questa è la Tabella 09, che ai lettori interessato consiglio caldamente di guardare. Non si lasci intimorire dall’espressione "tabella"! È solo una presentazione, che illustra orizzontalmente gli aspetti comparabili di un determinato avvenimento in diverse epoche temporali e verticalmente i diversi avvenimenti in ciascuno di questi periodi.

L’essenziale in questa rappresentazione è però la sua autenticità biblica, che ogni volta viene comprovata attraverso i link delle referenze ai relativi passi biblici. In tal modo lei ha la verificabile sicurezza di essere di fronte agli originali contesti biblici. Questo lavoro fu redatto in una ricerca e in un’analisi bibliche durate anni e offre al lettore la possibilità di una panorama complessivo e dunque uno straordinario approfondimento delle sue conoscenze bibliche.



La libera volontà della fede cristiana.

Il fatto che Gesù Cristo abbia salvato il mondo, naturalmente non vuol dire però che il mondo sarebbe ora già salvato. Il mondo permane ancora nel potere di Satana. Si tratta della possibilità di salvezza per ogni singolo essere umano. E cioè della salvezza finale – la salvezza della morte seconda.

La prima morte è la normale morte biologica, fisica del corpo. Tuttavia, ogni essere umano ha un’esistenza eterna e tornerà in vita nella Risurrezione, per comparire nel giudizio davanti al suo giudice Gesù Cristo. E là viene poi presa la decisione se egli può accedere al regno di Dio, o se deve andare nell’eterna dannazione nel regno di Satana. Questa è poi la seconda morte.


L’esistenza eterna di ogni essere umano.

Ogni essere umano, che con la sua nascita corporale abbandona, vivo, il sacco amniotico della madre, e che, dunque è "nato d’acqua" (liquido amniotico, fluidità amniotica) (Giov 3:5), riceve da Dio (Giov 4:24) uno spirito umano (1Cor 2:11) con l’esistenza eterna (Mat 25:46). Nella prima parte temporale e terrena di questa esistenza – nella sua vita, l’essere umano ha la possibilità di scegliere in assoluta libertà e senza alcuna costrizione con lo spirito datogli da Dio se donare a questo Dio, il creatore di tutta la vita, la sua completa fiducia e tutto il suo amore.

Dopo la sua morte, il corpo dell’essere umano ridiventa polvere, dalla quale esso era stato creato (Gen 2:7), mentre il suo spirito si incamminerà verso il regno dei morti (Dan 12:2; 1Piet 3:18-19; 1Cor 15:23-24), dove esso trascorrerà il tempo fino alla sua risurrezione in uno stato simile al sonno (1Tess 4:15-16).

Nel momento della Risurrezione (Rom 6:4-5), la "rinascita dallo spirito" (Mat 19:28; 1Piet 1:18; Giov 3:7), l’essere umano riceve nuovamente un corpo  (1Cor 15:43-44; Mat 22:30; Giov 3:8; Rom 8:10-11), simile a quello del figlio di Dio dopo la sua risurrezione (Giov 20:26-27).

Se c’è un corpo naturale, c’è anche un corpo spirituale.

1Cor 15,42 Così è pure della risurrezione dei morti. Il corpo è seminato corruttibile e risuscita incorruttibile; 15,43 è seminato ignobile e risuscita glorioso; è seminato debole e risuscita potente; 15,44 è seminato corpo naturale e risuscita corpo spirituale. Se c’è un corpo naturale, c’è anche un corpo spirituale. 15,45 Così anche sta scritto: «Il primo uomo, Adamo, divenne anima vivente» (Gen 2,7); l’ultimo Adamo è spirito vivificante. 15,46 Però, ciò che è spirituale non viene prima; ma prima, ciò che è naturale, poi viene ciò che è spirituale. 15,47 Il primo uomo, tratto dalla terra, è terrestre; il secondo uomo è dal cielo. 15,48 Qual è il terrestre, tali sono anche i terrestri; e quale è il celeste, tali saranno anche i celesti. 15,49 E come abbiamo portato l’immagine del terrestre, così porteremo anche l’immagine del celeste. 1Cor 15,42-49;

Con questo corpo, l’essere umano starà poi durante il Giudizio Universale al cospetto del Figlio di Dio, che, per incarico di Dio (Giov 5:22, 26-27), giudicherà ciascun essere umano secondo le azioni terrene e in base alla scelta da lui compiuta in vita a favore o contro Dio (Rom 2:16).

Ogni essere umano, che durante la sua vita ha scelto a favore di Dio e di abbracciare la fede in suo figlio Gesù Cristo (Giov 17:3), ha la possibilità, davanti a questo tribunale, di ricorrere alla morte espiante del Figlio di Dio, che rappresenta l’espiazione per i peccati di tutti gli uomini, anche per la cancellazione dei propri peccati – ossia le trasgressioni dei comandamenti di Dio (Giov 3:16) – ed egli così sarà salvato (Giov 5:24). A quegli esseri umani che non hanno accettato questa fede, non verrà concessa la remissione dei loro peccati ed essi saranno perciò condannati (Giov 3:36).

Dopo il Giudizio Universale, questi esseri umani condannato trascorreranno la loro esistenza eterna nelle tenebre (Mat 22:13) della dannazione del fuoco eterno (Mat 18:8), con pianti e stridore di denti (Mat 13:49-50), poiché essi in vita hanno rifiutato di accostarsi alla fede, e con la consapevolezza definitiva che non potranno mai più riparare e che la loro condizione non potrà mai più essere cambiata.

Coloro che sono stati salvati, al contrario, trascorreranno la loro vita eterna (Mat 25:46) nella Nuova Creazione alla luce di Dio su una terra nuova (Apoc 20:11) e sotto un nuovo cielo, che Dio ha creato (Apoc 21:1-3,5).

Da questo punto di vista si è già espresso il noto evangelista e predicatore Wilhelm Busch cIon i suoi ascoltatori: “Non c’è bisogno che accettiate il messaggio che io vi rivolgo. Potete lasciare stare di convertirvi a Gesù. Ma sappiate bene che così facendo scegliete l’inferno! Avete piena libertà!” (Discorso 55 [non ancora disponibile in Italiano, leggi in tedesco / leggi in inglese])

(Vedi anche discorso 22: “Esiste l’immortalità dell’anima?”)



L’ammissione nel regno di Dio, la Bibbia la definisce "vita eterna", perché l’alternativa, l’eterna dannazione all’inferno, non può essere definita "vita", ma semplicemente esistenza. La sentenza nel Giudizio Universale è dipendente dal fatto se questo essere umano durante la sua vita si è convertito a Gesù Cristo. Questo, dunque, poiché davanti a Dio ogni mancato rispetto dei suoi comandamenti – ogni peccato – può essere espiato solo con la morte dell’essere umano. E poiché ogni essere umano ha peccato, l’intera umanità è colpevole della morte davanti a Dio.

(Vedi anche capitolo 13: “Il Giudizio Universale.”)


Tuttavia, dopo che Dio duemila anni fa ha sciolto il patto con Israele, perché essi hanno consegnato suo Figlio, il loro Messia alla croce, egli ha stretto una Nuova Alleanza con tutti gli esseri umani: la morte di suo Figlio sulla croce dovrebbe valere in futuro come morte vicaria per i peccati di ogni essere umano, purché questo essere umano si sia convertito alla fede in suo Figlio Gesù Cristo e al suo sacrificio vicario (sacrificio del riscatto).

(Vedi anche discorso103: “La Nuova Alleanza di Dio con tutti essere umani.”)


Vediamo dunque che in Dio non vi è alcuna costrizione. È una decisione completamente volontaria di ogni singolo essere umano, se egli vuole convertirsi oppure no. Questo è stato fatto sempre presente già anche dall’evangelista e predicatore da me molto stimato ma purtroppo già morto, Wilhelm Busch, ai suoi ascoltatori:


(I testi in cornice nera sono citazioni fatte da visitatori di questo sito o da altri autori!)

(Nel regno di Dio vi è solo una totale libera volontà. / Wilhelm Busch, Libro WB00, pagina 123 ss)

Vede: chi non vuole credere, non ne ha nemmeno bisogno! Posso dirglielo? Nella chiesa vi sono sempre ancora ogni sorta di costrizione. Nel regno di Dio vi è solo soltanto una totale libera volontà. Chi vuole vivere senza Dio, può farlo! Dio si offre a noi. Ma noi possiamo rifiutarlo. Vuole vivere senza Dio? Può farlo! Vuole vivere senza la pace con Dio? Può farlo! Vuole vivere senza preghiera? Può farlo! Vuole vivere senza la Bibbia? Può farlo! Vuole violare i comandamenti di Dio? Può farlo! Le domeniche vuole profanare, andare a puttane, bere, mentire, rubare? Può farlo! Chi non vuole questo Salvatore, che Dio ha mandato, per salvare i peccatori, può rifiutarlo. Chi vuole correre all’inferno, può farlo. In Dio non vi è alcuna costrizione. Abbia soltanto chiaro che lei deve poi addossarsi le conseguenze. Dio attraverso Gesù le offre il perdono dei peccati e la pace. Lei può dire: "Non ne ho bisogno! Non lo voglio!". Allora lei può vivere così. Allora, però, non creda che negli ultimi 5 minuti della sua vita – nel momento della morte – potrà cogliere ciò che Dio le ha offerto per una vita intera. Lei può rifiutare l’offerta di pace di Dio, ma allora deve per tutta l’eternità vivere senza pace con Dio. E questo è l’inferno.

L’inferno è il luogo in cui si è definitivamente liberi da Dio. Là lei non viene più invitato. Là nullla la chiama più. Là lei vuole forse pregare, ma non può più farlo. Là vuole forse invocare il nome di Gesù, ma esso non le viene più in mente. Ha bisogno del messaggio che io le dico di non accettare. Può smetterla di convertirsi a Gesù. Ma che sia chiaro per lei che in tal modo lei sceglie l’inferno! Lei ha la totale libertà!

"E voi non avete voluto!" disse Gesù agli abitanti di Gerusalemme. Egli non li costrinse. Ma ciò che essi scelsero, fu orribile! (Mat 23,37-38).

Wilhelm Busch

Wilhelm Busch (1897-1966) fu sacerdote della gioventù ad Essen, evangelista, predicatore, scrittore e autore.

Questo estratto è tratto dal libro "Jesus unser Schicksal" ["Gesù nostro destino"], di Wilhelm Busch, Schriftenmissions-Verlag Gladbeck/Westfalen. ISBN 3-7958-0364-0



La pretesa della rappresentanza esclusiva del cristianesimo biblico.




Ogni religione che non ha Gesù Cristo, in quanto Figlio di Dio e unico mediatore tra Dio e gli essseri umani, al centro della sua fede, è una falsa religione (1Tim 2,5).

-- o --

Ogni preghiera, che non è rivolta esclusivamente a Gesù Cristo o a Dio della Bibbia, si rivolge a idoli e ripugna a Dio (Ger 10,2-5).

-- o --

La fede cristiana, con la Bibbia in quanto unico fondamento della fede e senza qualche supplemento inventato dagli esseri umani, è perciò la sola religione di questo mondo, che conduce gli esseri umani a credere al sacrificio espiatorio della croce del Figlio di Dio e che dunque rende possibile l’accesso all’uno ed unico Dio della Bibbia (1Gio 2,23).