Capitolo 08: La trasformazione del cielo e della terra.




Una catastrofe come il Diluvio Universale.

Gli effetti sul pianeta.

Gli effetti sugli esseri umani.

Gli effetti su Israele.

Considerazione conclusiva.


L’ordinamento temporale.

Il Giudizio di Condanna di Dio con la trasformazione del cielo e della terra è l’ultimo evento nel periodo temporale del "Giorno del Signore". Cronologicamente, esso segue immediatamente la battaglia di Harmaghedon e viene a sua volta seguito dall’inizio del "Millennio", con la Prima Risurrezione dei martiri e il ritorno dei redenti nel paese di Israele.

(Vedi anche capitolo 09 "Il ritorno del residuo d’Israele e il resto delle nazioni.")

(Vedi anche capitolo 05: “Il Giorno del Signore.”)

Una catastrofe come il Diluvio Universale.

Nel tempo immediatamente precedente al Giorno del Signore, nella Grande Tribolazione, nel dominio anticristiano è giunta una così grande afflizione sul mondo e specialmente sui credenti come mai è stato dall’inizio. Ora, nel Giorno dell’Ira e del Giudizio di Condanna di Dio, il Signore porta su tutti gli atei e su tutti gli impenitenti la più grande catastrofe che il mondo abbia mai conosciuto.

Questa catastrofe è paragonabile agli effetti del Diluvio Universale, con la differenza che questa volta – in base alla promessa di Dio (Gen 9,15) – non viene più alcun diluvio che annienta tutte le forme di vita. Questa volta, attraverso la trasformazione del mondo esistente, Dio creerà dal mondo devastato dall’uomo un nuovo cielo e una nuova terra.

Questa trasformazione non deve essere confusa con la Nuova Creazione alla fine dei giorni. Mentre là, con la "Seconda Creazione" – similmente come fu nella creazione del nostro mondo attuale – vi sarà una "creatio ex nihilo", ossia una creazione dal nulla, qui vi è una "trasformazione" di ciò che è già esistente, ma – similmente come dopo il Diluvio Universale – dal punto di vista dell’uomo anche un "nuovo mondo".

La necessità di questa trasformazione deriva dal fatto che l’essere umano non è stato all’altezza del compito assegnatogli da Dio in quanto amministratore e custode di questa creazione. Attraverso uno spietato sfruttamento l’essere umano danneggerà questo pianeta, la sua terra, le sue piante, i suoi animali, e addirittura la sua atmosfera in modo tale che una continuazione dell’esistenza non sarà possibile.

La terra è profanata dai suoi abitanti, perché essi hanno rotto il patto eterno.

Isa 24,3 La terra sarà del tutto vuotata, sarà del tutto abbandonata al saccheggio, poiché il SIGNORE ha pronunciato questa parola. 24,4 La terra è in lutto, è spossata, il mondo langue, è spossato, gli altolocati fra il popolo della terra languono. 24,5 La terra è profanata dai suoi abitanti, perché essi hanno trasgredito le leggi, hanno violato il comandamento, hanno rotto il patto eterno. 24,6 Perciò una maledizione ha divorato la terra e i suoi abitanti ne portano la pena; perciò gli abitanti della terra sono consumati e poca è la gente che ne è rimasta. Isa 24, 3- 6;

Il testo qui sopra tratto da Isa 24,5-6 lascia però supporre qualcosa in più. La terra non è solo profanata dai suoi abitanti, ma essi trasgrediscono la legge e cambiano i comandamenti. Dal contesto risulta chiaro che qui non si tratta di leggi della Scrittura o di precetti sacrificali qualunque. Qui si tratta di leggi fondamentali della creazione e del comandamento di non modificarle.

Sembra come se oggi, con la fissione nucleare atomica, con la manipolazione genetica e la clonazione di forme di vita, fossimo all’inizio di un’evoluzione che in ultima analisi porta a rompere questo "patto eterno" della creazione con il suo Dio.

Il presupposto per il Millennio.

Anche se fino a questo momento critico possono passare ancora secoli – o proprio per questo – oggi è già prevedibile che l’insaziabile sete di guadagno dell’essere umano si opporrà a tutti i tentativi della ragione di porre un freno a questa evoluzione.


Se perciò una parte rimanente di questa umanità, come promette la Scrittura, può trovare una sopravvivenza in un millenario Regno di Pace paradisiaco, questa terra e questo cielo devono essere trasformati e "riciclati". Per così dire, tutto deve essere messo sottosopra e con terremoti mondiali la superficie contaminata deve essere sostituita con una terra nuova e incontaminata.

Ecco, il SIGNORE vuota la terra e la rende deserta; ne sconvolge la faccia e ne disperde gli abitanti.

Isa 24,1 Ecco, il SIGNORE vuota la terra e la rende deserta; ne sconvolge la faccia e ne disperde gli abitanti. 24,2 Avverrà al sacerdote lo stesso che al popolo, al padrone lo stesso che al suo servo, alla padrona lo stesso che alla serva, a chi vende lo stesso che a chi compra, a chi presta lo stesso che a chi prende a imprestito, al creditore lo stesso che al debitore. 24,3 La terra sarà del tutto vuotata, sarà del tutto abbandonata al saccheggio, poiché il SIGNORE ha pronunciato questa parola. Isa 24, 1- 3;

La settima coppa dell’ira.

Un terremoto così forte che da quando gli uomini sono sulla terra.

Apoc 16,17 Poi il settimo angelo versò la sua coppa nell'aria; e dal tempio uscì una gran voce proveniente dal trono, che diceva: «È fatto». 16,18 E ci furono lampi, voci, tuoni e un terremoto così forte che da quando gli uomini sono sulla terra non se n'è avuto uno altrettanto disastroso. Apoc 16,17-18;

La grande città si divise in tre parti, e le città delle nazioni crollarono.

Apoc 16,19 La grande città si divise in tre parti, e le città delle nazioni crollarono e Dio si ricordò di Babilonia la grande per darle la coppa del vino della sua ira ardente. Apoc 16,19;

Ogni isola scomparve e i monti non furono più trovati.

Apoc 16,20 Ogni isola scomparve e i monti non furono più trovati. 16,21E cadde dal cielo sugli uomini una grandine enorme, con chicchi del peso di circa un talento; gli uomini bestemmiarono Dio a causa della grandine; perché era un terribile flagello. Apoc 16,20-21;

Perciò farò tremare i cieli, e la terra sarà scossa dal suo luogo.

Isa 13,13 Perciò farò tremare i cieli, e la terra sarà scossa dal suo luogo per l'indignazione del SIGNORE degli eserciti, nel giorno della sua ira furente. 13,14Allora, come gazzella inseguita, o come pecora che nessuno raccoglie, ognuno si volgerà verso il suo popolo, ognuno fuggirà al proprio paese. Isa 13,13-14;

Ancora una volta farò tremare non solo la terra, ma anche il cielo.

Ebr 12,26 la cui voce scosse allora la terra e che adesso ha fatto questa promessa (Agg 2,6): «Ancora una volta farò tremare non solo la terra, ma anche il cielo».12,27  Or questo «ancora una volta» sta a indicare la rimozione delle cose scosse come di cose fatte perché sussistano quelle che non sono scosse. Ebr 12,26-27;

La terra e i cieli periranno, tutti quanti si consumeranno come un vestito.

Sal 102,25 nel passato tu hai creato la terra e i cieli sono opera delle tue mani;102,26 essi periranno, ma tu rimani; tutti quanti si consumeranno come un vestito; tu li cambierai come una veste e saranno cambiati. 102,27 Ma tu sei sempre lo stesso e i tuoi anni non avranno mai fine. Salm 102,25-27;

Gli effetti sul pianeta.

Uno spostamento dell’asse?

I fattori scatenanti ma anche le conseguenze di questo evento della trasformazione devono essere qui di seguito esaminati più da vicino sulla base di passi biblici.

La terra barcollerà, essa cade e non si rialzerà mai più.

Isa 24,19 La terra si schianterà tutta: la terra si screpolerà interamente, la terra tremerà, traballerà.24,20 La terra barcollerà come un ubriaco, vacillerà come una capanna. Il suo peccato grava su di lei; essa cade e non si rialzerà mai più. Isa 24,19-20;


Sebbene la descrizione qui sopra, in Isa 24,19-20, sia metaforica, poiché si parla del barcollare di un ubriaco e del vacillare di una capanna, queste non sono tuttavia "metafore simboliche" come si potrebbe pensare, ma è chiaramente e semplicemente il tentativo di rendere comprensibile a noi esseri umani questa violenta catastrofe naturale e di rappresentarla un po’ più icasticamente.

Questa è la descrizione di un evento nel quale il mondo perde l’equilibrio e il suo meccanismo sembra disgregarsi. Un avvenimento in una forma simile potrebbe già avere avuto luogo con il Diluvio Universale. Anche allora questa catastrofe globale fu forse provocata da un’incrinatura del polo o da uno spostamento dell’asse. Comunque sia, il momento scatenante è in entrambi i casi l’ira di Dio sull’umanità atea. La Scrittura ci mostra sempre che Dio nella sua creazione agisce sempre attraverso la sua creazione. Una semplice prova di questo è l’alimentazione dei cinquemila. Il Signore avrebbe facilmente potuto "disporre" che tutti questi esseri umani non avessero dovuto avere più fame nei successivi due giorni. Ma egli scelse l’altra via più complicata, ma anche più conforme alla creazione, e mise a disposizione così tanto pane e così tanto pesce che tutti ne furono sazi.

Tuttavia, qui, per rendere chiari i nessi globali è utile assumere un immaginario punto di osservazione nello spazio, in modo tale che possiamo vedere la terra nelle dimensioni di una capanna, con il polo nord posizionato "verso l’alto".

Possiamo allora immaginare che il globo – come lo descrive Isaia – prima barcolli come un ubriaco e vacilli come una capanna. Nel testo originale qui si dice proprio "come un tetto per la notte" – e dunque una copertura provvisoria, che i guardiani dei campi avevano preparato per esempio nel campo di cocomeri (Isa 1,8) per trascorrere la guardia notturna sul campo. Questa era una costruzione provvisoria estremamente instabile, che già con il minimo vento cominciò a vacillare.

Anche la dichiarazione "essa cade", allora, non è da prendere solo simbolicamente, per esempio come "peccato originale", anche se questo pensiero potrebbe esservi contenuto. Si tratta piuttosto di una descrizione che con parole semplici ma appropriate descrive uno spostamento di asse. Il polo nord del nostro pianeta, e dunque il "tetto" della capanna, cadrà, ossia esso si sposterà di 90 gradi e assumerà una posizione orizzontale. Di conseguenza, l’asse terrestre sarebbe allo stesso livello della sua orbita intorno al sole (eclittica), come possiamo constatare anche nel pianeta Urano.

E affinché di conseguenza, si chiarisca anche la questione se nel corso delle oscillazioni la terra non potrebbe barcollare all’indietro nella sua vecchia posizione, Isaia aggiunge: "e non si rialzerà mai più". Contemporaneamente viene anche portato ad espressione il fatto che la terra non sparisce, ossia non cessa di esistere. Come leggiamo qui sotto, in Apoc 20,11, dobbiamo aspettarci questo solo con   l’effettiva fine della prima creazione – ovvero all’incirca mille anni dopo l’evento trattato qui.

Dalla cui presenza fuggirono il cielo e la terra, e non fu più trovato posto per loro.

Apoc 20,11 Poi vidi un gran trono bianco e colui che vi sedeva sopra, dalla cui presenza fuggirono il cielo e la terra, e non fu più trovato posto per loro. Apoc 20,11;



Il pianeta, dunque, anche questa volta continua ad esistere, ma cambia qualcosa nell’interazione dei fattori di influenza cosmici e globali.

Una camicia d'acqua intorno alla terra come prima del Diluvio Universale?

Ora, l’interpretazione di questi eventi è importante, quindi, perché essa può esserci molto utile nella comprensione della situazione geologica e climatica nel Millennio, nel Regno di Pace millenario su questa terra che segue a tale catastrofe. Se il polo nord si inclina di 90 gradi, allora di conseguenza entrambe le regioni polari a partire da questo momento sono nella linea equatoriale della terra. Ciò avrebbe come conseguenza che entrambe le calotte polari si fonderebbero e si libererebbe una massa inimmaginabile di acqua.

Una simile catastrofe, stando alle dichiarazioni contenute in Gen 7, ha già avuto luogo una volta.

Piovve sulla terra quaranta giorni e quaranta notti.

Gen 7,5 Noè fece tutto quello che il SIGNORE gli aveva comandato. 7,6 Noè aveva seicento anni quando il diluvio delle acque inondò la terra. 7,7 Noè, con i suoi figli, con sua moglie e con le mogli dei suoi figli, entrò nell'arca per scampare alle acque del diluvio. 7,8 Degli animali puri e degli animali impuri, degli uccelli e di tutto quello che striscia sulla terra, 7,9 vennero delle coppie, maschio e femmina, a Noè nell'arca, come Dio aveva comandato a Noè. 7,10 Trascorsi i sette giorni, le acque del diluvio vennero sulla terra. 7,11 Il seicentesimo anno della vita di Noè, il secondo mese, il diciassettesimo giorno del mese, in quel giorno tutte le fonti del grande abisso eruppero e le cateratte del cielo si aprirono. 7,12 Piovve sulla terra quaranta giorni e quaranta notti. Gen 7, 5-12;

Le acque ingrossarono oltremodo sopra la terra; tutte le alte montagne che erano sotto tutti i cieli furono coperte.

Gen 7,17 Il diluvio venne sopra la terra per quaranta giorni, e le acque crebbero e sollevarono l'arca, che fu elevata in alto al di sopra della terra. 7,18 E le acque ingrossarono e crebbero grandemente sopra la terra, e l'arca galleggiava sulla superficie delle acque. 7,19Le acque ingrossarono oltremodo sopra la terra; tutte le alte montagne che erano sotto tutti i cieli furono coperte. 7,20Le acque salirono quindici cubiti al di sopra delle vette dei monti; le montagne furono coperte. Gen 7,17-20;


La credibilità di questo resoconto biblico viene messa in dubbio da molti, senza tuttavia sottoporre il testo e il contesto ad un’analisi più precisa. Così viene sempre sollevata la questione da dove possano essere venute queste masse inimmaginabili di acqua.

A tale proposito, troviamo ora in Gen 1,6-8 e in passaggi paralleli una spiegazione alquanto plausibile.

Dio fece la distesa e separò le acque che erano sotto la distesa dalle acque che erano sopra la distesa

Gen 1,6 Poi Dio disse: «Vi sia una distesa tra le acque, che separi le acque dalle acque». 1,7 Dio fece la distesa e separò le acque che erano sotto la distesa dalle acque che erano sopra la distesa. E così fu. 1,8 Dio chiamò la distesa «cielo». Fu sera, poi fu mattina: secondo giorno. Gen 1, 6- 8;

Che esistettero dei cieli e una terra tratta dall'acqua e sussistente in mezzo all'acqua.

2Piet 3,5 Ma costoro dimenticano volontariamente che nel passato, per effetto della parola di Dio, esistettero dei cieli e una terra tratta dall'acqua e sussistente in mezzo all'acqua; 3,6 e che, per queste stesse cause, il mondo di allora, sommerso dall'acqua, perì; 2Piet 3, 5- 6;


All’inizio della creazione la terra era completamente coperta di acqua fin sui rilievi più alti. Nel testo seguente apprendiamo poi che Dio creò all’interno di questa acqua un "firmamento", poiché egli separò queste acque intorno al globo dal suolo della terra, cosicché sorse uno spazio privo di acqua tra le restanti acque sul suolo e la grossa parte delle masse d’acqua sopra questo spazio – che oggi chiamiamo atmosfera.

(Vedi anche excursus 12: “La Creazione”. [non ancora disponibile in Italiano, leggi in tedesco / leggi in inglese])

Ci si può ora immaginare questa "separazione" delle acque in modi diversi. Sarebbe concepibile che questo "innalzarsi" dell’acqua avvenisse fino ad un’altezza di circa 400 km. In questa parte della nostra atmosfera (ionosfera/esosfera) la maggior parte dei satelliti ruota oggi intorno alla terra. La conseguenza sarebbe che quest’acqua, a causa delle basse temperature, si solidificherebbe in ghiaccio e avrebbe circondato il pianeta là nella sua orbita come una sorta di "scudo protettivo" – in ragione della bassa forza di gravità a quell’altezza, simile alla luna di Saturno "Encelado".

 

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––––  mantello di ghiaccio



––––  dell'oceano globale



––––  nucleo roccioso



––––regione sudpolare con fontane attive

Puoi tu, come lui, distendere i cieli e farli solidi come uno specchio di metallo?

Giob 37,16 Conosci tu l'equilibrio delle nuvole, le meraviglie di colui la cui scienza è perfetta? 37,17 Sai come mai i tuoi abiti sono caldi quando la terra si assopisce sotto il soffio dello scirocco? 37,18 Puoi tu, come lui, distendere i cieli e farli solidi come uno specchio di metallo? Giob 37,16-18;


Tuttavia, la Scrittura ci insegna che Dio nella sua creazione agisce sempre anche attraverso le regolarità di questa creazione. E perciò il pensiero suggerisce che queste acque sono del tutto semplicemente evaporate in virtù di un’azione particolarmente forte di calore di origine extraterrestre e che in tal modo si è formato un mantello di nuvole intorno alla terra. Questa variante ha però lo svantaggio che una simile cappa di nuvole – anche se si parte da un’altezza fino a 400 o 500 km – non potrebbe contenere acqua sufficiente per spiegare il fenomeno del Diluvio Universale.

Non importa in quale stato di aggregazione possa essersi trovata questa acqua – liquido, solido o gassoso – questa camicia di acqua, di ghiaccio o di nuvole, queste sono ora quelle acque che – secondo il conteggio biblico circa 1650 anni dopo – nel Diluvio Universale, caddero nuovamente sulla terra in forma di pioggia continua per quaranta giorni e quaranta notti. E di conseguenza, nel resoconto sul Diluvio Universale, più sopra, in Gen 7,19, si dice poi anche: "Le acque ingrossarono oltremodo sopra la terra; tutte le alte montagne che erano sotto tutti i cieli furono coperte". La terra, dunque, era nuovamente coperta di acqua, come all’inizio della creazione.

Come leggiamo più sotto, in Gen 8,3, nei successivi centocinquanta giorni hanno avuto luogo – per la maggior parte sott’acqua – i più grandi movimenti tettonici e gli adattamenti isostatici. L’immensa spinta delle masse d’acqua sulla crosta terrestre relativamente sottile, ha formato nuovi enormi bacini oceanici, ha edificato interi continenti e spostato placche tettoniche, finché la terra ha raggiunto quella forma nella quale essa ci si presenta essenzialmente oggi. In quel tempo forse ha avuto luogo anche la divisione di un continente centrale che era situato alla soglia nord e sudatlantica, in una parte afro-europea e in un nord e sudamericana.

Si deve quindi supporre che prima del diluvio la superficie della terra in relazione alla superficie del mare fosse molto più grande di oggi e che una grande parte dell’acqua nei nostri mari attuali scorresse in quei mari al tempo del diluvio e che i bacini oceanici fossero "spalancati" in questo breve tempo. (Una trattazione scientifica del tema si trova nel libro "Die Sintflut" ["Il Diluvio Universale"] del professor J. C. Whitcomb e del professor H. M. Morris in TELOS – edizioni, Serie scientifica).

Come poi apprendiamo in Gen 8,3-4, le acque del Diluvio Universale calarono di nuovo dopo centocinquanta giorni, e l’arca si arenò sul monte Ararat.

E alla fine di centocinquanta giorni l'arca si fermò sulle montagne dell'Ararat

Gen 8,3 le acque andarono via via ritirandosi di sulla terra, e alla fine di centocinquanta giorni cominciarono a diminuire. 8,4 Nel settimo mese, il diciassettesimo giorno del mese, l'arca si fermò sulle montagne dell'Ararat. Gen 8, 3- 4;


Poiché una sostanziale negazione del resoconto del Diluvio Universale oggi è difficilmente possibile, visto che conosciamo resoconti simili dai Sumeri, dai Babilonesi (il poema epico Gilgamesh) e altri, la critica si concentra sulle diverse circostanze concomitanti di questo avvenimento. Così fra l’altro anche la dimensione globale del diluvio viene messa in discussione. Qui nella migliore delle ipotesi si vuole vedere un fenomeno meteorologico localmente limitato. Ora, questo sarebbe allora concepibile se questo territorio fosse situato in un enorme bacino circondato da montagne, cosicché i rovesci di pioggia "locali" non avrebbero potuto defluire.

Attraverso la menzione del monte "Ararat", in Gen 8,3, ancora oggi sappiamo tuttavia dove si è trovata l’arca in quel momento. Questo monte è una parte del crinale nell’altopiano armeno, che oggi appartiene nella sua parte occidentale alla Turchia. Mentre l’altopiano si trova ad un’altezza da 1500 a 2000 m, il monte Ararat si erge ad un’altezza di 5165m. È perciò una regolarità fisica e evidente dal punto di vista geologico che, se il livello dell’acqua – come è descritto in Gen 7,19 – si è trovato su queste vette, l’acqua deve avere inondato anche ogni altro punto del pianeta che era alto come questa montagna, e che si deve dunque partire da un diluvio globale.

Anche l’esistenza dell’arca stessa, che in altri resoconti del diluvio non appare, in passato fu spesso messa in discussione. Tuttavia, vi è un rapporto di un aereo da ricognizione della seconda Guerra Mondiale, che sorvolò sulla sua rotta questo altopiano e che ha avvistato una struttura rettangolare scura nella parte superiore dell’Ararat, che spiccava dalla crosta di ghiaccio circostante a causa del suo contorno rettilineo. Questo oggetto si trovava ovviamente in una posizione inclinata e sporgeva su un lato dal ghiaccio. Esso misurava visibilmente 100 m in lunghezza e 20 m in larghezza, dove 50 m stimati di un’estremità erano ancora coperti dal ghiaccio. Il pilota sorvolò questo luogo più volte e poté fare anche delle fotografie.

Dopo la guerra vi sono stati alcuni tentativi di riscoprire questo oggetto. Ma, come sembra, allora il ghiaccio si era sciolto forse più profondamente del normale a causa di un periodo climatico particolarmente caldo e dunque aprì la vista sull’arca. Nel frattempo, lo strato di ghiaccio è di nuovo aumentato così tanto che ha di nuovo coperto tutto e dall’aereo non si poté osservare più nulla.

Se si paragonano le dimensioni di quell’oggetto con quelle dell’arca nella Bibbia, si giunge alla convinzione che si doveva trattare dell’avvistamento dell’arca. Secondo Gen 6,15 Noè ricevette l’incarico di fabbricare un oggetto di legno di abete. Le dimensioni avrebbero dovuto essere: 300 cubiti in lunghezza, 50 cubiti in larghezza e 30 cubiti in altezza. Se si converte la lunghezza del cubito con circa 50 cm (Eze 40,5), si arriva così alle dimensioni di 150 m di lunghezza, 25 m di larghezza e 15 m di altezza, che corrisponderebbero circa ai dati forniti dal pilota della seconda Guerra Mondiale.

Ma, per tornare ora al nostro vero tema, dobbiamo chiederci se gli effetti della fusione dei poli dovuta alla possibilità menzionata sopra di uno spostamento dell’asse della terra potrebbe assumere di nuovo simili proporzioni come nel diluvio e se dobbiamo dunque aspettarci un nuovo Diluvio Universale.

Ma siamo protetti dalla parola del Signore in Gen 9,14-15, dove egli stabilì un patto con Noè e i suoi discendenti – ossia fino ai giorni nostri e anche oltre.

Nessun essere vivente sarà più sterminato dalle acque del diluvio e non ci sarà più diluvio per distruggere la terra.

Gen 9,9 «Quanto a me, ecco, stabilisco il mio patto con voi, con i vostri discendenti dopo di voi 9,10 e con tutti gli esseri viventi che sono con voi: uccelli, bestiame e tutti gli animali della terra con voi; da tutti quelli che sono usciti dall'arca, a tutti gli animali della terra. 9,11  Io stabilisco il mio patto con voi; nessun essere vivente sarà più sterminato dalle acque del diluvio e non ci sarà più diluvio per distruggere la terra». Gen 9, 9-11;

Il mio arco nella nuvola è il segno del patto che io ho stabilito fra me e ogni essere vivente che è sulla terra.

Gen 9,12 Dio disse: «Ecco il segno del patto che io faccio tra me e voi e tutti gli esseri viventi che sono con voi, per tutte le generazioni future. 9,13 Io pongo il mio arco nella nuvola e servirà di segno del patto fra me e la terra. 9,14 Avverrà che quando avrò raccolto delle nuvole al di sopra della terra, l'arco apparirà nelle nuvole;

9,15 io mi ricorderò del mio patto fra me e voi e ogni essere vivente di ogni specie, e le acque non diventeranno più un diluvio per distruggere ogni essere vivente. 9,16 L'arco dunque sarà nelle nuvole e io lo guarderò per ricordarmi del patto perpetuo fra Dio e ogni essere vivente, di qualunque specie che è sulla terra».

9,17 Dio disse a Noè: «Questo è il segno del patto che io ho stabilito fra me e ogni essere vivente che è sulla terra». Gen 9,12-17;


Questo "arco nelle nuvole" è naturalmente l’arcobaleno e anche qui risulta un interessante nesso con la concezione descritta di un mantello d’acqua nell’atmosfera prima del diluvio.

Dal testo di Gen 9,12-14 è percepibile che questo "arco" per Noè e la sua famiglia era qualcosa di totalmente nuovo. Essi non avevano mai visto qualcosa di simile prima di allora. Da qui però si può trarre la conclusione che prima del diluvio sulla terra non vi sia stato alcun arcobaleno.

Ora, se consideriamo i presupposti fisici di questa apparizione atmosferico-ottica, comprendiamo che un arcobaleno può sempre essere visto se il sole che sta alle spalle dell’osservatore illumina una nuvola o una parete di pioggia che si trova davanti a lui. Attraverso la rifrazione dei raggi solari nelle gocce di pioggia la luce bianca del sole viene scomposta nei colori dello spettro e la riflessione dirige i raggi nell’occhio dell’osservatore.

Il presupposto fondamentale per la nascita di un arcobaleno è quindi la diretta incidenza dei raggi del sole. Se ora procediamo dalla supposizione di un mantello di acqua/ghiaccio chiuso in tutto il mondo prima del diluvio, allora sulla terra c’era una luce traslucida, ma nessun irradiamento solare diretto. E quindi non si poteva nemmeno arrivare alla formazione di un arcobaleno.

Inoltre, questo "scudo protettivo" intorno ai pianeti prima del diluvio potrebbe dare anche una risposta ad un’altra domanda. I dati delle scienze naturali relativi all’età dell’umanità stanno in netto contrasto con quelli della Bibbia. Mentre la Bibbia ammette la conclusione che l’essere umano (non l’universo!) fu creato circa 5800 anni fa, i geologi calcolano invece 1 – 5 milioni di anni. Nel suo libro "Origine e futuro dell’essere umano" (p. 119ss), Arthur E. Wilder-Smith descrive il ritrovamento (con fotografia) di un’impronta, chiaramente conservata, di un brontosauro nel letto del fiume del Paluxy River (Texas, USA) dal periodo cretaceo (circa 140 milioni di anni fa). Ad alcuni metri di distanza da là, si trovano impronte umane nella stessa formazione, che devono quindi essere state generate nello stesso periodo. In tal modo, però, gli 1 – 5 milioni di anni dei geologi vengono chiaramente confutati. Di conseguenza, o l’essere umano deve avere vissuto già 140 milioni di anni fa con i sauri o i sauri solo 1 – 5 milioni di anni fa con gli esseri umani.

Se consideriamo ora i metodi di misurazione delle scienze naturali, si comprende che, per esempio, il "metodo di datazione C14" – un cosiddetto "strumento di misurazione per il breve periodo" per la misurazione degli ultimi dieci-dodicimila anni –, che viene utilizzato per la determinazione dell’età dei ritrovamenti di ossa umane e che dunque costituisce la base per le teorie scientifiche sull’età dell’essere umano di oggi, si deduce che tutte le creature viventi assorbono con l’aria anche carbonio radioattivo (C14) – ossia assumono con il loro corpo – e dunque stanno in equilibrio con il contenuto di C14 nell’aria finché vivono.

Con la morte di una creatura vivente cessa il metabolismo tra il corpo morto e l’aria e il C14 radioattivo rimasto nel corpo inizia la sua decomposizione. Il progredire di questa decomposizione viene ora misurato. Se è ancora presente una grande quantità di C14 nelle ossa, il corpo è morto solo da poco tempo. Se la quantità rimasta è esigua, il processo di decomposizione è già in corso da lungo tempo e perciò il corpo è morto da molto. Dunque, molto C14 significa età giovane, mentre poco C14 significa età avanzata.

Ora, però, si deve menzionare il fatto che il C14 si origina nell’alto della stratosfera attraverso il bombardamento dell’aria con raggi cosmici. Questi raggi reagiscono con l’azoto atmosferico e formano carbonio radioattivo – C14 appunto –, che poi viene inspirato negli strati inferiori dell’atmosfera da tutte le creature viventi con l’aria o assorbito dalle piante.

Partendo dal presupposto che la terra avesse fino al Diluvio Universale un mantello di acqua/ghiaccio, che, naturalmente, aveva considerevolmente filtrato, se non addirittura impedito, l’irradiazione cosmica, l’attendibilità del metodo di datazione menzionato sopra deve essere messo fortemente in dubbio o non dato affatto.

Tutti i ritrovamenti di ossa di creature viventi che sono morte prima o durante il Diluvio Universale – così per esempio anche i sauri –, sulla base dell’effetto filtro del mantello, non avrebbero assorbito alcun carbonio radioattivo, e avrebbero quindi un contenuto di C14 quasi pari a zero e perciò sarebbe loro attribuita un’età di milioni di anni sulla base di questo metodo, sebbene esse forse siano morte solo quattro o cinquemila anni fa. Questo dovrebbe almeno indurci a riflettere. E proprio l’effetto filtro del mantello di acqua/ghiaccio come protezione dalla radiazione radioattiva potrebbe essere stata anche la ragione per l’età sorprendentemente avanzata – fino a 969 anni –, che quegli esseri umani che nacquero prima del diluvio, hanno raggiunto.

(Vedi anche tabella 01: “Cronologia da Adamo a Giacobbe”.)

Ma ci chiediamo ancora come nel caso di una presunta fusione dei ghiacci polari le masse d’acqua potrebbero essere canalizzate senza che – come spiegato sopra – avvenga un nuovo Diluvio Universale.

Sebbene naturalmente vi siano molte possibilità per il Signore di "smaltire" queste masse d’acqua senza danni per gli esseri umani, si presenta in particolare un pensiero – anche in considerazione del clima paradisiaco nel futuro Millennio ("essi semineranno e raccoglieranno nello stesso tempo"). Sarebbe concepibile che il Signore trasportasse quelle masse d’acqua là dove esse stavano prima del Diluvio Universale, ossia come mantello di acqua/ghiaccio nell’atmosfera superiore.

Se si pensa che già abbiamo causato buchi nella nostra ozonosfera della dimensione di interi continenti – conoscendo la sete umana di guadagno e della continua mancanza di riguardo nonostante tutti gli avvertimenti – si può dedurre che immediatamente prima del Millennio l’atmosfera terrestre sarà così tanto pregiudicata, che una vita su questa terra sarà sempre meno possibile. Catastrofi causate dalla siccità, carestie e malattie come il cancro della pelle (ulcere) saranno probabilmente all’ordine del giorno.

Un simile mantello d’acqua non solo terrebbe lontano l’irradiazione radioattiva dal cosmo e l’irradiazione termica del sole attraverso la nostra atmosfera non protetta, ma provocherebbe su tutta la terra anche di nuovo quel clima subtropicale che è necessario per le condizioni climatiche che ci sono state profetizzate per il Millennio. E non da ultimo anche qui sarebbe da spiegare l’età avanzata – di nuovo circa 900 anni –, che, stando a Isa 65,22, gli esseri umani potranno raggiungere ancora una volta nel Regno di Pace millenario di nostro Signore su questa terra.

(Vedi anche capitolo 10: “Il Millennio”.)

Le seguenti profezie, nelle quali l’antico cielo della terra – ossia la vecchia atmosfera – si dileguerà come fumo e si arrotolerà come una pergamena prima che "si spieghi il nuovo cielo", si adattano benissimo a questa immagine.


Poiché il SIGNORE è indignato contro tutte le nazioni, è adirato contro tutti i loro eserciti.

Isa 34,2 Poiché il SIGNORE è indignato contro tutte le nazioni, è adirato contro tutti i loro eserciti; egli le vota allo sterminio, le dà in balìa alla strage. 34,3 I loro uccisi sono gettati via, i loro cadaveri esalano fetore e i monti si sciolgono nel loro sangue. 34,4 Tutto l'esercito del cielo si dissolve; i cieli sono arrotolati come un libro e tutto il loro esercito cade, come cade la foglia della vite, come cade il fogliame morto dal fico. Isa 34, 2- 4;

Il cielo si ritirò come una pergamena che si arrotola.

Apoc 6,14 Il cielo si ritirò come una pergamena che si arrotola; e ogni montagna e ogni isola furono rimosse dal loro luogo. 16,15 I re della terra, i grandi, i generali, i ricchi, i potenti e ogni schiavo e ogni uomo libero si nascosero nelle spelonche e tra le rocce dei monti. 6,16 E dicevano ai monti e alle rocce: «Cadeteci addosso, nascondeteci dalla presenza di colui che siede sul trono e dall'ira dell'Agnello; 6,17 perché è venuto il gran giorno della sua ira. Chi può resistere?» Apoc 6,14-17;

I cieli infatti si dilegueranno come fumo, la terra invecchierà come un vestito:

Isa 51,6 Alzate i vostri occhi al cielo e abbassateli sulla terra! I cieli infatti si dilegueranno come fumo, la terra invecchierà come un vestito; anche i suoi abitanti moriranno; ma la mia salvezza durerà in eterno, la mia giustizia non verrà mai meno. 51,7 Ascoltatemi, voi che conoscete la giustizia, popolo che hai nel cuore la mia legge! Non temete gli insulti degli uomini, né siate sgomenti per i loro oltraggi. 51,8 Infatti la tignola li divorerà come un vestito, e la tarma li roderà come la lana; ma la mia giustizia rimarrà in eterno, la mia salvezza, per ogni epoca». Isa 51, 6- 8;

Per spiegare nuovi cieli e fondare una nuova terra.

Isa 51,15 Io infatti sono il SIGNORE, il tuo Dio. Io sollevo il mare, e ne faccio muggire le onde; il mio nome è il SIGNORE degli eserciti. 51,16 Io ho messo le mie parole nella tua bocca e ti ho coperto con l'ombra della mia mano per spiegare nuovi cieli e fondare una nuova terra, per dire a Sion: "Tu sei il mio popolo"». Isa 51,15-16;

Io creo nuovi cieli e una nuova terra.

Isa 65,17 Poiché, ecco, io creo nuovi cieli e una nuova terra; non ci si ricorderà più delle cose di prima; esse non torneranno più in memoria. 65,18 Gioite, sì, esultate in eterno per quanto io sto per creare; poiché, ecco, io creo Gerusalemme per il gaudio, e il suo popolo per la gioia. 65,19 Io esulterò a motivo di Gerusalemme e gioirò del mio popolo; là non si udranno più voci di pianto né grida d'angoscia; 65,20 non ci sarà più, in avvenire, bimbo nato per pochi giorni, né vecchio che non compia il numero dei suoi anni; chi morirà a cent'anni morirà giovane e il peccatore sarà colpito dalla maledizione a cent'anni. 65,21 Essi costruiranno case e le abiteranno; pianteranno vigne e ne mangeranno il frutto. 65,22 Non costruiranno più perché un altro abiti, non pianteranno più perché un altro mangi; poiché i giorni del mio popolo saranno come i giorni degli alberi; i miei eletti godranno a lungo l'opera delle loro mani. Isa 65,17-22;


Il tentativo di alcuni esegeti biblici di riferire il passo di Isaia sopra menzionato alla seconda Nuova Creazione (Apoc 21,1-2 ss), fallisce a causa della dichiarazione del tutto concreta contenuta in Isa 65,20: "…chi morirà a cent'anni morirà giovane e il peccatore sarà colpito dalla maledizione a cent'anni". Nella nuova Gerusalemme celeste della Nuova Creazione non vi sarà più la morte, e ancora meno in questa città vi saranno dannati.

(Vedi anche capitolo 14: “La Nuova Creazione”.)

Il nuovo cielo e la nuova terra, che qui in Isa 65,17 il Signore dice di volere creare, affinché i precedenti non siano più ricordati, non è dunque la seconda Nuova Creazione alla fine dei giorni, ma la trasformazione della prima creazione qui, nel Giorno del Signore, prima del Millennio.

Ogni monte e ogni colle siano abbassati e tutto il paese sarà mutato in pianura.

Ogni isola scomparve e i monti non furono più trovati.

Apoc 16,20 Ogni isola scomparve e i monti non furono più trovati. 16,21 E cadde dal cielo sugli uomini una grandine enorme, con chicchi del peso di circa un talento; gli uomini bestemmiarono Dio a causa della grandine; perché era un terribile flagello. Apoc 16,20-21;


Nel testo qui sopra, in Apoc 16,20, possiamo poi riconoscere un ulteriore dettaglio. Tutti i monti e le isole scomparvero e non furono più trovati. Ora, cosa significa questo? Nei seguenti passi biblici otteniamo una risposta a questo proposito.

I monti si sciolgono come cera davanti al SIGNORE.

Salm 97,5 I monti si sciolgono come cera davanti al SIGNORE, davanti al Signore di tutta la terra. Salm 97, 5;

Ogni valle sia colmata, ogni monte e ogni colle siano abbassati.

Isa 40,3 La voce di uno grida: «Preparate nel deserto la via del SIGNORE, appianate nei luoghi aridi una strada per il nostro Dio! 40,4 Ogni valle sia colmata, ogni monte e ogni colle siano abbassati; i luoghi scoscesi siano livellati, i luoghi accidentati diventino pianeggianti. 40,5 Allora la gloria del SIGNORE sarà rivelata, e tutti, allo stesso tempo, la vedranno; perché la bocca del SIGNORE l'ha detto». Isa 40, 3- 5;

Dio ha stabilito di spianare ogni alta montagna e le rupi secolari, di colmare le valli .

Bar 5,7  P Poiché Dio ha stabilito di spianare ogni alta montagna e le rupi secolari, di colmare le valli e spianare la terra perché Israele proceda sicuro sotto la gloria di Dio. Bar 5, 7;

Anche se i monti si allontanassero e i colli fossero rimossi.

Isa 54,10 Anche se i monti si allontanassero e i colli fossero rimossi, l'amore mio non si allontanerà da te, né il mio patto di pace sarà rimosso», dice il SIGNORE, che ha pietà di te. Isa 54,10;

Io trasformerò tutte le mie montagne in vie, le mie strade saranno elevate

Isa 49,11 Io trasformerò tutte le mie montagne in vie, le mie strade saranno elevate. 49,12 Guardate! Questi vengono da lontano; ecco, questi altri vengono da settentrione e da occidente, e questi dal paese dei Sinim». Isa 49,11-12;

Ogni valle sarà colmata e ogni monte e ogni colle sarà spianato.

Luc 3,3 Ed egli andò per tutta la regione intorno al Giordano, predicando un battesimo di ravvedimento per il perdono dei peccati, 3,4 come sta scritto nel libro delle parole del profeta Isaia: «Voce di uno che grida nel deserto (Isaia 40,3-5): "Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri. 3,5 Ogni valle sarà colmata e ogni monte e ogni colle sarà spianato; le vie tortuose saranno fatte diritte e quelle accidentate saranno appianate; 3,6 e ogni creatura vedrà la salvezza di Dio"». Luc 3, 3- 6;


Ogni valle sarà dunque elevata e ogni monte e ogni colle saranno spianati, affinché il paese diventi una pianura. Anche questo "spianamento" non rimane limitato ai monti e ai colli. Non solo tutti i monti, anche tutte le isole – queste non sono altro che monti sotto la superficie dell’acqua – vengono spostate dal loro posto. L’intera superficie terrestre diventerà quindi pianeggiante e piatta.

Tutto il paese sarà mutato in pianura.

Zac 14,10 Tutto il paese sarà mutato in pianura, da Gheba a Rimmon a sud di Gerusalemme; Gerusalemme sarà innalzata e abitata nel suo luogo, dalla porta di Beniamino fino alla prima porta, la porta degli Angoli; e dalla torre di Ananeel agli strettoi del re. Zac 14,10;

Dio ha stabilito di spianare ogni alta montagna e le rupi secolari, di colmare le valli e spianare la terra.

Bar 5,7 Poiché Dio ha stabilito di spianare ogni alta montagna e le rupi secolari, di colmare le valli e spianare la terra perché Israele proceda sicuro sotto la gloria di Dio. Bar 5, 7;

Gerusalemme nel lontano nord?

Tuttavia, questa spinta dei poli e questo spostamento dell’asse spiega anche ulteriori nessi, che altrimenti sarebbero difficilmente comprensibili. Così, per esempio, leggiamo nei Salmi:

Bello si erge, e rallegra tutta la terra, il monte Sion: parte estrema del settentrione.

Salm 48,2 Bello si erge, e rallegra tutta la terra, il monte Sion: parte estrema del settentrione, città del gran re. 48,3 Nei suoi palazzi Dio è conosciuto come fortezza inespugnabile. Salm 48, 2- 3;


Ora, sappiamo che con Sion si intende Gerusalemme. Tuttavia la dichiarazione "del settentrione" e "parte estrema" non è comprensibile se si parte dall’attuale situazione geografica di Israele e di Gerusalemme. L’alternativa sarebbe che l’osservatore fosse profondamente al sud e vedesse dunque Gerusalemme "nella parte estrema del settentrione". Tuttavia questo è improbabile perché l’emisfero meridionale non trova nella Scrittura alcuna menzione e il punto di osservazione dell’osservatore, come quasi sempre nella Scrittura, è da intendersi in Israele. Anche la possibilità di uno "spostamento" del solo monte Sion nell’estremo nord è parimenti da escludere a causa della dichiarazione contenuta nel passo biblico sopraccitato tratto da Zac 14,10 "Gerusalemme sarà innalzata e abitata nel suo luogo".

Tuttavia, se si considera uno spostamento dell’asse lungo il grado di longitudine sul quale si trova Israele, quest’ultimo – più o meno – andrebbe a trovarsi nelle vicinanze di quel posto dove ora si trova il polo nord, ossia nella parte estrema del settentrione. In tal modo allora Gerusalemme rimarrebbe nel suo "luogo" e eppure nella parte estrema del settentrione. Attraverso l’effetto isolante di un mantello di acqua/ghiaccio in tutto il mondo – e quindi anche nella parte estrema del settentrione – dominerebbe un clima subtropicale..

La terra tremerà e sarà scossa dal suo luogo.

Tuttavia, come sembra, non abbiamo solo a che fare con uno spostamento di asse, ma anche con un cambiamento dell’eclittica della terra, e dunque con una trasformazione dell’orbita del pianeta intorno al sole. .

Perciò farò tremare i cieli, e la terra sarà scossa dal suo luogo.

Isa 13,13 Perciò farò tremare i cieli, e la terra sarà scossa dal suo luogo per l'indignazione del SIGNORE degli eserciti, nel giorno della sua ira furente. Isa 13,13;


La terra sarà dunque scossa anche dal suo "luogo". Questa correzione dell’orbita intorno al sole potrebbe essere necessaria per esempio per aumentare l’effetto di calore con un’orbita più piccola, ossia con un’orbita che è più vicina al sole o viceversa. Nel primo caso l’evaporazione delle masse d’acqua sarebbe dunque accelerata nella fase di transizione e un maggiore aumento del livello del mare sarebbe evitato.

L’attualità di questa supposizione è dimostrata da uno studio concreto di ricercatori tedeschi (1999), che riferiscono di avere scoperto la causa della nascita del Sahara. Secondo tale studio una variazione dell’orbita terrestre circa 5000 anni fa è responsabile della formazione del deserto. E qui il cristiano che conosce bene la Bibbia pensa naturalmente al Diluvio Universale nell’anno 2103 a. C., di cui rimane aperta la questione se questo sviluppo possa essere stato un presupposto o la conseguenza del Diluvio Universale, o entrambi.

Nel passo biblico Isa 13,13 menzionato più sopra riconosciamo però anche la vera causa di questi cambiamenti globali. Il Signore vuole far "tremare i cieli, e la terra sarà scossa dal suo luogo". Riferimenti a questo terremoto mondiale possiamo trovarli in tutta la Scrittura.

Ancora una volta io farò tremare i cieli e la terra, il mare e l'asciutto.

Agg 2,6 Così infatti parla il SIGNORE degli eserciti: "Ancora una volta, fra poco, io farò tremare i cieli e la terra, il mare e l'asciutto; Agg 2, 6;

Or questo «ancora una volta» sta a indicare la rimozione delle cose scosse come di cose fatte perché sussistano quelle che non sono scosse.

Ebr 12,26 la cui voce scosse allora la terra e che adesso ha fatto questa promessa (Agg 2,6): «Ancora una volta farò tremare non solo la terra, ma anche il cielo». 12,27 Or questo «ancora una volta» sta a indicare la rimozione delle cose scosse come di cose fatte perché sussistano quelle che non sono scosse. Ebr 12,26-27;


Gli effetti sugli esseri umani.

Tutto ciò che è orgoglioso e altero viene abbassato, ma a Sion vi saranno dei salvati.

Anche gli effetti di queste catastrofi sugli esseri umani si possono comprendere da alcuni passi biblici. Tutto ciò che è orgoglioso e altero (Isa 2,12), ossia edifici, grattacieli, muri, alberi alti, cedri, querce, ma anche esseri umani in alte posizioni (Isa 2,11), siano esse politiche o economiche, e soprattutto naturalmente tutti i dittatori e i tiranni saranno abbassati. Per noi è molto illuminante riconoscere che per Dio tutto ciò che è orgoglioso e altero è ugualmente riprovevole. E non fa alcuna differenza se qui si tratta di montagne, di alberi, di edifici o di esseri umani. Dalla costruzione della torre di Babele l’essere umano ha cercato di essere uguale a Dio. Quasi tutto ciò che l’umanità ha "creato", lo ha fatto senza Dio, anzi addirittura in molti casi contro Dio. Ma ora, nel Giorno del Signore, si mostrerà che tutte queste opere degli esseri umani non possono resistere a Dio onnipotente. E ogni sopravvissuto sarà contento e felice di avere avuto salva la vita.

Infatti il SIGNORE degli eserciti ha un giorno contro tutto ciò che è orgoglioso e altero, e contro chiunque s'innalza, per abbassarlo.

Isa 2,10 Entra nella roccia, e nasconditi nella polvere per sottrarti al terrore del SIGNORE e allo splendore della sua maestà. 2,11 Lo sguardo altero dell'uomo sarà umiliato, e l'orgoglio di ognuno sarà abbassato; il SIGNORE solo sarà esaltato in quel giorno.

2,12 Infatti il SIGNORE degli eserciti ha un giorno contro tutto ciò che è orgoglioso e altero, e contro chiunque s'innalza, per abbassarlo; 2,13 contro tutti i cedri del Libano, alti, elevati, e contro tutte le querce di Basan; 2,14 contro tutti i monti alti, e contro tutti i colli elevati; Isa 2,10-14;

Io farò tremare i cieli e la terra rovescerò il trono dei re e distruggerò la potenza dei regni delle nazioni.

Agg 2,21 «Parla a Zorobabele, governatore di Giuda, e digli: "Io farò tremare i cieli e la terra; 2,22 rovescerò il trono dei re e distruggerò la potenza dei regni delle nazioni; rovescerò i carri e quelli che vi montano; i cavalli e i loro cavalieri cadranno, l'uno per la spada dell'altro. Agg 2,21-22 ;

Spavento, fossa, laccio ti sovrastano, o abitante della terra!

Isa 24,17 Spavento, fossa, laccio ti sovrastano, o abitante della terra! 24,18 Avverrà che chi fuggirà davanti alle grida di spavento cadrà nella fossa; chi risalirà dalla fossa resterà preso nel laccio. Poiché si apriranno dall'alto le cateratte, e le fondamenta della terra tremeranno. Isa 24,17-18;

I cieli infatti si dilegueranno come fumo, la terra invecchierà come un vestito; anche i suoi abitanti moriranno

Isa 51,6 Alzate i vostri occhi al cielo e abbassateli sulla terra! I cieli infatti si dilegueranno come fumo, la terra invecchierà come un vestito; anche i suoi abitanti moriranno; ma la mia salvezza durerà in eterno, la mia giustizia non verrà mai meno. Isa 51, 6;

I salvati tra gli esseri umani.

In entrambe le profezie qui sotto, Sal 102,29 e Ob 1,17, comprendiamo anche un ulteriore dettaglio. Mentre il cielo e la terra saranno trasformati e cambiati come un vestito, e mentre gli atei e gli impenitenti moriranno come mosche (Isa 51,6), i figli dei servi di Dio – ossia i loro discendenti – rimarranno in vita e quindi non periranno. E sul monte Sion essi saranno salvati.

La terra e i cieli, essi periranno, tutti quanti si c onsumeranno come un vestito; tu li cambierai come una veste e saranno cambiati.

Salm 102,25 nel passato tu hai creato la terra e i cieli sono opera delle tue mani; 102,26 essi periranno, ma tu rimani; tutti quanti si consumeranno come un vestito; tu li cambierai come una veste e saranno cambiati. Salm 102,25-26;

I figli dei tuoi servi avranno una dimora e la loro discendenza sarà stabile in tua presenza.

Salm 102,27 Ma tu sei sempre lo stesso e i tuoi anni non avranno mai fine. 102,28 I figli dei tuoi servi avranno una dimora e la loro discendenza sarà stabile in tua presenza. Salm 102,27-28;

Ma sul monte Sion ci saranno degli scampati, ed esso sarà santo.

Abd 1,15 Infatti il giorno del SIGNORE è vicino per tutte le nazioni e come hai fatto, così sarà fatto a te: le tue azioni ti ricadranno sul capo. 1,16 Come voi avete bevuto sul mio monte santo, così berranno tutte le nazioni; berranno e si ingozzeranno, e saranno come se non fossero mai state. 1,17 Ma sul monte Sion ci saranno degli scampati, ed esso sarà santo; e la casa di Giacobbe possederà ciò che le appartiene. Abd 1,15-17;

Ma il SIGNORE sarà un rifugio per il suo popolo, una fortezza per i figli d'Israele.

Gioel 3,14 C'è una folla, una moltitudine, nella valle del Giudizio! Perché il giorno del SIGNORE è vicino, nella valle del Giudizio. 3,15 Il sole e la luna si oscurano e le stelle perdono il loro splendore. 3,16 Il SIGNORE ruggirà da Sion, farà sentire la sua voce da Gerusalemme, e i cieli e la terra tremeranno; ma il SIGNORE sarà un rifugio per il suo popolo, una fortezza per i figli d'Israele. Gioel 3,14-16;

Chiunque invocherà il nome del SIGNORE sarà salvato.

Gioel 2,31 Il sole sarà cambiato in tenebre, e la luna in sangue, prima che venga il grande e terribile giorno del SIGNORE. 2,32 Chiunque invocherà il nome del SIGNORE sarà salvato; poiché sul monte Sion e a Gerusalemme vi sarà salvezza, come ha detto il SIGNORE, così pure fra i superstiti che il SIGNORE chiamerà. Gioel 2,31-32;


Ma anche a coloro che non appartengono ai "figli dei suoi servi", il Signore dà un’ultima occasione di convertirsi e di essere salvati da questa catastrofe. "Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato".

C’è qualcosa di più facile che invocare il nome del Signore in questo grande pericolo? Da qui si potrebbe supporre che moltissimi esseri umani sopravvivranno al Giorno dell’Ira di Dio – questo periodo di catastrofi. Ma non sottovalutiamo la cattiveria, la testardaggine e l’arroganza dell’essere umano. L’atteggiamento: "Ed ora a maggior ragione" e anche l’esagerata opinione di se stessi "Saremo in grado di farcela comunque", "Non sarà così male".

Alla fine questa invocazione del Signore ha anche la conseguenza di fargli onore. Anche dopo la catastrofe. E di ammettere che non solo non si era in grado di salvarsi, ma anche che si aveva l’atteggiamento sbagliato e gli "dèi" sbagliati per tutto il tempo della propria vita.

Gli effetti su Israele.

Gerusalemme rimane al suo posto e si trova sul monte di Dio nella parte estrema del settentrione.

Questo terremoto globale provoca però anche altri cambiamenti geologici sul nostro pianeta. Così da Zac 14,10 apprendiamo non solo che tutto il paese verrà trasformato in una pianura (qui si intende specialmente Israele), ma anche – come abbiamo già spiegato più sopra – che Gerusalemme verrà a trovarsi in alto (su un alto monte) e rimarrà al suo posto in Israele. E tutto il paese poi – probabilmente attraverso lo spostamento del pianeta – sarebbe da localizzare nell’estremo settentrione.

Il monte della casa del SIGNORE si ergerà sulla vetta dei monti, e sarà elevato al di sopra dei colli.

Isa 2,2 Avverrà, negli ultimi giorni, che il monte della casa del SIGNORE si ergerà sulla vetta dei monti, e sarà elevato al di sopra dei colli; e tutte le nazioni affluiranno a esso. Isa 2, 2;

Mic 4,1 Ma negli ultimi tempi, il monte della casa del SIGNORE sarà posto in cima ai monti e si eleverà al di sopra delle colline e i popoli affluiranno ad esso. Mic 4, 1;

Tu che porti la buona notizia a Sion, sali sopra un alto monte!

Isa 40,9 Tu che porti la buona notizia a Sion, sali sopra un alto monte! Tu che porti la buona notizia a Gerusalemme, alza forte la voce! Alzala, non temere! Di' alle città di Giuda: «Ecco il vostro Dio!»; Isa 40, 9;

Bello si erge, e rallegra tutta la terra, il monte Sion: parte estrema del settentrione.

Salm 48,2 Bello si erge, e rallegra tutta la terra, il monte Sion: parte estrema del settentrione, città del gran re. 48,3 Nei suoi palazzi Dio è conosciuto come fortezza inespugnabile. Salm 48, 2- 3;


Ciò significa che la città di Gerusalemme – e dunque Sion – verrà elevata da questa catastrofe attraverso il terremoto su un alto monte, il più alto e forse l’unico del nuovo mondo trasformato.

I riscattati torneranno a casa e verranno a Sion.

A buon diritto, ci si può ora chiedere: se gli atei devono morire, se i discendenti dei servi di Dio vivono sicuramente a Gerusalemme e se a Sion vi è la salvezza, cosa accade ai molti altri credenti? Se sono ebrei o cristiani non è poi più rilevante, poiché in questa catastrofe e dopo tale catastrofe adoreranno tutti il solo ed unico Dio e suo Figlio, Gesù Cristo, il Messia. Cosa accade dunque a quei credenti che in quei giorni futuri non si trovano a Sion?

Anche qui la Scrittura ci dà una chiara risposta. E cioè di nuovo in Isaia, al capitolo 51, dal quale più sopra abbiamo già appreso che il cielo e la terra si dilegueranno (Isa 51,6) e il Signore spiegherà di nuovo il cielo e fonderà la terra (Isa 51,16).

I riscattati del SIGNORE torneranno, verranno con canti di gioia a Sion.

Isa 51,9 Risvègliati, risvègliati, rivèstiti di forza, braccio del SIGNORE! Risvègliati come nei giorni di una volta, come nelle antiche età! Non sei tu che facesti a pezzi Raab, che trafiggesti il dragone? 51,10 Non sei tu che prosciugasti il mare, le acque del grande abisso, che facesti delle profondità del mare una via per il passaggio dei redenti?

51,11 I riscattati del SIGNORE torneranno, verranno con canti di gioia a Sion; letizia eterna coronerà il loro capo, otterranno felicità e gioia; il dolore e il gemito fuggiranno.

51,12 «Io, io sono colui che vi consola; chi sei tu che temi l'uomo che deve morire, il figlio dell'uomo che passerà come l'erba? 51,13 Hai dimenticato il SIGNORE che ti ha fatto, che ha disteso i cieli e fondato la terra? Tu tremi continuamente, tutto il giorno, davanti al furore dell'oppressore, quando si prepara a distruggere. Ma dov'è il furore dell'oppressore?

51,14 Colui che è curvo nei ceppi sarà presto liberato: non morirà nella fossa, non gli mancherà il pane. Isa 51, 9-14;


Il versetto Isa 51,10 si riferisce all’esodo del popolo di Israele dall’Egitto e all’attraversamento del mare senza bagnarsi i piedi. Così come Dio allora ha spianato al suo popolo una strada attraverso l’acqua, così anche questa volta i riscattati giungeranno a Sion.

Il Signore dà dunque un "salvacondotto" ai suoi figli. Ciò è dimostrato anche dai seguenti passi biblici.

Dio non l'ha creata perché rimanesse deserta, ma l'ha formata perché fosse abitata.

Isa 45,17 ma Israele sarà salvato dal SIGNORE mediante una salvezza eterna; voi non sarete svergognati né delusi, mai più in eterno. 45,18 Infatti così parla il SIGNORE che ha creato i cieli, il Dio che ha formato la terra, l'ha fatta, l'ha stabilita, non l'ha creata perché rimanesse deserta, ma l'ha formata perché fosse abitata: «Io sono il SIGNORE e non ce n'è alcun altro. 45,19 I o non ho parlato in segreto in qualche luogo tenebroso della terra; io non ho detto alla discendenza di Giacobbe: "Cercatemi invano!" Io, il SIGNORE, parlo con giustizia, dichiaro le cose che sono rette. Isa 45,17-19;

Come un pastore va in cerca del suo gregge, così io andrò in cerca delle mie pecore.

Eze 34,11«Infatti così dice il Signore, DIO: "Eccomi! io stesso mi prenderò cura delle mie pecore e andrò in cerca di loro. 34,12 Come un pastore va in cerca del suo gregge il giorno che si trova in mezzo alle sue pecore disperse, così io andrò in cerca delle mie pecore e le ricondurrò da tutti i luoghi dove sono state disperse in un giorno di nuvole e di tenebre; 34,13 le farò uscire dai popoli, le radunerò dai diversi paesi e le ricondurrò sul loro suolo; le pascerò sui monti d'Israele, lungo i ruscelli e in tutti i luoghi abitati del paese.

34,14 Io le pascerò in buoni pascoli e i loro ovili saranno sugli alti monti d'Israele; esse riposeranno là in buoni ovili e pascoleranno in grassi pascoli sui monti d'Israele. 34,15 Io stesso pascerò le mie pecore, io stesso le farò riposare", dice il Signore, DIO. Eze 34,11-15;

Il gregge del Signore: tutti credenti in Cristo.

Ora, nel "gregge del Signore" non dobbiamo più vedere solo il popolo d’Israele. Sono tutti i credenti in Cristo che il Signore ripoterà a casa come suoi riscattati. Anche se oggi – sulla base dell’evoluzione storica – con "raccolta e rimpatrio" si pensa primariamente agli ebrei, allora non vi sarà più alcuna differenza tra ebrei e cristiani credenti. Essi saranno tutti un popolo di credenti in Cristo o nel Messia.

E – per quanto singolare possa suonare – si applicherà poi ai cristiani ciò che oggi conosciamo piuttosto degli ebrei: i credenti in Cristo saranno nella "diaspora", nella dispersione. Essi saranno distribuiti su questo intero mondo trasformato – a seconda di dove era la loro antica patria –, e dopo tutte le catastrofi aspetteranno con trepidazione che il loro Signore "li riporti a casa" nel suo paese, nella sua città, nella loro nuova patria a Gerusalemme.

Questo nesso ci viene confermato anche dal Signore stesso, in Giov 10,14-16.

Ho anche altre pecore, e vi sarà un solo gregge, un solo pastore.

Giov 10,14 Io sono il buon pastore, e conosco le mie, e le mie conoscono me, 10,15 come il Padre mi conosce e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. 10,16 Ho anche altre pecore, che non sono di quest'ovile; anche quelle devo raccogliere ed esse ascolteranno la mia voce, e vi sarà un solo gregge, un solo pastore. Giov 10,14-16;


Non apprendiamo solo che il Signore condurrà i riscattati a Sion, ma apprendiamo anche come ciò dovrà avvenire.

Volgetevi a me e siate salvati, voi tutte le estremità della terra! Poiché io sono Dio, e non ce n'è alcun altro.

Isa 45,20«Adunatevi, venite, accostatevi tutti assieme, voi che siete scampati dalle nazioni! Non hanno intelletto quelli che portano il loro idolo di legno e pregano un dio che non può salvare. 45,21 Proclamatelo, fateli avvicinare, si consiglino pure assieme! Chi ha annunciato queste cose fin dai tempi antichi e le ha predette da lungo tempo? Non sono forse io, il SIGNORE? Fuori di me non c'è altro Dio, Dio giusto, e non c'è Salvatore fuori di me. 45,22 Volgetevi a me e siate salvati, voi tutte le estremità della terra! Poiché io sono Dio, e non ce n'è alcun altro.. Isa 45,20-22;

In quel giorno molte nazioni s'uniranno al SIGNORE e diventeranno mio popolo.

Zac 2,10 Manda grida di gioia, rallègrati, figlia di Sion! perché ecco, io sto per venire e abiterò in mezzo a te», dice il SIGNORE. 2,11 «In quel giorno molte nazioni s'uniranno al SIGNORE e diventeranno mio popolo; io abiterò in mezzo a te e tu conoscerai che il SIGNORE degli eserciti mi ha mandato da te. Zac 2,10-11;

li ricondurrò ed essi abiteranno in mezzo a Gerusalemme; essi saranno mio popolo e io sarò loro Dio.

Zac 8,7 Così parla il SIGNORE degli eserciti: "Ecco, io salvo il mio popolo dalla terra d'oriente e dalla terra d'occidente; 8,8 li ricondurrò ed essi abiteranno in mezzo a Gerusalemme; essi saranno mio popolo e io sarò loro Dio con fedeltà e con giustizia". Zac 8, 7- 8;

Egli passerà per il mare dell'avversità, ma percuoterà le onde del mare.

Zac 10,11 Egli passerà per il mare dell'avversità, ma percuoterà le onde del mare e tutte le profondità del fiume saranno prosciugate. L'orgoglio dell'Assiria sarà abbattuto e lo scettro d'Egitto sarà rimosso. 10,12 Li renderò forti nell'Eterno ed essi cammineranno nel suo nome», dice l'Eterno. Zac 10,11-12;

I riscattati del Signore tornano a casa in Israele per vie piane.

E infine comprendiamo anche nei testi seguenti una delle ragioni perché il Signore ha trasformato il paese in una pianura. E dopo le catastrofi mondiali non vi saranno più veicoli. E se tuttavia da qualche parte un’auto dovesse essere rimasta integra, non vi sarà alcun carburante per il suo funzionamento. Anche i giacimenti di petrolio sotterranei saranno esplosi come risultato degli enormi terremoti e perciò non vi saranno altre possibilità se non muoversi a piedi o nella migliore delle ipotesi per mezzo di animali da sella o con carri.

Perciò il Signore promette che tutti gli ostacoli saranno rimossi dal cammino per i riscattati del Signore quando essi ritorneranno a casa in Israele. Con questo evento del ritorno dei riscattati in Israele siamo già all’inizio del Millennio, del Regno di Pace millenario di Gesù Cristo.

Li farò camminare lungo corsi d'acqua, per una via piana sulla quale non inciamperanno.

Ger 31,9 Verranno piangendo, li condurrò con suppliche. Li farò camminare lungo corsi d'acqua, per una via diritta sulla quale non inciamperanno, perché sono un padre per Israele, ed Efraim è il mio primogenito. Ger 31, 9;

Preparate la via per il popolo! Appianate, appianate la strada, rimuovete le pietre.

Isa 62,10 Passate, passate per le porte! Preparate la via per il popolo! Appianate, appianate la strada, rimuovete le pietre, alzate una bandiera davanti ai popoli!

62,11 Ecco, l'Eterno proclama fino all'estremità della terra: «Dite alla figlia di Sion: Ecco la tua salvezza giunge; ecco, ha con sé il suo salario, e la sua ricompensa lo precede. 62,12 Li chiameranno "Il popolo santo", "I redenti dell'Eterno", e tu sarai chiamata "Ricercata", "La città non abbandonata"». Isa 62,10-12;

Preparate la via, rimuovete gli ostacoli dalla via del mio popolo!

Isa 57,14 E si dirà: «Appianate, appianate, preparate la via, rimuovete gli ostacoli dalla via del mio popolo!». 57,15 Poiché così dice l'Alto e l'Eccelso, che abita l'eternità, e il cui nome è "Santo": «Io dimoro nel luogo alto e santo e anche con colui che è contrito e umile di spirito, per ravvivare lo spirito degli umili, per ravvivare lo spirito dei contriti. Isa 57,14-15;

La via santa è la strada dei riscattati.

Là vi sarà una strada maestra, una via che sarà chiamata "la via santa.

Isa 35,3 Fortificate le mani infiacchite, rendete ferme le ginocchia vacillanti! 35,4 Dite a quelli che hanno il cuore smarrito: «Siate forti, non temete!». Ecco il vostro DIO verrà con la vendetta e la retribuzione di DIO; verrà egli stesso a salvarvi. 35,5 Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e saranno sturate le orecchie dei sordi; 35,6 allora lo zoppo salterà come un cervo e la lingua del muto griderà di gioia, perché sgorgheranno acque nel deserto e torrenti nella solitudine. 35,7 Il luogo arido diventerà uno stagno e la terra assetata sorgenti d'acqua; nei luoghi dove si sdraiavano gli sciacalli ci sarà erba con canne e giunchi. 35,8 Là vi sarà una strada maestra, una via che sarà chiamata "la via santa", nessun impuro vi passerà; essa sarà soltanto per quelli che la seguono; anche gli insensati non potranno smarrirvisi. 35,9 Non vi sarà più il leone, né alcuna bestia feroce vi salirà o vi apparirà, ma vi cammineranno i redenti. 35,10 I riscattati dall'Eterno torneranno, verranno a Sion con grida di gioia e un'allegrezza eterna coronerà il loro capo; otterranno gioia e letizia, e il dolore e il gemito fuggiranno. Isa 35, 3-10;

Preparate la via, rimuovete gli ostacoli dalla via del mio popolo!

Isa 57,14 E si dirà: «Appianate, appianate, preparate la via, rimuovete gli ostacoli dalla via del mio popolo!». Isa 57,14;

Preparate la via per il popolo! Appianate, appianate la strada, rimuovete le pietre.

Isa 62,10 Passate, passate per le porte! Preparate la via per il popolo! Appianate, appianate la strada, rimuovete le pietre, alzate una bandiera davanti ai popoli! 62,11 Ecco, l'Eterno proclama fino all'estremità della terra: «Dite alla figlia di Sion: Ecco la tua salvezza giunge; ecco, ha con sé il suo salario, e la sua ricompensa lo precede. 62,12 Li chiameranno "Il popolo santo", "I redenti dell'Eterno", e tu sarai chiamata "Ricercata", "La città non abbandonata"». Isa 62,10-12;




Quando essi camminano nella paura attraverso il mare, il Signore colpirà le onde nel mare in modo tale che tutte le profondità dell’acqua si seccheranno. E là vi sarà una "strada", una grande, ampia e lunga pianura che si chiamerà la "via santa". Sarà la strada più sicura del mondo. Solo i riscattati avranno il permesso di percorrerla. Nessun impuro e nessun animale selvaggio. Così i riscattati giungeranno a Sion con giubilo. E saranno colti dalla gioia e dalla delizia. Questo è ora il momento in cui ha inizio il Millennio, il Regno di Pace millenario del Signore Gesù.

(Vedi anche discorso 63: “Le condizioni di vita nel Regno Millenario.” [non ancora disponibile in Italiano, leggi in tedesco / leggi in inglese])


Ed ora comprendiamo anche ciò che l’apostolo Pietro in Atti 3,17-23 ha annunciato agli israeliti nello Spirito Santo: nostro Signore Gesù Cristo è asceso al cielo dopo la sua Risurrezione e calpesterà questa terra solo dopo la restaurazione di tutte le cose su questo pianeta.

Che il cielo deve ritenere fino ai tempi della restaurazione di tutte le cose.

Atti 3,17 Ma ora, fratelli, io so che lo avete fatto per ignoranza, come hanno fatto pure i vostri capi. 3,18 Ma Dio ha così adempiuto le cose che egli aveva predetto per bocca di tutti i suoi profeti, e cioè, che il suo Cristo avrebbe sofferto. 3,19 Ravvedetevi dunque e convertitevi, affinché i vostri peccati siano cancellati, e perché vengano dei tempi di refrigerio dalla presenza del Signore, 3,20 ed egli mandi Gesù Cristo che è stato predicato prima a voi, 3,21 che il cielo deve ritenere fino ai tempi della restaurazione di tutte le cose, dei quali Dio ha parlato per bocca di tutti i suoi santi profeti fin dal principio del mondo. 3,22 Mosè stesso infatti disse ai padri: "Il Signore Dio vostro susciterà per voi un profeta come me in mezzo ai vostri fratelli; ascoltatelo in tutte le cose che egli vi dirà. 3,23 E avverrà che chiunque non ascolterà quel profeta, sarà distrutto tra il popolo". Atti 3,17-23;


In questa dichiarazione di Pietro è importante anche la sua profezia nell’ultimo dei versetti citati qui sopra: "chiunque non ascolterà quel profeta (Gesù Cristo), sarà distrutto tra il popolo". Tutti gli israeliti – ma anche tutti gli altri esseri umani di questo mondo – che non ascoltano il Figlio di Dio, verranno distrutti tra il loro popolo. Ciò significa che essi non hanno alcuna remissione dei loro peccati e cadranno vittime della dannazione eterna.

Ed anche il Signore stesso ha promesso agli Israeliti che la loro "casa" verrà lasciata deserta. Il tempio e l’altare sacrificale che era stato dato loro per il quotidiano sacrificio per la remissione dei loro peccati, venne distrutto 40 anni dopo dalle truppe di Tito e il popolo disperso nella diaspora. Da quel momento in poi essi non vedranno più il loro Messia fino all’inizio del Millennio, quando diranno: "Benedetto colui che viene nel nome del Signore".

Da ora in avanti non mi vedrete più, finché non direte: "Benedetto colui che viene nel nome del Signore!".

Mat 23,38 Ecco, la vostra casa vi è lasciata deserta. 23,39 Poiché io vi dico, che da ora in avanti non mi vedrete più, finché non direte: "Benedetto colui che viene nel nome del Signore!"». Mat 23,38-39;


Proprio queste profezie sono però anche importanti indicazioni per Israele e per la comunità cristiana, del fatto che ogni "Cristo" che appaia qui sulla terra prima di questi sconvolgimenti globali e annunci di essere il Messia, è un falso Cristo, ossia è l’Anticristo.

Infine queste profezie spiegano anche una singolare dichiarazione che Paolo ci riferisce come una "parola del Signore" (1Tess 4,15), secondo la quale il Signore quando verrà per il Rapimento dei suoi, non calpesterà la terra, ma verrà dal cielo e aspetterà i credenti che si sono risvegliati dai morti insieme a tutti coloro della comunità degli Ultimi Giorni che sopravvivranno a queste catastrofi della restaurazione di cielo e terra nell’"aria": queste profezie devono essere compiute. 

Poi noi viventi, che saremo rimasti, saremo rapiti assieme a loro sulle nuvole, per incontrare il Signore nell'aria; e così saremo sempre col Signore.

1Tess 4,15 Ora vi diciamo questo per parola del Signore: noi viventi, che saremo rimasti fino alla venuta del Signore, non precederemo coloro che si sono addormentati, 4,16 perché il Signore stesso con un potente comando, con voce di arcangelo e con la tromba di Dio discenderà dal cielo, e quelli che sono morti in Cristo risusciteranno per primi; 4,17 poi noi viventi, che saremo rimasti, saremo rapiti assieme a loro sulle nuvole, per incontrare il Signore nell'aria; e così saremo sempre col Signore. 1Tess 4,15-17;


Considerazione conclusiva.

Lo scenario descritto in questo capitolo può apparire un po’ insolito, ma simili eventi globali sono documentati già anche nel passato. Così è un fatto che i continenti di Europa e Africa da un lato e del Nord e del Sud America dall’altro, avevano in origine costituito un unico continente e solo successivamente sono andati alla deriva per circa 6000 km. Lo strappo di queste due placche tettoniche costituisce oggi ancora la costa medioatlantica (soglia nord e sudatlantica).

Sulla penisola dello Yucatán si trova il cratere dell’impatto di un asteroide con un diametro di 500 chilometri. Si deduce che questo evento fu decisivo per l’inizio dell’ultima epoca glaciale e per la sparizione dei dinosauri. È anche scientificamente provato che la maggior parte degli asteroidi nel nostro sistema solare – in totale ve ne sono circa 75.000 – hanno un diametro di 40-80 chilometri. Un impatto di uno di questi corpi celesti sulla superficie terrestre ad una velocità tra 50.000 e 200.000 chilometri orari sarebbe un enorme pericolo per il nostro pianeta. Le conseguenze più lievi sarebbero terremoti mondiali, eruzioni vulcaniche e una catastrofe climatica globale. Gli effetti più pericolosi potrebbero spostare l’asse terrestre, gettare il nostro pianeta fuori dalla sua orbita o mandare la terra completamente in pezzi.

Secondo il principio dell’interpretazione concreta non possiamo dunque girare e rivoltare la parola di Dio finché essa si adatta alla nostra limitata esperienza contemporanea. Dobbiamo piuttosto tentare di vedere oltre il nostro orizzonte di storia contemporanea nell’interpretazione di passi difficili della Scrittura.

A tale proposito, un possibile aiuto per noi può essere prendere in considerazione tutti i contenuti disponibili della ricerca e dello sviluppo scientifici e anche la loro proiezione nel futuro per una possibile spiegazione. In alcuni casi riusciamo poi a riconoscere la realtà dietro queste profezie. Il presupposto imprescindibile per questo modo di procedere è tuttavia di non superare i confini della conoscenza scientificamente garantita e di rimanere alla "fantascienza" o al "fanatismo". Alla fine non deve però essere postulato alcun tipo di compimento, ma sarà semplicemente provato che anche le profezie difficili della Scrittura – come alcuni pensano insensatamente – potrebbero trovare un senso e una possibile realizzazione.