Discorso 136 – Il messaggio di Dio.





L’analisi.

La pratica.

Il Trono di Dio.

I quattro esseri viventi.



L’analisi.

La Bibbia è una "lettera" di Dio agli uomini. Sì, è esattamente così: Dio vuole inviarci un messaggio nella maggior parte dei libri della Bibbia. Ma mentre Dio trasmette il Suo messaggio attraverso le menti degli autori biblici credenti, questi pensieri di Dio sono molto spesso mischiati ai pensieri di queste persone.

Di conseguenza, troppo spesso ci sono incomprensioni, consapevoli o meno. Inoltre, il fatto che la Bibbia sia scritta in lingue antiche, come l'aramaico, l'ebraico e il greco, e debba essere tradotta nelle nostre lingue moderne è un'altra, fra l’altro la principale, fonte di errore.

D'altra parte, molti esegeti, docenti della Bibbia, predicatori e guide di comunità religiose oggi sono ansiosi di portare la Bibbia "libro per libro" ai loro ascoltatori e lettori. Ad esempio, in una di queste comunità evangeliche questo equivale a dire: "Leggeremo un libro della Bibbia ogni mese così che alla fine avremo letto l'intera Bibbia".

Ciò che viene trascurato è il fatto sopra menzionato: nella Bibbia i pensieri di Dio si intrecciano ai pensieri dei profeti e degli scrittori dei libri. Perché la Bibbia non è "la parola di Dio" nella sua interezza, ma contiene la parola di Dio. E in parte anche la "parola" dei profeti e degli autori.

E così ora rimane da spiegare che questi fratelli nelle comunità, nella migliore delle intenzioni, dopo 3-4 anni hanno probabilmente letto l'intera Bibbia, ma compreso poco di quanto hanno letto e ancora meno trattenuto a memoria.

Ma dal momento che qualsiasi critica positiva dovrebbe sempre anche suggerire una soluzione, approfondiamo e analizziamo il problema. Cominciamo con un esempio che illustra l'errore di questo approccio, comune negli ambienti cristiani di tutto il mondo.

Diamo appunto un'occhiata ai cosiddetti "Testimoni di Geova". Il loro metodo per ottenere un qualche tipo di "competenza biblica" consiste nel memorizzare riferimenti biblici. Brillano in ogni circolo biblico perché sono in grado di recitare, su indicazione, passaggi biblici che trattano di questo argomento.

E questo spesso inganna sul fatto che abbiano una scarsa idea del contesto di questi passi biblici. Sebbene sappiano dove reperire molte affermazioni nella Bibbia, sono tuttavia meno informati sul significato di queste stesse affermazioni, sia individualmente che in termini più generali.

Il vero problema con questo approccio, però, non è la millantata conoscenza biblica di questi fratelli, ma l'interpretazione errata di molti testi biblici che risulta da questa presunta capacità. E questa è anche la fonte di molte false dottrine nelle comunità cristiane.


La pratica.

Ecco un esempio pratico che mostra quali segreti profondi possono emergere grazie a un’esegesi attenta e più ampia e come un'interpretazione superficiale interessata a conseguire risultati veloci nel testo può falsificare il testo e quindi rendere impossibile la comprensione effettiva di questo messaggio.

Riguarda l'interpretazione dei quattro "esseri viventi", che sia Giovanni nella sua Apocalisse (Apoc 4,2-8) sia Ezechiele in due diverse visioni (Eze 1,2-11 ed Eze 10,14-15) hanno visto e che da un lato dimostrano l'autenticità delle affermazioni, dall'altro anche l'assoluta realtà degli eventi.

Per una migliore comprensione ecco questi versetti della Bibbia:

Un trono era posto nel cielo e sul trono c'era uno seduto.

Apoc 4,2 Subito fui rapito dallo Spirito. Ed ecco, un trono era posto nel cielo e sul trono c'era uno seduto. 4,3 Colui che stava seduto era simile nell'aspetto alla pietra di diaspro e di sardonico; e intorno al trono c'era un arcobaleno che, a vederlo, era simile allo smeraldo. 4,4 Attorno al trono c'erano ventiquattro troni su cui stavano seduti ventiquattro anziani vestiti di vesti bianche e con corone d'oro sul capo. 4,5 Dal trono uscivano lampi, voci e tuoni. Davanti al trono c'erano sette lampade accese, che sono i sette spiriti di Dio. Apoc 4, 2- 5;


Poiché tutti gli interpreti seri concordano sul fatto che quello seduto sul trono sia Dio Onnipotente, possiamo subito procedere e concentrarci sull'aspetto di Dio. E non su quell'apparenza descritta in precedenza da Giovanni, nel versetto Apoc 4,3, ma sulla figura di Dio, che può essere dedotta solo indirettamente in questo testo.

Il fatto che si parli di un trono qui e che qualcuno fosse seduto su di esso implica che questo qualcuno avesse forma umana, altrimenti non sarebbe stato in grado di soddisfare i requisiti fisici per sedersi e Giovanni difficilmente lo avrebbe descritto come "seduto".

Questo trono e la figura che vi si poteva vedere assisa sono stati descritti anche descritti dal profeta Ezechiele. Aveva la sua visione sul fiume Chebar, nella terra dei Caldei.

E su questa specie di trono appariva come la figura di un uomo.

Eze 1,22 Sopra le teste degli esseri viventi c'era come una volta d'un bagliore come di cristallo di ammirevole splendore, e si estendeva su in alto, sopra le loro teste. 1,23 Sotto la volta le loro ali erano diritte, l'una verso l'altra; ciascuno ne aveva due che coprivano il corpo. 1,24 Quando camminavano, io sentivo il rumore delle loro ali, come il rumore delle grandi acque, come la voce dell'Onnipotente: un rumore di gran tumulto, come il rumore di un accampamento; quando si fermavano, abbassavano le loro ali;

1,25 si udiva un rumore che veniva dall'alto, dalla volta che era sopra le loro teste.

1,26 Al di sopra della volta che era sopra le loro teste, c'era come una pietra di zaffiro, che pareva un trono; e su questa specie di trono appariva come la figura di un uomo, che vi stava seduto sopra, su in alto. Eze 1,22-26;


E contrariamente a Giovanni, Ezechiele parla molto chiaramente in Eze 1,26: colui che era seduto sul trono aveva un aspetto umano. E conferma immediatamente in Eze 1,28 che questa era "la gloria del Signore".

 Era un'apparizione dell'immagine della gloria del SIGNORE.

Eze 1,27 Vidi pure come un bagliore di metallo, come del fuoco, che lo circondava tutto intorno dalla sembianza dei suoi fianchi in su; e dalla sembianza dei suoi fianchi in giù vidi come del fuoco, come uno splendore tutto attorno a lui. 1,28 Qual è l'aspetto dell'arco che è nella nuvola in un giorno di pioggia, tal era l'aspetto di quello splendore che lo circondava. Era un'apparizione dell'immagine della gloria del SIGNORE. A quella vista caddi sulla mia faccia, e udii la voce di uno che parlava. Eze 1,27-28;


Quindi Dio ha l'aspetto di un essere umano. È sorprendente? In realtà no, perché in Gen 1,26-27 leggiamo espressamente che Dio ha creato l'uomo a sua immagine e somiglianza.

Facciamo l'uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza.

Gen 1,26 Poi Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza, e abbiano dominio sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutta la terra e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». 1,27 Dio creò l'uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina. Gen 1,26-27;


E se l'uomo viene creato secondo l‘"immagine", cioè la forma di Dio, allora, viceversa, Dio deve anche avere una forma simile all'uomo. Anche se Dio nella sua onnipotenza e onniscienza, ovvero nelle sue qualità spirituali, non è affatto paragonabile all'uomo, pure possiamo immaginare la sua forma simile alla nostra.


Il Trono di Dio.

I capelli del suo capo erano simili a lana pura; fiamme di fuoco erano il suo trono, che aveva ruote di fuoco ardente.

Dan 7,9 Io continuai a guardare e vidi collocare dei troni, e un vegliardo sedersi. La sua veste era bianca come la neve e i capelli del suo capo erano simili a lana pura; fiamme di fuoco erano il suo trono, che aveva ruote di fuoco ardente. 7,10 Un fiume di fuoco scaturiva e scendeva dalla sua presenza; mille migliaia lo servivano, diecimila miriadi gli stavano davanti. Si tenne il giudizio e i libri furono aperti. Dan 7,9-10;


Anche Giovanni, in una visione summenzionata, in Apoc 4,2-5, ha visto il trono di Dio che Daniele vede e descrive qui in Dan 7,9. E anche Ezechiele riporta di anche questo trono, che ha visto due volte, una volta in Eze 1, 1-28 sul fiume Chebar e poi in Eze 10, 1-22 a Gerusalemme, e descrive i quattro cherubini, i quattro esseri viventi, che reggono il trono sopra le loro teste e le quattro ruote che stavano loro accanto, come segue:

Le creature viventi correvano in tutte le direzioni, simili al fulmine.

Eze 1,10 Quanto all'aspetto delle loro facce, essi avevano tutti una faccia d'uomo, tutti e quattro una faccia di leone a destra, tutti e quattro una faccia di bue a sinistra, e tutti e quattro una faccia d'aquila. 1,11 Le loro facce e le loro ali erano separate nella parte superiore; ognuno aveva due ali che s'univano a quelle dell'altro, e due che coprivano loro il corpo. 1,12 Camminavano ognuno diritto davanti a sé; andavano dove lo Spirito li faceva andare, e, camminando, non si voltavano. 1,13 L'aspetto di quegli esseri viventi era come di carboni incandescenti, come di fiaccole; quel fuoco circolava in mezzo agli esseri viventi, era un fuoco scintillante, e dal fuoco uscivano dei lampi. 1,14 Le creature viventi correvano in tutte le direzioni, simili al fulmine.

1,15 Mentre guardavo gli esseri viventi, ecco una ruota in terra, presso ciascuno di essi, verso le loro quattro facce. 1,16 L'aspetto delle ruote era come il bagliore del crisolito; tutte e quattro si somigliavano; il loro aspetto e la loro struttura erano come se una ruota fosse in mezzo a un'altra ruota. 1,17 Quando si movevano, andavano tutte e quattro dal proprio lato, e, andando, non si voltavano. Eze 1,10-17;


Come dimostra il contesto, questi quattro cherubini avevano quattro volti. Ezechiele descrive qui, in Eze 1,10, sul fiume Chebar, come segue: "Ognuno dei quattro aveva fattezze d'uomo; poi fattezze di leone a destra, fattezze di toro a sinistra e, ognuno dei quattro, fattezze d'aquila.". Nel suo secondo incontro a Gerusalemme, tuttavia, corregge questa descrizione (Eze 10,14; 10,20; 10,22) e afferma che la terza sembianza non era quella di un toro, ma di un cherubino. E su ogni lato una ruota.

(Vedi anche excursus 11: "Il Trono di Dio")

(Vedi anche tabella 15: "Il Trono di Dio e quel ch’è attorno.")


Ora interessante è la descrizione delle ruote, sopra in Eze 1,16:

"come se una ruota fosse in mezzo a un'altra ruota"

Di per sé, questa descrizione potrebbe portare a molte speculazioni e lo fa effettivamente in molte interpretazioni. Anche il verso successivo, in Eze 1,17:

"Quando si movevano, andavano tutte e quattro dal proprio lato, e, andando, non si voltavano."

è di per sé piuttosto enigmatico. Solo quando si considerano entrambi i versetti insieme – e quindi anche un terzo versetto – emerge un'interpretazione completamente sensata. Quando si dice che questi quattro esseri "andavano tutte e quattro dal proprio lato", significa che si muovevano solo ad angolo retto. O in linea retta: in avanti o indietro oppure lateralmente: a sinistra o a destra. Essi conoscono solo una modalità di movimento in linea retta di movimento senza estensioni diagonali né curve. Pertanto, quando una determinata meta non può essere raggiunta direttamente in avanti, all’indietro, a destra o a sinistra, si spostano in un percorso a zigzag – un tratto dritto in avanti, poi di nuovo lateralmente, fino ad arrivare alla destinazione desiderata.

A questo inconsueto modo di spostarsi può essere ricondotta anche la singolare costruzione delle ruote. Il loro aspetto è descritto in Eze 1,16: "L'aspetto delle ruote (...)il loro aspetto e la loro struttura erano come se una ruota fosse in mezzo a un'altra ruota.". Ciò non significa che una ruota più piccola fosse inserita parallelamente in una ruota più grande, poiché nel versetto Eze sono menzionato 1,18 "cerchi alti", che coprirebbero questa seconda ruota e la renderebbero irriconoscibile.

La descrizione "una ruota in mezzo all'altra ruota" significa ovviamente una sorta di "ruota a croce". Si può pensare a questa tipologia di ruota come a due ruote o cerchi di dimensioni approssimativamente uguali, che si intrecciano ad angolo retto, come se stessero descrivendo la circonferenza di una sfera immaginaria. Con queste ruote, ci si può sempre muovere solo nella direzione estesa di ciascuna ruota cerchiata, sia in linea retta che lateralmente, senza descrivere curve.

Queste ruote erano "in terra, presso ciascuno di essi", e non si trovano perciò su nessun asse, ma stanno libere accanto ai quattro esseri viventi e seguono questi cherubini, che a loro volta sono nuovamente guidati dallo Spirito di Dio. Si può quindi concludere che il trono di Dio non è una costruzione materiale-meccanica, ma un essere spiritual-biologico guidato dallo Spirito di Dio.

Tenendo presente questa interpretazione, diamo un'occhiata a un versetto precedente, Eze 1,14, che ha già portato generazioni di esegeti alle conclusioni più spregiudicate. Lì vi si dice:

" Le creature viventi correvano in tutte le direzioni, simili al fulmine"

Ecco le interpretazioni di una presunta navicella spaziale "extraterrestre" con propulsione a razzo, in un’interpretazione biblica effettivamente piuttosto amatoriale come Erich von Däniken e Shirley McLaine, sulla spiegazione più seria:

"Ad ogni movimento lampeggiavano come un fulmine. Ezechiele non ha abbastanza parole per descrivere il mondo radioso, soprannaturale-divino". (Gerhard Meier in "Il profeta Ezechiele" – WStB).


fino a interpretazioni completamente astratte e distorte come:

"I carboni ardenti furono colpiti dal fuoco, che oscillava avanti e indietro tra le creature. Questa sembra una premonizione del messaggio di Ezechiele sul giudizio ardente di Dio su Giuda ". (J. F. Walfoord in "Il Vecchio Testamento – spiegato e interpretato"

Ricordando l'interpretazione che abbiamo enucleato in precedenza, relativamente alle ruote ad angolo retto e ai cherubini e considerando che questo veicolo, grazie alla presenza del Signore nella sua gloria, si trova nel trono sopra i cherubini per Ezechiele, quando lo vide arrivare nella pianura del fiume Chebar proveniente da nord, come " un vento tempestoso, una grossa nuvola con un fuoco folgorante e uno splendore intorno a essa" (Eze 1, 4), che gli ricordava la vista "come un bagliore di metallo, come del fuoco, che lo circondava tutto intorno." (Eze 1,27), è facile intuire che fu semplicemente il movimento del veicolo a zig-zag a lasciare l'impressione: "Le creature viventi correvano in tutte le direzioni, simili al fulmine." (Eze 1,14).

Ora, ovviamente, l'uno o l'altro lettore si chiederà perché il trono di Dio dovrebbe avere proprio questo complicato metodo di locomozione. Ma se ricordiamo che il nostro Dio è un Dio giusto, persino un Dio assolutamente giusto, allora si può certamente trovare una spiegazione: Dio si muove spiritualmente e fisicamente allo stesso modo. Si sposta così come agisce: in linea retta.

Quando ci rendiamo conto che il nostro Dio è l'assoluta giustizia incarnata, che non può tollerare in nessun caso le ingiustizie e le deviazioni dalla retta via, nemmeno il minimo, questo pensiero si concilia con il modo peculiare, sempre diretto di spostare il trono di Dio:

Dio non percorre cammini traverse né prende vie tortuose.

Nemmeno quando trasferisce la propria persona.

Magnificate il nostro Dio! Poiché tutte le sue vie sono giustizia. È un Dio fedele e senza iniquità. Egli è giusto e retto.

Deut 32,3 poiché io proclamerò il nome del SIGNORE. Magnificate il nostro Dio! 32,4 Egli è la rocca, l'opera sua è perfetta, poiché tutte le sue vie sono giustizia. È un Dio fedele e senza iniquità. Egli è giusto e retto. Deu 32, 3- 4;

Il SIGNORE è buono e giusto; perciò insegnerà la via ai peccatori.

Sal25,8 Il SIGNORE è buono e giusto; perciò insegnerà la via ai peccatori. 25,9 Guiderà gli umili nella giustizia, insegnerà agli umili la sua via. 25,10 Tutti i sentieri del SIGNORE sono bontà e verità per quelli che osservano il suo patto e le sue testimonianze. Sal 25, 8-10;

La via del colpevole è tortuosa, ma l'innocente opera con rettitudine.

Spr 21,8 La via del colpevole è tortuosa, ma l'innocente opera con rettitudine. Pro 21, 8;

La via del giusto è diritta; tu rendi perfettamente piano il sentiero del giusto.

Isa 26,7 La via del giusto è diritta; tu rendi perfettamente piano il sentiero del giusto. Isa 26, 7;

Il nostro Dio, è giusto in tutto quello che ha fatto.

Dan 9,14 Il SIGNORE ha vigilato su questa calamità e ce l'ha fatta venire addosso; perché il SIGNORE, il nostro Dio, è giusto in tutto quello che ha fatto, ma noi non abbiamo ubbidito alla sua voce. Dan 9,14;

Poiché le vie del SIGNORE sono rette.

Os 14,9 Chi è saggio ponga mente a queste cose! Chi è intelligente le riconosca! Poiché le vie del SIGNORE sono rette; i giusti cammineranno per esse, ma i trasgressori vi cadranno. Os 14,10;

Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri.

Mat 3,3 Di lui parlò infatti il profeta Isaia quando disse: «Voce di uno che grida nel deserto: "Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri"». Mat 3,3;

Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri.

Luc 3,4 4 come sta scritto nel libro delle parole del profeta Isaia: «Voce di uno che grida nel deserto: "Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri. 3,5 Ogni valle sarà colmata e ogni monte e ogni colle sarà spianato; le vie tortuose saranno fatte diritte e quelle accidentate saranno appianate; 3,6 e ogni creatura vedrà la salvezza di Dio" Luc 3, 4- 6;

Giuste e veritiere sono le tue vie, o Re delle nazioni.

Apoc 15,3 e cantavano il cantico di Mosè, servo di Dio, e il cantico dell'Agnello, dicendo: «Grandi e meravigliose sono le tue opere, o Signore, Dio onnipotente; giuste e veritiere sono le tue vie, o Re delle nazioni. Apoc 15, 3;


Mentre Dio nella Sua onnipotenza e onniscienza difficilmente può a stento essere compreso da noi umani, riconosciamo nella sua giustizia un cenno della sua natura: nel Suo giudizio vale solo la retta via. Sì è sì, no è no. Qualsiasi deviazione porta a una condanna. È quindi impossibile per l'uomo ottenere giustizia da Dio con le proprie azioni. Non abbiamo nulla da oppore alla giustizia di Dio se non la grazia di Dio in Suo Figlio Gesù Cristo e nel Suo sacrificio di riscatto compiuto sulla Croce per noi peccatori.

Riconosciamo anche qui l’errata valutazione di tutte le false religioni, in cui si pensa di poter compiacere Dio costruendo un tempio, una cattedrale, una chiesa, una cappella o offrendo altre "donazioni" più o meno preziose. Questo mondo è il sgabello dei piedi di Dio, cosa potrebbe opporre l'uomo?

L'unica cosa che piace al nostro Dio è la fede in suo Figlio e il rispetto dei suoi comandamenti.



I quattro esseri viventi.

Anche per i "quattro esseri viventi" descritti in Daniele, Ezechiele e Giovanni nell‘Apocalisse, ci sono diverse interpretazioni fra gli esegeti. Prima di tutto, tuttavia, vogliamo analizzare questi testi per vedere con i nostri occhi che cosa si intende con queste affermazioni.

Dopo aver già analizzato il testo di Apoc 4,1-5, Giovanni continua in Apoc 4,6-8 la descrizione della sua visione con i "quattro esseri viventi".

Intorno al trono, quattro creature viventi, piene di occhi davanti e di dietro.

Apoc 4,6 Davanti al trono inoltre c'era come un mare di vetro, simile al cristallo; in mezzo al trono e intorno al trono, quattro creature viventi, piene di occhi davanti e di dietro. 4,7 La prima creatura vivente era simile a un leone, la seconda simile a un vitello, la terza aveva la faccia come d'un uomo e la quarta era simile a un'aquila mentre vola.

4,8 E le quattro creature viventi avevano ognuna sei ali, ed erano coperte di occhi tutt'intorno e di dentro, e non cessavano mai di ripetere giorno e notte: «Santo, santo, santo è il Signore, il Dio onnipotente, che era, che è, e che viene». Apoc 4, 6- 8;


L'interpretazione convenzionale legge questi quattro esseri viventi sin da Ireneo (170 d.C.) come simboli per gli evangelisti del Nuovo Testamento, cioè Matteo = uomo, Marco = aquila, Luca = toro e Giovanni = leone. Tuttavia, l'ordine di assegnazione può variare da esegeta a esegeta.

Altri interpreti vedono di nuovo i quattro esseri come simboli degli attributi di Dio, con il toro che rappresenta il "sacrificio di Dio", l'aquila la "visione divina", il leone la "maestà di Dio" e l'uomo la "condiscendenza di Dio in suo Figlio". Questi esegeti che vedono in questi esseri la "natura tutta ispirata", indicano le "quattro classi di natura animata": umani, animali domestici (tori), animali selvatici (leoni) e uccelli (aquile).

Nel simbolismo di questo testo non manca neppure la completa astrazione. Pertanto, alcuni interpretano l'intera immagine come una metafora della creatura sospirante, le ali sono un'espressione dell’ardente tensione di chi è incatenato verso una maggiore libertà, il richiamo del giorno e della notte del verso 4,8 sono la tormentata irrequietezza. Ma sta anche seriamente cercando di rilevare in questa immagine la prova dei segni astrologici dello zodiaco (toro, leone ...).

Come si può vedere, ci sono molti tentativi di spiegare questo testo piuttosto complesso. Tuttavia, proprio una scrittura così difficile non dovrebbe essere spiegata con un'autointerpretazione, quanto piuttosto per mezzo di argomenti e analisi scritturali, poiché tutti gli altri tentativi porterebbero inevitabilmente al nirvana esegetico.

Se ora cerchiamo un riferimento nella Scrittura a questi quattro esseri viventi, lo troviamo di nuovo in modo molto chiaro in Ezechiele. Tuttavia, mentre Giovanni descrive solo i volti di questi quattro esseri, anche qui Ezechiele ci dice qualcosa sulla sua forma: "Avevano aspetto umano" (Eze 1,5). Quindi sia Dio (Eze 1,26) che i quattro esseri avevano forma umana.

La forma di quattro esseri viventi.

Eze 1,2 Il quinto giorno del mese (era il quinto anno della deportazione del re Ioiachin), 1,3 la parola del SIGNORE fu rivolta al sacerdote Ezechiele, figlio di Buzi, nel paese dei Caldei, presso il fiume Chebar; in quel luogo la mano del SIGNORE fu sopra di lui. 1,4 Io guardai, ed ecco venire dal settentrione un vento tempestoso, una grossa nuvola con un fuoco folgorante e uno splendore intorno a essa; nel centro vi era come un bagliore di metallo in mezzo al fuoco. 1,5 Nel centro appariva la forma di quattro esseri viventi; e questo era l'aspetto loro: avevano aspetto umano. 1,6 Ognuno di essi aveva quattro facce e quattro ali. 1,7 I loro piedi erano diritti, e la pianta dei loro piedi era come la pianta del piede di un vitello; e brillavano come il bagliore del bronzo lucente. Eze 1, 2- 7;


Tuttavia, nel descrivere i volti di questi quattro esseri, queste due narrazioni differiscono. Mentre Giovanni riconosce un viso singolo e distinto in ciascuno dei quattro esseri, Ezechiele osserva gli stessi quattro volti su ciascuna di queste quattro figure.

Quanto all'aspetto delle loro facce.

Eze 1,8 Avevano mani d'uomo sotto le ali, ai loro quattro lati; tutti e quattro avevano le loro facce e le loro ali. 18;9 Le loro ali si univano l'una all'altra; camminando, non si voltavano; ognuno camminava diritto davanti a sé. 18;10 Quanto all'aspetto delle loro facce, essi avevano tutti una faccia d'uomo, tutti e quattro una faccia di leone a destra, tutti e quattro una faccia di bue a sinistra, e tutti e quattro una faccia d'aquila.

18;11 Le loro facce e le loro ali erano separate nella parte superiore; ognuno aveva due ali che s'univano a quelle dell'altro, e due che coprivano loro il corpo. Eze 1, 8-11;


A giudicare da questa descrizione, Ezechiele vide questi quattro esseri in piedi in una formazione quadrata, uno ad ogni angolo del quadrato. Ognuno di loro aveva quattro ali, di cui due erano dispiegate e e sfioravano quelle dei due esseri viventi vicini, sui quattro lati del corpo - dietro e lateralmente oppure davanti e lateralmente – e formavano così i lati del quadrato. Le altre due ali coprivano il lato corrispondente del corpo, come descritto in Eze. 1,23.

L'affermazione contenuta in Eze 1,22, "Sopra le teste degli esseri viventi c'era come una volta d'un bagliore come di cristallo di ammirevole splendore, e si estendeva su in alto, sopra le loro teste.", viene collegata da alcuni interpreti alla “volta celeste” e alcuni esegeti vedono poi, nei quattro esseri viventi, quelle forze che sostengono i cieli alle quattro estremità della terra.

Ad un esame più attento, tuttavia, è facile comprendere che questa "volta" è solo una replica della volta celeste (così recita anche il testo letteralmente) e le dimensioni del quadrato formato dai quattro esseri e le loro ali spiegate sono circa 5 per 5 metri (1Re 6,24-25).

Ora, mentre Ezechiele descrive le facce sui quattro lati della testa di ciascuno di questi esseri, deve aver assunto una posizione alla destra davanti a quella formazione. Quindi possiamo supporre che il volto umano si trovasse a destra rispetto alla sua prospettiva, ma che, visto dai quattro esseri, fosse rivolto in avanti. Ezechiele vide quindi dalla sua posizione la testa del leone a destra del volto umano, la testa del toro in opposta posizione, sul lato sinistro e dietro l'aquila.

Mentre in Ezechiele ciascuno di questi quattro esseri aveva queste quattro facce, anche Giovanni vede questi quattro esseri, ma ognuno ha solo una di queste facce. Inoltre, in Giovanni non troviamo alcuna indicazione delle posizioni dei quattro esseri. Probabilmente non è sbagliato supporre che, analogamente a Ezechiele, dal punto di vista di chi osserva davanti al trono, il volto umano si potesse vedere di fronte al trono, mentre la testa d'aquila sulla parte posteriore, la testa di toro a sinistra e la testa del leone sul lato destro del trono

La ricostruzione del posizionamento di queste quattro creature in Giovanni può sembrare a prima vista relativamente poco importante, ma come vedremo tra poco, può aiutarci con l'interpretazione. Sebbene i volti dei quattro esseri, fatta salva la natura a quattro volti di Ezechiele, siano descritti come simili in entrambi i profeti, c'è ancora una differenza significativa nell'ulteriore analisi.

Ezechiele ebbe due visioni di questi quattro esseri viventi. Una sul fiume Chebar, citato in precedenza in Eze 1,1-28, e l'altro a Gerusalemme, riportato in Eze 10,1-22. E anche in questa visione descrive i quattro esseri e i loro volti.

La prima faccia era una faccia di cherubino;

Eze 10,14 Ogni cherubino aveva quattro facce: la prima faccia era una faccia di cherubino; la seconda faccia, una faccia d'uomo; la terza, una faccia di leone; la quarta, una faccia d'aquila. 10,15 I cherubini si alzarono. Erano gli stessi esseri viventi che avevo visti presso il fiume Chebar. Eze 10,14-15;


E qui si nota che la descrizione è identica a Eze 1,10, ad eccezione della faccia di toro. Sebbene Ezechiele confermi che questo era lo stesso veicolo - lo chiama "essere vivente" - che vide anche sul fiume Chebar, qui la faccia di toro è sostituita dalla "faccia di un cherubino". Poiché possiamo escludere in questo passo errori di trasmissione o traduzione, sembra che Ezechiele abbia sbagliato.

Non sarebbe sorprendente, considerando i tanti eventi incredibili: potrebbe essere che non abbia prestato attenzione ad alcuni dettagli. L'unica domanda ora è quale di queste due narrazioni è corretta. Ed ecco un altro messaggio della visione di Gerusalemme che può aiutarci.

Riconobbi che erano cherubini.

Eze 10,20 Erano gli stessi esseri viventi che avevo visti sotto il Dio d'Israele presso il fiume Chebar; riconobbi che erano cherubini. 10;21 Ognuno di essi aveva quattro facce, ognuno quattro ali; sotto le loro ali appariva la forma di mani d'uomo. 10;22 Quanto all'aspetto delle loro facce, erano le facce che avevo viste presso il fiume Chebar; erano le stesse sembianze, i medesimi cherubini. Ognuno andava diritto davanti a sé. Eze 10,20-22;


Anche qui Ezechiele afferma che era la stessa apparizione che si era manifestata sul fiume Chebar. In particolare, conferma che la "forma dei loro volti" è identica a quella della visione in quel momento. Cioè, le facce stesse non sono state cambiate, ma il profeta si è appena reso conto che nella sua descrizione della prima visione ha erroneamente ravveduto una faccia di toro, piuttosto che quella di un cherubino. Da ciò è la descrizione della seconda, la visione di Gerusalemme, che è esatta.

Che questo sia il caso, è confermato da altri dettagli della visione di Gerusalemme. Come detto sopra, in Eze 10,20, Ezechiele ha riconosciuto solo questa seconda volta che i quattro esseri viventi stessi sono cherubini. E sembra che questo riconoscimento non fosse basato su alcun segno esterno, ma sul semplice fatto che il Signore lo invita in Eze 10,2 e 10,6 di andare a "lo spazio sotto il cherubino" o "lo spazio tra i cherubini "per identificare quegli esseri come cherubini. A partire da questo punto, Ezechiele sapeva che si trattava di cherubini.

Va' fra le ruote sotto i cherubini, rièmpiti le mani di carboni ardenti tolti in mezzo ai cherubini.

Eze 10,1 Io guardai, ed ecco, sulla distesa sopra il capo dei cherubini, c'era come una pietra di zaffiro; si vedeva come una specie di trono che stava sopra di loro. 10,2 Il SIGNORE parlò all'uomo vestito di lino, e disse: «Va' fra le ruote sotto i cherubini, rièmpiti le mani di carboni ardenti tolti in mezzo ai cherubini, e spargili sulla città». Ed egli vi andò in mia presenza.

10,3 I cherubini stavano al lato destro della casa, quando l'uomo entrò là; la nuvola riempì il cortile interno. 10,4 La gloria del SIGNORE si alzò sopra i cherubini, movendosi verso la soglia della casa; la casa fu riempita della nuvola; il cortile fu ricolmo dello splendore della gloria del SIGNORE. 10,5 Il rumore delle ali dei cherubini si udì fino al cortile esterno, simile alla voce del Dio onnipotente quand'egli parla. 10,6 Quando il SIGNORE ebbe dato all'uomo vestito di lino l'ordine di prendere del fuoco in mezzo alle ruote che sono tra i cherubini, quegli venne a fermarsi presso una delle ruote. 10,7 Uno dei cherubini stese la mano fra gli altri cherubini verso il fuoco che era in mezzo ai cherubini, ne prese e lo mise nelle mani dell'uomo vestito di lino, che lo ricevette, e uscì. 10,8 Vidi che i cherubini avevano una forma di mano d'uomo sotto le ali. Eze 10, 1- 8;


E mentre riferiva in Eze 1,18 delle ruote che erano "piene di occhi tutt'intorno", estende anche questa descrizione in Eze 10,12 ai quattro cherubini di cui scrive che “tutto il loro corpo, il dorso, le mani, le ali e le ruote erano pieni di occhi tutt'intorno."Questa è quindi, dopo le due correzioni "esseri - cherubini" e "faccia da toro - faccia da cherubino", la terza correzione, che Ezechiele apporta sulla base della seconda visione.

(Vedi anche tabella 15: "Il Trono di Dio e quel ch’è attorno".)

Nella domanda per noi rilevante, possiamo quindi supporre che la quarta faccia di cherubino non fosse una faccia di toro, ma la faccia di un cherubino. Con questa consapevolezza, torniamo ora alla rivelazione e proviamo a usare i testi in questione per ottenere una panoramica della posizione o del compito a cui pervengono questi quattro esseri nel contesto di questa visione.

L'agnello e le quattro creature viventi.

Apoc 6,1 Poi, quando l'Agnello aprì uno dei sette sigilli, vidi e udii una delle quattro creature viventi, che diceva con voce come di tuono: «Vieni». 6,2 Guardai e vidi un cavallo bianco. Colui che lo cavalcava aveva un arco; e gli fu data una corona, ed egli venne fuori da vincitore, e per vincere.

6,3 Quando l'Agnello aprì il secondo sigillo, udii la seconda creatura vivente che diceva: «Vieni». 6,4 E venne fuori un altro cavallo, rosso; e a colui che lo cavalcava fu dato di togliere la pace dalla terra affinché gli uomini si uccidessero gli uni gli altri, e gli fu data una grande spada.

6,5 Quando l'Agnello aprì il terzo sigillo, udii la terza creatura vivente che diceva: «Vieni». Guardai e vidi un cavallo nero; e colui che lo cavalcava aveva una bilancia in mano. 6,6 E udii come una voce in mezzo alle quattro creature viventi, che diceva: «Una misura di frumento per un denaro e tre misure d'orzo per un denaro, ma non danneggiare né l'olio né il vino».

6,7 Quando l'Agnello aprì il quarto sigillo, udii la voce della quarta creatura vivente che diceva: «Vieni». Apoc 6, 1- 7;

Le creature viventi rendono gloria, onore e grazie a colui che siede sul trono.

Apoc 4,9 Ogni volta che queste creature viventi rendono gloria, onore e grazie a colui che siede sul trono, e che vive nei secoli dei secoli, 4,10 i ventiquattro anziani si prostrano davanti a colui che siede sul trono e adorano colui che vive nei secoli dei secoli e gettano le loro corone davanti al trono, dicendo: 4,11 «Tu sei degno, o Signore e Dio nostro, di ricevere la gloria, l'onore e la potenza: perché tu hai creato tutte le cose, e per tua volontà furono create ed esistono». Apoc 4, 9-11;

Essi si prostrarono con la faccia a terra davanti al trono e adorarono Dio.

Apoc 7,11 E tutti gli angeli erano in piedi intorno al trono, agli anziani e alle quattro creature viventi; essi si prostrarono con la faccia a terra davanti al trono e adorarono Dio. Apoc 7,11;

Essi cantavano un cantico nuovo davanti al trono, davanti alle quattro creature viventi e agli anziani.

Apoc 14,3 Essi cantavano un cantico nuovo davanti al trono, davanti alle quattro creature viventi e agli anziani. Nessuno poteva imparare il cantico se non i centoquarantaquattromila, che sono stati riscattati dalla terra. Apoc 14, 3;

Una delle quattro creature viventi diede ai sette angeli sette coppe d'oro.

Apoc 15,6 e i sette angeli che recavano i sette flagelli uscirono dal tempio. Erano vestiti di lino puro e splendente e avevano cinture d'oro intorno al petto. 15,7 Una delle quattro creature viventi diede ai sette angeli sette coppe d'oro piene dell'ira di Dio, il quale vive nei secoli dei secoli. Apoc 15, 6- 7;

E le quattro creature viventi si prostrarono, adorarono Dio.

Apoc 19,4 Allora i ventiquattro anziani e le quattro creature viventi si prostrarono, adorarono Dio che siede sul trono, e dissero: «Amen! Alleluia!» Apoc 19, 4;


Questo sguardo a ritroso sulla rivelazione ci mostra una volta che anche Giovanni aveva visivamente gli stessi problemi di riconoscimento di Ezechiele: non riusciva a identificare le quattro figure come cherubini e le chiama "esseri viventi", e vede una faccia di toro nella quarta.

Quindi, poiché qui anche Giovanni vede una faccia di toro, sorge spontano chiedersi quanto poco il volto di un cherubino assomigli a una faccia di toro, né a quella di un giovane toro / vitello, come Giovanni ha specificato in Apoc 4,7, quindi senza corna e con un ovale del viso ancora meno pronunciato.

D'altra parte, tuttavia, questa confusione non è sorprendente, poiché vede anche questa immagine per la prima volta. Inoltre, la radice della parola "cherubino" deriva dall'assiro e significa "toro alato". E, elemento essenziale, nella prima visione di Ezechiele, egli descrive le gambe e gli zoccoli di queste quattro creature viventi in Eze 1,7: " I loro piedi erano diritti, e la pianta dei loro piedi era come la pianta del piede di un vitello;"

Quindi sembra che la figura di un cherubino, o almeno gli zoccoli e il viso, debba avere una certa somiglianza con un vitello. Quindi in Giovanni possiamo integrare la descrizione come in Ezechiele, interpretando questi quattro esseri come cherubini e la faccia del quarto cherubino come il volto di un cherubino.

I testi precedentemente indicati, in particolare Apoc 19,4, ci mostrano anche che i quattro esseri sono chiaramente servitori di Dio. Sono, dopo l'Agnello e prima dei ventiquattro Anziani e degli Angeli, i più vicini al trono, ma indiscutibile hanno un funzione di servizio. E qui, alla luce di questa nuova conoscenza, ovvero che la quarta figura non avesse un volto di toro, ma un volto cherubico, si offre una nuova interpretazione.

Tra i quattro essere abbiamo a che fare con quattro cherubini che hanno una combinazione di quattro volti diversi: un cherubino, un essere umano, un leone e un'aquila. A un esame più attento, si può concludere che questi potrebbero effettivamente essere "rappresentanti" simbolici di tutte le creature di Dio. I criteri per scegliere solo queste quattro facce possono essere spiegati come segue:

Cherubini: sono i rappresentanti del mondo angelico e quindi esseri della dimensione celeste. Sono immortali e quindi non richiedono riproduzione, sono senza sesso (Luca 10,34-36;).

Essere umano: lui appartiene alle creature biologiche di questa terra. La capacità di sviluppare la ragione lo collega agli angeli. Con le altre creature terrene condivide la mortalità e la necessità di riprodursi per preservare la specie.

Leone: Sebbene i mammiferi non siano dotati di raziocinio, prendono comunque una posizione preferita tra le creature biologiche, perché, come gli esseri umani, nutrono la loro prole nel primissimo stadio di vita con la produzione di latte del corpo, quindi possono allattare. Oltre ai mammiferi terrestri includono fra gli altri anche balene e delfini.

Aquila: al nutrito gruppo di animali ovipari appartengono per es. rettili, pesci, insetti e vermi.



In questa interpretazione, basata sui criteri della capacità spirituale e della conservazione della specie, il cherubino rappresenterebbe perciò il mondo angelico, l’essere umano l'umanità, il leone i mammiferi e l'aquila tutti quegli animali che si riproducono per deposizione delle uova e così l'intera creazione vivente sarebbe rappresentata in questi quattro cherubini in quanto più vicini servitori del Creatore.

Se questa interpretazione è corretta, troviamo qui un sistema di esseri viventi, come l'uomo solamente millenni dopo (da Ezechiele!) ha riconosciuto nel suo "sistema naturale di animali", e anche in quel caso solo in modo incompleto (solo per le creature terrene). Le moderne suddivisioni pertinenti, la moderna nomenclatura zoologica, sono basate su Carl von  Linné (1707-1778, Systema Naturae) e distinguono sei classi animali: mammiferi, uccelli, anfibi (compresi i rettili), pesci, insetti e vermi. Queste sono le stesse categorie che appaiono anche sopra, dove i criteri distintivi sembrano essere molto più chiari e quindi più completi.

Per quanto riguarda i molti occhi sui cherubini e sulle ruote "tutt'intorno" (Eze 1,18; 10,12; Apoc 4,6-8), si deve essere contraddire con l'interpretazione di alcuni esegeti, con la formulazione nel versetto Apoc 4,8 : "E i quattro esseri viventi (...) sono tutt'intorno e interiormente pieni di occhi ..." laddove l'esterno e l'interno (sotto la pelle) significava i corpi di questi quattro esseri.

Il "tutto intorno" deriva dal versetto 4,6 dove si intende "intorno al trono", che indica il lato di questi corpi visibile dall'esterno del trono, mentre "interno" si riferisce al lato dei quattro esseri rivolto verso il trono e verso Dio.

Per il significato di questi occhi ci sono prove sufficienti nella Scrittura, quindi non c'è bisogno di interpretazione in questo caso. Nell'introduzione all'Apocalisse, in Apoc 1,4, Giovanni saluta le sette chiese dicendo "Pace da colui che è, che era e che viene, dai sette spiriti che sono davanti al suo trono".

ll fatto che questi "sette spiriti" siano chiamati in connessione con Dio Signore e che anche a loro siano richiesti grazia e pace, chiarisce che quando si parla di questi sette spiriti può trattarsi solo dello Spirito di Dio, dello Spirito Santo.

Grazia a voi e pace da colui che è, che era e che viene, dai sette spiriti che sono davanti al suo trono.

Apoc 1,4 Giovanni, alle sette chiese che sono in Asia: grazia a voi e pace da colui che è, che era e che viene, dai sette spiriti che sono davanti al suo trono 1,5 e da Gesù Cristo, il testimone fedele, il primogenito dei morti e il principe dei re della terra. A lui che ci ama, e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue, 1,6 che ha fatto di noi un regno e dei sacerdoti del Dio e Padre suo, a lui sia la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen. Apoc 1, 4- 6;


Mentre questi sette spiriti sono stati menzionati sopra, in Apoc 1,4, sono anche presentati fisicamente in basso, in Apoc 4,5. Queste sono le sette torce di fuoco che bruciano davanti al trono di Dio.

Sette lampade accese, che sono i sette spiriti di Dio.

Apoc 4,5 Dal trono uscivano lampi, voci e tuoni. Davanti al trono c'erano sette lampade accese, che sono i sette spiriti di Dio.. Apoc 4, 5;


Quindi, davanti al trono di Dio, lo Spirito Santo ha la forma di sette torce ardenti di fuoco. Il profeta Zaccaria in Zac 3,9 racconta di una pietra in cui il Signore ha inciso sette occhi come segno che un giorno rimuoverà la colpa di Israele (effusione dello Spirito Santo su Israele).

(Vedi anche capitolo10: "Il Millennio".)

Sopra un'unica pietra stanno sette occhi; ecco, io vi inciderò quello che deve esservi inciso", dice il SIGNORE.

Zac 3,9 Infatti, guardate la pietra che io ho posta davanti a Giosuè; sopra un'unica pietra stanno sette occhi; ecco, io vi inciderò quello che deve esservi inciso", dice il SIGNORE degli eserciti, "e toglierò via l'iniquità di questo paese in un solo giorno. 3,10 In quel giorno", dice il SIGNORE degli eserciti, "voi vi inviterete gli uni gli altri sotto la vite e sotto il fico"». Zac 3, 9-10;

Quei sette là, gli occhi del SIGNORE che percorrono tutta la terra.

Zac 4,Chi potrebbe infatti disprezzare il giorno delle piccole cose, quando quei sette là, gli occhi del SIGNORE che percorrono tutta la terra, vedono con gioia il piombino in mano a Zorobabele?» Zac 4,10;


Questi sette sono gli occhi del Signore, che vagano per la terra e quindi anche una rappresentazione dello Spirito Santo. E così vede Giovanni, quando in Apoc 5,6 vide "l'agnello stare come ucciso", quell'Agnello, il Signore Gesù Cristo, con sette corna e sette occhi.

E sette occhi che sono i sette spiriti di Dio, mandati per tutta la terra.

Apoc 5,6 Poi vidi, in mezzo al trono e alle quattro creature viventi e in mezzo agli anziani, un Agnello in piedi, che sembrava essere stato immolato, e aveva sette corna e sette occhi che sono i sette spiriti di Dio, mandati per tutta la terra. Apoc 5, 6;


Ancora una volta, questi sette occhi sono indicati come "i sette spiriti di Dio inviati su tutta la terra" e sono quindi inequivocabilmente da intendere come la presenza dello Spirito Santo di Dio nel Figlio. Da tutte queste indicazioni si può finalmente dedurre che in Eze 1,18; 10,12 e Apoc 4,6-8 devono anche essere considerati manifestazioni dello Spirito Santo nei quattro cherubini.

Dopotutto, la domanda sul perché questi quattro esseri hanno un solo volto in ciascuno di Giovanni, mentre in Ezechiele ne hanno quattro, potrebbe avere a che fare con il loro compito. In Ezechiele il loro compito in quanto "mezzo di trasporto" dell'Onnipotente risponde a una natura piuttosto dinamica e richiede un approccio comune a tutti e quattro.

Cosa sarebbe più utile che condividere la mente e le facoltà percettive di ogni individuo e assegnarle equamente a quattro zampe? Così si verificherebbe un coordinamento in un modo che non può essere superato. Nel caso di Giovanni, d'altra parte, il loro ministero sembra essere la custodia del trono e la lode di Dio. Per tali compiti piuttosto statici un tale impegno potrebbe non essere necessario.

E ora, dopo aver cercato di interpretare questi testi con attenzione e fedelmente, ecco un breve estratto da un'interpretazione di queste visioni sulla piattaforma Internet "Bibelwissen.ch".


(I testi in una cornice nera sono citazioni dei visitatori di questo sito o di altri autori!)

2. Gli esseri viventi (V5-14) / Testo "Quer durch die Bibel" [Attraverso la Bibbia] di Ewald Keck


Questi sono i cosiddetti cherubini. Sono esseri celesti che vivono alla presenza di Dio e svolgono sempre un ruolo nel descrivere la gloria di Dio. Giovanni ha visto gli stessi esseri nella sua rivelazione (Apoc 4). Che aspetto hanno?

▪    Hanno la forma di un essere umano, che è descritta esattamente (V5b)

▪    Ogni essere ha quattro volti (V6)

▪     Ognuno aveva quattro ali, che erano allungate verso l'alto e con le quali si toccavano reciprocamente (V6.9-11)

▪    I loro occhi erano rivolti in avanti. Seguivano la guida dello spirito (V12)

▪    Correvano molto velocemente avanti e indietro (V14)

La descrizione dei loro volti è molto interessante (V10):

▪    Frontale: volto di un essere umano

▪    A sinistra: volto di toro

▪    Dietro: volto di aquila

I Cherubini in Apoc 4 hanno le stesse facce, ma ognuno con 6 ali e occhi tutti intorno. Sono impegnati giorno e notte ad adorare Dio sul suo trono (V8-9). Nell'ebraismo dopo l'esilio e successivamente nella Chiesa cristiana vi si è letta come una descrizione dell'onnipresenza di Dio. In questo simbolismo, molti vedono le quattro rivelazioni della persona di Gesù Cristo così come si riflettono nei quattro Vangeli:


Figura
Vangelo
Significato
Importanza
Leone
Matteo
Cristo come re di Israele Il rifiuto del re
Toro
Marco
Cristo come servo di Dio
Il lavoratore - molte azioni
Essere umano
Luca
Cristo come uomo
Dettagli biografici - nascita
Aquila
Giovanni
Cristo come figlio di Dio
Colui che viene dal cielo


Ogni Vangelo sottolinea un punto chiave della persona di Cristo. Ecco perché le relazioni sono diverse e non andrebbero armonizzate. Dobbiamo leggere i Vangeli come la rivelazione della gloria di Gesù Cristo!

Das Buch Hesekiel [Il testo di Ezechiele ] / Ewald Keck




Come si può vedere, anche se l'autore summenzionato aderisce all'interpretazione obsoleta associando i "quattro esseri viventi" ai quattro evangelisti, cambia poi leggermente la sua interpretazione quando dice:

Matteo = essere umano,    Marco =  aquila,     Luca = toro                  e Giovanni = leone       (interpretazione di Ireneo)

oppure

Matteo = essere umano,     Marco =  leone,      Luca = toro                  e Giovanni = aquila      (interpretazione di Girolamo)

La sua interpretazione vede 

  Matteo = leone,                  Marco = toro,        Luca = essere umano   e Giovanni = aquila       (interpretazione di Keck)



Come i suoi predecessori negli ultimi cento anni, quindi anche questo autore non ha affrontato questi testi in maniera un po' più dettagliata e riconosciuto quelle affermazioni che ci rivelano che Dio nelle sue visioni date all'uomo, non vuole portare l’attenzione su un qualche scrittore biblico, ma piuttosto farci sapere che è il creatore di tutti gli esseri viventi e che questa creazione Gli dovrebbe essere soggetta.

Ma proprio ai nostri giorni, la credenza nel Dio della Bibbia si trova a malapena. Che si tratti di ateismo o di religioni idolatre, in cui la creazione è venerata al posto del Creatore e che includono la Chiesa cattolica, in cui sono adorate le persone ("Maria" o il culto della morte con i "santi" defunti), l'umanità ha in gran parte rinunciato al suo Creatore.

Questo ci conduce ora ad un altro aspetto che è nascosto nei passaggi biblici sopra citati. Il nostro Dio non è solo il Dio del principio, è anche il Dio della fine. E così nell'ultimo libro della Bibbia, nell'Apocalisse di Giovanni, rileviamo non solo riferimenti alla creazione, rappresentati dai "quattro esseri viventi" e dal trono di Dio, ma anche alle conseguenze del disprezzo del Creatore per la sua creazione.

Quei "quattro esseri viventi", che rappresentano l'intera creazione davanti a Dio, sono anche quelli che, al momento della loro presentazione, nel testo sopra in Apoc 4,2-8, innanzitutto danno gloria e grazie al Creatore di tutte le cose:

Perché tu hai creato tutte le cose, e per tua volontà furono create ed esistono.

Apoc 4,9 Ogni volta che queste creature viventi rendono gloria, onore e grazie a colui che siede sul trono, e che vive nei secoli dei secoli, 4,10 i ventiquattro anziani si prostrano davanti a colui che siede sul trono e adorano colui che vive nei secoli dei secoli e gettano le loro corone davanti al trono, dicendo: 4,11 «Tu sei degno, o Signore e Dio nostro, di ricevere la gloria, l'onore e la potenza: perché tu hai creato tutte le cose, e per tua volontà furono create ed esistono». Apoc 4,9-11;


Ma poi, immediatamente dopo nel capitolo successivo, viene presentato il famoso libro con i sette sigilli nella mano di Dio, e con ciò siamo già nel tempo della fine. Intendiamoci: non alla fine del mondo, in mezzo c'è ancora il millennio, i mille anni del regno di nostro Signore Gesù Cristo sulla terra.

Qui, tuttavia, è il momento della fine del dominio mondiale umano perché questo libro, che Dio tiene nella mano destra, contiene quelle profezie ben note dei quattro cavalieri apocalittici che governeranno la prima parte dei tempi finali. Questo è il tempo della Grande Tribolazione, cui segue la seconda parte, il "Giorno del Signore".

Ma per ora in questa visione di Giovanni (Apoc 5,1-5) si solleva la domanda: chi può aprire questo libro con le funeste rivelazioni escatologiche e quindi mettere in moto il corso degli eventi. Secondo il racconto di Giovanni, in tutta la creazione, il cielo, la terra e persino sotto la terra (il regno dei morti?), non c'era nessuno che avesse questa qualifica.

E poi vediamo due dichiarazioni importanti, forse i due messaggi più importanti di tutta la Bibbia. La prima affermazione è la risposta a questa domanda summenzionata. Solo uno è degno di aprire il libro e quindi esprimere un giudizio su tutta l'umanità: l'uomo che ha dato la vita per salvarli (Apoc 5,8-10).

Naturalmente, si potrebbe qui sostenere che questa è una vita sola, mentre miliardi di persone nell’intera umanità sono persi a causa della loro incredulità e trascorreranno l'eternità all'inferno. Ma Gesù Cristo non è solo "un essere umano". È il Figlio di Dio, e solo Egli, con la sua morte volontaria, poteva espiare per noi uomini davanti a Dio.

Ma, soprattutto, non esiste un singolo individuo sulla terra né nel regno dei morti (coloro che sono morti prima della morte di Gesù, Gesù ha proclamato il Vangelo dopo la sua morte, nel regno dei morti) - a cui non avrebbero potuto essere rimessi i peccati (tranne uno) e che avrebbe potuto essere salvato dalla dannazione.

Sarebbe sbagliato, tuttavia, credere nel ragionamento degli ebrei, che trovano ragione della propria colpa nella morte del loro Messia affermando di aver così "salvato il mondo". Ciò significherebbe definire vittime gli autori. Quegli ebrei che giungono alla fede in Gesù Cristo, come tutti gli altri credenti in Gesù, saranno salvati dal perdono dei loro peccati. Ciò significherebbe definire vittime le colpevole.

Quegli ebrei che non credono in Gesù, e questa è la stragrande maggioranza da duemila anni, sono, come tutti gli ateisti e idolatri, destinati alla condanna nel Giudizio Universale. Perché non possono portare sacrifici nella loro religione mosaica per il perdono dei loro peccati, perché l'altare fu distrutto nel Tempio di Gerusalemme, dove solo un tale sacrificio sarebbe stato accettato da Dio. D'altra parte rifiutano l'offerta di Dio, ovvero la possibilità di ricevere il perdono dei peccati grazie alla fede in Suo figlio. (Giov 8, 24).

La seconda deduzione che possiamo ottenere da questi testi è il fatto biblico che duemila anni fa sulla terra, nella relazione tra uomo e Dio, si è verificato un cambio di paradigma:

o  Dopo la morte di suo figlio da parte degli ebrei, Dio non vuole più sacrifici, nemmeno sacrifici di animali. La morte di suo figlio è stata un sacrificio per tutti.

o  Se qualcuno vuole il perdono dei peccati, deve anche credere a questo sacrificio vicario del Figlio di Dio per i suoi peccati e farne confessione.

Questo è anche accompagnato da un cambiamento di potere. Dio ha dato tutto il potere in cielo e in terra a suo figlio.

Degno è l'Agnello, che è stato immolato, di ricevere la potenza, le ricchezze, la sapienza, la forza, l'onore, la gloria e la lode.

Apoc 5,11 E vidi, e udii voci di molti angeli intorno al trono, alle creature viventi e agli anziani; e il loro numero era di miriadi di miriadi, e migliaia di migliaia. 5,12 Essi dicevano a gran voce: «Degno è l'Agnello, che è stato immolato, di ricevere la potenza, le ricchezze, la sapienza, la forza, l'onore, la gloria e la lode». 5,13 E tutte le creature che sono nel cielo, sulla terra, sotto la terra e nel mare, e tutte le cose che sono in essi, udii che dicevano: «A colui che siede sul trono, e all'Agnello, siano la lode, l'onore, la gloria e la potenza, nei secoli dei secoli». Apoc 5,11-13;


E anche Gesù lo conferma, dopo la sua risurrezione, quando appare agli undici discepoli:

Ogni potere mi è stato dato in cielo e sulla terra..

Mat 28,16 Quanto agli undici discepoli, essi andarono in Galilea sul monte che Gesù aveva loro designato. 28,17 E, vedutolo, l'adorarono; alcuni però dubitarono. 28,18 E Gesù, avvicinatosi, parlò loro, dicendo: «Ogni potere mi è stato dato in cielo e sulla terra. 28,19 Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, 28,20 insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell'età presente». Mat 28,16-20;


E l'inizio del capitolo successivo dell'Apocalisse, il Capitolo 6, è anche l'inizio della Settantesima Settimana e delle giudizi dei sigilli . Il Figlio di Dio apre il primo sigillo e uno dei quattro esseri viventi, che rappresenta la Creazione, chiama il primo cavaliere apocalittico sul cavallo bianco: "Vieni".

Ciò che di solito non viene spiegato qui è il fatto che sono solo queste quattro creature viventi che causano le calamità dei giudizi dei sigilli. Uno avrebbe preferito aspettarsi che Dio stesso avesse portato queste punizioni sull'umanità. Ci sono però due ragioni per questo approccio di Dio. Innanzitutto, non è la fine degli Ultimi Tempi. I giudizi di Dio devono ancora venire, ma solo nella seconda parte, nel Giorno del Signore.

La seconda ragione per cui questi "esseri viventi" danno qui il comando è proprio la loro capacità di stare davanti a Dio come rappresentanti di tutta la creazione. Proprio come Dio ha dato l'autorizzazione a Suo Figlio ad aprire i sigilli, perché Egli stesso era un essere umano che ha imparato a conoscere e giudicare gli alti e bassi della vita di un uomo, anche questi quattro esseri viventi sono identici a questa creazione e idonei a decidere se questa creazione è colpevole o meno. E decidono che la creazione sia colpevole.

Finora alcune spiegazioni su questi quattro esseri viventi, la loro posizione e le loro azioni. Per motivi di chiarezza e comprensione, di seguito è riportata una tabella di tutti gli eventi menzionati nell'Apocalisse di Giovanni. Soprattutto si può vedere qui con molta precisione la distinzione tra la Grande Tribolazione con il Rapimento in seguito e il "Giorno del Signore" o il "Giorno dell'ira di Dio", come viene chiamato anche questo periodo.



La settantesima settimana - sigillo 1: l'Anticristo / 2, 3: l'inizio delle doglie di parto / 4, 5: la grande Tribolazione / 6: il Rapimento

Il giorno del Signore
< 1. sigillo >
(6,1-2;)

cavallo bianco, cavaliere:
aveva un arco, gli fu data
una corona, uscì come
vincitore e per vincere
< 2. sigillo >
(6,3-;4)

cavallo rosso, che toglie la
pace della terra, affinché
gli uomini si uccidessero e
gli fu data una grande spada
< 3. sigillo >
(6,5-6;)

cavallo nero, una bilancia
in mano, frumento e orzo
costoso, non danneggia
né l'olio né il vino
< 4. sigillo >
(6,7-8;)

cavallo giallastro, la Morte
 dietro era l'Ades, potestà
su1/4 della terra, morte
 con spada, fame e fiere
< 5. sigillo >
(6,9-11;)

sotto l'altare alle anime dei
martiri si fa giustizia, fu data
veste bianca, riposeranno
finché sono uccisi i fratelli
< 6. sigillo >
(6,12-17;)

grande terremoto, il sole
nero, la luna come sangue,
le stelle caddero, il cielo si
ritirò, montagne e sole smosse
6a
sig

< 7. sigillo >
(8,1-6;

silenzio nel cielo per circa
mezz'ora, profumi all'altare,
7 angeli che avevano 7
trombe, voci, tuoni, lampi
Le due testimoni di Dio profetizzeranno 1260 giorni con vestiti di sacco. (?)


< 1. tromba>
(8,7;)

grandine fuoco e sangue
1/3 della terra fu arsa
1/3 degli alberi furono bruciati
ogni erba verde fu arsa
< 2. tromba >
(8.8-9;)

gran montagna nel mare
1/3 del mare sangue
1/3 creature nel mare morì
1/3 delle navi perì
< 3. tromba >
(8,10-11;)

stella dal cielo una torcia
1/3 dei fiumi assenzio
1/3 delle acque assenzio
e molti uomini morirono
< 4. tromba >
(8,12-13;)

il sole, la luna, le stelle,
1/3 parte si oscura
1/3 parte del giorno e la
1/3 parte della notte, buio
< 5. tromba/ 1. guaio >
(9,1-12;)

 stella dell'abisso dal cielo
il sole oscurato dal fumo
locuste nuociono uomini
senza sigillo di Dio 5 mesi
< 6. tromba/ 2. guaio >
(9,13-21;)

gli angeli sul fiume Eufrate
fuoco e fumo e zolfo
1/3 degli uomini uccisi
il resto non si ravvidero
6a
trb

< 7. tromba/ 3. guaio >
(11,15-19;)

Il regno del mondo è di Dio
l'ira dee Dio è giunta, e il
tempo di giudicare i morti
terremoto voci, tuoni, lampi 
Il giorno dell'ira di Dio - I 42 mesi dell'Anticristo demonico: la sua risurrezione / il morto dei 2 testimoni / le nazione calpesteranno Gerusalemme

< 7a tromba >
< 1. coppa>
(16,1-2;)

sulla terra:
un'ulcera maligna
agli uomini che avevano
il marchio della bestia
< 2. coppa >
(16,3;)

nel mare:
sangue come di morto
ogni essere vivente che
si trovava nel mare morì
< 3. coppa >
(16,4-7;)

nei fiumi e nelle fonti
acque diventarono sangue.
hanno sparso sangue dei pro-
feti fu dato loro a bere sangue
< 4. coppa >
(16,8-9;)

sul sole:
bruciato sugli uomini, che
bestemmiarono il nome di
Dio e non si ravvidero
< 5. coppa >
(16,10-11;)

sul trono della bestia:
il regno divenne tenebroso
gli uomini avevano dolore
ma non si ravvidero
< 6. coppa >
(16,12;)

sul gran fiume Eufrate:
e l'acqua ne fu prosciugata
affinché fosse preparata la
via ai re dal levante.
6a
cop

< 7. coppa >
(16,17-21;)

nell'aria:
voci, tuoni, lampi terremoto
così grande come mai, isole
e monti non furono trovati

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< 7a cop >
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L'Anticristo risvegliato: morto dei due testimoni



6a sigillo
Dopo il 6. sigillo
(7,1-17;)
 Non danneggiate la terra,
il mare, gli alberi, finché i
144.000 sono segnati in
 fronte. Quelli della gran
tribolazione hanno vesti
 bianche davanti al trono
l'Agnello li guiderà alle
 acque della vita, e Dio
 asciugherà ogni lacrima
6a tromba
Dopo la 6. tromba
(10,1-11;)  (11,1-14;)
Un altro angelo potente in
una nuvola: con 7. tromba
si compie il mistero di Dio
 non ci sarà più indugio.
Giovanni divora il libretto.
La bestia ucciderà i due
testimoni. Gran terremoto
 la decima parte di
Gerusalemme cadde
7a tromba
dopo la 7. tromba
(12,1-18;)  (13,1-18;)  (14,1-20;)  (15,1-8;)
La donna e il dragone. Satana  e i suoi angeli furono gettato sulla terra.
Alla bestia dal mare le fu dato di far guerra ai santi e di vincerli.
L'Anticristo e il falso profeta: il regno delle due bestie.
l'Agnello che stava in piedi sul monte Sion, e i sui 144.000 segnati
3 angeli: l'evangelo, giudizio, caduta di Babilonia, i morti che muoiono nel Signore.
L'inizio del giudizio: il Figlio d'uomo miete la terra
I vincitori sulla bestia, sua immagine e sul suo nome cantavano il cantico di Mosè
I sette angeli con le sette coppe dell'ira di Dio
Nessuno poteva entrare nel tempio finché fossero compiute le sette piaghe.
6a coppa
Dopo la 6. coppa
(16,13-16;)
Satana, Anticristo e
falso profeta mandano tre
spiriti immondi simili a rane
 perché sono spiriti di
demonî che fanno dei segni e
si recano dai re di tutto il
mondo per radunarli per la
battaglia del gran giorno
dell'Iddio a Harmaghedon

7a coppa
Dopo la 7. coppa
(17,1-18;)  (18,1-24;)
La caduta di Babilonia
(19.1-21;)  (20,1-15;)
Battaglia di Harmaghedon
Anticristo profeta stagno
Giudizio, 1. Risurrezione
Satana nel'abisso. Ultima
Guerra, Giudizio Universale
(21,1-27;)  (22,1-21;)
La Nuova Creazione