Discorso 117 – Il battesimo cristiano da un punto di vista biblico.




Il battesimo dell’acqua è davvero necessario per la salvezza? / Commento anonimo 00, 08-10-2014

Una conoscenza frammentaria.

Il battesimo nell’Antico Testamento.

Il battesimo nel Nuovo Testamento.

Il battesimo con lo Spirito Santo.

Il battesimo dell’acqua.

Le ultime parole di grandi uomini. / Alexander Seibel, West-Europa-Mission

La ricezione dello Spirito Santo.

La perdita dello Spirito Santo.

Nelle chiese evangelicali non si fanno più battesimi di adulti. / Commento di C.M. 00, 03-09-2014



(I testi nella cornice nera sono citazioni dei visitatori di questo sito o di altri autori!)

(Il battesimo dell’acqua è davvero necessario per la salvezza? / Commento anonimo 00, 08-10-2014)

Caro signor Horak,

(…) Ora Le vorrei chiedere di aiutarmi un po’ con la questione del battesimo! Senza citare la Bibbia vorrei esporle la mia opinione anche da un punto vista laico per cui mi vengono in mente le seguenti domande:
– Se (è ancora da chiarire!) il battesimo dell’ACQUA fosse effettivamente necessario per la salvezza, mi chiedo chi allora avrebbe il diritto di battezzare un altro? Conosco alcuni di pastori che trovo anche simpatici (si veda, ad esempio, il pastore della chiesa libera di cui Le ho parlato); in caso, sceglierei questo. Ma, ad esempio, in considerazione dell’altra questione relativa al Millennio, fondamentalmente molto più importante per me, non posso pretendere qui di farmi battezzare da un pastore che non crede nell’effettiva istituzione del Regno Millenario di nostro Signore Gesù. …

– Che succederebbe, ad esempio, alle persone che si convertono letteralmente all’ultimo secondo? Quindi sul punto di morte dovremmo gettarci quanto prima nel fiume più vicino? E le persone attaccate a un polmone d’acciaio?!? E inoltre, capisco che il battesimo SPIRITUALE, e quindi probabilmente il vero battesimo riservato esclusivamente al nostro Signore, DEVE essere eseguito da LUI e dal Padre, lo Spirito Santo (la Trinità è un argomento difficile!) e solo allora PUÒ aver luogo il battesimo MONDANO/CARNALE!!

Secondo la mia attuale opinione, il battesimo dell’ACQUA è, per così dire, un atto simbolico che, se realizzato con fede salda, può certamente essere molto utile per altri fratelli e sorelle, che non hanno ancora una fede così consolidata! Tuttavia, dopo tutto, resta una cerimonia alquanto sterile, una cerimonia esteriore come "spettacolo" per gli altri. A meno che nell’intimo più profondo di un cristiano non abbia luogo il battesimo spirituale dello Spirito SANTO, che effettivamente non può essere riconosciuto da alcun essere umano! – né tanto meno da un presuntuoso aspirante autoproclamatosi "rappresentante" di nostro Signore, in una città qualsiasi di questo nostro perduto mondo! – ed è riservato esclusivamente al nostro Padre e Dio!

Che Dio ci benedica abbondantemente in questo periodo e nella Sua grazia ci permetta di continuare a crescere nella conoscenza! Amen

Ma ho sempre un ultimo dubbio, se non sia forse il caso di trovare una persona dalla quale farmi immergere in un fiume?!? Perdoni il tono forse un po’ "satirico", ma sono fermamente convinto che in tutta la Sua serietà Dio abbia il senso dell’umorismo e una volta che avremo finito la nostra corsa terrena, ci attenderanno sicuramente moltissimi momenti belli e gioiosi!! Fino ad allora, auguro a Lei e a tutti i cristiani, che stanno già affrontando la peggiore delle persecuzioni e devono sopportare terribili sofferenze tanto dello spirito che della carne, che l’aiuto fermamente promesso da Dio vi sostenga fino alla fine di tutti noi.

Ho dubbi su questa questione soprattutto perché mi viene predicata anche da evangelisti che ritengo fonti molto attendibili. A molti il battesimo appare come una necessità per la salvezza ma io non lo credo affatto.

(…) Mi fa davvero molto piacere che anche Lei veda la necessità di approfondire la questione del battesimo! Ad esempio, credo che ne abbia bisogno una mia cara amica. Ha partecipato a una messa battesimale presso una chiesa libera. È davvero molto interessata alla Bibbia e si chiede appunto se farsi anche battezzare o meno. Ma ha anche detto di aver avuto sensazioni negative e persino di repulsione solo osservando il battesimo dell’acqua. E la capisco benissimo, ma non c’è la possibilità di spiegarle, se è davvero necessario!? Per me la cosa che più di tutte mi fa confondere è che il battessimo dell’acqua è anche predicato da persone molto credibili come Rudolf Ebertshäuser (per quanto possa capire il suo pensiero). https://das-wort-der-wahrheit.de/

È confortante sapere che la dichiarazione di Paolo valga per tutti noi: Poiché noi conosciamo in parte, e in parte profetizziamo; 1Cor 13,9;

Sarei molto interessato al suo giudizio. Dal mio punto di vista, gli Ultimi Tempi non sembrano molto lontani, così mi auguro che Dio benedica Lei e tutti i Suoi Figli e ci dia la forza di poter vincere davvero fino alla fine! Cordiali saluti.

Il visitatore preferisce rimanere anonimo.



Grazie per aver visitato Immanuel.at e per il Suo commento. Ho accolto la Sua richiesta di rimanere anonimo.

Tuttavia, è sorprendente che ultimamente sempre più visitatori insistano nel voler rimanere anonimi. Se si pensa alle sciocchezze da far rizzare i capelli che alcuni dei milioni di membri di Facebook e di altri social media scrivono sul proprio account personale, dove oltre a non saper scrivere correttamente, documentano anche e soprattutto le loro "attività" quotidiane in parte con immagini della propria sfera intima e tutto questo con il loro nome completo, ci si chiede allora perché uno che scrive della propria fede cristiana e di nostro Signore Gesù Cristo voglia rimanere anonimo. Ma va bene così.

Chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo riconoscerà lui davanti agli angeli di Dio;

Luca 12,8 Or io vi dico: chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo riconoscerà lui davanti agli angeli di Dio; 12,9 ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio. Luca 12,8-9;


Poiché l’argomento del "battesimo" non è ancora stato affrontato a Immanuel.at e dato che ovviamente anche in altri ambienti cristiani c’è incertezza sul significato più profondo del battesimo, sembra logico innanzitutto analizzare l’argomento sulla base della Bibbia per poterne individuare il contesto reale. 


Una conoscenza frammentaria.

Anche se ora non fa propriamente parte dell’argomento, vorrei iniziare con la dichiarazione da Lei citata di Paolo sulla fede, la speranza e l’amore, contenuta nel famoso capitolo 13 della Prima Lettera ai Corinzi. Come Lei cita correttamente, qui nel versetto 9 Paolo scrive: "Poiché noi conosciamo in parte, e in parte profetizziamo".

Sfortunatamente, questa citazione viene costantemente utilizzata anche da quei cristiani, che cercano di mascherare la loro indolenza nello studiare la Bibbia e quindi di crescere nella conoscenza della Parola di Dio. Giustificandosi ipocritamente con il fatto che comunque non potremo mai sapere tutto perché tutto ci è nascosto, questi fratelli si adagiano e pensano di essere sulla buona strada.

Se ora osserviamo più dettagliatamente l’affermazione di Paolo, notiamo che questa non vale solo per noi e i tempi nostri, ma valeva naturalmente anche ai tempi di Paolo e soprattutto valeva per Paolo stesso e quindi per tutti gli autori biblici. Tutti conoscevano solo in parte, e solo in parte profetizzavano.

E ora questo fatto colloca il significato di questa dichiarazione di Paolo in una luce completamente diversa. Tutti noi che studiamo, analizziamo e riflettiamo sulla Parola di Dio, conosciamo solo in parte (le profezie e il parlare in lingue ignote, in base alla previsione di Paolo nel versetto precedente, dovrebbero in ogni caso già essere terminati). Ma anche Paolo interpretò le Scritture allo stesso modo, infatti cita dall’Antico Testamento, in base a esso trae conclusioni e acquisce nuove conoscenze (ad esempio Rom 9:15-16, 10:5-9, 19-21).

Il fatto che tutti noi conosciamo solo in parte, perciò, non deve essere una scusa per risparmiarci la fatica di studiare la Bibbia e per dedicare il nostro tempo piuttosto a cose mondane. Soprattutto perché studiando la Scrittura abbiamo un grande aiuto: lo Spirito Santo.

Lo Spirito Santo vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto quello che vi ho detto.

Giov 14,26 ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto quello che vi ho detto. Giov 14,26;


Questa promessa valeva per gli autori del Nuovo Testamento proprio come vale per noi oggi. E proprio come allora, anche noi oggi sperimentiamo quanto sia facile ignorare lo Spirito Santo. Lo Spirito della verità guida e dirige i nostri pensieri molto silenziosamente e delicatamente. Chi non presta molta attenzione o molto semplicemente non vuole ascoltare, non Lo riconoscerà. E chi oggi si aspetta rivelazioni e visioni favolose, di solito finisce con un falso spirito.

Questa è anche la ragione per cui esistono false dottrine e sette in ambito cristiano. O non prestano alcuna attenzione allo Spirito di Dio e quindi vanno blaterando le dottrine di loro invenzione, come, ad esempio, l’autoproclamatasi "profetessa" della setta bavarese di Wittek.

(Vedi anche Discorso 116: "Panteismo – Dio si manifesta in tutta la sua creazione?")


Oppure permettono che sia un falso spirito a guidare i loro pensieri, come, ad esempio, nel caso delle apparizioni e dei messaggi di "Maria" nella Chiesa cattolica a Lourdes, Fatima e Medjugorje.

(Vedi anche Discorso 52:"Può l’operato di Maria evitare le profezie della Bibbia sugli Ultimi Tempi?". [non ancora disponibile in Italiano, leggi in tedesco / leggi in inglese])


La Bibbia – la Parola di Dio – è il "seme" da cui siamo rigenerati – non "rinati" (!). Questo succede solo con la rinascita nella Risurrezione (Mat 19:28). Pertanto, in tutti i relativi passaggi della Bibbia, il participio greco anagegennēmenoi deve essere tradotto con "rigenerato" – più correttamente "generato dall’alto (ana)" – mentre l’infinito gennethenai, deve essere tradotto con "generato" e non con "rinato" o "nato" (cfr. alla Nestle-Aland e alle note nella Bibbia di Elberfeld). Qui i traduttori hanno tradotto con "rinato" semplicemente perché non capivano il senso di "rigenerato" o "generato dall’alto".

Il seme è la parola di Dio.

Luca 8,11 Or questo è il significato della parabola: il seme è la parola di Dio. 8,12 Quelli lungo la strada sono coloro che ascoltano, ma poi viene il diavolo e porta via la parola dal loro cuore, affinché non credano e non siano salvati. 8,13 Quelli sulla roccia sono coloro i quali, quando ascoltano la parola, la ricevono con gioia; ma costoro non hanno radice, credono per un certo tempo ma, quando viene la prova, si tirano indietro.

8,14 Quello che è caduto tra le spine sono coloro che ascoltano, ma se ne vanno e restano soffocati dalle preoccupazioni, dalle ricchezze e dai piaceri della vita, e non arrivano a maturità. 8,15 E quello che è caduto in un buon terreno sono coloro i quali, dopo aver udito la parola, la ritengono in un cuore onesto e buono, e portano frutto con perseveranza. Luca 8,11-15;


Questo, tra l’altro, è anche il motivo per cui in alcune congregazioni la dottrina della "rinascita" attraverso il battesimo è sbagliata. La Rinascita avviene con la Risurrezione, prima del Giudizio Universale e non prima, e in nessun caso mentre l’essere umano è in vita..

Come vediamo, in questa parabola il Signore elenca quelle persone che "ascoltano la Parola" e che – a parte un piccolo residuo – non giungono alla vera fede. Qui il Signore Gesù non menziona affatto più quei miliardi di persone che per assoluto disinteresse oggi non vogliono assolutamente sentire la parola – tutti empi e idolatri di tutti i ceti sociali, dal senzatetto al professore universitario. Andranno tutti in dannazione e non sono degni di essere menzionati.

Quindi è assolutamente corretto che conosciamo solo in parte, ma non dovremmo vantarcene con falsa modestia, poiché con la promessa di nostro Signore Gesù Cristo, che ci invierà il Consolatore a insegnarci tutto, conosceremo tutto ciò che il Signore vuole farci conoscere con l’aiuto dello Spirito Santo. Ed è certamente un sacco di roba.

Ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto quello che vi ho detto.

Giov 14,25 Vi ho detto queste cose, stando ancora con voi; 14,26 ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto quello che vi ho detto. Giov 14,25-26;


Ma per questo dobbiamo studiare e imparare a conoscere la Bibbia. Così come nei summenzionati passaggi Paolo cita i libri di Mosè, anche noi dobbiamo sapere almeno approssimativamente cosa c’è scritto nella Bibbia e dove per poter fare paragoni e trarre conclusioni. Inoltre, solo se abbiamo un minimo di familiarità con i summenzionati passaggi, essendo già stati oggetto di riflessione, affineremo la capacità di giudicare un’interpretazione di testi biblici e capire se è vera o falsa.

Questo è anche il motivo per cui qui su Immanuel.at quando si tratta dell’interpretazione della Bibbia citiamo sempre – direttamente o attraverso link – anche i relativi passaggi biblici. In questo modo le dichiarazioni possono essere verificate e giudicate immediatamente. Un commento biblico senza indicazione dei passaggi biblici su cui si basa, che permettono di seguire l’interpretazione, è l’opinione assolutamente personale e ininfluente dell’autore in questione e di solito non vale la pena di leggere.


Da figlio umano a figlio di Dio.

Lo sviluppo di un figlio di Dio è in tutto e per tutto paragonabile a quello di un figlio umano: come l’uovo nel corpo femminile è il punto di partenza del bambino umano, lo spirito nel cervello umano è il punto di partenza del figlio di Dio (Giov 6:63).

Proprio come il corpo femminile - alcuni giorni ogni mese - è costantemente pronto per la fecondazione, anche lo spirito umano è solitamente pronto per essere fecondato. E poi, se la donna lo permette, l’uovo nell’utero viene fecondato dal seme maschile. E se l’uomo lo permette, il suo spirito è fecondato (1Piet 1:23) dal seme divino (Luca 8:11; 1Piet 1:3)1) la Parola di Dio (Giac 1:18).

Se la fecondazione fisica non avviene nell’essere umano, gli ovuli della donna vengono espulsi ogni mese fino a una certa età. Lo spirito dell’uomo, tuttavia, rimane ricettivo per tutta la vita. Se non è stato fecondato spiritualmente, sarà eliminato al Giudizio Universale (Mat 25:41).

Se dopo il concepimento nel bambino umano il tempo di gravidanza è di nove mesi, allora l’uomo come figlio di Dio rimane "incinto", per così dire, per tutta la sua vita.

L’ulteriore sviluppo del bambino umano nel grembo materno, durante la gravidanza, corrisponde quindi allo sviluppo spirituale del figlio di Dio durante la sua vita terrena. Nel bambino umano come nel figlio di Dio, tutte le complicazioni immaginabili sono ancora possibili durante questo tempo di crescita (Efes 4:14)!

Il bambino umano entra quindi alla nascita dall’acqua (liquido amniotico) in un mondo nuovo, a lui sconosciuto fino a quel momento, con condizioni di vita completamente diverse (respirazione, assunzione di cibo, movimento).

E anche il figlio di Dio, quando nasce di nuovo (Mat 19:28, 25:31 entrambi i passi biblici si riferiscono al Giudizio Universale!!), troverà nella risurrezione dallo Spirito (Giov 3:6-7), una dimensione diversa, eterna, con condizioni di esistenza completamente nuove (Giov 3:8).

Ma mentre il bambino umano di solito cresce con i suoi genitori e poi conduce una vita propria, il figlio di Dio – come essere umano – è stato la propria "madre" e ora, dopo la sua rinascita, ha una vita eterna come essere spirituale e un Padre spirituale, celeste (Giov 4:24).

E allora – solo allora – i figli di Dio, nati di nuovo dallo Spirito alla risurrezione, avranno raggiunto quello stato d’essere che il Signore ci profetizza in Giov 3,8, e che è lo stato di Dio, degli angeli e dello stesso Figlio di Dio dopo la sua risurrezione (Giov 20:26):

"Il vento soffia dove vuole e tu ne odi il rumore, ma non sai né da dove viene né da dove va.

Così è di chiunque è nato dallo Spirito
"
(Giov 3,8)

E questa è ora anche la forma di esistenza – cioè come esseri spirituali – di cui il Signore ci promette in Giov 3,3 che possiamo entrare nel regno di Dio (cielo) in questo modo.

"Se uno non nasce di nuovo, non può vedere il regno di Dio".
(Giov 3,3)


1) La parola greca anagegennemenoi = generato di nuovo, come 1Piet  1,23 (non "nato di nuovo"!!) - spiritualmente generato di nuovo dopo essere stato impregnato dalla Parola di Dio. (Vedi anche Discorso 85: "Vera e falsa rinascita.")




Il battesimo nell’Antico Testamento.

Ma torniamo all’argomento principale. Innanzitutto, chiariamo il significato del battesimo nella Bibbia. Cosa significa effettivamente "battesimo"? Certamente non è la sciocca spruzzata d’acqua sui neonati pochi giorni dopo la loro nascita, come esige la Chiesa cattolica dai suoi membri al fine di dare un nome al bambino.

Nella Bibbia troviamo la parola "battesimo" per la prima volta nel Nuovo Testamento, nel Vangelo di Matteo, nel racconto dell’apparizione di Giovanni Battista, che battezzò gli ebrei nel deserto della Giudea.

Ed erano battezzati da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.

Mat 3,1 In quei giorni venne Giovanni il battista, che predicava nel deserto della Giudea, e diceva: 3,2 «Ravvedetevi, perché il regno dei cieli è vicino». 3,3 Di lui parlò infatti il profeta Isaia quando disse: «Voce di uno che grida nel deserto: "Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri"». 3,4 Giovanni aveva un vestito di pelo di cammello e una cintura di cuoio intorno ai fianchi; e si cibava di cavallette e di miele selvatico.

3,5 Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutto il paese intorno al Giordano accorrevano a lui; 3,6 ed erano battezzati da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. 3,7 Ma vedendo molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere, chi vi ha insegnato a sfuggire l’ira futura? 3,8 Fate dunque dei frutti degni del ravvedimento. 9 Non pensate di dire dentro di voi: "Abbiamo per padre Abraamo"; perché io vi dico che da queste pietre Dio può far sorgere dei figli ad Abraamo. Mat 3,1-9;


In occasione del battesimo gli ebrei quindi "confessarono i loro peccati" e così si pentirono. Dato che Giovanni Battista fu l’ultimo profeta dell’Antico Testamento (Mat 11:13), cercheremo la parola "penitenza" nell’Antico Testamento. Ma anche qui siamo stati sfortunati: tranne nei titoli aggiunti a posteriori, non c’è traccia della parola penitenza nell’Antico Testamento.

Tuttavia, forse proprio questi titoli inseriti dai traduttori possono aiutarci a fare un po’ di chiarezza. In tutti i casi in cui hanno scritto la parola "penitenza", nel testo troviamo riferimenti al "ritorno" di Israele, come appunto nel primissimo di questi passaggi del primo libro di Samuele:

Se davvero tornate al SIGNORE con tutto il vostro cuore.

1Sam 7,3 Allora Samuele parlò a tutta la casa d’Israele, e disse: «Se davvero tornate al SIGNORE con tutto il vostro cuore, togliete di mezzo a voi gli dèi stranieri e gli idoli di Astarte, volgete risolutamente il vostro cuore verso il SIGNORE e servite lui, lui solo. Allora egli vi libererà dalle mani dei Filistei». 7,4 Così i figli d’Israele tolsero via gli idoli di Baal e di Astarte, e servirono il SIGNORE soltanto.1Sam 7,3-4;


Un’altra menzione della parola "penitenza" in un titolo si trova nel secondo libro di Samuele, nel racconto del grave peccato commesso da Davide. Davide aveva ordinato a Uria, il marito di Betsabea, di schierarsi in prima linea sul fronte della battaglia, affinché qui Uria venisse ucciso, così lui, Davide, poteva prendere in moglie Betsabea (2Sam 11,1-27). 

Ma quando il profeta Natan, che Dio aveva mandato da Davide, gli prospettò di aver commesso adulterio della peggior specie (2Sam 12,1-12), Davide riconobbe il suo grande peccato (2Sam 12:13), si umiliò e ritornò a Dio.

Davide quindi rivolse suppliche a Dio per il bambino e digiunò; poi venne e passò la notte disteso per terra.

2Sam 112,5 Il SIGNORE colpì il bambino che la moglie di Uria aveva partorito a Davide, ed esso cadde gravemente ammalato. 112,16 Davide quindi rivolse suppliche a Dio per il bambino e digiunò; poi venne e passò la notte disteso per terra. 112,17 Gli anziani della sua casa insistettero presso di lui perché egli si alzasse da terra; ma egli non volle e rifiutò di prendere cibo con loro. 2Sam 12,15-17;


Anche il prossimo passaggio con la parola "penitenza" nel titolo tratta del ritorno. Acab, il re d’Israele, aveva commesso peccati terribili e si era convertito dopo la condanna di Dio.

Quando Acab udì queste parole, si stracciò le vesti, si coprì con un sacco, e digiunò; dormiva avvolto nel sacco, e camminava a passo lento.

1Re 21,27 Quando Acab udì queste parole, si stracciò le vesti, si coprì con un sacco, e digiunò; dormiva avvolto nel sacco, e camminava a passo lento. 21,28 E la parola del SIGNORE fu rivolta a Elia, il Tisbita, in questi termini: 21,29 «Hai visto come Acab si è umiliato davanti a me? Poiché egli si è umiliato davanti a me, io non farò venire la sciagura mentre egli è ancora vivo; ma manderò la sciagura sulla sua casa, durante la vita di suo figlio». 1Re 21,27-29;


Dobbiamo constatare quindi che nella versione aramaica ed ebraica dell’Antico Testamento il termine "penitenza" ovviamente non esisteva. Ma sulla base dei summenzionati testi possiamo notare che le dichiarazioni nell’Antico Testamento con la parola "penitenza" nel titolo si riferiscono sempre a persone che riconoscono di aver peccato contro Dio, si umiliano e si convertono in Dio.


Il battesimo nel Nuovo Testamento.

Solo nella versione greca del Nuovo Testamento troviamo dichiarazioni che indicano con chiarezza che "penitenza" significa effettivamente conversione di persone che dopo aver riconosciuto di aver peccato, ritornano da Dio.

Perché se in Tiro e Sidone fossero state fatte le opere potenti compiute tra di voi, già da molto tempo si sarebbero pentite, con cilicio e cenere.

Mat 11,20 Allora egli prese a rimproverare le città nelle quali era stata fatta la maggior parte delle sue opere potenti, perché non si erano ravvedute: 11,21 «Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsaida! perché se in Tiro e Sidone fossero state fatte le opere potenti compiute tra di voi, già da molto tempo si sarebbero pentite, con cilicio e cenere. 11,22 Perciò vi dichiaro che nel giorno del giudizio la sorte di Tiro e di Sidone sarà più tollerabile della vostra. 11,23 E tu, o Capernaum, sarai forse innalzata fino al cielo? No, tu scenderai fino all’Ades. Perché se in Sodoma fossero state fatte le opere potenti compiute in te, essa sarebbe durata fino ad oggi. 11,24 Perciò, vi dichiaro, nel giorno del giudizio la sorte del paese di Sodoma sarà più tollerabile della tua». Mat 11,20-24;


Il punto qui è che allora queste città di Corazin, Betsaida e Capernaum assistettero ai miracoli che il Signore Gesù aveva compiuto in loro, ma non vollero riconoscere che tali miracoli non potevano essere compiuti da un uomo o da uno spirito, ma solo dal Figlio di Dio. Avrebbero potuto riconoscerlo, ma non l’hanno voluto riconoscere.

A differenza di Tiro e Sidone, queste città erano prevalentemente abitate da ebrei che, come la stragrande maggioranza degli ebrei di allora, definivano questo Gesù di Nazaret un ingannatore e bestemmiatore (Giov 10:33) e attribuivano i suoi miracoli a Belzebù ("Supremo dei Demoni") (Mat 12:24). Di conseguenza, in occasione del Giudizio Universale gli abitanti di queste città verranno condannati per aver negato Dio.

Quindi, sulla base delle summenzionate dichiarazioni del Signore, in occasione del Giudizio Universale saranno giudicati più severamente rispetto a Tiro (Ez 27) e a Sodoma (Gen 19). La ragione di questo diverso giudizio deriva proprio dal fatto che la gente di Tiro e Sodoma si era effettivamente resa responsabile di una grave colpa, tuttavia, se il Signore avesse compiuto tali miracoli qui, lo avrebbero riconosciuto come il Figlio di Dio e si sarebbero pentiti e si sarebbero convertiti in Dio.

Secondo queste dichiarazioni del Nuovo Testamento, il processo di conversione in Dio dell’essere umano si divide in quattro fasi:

1. La consapevolezza di essere un peccatore davanti a Dio.
Questo può essere realizzato sia attraverso l’intervento di altre persone (come nel caso di Natan con Davide), sia, ai tempi nostri, ad esempio, attraverso un sermone fondato sulla Bibbia o anche attraverso la conoscenza personale dell’individuo (Bibbia, letteratura fedele alla Bibbia).

2. Il pentimento e la confessione dei propri peccati davanti a Dio nella preghiera.

3. La penitenza attraverso l’umiliazione davanti a Dio.
Per gli antichi Israeliti ciò significava stracciarsi i vestiti, coprirsi con un "sacco e cenere" e digiunare. Ai tempi nostri il vero battesimo biblico realizza sia la penitenza che l’umiliazione davanti a Dio.

4. Il perdono dei peccati attraverso Dio.
Dopo il riconoscimento e la confessione dei peccati e la penitenza tramite umiliazione davanti a Dio (battesimo), Dio dona al peccatore il perdono dei suoi peccati in nome del sacrificio vicario di suo Figlio.


Troviamo esattamente questa sequenza anche in occasione dell’apparizione di Giovanni Battista:

Mar 1,4 Venne Giovanni il battista nel deserto predicando un battesimo di ravvedimento per il perdono dei peccati. 1,5 E tutto il paese della Giudea e tutti quelli di Gerusalemme accorrevano a lui ed erano da lui battezzati nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Mar 1,4-5;


o  Giovanni predicò un battesimo di ravvedimento (Mar 1,4) alle persone che erano venute da lui nel deserto (Mar 1,5; Luca 3:3).

o  Si pentirono e confessarono i loro peccati (Mar 1,5).

o  Fecero penitenza e si umiliarono davanti a Dio, facendosi immergere nell’acqua, cioè facendosi battezzare (Mar 1,5).

o  E in questo modo ricevettero il perdono dei loro peccati da Dio (Mar 1,4).


E con questo ora abbiamo chiarito anche il significato del battesimo dell’acqua nel Nuovo Testamento. Come possiamo vedere, questi sono tutti processi assolutamente impensabili in un neonato di pochi giorni, che, invece, è fondamentale nel battesimo praticato dalla Chiesa cattolica. E il battesimo biblico non ha nulla a che fare neanche con la necessità di dare un nome al bambino. E questo neonato non ha bisogno neanche di essere perdonato, in quanto non ha ancora commesso alcun peccato.

La ragione di tutte queste sciocchezze nella Chiesa cattolica è dovuta al fatto che i cattolici conoscono la Bibbia a malapena perché i loro "pastori" non li hanno mai incoraggiati a leggere la Bibbia e, d’altra parte – non da ultimo anche per questa ragione – perché nel corso degli scorsi secoli hanno deviato sempre più dalla vera fede perdendosi in una palude fatta di idolatria (il culto della cattolica "Maria", Ger 10:3-5), culto dei morti (il culto dei "santi" cattolici defunti, Isa 8:19) e occulte "pratiche magiche" (la "transustanziazione" cattolica, 1Cor 11:23-25).

La Bibbia ci mostra la strada giusta, quando in Isa 8,13 si dice:

Un popolo non deve forse consultare il suo Dio? Si rivolgerà forse ai morti in favore dei vivi?»


Maledetto l’uomo che fa un’immagine scolpita o di metallo fuso, cosa abominevole per il SIGNORE.

Deut 27,15 "Maledetto l’uomo che fa un’immagine scolpita o di metallo fuso, cosa abominevole per il SIGNORE, opera di un artigiano, e la pone in luogo occulto!" – E tutto il popolo risponderà e dirà: "Amen". Deut 27,15;


E anche papa Francesco ammonì i cattolici a piazza San Pietro durante la sua prima omelia dopo la sua elezione:

"Chi non prega Dio, prega il diavolo."




Forse per l’emozione della nomina deve essergli sfuggito il fatto che subito dopo lui stesso ha recitato la preghiera dell’Ave Maria – pregando quindi, per sua stessa ammissione – il diavolo insieme alle migliaia di cattolici in piazza San Pietro.

Chi va oltre e non rimane nella dottrina di Cristo, non ha Dio.

2Gio 1,9 Chi va oltre e non rimane nella dottrina di Cristo, non ha Dio. Chi rimane nella dottrina, ha il Padre e il Figlio. 1,10 Se qualcuno viene a voi e non reca questa dottrina, non ricevetelo in casa e non salutatelo. 1,11 Chi lo saluta, partecipa alle sue opere malvagie. 2Gio 1:9-11;

(Vedi anche Discorso 115: "Sarà l’ultimo Papa il falso profeta dell’Anticristo?"


Il battesimo con lo Spirito Santo.

Ora in determinate congregazioni s’insegna che con il battesimo si riceve lo Spirito Santo. Come prova biblica di questa affermazione, citano la dichiarazione di Giovanni Battista in Mat 3,11 e la promessa di Pietro nel suo sermone di Pentecoste in Atti 2,38:

Io vi battezzo con acqua, in vista del ravvedimento; ma colui che viene dopo di me, egli vi battezzerà con lo Spirito Santo e con il fuoco.

Mat 3,11 Io vi battezzo con acqua, in vista del ravvedimento; ma colui che viene dopo di me è più forte di me, e io non sono degno di portargli i calzari; egli vi battezzerà con lo Spirito Santo e con il fuoco. Mat 3,11;

Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo.

Atti 2,38 PE Pietro a loro: Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo. Atti 2,38;


Innanzitutto, citeremo alcuni passaggi biblici che provano il contrario e poi cercheremo di chiarire cosa significano effettivamente le summenzionate dichiarazioni di Giovanni e Pietro.

C’è forse qualcuno che possa negare l’acqua e impedire che siano battezzati questi che hanno ricevuto lo Spirito Santo come noi?

Atti 10,44 Mentre Pietro parlava così, lo Spirito Santo scese su tutti quelli che ascoltavano la Parola. 10,45 E tutti i credenti circoncisi, che erano venuti con Pietro, si meravigliarono che il dono dello Spirito Santo fosse dato anche agli stranieri, 10,46 perché li udivano parlare in altre lingue e glorificare Dio. 10,47 Allora Pietro disse: «C’è forse qualcuno che possa negare l’acqua e impedire che siano battezzati questi che hanno ricevuto lo Spirito Santo come noi?» 10,48 E comandò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo. Allora essi lo pregarono di rimanere alcuni giorni con loro. Atti 10,44-48;


Qui i cristiani ebrei, che a quel tempo pensavano che solo loro, in quanto cristiani ebrei battezzati, potessero ricevere lo Spirito Santo, rimasero alquanto stupiti nello scoprire che dopo il sermone di Pietro a Cesarea anche i credenti non battezzati e non ebrei di tutte le nazioni avevano ricevuto lo Spirito Santo.

Anche Paolo sperimentò una situazione simile, sebbene di "segno" opposto, quando arrivò a Efeso. Al suo arrivo trovò dodici discepoli credenti che gli raccontarono, che sebbene fossero stati battezzati con il battesimo di Giovanni, non sapevano nulla dello Spirito Santo.

Non abbiamo neppure sentito dire che ci sia lo Spirito.

Santo.

Atti 19,1 Mentre Apollo era a Corinto, Paolo, dopo aver attraversato le regioni superiori del paese, giunse a Efeso; e vi trovò alcuni discepoli, 19,2 ai quali disse: «Riceveste lo Spirito Santo quando credeste?» Gli risposero: «Non abbiamo neppure sentito dire che ci sia lo Spirito Santo». 19,3 Egli disse loro: «Con quale battesimo siete dunque stati battezzati?» Essi risposero: «Con il battesimo di Giovanni». 19,4 Paolo disse: «Giovanni battezzò con il battesimo di ravvedimento, dicendo al popolo di credere in colui che veniva dopo di lui, cioè, in Gesù». 19,5 Udito questo, furono battezzati nel nome del Signore Gesù; 19,6 e, avendo Paolo imposto loro le mani, lo Spirito Santo scese su di loro ed essi parlavano in lingue e profetizzavano. 19,7 Erano in tutto circa dodici uomini. Atti 19;1-7;


Quindi questi dodici individui, sebbene fossero stati battezzati con il battesimo di Giovanni, non sapevano nulla dello Spirito Santo. E così Paolo li battezza una seconda volta – questa volta con il battesimo nel nome del Signore Gesù. Ma né in quell’occasione, né successivamente, ricevettero lo Spirito Santo. Solo dopo che Paolo impose loro le mani, lo Spirito Santo scese su di loro.

E anche la summenzionata dichiarazione di Pietro in Atti 2,38: "Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati! e voi riceverete il dono dello Spirito", non significa che lo Spirito Santo si riceve con il battesimo, ma solo che lo riceveranno dopo essere stati battezzati.

Perché se poi, tre versi dopo qui sotto, osserviamo anche il seguito degli eventi, scopriamo che sono stati tutti battezzati, ma non c’è alcuna informazione a conferma del fatto che questa grande folla di persone con il battesimo abbia ricevuto anche lo Spirito Santo:

Ed erano perseveranti nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle preghiere.

Atti 2,41 Quelli che accettarono la sua parola furono battezzati; e in quel giorno furono aggiunte a loro circa tremila persone. 2,42 Ed erano perseveranti nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle preghiere. Atti 2,41-42;


Sulla base di tutti questi fatti biblici possiamo quindi supporre che, da un lato, lo Spirito Santo possa essere ricevuto anche da credenti non battezzati, il che costituisce la prova che il battesimo non è una necessità per la salvezza. D’altra parte, al contrario, vediamo che i credenti battezzati sia con il battesimo di San Giovanni, che con il battesimo in nome del Signore Gesù Cristo, non hanno ricevuto lo Spirito Santo. Di conseguenza, il battesimo non è neanche quell’evento, in cui il credente riceve necessariamente lo Spirito Santo..


Il battesimo dell’acqua.

E qui naturalmente ci si chiede perché mai il Signore abbia istituito il battesimo dell’acqua:

Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Mat 28,18 E Gesù, avvicinatosi, parlò loro, dicendo: «Ogni potere mi è stato dato in cielo e sulla terra. 28,19 Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, 28,20 insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente». Mat 28,18-20;


Se osserviamo i summenzionati passaggi in Atti 10,44-48 e 19,1-7, notiamo che a quel tempo il battesimo dell’acqua era irrilevante, almeno ai fini della ricezione dello Spirito Santo. Alcuni lo ricevettero senza essere battezzati, altri nemmeno con il battesimo, ma solo successivamente con l’imposizione delle mani.

Del reale ricevimento del dono dello Spirito Santo parleremo più dettagliatamente tra breve. Ma oggi cosa pensiamo del battesimo dell’acqua? È necessario? E se sì, ha qualche effetto nel credente? E concretamente quale effetto ha il battesimo nel credente cristiano?

Innanzitutto, osservando ancora una volta il battesimo nella Chiesa cattolica, riconosciamo tutta la complessità della problematica di questa comunità di fede. Da un lato, naturalmente nessuno segue il successivo sviluppo di questi bambini battezzati a pochi giorni dalla nascita.

Se lo facessero, scoprirebbero che alcuni di questi amabili neonati – così come alcuni bambini non battezzati – tra i 20 e i 30 anni sono diventati anche ladri, rapinatori e assassini Quindi, in termini concreti, questo battesimo non ha avuto alcun effetto sul comportamento di queste persone in questione.

E se poi consideriamo i "battezzatori" – cioè il clero cattolico – come oggi sappiamo, tra questi ci sono anche pedofili, stupratori e omosessuali che battezzano e danno la loro "benedizione" a neonati ancora innocenti.

(Vedi anche Discorso 1152: "Società segreta omosessuale in Vaticano.")


Ma anche un "battezzatore" in una comunità cristiana evangelicale che nega il Millennio, il Regno millenario di pace di nostro Signore Gesù Cristo negli Ultimi Tempi – come dichiara il summenzionato commentatore – non solo non è adatto a celebrare il battesimo, ma non dovrebbe proprio svolgere alcun ufficio nella comunità cristiana e dovrebbe quanto prima afferrare la Bibbia e studiare questo argomento.

(Vedi anche Capitolo 10: "Il Millennio.")


Con il battesimo di neonati la Chiesa cattolica ovviamente assume una posizione estrema. Completamente diversa è la situazione nelle comunità cristiane evangelicali, dove vengono battezzati solo gli adulti che hanno preso questa decisione personalmente e che sono consapevoli della responsabilità che si sono assunti e vi si sentono vincolati.

E finalmente qui troviamo anche il vero significato del Battesimo: non è né la ricezione dello Spirito Santo, né una "rinascita", come alcuni credono, ma è semplicemente la conferma pubblica della nostra decisione di entrare nella fede cristiana con tutti i relativi diritti e doveri.

Il battesimo dell’acqua quindi è una specie di "firma" in calce al contratto che abbiamo stipulato. E ora molti fratelli e sorelle battezzati in ambito evangelicale pensano che basti solo questo per andare dritti in cielo senza ulteriori convenevoli.

Ovviamente queste persone non hanno letto il "testo" del contratto, cioè non hanno compreso il significato del battesimo oppure non è stato loro spiegato. In questo testo del contratto, oltre a confessare la nostra fede in Gesù Cristo e ad accettare il Suo sacrificio di redenzione per i nostri peccati, sono inclusi anche i seguenti obblighi.

o  La preghiera quotidiana nella "tua cameretta" (Mat 6:6-8). Dunque, non snocciolare in pubblico di passaggi biblici imparati a memoria, dove non è affatto possibile confessare certi peccati. Ma piuttosto una conversazione del tutto personale e intima con Dio, nostro Padre in cielo.

o  Questo dialogo include innanzitutto le preghiere. Non solo la preghiera di perdono dei nostri peccati, basata sul sacrificio vicario del Figlio di Dio. Anche le preghiere per la nostra famiglia e per quelle persone che ci stanno a cuore – ma non per chiedere il perdono dei loro peccati, perché questo può essere chiesto esclusivamente e personalmente da ciascun essere umano con la sua fede in Gesù Cristo.  

o  Inoltre, ci sono le preghiere per il nostro benessere personale, la protezione o la guarigione dalle malattie, la richiesta di aiuto in situazioni difficili e la benedizione con lo Spirito Santo, al fine di acquisire più conoscenza e una migliore comprensione della Parola di Dio. Ma qui trova posto anche la preghiera per realizzare con successo la missione di nostro Signore Gesù Cristo in Mar 16:15.

o  E poi si ringrazia. Si inizia a ringraziare il nostro Padre Celeste, che, attraverso il sacrificio vicario di Suo Figlio, ci ha dato la possibilità, nonostante siamo peccatori e dopo che i nostri peccati sono stati perdonati, di poter stare di nuovo davanti a Lui come giusti giustificati per grazia, di poterlo pregare e di potergli parlare. E naturalmente poi si ringrazia il nostro Signore Gesù Cristo per essere morto anche per i nostri peccati personali.

o  Non bisogna dimenticare di ringraziare anche per tutto l’aiuto che abbiamo già ricevuto finora dal nostro Dio: dalla protezione dalla sfortuna – che nella maggior parte dei casi riconosciamo solo a posteriori – all’esito positivo di problemi di salute, interventi, ecc., al consolidamento della nostra vita di fede, passando per la ricezione positiva del nostro messaggio da parte di quelle persone che ci riguardano.

o  E infine lo studio della Bibbia, indispensabile per la conoscenza e la crescita nello Spirito anche per il semplice credente. Quando leggiamo la Bibbia, sebbene una certa metodicità sia importante, in quanto cristiani biblici dovremmo farci guidare anche dallo Spirito Santo.


Questo è la parte obbligatoria del contratto e il tempo necessario da dedicare alla preghiera quotidiana – a secondo della richiesta – può facilmente raggiungere un’ora. Tuttavia, dovremmo trascorrere anche con Dio almeno una piccola parte di quel tempo che utilizziamo per lavoro e nel privato.

E lo studio biblico – fatto seriamente – dovrebbe essere portato avanti proprio nel tempo libero, quindi nei fine settimana, per evitare di trovarsi sotto pressione per mancanza di tempo. – Perciò questa è una cosa completamente diversa dalla preghiera veloce la domenica in chiesa o nella comunità cristiana.

Ed è anche una cosa diversa rispetto, ad esempio, al "Cammino di Santiago", elogiato da alcuni cattolici e da cui si aspettano tutto il possibile. In realtà, l’unica cosa che ottengono sono le vesciche ai piedi e i crampi ai polpacci. Forse serve a prendere visione della propria vita senza Dio, ma in nessun caso serve a stabilire un contatto con Dio o con il nostro Signore Gesù Cristo. È più probabile entrare in contatto con l’idolo cattolico di "Maria", che durante questo cammino viene invocata costantemente con il rosario.

Ma per garantire che nelle comunità cristiane evangelicali il singolo battezzato si atterrà anche a questo "contratto", il battesimo si svolge in pubblico. Così era in passato e così è ancora oggi: I fratelli e le sorelle che partecipano a questo battesimo sono dunque i "testimoni" di questo contratto concluso tra Dio e la persona battezzata. Possono confermare, ma anche "controllare", se questa persona rispetta le condizioni contrattuali.

Ovviamente questo "controllo" non può riguardare i pensieri di questa persona, ma si applica al suo comportamento. Ogni cristiano che ha basato la sua vita su Gesù Cristo, in quel giorno rivela un certo atteggiamento, che può essere percepito anche dalle persone che lo circondano. Ciò non si limita solo all’osservazione dei comandamenti di Dio, ma anche e soprattutto alle parole e alle azioni di questa persona.

E qui, purtroppo, scopriamo molto spesso che le parole e le azioni di alcuni cristiani battezzati sono assai dissimili. Si "predica acqua e si beve vino". Questi fratelli e sorelle sebbene abbiano sottoscritto il contratto – cioè hanno ricevuto il battesimo – non ne osservano gli accordi e gli obblighi. E così continuano ad allontanarsi sempre di più dal fondamento della loro vocazione in quanto cristiani biblici, finendo per essere solo "cristiani" di nome.

(Vedi anche Discorso 60: "Quando un cristiano dovrebbe lasciare una comunità?" [non ancora disponibile in Italiano, leggi in tedesco / leggi in inglese])


Eppure nelle chiese e nelle comunità cristiane troviamo assolutamente anche persone che si comportano esattamente nel modo opposto. Si tratta di quelle persone che rispettano le condizioni contrattuali fino all’ultimo punto. E non lo fanno solo per senso del dovere, ma perché si tratta di un bisogno intimo. Sono quelli che amano Dio e il nostro Signore Gesù Cristo perché Lui è morto per noi e per i nostri peccati.

Rivolgere una di queste preghiere standard a Dio, en-passant ripetute spesso a pappagallo da alcuni cristiani, sarebbe come se di notte queste persone volessero parlare di una presunta "questione importante" con il proprio padre terreno e, invece, gli recitano la poesia del "Re degli elfi" e vanno via. In altre parole sarebbe una farsa.

Questi cristiani, che amano Dio, hanno anche una relazione del tutto personale con Dio e il nostro Signore Gesù Cristo. "Comunicano" con loro non con le parole, ma spiritualmente, e non solo durante la preghiera, ma durante tutta la giornata. Riconoscono e perciò sono grati, come nella creazione tutto funziona ed è stato pianificato con sorprendete precisione. Lo riconoscono non solo nelle capacità e nelle conquiste dell’uomo, ma anche nella natura, nel regno delle piante e degli animali, fin nella formazione dell’intero universo.

Come si può notare, queste persone sono sottoposte sia al "controllo" dei fratelli e delle sorelle, che alla sorveglianza dello Spirito Santo. E non solo osservano i doveri di questo contratto, ma vanno oltre: lo vivono. E le preghiere di questi fratelli e sorelle sono anche quelle che – come la preghiera di Cornelio in Atti 10,25-48 – vengono esaudite in base alla volontà del Signore.

A queste persone si riferiva anche Gottfried Daniel Pomacher, un predicatore del risveglio di Wuppertal, quando disse:

"Il cristianesimo non consiste nelle parole, ma nella forza dello Spirito Santo nel credente. Le colonne del tempio non sono coloro che si guadagnano l’ammirazione dei loro ascoltatori pregando "Signore, Signore" in pubblico, ma i veri pilastri portanti della  comunità cristiana sono coloro che rivolgono le loro preghiere al Signore, a casa, nel silenzio della loro cameretta, e senza neanche un ascoltatore".


Questi fratelli e sorelle si possono anche paragonare con Cornelio (che pregò Dio, affinché gli mandasse Pietro) e con la sua famiglia, ma naturalmente anche con lo stesso Pietro e in generale con gli apostoli, a proposito dei quali non si trova alcun riferimento nella Bibbia che avessero ricevuto il battesimo dell’acqua. Come Cornelio e la sua famiglia in seguito al sermone di Pietro, immediatamente tutti ricevettero il battesimo dello Spirito Santo senza il battesimo dell’acqua (Atti 10:44-45).

Ma ora questo battesimo comporta anche degli obblighi. Questi variano da persona a persona e si basano sui "talenti" (Mat 25:14-39) che il credente cristiano ha ricevuto da Dio. Tuttavia, le componenti essenziali sono le seguenti:

o  La preghiera: e cioè la preghiera del vero Vangelo di nostro Signore Gesù Cristo e non il "Vangelo della prosperità" diffuso da alcuni predicatori, che, come ambulanti, offrono gratuitamente la fede cristiana e in aggiunta la salvezza per grazia.

o  Il servizio offerto ai fratelli e alle sorelle. Questo può essere un servizio di preghiera effettuato nella comunità cristiana oppure un’attività svolta come membro del consiglio degli anziani. Ciò include anche l’assunzione di altri incarichi di responsabilità, fino alla conduzione di una comunità cristiana. (Preghiamo Dio, affinché possiamo avere più fratelli e sorelle come questi alla conduzione delle comunità cristiane)

E ora possiamo anche notare, che l’insicurezza del summenzionato commentatore nei confronti del battesimo è assolutamente comprensibile. Da un lato, in alcune chiese e comunità cristiane ci sono sempre dei "battezzatori", dai quali si preferirebbe non farsi battezzare, d’altra parte, ci sono anche persone battezzate, per le quali sorge il dubbio che sappiano davvero quali obblighi hanno assunto con il battesimo.

Altri fratelli e altre sorelle riconfermano con il loro comportamento, le loro azioni e omissioni, di essere cristiani biblici e di adempiere non solo al loro dovere nei confronti di Dio e di nostro Signore Gesù Cristo, ma di essere loro devoti con amore. – E questo anche senza battesimo. Questi fratelli e queste sorelle non si vergognano di nostro Signore Gesù Cristo, ma si riconoscono pubblicamente nelle Sue parole e lo chiamano per nome (Mar 8:38).

Quindi, prima che qualcuno pensi di non avere personalmente bisogno del battesimo, farebbe meglio a leggere attentamente le summenzionate "condizioni contrattuali". Solo se si è in grado di confermare con cuore sincero e in verità che si rispettano tutte queste condizioni – cioè se si rispetta la parte obbligatoria di questo contratto – e che non si è riusciti a trovare una chiesa o una comunità cristiana adatta con dei battezzatori credibili, solo allora si può fare a meno del battesimo.

E infine, per quanto concerne quelle persone che dovessero convertirsi in punto di morte, bisogna dire che in base alla Bibbia non esiste una conversione in punto di morte. Chi ha vissuto una vita senza Dio, anche in punto di morte non riuscirà a convertirsi in Dio con cuore sincero e in verità. Questa è una favola pietosa della Chiesa cattolica, che con la sua "assoluzione" del tutto assurda cerca di acquisire maggiore importanza e denaro.

O questa persona ha intrapreso questo percorso già precedentemente, almeno in fase iniziale, allora forse con la grazia di nostro Dio riuscirà a completarlo con successo in punto di morte. Ciò vale anche in caso di un incidente o nel caso di un altro tipo di morte improvvisa (ad esempio un infarto).

Oppure questa persona durante la sua vita non ha voluto mai sapere nulla di Cristo e non se n’è mai interessata. Allora prima di morire probabilmente si renderà conto di essere perduto, ma gli mancherà la volontà, la capacità spirituale e molto probabilmente anche il tempo per il pentimento e la conversione, e così la sua vita senza Dio terminerà esattamente come l’ha vissuta.

Questa teoria della conversione sul letto di morte è spesso giustificata con la parabola del Signore, in cui il padre chiede ai suoi due figli di andare a lavorare nella vigna.

Egli rispose: "Non ne ho voglia"; ma poi, pentitosi, vi andò.

Mat 21,28 28 «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si avvicinò al primo e gli disse: "Figliolo, va’ a lavorare nella vigna oggi". 21,29 Ed egli rispose: "Vado, signore"; ma non vi andò. 21,30 Il padre si avvicinò al secondo e gli disse la stessa cosa. Egli rispose: "Non ne ho voglia"; ma poi, pentitosi, vi andò. 21,31 Quale dei due fece la volontà del padre?» Essi gli dissero: «L’ultimo». E Gesù a loro: «Io vi dico in verità: I pubblicani e le prostitute entrano prima di voi nel regno di Dio.» Mat 21,28-31;


Si argomenta con l’affermazione del primo figlio, che all’inizio non voleva andare, ma poi ha cambiato idea e alla fine è andato a lavorare nella vigna. Questo è ora riferito all’uomo sul letto di morte che non ha voluto convertirsi nella sua vita, ma ora, sul letto di morte, improvvisamente arriva a capire e vuole convertirsi.

Ciò che viene trascurato, tuttavia, è il fatto che in questa parabola il primo figlio non solo arrivò a capire, ma andò effettivamente nella vigna e vi lavorò. La persona che si vuole convertire sul letto di morte è poi presumibilmente giunta alla comprensione, ma non ha fatto alcun lavoro nella vigna del Signore in tutta la sua vita.

Questa persona morente non è quindi da paragonare al primo figlio, ma al secondo figlio, che assicurò a suo padre che sarebbe andato a lavorare nella vigna, ma poi non andò. Cosa direbbero i sostenitori di questa "teoria del letto di morte" quando il Signore dirà loro al Giudizio Universale: "Voi siete credenti, ma noi non abbiamo più un posto in cielo"?

Nel caso dei cattolici, qui potrebbe sorgere anche il sospetto che essi – pur essendo credenti – non siano accettati perché hanno donato troppo poco ("indulgenze"). – Quindi è molto improbabile che una persona possa ancora giungere alla fede sul letto di morte. Ma alla fine solo Dio può riconoscere nello spirito di questa persona se effettivamente si pente o no.

In questo contesto, Alexander Seibel, della West-Europa-Mission, ha documentato le parole di grandi uomini sul letto di morte in una raccolta molto rappresentativa:


(I testi nella cornice nera sono citazioni dei visitatori di questo sito o di altri autori!)

(Le ultime parole di grandi uomini. / Alexander Seibel, West-Europa-Mission)

Niente è più affidabile della testimonianza di una persona in punto di morte. Alla fine anche i bugiardi confessano la verità. Ascoltare le parole pronunciate sul letto di morte, spesso rivela più delle grandi parole e delle grandi azioni di tutta una vita. Nel momento in cui le persone si trovano di fronte alla morte, molte tolgono la maschera e iniziano a dire la verità. Alcuni devono ammettere di aver costruito la propria vita sulla sabbia, di aver seguito un’illusione e di aver creduto a una grande bugia. Aldous Huxley scrive nella prefazione al suo libro "Il mondo nuovo", [Brave New World], che uno dovrebbe giudicare tutte le cose, come se si osservassero dal letto di morte. "Insegnaci dunque a contare bene i nostri giorni, per acquistare un cuore saggio" (Salmi 90,12), dice la Bibbia.

VOLTAIRE, il famoso scettico, fece una fine terribile. La sua infermiera disse: "Nemmeno per tutti i soldi dell’Europa voglio più vedere morire un altro non credente!" Per tutta la notte ha invocato il perdono..

DAVID HUME, un ateo, gridò: "Sono in fiamme!" La sua disperazione fu una scena orribile.

HEINRICH HEINE, il grande beffeggiatore, successivamente si pentì. Verso la fine della sua vita scrisse anche questa poesia:

"La vecchia lira fu rotta, su questa roccia, chiamata Cristo!
La lira, con la quale lo spirito maligno ha creato la celebrazione maligna.
La lira, che richiamava alla rivolta, che risuonava di dubbio, di scherno e d’apostasia.
O Signore, o Signore, mi metto in ginocchio, perdonami, perdona i miei canti."



A proposito di NAPOLEONE, Graf Montholon scrisse: "L’imperatore è morto solo e abbandonato da tutti. La sua agonia è stata terribile."

CESARE BORGIA, uno statista: "Nel corso della mia vita mi sono preoccupato di tutto, tranne della mia morte, e ora dovrò morire completamente impreparato".

TALLEYRAND: "Non sopporto l’agonia dei perduti."

KARL IX. (Francia): "Sono perduto, lo riconosco chiaramente."

KARDINAL MAZARIN: "O povera anima mia, che ne sarà di te? Dove andrai?"

HOBBES, un filosofo inglese: "Tocca a me fare uno spaventoso salto nell’oscurità."

SIR THOMAS SCOTT, l’ex presidente della camera alta del Parlamento britannico: "Fino a questo momento pensavo che non esistesse né Dio né l’inferno. Ora so e sento che esistono entrambi, mentre vengo consegnato alla perdizione attraverso il giusto Giudizio dell’Onnipotente."

GOETHE. "Più luce!"

NIETZSCHE morì pazzo.

LENIN morì in uno stato di ottenebramento mentale. Chiedeva il perdono dei suoi peccati a tavoli e sedie. Con entusiasmo e a gran voce la nostra gioventù rivoluzionaria ci confermerà che questo non è affatto vero. Sarebbe anche troppo penoso dover ammettere che l’idolo di milioni di persone sia caduto così in basso.

Sulla morte di STALIN la figlia Svetlana Allilueva, che nel marzo del 1953 fu chiamata a rivolgere l’ultimo saluto al dittatore morente nella sua dacia a Kunzewo, disse: "La morte di mio padre è stata spaventosa e difficile. Dio riserva una morte leggera ai giusti.""

SINOWJEW, il presidente dell’Internazionale Comunista, ucciso a fucilate da Stalin, dichiarò: "Ascolta, Israele: Il Signore, il nostro Dio, è l’unico Signore."

CHURCHILL: "Che pazzo che sono stato!"

JAGODA, capo della polizia segreta russa: "Deve esserci un Dio. Mi sta punendo per i miei peccati."

JAROSLAWSKI, presidente del movimento internazionale degli atei: "Vi prego di bruciare tutti i miei libri. Guardate il Santo! Mi sta aspettando già da tempo; Egli è qui."

BUDDHA: "Non ce l’ho fatta."

GESÙ CRISTO: "È compiuto!"


Voltaire, David Hume e altri avrebbero certamente riso o sarebbero stati sprezzanti, se avessero loro spiegato mentre erano in vita, che senza Gesù sarebbero stati persi in eterno. Tuttavia, in punto di morte hanno dovuto riconoscere che è tutto vero e che la Bibbia ha ragione quando dice: "Come è stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il giudizio" (Ebr 9,27). Lei come morirà? Anche per Lei sarà troppo tardi? Quali saranno le Sue ultime parole? (…)

West-Europa-Mission EV in Wetzlar  https://west-europa-mission.de/ [Europa occidentale Missione EV a Wetzlar ]

(Vedi anche Discorso 105: "Perché un ateo deve credere nel Dio della Bibbia?" [non ancora disponibile in Italiano, leggi in tedesco / leggi in inglese])


La ricezione dello Spirito Santo.

Ma ora abbiamo la dichiarazione di Giovanni Battista in Mat 3,11: "Egli (Gesù) vi battezzerà con lo Spirito Santo e con il fuoco". Dunque, cos’è questo battesimo del fuoco con lo Spirito Santo attraverso il Figlio di Dio? A tal riguardo analizzeremo, innanzitutto, la situazione degli apostoli e del Signore.

Nella Bibbia non troviamo alcuna dichiarazione che ci indichi che il Signore stesso battezzava. Ciò significa anche che Egli non ha battezzato i 12 apostoli. Ma in base alla dichiarazione del Signore in Atti 1:5, anche un eventuale battesimo dei 12 apostoli ad opera di Giovanni Battista non sarebbe probabile, né si trovano indicazioni che ce lo suggeriscano.

Eppure si trovano scritti che raccontano che gli apostoli ricevettero lo Spirito Santo. Soprattutto nel celebre miracolo di Pentecoste:

Quando il giorno della Pentecoste giunse, tutti furono riempiti di Spirito Santo.

Atti 2,1 Quando il giorno della Pentecoste giunse, tutti erano insieme nello stesso luogo. 2,2 Improvvisamente si fece dal cielo un suono come di vento impetuoso che soffia, e riempì tutta la casa dov’essi erano seduti. 2,3 Apparvero loro delle lingue come di fuoco che si dividevano e se ne posò una su ciascuno di loro. 2,4 Tutti furono riempiti di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, come lo Spirito dava loro di esprimersi. 2,5 Or a Gerusalemme soggiornavano dei Giudei, uomini religiosi di ogni nazione che è sotto il cielo. Atti 2,1-5;


Questo battesimo dei discepoli con lo Spirito Santo, annunciato dal Signore nel giorno del Suo addio e dell’Ascensione al Cielo (Atti 1:5), ebbe luogo circa 10 giorni dopo, durante la festa di Pentecoste, e quindi 50 giorni dopo la Sua Risurrezione.

Tuttavia, nella Scrittura c’è un altro passaggio relativamente poco conosciuto che dimostra che i discepoli furono riempiti di Spirito Santo già prima, cioè il primo giorno subito dopo la Risurrezione del Signore, e per mezzo dello stesso Signore Gesù:

Detto questo, soffiò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo».

Giov 20,19 La sera di quello stesso giorno, che era il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, Gesù venne e si presentò in mezzo a loro, e disse: «Pace a voi!» 20,20 E, detto questo, mostrò loro le mani e il costato. I discepoli dunque, veduto il Signore, si rallegrarono. 20,21 Allora Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre mi ha mandato, anch’io mando voi». 20,22 Detto questo, soffiò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo. 20,23 A chi perdonerete i peccati, saranno perdonati; a chi li riterrete, saranno ritenuti». Giov 20,19-23;


Era esattamente il giorno del Suo Risveglio, dopo che Maria Maddalena lo aveva visto al sepolcro (Giov 20:16-17) quando stava per salire dal Padre. Ma quando poi la sera di quello stesso giorno, dal Padre Egli ritornò sulla terra (la Sua Risurrezione), apparve anche ai discepoli per la prima volta. E qui Egli soffiò sui discepoli e disse: "Ricevete lo Spirito Santo!" Ciò accadeva 50 giorni prima della Pentecoste ed era il momento in cui effettivamente i discepoli furono riempiti di Spirito Santo per la prima volta. Il battesimo "con il fuoco e con lo Spirito Santo" ebbe luogo solo a Pentecoste.

(Vedi anche Discorso 97: "Il Risveglio dai morti e la Risurrezione – la realtà di un’altra dimensione.")


Questo "fuoco" dello Spirito Santo non si trova più da nessuna parte nella Bibbia, sebbene ritroviamo il dono di parlare in lingue ignote, che i discepoli ricevettero a Pentecoste. Questo è successo qualche altra volta, quando lo Spirito Santo è disceso sui discepoli delle nazioni (vedi sopra, cfr. Pietro: dopo il sermone, prima del battesimo in Atti 10,45-46; cfr. Paolo: dopo il battesimo, dopo l’imposizione delle mani in Atti 19,6). 

In Atti 2:41-42, a cui ci siamo riferiti prima, invece, scopriamo che 3.000 discepoli furono battezzati senza che lo Spirito Santo si fosse manifestato in alcuna forma, né prima né dopo. Così vediamo che tutte le altre situazioni, come la conversione, il battesimo, la preghiera dei fratelli e delle sorelle, l’imposizione delle mani e persino un sermone, possono effettivamente produrre la benedizione con il dono dello Spirito Santo, solo se il singolo credente in persona chiede lo Spirito Santo al Signore con tutto il suo cuore. Questa è la condizione indispensabile per ricevere lo Spirito Santo. E questo è anche ciò che il Signore Gesù ci ha promesso:

Quanto più il Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!

Luca 11,11 E chi è quel padre fra di voi che, se il figlio gli chiede un pane, gli dia una pietra? O se gli chiede un pesce, gli dia invece un serpente? 11,12 Oppure se gli chiede un uovo, gli dia uno scorpione? 11,13 Se voi, dunque, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!» Luca 11,11-13;

(Vedi anche Discorso 51: "Il ricevimento dello Spirito Santo – come si verifica?")


La perdita dello Spirito Santo.

Un altro malinteso molto diffuso è che il credente che ha ricevuto lo Spirito Santo una volta, non peccherà più. Anche qui riconosciamo l’eccessiva sopravvalutazione dell’essere umano, che si genera confondendo causa ed effetto.

Indubbiamente è giusto che il credente – in cui dimora lo Spirito Santo – debba essere senza peccati non perdonati. Ma questa persona è senza peccato certamente non perché ha lo Spirito Santo, ma, al contrario, questa persona ha potuto ricevere lo Spirito Santo solo perché in quel momento era senza peccati non perdonati. Tuttavia, così come Dio non tollera il peccato, allo stesso modo anche lo Spirito Santo abbandonerà immediatamente l’individuo in cui aveva preso dimora, appena questi commette peccato.

Nell’Antico Testamento si trova un buon esempio in re Davide. In Mar 11:35-37 il Signore Gesù cita una dichiarazione di Davide contenuta in Salmi 110, confermando che Davide aveva fatto questa dichiarazione nello Spirito Santo. In quel preciso momento quindi lo Spirito Santo si era manifestato in Davide.

Ma questa era solo un’apparizione temporanea, come dimostra la grave colpa di cui Davide si era reso responsabile a causa della sua relazione con Betsabea, la moglie di Uria, l’Ittita (2Sam 12,1-12), che in nessun caso avrebbe avuto luogo, se lo Spirito Santo avesse dimorato in lui. La conclusione "una volta ricevuto lo Spirito Santo, sempre con lo Spirito Santo", è quindi sbagliata e da respingere.

Anche gli ammonimenti agli Efesini di Paolo in Efes 1,13 e ss., mostrano molto chiaramente che anche le persone che hanno ricevuto il sigillo dello Spirito Santo corrono costantemente il pericolo di cedere alle tentazioni.

In Cristo avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso.

Efes 1,13 In lui voi pure, dopo aver ascoltato la parola della verità, il vangelo della vostra salvezza, e avendo creduto in lui, avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso. Efes 1,13;


In questa introduzione alla lettera agli Efesini, Paolo conferma loro di aver già ricevuto il sigillo dello Spirito Santo. Non parla di un determinato momento, ma dice soltanto: "… avendo creduto in lui".

E successivamente li esorta:

Non comportatevi più come si comportano i pagani nella vanità dei loro pensieri

Efes 4,17 Questo dunque io dico e attesto nel Signore: non comportatevi più come si comportano i pagani nella vanità dei loro pensieri. Efes 4,17;

Perciò, bandita la menzogna, ognuno dica la verità.

Efes 4,25 Perciò, bandita la menzogna, ognuno dica la verità al suo prossimo perché siamo membra gli uni degli altri. Efes 4,25;

Adiratevi e non peccate; e non fate posto al diavolo.

Efes 4,26 Adiratevi e non peccate; il sole non tramonti sopra la vostra ira 4,27 e non fate posto al diavolo. Efes 4,26-27;

Chi rubava non rubi più.

Efes 4,28 Chi rubava non rubi più, ma si affatichi piuttosto a lavorare onestamente con le proprie mani, affinché abbia qualcosa da dare a colui che è nel bisogno Efes 4,28;

Nessuna cattiva parola esca dalla vostra bocca.

Efes 4,29 Nessuna cattiva parola esca dalla vostra bocca; ma se ne avete qualcuna buona, che edifichi secondo il bisogno, ditela affinché conferisca grazia a chi l’ascolta. Efes 4,29;


Ora possiamo partire dal presupposto che qui Paolo non abbia espresso esortazioni inutili. Dunque, esisteva – ed esiste – effettivamente il reale e assoluto pericolo che i credenti potessero cedere a tutte queste tentazioni citate qui da Paolo. E ciò – come conferma il versetto Efes 1,13 di cui sopra – nonostante fossero stati suggellati con lo Spirito Santo. Ciò viene anche confermato nuovamente da Paolo alla fine di questo paragrafo qui sotto in Efes 4,30:

Non rattristate lo Spirito Santo di Dio con il quale siete stati suggellati.

Efes 4,30 Non rattristate lo Spirito Santo di Dio con il quale siete stati suggellati per il giorno della redenzione. Efes 4,30;


E qui comprendiamo anche che lo Spirito Santo può nuovamente abbandonare il credente che commette peccato. Allora significa ancora una volta fare penitenza, confessare i propri peccati e chiedere perdono. E se il desiderio di essere benedetto con lo Spirito Santo continua a persistere, questo credente può nuovamente chiedere lo Spirito Santo al Padre durante la preghiera e lo riceverà.

A tal riguardo, alcuni anni fa un visitatore del sito mi chiese, se davvero credevo che lo Spirito Santo saltasse continuamente dentro e fuori dal corpo. La mia risposta a questa domanda fu:

Innanzitutto, lo Spirito Santo non "salta", ma prende dimora nel credente!

E noi verremo da lui e dimoreremo presso di lui.

Giov 14,23 Gesù gli rispose: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio l’amerà, e noi verremo da lui e dimoreremo presso di lui. 14,24 Chi non mi ama non osserva le mie parole; e la parola che voi udite non è mia, ma è del Padre che mi ha mandato. Giov 14,23-24;


E poi lo Spirito Santo non dimora nel corpo, ma nello spirito dell’essere umano fino a quando questi non commette peccato. Un buon esempio a tal proposito si trova nel racconto della crocifissione: Quando sulla croce il Signore Gesù pregava il Padre dicendo: "Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno" (Luca 23:34), stava pregando per i soldati romani che lo avevano crocefisso. Erano l’organo esecutivo, erano il "corpo".

Questi soldati romani erano completamente ignari di crocifiggere il Figlio di Dio. Perciò non ebbero alcuna colpa nel deicidio e il Signore chiese che fossero perdonati. Lo "spirito" dietro a questo crimine è da rintracciare nei membri del Sinedrio ebraico, i quali avevano condannato Gesù a morte e consegnato ai Romani.

Erano loro la forza motrice e, di conseguenza, su di loro ricadde anche tutta la colpa. E il Signore non li ha perdonati e non ha neanche chiesto al Padre di perdonarli. Anzi, tutto l’opposto, il Signore durante la Sua vita li descriveva come "serpenti" e "razza di vipere" e a loro profetizzava che sarebbero finiti all’inferno (Mat 23:33).

E una cosa simile succede con il peccato: esso dimora nello spirito dell’essere umano, il corpo è solo l’organo esecutivo. Ma poiché lo Spirito Santo "prende dimora" nello spirito dell’essere umano, e dato che anche il peccato, quando arriva, s’insinua nello spirito dell’essere umano, lo Spirito di Dio deve necessariamente abbandonare quest’essere.

E per quanto riguarda il "saltare", si tratta piuttosto di un andirivieni. A tal proposito il miglior esempio viene dallo stesso nostro Signore. Quando sulla croce esclamò "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?", era il momento in cui il Suo Spirito si fece carico di tutti i peccati del mondo. E a quel punto lo Spirito Santo dovette abbandonare persino il Figlio di Dio perché non può dimorare nello stesso spirito con peccati non perdonati.

(Vedi anche Discorso 64: "Cos’è il peccato contro lo Spirito Santo?")

(I testi nella cornice nera sono citazioni dei visitatori di questo sito o di altri autori!)

(Nelle chiese evangelicali non si fanno più battesimi di adulti. / Commento di C.M. 00, 03-09-2014)

Buona sera, signor Horak,
(…) Il Suo ultimo articolo (Discorso 117: Il battesimo cristiano da un punto di vista biblico. FH.) lo trovo molto utile per noi fratelli e sorelle perché finalmente si parla anche degli obblighi e non sempre e solo della presunta e assoluta necessità di un battesimo senza alcuna motivazione profonda.

Ma mentre leggevo, mi ha colpito il fatto che quando Lei parla di battesimo di adulti fa riferimento anche alla chiesa evangelicale. Ma purtroppo da molti anni questa chiesa non svolge più battesimi di adulti, ma condivide la pratica non biblica del battesimo di neonati della Chiesa cattolica.

C.M.

PS: La prego di indicare solo le mie iniziali e di non pubblicare il mio indirizzo e-mail perché altrimenti temo di ricevere una montagna di spam.



Grazie per aver visitato Immanuel.at e per il Suo commento. Naturalmente terrò in considerazione il Suo desiderio di restare anonimo.

Sì, Lei ha assolutamente ragione. Nella chiesa evangelicale/protestante ora si praticano battesimi di adulti solo su richiesta e in casi eccezionali. E ovviamente in questa chiesa ci sono sempre meno persone che hanno questo desiderio. E, dall’altro lato, ci sono sempre più persone che si adattano al modo di pensare cattolico.

Le chiese protestanti a poco a poco si spingono verso la linea cattolica anche con la Cena del Signore e ora vorrebbero persino essere autorizzati a partecipare all’"Eucaristia" cattolica. Tuttavia, con grande dispiacere degli evangelicali/protestanti, i cattolici continuano a proibirglielo.

Ma poiché la Chiesa cattolica, nella speranza di incrementare il numero dei suoi membri e il suo potere, sta invitando tutte le chiese cristiane – e non solo queste – a riunirsi tutte sotto lo stesso tetto della "sola e unica Chiesa cattolica" (a tutte le altre chiese viene negato questo predicato – sono solo "comunità"), non passerà molto tempo prima che le chiese evangelicali e protestanti non solo celebreranno il rito occulto della "transustanziazione" dei cattolici, ma adoreranno anche la "madre di Dio Maria".

(Vedi anche Discorso 32: "Commento sulla Dichiarazione ‘Dominus Iesus’ della Congregazione per la Dottrina della Fede Cattolica."


Poiché un altro visitare mi aveva già fatto notare questo errore, ho eliminato i passaggi da Lei citati dal testo del summenzionato Discorso il giorno dopo la pubblicazione. In ogni caso La ringrazio di cuore per il suggerimento.