Discorso 1015 – Shema Yisrael – Ascolta, o ISRAELE: Il Giudizio di Dio sul suo popolo.

Il "Movimento Israelita" nelle comunità cristiane – Il sionismo cristiano evangelico     Parte 5



Il profeta Isaia.

Il profeta Geremia.

Il profeta Ezechiele.

Il futuro di Israele.

Dio non ha alcun figlio? / Parere di un membro della comunità di fede ebraica in Germania 00, 07-08-2010

L’esodo di Israele dall’Egitto.

L’ultima Pasqua di Gesù prima della sua morte.

Le conseguenze per Israele.

Il "movimento per Israele" nelle comunità cristiane. /  -  Il sionismo cristiano-evangelico. Discorso 101

Il "Grido di mezzanotte"   un grido nella direzione sbagliata? /     Continuazione Parte 1, Discorso1011

Le citazioni bibliche degli "amici di Israele" – verificati nella Bibbia. /     Continuazione Parte 2, Discorso 1012

Rapporto dal campo del "movimento per Israele". /    Continuazione Parte 3, Discorso 1013

La lega antidiffamazione ebraica riscrive il Nuovo Testamento. /    Continuazione Parte 4, Discorso 1014

La fondazione dello stato di Israele nel 1948: profetizzata nell’Antico Testamento! /     Continuazione Parte 6, Discorso 1016




Ascolta, Israele: Il SIGNORE, il nostro Dio, è l’unico SIGNORE. Tu amerai dunque il SIGNORE, il tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l’anima tua e con tutte le tue forze..
(Deut 6:4-5)




In contrasto con le promesse relative al Regno Millenario di Pace, dove Israele, essendo stato convertito al suo Messia – nostro Signore Gesù Cristo – diventerà una potenza mondiale ("il capo delle nazioni", Ger 31:7) e regnerà con lui e i martiri risorti sulla terra, Dio l’Onnipotente ha pronunciato, per bocca dei suoi profeti, il seguente giudizio su Israele, ancora oggi non convertito.


Il profeta Isaia.

Israele non ha conoscenza e il mio popolo non ha intendimento.

Isa 1,2 Udite, o cieli, e ascolta, o terra, perché l’Eterno ha parlato: «Ho allevato dei figli e li ho fatti crescere, ma essi si sono ribellati contro di me. 1,3 Il bue riconosce il suo proprietario e l’asino la mangiatoia del suo padrone, ma Israele non ha conoscenza e il mio popolo non ha intendimento». 1,4 Guai, nazione peccatrice, popolo carico di iniquità, razza di malfattori, figli che operano perversamente! Hanno abbandonato l’Eterno, hanno disprezzato il Santo d’Israele, si sono sviati e voltati indietro. 1,5 Perché volete essere ulteriormente colpiti? Vi ribellereste ancor di più. Tutto il capo è malato, tutto il cuore langue. Isa 1,2–5;


Quando Dio, quasi duemila anni fa, mandò al popolo d’Israele suo Figlio come Messia e Salvatore, lo rifiutarono. Lo trattarono come un impostore e un bestemmiatore, lo picchiarono e lo condannarono a morte. Quello che non sapevano allora – e che ancora oggi non vogliono sapere – è il fatto biblico che nel rifiutare il Figlio hanno rifiutato anche il Padre, e si sono allontanati da lui. Rifiutando il Figlio si sono separati dal loro Dio e di conseguenza sono un popolo senza Dio.

Chiunque nega il Figlio, non ha neanche il Padre.

1Gio 2,23 Chiunque nega il Figlio, non ha neanche il Padre; chi riconosce il Figlio, ha anche il Padre. 1Gio 2,23;

Giov 15,23 Chi odia me, odia anche il Padre mio. Giov 15,23;

Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.

Giov 14,6 Gesù gli disse: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Giov 14,6;

Se non credete che io sono (il Messia), voi morirete nei vostri peccati. (cioè andare all’inferno)

Giov 8,22 Dicevano perciò i Giudei: «Vuole forse uccidersi, perché dice: "Dove vado io, voi non potete venire"?». 8,23 Ed egli disse loro: «Voi siete di quaggiù, mentre io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. 8,24 Perciò vi ho detto che voi morirete nei vostri peccati, perché se non credete che io sono(il Messia), voi morirete nei vostri peccati». Giov 8,22-24;


Come Dio dice loro sopra, in Isa 1,4, sono un popolo colpevole, una generazione di malfattori, e non hanno modo di entrare in contatto con il loro Dio fino alla loro conversione a Gesù Cristo – sia come individui sia come popolo. Non importa quanto preghino, Dio non li ascolta. Le loro mani sono piene di sangue – anche il sangue del Figlio di Dio.

Quando stendete le mani, distolgo gli occhi da voi; anche quando moltiplicate le preghiere, io non ascolto; le vostre mani sono piene di sangue.

Isa 1,14 L’anima mia odia i vostri noviluni e le vostre feste stabilite; mi sono un peso che sono stanco di portare. 1,14 Quando stendete le mani, distolgo gli occhi da voi; anche quando moltiplicate le preghiere, io non ascolto; le vostre mani sono piene di sangue. 1,16 Lavatevi, purificatevi, togliete davanti ai miei occhi la malvagità delle vostre azioni; smettete di fare il male; Isa 1,14-16;


Ogni cristiano che neghi queste affermazioni della Bibbia o le voglia relativizzare come metafore simboliche nella loro amara realtà, si mette alla pari con coloro che hanno fatto crocifiggere il nostro Salvatore. Si rende colpevole e crocifigge di nuovo il Signore.

 

LA  PARABOLA  DELLA  VIGNA  STERILE

Io voglio cantare per il mio amico il cantico del mio amico per la sua vigna.
Il mio amico aveva una vigna sopra una fertile collina.
La dissodò, ne tolse via le pietre, vi piantò delle viti scelte,
vi costruì in mezzo una torre, e vi scavò uno strettoio per pigiare l’uva.
Egli si aspettava che facesse uva, invece fece uva selvatica.

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Ora, abitanti di Gerusalemme e voi, uomini di Giuda,
giudicate fra me e la mia vigna!
Che cosa si sarebbe potuto fare alla mia vigna più di quanto ho fatto per essa?
Perché, mentre mi aspettavo che facesse uva, ha fatto uva selvatica?
Ebbene, ora vi farò conoscere ciò che sto per fare alla mia vigna:

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le toglierò la siepe e vi pascoleranno le bestie;
abbatterò il suo muro di cinta e sarà calpestata.
Ne farò un deserto;
non sarà più né potata né zappata,
vi cresceranno i rovi e le spine;
darò ordine alle nuvole che non vi lascino cadere pioggia.

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Infatti la vigna del SIGNORE degli eserciti è la casa d’Israele,
e gli uomini di Giuda sono la sua piantagione prediletta;
egli si aspettava rettitudine, ed ecco spargimento di sangue;
giustizia, ed ecco grida d’angoscia! Isa 5,1-7;




Il profeta Geremia.

«Anche quando dicono: "Com’è vero che il SIGNORE vive", è certo che giurano il falso».

Ger 5,1 «Andate per le vie di Gerusalemme; guardate, informatevi; cercate per le sue piazze se vi trovate un uomo, se ve n’è uno solo che pratichi la giustizia, che cerchi la fedeltà; e io le perdonerò. 5,1 Anche quando dicono: "Com’è vero che il SIGNORE vive", è certo che giurano il falso». Ger 5,1-2;


E poiché Israele è una nazione senza Dio da quasi duemila anni, la menzogna e l’inganno si riscontrano nelle loro più alte cariche di Stato, come in tutte le altre nazioni di questo mondo. Presidenti (Ezer Weitzmann, Moshe Katzav) e primi ministri (Benjamin Netanyahu, Ehud Olmert) di Israele sono stati condannati in via definitiva e si sono dovuti dimettere per corruzione. Anche il deputato e leader del partito religioso Shas, Ariel Deri, è stato condannato da un tribunale per corruzione e frode.

Tu li colpisci, e quelli non sentono nulla; tu li consumi, e quelli rifiutano di ricevere la correzione.

Ger 5,3 SIGNORE, i tuoi occhi non cercano forse la fedeltà? Tu li colpisci, e quelli non sentono nulla; tu li consumi, e quelli rifiutano di ricevere la correzione; essi hanno reso il loro volto più duro della roccia, rifiutano di convertirsi. 5,3 Io dicevo: «Questi non sono che miseri, insensati che non conoscono la via del SIGNORE, il giudizio del loro Dio»; 5,3 io andrò dai grandi e parlerò loro, perché essi conoscono la via del SIGNORE, il giudizio del loro Dio; ma anch’essi tutti quanti hanno spezzato il giogo, hanno rotto i legami. Ger 5,3-5;


Si poteva pensare che la distruzione del Tempio e della città di Gerusalemme da parte delle truppe romane di Tito nel 70 e l’espulsione del popolo d’Israele dalla sua terra, i molti dolorosi pogrom in alcuni paesi d’Europa e infine la sofferenza di milioni di persone nella Shoah – l’Olocausto – sarebbero stati un motivo per il popolo d’Israele di tornare al suo Dio e alla fede nel suo Figlio. Ma la testardaggine di Israele è stata più forte, e ancora oggi si rifiuta di convertirsi e di camminare sulla strada verso il bene. Come Dio disse già a Mosè:

"Il SIGNORE disse ancora a Mosè: «Ho considerato bene questo popolo; ecco, è un popolo dal collo duro." (Es 32,9)

Ma quelli rispondono: "Non c’incammineremo per la buona strada!"

Ger 6,16 Così dice il SIGNORE: «Fermatevi sulle vie e guardate, domandate quali siano i sentieri antichi, dove sia la buona strada, e incamminatevi per essa; voi troverete riposo alle anime vostre! Ma quelli rispondono: "Non c’incammineremo per essa!" 6,17 Io ho messo delle sentinelle per voi: "State attenti al suono della tromba!" Ma quelli rispondono: "Non staremo attenti". 6,18 Perciò, ascoltate, nazioni! Sappiate, comunità dei popoli, quello che avverrà loro. 6,16 Ascolta, terra! Ecco, io faccio venire su questo popolo una calamità, frutto dei loro pensieri; perché non sono stati attenti alle mie parole; hanno rigettato la mia legge. Ger 6,16-19;


Non solo Israele rifiuta di ripensarci, ma va anche oltre. Come appare dalle dichiarazioni dei rappresentanti del Movimento Israelita nelle comunità cristiane, gli ebrei – che non hanno più Dio, perché hanno rifiutato lui e suo Figlio – stanno ora cercando di dire ai cristiani che credono in questo Figlio di Dio e lo adorano come loro Dio e Signore, come devono intendere la loro missione cristiana.

In alcune comunità tedesche, le sorelle e i fratelli ingenui sono persuasi da predicatori ebrei e tedeschi che l’incarico del Signore, espresso in Mar 16,15: "Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura" si applicherebbe al resto del mondo, ma non a Israele. Secondo le disposizioni dell’Autorità Ebraica (Israel Immigration Authority), ci si deve impegnare contrattualmente a non fare proselitismo in Israele e a non menzionare Gesù Cristo, altrimenti non si ha il permesso di entrare nel Paese.

(Vedi anche Discorso 1013: "Rapporto dal campo del ‘movimento per Israele’")


Voi come potete dire: ’Noi siamo saggi e la legge del SIGNORE è con noi!’? Sì, certo, ma la penna bugiarda degli scribi ha mentito.

Ger 8,4 Tu di’ loro: "Così parla il SIGNORE: Se uno cade non si rialza forse? Se uno si svia, non torna egli indietro? 8,5 Perché dunque questo popolo di Gerusalemme si svia di uno sviamento perenne? Essi persistono nella malafede e rifiutano di convertirsi. 8,6 Io sto attento e ascolto: essi non parlano come dovrebbero; nessuno si pente della sua malvagità e dice: ‘Che ho fatto?’ Ognuno riprende la sua corsa, come il cavallo che si slancia alla battaglia. 8,7 Anche la cicogna conosce nel cielo le sue stagioni; la tortora, la rondine e la gru osservano il tempo quando debbono venire, ma il mio popolo non conosce quel che il SIGNORE ha ordinato. 8,8 Voi come potete dire: ‘Noi siamo saggi e la legge del SIGNORE è con noi!’? Sì, certo, ma la penna bugiarda degli scribi ha mentito. 8,9 I saggi saranno confusi, saranno costernati, saranno presi; ecco, hanno rigettato la parola del SIGNORE; quale saggezza possono avere? Ger 8,4-9;


Così, anche se hanno rigettato il loro Dio e sono quindi una nazione senza Dio, cercano di fingere davanti al mondo che solo loro sono saggi e possiedono la legge del Signore, come il Signore stesso li rimprovera sopra, in Ger 8:8. E se studiamo la Bibbia possiamo cominciare a supporre che attualmente sono sulla buona strada dal passare da una nazione senza Dio ad una nazione anti-Dio.

(Vedi anche Discorso 101: "La Bibbia dice che l’Anticristo sarà un ebreo?")


Il profeta Ezechiele.

Poiché ha disprezzato le mie leggi; non ha camminato seguendo le mie prescrizioni.

Ez 5,5 Così parla il Signore, DIO: "Ecco Gerusalemme! Io l’avevo posta in mezzo alle nazioni e agli altri paesi che la circondavano; 5,6 essa, per darsi all’empietà, si è ribellata alle mie leggi più delle nazioni, e alle mie prescrizioni più dei paesi che la circondavano; poiché ha disprezzato le mie leggi; non ha camminato seguendo le mie prescrizioni". 5,7 Perciò così parla il Signore, DIO: "Poiché voi siete stati più ribelli delle nazioni che vi circondano, in quanto non avete camminato seguendo le mie prescrizioni, non avete osservato le mie leggi e non avete neppure agito secondo le leggi delle nazioni che vi circondano, 5,8 così parla il Signore, DIO: Eccomi, vengo io da te! Eseguirò in mezzo a te i miei giudizi, in presenza delle nazioni; Ez 5,5-8;


Proprio come il mondo cristiano, anche gli ebrei in Israele hanno smesso da tempo di vivere nelle disposizioni del loro Dio. Mentre nel Cristianesimo la Chiesa cattolica ha falsificato le norme giuridiche di Dio e le ha adattate alle proprie idee, per esempio nascondendo al popolo della Chiesa il secondo dei dieci comandamenti di Dio e dividendo invece il decimo comandamento in due – in modo che fossero di nuovo dieci, nel giudaismo "la penna bugiarda degli scribi" (rabbini) ha reso la legge di Dio una menzogna, come Dio conferma sopra in Ger 8,8. Le "feste sante" dei cristiani, come il Natale, sono degenerate al giorno d’oggi in un evento di divertimento, e anche le feste religiose degli ebrei sono celebrate più per amore della tradizione che per la lode di Dio.

In entrambi i casi il modo corretto e appropriato di pregare è stato perso da tempo, e quando un ebreo in Israele indossa una kippah (copricapo ebraico per pregare, yiddish: yarmulke o kappel), non lo fa per rifugiarsi in se stesso e parlare con Dio, ma – in modo simile allo stesso copricapo (berretta) indossato dai cardinali cattolici o dal Papa – per fingere saggezza e "santità" con le persone attorno a lui e per impressionarle.

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Non è quindi sorprendente che tali "preghiere" non arrivino mai all’orecchio di Dio. Nostro Signore non ha mai indossato un copricapo quando pregava il Padre. E Paolo ci dice effettivamente che se un uomo indossa un copricapo quando prega, disonora il suo capo. Questo lo separa dallo Spirito Santo di Dio e rompe la sua connessione con Dio. Quindi anche il clero della chiesa cattolica può pregare quanto vuole, Dio non li sentirà mai.

Ogni uomo che prega o profetizza a capo coperto fa disonore al suo capo;

1Cor 11,3 Ma voglio che sappiate che il capo di ogni uomo è Cristo, che il capo della donna è l’uomo, e che il capo di Cristo è Dio. 11,4 Ogni uomo che prega o profetizza a capo coperto fa disonore al suo capo; 1Cor 11, 3-4;


Non solo Israele non vive più secondo gli ordini del suo Dio, ma è diventato un aggressore in Medio Oriente, uno Stato di violenza. Nel 2006, Israele ha attaccato la nazione confinante, il Libano, con missili e aerei senza alcun motivo (seconda guerra del Libano), bombardandone le città. Migliaia di famiglie sono dovute fuggire e centinaia di civili – tra cui donne e bambini – sono stati uccisi. Durante questa azione, l’esercito israeliano ha anche ripetutamente sparato razzi nelle immediate vicinanze del posto di osservazione dell’ONU (UNIFIL) in Libano, al confine con Israele. Anche se il comandante di questa base ONU aveva comunicato via radio al comando militare israeliano per un totale di dieci volte(!) di non lanciare razzi vicino alla base, l’edificio è stato direttamente(!) colpito e completamente distrutto il 25 luglio 2006. 4 ufficiali dell’ONU – un cinese, un finlandese, un canadese e un austriaco – sono stati uccisi.

E proprio di recente una flotta di aiuti per Gaza che portava rifornimenti di emergenza (generi alimentari, materiali da costruzione, carburante e beni di consumo) ai palestinesi che soffrono da tre anni a causa dell’embargo da parte di Israele sulla striscia di Gaza è stata intercettata e attaccata dall’esercito israeliano in acque internazionali (!), un’azione in cui dieci attivisti per la pace disarmati hanno perso la vita. Le navi sono state poi costrette a fare scalo nel porto israeliano di Ashdod.

Il paese è pieno di sangue, e la città è piena d’ingiustizie.

Ez 9,9 Egli mi rispose: «L’iniquità della casa d’Israele e di Giuda è troppo grande; il paese è pieno di sangue, e la città è piena d’ingiustizie; poiché dicono: "Il SIGNORE ha abbandonato il paese, il SIGNORE non vede nulla". Ez 9,9;


Questa violenza reale in Israele, che è evidente a tutto il mondo, gli ebrei cercano ora di relativizzarla parlando di "violenza nei pulpiti cristiani". La Jewish Anti-Defamation League in Germania (Jüdische Anti-Diffamations-Liga / JADL) ha denunciato che le dichiarazioni nei vangeli del Nuovo Testamento sono pericolosamente antisemite. Il capo della JADL, Abe Foxman, ha affermato, in riferimento alla rappresentazione della Passione ad Oberammergau del 2010:

"Con ogni lettura o rievocazione annuale della storia della morte di Gesù nelle chiese cristiane, milioni di cristiani hanno assorbito l’idea che gli ebrei sono colpevoli del peggior crimine della storia. Oggigiorno, la calunnia dell’assassinio di Dio è stata usata per giustificare – anche nei pulpiti cristiani – l’odio verso gli ebrei e la violenza contro di loro."


La violenza proveniente dai pulpiti cristiani, secondo Foxman, include anche l’evangelizzazione cristiana tra gli ebrei, che è vista come il "tentato genocidio delle anime ebraiche".

Di conseguenza, la JADL ha alterato i testi dei Vangeli che servono come base per le rappresentazioni della Passione di Oberammergau. I crimini degli ebrei sono stati cancellati. Oggi il ruolo degli ebrei per quanto riguarda la morte di Cristo è stato ripulito e risanato. Ora le guardie romane sono presenti al primo ingresso di Gesù davanti a Gerusalemme "per far capire chi comanda veramente". In questa rappresentazione, i sommi sacerdoti ebrei che condannano a morte Gesù nei vangeli discutono invece di teologia, distogliendo così l’attenzione da Gesù stesso.

Il sommo sacerdote si stracciò le vesti e disse: Voi avete udito la bestemmia. Che ve ne pare? Tutti lo condannarono come reo di morte.

Mar 14,60 Allora il sommo sacerdote, alzatosi in piedi nel mezzo, domandò a Gesù: «Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?» 14,61 Ma egli tacque e non rispose nulla. Di nuovo il sommo sacerdote lo interrogò e gli disse: «Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?» 14,62 Gesù disse: «Io sono; e vedrete il Figlio dell’uomo, seduto alla destra della Potenza, venire sulle nuvole del cielo». 14,63 Il sommo sacerdote si stracciò le vesti e disse: «Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? 14,64Voi avete udito la bestemmia. Che ve ne pare?» Tutti lo condannarono come reo di morte. 14,65 Alcuni cominciarono a sputargli addosso; poi gli coprirono la faccia e gli davano dei pugni dicendo: «Indovina, profeta!» E le guardie si misero a schiaffeggiarlo. Mar 14,60-65;


Il famigerato giuramento di sangue: "Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli" (Mat 27:22-25) è stato cancellato dalla sceneggiatura. Eppure, per la Jewish Anti-Defamation League, anche questa censura e deturpazione del testo non era sufficiente. L’8 maggio gli esperti della Lega hanno presentato un’anteprima, e hanno riferito: "Queste rappresentazioni della passione continuano a ritrarre il giudaismo in stereotipi dannosi, presentando i leader ebrei come ingannevoli, vendicativi e xenofobi".

(Vedi anche Discorso 1014: "La Lega Antidiffamazione Ebraica riscrive il Nuovo Testamento")


Così sembra quasi che gli ebrei vogliano proibire ai cristiani di leggere il Nuovo Testamento e i Vangeli. Ma anche se questo alla fine dovesse riuscire, abbiamo anche sufficienti informazioni nell’Antico Testamento, nei profeti d’Israele – come dimostra questo contributo qui – per conoscere il vero carattere dei leader ebrei (che nostro Signore ha chiamato "Serpenti! Razza di vipere!" in Mat 23:32-39) e degli Israeliti sionisti. Ed è improbabile che l’ADL ebraica riesca a vietare di leggere il loro stesso Antico Testamento.

Ma non è nemmeno probabile che la Jewish Anti-Defamation League cancelli tutti quei passaggi del loro Antico Testamento che presentano Israele in termini di "stereotipi dannosi", come ad esempio i seguenti:

o  "Guai alla nazione peccatrice, popolo carico d’iniquità, razza di malvagi, figli corrotti!" (Isa 1:4)

o  "Tutto il capo è malato, tutto il cuore è languente" (Isa 1:5), con

o  "Le vostre mani sono piene di sangue" (Isa 1:14-15) che, anche quando dicono

o  "Com’è vero che il SIGNORE vive", è certo che giurano il falso" (Ger 5:2). Il loro Dio ha detto loro:

o  "Tu li colpisci, e quelli non sentono nulla;"

o  "Tu li consumi, e quelli rifiutano di ricevere la correzione" (Ger 5:3). Essi dicono:

o  "Non c’incammineremo per essa!" (Ger 6:16) Perciò Dio Onnipotente stesso da’ loro testimonianza:

o  "Poiché ha disprezzato le mie leggi; non ha camminato seguendo le mie prescrizioni", così parla il SIGNORE, DIO:

o  "Eccomi, vengo io da te! Eseguirò in mezzo a te i miei giudizi, in presenza delle nazioni". (Ez 5:6-8).


Dio Onnipotente stava forse diffamando gli ebrei in tutte queste dichiarazioni? O il nostro Signore Gesù Cristo, che afferma di essere la Verità, mentiva quando chiamava i loro capi religiosi "serpenti e nidi di vipere"? Forse, nel prossimo regno anti-cristiano, gli ebrei intenteranno una causa contro Dio per averli presumibilmente diffamati nell’Antico Testamento e contro Suo Figlio per aver presumibilmente diffuso menzogne su di loro nel Nuovo Testamento?


Il futuro di Israele.

I passi biblici citati in questo discorso non sono che una piccola parte delle lamentele di Dio, presentate al popolo d’Israele attraverso i suoi profeti. I libri profetici ne sono davvero pieni. Pieni di queste lamentele e dei giudizi che Dio scatenerà su questo popolo. Solo attraverso lo studio di questi scritti è possibile valutare correttamente il carattere testardo del popolo d’Israele, a partire dal loro esodo dall’Egitto e dalle peregrinazioni nel deserto (vitello d’oro), attraverso il rifiuto e la crocifissione del loro Messia, fino al ritorno in terra d’Israele senza Dio e senza benedizione ai giorni nostri.

Ma non dobbiamo dimenticare che Dio avrà di nuovo pietà di questo popolo quando si pentirà all’inizio del Millennio e verrà alla fede nel Figlio di Dio, nostro Signore Gesù Cristo. Ma naturalmente questa offerta da parte di Dio per la salvezza dai loro peccati, attraverso la fede nel sacrificio vicario del loro Messia, rimane aperta già oggi ad ogni singolo israeliano, come a tutti i popoli del mondo.

Ma quando Israele si sarà convertito al Signore, il velo sarà rimosso, perché il velo viene annullato in Cristo.

2Cor 3,14 Ma le loro menti sono diventate ottuse; infatti, nella lettura dell’antico patto lo stesso velo rimane senza essere rimosso, perché il velo viene annullato in Cristo. 3,15 Anzi fino ad oggi, quando si legge Mosè un velo rimane sul loro cuore. 3,16 Ma quando Israele si sarà convertito al Signore, il velo sarà rimosso. 2Cor 3,14-16;


Al giorno d’oggi, tuttavia, Israele è lontano dal convertirsi al nostro Signore Gesù Cristo come Figlio di Dio e loro Messia. Al contrario, come si vede nella documentazione qui sopra – vietano addirittura ai cristiani in Israele di parlare di Gesù Cristo. E come possiamo vedere dalla Bibbia, questo non cambierà fino all’inizio del Millennio. Tutte le profezie che parlano quindi di questo pentimento e, di conseguenza, del perdono dei peccati, della santificazione e del Raccoglimento di Israele da parte di Dio (per esempio, Isa 49:22; Ger 23:5-6; 24:6-7; 29:13-14; 50:4-5; Ez 36:24-25 ecc.) si riferiscono esclusivamente al futuro Regno Millenario di Pace del Figlio di Dio e presuppongono che Gesù Cristo sia tornato e che gli ebrei abbiano accettato la fede in lui.

Non c’è salvezza per Israele se non si converte in Gesù Cristo!

(Vedi anche Capitolo 09: "Il ritorno del residuo d’Israele e il resto delle nazioni.")


Perciò, quando alcuni predicatori delle comunità cristiane riferiscono ripetutamente questi passi biblici al tempo presente e all’Israele di oggi – non convertito – ciò è ovviamente un tentativo di ingannare i fratelli e le sorelle e di creare l’impressione con queste citazioni bibliche "anticipate" che abbiamo già a che fare con il "popolo salvato" dalle profezie nell’Israele presente, al fine di attirare "amici di Israele" in questo modo disonesto. Questo tentativo di inganno ha generalmente successo in situazioni in cui i fratelli e le sorelle hanno poca o nessuna conoscenza della Bibbia – o in alternativa, dove i capi della comunità si concentrano prevalentemente sullo studio del Nuovo Testamento, così che i fratelli e le sorelle hanno poca conoscenza dell’Antico Testamento e dei libri profetici.

Proprio questa ignoranza della Bibbia tra i cristiani è anche una delle ragioni per cui è possibile che alcune denominazioni (principalmente calvinisti) neghino del tutto il Regno Millenario di Pace di nostro Signore Gesù Cristo, perché negano al popolo d’Israele ogni aspettativa di salvezza e quindi il compimento di tutte le sue promesse nel Millennio. Si definiscono il "vero Israele" e reclamano per sé tutte le promesse di benedizione di Israele (ma non le profezie del Giudizio!!). Ma il seguente passaggio biblico tratto da Ez 37,26-28 è un’eccellente confutazione di tali false affermazioni – sia quelle che sostengono che queste profezie si sono già adempiute oggi, sia quelle che affermano che non c’è alcun Millennio:

La mia dimora sarà presso di loro; io sarò loro Dio ed essi saranno mio popolo.

Ez 37,26 Io farò con loro un patto di pace: sarà un atto perenne con loro; li stabilirò fermamente, li moltiplicherò, e metterò il mio santuario in mezzo a loro per tempo del mondo(Buber); 37,27 la mia dimora sarà presso di loro; io sarò loro Dio ed essi saranno mio popolo. 37,28 Le nazioni conosceranno che io sono il SIGNORE che santifico Israele, quando il mio santuario sarà per tempo del mondo (Buber) in mezzo a loro"». Ez 37,26-28;


 

Questo è esattamente il momento all’inizio del Millennio in cui Dio stringe un’alleanza di pace con Israele che durerà per tutti i mille anni. Israele non muoverà più guerra nel Millennio (Isa 2:2-5; 9:4-6; Os 2:18-25; Mic 4:3-5; Zac 9:10). Assolutamente in contrasto con la situazione di oggi!

(Vedi anche Capitolo 10: "Il Millennio.")


Inoltre, il Signore promette che il suo santuario sarà in mezzo a loro ed egli abiterà in mezzo a loro. Oggi, Israele non ha alcun santuario (tempio) e probabilmente nemmeno gli stessi israeliani credono che il Signore debba attualmente abitare in mezzo a loro. E il fatto che i pagani avrebbero sperimentato che Dio è il Signore che rende santo Israele già decade, perché l’Israele di oggi è tutt’altro che santo e quindi anche i pagani del mondo non potrebbero esperire nulla di Dio. Questo mondo è ancora nel caos.

Così possiamo vedere che sarebbe completamente assurdo negare queste e molte altre profezie molto concrete del Millennio. Ma considerarle come già adempiute sarebbe, alla luce dei fatti, una completa negazione della realtà – oppure un deliberato tentativo di inganno. Tuttavia, ciò che purtroppo è molto spesso trascurato dagli esegeti cristiani seri è la conditio sine qua non per l’accettazione di Israele da parte del suo Dio e l’adempimento di tutte queste profezie: devono rimediare a quello che hanno fatto al loro Dio quasi duemila anni fa, quando hanno rifiutato il suo unico Figlio e lo hanno fatto uccidere, rinunciando alla loro testardaggine e rivolgendosi a Gesù Cristo.

Ma come mostrano l’Antico Testamento e i libri dei profeti d’Israele, l’ostinazione e la riottosità dell’intero popolo di Israele come intero popolo saranno infrante solo attraverso ulteriori dure prove del loro Dio – questo è l’unico modo in cui possono arrivare alla conversione. Solo quando saranno in grado di dire al Figlio di Dio nel momento del Suo Ritorno: "Benedetto colui che viene nel nome del Signore!" e “quando piangeranno amaramente su colui che hanno trafitto sulla croce” (Apoc 1:7; Mat 24:30; Zac 12:10) il destino di Giacobbe sarà capovolto e il residuo di Israele sarà riconciliato con il suo Dio. Nel Regno Millenario di Pace del loro Messia e con il loro re Davide, che Dio avrà svegliato di nuovo dai morti (Ger 30:8-9; Ez 34:23; Os 3:4-5), essi potranno allora intraprendere un futuro glorioso come "il capo delle nazioni" (Ger 31:7; 2Sam 22:44; Sal 18:44).

Ecco, la vostra casa vi è lasciata deserta finché non direte: "Benedetto colui che viene nel nome del Signore.

Mat 23,32 Voi superate la misura dei vostri padri! 23,33 Serpenti, razza di vipere! Come sfuggirete al giudizio della Geenna? 23,34 Perciò, ecco io vi mando dei profeti, dei savi e degli scribi; di loro ne ucciderete e crocifiggerete alcuni, altri ne flagellerete nelle vostre sinagoghe e li perseguiterete di città in città, 23,35 affinché ricada su di voi tutto il sangue giusto sparso sulla terra, dal sangue del giusto Abele, fino al sangue di Zaccaria, figlio di Barachia, che uccideste fra il tempio e l’altare.

23,36 In verità vi dico che tutte queste cose ricadranno su questa generazione. 23,37 Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi coloro che ti sono mandati! Quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli come la gallina raccoglie i suoi pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto! 23,38 Ecco, la vostra casa vi è lasciata deserta. 23,39 Poiché io vi dico, che da ora in avanti non mi vedrete più, finché non direte: "Benedetto colui che viene nel nome del Signore!". Mat 23,32-39;

(Vedi anche Discorso 08: "Il raduno di Israele: già dal 1948 o solo negli ultimi tempi?")


(I testi nella cornice nera sono citazioni dei visitatori di questo sito o di altri autori!)

(Dio non ha alcun figlio? / Parere di un membro della comunità di fede ebraica in Germania 00, 07-08-2010)

Come membro della comunità di fede ebraica in Germania, sono stato recentemente messo al corrente dell’articolo: "Il giudizio di Dio sul suo popolo", presente sul vostro sito internet. Anche se normalmente evitiamo le discussioni di fede con i cristiani, non voglio che gli errori della sua riflessione rimangano incontestati. Lei cita i nostri profeti, ma si limita a quelle affermazioni che riguardano Israele in virtù della sua disobbedienza di allora. Ciò non solo manca di obiettività, ma proviene palesemente dal terreno antisemita ed è quindi da rifiutare. Soprattutto perché lei presenta queste dichiarazioni come se parlassero contro l’Israele d’oggi. Lei evita poi in modo piuttosto imbarazzante di riferirsi a tutte le altre promesse dei nostri profeti che parlano di un futuro benedetto per il popolo d’Israele. (…)

All’inizio del suo articolo lei cita la grande preghiera ebraica "Sh’ma Yisrael" dal libro della "PAROLA" (Devarim), la Torah, dove si legge: "Ascolta, Israele: Il SIGNORE, il nostro Dio, è l’unico SIGNORE". Provi a leggere questo passo dell’Antico Testamento (Deut 6,4) dal punto di vista di un ebreo. Qui troviamo scritto: "Il SIGNORE, il nostro Dio, è l’unico SIGNORE" Non c’è niente qui riguardo a un Figlio di Dio, che si suppone sia un Dio a pieno titolo. Non c’è niente qui sul fatto di dover adorare un "Figlio"! E soprattutto, qui non troviamo scritto: "Non c’è salvezza per Israele se non si converte in Gesù Cristo!”. C’è scritto: “l’unico SIGNORE" Può girarlo e rigirarlo come vuole, ma non può leggerci altro, se è onesto. (…)

(Anonimo – il visitatore ha preferito non rivelare la sua identità).



Grazie per il suo commento e per aver visitato Immanuel.at. Lei ha assolutamente ragione quando afferma che nel commento di cui sopra cito principalmente una piccola parte di quelle profezie che sono indirizzate all’Israele che ha disobbedito. E anche il suo commento: "Perché lei presenta queste dichiarazioni come se parlassero contro l’Israele d’oggi" è completamente corretto. Questo, dopo tutto, è esattamente lo scopo di questo commento: sottolineare che l’Israele di oggi non solo è disobbediente come lo era allora, ma che quasi duemila anni fa ha rifiutato il suo Dio e da allora gli ha voltato le spalle

Nella sua seguente affermazione: “Lei evita poi in modo piuttosto imbarazzante di riferirsi a tutte le altre promesse dei nostri profeti che parlano di un futuro benedetto per il popolo d’Israele” Lei è tuttavia totalmente fuori strada. Sotto il titolo "Il futuro di Israele" alla fine del commento di cui sopra, cito (certamente in link di riferimento, non in forma di citazioni complete) alcune di quelle promesse di Dio che faranno di Israele un popolo benedetto e "capo delle nazioni" nel Millennio. Solo nel lontano Millennio però (il Regno Millenario di Pace), non adesso!

Ma come sicuramente saprà anche Lei, nel libro del 5Mo/Deuteronomio, "DISCORSI" (Devarim) che Lei ha citato, dove è scritto questo "L’unico Signore", c’è anche la seguente condizione per il compimento di tutte queste promesse per il popolo d’Israele:

Se tu ubbidisci diligentemente alla voce del SIGNORE tuo Dio, tutte queste benedizioni verranno su di te.

Deut 28,1 Ora, se tu ubbidisci diligentemente alla voce del SIGNORE tuo Dio, avendo cura di mettere in pratica tutti i suoi comandamenti che oggi ti do, il SIGNORE, il tuo Dio, ti metterà al di sopra di tutte le nazioni della terra; 28,2 e tutte queste benedizioni verranno su di te e si compiranno per te, se darai ascolto alla voce del SIGNORE tuo Dio. Deut 28,1-2;


I comandamenti che l’Onnipotente impone oggi al suo popolo, come riportato in questo passo (Deut 28,1), sono stati da poco elencati uno per uno nel capitolo precedente (Deut 27,15-26):

Maledetto chi non si attiene alle parole di questa legge, per metterle in pratica!" – E tutto il popolo dirà: "Amen"

Deut 27,15 Maledetto l’uomo che fa un’immagine scolpita o di metallo fuso, cosa abominevole per il SIGNORE, opera di un artigiano, e la pone in luogo occulto!" – E tutto il popolo risponderà e dirà: "Amen".

27,16 Maledetto chi disprezza suo padre o sua madre!" – E tutto il popolo dirà: "Amen".

27,17 Maledetto chi sposta le pietre di confine del suo prossimo!" – E tutto il popolo dirà: "Amen".

27,18 Maledetto chi fa smarrire al cieco il suo cammino!" – E tutto il popolo dirà: "Amen".

27,19 Maledetto chi calpesta il diritto dello straniero, dell’orfano e della vedova!" – E tutto il popolo dirà: "Amen".

27,20 Maledetto chi si corica con la moglie di suo padre, perché ha sollevato il lembo della coperta di suo padre!" – E tutto il popolo dirà: "Amen".

27,21 Maledetto chi si accoppia con qualsiasi bestia!" – E tutto il popolo dirà: "Amen".

27,22 Maledetto chi si corica con la propria sorella, figlia di suo padre o figlia di sua madre!" – E tutto il popolo dirà: "Amen".

27,23 Maledetto chi si corica con sua suocera!" – E tutto il popolo dirà: "Amen".

27,24 Maledetto chi uccide il suo prossimo di nascosto!" – E tutto il popolo dirà: "Amen".

27,25 Maledetto chi prende un regalo per condannare a morte un innocente!" – E tutto il popolo dirà: "Amen".

27,26 Maledetto chi non si attiene alle parole di questa legge, per metterle in pratica!" – E tutto il popolo dirà: "Amen". Deut 27,15-26;


E qui sono particolarmente interessanti i versetti Deut 27,17 e 19, dove Dio comanda: "Maledetto chi sposta le pietre di confine del suo prossimo! (…)" e "Maledetto chi calpesta il diritto dello straniero (…)!". Nell’occupazione della Palestina da parte degli israeliani nell’anno 1948 non è stato colpito solo uno straniero, ma un intero popolo. E gli israeliani non hanno solo spostato questo segno di confine – all’epoca hanno effettivamente cacciato gran parte della popolazione palestinese dalla loro patria. Ciò significa che due di questi comandamenti, per i quali il popolo d’Israele si era impegnato davanti al suo Dio, sono già stati infranti. Per non parlare del comandamento che vieta di prendere tangenti (vedere le condanne dei presidenti Ezer Weitzmann e Moshe Katzav e dei primi ministri Benjamin Netanjahu e Ehud Olmert) e quello che vieta di spargere sangue innocente (bombardamento del punto di appoggio UNIFIL, con l’uccisione di quattro ufficiali innocenti dell’ONU, il 25 luglio 2006).

Così, in Deut 28,15, Dio continua a profetizzare al suo popolo Israele anche l’altra faccia di queste promesse di benedizioni:

Se non ubbidisci alla voce del SIGNORE tuo Dio, avverrà che tutte queste maledizioni verranno su di te e si compiranno per te:

Deut 28,15 Ma se non ubbidisci alla voce del SIGNORE tuo Dio, se non hai cura di mettere in pratica tutti i suoi comandamenti e tutte le sue leggi che oggi ti do, avverrà che tutte queste maledizioni verranno su di te e si compiranno per te: Deut 28,15;


E dopo questo (Deut 28:16-69) Dio elenca tutte quelle maledizioni che si abbatteranno su Israele se non obbediscono ai suddetti comandamenti del Signore (Deut 27,15-26).

Penso che possiamo essere d’accordo che queste profezie – sia le benedizioni che le maledizioni – non sono solo per periodi specifici nella storia di Israele, ma che questi sono i comandamenti di Dio per Israele dal giorno in cui Israele è diventato un popolo per il Signore suo Dio (Deut 27:9) fino alla fine dei tempi. Con questa premessa, è quindi sufficiente determinare se Israele segue e adempie i comandamenti comandatigli da Dio nel tempo presente per dimostrare se oggi Israele può contare o meno sulle benedizioni di Dio.

E questo è esattamente ciò che ho tentato di fare nel mio commento qui sopra, mettendo a confronto vari eventi contemporanei in Israele con i testi profetici. Se questo sia da chiamare "antisemitismo", come Lei scrive, lo potranno giudicare i lettori stessi. Tuttavia, si nota che gli ebrei sionisti, ogni volta che non gradiscono qualche dichiarazione di chi la pensa diversamente, tirano sempre fuori il bastone dell’antisemitismo proprio dall’angolo in cui ora Lei vuole mettermi.

Poi si arriva a una questione che naturalmente non è un nuovo argomento di discussione tra ebrei e cristiani – cioè se Dio ha un figlio. Per non appesantire inutilmente il clima della discussione, vorrei lasciare per il momento questa domanda in sospeso e soddisfare la Sua richiesta di guardare queste connessioni dal punto di vista di un ebreo. E nel farlo, vorrei andare ancora più indietro nelle vostre scritture, al testo del secondo libro di Mose/Esodo, "NOMI" (Shmot), alla fuga di Israele dall’Egitto e alla Pasqua, la festa principale del giudaismo.


L’esodo di Israele dall’Egitto.

Per una migliore comprensione, anche per coloro che non hanno familiarità con la Bibbia, vorrei dare qui una breve spiegazione dell’origine di questa festa di Pasqua. Affinché gli Israeliti potessero rimanere in Egitto, furono costretti dal faraone a svolgere un lavoro di schiavitù. Israele era già stato 430 anni in Egitto sotto questo regime, quando Mosè arrivò nel paese, e chiamò gli Israeliti in nome del loro Dio a ritirarsi da questa ingiusta servitù. Furono allora Aronne e Mosè coloro ai quali il Signore diede il compito, in Es 6,26, di far uscire i figli d’Israele dal paese d’Egitto.

«Fate uscire i figli d’Israele dal paese d’Egitto, inquadrati nelle loro schiere».

2Mo 6,26 Questi sono quell’Aaronne e quel Mosè ai quali il SIGNORE disse: «Fate uscire i figli d’Israele dal paese d’Egitto, inquadrati nelle loro schiere». 6,27 Essi sono quelli che parlarono al faraone, re d’Egitto, per far uscire i figli d’Israele dall’Egitto: sono quel Mosè e quell’Aaronne. Es 6,26-27;


Aronne e Mosè andarono dal faraone in nome di Dio per un totale di nove volte per ottenere il suo consenso affinché il loro popolo lasciasse l’Egitto. Quando il faraone si rifiutò di permettere agli Israeliti di lasciare l’Egitto anche alla nona volta, Dio promise che a mezzanotte avrebbe fatto morire tutti i primogeniti maschi in Egitto. Dal primogenito del faraone al primogenito dell’ultima schiava e tutti i primogeniti del bestiame.

Gli Israeliti però furono istruiti da Dio (in Es 12,5-8) che in questo giorno, che era il 14° giorno del primo mese (Nisan), ogni famiglia al tramonto, "fra i due vespri" (Diodati), doveva macellare un maschio di un anno senza macchia dalle pecore o dalle capre. Secondo la divisione ebraica del giorno (Gen 1:4-5), in cui un giorno inizia e finisce alle 6 del pomeriggio (tramonto), questo significa il tempo tra il tramonto (6 del pomeriggio - prima sera o vigilia) e il tramonto del giorno successivo (alle 6 del pomeriggio - seconda sera)

Dovevano poi spargere il sangue dell’agnello sgozzato sui due stipiti e sull’architrave della porta, affinché l’angelo del Signore riconoscesse queste case e le risparmiasse dalla peste. E la notte stessa dovevano mangiare la carne, arrostita sul fuoco, con pane azzimo (matzah) ed erbe amare.

Lo serberete fino al quattordicesimo giorno di questo mese, e tutta la comunità d’Israele, riunita, lo sacrificherà al tramonto. Poi si prenda del sangue d’agnello e lo si metta sui due stipiti e sull’architrave della porta delle case.

Es 12,5 Il vostro agnello sia senza difetto, maschio, dell’anno; potrete prendere un agnello o un capretto. 12,6 Lo serberete fino al quattordicesimo giorno di questo mese, e tutta la comunità d’Israele, riunita, lo sacrificherà al tramonto. 12,7 Poi si prenda del sangue d’agnello e lo si metta sui due stipiti e sull’architrave della porta delle case dove lo si mangerà. 12,8 Se ne mangi la carne in quella notte; la si mangi arrostita al fuoco, con pane azzimo e con erbe amare. Es 12,5-8;

Il sangue vi servirà di segno sulle case dove sarete.

Es 12,12 Quella notte io passerò per il paese d’Egitto, colpirò ogni primogenito nel paese d’Egitto, tanto degli uomini quanto degli animali, e farò giustizia di tutti gli dei d’Egitto. Io sono il SIGNORE. 12,13 Il sangue vi servirà di segno sulle case dove sarete; quand’io vedrò il sangue, passerò oltre, e non vi sarà piaga su di voi per distruggervi, quando colpirò il paese d’Egitto. Es 12,12-13;

Mangiate pani azzimi dalla sera del quattordicesimo giorno del mese, fino alla sera del ventunesimo giorno.

Es 12,17 Osservate dunque la festa degli Azzimi; poiché in quello stesso giorno io avrò fatto uscire le vostre schiere dal paese d’Egitto; osservate dunque quel giorno di età in età, come un’istituzione perenne. 12,18 Mangiate pani azzimi dalla sera del quattordicesimo giorno del mese, fino alla sera del ventunesimo giorno. Es 12,17-18;

A mezzanotte, il SIGNORE colpì tutti i primogeniti nel paese d’Egitto.

Es 12,29 A mezzanotte, il SIGNORE colpì tutti i primogeniti nel paese d’Egitto, dal primogenito del faraone che sedeva sul suo trono al primogenito del carcerato che era in prigione, e tutti i primogeniti del bestiame. 12,30 Il faraone si alzò di notte, egli e tutti i suoi servitori e tutti gli Egiziani; e vi fu un grande lamento in Egitto, perché non c’era casa dove non vi fosse un morto. 12,31 Egli chiamò Mosè ed Aaronne, di notte, e disse: «Alzatevi, partite di mezzo al mio popolo, voi e i figli d’Israele. Andate a servire il SIGNORE, come avete detto. Es 12,29-31;


Dal giorno successivo, il 15 di Nisan, gli Israeliti dovevano mangiare solo pane azzimo per sette giorni. Questa è la Festa degli Azzimi (la Pasqua), per commemorare l’esodo di Israele dall’Egitto, che iniziò con la macellazione di un agnello maschio nelle ore serali del primo giorno (il giorno di preparazione alla Pasqua, conosciuto oggi come il pasto Seder) il 14 di Nisan, e poi durò per altri sette giorni, fino al 21° giorno del mese, e che si celebra ancora oggi in Israele.

Così il sangue dell’agnello preservò gli Israeliti dall’Ira di Dio, che aveva ucciso tutti i primogeniti d’Egitto. E la carne dell’agnello doveva dar loro forza per la marcia nel deserto che iniziarono il mattino seguente. Così Dio salvò gli Israeliti dalla mano del loro oppressore, e comandò loro di osservare questo giorno per tutte le loro generazioni future.

Osservate dunque quel giorno di età in età, come un’istituzione perenne.

2Mo 12,14 Quel giorno sarà per voi un giorno di commemorazione, e lo celebrerete come una festa in onore del SIGNORE; lo celebrerete di età in età come una legge perenne. 12,15 Per sette giorni mangerete pani azzimi. Fin dal primo giorno toglierete ogni lievito dalle vostre case; perché, chiunque mangerà pane lievitato, dal primo giorno fino al settimo, sarà tolto via da Israele. 12,16 Il primo giorno avrete una riunione sacra, e un’altra il settimo giorno. Non si faccia nessun lavoro in quei giorni; si prepari soltanto quello che è necessario a ciascuno per mangiare, e non altro. 12,17 Osservate dunque la festa degli Azzimi; poiché in quello stesso giorno io avrò fatto uscire le vostre schiere dal paese d’Egitto; osservate dunque quel giorno di età in età, come un’istituzione perenne. Es 12,14-17;


L’ultima Pasqua di Gesù prima della sua morte.

E fu proprio questa Pasqua che Gesù e i suoi discepoli hanno celebrato a Gerusalemme. Era la cosiddetta "Ultima Cena" (ebraico: pasto Seder), con il quale Gesù si è accomiatato dai discepoli. E qui ci sono alcuni interessanti parallelismi con l’Esodo dall’Egitto, che vogliamo esaminare più da vicino. Durante il 13 di Nisan, Gesù incaricò Pietro e Giovanni di trovare una stanza dove poter preparare il pasto con l’agnello macellato per i dodici apostoli.

Gesù mandò Pietro e Giovanni, dicendo: «Andate a prepararci la cena pasquale, affinché la mangiamo.

Luca 22,7 Venne il giorno degli Azzimi, nel quale si doveva sacrificare la Pasqua. 22,8 Gesù mandò Pietro e Giovanni, dicendo: «Andate a prepararci la cena pasquale, affinché la mangiamo». 22,9 Essi gli chiesero: «Dove vuoi che la prepariamo?» 22,10 Ed egli rispose loro: «Quando sarete entrati in città, vi verrà incontro un uomo che porta una brocca d’acqua; seguitelo nella casa dove egli entrerà. 22,11 E dite al padrone di casa: "Il Maestro ti manda a dire: ’Dov’è la stanza nella quale mangerò la Pasqua con i miei discepoli?’" 22,12 Ed egli vi mostrerà, al piano di sopra, una grande sala ammobiliata; qui apparecchiate». Luca 22,7-12;


La sera di questo giorno, verso le 18 – l’inizio del 14 di Nisan secondo il calendario ebraico – il Signore andò a tavola con i discepoli e comunicò loro che questa sarebbe stata l’ultima volta che avrebbe mangiato questo pasto pasquale con loro.

Poiché io vi dico che non la mangerò più, finché sia compiuta nel regno di Dio.

Luca 22,13 Essi andarono e trovarono com’egli aveva detto loro e prepararono la Pasqua. 22,14 Quando giunse l’ora, egli si mise a tavola, e gli apostoli con lui. 22,15 Egli disse loro: «Ho vivamente desiderato di mangiare questa Pasqua con voi, prima di soffrire; 22,16 poiché io vi dico che non la mangerò più, finché sia compiuta nel regno di Dio». Luca 22,13-16;


E qui Gesù lo dice in una frase subordinata, in Luca 22,16: "…finché (la Pasqua) sia compiuta nel regno di Dio". È la prima volta che sorge il sospetto che con la Pasqua non si celebri solo l’esodo di Israele e la salvezza degli Israeliti da parte del loro Dio dalla schiavitù in Egitto, ma che questa Pasqua sia sempre stata anche una profezia, che ora, con la morte di Gesù, si è realizzata. Questo sospetto è poi avvalorato anche dalle ulteriori dichiarazioni di Gesù nel corso della cena.

«Questo è il mio corpo che è dato per voi; Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue, che è versato per vo

Luca 22,19 Poi prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: «Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me». 22,20 Allo stesso modo, dopo aver cenato, diede loro il calice dicendo: «Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue, che è versato per voi». Luca 22,19-20;


Come in Egitto il sangue dell’agnello salvò il popolo d’Israele dall’ira di Dio e l’agnello macellato lo fortificò, così la morte e il sangue di Gesù salvarono tutti i peccatori dall’Ira di Dio. Per soddisfare la giustizia di Dio, ha assunto i nostri peccati su di sé e ha subito la punizione al posto nostro. Questo è il significato più profondo della Pasqua ebraica: la profezia dell’espiazione salvifica attraverso la morte del Servo di Dio – Gesù Cristo. Giovanni Battista, che non aveva mai visto Gesù fino alla sua apparizione, lo chiamò nello Spirito Santo "Agnello di Dio" in Giov 1,29 e "Figlio di Dio" in Giov 1,34.

Ecco l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo! E io ho veduto e ho attestato che questi è il Figlio di Dio.

Giov 1,29 Il giorno seguente, Giovanni vide Gesù che veniva verso di lui e disse: «Ecco l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo! 1,30 Questi è colui del quale dicevo: "Dopo di me viene un uomo che mi ha preceduto, perché egli era prima di me". 1,31 Io non lo conoscevo; ma appunto perché egli sia manifestato a Israele, io sono venuto a battezzare in acqua». 1,32 Giovanni rese testimonianza, dicendo: «Ho visto lo Spirito scendere dal cielo come una colomba e fermarsi su di lui. 1,33 Io non lo conoscevo, ma colui che mi ha mandato a battezzare in acqua, mi ha detto: "Colui sul quale vedrai lo Spirito scendere e fermarsi, è quello che battezza con lo Spirito Santo".1, 34 E io ho veduto e ho attestato che questi è il Figlio di Dio». Giov 1,29-34;


Giovanni Battista non era uno qualunque. Alla sua nascita, lo Spirito Santo disse di lui:

E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo, perché andrai davanti al Signore per preparare le sue vie.

Luca 1,76 E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo, perché andrai davanti al Signore per preparare le sue vie, 1,77 per dare al suo popolo conoscenza della salvezza mediante il perdono dei loro peccati, 1,78 grazie ai sentimenti di misericordia del nostro Dio; per i quali l’Aurora dall’alto ci visiterà 1,79 per risplendere su quelli che giacciono in tenebre e in ombra di morte, per guidare i nostri passi verso la via della pace». Luca 1,76-79;


E anche Gesù disse di lui che era più di un profeta. Egli è colui di cui è scritto nel libro del profeta Malachia: "Ecco, io vi mando il mio messaggero, che spianerà la via davanti a me" (Mal 3,1). Questo, ora, è estremamente interessante, in quanto proprio questa profezia è sempre stata interpretata in Israele – correttamente, come sappiamo oggi – in riferimento alla venuta del Messia. Da un lato, ci si basava su una profezia del profeta Isaia, dove si dice: "La voce di uno grida: Preparate nel deserto la via del SIGNORE, appianate nei luoghi aridi una strada per il nostro Dio!" (Isa 40:3; Deut 18:15-18) e dall’altra parte su di un’altra profezia in Malachia dove questo messaggero del Signore è identificato come il profeta Elia.

Ecco, io vi mando il profeta Elia, prima che venga il giorno del SIGNORE, giorno grande e terribile.

Mal 4,4 «Ricordatevi della legge di Mosè, mio servo, al quale io diedi sull’Oreb, leggi e precetti, per tutto Israele. 4,5Ecco, io vi mando il profeta Elia, prima che venga il giorno del SIGNORE, giorno grande e terribile. 4,6 Egli volgerà il cuore dei padri verso i figli, e il cuore dei figli verso i padri, perché io non debba venire a colpire il paese di sterminio». Mal 4,4-6;


Questa è anche la ragione per cui gli scribi al tempo di Gesù chiesero ripetutamente a Giovanni se fosse "il profeta", l’Elia. Ma Giovanni negò onestamente e profetizzò a sua volta: "Io vi battezzo con acqua, in vista del ravvedimento; ma colui che viene dopo di me è più forte di me, e io non sono degno di portargli i calzari; egli vi battezzerà con lo Spirito Santo e con il fuoco" (Mat 3,11). E quando gli ebrei chiesero anche a Gesù se Giovanni fosse il profeta Elia, egli annunciò loro che Giovanni era proprio colui di cui si profetizzava in Malachia: "Ecco, io vi mando il mio messaggero, che spianerà la via davanti a me" (Mal 3,1).

Poiché tutti i profeti e la legge hanno profetizzato fino a Giovanni. Se lo volete accettare, egli è l’Elia che doveva venire.

Mat 11,9 Ma perché andaste? Per vedere un profeta? Sì, vi dico, e più che profeta. 11,10 Egli è colui del quale è scritto: "Ecco, io mando davanti a te il mio messaggero per preparare la tua via davanti a te". 11,11 In verità io vi dico, che fra i nati di donna non è sorto nessuno maggiore di Giovanni il battista; eppure il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui. 11,12 Dai giorni di Giovanni il battista fino a ora, il regno dei cieli è preso a forza e i violenti se ne impadroniscono. 11,13 Poiché tutti i profeti e la legge hanno profetizzato fino a Giovanni. 11,14 Se lo volete accettare, egli è l’Elia che doveva venire. Mat 11,9-14;


Ma come ci mostra la Scrittura, gli ebrei non vollero accettare tutto questo. E qui, nella prospettiva di oggi, è del tutto incomprensibile, come pure e in particolare gli scribi di Israele, che avrebbero dovuto conoscere tutte queste profezie, non abbiano controllato la Scrittura ma abbiano insistito sul loro pregiudizio e abbiano rifiutato Gesù. Nonostante Gesù stesso abbia ripetutamente sottolineato che ciò che è stato scritto di lui attraverso i profeti si sarebbe anche compiuto in lui.

E saranno compiute riguardo al Figlio dell’uomo tutte le cose scritte dai profeti;

Luca 18,31 Poi, prese con sé i dodici, e disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme, e saranno compiute riguardo al Figlio dell’uomo tutte le cose scritte dai profeti; 18,32 perché egli sarà consegnato ai pagani, e sarà schernito e oltraggiato e gli sputeranno addosso; 18,33 e, dopo averlo flagellato, lo uccideranno; ma il terzo giorno risusciterà». 18,34 Ed essi non capirono nulla di tutto questo; quel discorso era per loro oscuro, e non capivano ciò che Gesù voleva dire. Luca 18,31-34;

Come dunque si adempirebbero le Scritture, secondo le quali bisogna che così avvenga?

Mat 26,51 Ed ecco, uno di quelli che erano con lui, stesa la mano, prese la spada, la sfoderò e, colpito il servo del sommo sacerdote, gli recise l’orecchio. 26,52 Allora Gesù gli disse: «Riponi la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendono la spada, periranno di spada. 26,53 Credi forse che io non potrei pregare il Padre mio che mi manderebbe in questo istante più di dodici legioni d’angeli? 26,54 Come dunque si adempirebbero le Scritture, secondo le quali bisogna che così avvenga?» Mat 26,51-54;


Ma dal nostro punto di vista oggi, anche tutte le altre profezie dell’Antico Testamento possono essere associate e interpretate come riferite al Servo di Dio. Per esempio, nel libro di Isaia:

Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre iniquità; e mediante le sue lividure noi siamo stati guariti.

Isa 53,3 Disprezzato e abbandonato dagli uomini, uomo di dolore, familiare con la sofferenza, pari a colui davanti al quale ciascuno si nasconde la faccia, era spregiato, e noi non ne facemmo stima alcuna. 53,4 Tuttavia erano le nostre malattie che egli portava, erano i nostri dolori quelli di cui si era caricato; ma noi lo ritenevamo colpito, percosso da Dio e umiliato! 53,5 Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di lui e mediante le sue lividure noi siamo stati guariti. Isa 53, 3- 5;

Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la bocca. Come l’agnello condotto al mattatoio.

Isa 53,6 Noi tutti eravamo smarriti come pecore, ognuno di noi seguiva la propria via; ma il SIGNORE ha fatto ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti. 53,7 Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la bocca. Come l’agnello condotto al mattatoio, come la pecora muta davanti a chi la tosa, egli non aprì la bocca. Isa 53, 6-7;

Per la sua conoscenza, il mio servo, il giusto, renderà giusti i molti, si caricherà egli stesso delle loro iniquità.

Isa 553,8 Dopo l’arresto e la condanna fu tolto di mezzo; e tra quelli della sua generazione chi rifletté che egli era strappato dalla terra dei viventi e colpito a causa dei peccati del mio popolo? 53,9 Gli avevano assegnato la sepoltura fra gli empi, ma nella sua morte, egli è stato con il ricco, perché non aveva commesso violenze né c’era stato inganno nella sua bocca. 53,10 Ma il SIGNORE ha voluto stroncarlo con i patimenti. Dopo aver dato la sua vita in sacrificio per il peccato, egli vedrà una discendenza, prolungherà i suoi giorni, e l’opera del SIGNORE prospererà nelle sue mani. 53,11 Dopo il tormento dell’anima sua vedrà la luce e sarà soddisfatto; per la sua conoscenza, il mio servo, il giusto, renderà giusti i molti, si caricherà egli stesso delle loro iniquità. 53,12 Perciò io gli darò in premio le moltitudini, egli dividerà il bottino con i molti, perché ha dato se stesso alla morte ed è stato contato fra i malfattori; perché egli ha portato i peccati di molti e ha interceduto per i colpevoli. Isa 53,8-12;


O altre profezie in Isaia:

Il SIGNORE mi ha chiamato fin dal seno materno, ha pronunciato il mio nome fin dal grembo di mia madre.

Isa 49,1 Isole, ascoltatemi! Popoli lontani, state attenti! Il SIGNORE mi ha chiamato fin dal seno materno, ha pronunciato il mio nome fin dal grembo di mia madre. 49,2 Egli ha reso la mia bocca come una spada tagliente, mi ha nascosto nell’ombra della sua mano; ha fatto di me una freccia appuntita, mi ha riposto nella sua faretra, Isa 49,1-2;


che sono confermate dalle dichiarazioni del Nuovo Testamento:

Gli fu messo il nome di Gesù, che gli era stato dato dall’angelo prima che egli fosse concepito.

Luca 2,21 Quando furono compiuti gli otto giorni dopo i quali egli doveva essere circonciso, gli fu messo il nome di Gesù, che gli era stato dato dall’angelo prima che egli fosse concepito. 2,22 Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore, 2,23 come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà consacrato al Signore»; 2,24 e per offrire il sacrificio di cui parla la legge del Signore, di un paio di tortore o di due giovani colombi. 2,25 Vi era in Gerusalemme un uomo di nome Simeone; quest’uomo era giusto e timorato di Dio, e aspettava la consolazione d’Israele; lo Spirito Santo era sopra di lui; 2,26 e gli era stato rivelato dallo Spirito Santo che non sarebbe morto prima di aver visto il Cristo del Signore. 2,27 Egli, mosso dallo Spirito, andò nel tempio; e, come i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere a suo riguardo le prescrizioni della legge, 2,28 lo prese in braccio, e benedisse Dio, dicendo: 2,29 «Ora, o mio Signore, tu lasci andare in pace il tuo servo, secondo la tua parola; 2,30 perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, 2,31 che hai preparata dinanzi a tutti i popoli 2,32 per essere luce da illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele». 2,33 Il padre e la madre di Gesù restavano meravigliati delle cose che si dicevano di lui. 2,34 E Simeone li benedisse, dicendo a Maria, madre di lui: «Ecco, egli è posto a caduta e a rialzamento di molti in Israele, come segno di contraddizione Luca 2,21-34;


Anche la descrizione di Gesù qui sopra, in Luca 2,32, come "luce da illuminare le genti" si trova ripetuta più volte nell’Antico Testamento:

Cristo è l’alleanza del popolo e la luce delle nazioni.

Isa 42,6 «Io, il SIGNORE, ti ho chiamato secondo giustizia e ti prenderò per la mano; ti custodirò e farò di te l’alleanza del popolo, la luce delle nazioni, 42,7 per aprire gli occhi dei ciechi, per far uscire dal carcere i prigionieri e dalle prigioni quelli che abitano nelle tenebre. Isa 42,6-7;

Voglio fare di te la luce delle nazioni, lo strumento della mia salvezza fino alle estremità della terra.

Isa 49,5 Ora parla il SIGNORE che mi ha formato fin dal grembo materno per essere suo servo, per ricondurgli Giacobbe, per raccogliere intorno a lui Israele; io sono onorato agli occhi del SIGNORE, il mio Dio è la mia forza. 49,6 Egli dice: «È troppo poco che tu sia mio servo per rialzare le tribù di Giacobbe e per ricondurre gli scampati d’Israele; voglio fare di te la luce delle nazioni, lo strumento della mia salvezza fino alle estremità della terra». 49,7 Così parla il SIGNORE, il Redentore, il Santo d’Israele, a colui che è disprezzato dagli uomini, detestato dalla nazione, schiavo dei potenti: «Dei re lo vedranno e si alzeranno; dei prìncipi pure e si prostreranno, a causa del SIGNORE che è fedele, del Santo d’Israele che ti ha scelto». Isa 49,5-7;


Ma a parte tutte queste affermazioni, furono soprattutto gli eventi di quella Pasqua, in occasione della morte di Gesù, a fornire la prova che Gesù era il servo promesso di Dio. Così dice Isaia in Isa 53,7:

Isa 53,7 Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la bocca. Come l’agnello condotto al mattatoio, come la pecora muta davanti a chi la tosa, egli non aprì la bocca. Isa 53, 7;


L’evangelista Matteo conferma questa profezia dell’Antico Testamento durante il processo da parte del sommo sacerdote Caifa, dove i membri del Sinedrio sputarono in faccia al Signore e lo colpirono a pugni in faccia. Anche durante il processo sotto Pilato, dove Gesù rimase muto e silenzioso, Pilato lo fece flagellare.

Allora gli sputarono in viso e gli diedero dei pugni e altri lo schiaffeggiarono.

Mat 26,65 Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti, dicendo: «Egli ha bestemmiato; che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Ecco, ora avete udito la sua bestemmia; 26,66 che ve ne pare?» Ed essi risposero: «È reo di morte». 26,67 Allora gli sputarono in viso e gli diedero dei pugni e altri lo schiaffeggiarono, 26,68 dicendo: «O Cristo profeta, indovina! Chi ti ha percosso?» Mat 26,65-68;

Ma egli non gli rispose neppure una parola; e il governatore se ne meravigliava molto.

Mat 27,11 Gesù comparve davanti al governatore e il governatore lo interrogò, dicendo: «Sei tu il re dei Giudei?» Gesù gli disse: «Tu lo dici». 27,12 E, accusato dai capi dei sacerdoti e dagli anziani, non rispose nulla. 27,13 Allora Pilato gli disse: «Non senti quante cose testimoniano contro di te?» 27,14 Ma egli non gli rispose neppure una parola; e il governatore se ne meravigliava molto. Mat 27,11-14;


Dopo essere stato accusato dai capi dei sacerdoti e condannato da Pilato, Gesù fu crocifisso e morì sulla croce all’ora nona - cioè alle 3 del pomeriggio.

Verso l’ora nona, Gesù gridò a gran voce e rese lo spirito.

Mat 27,45 Dall’ora sesta si fecero tenebre su tutto il paese, fino all’ora nona. 27,46 E, verso l’ora nona, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lamà sabactàni?», cioè: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?» 27,47 Alcuni dei presenti, udito ciò, dicevano: «Costui chiama Elia». 27,48 E subito uno di loro corse a prendere una spugna e, inzuppatala di aceto, la pose in cima a una canna e gli diede da bere. 27,49 Ma gli altri dicevano: «Lascia, vediamo se Elia viene a salvarlo». 27,50 E Gesù, avendo di nuovo gridato con gran voce, rese lo spirito. Mat 27,45-50;


Ed è strano che questo comportamento di rimanere muti davanti ai loro tosatori sia persistito nelle pecore fino ad oggi (o è sempre stato in loro come una profezia della creazione al loro Salvatore?) Io stesso ho avuto delle pecore e posso testimoniarlo. E anche quando i filmati mostrano le pecore che vengono tosate, si può vedere che sono immediatamente silenziose quando si trovano tra le gambe del tosatore.

Se ora guardiamo il comando di Dio di sacrificare l’agnello pasquale in Es 12,6, si dice che l’agnello deve essere macellato il 14 di Nissan  "fra i due vespri" (Diodati). Quindi questo è il lasso di tempo tra la prima sera – dopo l’inizio del giorno, al tramonto (18:00), fino a quando la notte non scende completamente – e la seconda sera, durante quello che noi oggi definiamo giorno successivo, dal tramonto del sole (15:00) fino al tramonto alle 18:00. E fu proprio alla fine del tempo tra queste due sere, all’ora nona -– le 3 del pomeriggio – che avvenne la morte di Gesù. Quindi questo Agnello di Dio venne offerto come un sacrificio gradito a Dio e senza macchia, pienamente conforme a tutti i requisiti del rito mosaico.

Anche un’altra profezia dell’Antico Testamento si è adempiuta con la morte di Gesù. In Isa 53,9 si profetizza che il servo di Dio avrebbe trovato la sua tomba tra gli empi e nella sua morte sarebbe stato con il ricco.

Isa 53,9 Gli avevano assegnato la sepoltura fra gli empi, ma nella sua morte, egli è stato con il ricco, perché non aveva commesso violenze né c’era stato inganno nella sua bocca. Isa 53, 9;


Anche questa profezia si realizzò secondo il racconto di Matteo:

 Un uomo ricco di Arimatea, chiamato Giuseppe, lo depose nella propria tomba nuova.

Mat 27,57 Fattosi sera, venne un uomo ricco di Arimatea, chiamato Giuseppe, il quale era diventato anche lui discepolo di Gesù. 27,58 Questi, presentatosi a Pilato, chiese il corpo di Gesù. Allora Pilato comandò che il corpo gli fosse dato. 27,59 Giuseppe prese il corpo, lo avvolse in un lenzuolo pulito, 27,60 e lo depose nella propria tomba nuova, che aveva fatto scavare nella roccia. Poi, dopo aver rotolato una grande pietra contro l’apertura del sepolcro, se ne andò. Mat 27,57-60;


Quando Gesù morì sulla croce tra i criminali, un ricco membro del Consiglio, Giuseppe d’Arimatea, ottenne da Pilato il permesso di portarlo giù dalla croce e di deporlo nella tomba. Fece poi posare il corpo in una nuova tomba che aveva recentemente acquistato e lo seppellì solo provvisoriamente, dato il poco tempo a disposizione, con l’intenzione di effettuare una sepoltura ritualmente corretta più tardi, dopo i due sabati.

(Vedi anche Discorso 87: "La Sindone di Torino – La vera "Settimana Santa". – Tabella panoramica della settimana della crocifissione")


Ora ci sono certamente altre profezie dell’Antico Testamento che potrebbero essere citate qui (Gen 22:1-2; Num 21:7-9; Giov 3:14-17; Dan 9:26 ecc.), ma qui ci preoccupiamo solo di evidenziare i collegamenti più significativi.

Le affermazioni più importanti e più evidenti sul Figlio di Dio, tuttavia, si trovano naturalmente nel Nuovo Testamento. In occasione del battesimo di Gesù da parte di Giovanni Battista, i cieli si aprirono e la voce di Dio rivelò pubblicamente suo Figlio:

«Questo è il mio diletto Figlio, nel quale mi sono compiaciuto».

Mat 3,17 Ed ecco una voce dai cieli che disse: «Questo è il mio diletto Figlio, nel quale mi sono compiaciuto». Mat 3,17;


E anche durante la trasfigurazione di Gesù, quando salì sul monte con Pietro e l’apostolo Giovanni, dove Mosè ed Elia apparvero davanti agli occhi dei due discepoli e parlarono con Gesù, la voce di Dio venne dal cielo e riaffermò:

«Questo è il mio Figlio diletto, nel quale mi sono compiaciuto; ascoltatelo»

Mat 17,5 Mentre egli parlava ancora, una nuvola luminosa li coprì con la sua ombra, ed ecco una voce dalla nuvola che diceva: «Questo è il mio Figlio diletto, nel quale mi sono compiaciuto; ascoltatelo». 17,6 I discepoli, udito ciò, caddero con la faccia a terra e furono presi da gran timore. Mat 17, 5- 6;


E qui sembra importante ricordare che entrambe le conferme del Figlio da parte del Padre erano indirizzate agli ebrei. Più precisamente, una volta a Giovanni Battista e poi a Pietro e all’apostolo Giovanni. Quella voce che qui ha dichiarato due volte Gesù come il Figlio prediletto di Dio è la stessa voce che aveva designato Israele come popolo di Dio in Deut 27,9.

Il Padre che mi ha mandato, egli stesso ha reso testimonianza di me.

Giov 5,37 Il Padre che mi ha mandato, egli stesso ha reso testimonianza di me. La sua voce, voi non l’avete mai udita; il suo volto, non l’avete mai visto; 5,38 e la sua parola non dimora in voi, perché non credete in colui che egli ha mandato. Giov 5,37-38;


Quindi, se gli ebrei oggi affermano che Gesù non è il Figlio di Dio, neanche Israele può essere il popolo di Dio.

Quindi, se gli ebrei oggi affermano che Gesù non è il Figlio di Dio, neanche Israele può essere il popolo di Dio. Tuttavia sembra che il non riconoscimento di Gesù di Nazareth in quanto Figlio di Dio e Messia di Israele sia solo una fase preparatoria a quegli eventi degli Ultimi Tempi in cui Israele porterà la sua empietà ai massimi livelli e accoglierà un impostore diabolico come suo "Messia".

Il fatto che gli Israeliti definiscano ancora oggi Gesù Cristo ingannatore e bestemmiatore è il presupposto vero e proprio affinché il falso Cristo, l’Anticristo, possa apparire ed essere ritenuto – dapprima solo in Israele - il "vero" Cristo/Messia. Gli ebrei saranno molto entusiasti, perché questo è esattamente quello che hanno sostenuto per duemila anni, ovvero che Gesù era un impostore.

E questo è proprio quello che il vero Messia, nostro Signore Gesù Cristo, profetizzò agli ebrei durante la sua vita::

Io sono venuto nel nome del Padre mio, e voi non mi ricevete; se un altro verrà nel suo proprio nome, quello lo riceverete.

Giov 5,39 Voi investigate le Scritture, perché pensate d’aver per mezzo di esse vita eterna, ed esse sono quelle che rendono testimonianza di me; 5,40 eppure non volete venire a me per aver la vita! 5,41 Io non prendo gloria dagli uomini; 5,42 ma so che non avete l’amore di Dio in voi. 5,43 Io sono venuto nel nome del Padre mio, e voi non mi ricevete; se un altro verrà nel suo proprio nome, quello lo riceverete. Giov 5,39-43;


L’Anticristo verrà dunque nel suo proprio nome. Poiché il Signore Gesù qui paragona colui che deve venire, con se stesso, è chiaro che questo venuto verrà anche nella stessa posizione, come il Messia d’Israele. Naturalmente sarà un ebreo, perché gli ebrei non accetterebbero mai un "goy" come loro Messia.  

E l’Anticristo verrà, sostenendo di essere l’"Unto di Dio" (Messia – ebraico "mashiach", aramaico "meschicha", greco "Christos", latino "Christus", italiano "l’Unto") e inizialmente salirà al potere in Israele. Qui vediamo che il prefisso greco "anti" in Anticristo non deve essere tradotto come "contro" ma con il suo altro significato "al posto di".

Egli viene al posto di Cristo e attribuirà a se stesso tutte le profezie della Torah che si applicano al vero Unto di Dio, e farà credere agli ebrei che egli condurrà Israele al concetto ebraico di "Regno", al potere mondiale profetizzato (capo delle nazioni Ger 31,7). Dopo qualche tempo, però, gli Israeliti si renderanno conto che il loro "Messia" non rappresenterà più la religione mosaica  ma usurperà solo lui stesso sempre più potere, e si separeranno da lui.

Perché dopo che questo impostore si renderà conto che non solo gli ebrei mosaici, ma anche le chiese cristiane e specialmente gli "amici di Israele" nelle comunità evangeliche e persino gli ebrei messianici, che vedono in questo impostore anche il loro "Messia", lo acclameranno come il "Signore che è tornato", cercherà effettivamente di ottenere il dominio del mondo e si siederà nel tempio che ha nuovamente costruito a Gerusalemme e affermerà di essere lui stesso Dio.

Al momento del vero Ritorno di nostro Signore Gesù Cristo per il Rapimento dei morti e dei credenti in Cristo ancora in vita, egli ucciderà questo impostore diabolico. Ma Satana, con la capacità datagli da Dio, risveglierà questo uomo morto e lo doterà di tutti i suoi poteri miracolosi.

Costui sarà allora il secondo Anticristo demoniaco, il quale, nel Giorno del Signore e dell’Ira di Dio, causerà i più severi giudizi di Dio che l’umanità abbia mai visto. Tuttavia, egli raggiungerà il potere mondiale con il suo falso profeta (il Papa?) ma poi perirà con i suoi sostenitori nella battaglia contro Cristo e il suo esercito celeste nell’Harmagedon.

Questo è il breve riassunto di un’interpretazione di tutte quelle profezie bibliche che si riferiscono all’Anticristo negli Ultimi Tempi. La versione approfondita la si può leggere nel Discorso 145: "Il tortuoso percorso dell’Anticristo verso il dominio del mondo."


Le conseguenze per Israele.

Dopo questa dimostrazione biblica della prova che Gesù di Nazareth era il Messia degli ebrei e il Figlio di Dio, bisogna fare un breve resoconto delle conseguenze per gli ebrei per aver rifiutato il Figlio di Dio, averlo condannato e averlo consegnato affinché fosse crocifisso.

Prima di tutto, naturalmente, c’è la conseguenza biblica secondo cui, rifiutando il Messia, la promessa veterotestamentaria della salvezza di Israele attraverso il suo Messia non poteva realizzarsi. Gli Israeliti si erano, per così dire, rovinati da soli. Ma come vedremo tra un momento, questo era ancora il male minore.

D’altra parte, però, questa caduta del popolo di Dio degli ebrei divenne l’ascesa di un altro popolo – il popolo di Dio dei pagani, i cristiani. Se Israele non avesse rifiutato il suo Messia, non ci sarebbe stata nessuna religione cristiana e nessuna salvezza per grazia.

Ma Israele stesso, rinnegando il Figlio, ha anche perso il suo Dio in quel momento ed è stato rifiutato da Dio. Così, da quasi duemila anni, gli Israeliti sono un popolo che non ha Dio. Sono senza Dio. Questo è stato anche il motivo per cui, secondo la profezia di Gesù in Mat 24:1-2, Gerusalemme e il Tempio furono distrutti dai Romani nel 70 d.C. e il popolo d’Israele venne successivamente condotto nella diaspora.

Chiunque nega il Figlio, non ha neanche il Padre.

1Gio 2,23 Chiunque nega il Figlio, non ha neanche il Padre; chi riconosce il Figlio, ha anche il Padre. 1Gio 2,23;

Giov 15,23 Chi odia me, odia anche il Padre mio. Giov 15,23;


Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.

Giov 14,6 Gesù gli disse: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Giov 14,6;


Ma di conseguenza, Israele si trova ora di fronte ad un altro problema molto serio. Come ci racconta tutto l’Antico Testamento, ogni offesa ai comandamenti di Dio è peccato ed è punita da Dio con la morte del peccatore. Tuttavia, agli Israeliti venne data la possibilità dal loro Dio ai tempi dell’Antico Testamento di ricevere il perdono dei loro peccati attraverso un sacrificio animale (Lev 4 e 5). Ma per poter offrire questi sacrifici animali secondo il rito – e quindi "in modo giuridicamente efficace" – è obbligatorio, secondo le leggi della Torah, offrirli sull’altare degli olocausti nel Tempio di Gerusalemme.

Ora, però, da quel momento gli Israeliti a Gerusalemme non hanno avuto né un Tempio né un altare per il sacrificio. Quindi, anche per questo motivo, da quasi duemila anni non hanno la possibilità di ricevere il perdono dei loro peccati da parte di Dio. E questo è esattamente ciò che il Figlio di Dio profetizzò loro durante la sua vita:

Se non credete che io sono (il Messia), voi morirete nei vostri peccati.

Giov 8,22 Dicevano perciò i Giudei: «Vuole forse uccidersi, perché dice: "Dove vado io, voi non potete venire"?». 8,23 Ed egli disse loro: «Voi siete di quaggiù, mentre io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. 8,24 Perciò vi ho detto che voi morirete nei vostri peccati, perché se non credete che io sono (il Messia), voi morirete nei vostri peccati». Giov 8,22-24;


L’affermazione "Morirete nei vostri peccati", però, ha una conseguenza fatale: gli ebrei non sapevano allora (e purtroppo si rifiutano di riconoscerlo ancora oggi, perché non riconoscono e non leggono il Nuovo Testamento) che rifiutando il loro Messia hanno rifiutato non solo il Figlio di Dio, ma anche allo stesso tempo il giudice del mondo intero consegnandolo alla crocifissione. In occasione del Giudizio Universale, alla Fine del Mondo, non l’Eterno ma Suo Figlio siederà sul trono del giudizio e giudicherà secondo la giustizia assoluta.

Poiché il Padre non giudica nessuno, ma ha dato tutto il giudizio al Figlio.

Giov 5,22 Poiché il Padre non giudica nessuno, ma ha dato tutto il giudizio al Figlio, 5,23 affinché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre; chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato. 5,24 In verità, in verità vi dico: Chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna, e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. Giov 5,22-24;


E dirà a questi Israeliti non convertiti: "Andate via da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli!". Perché non solo hanno ripudiato l’ultimo dei suoi fratelli cristiani, ma hanno condannato e giustiziato lo stesso giudice supremo.

Andate via da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli!

Mat 25,40 E il re risponderà loro: "In verità vi dico che in quanto lo avete fatto a uno di questi miei minimi fratelli, l’avete fatto a me". 25,41 Allora dirà anche a quelli della sua sinistra: "Andate via da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli! Mat 25,40-41;


La ragione di questo comportamento ostinato degli ebrei risiede in parte nella loro Sacra Scrittura (Talmud, Gemara). Ci sono migliaia di interpretazioni di centinaia di rabbini. Essi interpretano la Scrittura con l’aiuto della Cabala, della gematria e di altri metodi insensati per interpretare la Bibbia, invece di interpretarla nel modo più semplice e l’unico corretto: cioè, interpretando la Scrittura con la Scrittura. Questo è ciò che fece Paolo di Tarso quasi duemila anni fa nella sua lettera ai cristiani di Corinto. E come ha scritto Paolo in questa lettera, gli ebrei hanno un velo sul cuore quando leggono i cinque libri di Mosè.

Ma fino a oggi, quando si legge Mosè, un velo rimane steso sul loro cuore;

2Cor 3,15 Ma fino a oggi, quando si legge Mosè, un velo rimane steso sul loro cuore; 3,16 però quando si saranno convertiti al Signore, il velo sarà rimosso. 2Cor 3,15-16;


E così è ancora oggi, perché questo velo viene tolto solo quando si rivolgono a Gesù Cristo. Così, in risposta all’appello nei commenti del visitatore di Immanuel.at citato sopra: "Ascolta Israele: L’Eterno non ha alcun figlio!", in quanto cristiano credente si deve controbattere: "Svegliati Israele! Il tuo Dio ti ha abbandonato".

Quindi, poiché tutte queste profezie della Scrittura devono essere adempiute, Israele come popolo può riconvertirsi al suo Dio solo dopo il Ritorno del suo Messia, nostro Signore Gesù Cristo. Solo quando diranno al Figlio di Dio che è tornato: "Benedetto colui che viene nel nome del Signore!" e "essi guarderanno a me, a colui che essi hanno trafitto, e ne faranno cordoglio" (Zac 12:10; Apoc 1:7), la sorte di Giacobbe sarà cambiata e il residuo di Israele sarà di nuovo riconciliato con il suo Dio. Procederanno verso un futuro glorioso nel Regno Millenario di Pace del loro Messia con il re Davide svegliato di nuovo da Dio (Ger 30:8-9; Eze 34:23; Os 3:4-5) come "capo delle nazioni" (Ger 31:7; 2Sam 22:44; Sal 18:44).

Ecco, la vostra casa vi è lasciata deserta finché non direte: "Benedetto colui che viene nel nome del Signore

Mat 23,32 Voi superate la misura dei vostri padri! 23,33 Serpenti, razza di vipere! Come sfuggirete al giudizio della Geenna? 23,34 Perciò, ecco io vi mando dei profeti, dei savi e degli scribi; di loro ne ucciderete e crocifiggerete alcuni, altri ne flagellerete nelle vostre sinagoghe e li perseguiterete di città in città, 23,35 affinché ricada su di voi tutto il sangue giusto sparso sulla terra, dal sangue del giusto Abele, fino al sangue di Zaccaria, figlio di Barachia, che uccideste fra il tempio e l’altare.

23,36 In verità vi dico che tutte queste cose ricadranno su questa generazione. 23,37 Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi coloro che ti sono mandati! Quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli come la gallina raccoglie i suoi pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto! 23,38 Ecco, la vostra casa vi è lasciata deserta. 23,39 Poiché io vi dico, che da ora in avanti non mi vedrete più, finché non direte: "Benedetto colui che viene nel nome del Signore!". Mat 23,32-39;


Ma anche se Israele come popolo non si renderà conto della sua colpa fino alla venuta del Signore, non la riconoscerà e quindi non si pentirà, Dio nella Sua grazia ha comunque lasciato loro un’alternativa. Come ogni altra persona in questo mondo, ogni singolo israeliano può evitare questa maledizione per sé e per la sua famiglia e con un solo atto ricevere già oggi le benedizioni del suo Dio. Ovvero, facendo il passo di credere in Gesù Cristo e credendo che a quel tempo, quasi duemila anni fa, la morte del Signore durante questa festa della Pasqua dei loro antenati era il sacrificio vicario anche per i loro peccati. Allora Dio perdonerà i loro peccati e anche questo velo sarà rimosso dai loro cuori e finalmente capiranno correttamente le parole di Mosè.

Ora, naturalmente, sono consapevole che tutte le argomentazioni, spiegazioni e analisi sono inutili e non avranno alcun effetto, a meno che la persona a cui ci si rivolge non abbia effettivamente il desiderio di riconoscere la verità su Dio e sulle sue azioni. E visto che gli Israeliti, come scrive Paolo, hanno un velo sul loro cuore quando leggono Mosè, è certamente assai difficile che queste realizzazioni penetrino nella loro coscienza. Ma quando ci viene detto nella Scrittura che ci sarà più gioia in cielo davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si ravvede che per novantanove giusti che non hanno bisogno di ravvedimento (Luca 15,7-10), gli angeli si rallegreranno senza dubbio di più per un ebreo che si converte che per 99 pagani convertiti.

Per favore, non fraintendetemi su questo punto. Non vorrei, per nessun motivo, convertire un ebreo al cristianesimo! Semplicemente perché non è possibile. È uno dei requisiti fondamentali della fede cristiana che ogni persona debba decidere da sola se vuole credere nel Figlio di Dio. E questa fede deve poi essere mantenuta anche per tutta la vita Ebr 3:6; 6:4-6). Non esiste un cristiano "nato di nuovo" che "non possa essere perduto". Questa è una bella favola! -

Quello che vorrei cercare di fare è far capire alla gente che è la realtà – la realtà di allora e quella di adesso – che fa apparire questa strada come l’unica giusta. Non c’è altra alternativa, per gli ebrei come per tutte le altre persone fino al Ritorno del Signore, che accettare la fede nella salvezza per grazia attraverso Gesù Cristo.

(Vedi anche Discorso 85: "Vera e falsa rinascita.")


Attenzione, non si tratta di ottenere la "vita eterna". Ogni essere umano è stato creato da Dio per la vita eterna – un’esistenza eterna – e ha già la vita eterna dalla nascita. Si tratta piuttosto di dove, dopo la nostra Risurrezione, passeremo questa vita eterna – con Dio, nel suo amore e nella sua protezione, o separati da Dio per tutta l’eternità, con pianto e stridore di denti per la rabbia per il fatto che abbiamo rifiutato l’unica possibilità di essere salvati da questa situazione mentre eravamo ancora in vita, e per cui non possiamo rimediare successivamente (Mt 8:11-12; Luca 13:26-28).

(Vedi anche Discorso 96: "Perché credere?")


Perciò, si può solo consigliare all’ebreo sincero che ama veramente Dio con tutto il cuore e con tutta l’anima e con tutte le sue forze: dia una spinta al suo cuore e vada in una stanza dove rimarrà indisturbato per la prossima mezz’ora e lì parli nel suo spirito con l’Eterno, il suo Dio, e gli chieda di darle saggezza e conoscenza così che lei possa conoscere la verità – la pura verità. Sono convinto che se lo farà con un cuore veramente sincero, gli angeli potranno presto rallegrarsi per un altro convertito del popolo d’Israele.

Per inciso – nella confessione di fede degli ebrei data in Deut 6,4: "Ascolta, Israele! L’Eterno (YHWH), il nostro Dio, è l’unico Signore!", nell’espressione "YHWH, il nostro Dio" la parola ebraica per Dio (Elohim) è in realtà un plurale, così che la traduzione letterale sarebbe "YHWH, nostri dei". Per un’ottima analisi di questo contesto, consultare https://www.amzi.org/html/schma_israel.html

(Vedi anche Discorso 1072: "La Trinità è solo un’azione di Dio in tre persone?")


 

Israele alla luce della Bibbia.


Secondo l’Antico Testamento

Dio non ha più alcuna compassione per la casa d’Israele (Os 1:6). Loro non sono più il suo popolo (Os 1:9). Il Signore salverà solo la casa di Giuda. Non con la guerra, però, ma con il suo Spirito (Os 1:7). Soltanto nel Millennio, quando il Figlio di Dio avrà assunto il suo dominio millenario sulla terra (Os 2:1.20; Ez 34:25; Is 2:4), il Signore li riconoscerà di nuovo come il suo popolo (Os 2:25; Ger 31:27-28).

Secondo il Nuovo Testamento

È la volontà di Dio che noi prestiamo ascolto a suo Figlio (Mat 17:5). Questo Figlio di Dio ci ha detto che ogni essere umano che lo rifiuta, rifiuta anche Dio (1Gio 2:23; Luca 10:16; Giov 5:22-23.15,23). Il popolo d’Israele di oggi nega il Figlio di Dio e lo offende come truffatore e bestemmiatore. Attraverso questa negazione del Figlio, Israele ha rifiutato anche il Padre ed è dunque un popolo senza-Dio (Giov 8:24).


Gli "amici di Israele" nelle comunità cristiane vendono dunque il loro diritto di primogenitura come discepoli di Cristo contro il piatto di lenticchie di un complice di atei truffatori. – Per Israele non vi è alcuna conversione spirituale al loro Dio, né alcun ritorno nel loro paese voluto da Dio, a meno che essi non si convertano a Gesù Cristo!! (Mat 23:38-39; Gal 5:4).