Capitolo 10 - Il Millennio.



Raccolta e ritorno del popolo d’Israele.

Il Millennio – un’anticipazione della seconda Nuova Creazione.

Le condizioni di vita in Israele.

Il governo del mondo nel Millennio.


L’ordinamento temporale

Il “Millennio” è quel periodo di tempo che segue immediatamente il “Giorno del Signore”. L’evento che collega entrambi questi periodi è – accanto alla Prima Risurrezione dei martiri per la vita e per il governo sulla terra – il ritorno dei salvati nel paese d’Israele. In seguito il Signore si trasferirà nel nuovo tempio costruito a Gerusalemme, Israele sconfiggerà tutti i suoi vicini nemici e diventerà capo delle nazioni. Il Signore regnerà con i santi risorti sui popoli del mondo per mille anni nella pace e nella giustizia.

Successivamente a questi mille anni, aspettiamo la “Fine del Mondo”, un lasso di tempo che inizia con l’ultima vana battaglia di Satana contro Dio e si conclude con il Giudizio Universale e con la dissoluzione della Prima Creazione.

Raccolta e ritorno del popolo d’Israele.

Un’argomentazione che si domanda se i “mille anni” menzionati in Apoc 20,2.3.4.5.6.7 siano effettivamente mille anni, non è necessaria sulla base del fatto che qui, secondo la mia opinione, si dice per sei volte esplicitamente “mille anni”. Di conseguenza, partiamo dal presupposto che qui si tratta di mille anni reali e dedichiamo piuttosto spazio e tempo all’analisi del contenuto di questo periodo di tempo.

A seguito della trasformazione di cielo e terra nel Giorno del Signore, all’inizio del Millennio hanno luogo la raccolta e il ritorno nel loro paese degli israeliti rimasti in tutto il mondo. In quel momento, il popolo d’Israele tornerà sui suoi passi e si convertirà al suo Dio. Anche i Gentili riconosceranno il Dio d’Israele e condurranno nel loro paese gli israeliti cacciati dalla diaspora.

Li raccoglierò da tutti i paesi dove li ho cacciati .

Ger 32,36 Ma ora, in seguito a tutto questo, così parla il SIGNORE, Dio d'Israele, riguardo a questa città, della quale voi dite:
"Essa è data in mano del re di Babilonia, per la spada, per la fame e per la peste": 32,37 "Ecco, li raccoglierò da tutti i paesi dove li ho cacciati nella mia ira, nel mio furore, nella mia grande indignazione; li farò tornare in questo luogo e ve li farò abitare al sicuro; 32,38 essi saranno mio popolo e io sarò loro Dio; Ger 32,36-38;

I popoli li prenderanno e li ricondurranno al loro luogo.

Isa 14,1 Il SIGNORE infatti avrà pietà di Giacobbe, sceglierà ancora Israele, e li ristabilirà sul loro suolo; lo straniero si unirà a essi e si stringerà alla casa di Giacobbe. 14,2 I popoli li prenderanno e li ricondurranno al loro luogo, e la casa d'Israele li possederà nel paese del SIGNORE come servi e come serve; essi terranno prigionieri quelli che li avevano fatti prigionieri e domineranno sui loro oppressori. Isa 14, 1- 2;

I tuoi figli giungono da lontano, arrivano le tue figlie, portate in braccio.

Isa 60,4 Alza gli occhi e guardati attorno; tutti si radunano e vengono da te; i tuoi figli giungono da lontano, arrivano le tue figlie, portate in braccio. Isa 60, 4;

Le isole spereranno per ricondurre i tuoi figli da lontano con argento e con oro, per onorare il nome del SIGNORE.

Isa 60,9 Sono le isole che spereranno in me e avranno alla loro testa le navi di Tarsis, per ricondurre i tuoi figli da lontano con argento e con oro, per onorare il nome del SIGNORE, tuo Dio, del Santo d'Israele, che ti avrà glorificata. Isa 60, 9;


Una descrizione dettagliata di questi eventi si trova nel capitolo 09.

(Vedi anche capitolo 09 "Il ritorno del residuo d’Israele e il resto delle nazioni.")

Il Millennio – un’anticipazione della seconda Nuova Creazione.

A prescindere dal fatto che nel Millennio ancora molti Gentili giungeranno alla fede – o per meglio dire alla conversione, poiché essi vedranno il Signore e dunque non dovranno più “credere” –, il Regno Millenario è il compimento di tutte le profezie per il popolo d’Israele – in contrapposizione alla comunità di Gesù Cristo, che non ha una promessa terrena, ma celeste. Tutte le promesse della Sacra Scrittura, che si riferiscono al Regno di Pace del Messia e quindi anche ad Israele, troveranno in quel momento il loro compimento.

Da quelle interpretazioni che vedono il Millennio come una metafora simbolica, il vero contesto può essere per lo più compreso dal fatto che là tutte le promesse che nella Sacra Scrittura si riferiscono ad Israele, vengono attribuite alla “chiesa” o alla comunità. E poiché ora è difficile che si possano reinterpretare più di settanta passi biblici tratti dall’Antico Testamento, che si occupano esclusivamente delle dichiarazioni relative al futuro d’Israele nel regno del Messia, l’intero Millennio viene semplicemente tralasciato.

Tuttavia, anche nel Nuovo Testamento abbiamo dichiarazioni evidentissime del fatto che Israele ha questa particolare aspettativa di salvezza. Così Paolo ci dice – e con noi contemporaneamente anche a tutti coloro che non vogliono riconoscere ad Israele tali promesse –, che a questo riguardo non dovremmo ritenerci intelligenti.

Finché non sia entrata la totalità degli stranieri tutto Israele sarà salvato.

Rom 11,25 Infatti, fratelli, non voglio che ignoriate questo mistero, affinché non siate presuntuosi: un indurimento si è prodotto in una parte d'Israele, finché non sia entrata la totalità degli stranieri; 11,26 e tutto Israele sarà salvato, così come è scritto: (Isaja 59,20; Isaja 31,33):«Il liberatore verrà da Sion. 11,27 Egli allontanerà da Giacobbe l'empietà; e questo sarà il mio patto con loro, quando toglierò via i loro peccati». 11,28 Per quanto concerne il vangelo, essi sono nemici per causa vostra; ma per quanto concerne l'elezione, sono amati a causa dei loro padri; 11,29 perché i doni e la vocazione di Dio sono irrevocabili. 11,30 Come in passato voi siete stati disubbidienti a Dio, e ora avete ottenuto misericordia per la loro disubbidienza, 11,31 così anch'essi sono stati ora disubbidienti, affinché, per la misericordia a voi usata, ottengano anch'essi misericordia. Rom 11,25-31;


Il senso del regno millenario appare perciò anche quello di lasciare che i Gentili riconoscano che Dio non si pente della chiamata di Israele. Al contrario, come ci dice il testo qui sopra tratto da Rom 11,30-32, Israele è caduta nella disobbedienza per colpa nostra, affinché essi – dopo che la gran quantità dei Gentili è giunta alla salvezza – similmente ottengano la misericordia e vengano salvati, così come anche noi abbiamo ottenuto la misericordia di Dio e siamo stati salvati.

Ed anche l’autore della Lettera agli Ebrei esorta gli israeliti a far sì che la promessa del regno messianico non vada perduta a causa dell’incredulità. Egli paragona questa promessa a quella della Terra Promessa dopo l’esodo dall’Egitto. Allora essi dovettero rimanere quarant'anni nel deserto, finché tutti coloro che non avevano creduto alla Terra Promessa, erano morti. Qui si parla del riposo che viene promesso al popolo d’Israele nel Millennio. Così come Dio dopo i sei giorni della creazione, il settimo giorno si riposò, per la fine dei tempi ha similmente promesso un “giorno di riposo” per Israele.

Quelli che furono disubbidienti non poterono entrare a causa della loro incredulità.

Ebr 3,7 Perciò, come dice lo Spirito Santo (Salmi 95, 7-11): «Oggi, se udite la sua voce, 3,8 non indurite i vostri cuori come nel giorno della ribellione, come nel giorno della tentazione nel deserto, 3,9 dove i vostri padri mi tentarono mettendomi alla prova, pur avendo visto le mie opere per quarant'anni! 3,10 Perciò mi disgustai di quella generazione, e dissi: "Sono sempre traviati di cuore; non hanno conosciuto le mie vie"; 3,11 così giurai nella mia ira: "Non entreranno nel mio riposo!"» 3,12 Badate, fratelli, che non ci sia in nessuno di voi un cuore malvagio e incredulo, che vi allontani dal Dio vivente; 3,13 ma esortatevi a vicenda ogni giorno, finché si può dire: «Oggi», perché nessuno di voi s'indurisca per la seduzione del peccato. 3,14 Infatti siamo divenuti partecipi di Cristo, a condizione che manteniamo ferma sino alla fine la fiducia che avevamo da principio,

3,15 mentre ci viene detto: «Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori, come nel giorno della ribellione». 3,16 Infatti, chi furono quelli che dopo averlo udito si ribellarono? Non furono forse tutti quelli che erano usciti dall'Egitto, sotto la guida di Mosè? 3,17 Chi furono quelli di cui Dio si disgustò per quarant'anni? Non furono quelli che peccarono, i cui cadaveri caddero nel deserto? 3,18 A chi giurò che non sarebbero entrati nel suo riposo, se non a quelli che furono disubbidienti? 3,19 Infatti vediamo che non vi poterono entrare a causa della loro incredulità. Ebr 3, 7-19;

Rimane dunque un riposo sabatico per il popolo di Dio;

Ebr 4,1 Stiamo dunque attenti: la promessa di entrare nel suo riposo è ancora valida e nessuno di voi deve pensare di esserne escluso. 4,2 Poiché a noi come a loro è stata annunciata una buona notizia; a loro però la parola della predicazione non giovò a nulla non essendo stata assimilata per fede da quelli che l'avevano ascoltata. 4,3 Noi che abbiamo creduto, infatti, entriamo in quel riposo, come Dio ha detto: «Così giurai nella mia ira: "Non entreranno nel mio riposo!"» E così disse, benché le sue opere fossero terminate fin dalla creazione del mondo. 4,4 Infatti, in qualche luogo, a proposito del settimo giorno, è detto così (Gen 2,2): «Dio si riposò il settimo giorno da tutte le sue opere»; 4,5 e di nuovo nel medesimo passo: «Non entreranno nel mio riposo!»

4,6 Poiché risulta che alcuni devono entrare nel riposo, e quelli ai quali la buona notizia fu prima annunciata non vi entrarono a motivo della loro disubbidienza, 4,7 Dio stabilisce di nuovo un giorno - oggi - dicendo per mezzo di Davide, dopo tanto tempo, come si è detto prima: «Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori!» 4,8 Infatti, se Giosuè avesse dato loro il riposo, Dio non parlerebbe ancora d'un altro giorno.

4,9 Rimane dunque un riposo sabatico per il popolo di Dio;

4,10 infatti chi entra nel riposo di Dio si riposa anche lui dalle opere proprie, come Dio si riposò dalle sue. 4,11 Sforziamoci dunque di entrare in quel riposo, affinché nessuno cada seguendo lo stesso esempio di disubbidienza. 4,12 Infatti la parola di Dio è vivente ed efficace, più affilata di qualunque spada a doppio taglio, e penetrante fino a dividere l'anima dallo spirito, le giunture dalle midolla; essa giudica i sentimenti e i pensieri del cuore. 4,13 E non v'è nessuna creatura che possa nascondersi davanti a lui; ma tutte le cose sono nude e scoperte davanti agli occhi di colui al quale dobbiamo render conto. Ebr 4, 1-13;


Le circostanze esteriori di questa epoca futura sono però contemporaneamente anche una predizione della Nuova Creazione, della Gerusalemme celeste nell’eternità di Dio. Di conseguenza, riconosciamo anche in tante profezie per il Millennio un precompimento – anche se limitato, poiché terreno – delle promesse divine per l’eternità. Questa è anche la ragione per la quale la benedizione di Dio nel Millennio riguarda evidentemente solo Israele, e qui in particolare Gerusalemme, e per la quale le condizioni “paradisiache” nel Millennio, così come vengono illustrate nei profeti, concernono essenzialmente il popolo di Dio (di tutte le nazioni) in Israele e la paese d’Israele.

Contrariamente all’opinione di alcuni esegeti, per mezzo della Scrittura non si può purtroppo trovare alcuna prova del fatto che nel Millennio tutto il mondo – e dunque anche le nazioni che vivono in questo tempo – si trovi sotto questa benedizione divina. Tutti i relativi passi biblici parlano di “Sion” o di “Gerusalemme” che è identico, del “paese” (Israele), oppure del “mio monte” (monte Sion) come teatro degli eventi.

(Vedi anche tabella 12: “La Gerusalemme terrena e quella celeste.”.)


Vogliamo mettere a confronto questi paralleli tra Israele nel Millennio e la Gerusalemme celeste nella Nuova Creazione per mezzo di alcuni esempi.

Dio dimora presso di loro, egli è il loro Dio ed essi sono il suo popolo.

Millennio:

La mia dimora sarà presso di loro; io sarò loro Dio ed essi saranno mio popolo.

Ez 37,26 Io farò con loro un patto di pace: sarà un patto perenne con loro; li stabilirò fermamente, li moltiplicherò, e metterò il mio santuario in mezzo a loro per tempo del mondo (Buber); 37,27 la mia dimora sarà presso di loro; io sarò loro Dio ed essi saranno mio popolo. 37,28 Le nazioni conosceranno che io sono il SIGNORE che santifico Israele, quando il mio santuario sarà per tempo del mondo (Buber) in mezzo a loro"». Ez 37,26-28;


Il testo citato qui sopra, tratto da Ez 37, 26-28, si attiene volutamente alla traduzione di Martin Buber. Se leggiamo questo passo biblico nella versione di Lutero, allora vedremo che in quel caso si parla di “patto eterno” e il santuario dovrebbe essere tra di loro “per sempre”. Non è così invece in Buber, che si mantiene il più possibile vicino al testo originale. Lì si dice “patto del tempo del mondo” e il santuario sarà tra di loro per un “tempo del mondo”.

E qui ci imbattiamo in quelle difficoltà con il testo che a causa di traduzioni inesatte o superficiali, sopravvivono ai secoli e spesso nascondono il vero punto di vista dell’esegesi. Molti passi biblici nei profeti dell’Antico Testamento, che – anche nelle nostre traduzioni attuali – vengono tradotti con “eterno”, “per l’eternità” o “per sempre”, non intendono assolutamente in eterno, ossia fino alla Nuova Creazione di Dio nell’eternità, ma solo “fino alla fine dei giorni”, ovvero fino alla Fine del Mondo.

Martin Buber è stato il primo a mostrare questa sottile differenza e a tradurre questi passi biblici in modo totalmente corretto con “nel tempo del mondo” (invece che eterno) e “patto del tempo del mondo”. Solo con questa comprensione, si può capire quali testi vadano collocati realmente al Millennio – che ha luogo ancora nel “tempo del mondo” – e quali vadano invece collocati già nella Nuova Creazione di Dio, nella Gerusalemme celeste. Come esempio a tale proposito può essere utile il testo tratto da Isa 61,8:

Io darò loro fedelmente la ricompensa e stabilirò con loro un patto eterno.

Isa 61,8 Poiché io, il SIGNORE, amo la giustizia, odio la rapina, frutto d'iniquità; io darò loro fedelmente la ricompensa e stabilirò con loro un patto eterno. 61,9 La loro razza sarà conosciuta fra le nazioni, la loro discendenza, fra i popoli; tutti quelli che li vedranno riconosceranno che sono una razza benedetta dal SIGNORE. Isa 61, 8- 9;


Se qui questo patto con Israele nel versetto Isa 61,8 fosse realmente eterno, ossia valido anche nella Nuova Creazione, la dichiarazione contenuta nel versetto successivo “la loro razza sarà conosciuta fra le nazioni” non sarebbe comprensibile, poiché nella Gerusalemme celeste non vi sarà più alcun Gentile (nazioni). Buber, perciò, qui traduce anche giustamente con “patto del tempo del mondo”, e dunque nessun patto eterno, ma un patto che è sancito per quel tempo nel quale il mondo esiste ancora, ossia fino alla fine di questo mondo.

Il testo seguente, tratto da Ez 37,25, ci permette di comprendere in modo particolarmente chiaro le conseguenze nell’esegesi:

Vi abiteranno essi, i loro figli e i figli dei loro figli per sempre; e il mio servo Davide sarà loro principe per sempre.

Ez 37,24 Il mio servo Davide sarà re sopra di loro ed essi avranno tutti un medesimo pastore; cammineranno secondo le mie prescrizioni, osserveranno le mie leggi, le metteranno in pratica; 37,25 abiteranno nel paese che io diedi al mio servo Giacobbe, dove abitarono i vostri padri; vi abiteranno essi, i loro figli e i figli dei loro figli per sempre; e il mio servo Davide sarà loro principe per sempre. Ez 37,25;


Queste dichiarazioni hanno messo in difficoltà tantissimi interpreti. “Per sempre” significa sì in eterno, ma nell’eternità Davide non sarà principe, ma sarà Gesù Cristo a regnare insieme al Padre. E così da Davide si è appunto fatto “Cristo” e si è ritenuto che Cristo sia un rampollo di Davide (Ger 23,5) e quindi che qui con “Davide” si intenda proprio Cristo.

Tuttavia, con questo “cortocircuito” nell’analisi non si è compreso che non è affatto Cristo nell’eternità che è inteso qui, ma in realtà è Davide, che verrà risvegliato da Dio e nel Millennio sarà principe regnando su Israele (Ez 37,24), mentre il Signore Gesù sarà re del mondo e dominerà su tutti i principi delle nazioni in quel suo regno. Buber traduce entrambi i passi biblici con “tempo del mondo”, ossia quel tempo nel quale questo mondo esiste ancora, restituendo in tal modo a tali profezie il loro vero significato.

Per esempio anche in Isaia 32,14; Geremia 31,40; 50,5; Ezechiele 43,7.9; Gioele 4,20; Abdia 10; Michea 4,5 e altri ancora, troviamo nessi simili.

Tuttavia, il fatto che nella Sacra Scrittura vi siano anche dichiarazioni che si riferiscono realmente all’eternità e che quindi devono anche essere tradotte con “in eterno”, viene chiaramente mostrato nei due esempi seguenti:

Israele non sarà svergognata né delusa, mai più in eterno.

Isa 45,17 Ma Israele sarà salvato dal SIGNORE mediante una salvezza eterna; voi non sarete svergognati né delusi, mai più in eterno. Isa 45,17;

noi cammineremo nel nome del SIGNORE, nostro Dio, per sempre.

Mi 4,5 Mentre tutti i popoli camminano ciascuno nel nome del suo dio, noi cammineremo nel nome del SIGNORE, nostro Dio, per sempre. Mi 4, 5;


Poiché, come abbiamo visto qui sopra, la traduzione di Lutero ha già attribuito un altro significato all’espressione in sé assoluta “in eterno”, qui si dovrebbe fare l’alquanto inappropriato tentativo di individuare per questi passi biblici una comparazione e di trovare “per sempre e in eterno”. E poiché Buber da nessuna parte ha usato la parola “in eterno” indebitamente, egli può ora usare qui “in eterno” – nel senso concreto del termine – e traduce entrambi questi testi con “che dura in eterno”, ossia “per l’eternità”.

Di conseguenza, possiamo inequivocabilmente collocare il testo citato all’inizio e tratto da Ez 37,26-28 nel Millennio e metterlo a confronto con le corrispondenti dichiarazioni relative alla Nuova Creazione, in Apoc 21,3-4.

Nuova Creazione:

Dio abiterà con loro, essi saranno suoi popoli e Dio stesso sarà con loro e sarà il loro Dio

Apoc 21,3 Udii una gran voce dal trono, che diceva: «Ecco il tabernacolo di Dio con gli uomini! Egli abiterà con loro, essi saranno suoi popoli e Dio stesso sarà con loro e sarà il loro Dio. 21,4 Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non ci sarà più la morte, né cordoglio, né grido, né dolore, perché le cose di prima sono passate». Apoc 21, 3- 4;

Il Signore è la luce a Sion, essi non hanno bisogno né del sole né della luna.

Millennio:

Non più il sole sarà la tua luce, nel giorno; e non più la luna t'illuminerà con il suo chiarore.

Isa 60,19 Non più il sole sarà la tua luce, nel giorno; e non più la luna t'illuminerà con il suo chiarore; ma il SIGNORE sarà la tua luce eterna, il tuo Dio sarà la tua gloria. 60,20 Il tuo sole non tramonterà più, la tua luna non si oscurerà più; poiché il SIGNORE sarà la tua luce eterna, i giorni del tuo lutto saranno finiti. Isa 60,19-20;


Sebbene qui non vi sia bisogno di ulteriori argomentazioni per collocare questo testo nel Millennio – nel contesto si parla dei “cedri del Libano” e di altri fatti che non hanno giustificazioni nella Gerusalemme celeste – anche qui troviamo l’errore di traduzione descritto sopra. Nel versetto Isa  60,19, abbiamo di nuovo la dichiarazione “il Signore sarà la tua luce eterna (…)”, benché qui nel testo originale non si parli assolutamente di eternità. Anche Buber traduce quindi “EGLI stesso sia per te la luce del tempo del mondo, il tuo Dio”.

Tuttavia, non è difficile riconoscere che anche qui viene già anticipata la Gerusalemme celeste di Apoc 21. Mentre però là, nella Nuova Creazione, non sono più presenti né il sole né la luna, qui nel Millennio queste condizioni, come anche molte altre, quali la discesa dello Spirito Santo, la fecondità del terreno, etc. valgono solo per Sion e Israele.

A Sion Dio prenderà dimora nel tempio, e là la gloria del Signore risplenderà così luminosa, che gli esseri umani non vedranno più né il sole né la luna, e non ne avranno nemmeno più bisogno come fonti di luce. Tuttavia, il fatto che sia i Gentili convertiti che anche il popolo d’Israele celebreranno il sabato ebraico e tutti i noviluni in onore del loro Dio – così come, attraverso il profeta Ezechiele, viene ordinato dalle disposizioni per il servizio sacrificale nel Millennio – dimostra che nel Millennio sia il sole che la luna (anzi il novilunio) continueranno ad esistere.

Il popolo del paese si prostrerà davanti al SIGNORE, nei giorni di sabato e nei noviluni.

Ez 46,3 Anche il popolo del paese si prostrerà davanti al SIGNORE, all'ingresso di quella porta, nei giorni di sabato e nei noviluni.

46,4 L'olocausto che il principe offrirà al SIGNORE il giorno del sabato sarà di sei agnelli senza difetto e di un montone senza difetto; 46,5 la sua oblazione sarà di un efa per il montone; l'offerta per gli agnelli sarà quello che vorrà dare, e di un hin d'olio per efa.

46,6 Il giorno del novilunio offrirà un toro senza difetto, sei agnelli e un montone, che saranno senza difetti; Ez 46, 3- 6;


Da questo contesto, emerge però anche un’importantissima conclusione in relazione alla comunità nel nostro tempo attuale. Nella lettera ai Colossesi, Paolo ci dice:

Tutto questo è l'ombra di cose che dovevano avvenire; ma il corpo è di Cristo.

Col 2,16 Nessuno dunque vi giudichi quanto al mangiare o al bere, o rispetto a feste, a noviluni, a sabati, 2,17 che sono l'ombra di cose che dovevano avvenire; ma il corpo è di Cristo. Col 2,16-17;


Qui Paolo da un lato ci dice che questi comandamenti e queste disposizioni sono compiuti per noi cristiani credenti in nostro Signore Gesù Cristo, e che perciò non necessitano di una nostra osservazione separata. Egli ci mette in guardia addirittura da false dottrine eretiche, che potrebbero indurci in tentazione a seguire simili comandamenti.

Dall’altro lato, però, Paolo allude anche al fatto che tutto questo è “l’ombra di cose che dovevano avvenire” e permette quindi di capire che egli conosce bene e sa correttamente valutare le profezie dei profeti dell’Antico Testamento in riferimento al regno messianico. Egli sa che – in futuro – nel Millennio vi saranno di nuovo simili comandamenti e festività.

Se ora ci chiediamo perché questi comandamenti erano prescritti nell’antica Israele, perché essi non sono prescritti oggi, e poi, nel Millennio, dovranno essere di nuovo osservati, riconosciamo propriamente solo una differenza: ogni volta che Dio è in contatto diretto con il suo popolo – in passato come fuoco o come colonne di fumo e con il comandamento ai profeti come profezia, in seguito poi, nel regno millenario, come Dio visibile e udibile nel tempio di Gerusalemme – questi comandamenti di venerazione e ringraziamento sono necessari. Per il resto del tempo, e dunque anche nella nostra epoca attuale, nella quale Dio non è né visibile né udibile, nella quale non vi sono nemmeno più i profeti, vi è solo la fede – e cioè la fede in nostro Signore Gesù Cristo – che ristabilisce il legame tra noi e il nostro Dio.
 

Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!

Giov 20,28 Tommaso gli rispose: «Signor mio e Dio mio!» 20,29 Gesù gli disse: «Perché mi hai visto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!» Giov 20,28-29;


È quindi la fede cristiana che non vede ma eppure crede, che viene qui chiamata beata anche dal Signore. Questi credenti non hanno bisogno di una rivelazione del Signore per credere in lui. E, parimenti, non hanno bisogno di particolari cerimonie, di chiese monumentali o di sfarzose liturgie, per dare prova a se stessi e all’ambiente circostante della loro fede. La loro fede è nei loro cuori, e il dialogo quotidiano con il loro Dio non avviene nelle chiese, attraverso gli altoparlanti e nelle parole ben formulate, ma nelle camerette silenziose, nello spirito e spesso nelle lacrime e nella disperazione.

Comunque questa fede non rimane celata all’ambiente circostante per questa ragione. Il Signore ci ha mostrato da cosa possiamo riconoscere l’“albero buono”.

Li riconoscerete dunque dai loro frutti.

Mt 7,17 Così, ogni albero buono fa frutti buoni, ma l'albero cattivo fa frutti cattivi. 7,18 Un albero buono non può fare frutti cattivi, né un albero cattivo fare frutti buoni. 7,19 Ogni albero che non fa buon frutto è tagliato e gettato nel fuoco. 7,20 Li riconoscerete dunque dai loro frutti. 7,21 «Non chiunque mi dice: Signore, Signore! entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Mt 7,17-21;


Non sono quindi la posizione, i gradi, gli abiti sontuosi, l’eloquenza o altre forme di esteriorità, che individuano il vero cristiano, ma il suo animo interiore e il relativo modo di comportarsi con il suo prossimo e nei confronti dell’intera creazione. Se dunque, attraverso un simile comportamento, riconosciamo in un essere umano che egli si adopera per compiere la volontà di Dio, allora dovremmo fargli il dono del nostro amore – e non importa quanto il suo rango possa essere alto o basso.

Mentre dunque nel regno millenario, stando a Isa 60,19, la luminosità del sole e della luna verranno, nel senso più vero del termine, “eclissate ed offuscate” dalla luminosa gloria del Signore, che dimorerà nel tempio a Gerusalemme, nella Nuova Creazione davvero non vi sarà allora più nemmeno una stella. Gli esseri umani nella Gerusalemme celeste non hanno bisogno né del sole né della luna per avere la luce di giorno o di notte. È la gloria di Dio che – questa volta davvero in eterno – li illumina e l’Agnello è la loro luce e dunque la notte non esisterà più.

Nuova Creazione:

La città non ha bisogno di sole, né di luna che la illumini, perché la gloria di Dio la illumina, e l'Agnello è la sua lampada.

Apoc 21,23 La città non ha bisogno di sole, né di luna che la illumini, perché la gloria di Dio la illumina, e l'Agnello è la sua lampada. 21,24 Le nazioni cammineranno alla sua luce e i re della terra vi porteranno la loro gloria. 21,25 Di giorno le sue porte non saranno mai chiuse, la notte non vi sarà più; Apoc 21,23-25;

Gerusalemme si trova su un alto monte.

Millennio:

Ma negli ultimi tempi, il monte della casa del SIGNORE sarà posto in cima ai monti e si eleverà al di sopra delle colline.

Mi 4,1 Ma negli ultimi tempi, il monte della casa del SIGNORE sarà posto in cima ai monti e si eleverà al di sopra delle colline e i popoli affluiranno ad esso. 4,2 Verranno molte nazioni e diranno: «Venite, saliamo al monte del SIGNORE, alla casa del Dio di Giacobbe; egli c'insegnerà le sue vie e noi cammineremo nei suoi sentieri!» Poiché da Sion uscirà la legge, da Gerusalemme la parola del SIGNORE. Mi 4, 1- 2;

Tu che porti la buona notizia a Sion, sali sopra un alto monte!.

Isa 40,9 Tu che porti la buona notizia a Sion, sali sopra un alto monte! Tu che porti la buona notizia a Gerusalemme, alza forte la voce! Alzala, non temere! Di' alle città di Giuda: «Ecco il vostro Dio!» 40,10 Ecco il Signore, DIO, viene con potenza, con il suo braccio egli domina. Ecco, il suo salario è con lui, la sua ricompensa lo precede. Isa 40, 9-10;


Con la trasformazione di cielo e terra nel Giorno del Signore, con terremoti planetari e la distruzione di tutte le città, nel paese d’Israele e nella città di Gerusalemme (monte Sion) emergeranno tre notevoli cambiamenti topografici. Per facilitare ai redenti del Signore di tutto il mondo il ritorno in Israele, tutto il paese verrà trasformato in immensa pianura, la “Via Santa”.

Poiché Dio ha stabilito di spianare ogni alta montagna e le rupi secolari, di colmare le valli e spianare la terra perché Israele proceda sicuro sotto la gloria di Dio.

Baruc 5,5 Sorgi, o Gerusalemme, e sta' in piedi sull'altura e guarda verso oriente; vedi i tuoi figli riuniti da occidente ad oriente, alla parola del Santo, esultanti per il ricordo di Dio. 5,6 Si sono allontanati da te a piedi, incalzati dai nemici; ora Dio te li riconduce in trionfo come sopra un trono regale. 5,7 Poiché Dio ha stabilito di spianare ogni alta montagna e le rupi secolari, di colmare le valli e spianare la terra perché Israele proceda sicuro sotto la gloria di Dio. Baruc 5, 5- 7;

Là sarà una strada maestra, una via che sarà chiamata la Via Santa.

Isa 35,8 Là sarà una strada maestra, una via che sarà chiamata la Via Santa; (nessun impuro vi passerà) essa sarà per quelli soltanto; quelli che la seguiranno, anche gli insensati, non potranno smarrirvisi. 35,9 In quella via non ci saranno leoni; nessuna bestia feroce vi metterà piede o vi apparirà; ma vi cammineranno i redenti. 35,10 I riscattati dal SIGNORE torneranno, verranno a Sion con canti di gioia; una gioia eterna coronerà il loro capo; otterranno gioia e letizia; il dolore e il gemito scompariranno. Isa 35, 8-10;


Come abbiamo poi appreso più sopra in Mi 4,1-2 e Isa 40,9-10, il monte Sion sarà insieme al tempio di Dio la cima più alta e Gerusalemme si troverà su quel monte. E in Sal 48,3 viene profetizzato che questo monte si troverà nella “parte estrema del settentrione”.

Bello si erge, e rallegra tutta la terra, il monte Sion

Sal 48,2 Bello si erge, e rallegra tutta la terra, il monte Sion: parte estrema del settentrione, città del gran re. 48,3 Nei suoi palazzi Dio è conosciuto come fortezza inespugnabile. Sal 48, 3- 4;


Nel capitolo 08 si può trovare un’analisi più approfondita di queste dichiarazioni.

(Vedi anche capitolo 08: “ILa trasformazione del cielo e della terra.”)

Nel profeta Ezechiele abbiamo poi anche allusioni sia alla costruzione del tempio nel Millennio, che anche alla ricostruzione della città di Gerusalemme.

Le dimensioni della città di Gerusalemme: quattromilacinquecento cubiti su tutti i lati.

Ez 48,16 Ed eccone le dimensioni: dal lato settentrionale, quattromilacinquecento cubiti; dal lato meridionale, quattromilacinquecento; dal lato orientale, quattromilacinquecento; dal lato occidentale, quattromilacinquecento cubiti. 48,17 La città avrà un territorio circostante di duecentocinquanta cubiti a settentrione, di duecentocinquanta a mezzogiorno; di duecentocinquanta a oriente, e di duecentocinquanta a occidente. 48,18 Il resto della lunghezza, parallelamente alla parte santa, cioè diecimila cubiti a oriente e diecimila a occidente, parallelamente alla parte santa, servirà, con i suoi prodotti, al mantenimento dei lavoratori della città. 48,19 I lavoratori della città, di tutte le tribù d'Israele, ne lavoreranno il suolo. Ez 48,16-19;


Le dimensioni della città su ciascuno dei suoi lati dovrebbero essere di 4500 cubiti. Convertendo questo numero in metri, risulta che la lunghezza di un lato è di circa 2220 metri. E se confrontiamo questo numero con i dati contenuti nell’Apocalisse qui sotto, in Apoc 21,16, relativi alla Gerusalemme celeste, veniamo a conoscenza di un nesso sorprendente.

Nuova Creazione:

La misura della città era dodicimila stadi; la lunghezza, la larghezza e l'altezza erano uguali.

Apoc 21,16 E la città era quadrata, e la sua lunghezza era uguale alla larghezza; egli misurò la città con la canna, ed era dodicimila stadi; la lunghezza, la larghezza e l'altezza erano uguali. Apoc 21,16;


Dodicimila stadi corrispondono a circa 2220 chilometri. E dunque la Gerusalemme della Nuova Creazione sarebbe esattamente mille volte più grande della Gerusalemme del Millennio.

Tuttavia, vi è ancora un’ulteriore corrispondenza tra la Gerusalemme terrestre e quella celeste. La dichiarazione contenuta in Apoc 21,16 non si riferisce solamente alla “lunghezza e alla larghezza” della città, ma anche l’“altezza della città” ha le stesse dimensioni. Alcuni vogliono quindi vedere la Gerusalemme celeste come un “cubo” avente tutti gli spigoli della medesima lunghezza. Questo però è molto improbabile e a seguito di una considerazione più precisa, si evince che ciò non può assolutamente essere desunto dal testo. Si suppone piuttosto che la forma della città corrisponda a quella di una piramide, con un’altezza più elevata della cima di 12.000 stadi e dunque la Gerusalemme celeste – esattamente come quella terrestre nel Millennio –, si trova su un “alto monte”, che probabilmente è parimenti mille volte più alto di quello nel Millennio.

(Vedi anche capitolo 14: “La Nuova Creazione.”)

Acqua viva, che scaturisce dal trono di Dio.

Millennio:

Delle acque uscivano sotto la soglia del tempio, dal lato d'oriente;

Ez 47,1 Egli mi ricondusse all'ingresso del tempio; ed ecco delle acque uscivano sotto la soglia del tempio, dal lato d'oriente; perché la facciata del tempio guardava a oriente; le acque uscite di là scendevano dal lato meridionale del tempio, a mezzogiorno dell'altare. Ez 47, 1;

In quel giorno acque vive sgorgheranno da Gerusalemme.

Zac 14,8 In quel giorno acque vive sgorgheranno da Gerusalemme e scenderanno parte verso il mare orientale, parte verso il Mar Mediterraneo, sempre, estate e inverno. Zac 14, 8;

Nuova Creazione:

Un fiume d'acqua viva limpida come cristallo, che scaturiva dal trono di Dio e dell'Agnello.

Apoc 22,1 Mi mostrò poi un fiume d'acqua viva limpida come cristallo, che scaturiva dal trono di Dio e dell'Agnello. Apoc 22, 1;

Da una parte e dall’altra del fiume, molti alberi.

Millennio:

Sulla sponda del fiume vi era una grandissima quantità di alberi da una parte e dall'altra.

Ez 47,6 Allora egli mi disse: «Hai visto, figlio dell'uomo?». Poi mi fece ritornare sulla sponda del fiume; 47,7 voltandomi, vidi che sulla sponda del fiume vi era un grandissima quantità di alberi da una parte e dall'altra. 47,8 Mi disse: «Queste acque escono di nuovo nella regione orientale, scendono nell'Araba ed entrano nel mare: sboccate in mare, ne risanano le acque. 47,9 Ogni essere vivente che si muove dovunque arriva il fiume, vivrà: il pesce vi sarà abbondantissimo, perché quelle acque dove giungono, risanano e là dove giungerà il torrente tutto rivivrà. Ez 47, 6- 9;


Nuova Creazione:

Da una parte e dall'altra del fiume si trova un albero.

Apoc 22,2 In mezzo alla piazza della città e da una parte e dall'altra del fiume si trova un albero di vita che dà dodici raccolti e produce frutti ogni mese; le foglie dell'albero servono a guarire le nazioni. Apoc 22, 2;


Le condizioni di vita in Israele.

L’età degli esseri umani.

Sia l’aspettativa di vita degli esseri umani, che chiaramente corrisponde alla vita prima del diluvio universale e durerà all’incirca 1000 anni (Isa 65,20), sia anche i leoni, che mangiano la paglia e gli orsi, che pascolano insieme al bestiame, così come anche un fanciullo, che conduce al pascolo insieme leoni ed agnelli (Isa 11,6-8), esisteranno evidentemente solo in Israele. Infatti, là e solo là – non vi saranno peccati (Isa 11,9). Ciò viene confermato anche più sotto, in Isa 65,25, dove tutte queste benedizioni vengono limitate esclusivamente ad Israele, quando si dice: “Non si farà né male né danno su tutto il mio monte santo”. Il resto dei popoli vivrà presumibilmente nelle stesse condizioni come oggi.

Il più giovane morirà a cento anni e chi non raggiunge i cento anni sarà considerato maledetto.

Isa 65,18 poiché si godrà e si gioirà sempre di quello che sto per creare, e farò di Gerusalemme una gioia, del suo popolo un gaudio. 65,19 Io esulterò di Gerusalemme, godrò del mio popolo. Non si udranno più in essa voci di pianto, grida di angoscia. 65,20 Non ci sarà più un bimbo che viva solo pochi giorni, né un vecchio che dei suoi giorni non giunga alla pienezza; poiché il più giovane morirà a cento anni e chi non raggiunge i cento anni sarà considerato maledetto. Isa 65,18-20;

Quali i giorni dell'albero, tali i giorni del mio popolo.

Isa 65,21 Fabbricheranno case e le abiteranno, pianteranno vigne e ne mangeranno il frutto. 65,22 Non fabbricheranno perché un altro vi abiti, né pianteranno perché un altro mangi, poiché quali i giorni dell'albero, tali i giorni del mio popolo. I miei eletti useranno a lungo quanto è prodotto dalle loro mani. 65,23 Non faticheranno invano, né genereranno per una morte precoce, perché prole di benedetti dal Signore essi saranno e insieme con essi anche i loro germogli. Isa 65,21-23;

Non faranno né male né danno in tutto il mio santo monte».

Isa 65,24 Prima che mi invochino, io risponderò; mentre ancora stanno parlando, io già li avrò ascoltati. 65,25 Il lupo e l'agnello pascoleranno insieme, il leone mangerà la paglia come un bue, ma il serpente mangerà la polvere, non faranno né male né danno in tutto il mio santo monte». Dice il Signore. Isa 65,24-25;

Vecchi e vecchie siederanno ancora nelle piazze di Gerusalemme, ognuno con il bastone in mano per la loro longevità.

Zac 8,3 Dice il Signore: Tornerò a Sion e dimorerò in Gerusalemme. Gerusalemme sarà chiamata Città della fedeltà e il monte del Signore degli eserciti Monte santo».

8,4 Dice il Signore degli eserciti: «Vecchi e vecchie siederanno ancora nelle piazze di Gerusalemme, ognuno con il bastone in mano per la loro longevità. 8,5 Le piazze della città formicoleranno di fanciulli e di fanciulle, che giocheranno sulle sue piazze». Zac 8, 3- 5;


Gli esseri umani in Israele, dunque, diventeranno molto vecchi. “Colui che ha 100 anni (oggi un bambino di circa 10 anni) verrà chiamato fanciullo ”. Da questo si può dedurre che l’età degli esseri umani in Israele verrà decuplicata e sarà di circa mille anni. Ciò coincide anche con la dichiarazione contenuta nel versetto Isa 65,22, dove si dice: “poiché i giorni del mio popolo saranno come i giorni degli alberi”. Questi esseri umani raggiungeranno dunque di nuovo quell’età che avevano raggiunto Noè e i suoi contemporanei.

La discesa dello Spirito Santo

Anche la discesa dello Spirito Santo nel regno millenario è limitato al popolo d’Israele. Qui si deve considerare il fatto che la discesa dello Spirito Santo sui cristiani è iniziata a Pentecoste e si è conclusa con il Ritorno del Signore, prima del Millennio.

Spanderò il mio Spirito sulla tua discendenza e la mia benedizione sui tuoi rampolli.

Isa 44,1 «Ora ascolta, Giacobbe, mio servo, o Israele, che io ho scelto! 44,2 Così parla il SIGNORE che ti ha fatto, che ti ha formato fin dal seno materno, colui che ti soccorre: "Non temere, Giacobbe mio servo, o Iesurun che io ho scelto!"

44,3 Io infatti spanderò le acque sul suolo assetato e i ruscelli sull'arida terra; spanderò il mio Spirito sulla tua discendenza e la mia benedizione sui tuoi rampolli; 44,4 essi germoglieranno come in mezzo all'erba, come salici in riva a correnti d'acque.

44,5 L'uno dirà: "Io sono del SIGNORE", l'altro si chiamerà Giacobbe, e un altro scriverà sulla sua mano: "Del SIGNORE", e si onorerà di portare il nome d'Israele. Isa 44, 1- 5;

Metterò dentro di voi il mio Spirito e farò in modo che camminerete secondo le mie leggi.

Ez 36,24 Io vi farò uscire dalle nazioni, vi radunerò da tutti i paesi, e vi ricondurrò nel vostro paese; 36,25 vi aspergerò d'acqua pura e sarete puri; io vi purificherò di tutte le vostre impurità e di tutti i vostri idoli. 36,26 Vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo; toglierò dal vostro corpo il cuore di pietra, e vi darò un cuore di carne.

36,27 Metterò dentro di voi il mio Spirito e farò in modo che camminerete secondo le mie leggi, e osserverete e metterete in pratica le mie prescrizioni.

36,28 Abiterete nel paese che io diedi ai vostri padri, sarete il mio popolo, e io sarò il vostro Dio.

36,29 Io vi libererò da tutte le vostre impurità; chiamerò il frumento, lo farò abbondare, e non manderò più contro di voi la fame; 36,30 farò moltiplicare il frutto degli alberi e il prodotto dei campi, affinché non siate più esposti alla vergogna della fame tra le nazioni. 36,31 Allora vi ricorderete delle vostre vie malvagie e delle vostre azioni, che non erano buone, e avrete disgusto di voi stessi a motivo delle vostre iniquità e delle vostre abominazioni. 36,32 Non è per amor di voi che agisco così", dice il Signore, DIO, "siatene certi! Vergognatevi, e siate confusi a motivo delle vostre vie, o casa d'Israele!". Ez 36,24-32;

Spanderò sulla casa di Davide e sugli abitanti di Gerusalemme lo Spirito di grazia e di supplicazione.

Zac 12,10 «Spanderò sulla casa di Davide e sugli abitanti di Gerusalemme lo Spirito di grazia e di supplicazione; essi guarderanno a me, a colui che essi hanno trafitto, e ne faranno cordoglio come si fa cordoglio per un figlio unico, e lo piangeranno amaramente come si piange amaramente un primogenito. Zac 12,10;

La remissione dei peccati.

Alla discesa dello Spirito Santo di Dio è direttamente legata la remissione dei peccati. Anche qui si può comprendere che i cristiani e gli ebrei hanno aspettative di salvezza completamente diverse. Mentre per i cristiani, a condizione che abbiano accettato la fede in Gesù Cristo, la remissione dei peccati e l’essere insito in loro dello Spirito Santo è possibile da duemila anni e fino a prima il Ritorno del Signore, tale promessa per gli ebrei ed anche per quei Gentili che solo dopo l’apparizione del Signore giungono alla “fede” – o più precisamente alla conversione –, potrà essere compiuta solo in seguito.

In questo contesto, deve essere sottolineato che se qui si parla di “ebrei”, non si intende primariamente l’appartenenza alla razza, ma l’appartenenza religiosa alla fede ebreo-ortodossa. Questo orientamento di fede vede cioè in Gesù Cristo un grande profeta, ma non l’ha mai riconosciuto né accettato come Figlio di Dio, ossia come il Messia promesso. Ed essi aspettano dunque ancora oggi questo Messia.

Anche questa loro speranza troverà poi compimento nel Millennio. Tuttavia, a causa di questo accecamento essi hanno rallentato la loro aspettativa di salvezza per migliaia di anni e dunque temporalmente staccati dagli altri credenti in Cristo – nonostante una stessa identica attesa finale.

In Israele vi è un piccolo gruppo di circa cinquemila ebrei, che credono in Gesù Cristo in quanto Messia già venuto. Questi ebrei denominano se stessi gli “ebrei che credono nel Messia”. Ed essi oggi sono naturalmente da annoverare pienamente all’interno della comunità, della quale condividono anche le medesime aspettative di salvezza. I Gentili nel Millennio che in seguito si convertono al Dio d’Israele, verranno poi anch’essi annoverati tra il popolo d’Israele e ne condivideranno l’aspettativa di salvezza.

Sion tu non piangerai più! Egli, certo, ti farà grazia, all'udire il tuo grido; appena ti avrà udito, ti risponderà.

Isa 30,19 Sì, o popolo di Sion che abiti a Gerusalemme, tu non piangerai più! Egli, certo, ti farà grazia, all'udire il tuo grido; appena ti avrà udito, ti risponderà. Isa 30,19;

Il popolo che abita Sion ha ottenuto il perdono della sua iniquità.

Isa 33,20 Contempla Sion, la città delle nostre solennità! I tuoi occhi vedranno Gerusalemme, soggiorno tranquillo, tenda che non sarà mai trasportata, i cui picchetti non saranno mai divelti, il cui cordame non sarà mai strappato. 33,21 Là il SIGNORE sta per noi in tutta la sua maestà, in luogo di torrenti e di larghi fiumi, dove non giunge nave da remi, dove non passa potente vascello.

33,22 Poiché il SIGNORE è il nostro giudice, il SIGNORE è il nostro legislatore, il SIGNORE è il nostro re, egli è colui che ci salva. 33,23 I tuoi cordami, nemico, si sono allentati, non tengono più fermo in piedi l'albero, e non spiegano più le vele. Allora si spartirà la preda di un ricco bottino; gli stessi zoppi prenderanno parte al saccheggio.

33,24 Nessun abitante dirà: «Io sono malato». Il popolo che abita Sion ha ottenuto il perdono della sua iniquità. Isa 33,20-24;


La discesa dello Spirito di Dio e la remissione dei peccati in e per Israele ha però effetti molto più profondi. Questa è la vera ragione per la quale in quel tempo, nel Millennio, in questo popolo e s o l o in questo popolo – inclusi i Gentili convertiti in Israele – alberga una simile benedizione.

Non solo il fatto che in seguito “la conoscenza del Signore riempirà” il paese, ma non si commetterranno mai più peccati, così come possiamo leggere qui sotto in Isa 11,1-10.

Non si farà né male né danno su tutto il mio monte santo, poiché la conoscenza del SIGNORE riempirà il paese.

Isa 11,1 Poi un ramo uscirà dal tronco d'Isai, e un rampollo spunterà dalle sue radici. 11,2 Lo Spirito del SIGNORE riposerà su di lui: Spirito di saggezza e d'intelligenza, Spirito di consiglio e di forza, Spirito di conoscenza e di timore del SIGNORE.

11,3 Respirerà come profumo il timore del SIGNORE, non giudicherà dall'apparenza, non darà sentenze stando al sentito dire, 11,4 ma giudicherà i poveri con giustizia, pronuncerà sentenze eque per gli umili del paese. Colpirà il paese con la verga della sua bocca, e con il soffio delle sue labbra farà morire l'empio.

11,5 La giustizia sarà la cintura delle sue reni, e la fedeltà la cintura dei suoi fianchi. 11,6 Il lupo abiterà con l'agnello, e il leopardo si sdraierà accanto al capretto; il vitello, il leoncello e il bestiame ingrassato staranno assieme, e un bambino li condurrà. 11,7 La vacca pascolerà con l'orsa, i loro piccoli si sdraieranno assieme, e il leone mangerà il foraggio come il bue.

11,8 Il lattante giocherà sul nido della vipera, e il bambino divezzato stenderà la mano nella buca del serpente. 11,9 Non si farà né male né danno su tutto il mio monte santo, poiché la conoscenza del SIGNORE riempirà il paese come le acque coprono il fondo del mare.

11,10 In quel giorno, verso la radice d'Isai, issata come vessillo dei popoli, si volgeranno premurose le nazioni, e la sua residenza sarà gloriosa. Isa 11, 1-10;

Il male sarà estirpato nel paese.

Il Signore regnerà con giustizia e saggezza e nel paese d’Israele l’intera creazione e tutte le creature saranno già in quella condizione che possiamo aspettarci in seguito nella Nuova Creazione, sulla nuova terra, in tutta la nuova Gerusalemme.

I lupi abiteranno con gli agnelli e il leopardo si sdraierà accando al capretto. I giovani leoni saranno condotti al pascolo da un bambino insieme ai vitelli. E gli orsi mangeranno l’erba insieme alle vacche, così come anche i leoni e il leopardo.

Questi animali non sono affatto nuove “razze”. E non sono nemmeno una nuova creazione di Dio. Sono gli stessi leoni, leopardo ed orsi che prima hanno dilaniato altri animali e anche esseri umani come prede. È la discesa dello Spirito di Dio su tutte le creature in questo paese d’Israele che ha provocato questi cambiamenti.

E in questo testo diventa chiara anche una promessa, che fu rivelata da Paolo ai cristiani come speranza per la Nuova Creazione, ma che evidentemente diverrà realtà anche qui nel Millennio, in Israele sulla terra.

La creazione stessa sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella gloriosa libertà dei figli di Dio..

Rom 8,18 Infatti io ritengo che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria che dev'essere manifestata a nostro riguardo. 8,19 Poiché la creazione aspetta con impazienza la manifestazione dei figli di Dio; 8,20 perché la creazione è stata sottoposta alla vanità, non di sua propria volontà, ma a motivo di colui che ve l'ha sottoposta, 8,21 nella speranza che anche la creazione stessa sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella gloriosa libertà dei figli di Dio. 8,22 Sappiamo infatti che fino a ora tutta la creazione geme ed è in travaglio; Rom 8,18-22;

La terra sarà feconda come non mai.

Nel Millennio in Israele “l’aratore s’incontrerà con il mietitore”. Ora, sappiamo che già oggi Israele è una terra molto fertile. Attraverso gli influssi climatici favorevoli, durante l’anno avvengono numerosi raccolti. Bisogna però supporre che la situazione nel Millennio sarà incomparabilmente migliore.

In quel tempo in Israele non vi sarà più l’inverno. Per tutto l’anno dominerà un clima stabile, piuttosto tropicale. Piogge regolari al momento giusto accelereranno la crescita dei prodotti della terra e dei frutti degli alberi, cosicché in pratica la semina e il raccolto saranno possibili senza interrruzione.

Le aie si riempiranno di grano e i tini traboccheranno di mosto e d'olio.

Gioe 2,21 Non temere, terra, ma rallegrati e gioisci, poiché cose grandi ha fatto il Signore. 2,22 Non temete, animali della campagna, perché i pascoli del deserto hanno germogliato, perché gli alberi producono i frutti, la vite e il fico danno il loro vigore. 2,23 Voi, figli di Sion, rallegratevi, gioite nel Signore vostro Dio, perché vi dà la pioggia in giusta misura, per voi fa scendere l'acqua, la pioggia d'autunno e di primavera, come in passato. 2,24 Le aie si riempiranno di grano e i tini traboccheranno di mosto e d'olio. Gioe 2,21-24;

Il resto della casa di Giuda e d'Israele, quando vi avrò salvati, diverrete una benedizione.

Zac 8,11 Ora invece verso il resto di questo popolo io non sarò più come sono stato prima - dice il Signore degli eserciti -. 8,12 È un seme di pace: la vite produrrà il suo frutto, la terra darà i suoi prodotti, i cieli daranno la rugiada: darò tutto ciò al resto di questo popolo. 8,13 Come foste oggetto di maledizione fra le genti, o casa di Giuda e d'Israele, così quando vi avrò salvati, diverrete una benedizione. Non temete dunque: riprendano forza le vostre mani». Zac 8,11-13;

Verranno giorni in cui chi ara s'incontrerà con chi miete e chi pigia l'uva con chi getta il seme.

Amos 9,Ecco, verranno giorni, - dice il Signore - in cui chi ara s'incontrerà con chi miete e chi pigia l'uva con chi getta il seme; dai monti stillerà il vino nuovo e colerà giù per le colline. Amos 9,13;

Il germoglio del Signore crescerà in onore e gloria e il frutto della terra sarà a magnificenza e ornamento per gli scampati d’Israele.

Isa 4,2 In quel giorno, il germoglio del Signore crescerà in onore e gloria e il frutto della terra sarà a magnificenza e ornamento per gli scampati d’Israele. 4,3 Chi sarà rimasto in Sion e chi sarà superstite in Gerusalemme sarà chiamato santo, cioè quanti saranno iscritti per restare in vita in Gerusalemme. Isa 4, 2- 3;


Questo cambiamento del clima in Israele, ma anche del clima mondiale, potrebbe essere provocato da uno spostamento dell’asse terrestre o addirittura dall’ellittica del pianeta a causa degli effetti delle catastrofi globali generate dai terremoti durante la trasformazione di cielo e terra e dunque la posizione del paese d’Israele in relazione all’irradiamento solare e alle piogge potrebbe essere stata alterata positivamente.

Allora farò tremare i cieli e la terra si scuoterà dalle fondamenta.

Isa 13,13 Allora farò tremare i cieli e la terra si scuoterà dalle fondamenta per lo sdegno del Signore degli eserciti, nel giorno della sua ira ardente. 13,14 Allora, come una gazzella impaurita e come un gregge che nessuno raduna, ognuno si dirigerà verso il suo popolo, ognuno correrà verso la sua terra. Isa 13,13-14;

Essi ricostruiranno le vecchie rovine e ripopoleranno le città.

Quando Dio riunisce gli israeliti negli Ultimi Tempi e li riconduce nel loro paese, essi troveranno le case distrutte e i campi devastati. Ciò che non fu devastato con le catastrofi della trasformazione di cielo e terra, è stato distrutto e annientato dagli occupanti.

Ora, però, il popolo d’Israele si mette al lavoro. Ricostruiscono le vecchie rovine e restaurano le città devastate. Arano il terreno e rendono fertili i campi.

Ricostruiranno le vecchie rovine, rialzeranno gli antichi ruderi, restaureranno le città desolate.

Isa 61,4 Ricostruiranno le vecchie rovine, rialzeranno gli antichi ruderi, restaureranno le città desolate, devastate da più generazioni. Isa 61, 4;

Vi farò riabitare le vostre città e le vostre rovine saranno ricostruite.

Ez 36,33 Così dice il Signore Dio: «Quando vi avrò purificati da tutte le vostre iniquità, vi farò riabitare le vostre città e le vostre rovine saranno ricostruite. 36,34 Quella terra desolata, che agli occhi di ogni viandante appariva un deserto, sarà ricoltivata. Ez 36,33-34;

I popoli che saranno rimasti attorno a voi sapranno che io sono il Signore.

Ez 36,35 e si dirà: La terra, che era desolata, è diventata ora come il giardino dell'Eden, le città rovinate, desolate e sconvolte, ora sono fortificate e abitate. 36,36 I popoli che saranno rimasti attorno a voi sapranno che io, il Signore, ho ricostruito ciò che era distrutto e ricoltivato la terra che era un deserto. Io, il Signore, l'ho detto e lo farò». Ez 36,35-36;

Masse di persone affluiscono in Israele.

La popolazione d‘Israele aumenterà improvvisamente. Vi saranno masse di persone che si metteranno in cammino verso Israele. Dobbiamo pensare che nelle catastrofi del giudizio nel Giorno del Signore, tutti gli esseri umani sulla terra hanno visto e compreso che la forza dell’essere umano, la sua intelligentissima tecnologia, le sue armi e le strategie rispetto al potere di Dio sono una quantité négligeable, una grandezza trascurabile.

E poiché Dio in questi giudizi si è rivelato agli esseri umani sulla terra – egli è apparso a tutti loro nella “grande tenebra” e con la sua gloria ha illuminato il mondo intero – non vi è più nessun dubbio tra i sopravvissuti del fatto che esiste un Dio – ed anzi proprio solo questo Dio.

(Vedi anche Capitolo 04: “La Grande Tenebra.”)


Gerusalemme sarà priva di mura, per la moltitudine di uomini e di animali che dovrà accogliere.

Zac 2,5 Alzai gli occhi ed ecco un uomo con una corda in mano per misurare. 2,6 Gli domandai: «Dove vai?». Ed egli: «Vado a misurare Gerusalemme per vedere qual è la sua larghezza e qual è la sua lunghezza». 2,7 Allora l'angelo che parlava con me uscì e incontrò un altro angelo 2,8 che gli disse: «Corri, va' a parlare a quel giovane e digli: Gerusalemme sarà priva di mura, per la moltitudine di uomini e di animali che dovrà accogliere. Zac 2, 5- 8;

Alza gli occhi intorno e guarda: tutti costoro si radunano, vengono da te.

Isa 49,14 Sion ha detto: «Il Signore mi ha abbandonato, il Signore mi ha dimenticato». 49,15 Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se queste donne si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai. 49,16 Ecco, ti ho disegnato sulle palme delle mie mani, le tue mura sono sempre davanti a me. 49,17 I tuoi costruttori accorrono, i tuoi distruttori e i tuoi devastatori si allontanano da te. 49,18 Alza gli occhi intorno e guarda: tutti costoro si radunano, vengono da te. «Com'è vero ch'io vivo - oracolo del Signore - ti vestirai di tutti loro come di ornamento, te ne ornerai come una sposa». Isa 49,14-18;

Eppure Sion, appena sentiti i dolori, ha partorito i figli.

Isa 66,7 Prima di provare i dolori, ha partorito; prima che le venissero i dolori, ha dato alla luce un maschio. 66,8 Chi ha mai udito una cosa simile, chi ha visto cose come queste? Nasce forse un paese in un giorno; un popolo è generato forse in un istante? Eppure Sion, appena sentiti i dolori, ha partorito i figli. 66,9 «Io che apro il grembo materno, non farò partorire?» dice il Signore. «Io che faccio generare, chiuderei il seno?» dice il tuo Dio.

66,10 Rallegratevi con Gerusalemme, esultate per essa quanti la amate. Sfavillate di gioia con essa voi tutti che avete partecipato al suo lutto. 66,11 Così succhierete al suo petto e vi sazierete delle sue consolazioni; succhierete, deliziandovi, all'abbondanza del suo seno.

66,12 Poiché così dice il Signore: «Ecco io farò scorrere verso di essa, come un fiume, la pace; come un torrente in piena la ricchezza dei popoli; i suoi bimbi saranno portati in braccio, sulle ginocchia saranno accarezzati. 66,13 Come una madre consola un figlio così io vi consolerò; in Gerusalemme sarete consolati. Isa 66, 7-13;

Nelle tue rovine, nei tuoi luoghi desolati, nel tuo paese distrutto, sarai ora troppo allo stretto per i tuoi abitanti.

Isa 49,19 Nelle tue rovine, nei tuoi luoghi desolati, nel tuo paese distrutto, sarai ora troppo allo stretto per i tuoi abitanti; quelli che ti divoravano si allontaneranno da te. 49,20 I figli di cui fosti privata ti diranno ancora all'orecchio: "Questo posto è troppo stretto per me; fammi spazio, perché io possa stabilirmi". Isa 49,19-20;

Il numero dei figli d'Israele sarà come la sabbia del mare, che non si può misurare né contare.

Os 1,10 «Tuttavia, il numero dei figli d'Israele sarà come la sabbia del mare, che non si può misurare né contare. Avverrà che invece di dir loro, come si diceva: "Voi non siete mio popolo", sarà loro detto: "Siete figli del Dio vivente".Os 1,10;

Anche i Gentili approderanno al Dio d’Israele

Tuttavia, non saranno solo gli israeliti che affluiranno a Gerusalemme. Anche i “Gentili scampati”, quegli esseri umani provenienti dalle nazioni del mondo, che sono sopravvissuti alle catastrofi nel Giorno del Signore e che sono approdati alla fede in un solo ed unico Dio, vogliono davvero andare poi nella “Terra Promessa”.

E tutto il mondo riconosce che “i nostri padri non hanno ereditato che menzogne, vanità, e cose che non giovano a nulla”. Ed essi seguono l’offerta di Dio, che grida loro: “Volgetevi a me e siate salvati, voi tutte le estremità della terra! Poiché io sono Dio, e non ce n’è alcun altro”.
 

Adunatevi, venite, voi che siete scampati dalle nazioni! Volgetevi a me e siate salvati, Poiché io sono Dio, e non ce n'è alcun altro.

Isa 45,20 «Adunatevi, venite, accostatevi tutti assieme, voi che siete scampati dalle nazioni! Non hanno intelletto quelli che portano il loro idolo di legno e pregano un dio che non può salvare. 45,21 Proclamatelo, fateli avvicinare, si consiglino pure assieme! Chi ha annunciato queste cose fin dai tempi antichi e le ha predette da lungo tempo? Non sono forse io, il SIGNORE? Fuori di me non c'è altro Dio, Dio giusto, e non c'è Salvatore fuori di me. 45,22 Volgetevi a me e siate salvati, voi tutte le estremità della terra! Poiché io sono Dio, e non ce n'è alcun altro. Isa 45,20-22;

A te verranno le nazioni dalle estremità della terra e diranno: «I nostri padri non hanno ereditato che menzogne, vanità, e cose che non giovano a nulla.

Ger 16,19 SIGNORE, mia forza, mia fortezza e mio rifugio nel giorno dell'avversità! A te verranno le nazioni dalle estremità della terra e diranno: «I nostri padri non hanno ereditato che menzogne, vanità, e cose che non giovano a nulla. 16,20 L'uomo dovrebbe farsi degli dèi? Ma già essi non sono dèi». Ger 16,19-20;

Dieci uomini delle nazioni piglieranno un Giudeo per il lembo della veste e diranno: 'Noi verremo con voi perché abbiamo udito che Dio è con voi'.

Zac 8,20 Così parla il SIGNORE degli eserciti: "Verranno ancora dei popoli e gli abitanti di molte città; 8,21 gli abitanti dell'una andranno all'altra e diranno: 'Andiamo, andiamo a implorare il favore del SIGNORE e a cercare il SIGNORE degli eserciti! Anch'io voglio andare!'

8,22 Molti popoli e nazioni potenti verranno a cercare il SIGNORE degli eserciti a Gerusalemme e a implorare il favore del SIGNORE". 8,23 Così parla il SIGNORE degli eserciti: "In quei giorni avverrà che dieci uomini di tutte le lingue delle nazioni piglieranno un Giudeo per il lembo della veste e diranno: 'Noi verremo con voi perché abbiamo udito che Dio è con voi'"». Zac 8,20-23;

Il tempio verrà ricostruito ex novo.

Anche il terzo tempio fu devastato dai terremoti nel Giorno del Signore ed è ridotto a un cumulo di macerie. Ora esso verrà ricostruito ex novo. Nel libro di Ezechiele, nei capitoli dal 40 al 43, abbiamo istruzioni dettagliate su come questo tempio dovrà essere costruito.

Il tempio verrà ricostruito.

Ez 40,1 - 46,24; Istruzioni per la costruzione del nuovo tempio. Ez 40,1-49; Ez 41,1-26; Ez 42,1-20; Ez 43,1-27;


E come abbiamo letto sopra in Zac 8,23: “In quei giorni avverrà che dieci uomini di tutte le lingue delle nazioni piglieranno un Giudeo per il lembo della veste e diranno: noi verremo con voi perché abbiamo udito che Dio è con voi”, stando a Zac 6,15, arriveranno anche degli stranieri e aiuteranno nella costruzione del tempio.

Quelli che sono lontani verranno e lavoreranno alla costruzione del tempio del SIGNORE.

Zac 6,15 Quelli che sono lontani verranno e lavoreranno alla costruzione del tempio del SIGNORE; e voi conoscerete che il SIGNORE degli eserciti mi ha mandato da voi. Questo avverrà, se date veramente ascolto alla voce del SIGNORE, del vostro Dio». Zac 6,15;

In quel giorno nella casa dell'Eterno degli eserciti non ci sarà più alcun mercante.

Zac 14,20 In quel giorno sui sonagli dei cavalli sarà inciso: "SANTITÀ ALL'ETERNO". Le pentole nella casa dell'Eterno saranno come le bacinelle davanti all'altare.

14,21 Sì, ogni pentola in Gerusalemme e in Giuda sarà consacrata all'Eterno degli eserciti; tutti quelli che offriranno sacrifici verranno a prenderle per cuocervi le carni. In quel giorno nella casa dell'Eterno degli eserciti non ci sarà più alcun mercante. Zac 14,20-21;

La gloria futura di questa casa sarà più grande di quella di una volta.

Agg 2,6 Dice infatti il Signore degli eserciti: Ancora un po' di tempo e io scuoterò il cielo e la terra, il mare e la terraferma. 2,7 Scuoterò tutte le nazioni e affluiranno le ricchezze di tutte le genti e io riempirò questa casa della mia gloria, dice il Signore degli eserciti. 2,8 L'argento è mio e mio è l'oro, dice il Signore degli eserciti. 2,9 La gloria futura di questa casa sarà più grande di quella di una volta, dice il Signore degli eserciti; in questo luogo porrò la pace - oracolo del Signore degli eserciti -. Agg 2, 6- 9;


Ora, il testo qui sopra, tratto da Agg 2,6-9, permette anche qui di comprendere il principio profetico del molteplice compimento. Da un lato il primo compimento avvenne sotto Erode, che fece del secondo tempio ricostruito sotto Zorobabele l’ottava meraviglia del mondo.

Il compimento spirituale di questa profezia nella simbolica “casa della comunità” interpretato da alcuni esegeti, può essere condiviso per quel che concerne la fede, ma per quel che concerne il senso letterale di questo testo: “La gloria futura di questa casa sarà più grande di quella di una volta”, qui vengono paragonati l’uno con l’altro due edifici. Di conseguenza, qui si deve trattare di un tempio successivo nella storia.

Un’altra interpretazione che collega questa profezia alla seconda, la Nuova Creazione, non è perciò convincente, poiché nella Nuova Creazione non vi sarà più alcun tempio, come ci viene detto in Apoc 21,22.

Nella città non vidi alcun tempio, perché il Signore Dio onnipotente e l'Agnello sono il suo tempio.

Apoc 21,22 Nella città non vidi alcun tempio, perché il Signore Dio onnipotente e l'Agnello sono il suo tempio. Apoc 21,22;


Se dunque più sopra, in Agg 2,9, si è parlato della gloria futura di questa casa, si deve pensare a un edificio e difficilmente può riferirsi al “Dio onnipotente…e all’Agnello”.

Così, il compimento finale che rimane nel Millennio è quello che porta a compimento anche tutti gli altri criteri di questo testo – le nazioni (Gentili) vengono al tempio (e cioè essi si sono convertiti e vengono al Dio d’Israele), portano i loro tesori ed in quel luogo il Signore donerà loro la salvezza.

Qui nel Millennio, dunque, le nazioni portano i loro tesori a Sion, nel tempio, come gradito sacrificio sull’altare del Signore. In seguito, nella Nuova Creazione, si porteranno nella città, nella Nuova Gerusalemme, lo splendore e la ricchezza delle nazioni, poiché non vi sarà più alcun tempio, ma il Dio onnipotente e l’Agnello saranno il loro tempio (Apoc 21,22-24).

Una circostanza che spesso non viene colta nell’interpretazione, è il fatto che tra oggi e il Millennio verrà costruito un ulteriore – terzo – tempio, che poi verrà di nuovo anch’esso distrutto.

Egli farà cessare sacrificio e oblazione; e sulle ali delle abominazioni verrà un devastatore.

Dan 9,26 Dopo le sessantadue settimane il Messia sarà messo a morte e nessuno sarà per lui. E il popolo di un capo che verrà distruggerà la città e il santuario; la sua fine verrà con un'inondazione, e fino al termine della guerra sono decretate devastazioni.

9,27 Egli stringerà una forte alleanza con molti per una settimana e, nello spazio di metà settimana, farà cessare il sacrificio e l'offerta; sull'ala del tempio porrà l'abominio della desolazione e ciò sarà sino alla fine, fino al termine segnato sul devastatore». Dan 9,26-27;


Più sopra, in Dan 9,27, leggiamo la dichiarazione che “nel santuario” vi sarà l’abominazione della devastazione. Con questo “santuario” si intende senza dubbio il tempio a Gerusalemme. Ciò ci viene confermato anche dal riferimento al fatto che sacrifici cruenti e offerte di cibo verranno aboliti. Secondo i precetti ebraici, infatti, sacrifici cruenti e offerte di cibo, possono essere compiuti solo se vi è un tempio con un altare.

Come ci viene detto nel versetto precedente, in Dan 9,26: “…il popolo di un capo che verrà distruggerà la città e il santuario”, nell’anno 70 Tito ha distrutto la città e il tempio, e da quel momento a Gerusalemme non vi è più un tempio e dunque nemmeno un ufficio divino.

Qui comprendiamo benissimo che tra Da  9,26: “…E il popolo di un capo che verrà distruggerà la città e il santuario…” e il versetto successivo, Dan 9,27: “…sull'ala del tempio porrà l'abominio della desolazione” (Mat 24,15;!), vi è un lasso di tempo che va da ora fino a quasi duemila anni.

Questo lungo periodo senza ufficio divino viene profetizzato anche dal profeta Osea.

Poiché i figli d'Israele staranno per molti giorni senza sacrificio.

Os 3,4 Poiché i figli d'Israele staranno per molti giorni senza re, senza capo, senza sacrificio e senza colonna sacra, senza efod e senza idoli domestici. 3,5 Poi i figli d'Israele torneranno a cercare l'Eterno, il loro DIO, e Davide loro re, e si volgeranno tremanti all'Eterno e alla sua bontà negli ultimi giorni. Os 3, 4- 5;


E Osea qui aggiunge che “poi” i figli d’Israele si convertiranno e cercheranno tremanti il loro Dio e il loro re Davide. Ciò si riferisce chiaramente al Millennio, al tempo in cui il popolo d’Israele verrà riunito e portato nel suo paese e Davide – risvegliato da Dio – sarà principe in Israele.

Da ciò si può però concludere che nel tempo dell’Anticristo (settantesima settimana di sette anni) vi sarà un tempio, che non è appunto il caso di oggi. Anche Paolo conferma questo in 2Tess 2,1-4.

L'uomo del peccato, colui che s'innalza sopra tutto ciò che è chiamato dio, mettendo in mostra se stesso e proclamando di essere Dio.

2Tess 2,1 Or vi preghiamo, fratelli, riguardo alla venuta del Signor nostro Gesù Cristo e al nostro adunamento con lui, 2,2 di non lasciarvi subito sconvolgere nella mente né turbare o da spirito, o da parola, o da qualche epistola come se venisse da parte nostra, quasi che il giorno di Cristo sia già venuto. 2,3 Nessuno v'inganni in alcuna maniera, perché quel giorno non verrà se prima non sia venuta l'apostasia e prima che sia manifestato l'uomo del peccato, il figlio della perdizione, 2,4 l'avversario, colui che s'innalza sopra tutto ciò che è chiamato dio o oggetto di adorazione, tanto da porsi a sedere nel tempio di Dio come Dio, mettendo in mostra se stesso e proclamando di essere Dio. 2Tess 2, 1- 4;


La riflessione che questo terzo tempio ora è anche quel tempio che verrà consacrato nel Millennio, fallisce in due dichiarazioni essenziali della Sacra Scrittura. In primo luogo, dalla logica conseguenza che con il terremoto globale nel Giorno del Signore, anche Gerusalemme con il suo tempio verrà distrutta e perciò con la venuta del Signore a Sion, nel Millennio, sarà ridotta ad un cumulo di macerie. Ciò ci viene detto anche da numerosi passi biblici, come per esempio:

L'Eterno ritorna a Sion. Prorompete insieme in grida di gioia, o rovine di Gerusalemme.

Isa 52,8 Ascolta! Le tue sentinelle alzano la voce e mandano insieme grida di gioia, perché vedono con i loro occhi l'Eterno che ritorna a Sion. 52,9 Prorompete insieme in grida di gioia, o rovine di Gerusalemme, perché l'Eterno consola il suo popolo e redime Gerusalemme. Isa 52, 8- 9;


E in secondo luogo il fatto che, stando a Zac 6,15 e ad altri passi biblici, nel Millennio, sotto il regno del Messia, sorgerà un nuovo tempio, nella cui costruzione aiuteranno persino i Gentili convertiti.

Anche quelli che sono lontani verranno per aiutare a costruire il tempio dell'Eterno.

Zac 6,12 Quindi parla a lui, dicendo: Così dice l'Eterno degli eserciti: Ecco, l'uomo, il cui nome è il Germoglio, germoglierà nel suo luogo e costruirà il tempio dell'Eterno. 6,13 Sì, egli costruirà il tempio dell'Eterno, si ammanterà di gloria e si siederà e regnerà sul suo trono, sarà sacerdote sul suo trono, e tra i due ci sarà un consiglio di pace. 6,14 La corona sarà un ricordo nel tempio dell'Eterno per Helem, per Tobiah, per Jedaiah e per Hen, figlio di Sofonia. 6,15 Anche quelli che sono lontani verranno per aiutare a costruire il tempio dell'Eterno; allora riconoscerete che l'Eterno degli eserciti mi ha mandato a voi. Questo avverrà se obbedirete diligentemente alla voce dell'Eterno, il vostro DIO». Zac 6,12-15;


Il tempio nel Millennio è dunque il quarto tempio. Possiamo probabilmente prevedere l’edificazione del terzo tempio già nel prossimo futuro. Già ora in Israele sono stati fatti tutti i preparativi per la costruzione del tempio. Roger Liebi, nel suo libro “Gerusalemme, un ostacolo per la pace del mondo”, a pagina 103 e seguenti, racconta quanto segue, riportato per illustrare il senso di ciò che egli vuole dire:

“Negli ultimi anni, l’‘Istituto del Tempio’, fondato in Israele nel 1988, a fronte di enormi spese finanziarie, ha realizzato gli strumenti per il servizio divino nel terzo tempio. Tra i diversi strumenti del tempio, che sono in tutto 104, vi sono per esempio candelabri a sette bracci (menora), un lavandino in rame, un turibolo in oro, pàtere d’oro e d’argento, vasi per le libagioni di acqua e vino, il sacro diadema in oro puro per il sommo sacerdote, pale per il lavoro all’altare dell’olocausto, abiti sacerdotali, un’urna e le sorti per il gran giorno di espiazione (Yom Kippur), trombe d’argento, corni di montone, arpe per la musica del tempio dei levìti e molti altri ancora.

Altre svariate organizzazioni si impegnano nella formazione di sacerdoti (cohanim) per l’ufficio nel futuro tempio. Un’ulteriore gruppo, che si darà da fare nel futuro tempio, ha già messo a disposizione la pietra miliare per questo terzo tempio. Si tratta di una pietra di circa 4 tonnellate, che doveva essere squadrata senza l’uso di attrezzi metallici, ma solo con l’aiuto di ciottoli.

Per la costruzione di questo terzo tempio affluiscono a Gerusalemme offerte di ebrei da tutto il mondo, e attualmente la ricostruzione fallisce solo per il fatto che nel luogo dell’antico tempio, nella Gerusalemme orientale, ora da circa 1300 anni, si trova la Cupola della Roccia e inoltre questa parte della città è ancora sotto il controllo dei palestinesi”.


Il governo del mondo nel Millennio.

Il Messia sarà re sul mondo intero.

Il Principe di Pace, nostro Signore Gesù Cristo, sarà re a Sion, ed egli sarà l’unico re del mondo. Tutte le nazioni della terra – inclusa Israele, che riceverà Davide risvegliato come principe – avranno solo principi come loro sovrani. E il Figlio di Dio regnerà sulla terra con giustizia. Egli pronuncerà per i poveri e i miserabili un giudizio equo, picchierà i violenti senza pietà e ucciderà gli atei. E i martiri della Prima Risurrezione regneranno con lui.

Sì, egli costruirà il tempio dell'Eterno, si ammanterà di gloria e si siederà e regnerà sul suo trono.

Zac 6,9 La parola dell'Eterno mi fu quindi rivolta, dicendo: 6,10 «Accetta doni dagli esuli, cioè da Heldai, da Tobiah e da Jedaiah che sono venuti da Babilonia, e recati oggi stesso in casa di Giosia, figlio di Sofonia. 6,11 Prendi l'argento e l'oro, fanne una corona e mettila sul capo di Giosuè, figlio di Jehotsadak, il sommo sacerdote. 6,12 Quindi parla a lui, dicendo: Così dice l'Eterno degli eserciti: Ecco, l'uomo, il cui nome è il Germoglio, germoglierà nel suo luogo e costruirà il tempio dell'Eterno. 6,13 Sì, egli costruirà il tempio dell'Eterno, si ammanterà di gloria e si siederà e regnerà sul suo trono, sarà sacerdote sul suo trono, e tra i due ci sarà un consiglio di pace. Zac 6, 9-13;

Il ramoscello uscirà dal tronco di Isai giudicherà i poveri con giustizia e farà decisioni eque per gli umili del paese.

Isa 11,1 Poi un ramoscello uscirà dal tronco di Isai e un germoglio spunterà dalle sue radici. 11,2 Lo Spirito dell'Eterno riposerà su lui: spirito di sapienza e d'intelligenza, spirito di consiglio e di potenza, spirito di conoscenza e di timore dell'Eterno. 11,3 Il suo diletto sarà nel timore dell'Eterno, non giudicherà secondo le apparenze, non darà sentenze per sentito dire, 11,4 ma giudicherà i poveri con giustizia e farà decisioni eque per gli umili del paese. Colpirà il paese con la verga della sua bocca e col soffio delle sue labbra farà morire l'empio. 11,5 La giustizia sarà la cintura dei suoi lombi e la fedeltà la cintura dei suoi fianchi. Isa 11, 1- 5;

I santi della prima risurrezione regneranno con Cristo mille anni.

Apoc 20,6 Beato e santo è colui che ha parte alla prima risurrezione. Su di loro non ha potestà la seconda morte, ma essi saranno sacerdoti di Dio e di Cristo e regneranno con lui mille anni. Apoc 20, 6;

E ci hai fatti re e sacerdoti per il nostro Dio, e regneremo sulla terra.

Apoc 5,9 E cantavano un nuovo cantico dicendo: «Tu sei degno di prendere il libro e di aprirne i sigilli, perché sei stato ucciso, e col tuo sangue ci hai comprati a Dio da ogni tribù, lingua, popolo e nazione, 5,10 e ci hai fatti re e sacerdoti per il nostro Dio, e regneremo sulla terra». Apoc 5, 9-10;

Le nazioni che non vogliono servire il Signore, verranno annientate.

Ora in quel tempo non si può davvero affermare che gli esseri umani non sapessero nulla di Dio. Essi lo hanno conosciuto nel giudizio delle catastrofi nel Giorno del Signore e lo conoscono adesso come Dio d’Israele, che ha trasformato il paese del suo popolo in un paradiso sulla terra.

Perciò, non può essere ignoranza, se tra le nazioni vi sono sempre coloro che non vogliono ubbidire a questo Dio. Di conseguenza, qui non si tratta di “povere pecore indotte in tentazione”, ma di mentitori, truffatori, rapinatori e assassini, che non hanno ancora saputo cosa farsene della verità e della giustizia, e che ora tentano di nuovo di andare per la loro strada.

Per comprendere correttamente anche la giustizia della punizione inflitta loro dal Signore, dobbiamo pensare al fatto che qui non si tratta di semplici “atei”, e dunque di esseri umani che non hanno accettato Dio, poiché non sapevano nulla di lui. Questi esseri umani sono i figli del loro padre, del diavolo. Essi non sono senza Dio, essi sono contro Dio. Ed esattamente come i poveri e i miserabili alla fine ottengono il loro diritto, così coloro che non sono pronti a rinnegare la loro cattiveria, verranno annientati. Il fatto che persino nel Millennio vi saranno ancora esseri umani che non vogliono accogliere Dio e che accettano il suo dominio solo con la forza, si deduce dal fatto che alla fine del Millennio un incalcolabile numero di esseri umani accorrerà verso Satana liberato, per combattere con lui l’ultima battaglia contro Dio.

Questo cambiamento spirituale di così tanti esseri umani non può essere avvenuto in un tempo così breve. E poiché non si deve ritenere che Satana dopo la sua liberazione dalla prigione abbia ancora dei secoli di tempo per provocare una simile svolta, rimane solo l’ammissione che, anche nel Millennio, molti esseri umani, in presenza del Dio vivente sulla terra, non sono pronti ad accettare questo Dio, ma si allontanano da lui e attendono il “liberatore” satanico.

Per le altre nazioni del mondo, esclusa Israele, le condizioni di vita saranno assolutamente normali. Grazie allo speciale clima, presumibilmente, essi potranno anche ottenere più raccolti all’anno. Tuttavia, anche qui la concezione che il Signore poi “donerà loro prosperità, splendore e felicità ai suoi sudditi, come l’umanità ha invano cercato fino ad ora”, è falsa nella misura in cui – come già spiegato più sopra – queste promesse si riferiscono solo ad Israele. E se una di queste nazioni si rifiuta di andare ogni anno in pellegrinaggio a Gerusalemme in occasione della Festa delle Capanne, viene punita con la cessazione delle piogge. Ciò porterà poi ad una carestia con tutte le sue conseguenze in questo paese. Anche queste nazioni non esperiranno alcun perdono dei peccati e dunque nemmeno la discesa dello Spirito di Dio. La loro durata della vita sarà perciò limitata ad un massimo di centoventi anni e in queste nazioni mancheranno anche tutte le altre circostanze determinate dallo Spirito.

Ma se non ascolteranno, io sradicherò interamente quella nazione e la distruggerò», dice l'Eterno.

Ger 12,16 E avverrà che se impareranno accuratamente le vie del mio popolo e a giurare per il mio nome, dicendo: "L'Eterno vive", come hanno insegnato al mio popolo a giurare per Baal, saranno saldamente stabiliti in mezzo al mio popolo. 12,17 Ma se non ascolteranno, io sradicherò interamente quella nazione e la distruggerò», dice l'Eterno. Ger 12,16-17;

E il regno che non ti serviranno periranno, e quelle nazioni saranno interamente distrutte.

Isa 60,12 Poiché la nazione e il regno che non ti serviranno periranno, e quelle nazioni saranno interamente distrutte. Isa 60,12;

Se qualche famiglia della terra non salirà a Gerusalemme per adorare il Re, l'Eterno degli eserciti, su di essa non cadrà alcuna pioggia.

Zac 14,16 E avverrà che ogni sopravvissuto di tutte le nazioni venute contro Gerusalemme salirà di anno in anno ad adorare il Re, l'Eterno degli eserciti, e a celebrare la festa delle Capanne. 14,17 E avverrà che, se qualche famiglia della terra non salirà a Gerusalemme per adorare il Re, l'Eterno degli eserciti, su di essa non cadrà alcuna pioggia.

14,18 Se la famiglia d'Egitto non salirà e non verrà, neppure su di essa cadrà la pioggia, ma cadrà la stessa piaga con cui l'Eterno colpirà le nazioni che non saliranno a celebrare la festa delle Capanne. 14,19 Questa sarà la punizione dell'Egitto, e la punizione di tutte le nazioni che non saliranno a celebrare la festa delle Capanne. Zac 14,16-19;

Il Principe della Pace porrà fine a tutte le guerre.

Infine nessun popolo leverà mai più la spada contro un altro. Ed anche qui dobbiamo distinguere bene tra Israele e i popoli nel Millennio. In Israele vi sarà la pace, poiché in quello paese la cattiveria degli esseri umani, anzi di tutta la creazione è stata totalmente sradicata da Dio. Essi dunque non faranno più nulla di male, poiché Dio ha donato loro un “altro cuore”. Il male è stato estirpato dal loro cuore. Negli altri popoli, la situazione appare parzialmente diversa. Anche qui, certo, vi saranno molti esseri umani che si saranno sinceramente convertiti al Signore. Ma ne rimarrà ancora sempre una notevole quantità che non avrà accettato Dio, e che fingerà per paura o calcolo. Anche questi, però, manterranno la calma e non faranno guerre, poiché essi sanno che la punizione sarebbe inevitabile e immediata. E così si arriva al primo, reale, vero ed unico Regno di Pace sulla terra.

In quel giorno io spezzerò l'arco, la spada e la guerra eliminandoli dalla terra e li farò riposare al sicuro.

Os 2,16 In quel giorno avverrà, dice l'Eterno, che tu mi chiamerai: "Marito mio", e non mi chiamerai più: "Mio Baal". 2,17 Toglierò dalla sua bocca i nomi dei Baal e non si ricorderanno più del loro nome.2,18 In quel giorno io farò per loro un patto con le bestie dei campi, con gli uccelli del cielo e i rettili della terra. Spezzerò l'arco, la spada e la guerra eliminandoli dalla terra e li farò riposare al sicuro. 2,19 Ti fidanzerò a me per l'eternità; sì, ti fidanzerò a me in giustizia, in equità, in benignità e in compassioni. 2,20 Ti fidanzerò a me in fedeltà, e tu conoscerai l'Eterno.2,21 In quel giorno avverrà che io risponderò», dice l'Eterno. «Risponderò al cielo ed esso risponderà alla terra; 2,22 e la terra risponderà con il grano, il mosto e l'olio, e questi risponderanno a Jezreel. 2,23 Io la seminerò per me sulla terra e avrò compassione di Lo-ruhamah; e dirò a Lo-ammi: "Tu sei il popolo mio", ed egli mi risponderà: "Tu sei il mio DIO"». Os 2,16-23;

Egli farà giustizia fra le nazioni; una nazione non alzerà più la spada contro un'altra nazione

Isa 2,2 Negli ultimi giorni avverrà che il monte della casa dell'Eterno sarà stabilito in cima ai monti e si ergerà al di sopra dei colli, e ad esso affluiranno tutte le nazioni. 2,3 Molti popoli verranno dicendo: «Venite, saliamo al monte dell'Eterno, alla casa del Dio di Giacobbe; egli ci insegnerà le sue vie e noi cammineremo nei suoi sentieri». Poiché da Sion uscirà la legge e da Gerusalemme la parola dell'Eterno.

2,4 Egli farà giustizia fra le nazioni e sgriderà molti popoli. Forgeranno le loro spade in vomeri e le loro lance in falci; una nazione non alzerà più la spada contro un'altra nazione e non insegneranno più la guerra. 2,5 O casa di Giacobbe, venite e camminiamo nella luce dell'Eterno! Isa 2, 2- 5;

Non ci sarà fine all'incremento del suo impero e pace sul trono di Davide e sul suo regno.

Isa 9,4 Poiché ogni calzatura di guerriero nella mischia e ogni mantello rotolato nel sangue, sarà destinato ad essere arso e sarà esca del fuoco. 9,5 Poiché un bambino ci è nato, un figlio ci è stato dato. Sulle sue spalle riposerà l'impero, e sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace. 9,6 Non ci sarà fine all'incremento del suo impero e pace sul trono di Davide e sul suo regno, per stabilirlo fermamente e rafforzarlo mediante il giudizio e la giustizia, ora e sempre. Questo farà lo zelo dell'Eterno degli eserciti. Isa 9, 4- 6;

Con le loro spade forgeranno vomeri, e con le loro lance falci; una nazione non leverà più la spada contro l'altra e non saranno più addestrate per la guerra.

Mi 4,3 Egli sarà giudice fra molti popoli e farà da arbitro fra nazioni potenti e lontane. Con le loro spade forgeranno vomeri, e con le loro lance falci; una nazione non leverà più la spada contro l'altra e non saranno più addestrate per la guerra. 4,4 Siederanno ciascuno sotto la propria vite e sotto il proprio fico, e più nessuno li spaventerà, perché la bocca dell'Eterno degli eserciti ha parlato. 4,5 Mentre tutti i popoli camminano ciascuno nel nome del suo dio, noi cammineremo nel nome dell'Eterno, il nostro DIO, per sempre (per il tempo del mondo/Buber). Mi 4, 3- 5;

Io farò scomparire i tuoi cavalli di mezzo a te e distruggerò i tuoi carri; farò scomparire le città del tuo paese e abbatterò tutte le tue fortezze;

Mi 5,10 «In quel giorno avverrà», dice l'Eterno, «che io farò scomparire i tuoi cavalli di mezzo a te e distruggerò i tuoi carri; 5,11 farò scomparire le città del tuo paese e abbatterò tutte le tue fortezze;

5,12 farò scomparire dalla tua mano le arti magiche e tu non avrai più indovini; 5,13 farò scomparire di mezzo a te le tue immagini scolpite e le tue colonne sacre, e tu non ti prostrerai più davanti all'opera delle tue mani. 5,14 Estirperò di mezzo a te i tuoi Ascerah e distruggerò le tue città. 5,15 Farò vendetta con ira e con furore delle nazioni che non hanno voluto ascoltare». Mi 5,10-15;

Il Messia parlerà di pace alle nazioni; il suo dominio si estenderà da mare a mare, e dal Fiume fino all'estremità della terra.

Zac 9,10 Io farò scomparire i carri da Efraim e i cavalli da Gerusalemme; gli archi di guerra saranno annientati. Egli parlerà di pace alle nazioni; il suo dominio si estenderà da mare a mare, e dal Fiume fino all'estremità della terra. Zac 9,10;

I principi delle nazioni.

Mentre il Messia, il Figlio di Dio, regnerà come unico re su tutto il mondo, i singoli paesi non saranno più governati da re, ma da principi. Come possiamo comprendere dai due seguenti passi biblici, questi principi vengono scelti e designati dal Messia. Sono tutti esseri umani credenti, che regneranno e giudicheranno in modo giusto anche secondo l’esempio del loro re. In Sal 47,10, essi vengono addirittura definiti il popolo del Dio di Abramo.

Ecco, un re regnerà secondo giustizia e i principi governeranno con equità.

Isa 32,1 Ecco, un re regnerà secondo giustizia e i principi governeranno con equità. 32,2 Ognuno di essi sarà come un riparo dal vento e un rifugio contro l'uragano, come ruscelli d'acqua in luogo arido, come l'ombra di una grande roccia in una terra riarsa. 32,3 Gli occhi di quelli che vedono non saranno più offuscati e gli orecchi di quelli che odono staranno attenti. 32,4 Il cuore degli sconsiderati acquisterà conoscenza e la lingua dei balbuzienti parlerà speditamente e chiaramente. 32,5 L'uomo spregevole non sarà più chiamato nobile né il disonesto sarà detto magnanimo. Isa 32, 1- 5;

I principi dei popoli, il popolo del DIO di Abrahamo, si sono riuniti insieme;

Salmi 47,7 Poiché DIO è re di tutta la terra; cantate lodi con bravura. 47,8 DIO regna sulle nazioni; DIO siede sul suo santo trono. 47,9 I principi dei popoli, il popolo del DIO di Abrahamo, si sono riuniti insieme; poiché a DIO appartengono gli scudi della terra; egli è grandemente esaltato. Salmi 47, 7-9;

Davide verrà risvegliato e sarà principe d’Israele

Per il suo popolo in Israele, il Signore risveglierà poi anche il suo servo Davide, affinché egli nel Millennio sia il suo principe.

Stabilirò su di esse un solo pastore che le pascolerà, il mio servo Davide.

Ez 34,23 Stabilirò su di esse un solo pastore che le pascolerà, il mio servo Davide. Egli le pascolerà e sarà il loro pastore. 34,24 E io, l'Eterno, sarò il loro DIO e il mio servo Davide sarà principe in mezzo a loro. Io, l'Eterno, ho parlato. Ez 34,23-24;

I figli d'Israele torneranno a cercare l'Eterno, il loro DIO, e Davide loro re.

Os 3,4 Poiché i figli d'Israele staranno per molti giorni senza re, senza capo, senza sacrificio e senza colonna sacra, senza efod e senza idoli domestici. 3,5 Poi i figli d'Israele torneranno a cercare l'Eterno, il loro DIO, e Davide loro re, e si volgeranno tremanti all'Eterno e alla sua bontà negli ultimi giorni. Os 3, 4- 5;

Ma quei d'Israele serviranno l'Eterno, il loro DIO, e Davide, loro re, che io susciterò per loro.

Ger 30,8 In quel giorno avverrà», dice l'Eterno degli eserciti, «che io spezzerò il suo giogo dal tuo collo e romperò i tuoi legami; gli stranieri non ti faranno più loro schiavo. 30,9 Ma quei d'Israele serviranno l'Eterno, il loro DIO, e Davide, loro re, che io susciterò per loro. Ger 30, 8- 9;

 

Innalzate canti di gioia per Giacobbe e mandate grida per il capo delle nazioni.

Ger 31,6 Verrà il giorno in cui le sentinelle grideranno sul monte Efraim: "Levatevi, saliamo a Sion, all'Eterno, il nostro DIO"». 31,7 Poiché così dice l'Eterno: «Innalzate canti di gioia per Giacobbe e mandate grida per il capo delle nazioni; proclamate, cantate lodi e dite: O Eterno, salva il tuo popolo, il residuo d'Israele. Ger 31, 6- 7;


Ora tutte le promesse per Israele si sono compiute. Israele è il "capo delle nazioni", il popolo si è moltiplicato come sabbia del mare, i Gentili giungono in Israele per adorare il Signore, il loro Dio, Israele vive sicura e senza nemici, il paese è feconda e il male è stato estirpato, Davide è il suo principe e il suo Dio è re di tutta la terra. Alla fine di questi mille anni, poi, Satana verrà liberato per un breve periodo di tempo. E ancora una volta gli sarà concesso di indurre in tentazione milioni di esseri umani e di trascinarli insieme a lui nella condanna.

(Vedi anche capitolo 11: “La fine del mondo.”)

In seguito, però, viene il vero, eterno “Regno di Pace”. E allora il lungo periodo della bramosa attesa dell’intera creazione è concluso ed essi saranno liberi dalla schiavitù della transitorietà e della mortalità per entrare nella libertà dei figli di Dio nella vita eterna, come ci dice Paolo in Rom 8,18-22.

La creazione stessa venga essa pure liberata dalla servitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio.

Rom 8,18 Io ritengo infatti che le sofferenze del tempo presente non sono affatto da eguagliarsi alla gloria che sarà manifestata in noi. 8,19 Infatti il desiderio intenso della creazione aspetta con bramosia la manifestazione dei figli di Dio, 8,20 perché la creazione è stata sottoposta alla vanità non di sua propria volontà, ma per colui che ve l'ha sottoposta, 8,21 nella speranza che la creazione stessa venga essa pure liberata dalla servitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. 8,22 Infatti noi sappiamo che fino ad ora tutto il mondo creato geme insieme ed è in travaglio. Rom 8,18-22;