Discorso 50 – Il racconto della creazione nella Bibbia.




Creazione o evoluzione.  / Articolo di Dieter Zimmer 00, 12-11-2002

I giorni della creazione.  / Articolo di Dieter Zimmer 01, 12-11-2002

La terra è il centro dell’universo?  / Commento di Andre Aubert 00, 10-11-2003

L’interpretazione della Bibbia: un campo pericoloso?  / Replica di Christian Bollmeyer 00, 14-12-2004

Tabella - La creazione - UNIVERSO e TERRA

Dio avrebbe potuto creare l’intero universo in un singolo istante?  / Replica di Peter Buschauer 00, 26-01-2005

La ricerca di vita intelligente nell’universo.


(I testi nella cornice nera sono citazioni dei visitatori di questo sito o di altri autori!)

(Creazione o evoluzione. / Articolo di Dieter Zimmer 00, 12-11-2002)

Già sulla prima pagina della Bibbia possiamo leggere: "Nel principio Dio creò i cieli e la terra"(Gen 1,1). Quindi è una questione di creazione e non di evoluzione. Ciò esclude il caso in tutte le sue forme e qualsiasi tipo di sviluppo senza l’esistenza di un Dio. In principio quindi non fu il Big Bang ma il Dio eterno. Ci si chiede che cosa abbia fatto bang. Dove non c’è nulla, nulla fa bang. Nulla viene dal nulla. Lo sanno anche i bambini delle elementari. E se tutta la vita si è sviluppata da un organismo unicellulare, allora ci si chiede da dove provenisse quest’organismo unicellulare. Da una combinazione di diversi elementi chimici? E da dove provenivano questi elementi? Dal Big Bang? Ma chi ha causato questo Big Bang? Il caso? E chi ha provocato questo caso?

Possiamo girarla e rigirarla come vogliamo, ma senza un autore non può essere successo nulla.

(Questo estratto, così come le citazioni seguenti, sono stati estrapolati dall’articolo "Schöpfung oder Evolution" [Creazione o evoluzione] di Dieter Zimmer, in "Philadelphia Kreuz und Reich", ["Philadelphia Croce e Regno"], no. 6/2002)

(Dieter Zimmer / https://www.philadelphia-verlag.com)



La base per la comprensione della seguente interpretazione è l’Excursus 12: "La Creazione".

Innanzitutto, il summenzionato articolo individua distintamente i punti deboli fondamentali della teoria dell’evoluzione e l’autore mostra anche molto chiaramente la conseguenza del pensiero evoluzionista: senza Dio non c’è creazione e, di conseguenza, non c’è neanche evoluzione - "nulla viene dal nulla".

Egli inoltre fa riferimento al vecchio giochetto degli evoluzionisti che quando si chiede loro come si sarebbero allora sviluppate le cose (dal latino evolutio = sviluppo), si appellano sempre a uno stadio di sviluppo precedente, insieme al caso e a lunghi periodi di tempo. In base allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, tuttavia, ciò ci riporterebbe indietro, nel migliore dei casi, fino al Big Bang. Ma alla domanda relativa a cosa ci fosse prima del Big Bang e di chi o cosa lo abbia causato, agli evoluzionisti si esauriscono gli argomenti.

Qui sbalordisce proprio il fatto che persino menti altamente istruite attribuiscano al caso, alla "natura" e a lunghi periodi di tempo un’intelligenza e una creatività che altrimenti non si sognerebbero di attribuire nemmeno ai vincitori del Premio Nobel. Se di fronte a queste persone sostenessimo che un computer, ad esempio un PC, "si sviluppa", affidando abbastanza a lungo al caso un mucchio di fili di rame e un paio di chili di plastica, probabilmente direbbero che non siamo in grado di intendere e di volere. Ma questo è proprio quello essi stessi sostengono con la teoria dell’evoluzione.

(Vedi anche Discorso 81: "Disegno intelligente (Intelligent Design) o evoluzione??")


Ma tutto questo riguarda innanzitutto la materia, a iniziare, cioè, dal Bang Bang, passando per le galassie, le stelle, i pianeti, fino alla vita vegetale e animale sulla nostra terra. Scienziati ed evoluzionisti brancolano completamente nel buio quando viene chiesto loro come si è "sviluppato" lo spazio – cioè l’universo – in cui questa materia innanzitutto è potuta esistere e ha potuto espandersi e continua a farlo.

Riguardo all’origine di entrambi i fenomeni – spazio e materia – la Bibbia fornisce la risposta giusta: è stato Dio a creare queste cose come "creatio ex nihilo" (creazione dal nulla) senza stadi preliminari, senza l’azione del caso e senza lunghi periodi di tempo. E analogamente all’essere umano che fa ricorso alla pianificazione per realizzare progetti complessi e per garantirne la stabilità dopo la realizzazione, allo stesso modo anche la creazione di Dio si basa su di un piano. Ciò è riscontrabile non solo nei miracoli del macrocosmo e nei miliardi di galassie, alcune delle quali attraversano lo spazio alla velocità della luce. La formazione pianificata della creazione si riconosce anche e soprattutto nel microcosmo, come, ad esempio, nel corpo umano e nelle sue funzioni incredibilmente complesse, che la scienza in molte aree, come quella del cervello, ancora oggi non riesce a spiegare in maniera del tutto soddisfacente.

Ora, mentre le dichiarazioni dell’autore citate nell’estratto sono assolutamente logiche e quindi difficilmente possono essere negate persino da persone con una visione diversa, l’argomentazione successiva è discutibile da diversi punti di vista.

Ecco cosa dice l’autore:

"Davvero a Dio servono milioni di anni per realizzare qualcosa? Se apriamo la Bibbia alla prima pagina – e possiamo essere certi che anche ciò che leggiamo è la Parola infallibile e senza errori di Dio! – scopriamo che Dio ha creato il mondo in sei giorni. Questo fatto esclude milioni di anni."


Innanzitutto, qui si postula che la Bibbia è la Parola di Dio infallibile e senza errori. E qui bisogna esprimere delle riserve persino in quanto credenti cristiani.

(Vedi anche Discorso 40: "Ci sono errori nella Bibbia??")


Ma a ben vedere, non saranno molti i credenti cristiani a dover essere convinti dall’autore che la teoria dell’evoluzione è sbagliata. Per il credente cristiano è certo che Dio ha creato il mondo. Non deve essere convinto di questo. Dunque, coloro a cui è rivolta questa argomentazione sono quelle persone che pensano che l’evoluzione fornisca le risposte giuste. Cioè le persone che – ancora – respingono la creazione.

E chi ha già discusso con gli evoluzionisti sa che, se si supportano le proprie argomentazioni con riferimenti alla Bibbia in quanto infallibile Parola di Dio, immediatamente essi chiariscono la loro visione delle cose sostenendo che le scoperte della scienza sono più reali di quelle della Bibbia. E così la discussione arriva a un punto in cui nessuno più ascolta l’altro.

Per quanto ora possiamo essere d’accordo con l’autore quando si dichiara contro l’evoluzione della vita a partire da un organismo unicellulare, per onestà intellettuale e per verità biblica dobbiamo, tuttavia, correggere le sue dichiarazioni relative alla creazione dell’universo. Qui scrive:


(I testi nella cornice nera sono citazioni dei visitatori di questo sito o di altri autori!)

(I giorni della creazione. / Articolo di Dieter Zimmer 01, 12-11-2002)

Ora ci sono alcune persone molto furbe che ci dicono che con la parola utilizzata per giorno in Gen 1 non si deve necessariamente intendere un giorno di 24 ore. Potrebbe anche indicare un periodo di tempo più lungo. In questi periodi di tempo gli evoluzionisti teistici poi ci infilano milioni di anni.

A questo proposito facciamo riferimento ai dieci comandamenti. Qual è la ragione per cui Dio ci ammonisce di ricordare di santificare le feste? ‘Poiché in sei giorni il Signore fece i cieli, la terra, i mari e tutto ciò che è in essi, si riposò il settimo giorno. Perciò il Signore ha benedetto il giorno del riposo e lo ha santificato’ (Es 20,11). E ora quanto tempo dovrebbe lavorare una persona, sei giorni o sei periodi di tempo? Quanto tempo dovrebbe riposare, un giorno o un periodo di tempo? Per favore… Se Dio qui intende giorni di 24 ore, allora intende giorni di 24 ore anche nel racconto della creazione. La stessa parola non può significare una cosa in un passaggio e un’altra cosa in un altro passaggio. Chi qui attribuisce arbitrarie divergenze alla Scrittura, interpreta la Bibbia in modo troppo disinvolto.

Tra l’altro, i giorni si formano solo attraverso la rotazione della terra. Quanto lentamente avrà ruotato all’inizio la terra intorno al proprio asse per formare finalmente un giorno dopo milioni di anni? Quanto tempo avrebbero potuto sopravvivere in simili condizioni le piante sul lato non esposto alla luce del sole? Evoluzione? Certamente no!

(Questo estratto è stato estrapolato dall’articolo "Schöpfung oder Evolution" [Creazione o evoluzione] di Dieter Zimmer, in "Philadelphia Croce e Regno", Nr. 6/2002)

(Dieter Zimmer / https://www.philadelphia-verlag.com)



Questo argomento somiglia alla storia del bambino atteso alla porta dai suoi amici per andare a giocare, mentre la madre gli ordina di mangiare prima la minestra che era pronta in tavola. Il bambino, pensando di essere furbo, disse che si sentiva male e che quindi non poteva mangiare la minestra, pensando così di raggiungere prima i suoi amici là fuori. Ma con suo grande sgomento sua madre lo prese e lo infilò nel letto dicendo: "Dato che sei malato, oggi non esci proprio di casa".

Quindi era caduto dalla padella alla brace, e una cosa simile succede all’autore con le sue argomentazioni. Quando afferma che Dio ha creato il mondo in giorni di 24 ore, questa è la padella, dato che si tratta di un fatto che non è dimostrato ma può essere solo accettato per fede. La brace poi è rappresentata dal tentativo di recuperare poi questa lacuna spiegando che la creazione deve essersi svolta in giorni di 24 ore perché la terra attraverso la sua rotazione intrinseca espone l’intera sua superficie alla luce del sole una volta in 24 ore formando così un giorno di 24 ore.

Infatti, se osserviamo la Bibbia in Gen 1 e ss., alla fine di ciascun giorno di creazione leggiamo esattamente l’indicazione "fu sera, poi fu mattina":

Il primo giorno.

Gen 1,5 Dio chiamò la luce «giorno» e le tenebre «notte». Fu sera, poi fu mattina: primo giorno. Gen 1, 5;

Il secondo giorno.

Gen 1,8 Dio chiamò la distesa «cielo». Fu sera, poi fu mattina: secondo giorno. Gen 1, 8;

Il terzo giorno.

Gen 1,13 Fu sera, poi fu mattina: terzo giorno. Gen 1,13;


In base alla visione del succitato autore, qui in Gen 1,13 devono essere trascorsi 3 giorni di 24 ore. E come giustamente argomenta, la terra in questo periodo avrebbe dovuto fare tre giri intorno al proprio asse, in modo da fare tre volte giorno sul lato rivolto al sole, e tre volte notte sul lato della terra non rivolto al sole.

Ora è assolutamente sorprendente scoprire subito nei versetti successivi che in questi primi tre giorni il sole non c’era affatto. Solo il quarto giorno Dio fece le due grandi luci: la luce maggiore per presiedere al giorno - cioè il sole - e la luce minore – la luna - per presiedere alla notte.

Il quarto giorno: E Dio fece le due grandi luci.

Gen 1,14 Poi Dio disse: «Vi siano delle luci nella distesa dei cieli per separare il giorno dalla notte; siano dei segni per le stagioni, per i giorni e per gli anni; 1,15 facciano luce nella distesa dei cieli per illuminare la terra». E così fu.

1,16 Dio fece le due grandi luci: la luce maggiore per presiedere al giorno e la luce minore per presiedere alla notte; e fece pure le stelle. 1,17 Dio le mise nella distesa dei cieli per illuminare la terra, 1,18 per presiedere al giorno e alla notte e separare la luce dalle tenebre. Dio vide che questo era buono. 1,19 Fu sera, poi fu mattina: quarto giorno. Gen 1,14-19;


Ed è qui che l’autore ha bisogno di dare qualche spiegazione. Come avrebbe potuto formarsi un giorno di 24 ore – o comunque un giorno – sulla terra, se Dio ancora non aveva ancora creato il sole?

Qui bisogna certamente accettare la summenzionata dichiarazione in base alla quale chi interpreta in modo diverso il "giorno" di Gen 1,1 e quello di Es 20,11, "attribuisce arbitrarie divergenze" alla Scrittura e "interpreta la Bibbia in modo troppo disinvolto", visto che l’identità di questi "giorni" può essere confermata anche dalla Scrittura. Ma come è stato dimostrato prima non è così. I "giorni" di Gen 1,1-13 non possono essere stati normali giorni di 24 ore perché il sole ancora non era stato creato.

Di conseguenza, questo attributo dell’"interpretazione superficiala della Bibbia" dovrebbe essere esteso anche a coloro che vogliono credere nell’esistenza del giorno di 24 ore, quando in base alla Scrittura ancora non poteva essercene stato uno perché il presupposto fondamentale dell’esistenza stessa di un giorno – per non parlare di un giorno di 24 ore – ancora non era stato creato: cioè il sole.

Ora il tentativo di "anticipare" di tre giorni la creazione degli astri ci farebbe cadere di nuovo nella brace. Nell’interpretazione della Bibbia l’unica libertà di movimento che abbiamo sempre è quello di verificare ciò che hanno tradotto i traduttori e interpretato gli esegeti. Non è compito nostro quello di "spostare" il testo originale - a meno che non sia la stessa Scrittura a suggerirci esplicitamente di farlo.

Ma dato che non è questo il caso, naturalmente anche qui deve valere ciò che dice la Scrittura. Altrimenti gli evoluzionisti potrebbero criticarci a ragione del fatto che, da un lato, per giudicare i "giorni" ribadiamo l’autorità della Scrittura, ma dall’altro, per quanto riguardo la creazione degli astri, ignoriamo le chiare dichiarazioni della Bibbia anticipandole o posticipandole a nostro piacimento.

Quanto questa teoria che un giorno di creazione duri 24 ore sia tra l’altro poco lungimirante è dimostrato anche dal fatto che ancora oggi non abbiamo affatto un giorno di 24 ore ovunque e universalmente sulla terra. Ad esempio, i meteorologi che svolgono le loro ricerche sul clima sulla Terra di Francesco Giuseppe nell’Artico devono abituarsi a un giorno che dura sei mesi. E altrettanto lunga è la notte.

Ora ci si può chiedere naturalmente perché in alcuni ambiti cristiani si enunci e si sostenga ripetutamente l’assunto fallace per cui in base alla Scrittura i giorni della creazione siano stati di 24 ore. Qui non è pensabile giustificare l’incapacità di comprendere ciò che si legge, visto che chi esprime il proprio parere a proposito di questo tema – per giunta per iscritto – deve essere di un certo livello intellettuale.

Ma non è neanche plausibile pensare che queste persone non abbiano affatto letto Gen 1,1-13, poiché si suppone che si tratti di credenti cristiani, che conseguentemente sono consapevoli della loro responsabilità davanti a Dio e all’umanità.

Infine, non resta che quella spiegazione che si può trovare continuamente anche nei molti altri temi presentati dall’esegesi biblica (la sposa dell’Agnello, la donna sul cielo, il momento del Rapimento – solo per citarne alcuni). In pratica si adottano più o meno in maniera non verificata quelle visioni e quelle interpretazioni che anni, decenni e in parte anche secoli fa sono state messe al mondo senza un’analisi dettagliata, e che da allora interpreti superficiali e troppo disinvolti hanno continuato a copiare.

(Vedi anche Discorso 15: "Chi è la ‘sposa dell’Agnello’?")

(Vedi anche Discorso 16: "Il Rapimento avviene prima della Grande Tribolazione?")

(Vedi anche Excursus 10: "La donna sul cielo.")


Già ai tempi di Copernico, che aveva capito che la terra ruotava introno al sole (concezione eliocentrica), si sosteneva la visione opposta – presumibilmente biblica – in base alla quale la terra era fissa al centro dell’universo e l’intero universo ruotava intorno alla terra (concezione geocentrica). Il riformatore svizzero Giovanni Calvino (1509-1564) allora sosteneva che la terra "in base alla dottrina della Bibbia non avrebbe potuto muoversi", e Martin Lutero (1485-1546) diceva: "Quel pazzo (Copernico) metterà sottosopra tutta la scienza dell’astronomia". E furono proprio queste eminenti personalità ecclesiastiche che, appellandosi alla dottrina biblica, impedirono a lungo a Copernico di pubblicare queste nuove scoperte – che neanche il succitato autore oggi si sognerebbe di mettere in dubbio.

Se ora analizziamo seriamente il racconto della creazione della Bibbia, si capisce che queste antiche interpretazioni sono davvero deludenti. Ordinando: "Sia luce!" in Gen 1,3 Dio, l’Onnipotente, non ha creato il nostro piccolo sole, bensì è stato proprio questo il momento del Big Bang, quando l’intero universo fu immerso in un inimmaginabile bagliore di luce come di miliardi e miliardi di soli, il momento in cui per la prima volta ci fu luce a illuminare l’oscurità dello spazio cosmico.

Dio ha creato tutto in un supremo atto di creazione e, di conseguenza, ciò che la scienza ha scoperto fino a oggi riguardo ai fatti più salienti della nascita dell’universo (non riguardo alla finta evoluzione dell’essere umano!), non è altro che la "firma" di Dio nella Sua Creazione. Quei teologi che insistono nel voler vedere la Sacra Scrittura – la Parola di Dio – in contraddizione con queste nuove conoscenze e pensano di doverla difendere dalla scienza, in realtà, difendono soltanto la loro pigrizia intellettuale e loro riluttanza a confrontarsi con queste scoperte e con il loro rapporto con le dichiarazioni della Scrittura.

Se confidiamo nel fatto che la creazione è l’opera di Dio e che la Bibbia è la Parola di Dio, non dobbiamo temere i risultati assolutamente seri della ricerca scientifica. Qualsiasi cosa la scienza scopra non può essere altro che ciò che Dio ha già creato in precedenza. E questo, di conseguenza, non può essere in contraddizione con le dichiarazioni della Bibbia.

(Vedi anche Excursus 12: "La Creazione.")


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(La terra è il centro dell’universo? / Commento di Andre Aubert 00, 10-11-2003)

grazie mille per il suo meraviglioso riassunto del piano di dio e per il profondo rispetto e per la chiara padronanza delle sue parole. riguardo allo sviluppo della terra e alla domanda se è il centro della creazione di dio o meno, vorrei aggiungere quanto segue: stephen hawkins dice che tutte le stelle e tutta la materia dell’universo si espandono costantemente a causa della spinta prodotta dal big bang. ma se ora cerchiamo il centro di quest’espansione, logicamente lì dove si suppone abbia avuto luogo il big bang, si arriva all’idea che questa terra è il centro, poiché tutte le stelle si allontanano costantemente da essa. stephen dice che questa teoria è naturalmente difficile da confutare, dato che non possiamo effettuare le misurazioni in nessun altro posto se non qui dove siamo. tuttavia, in base alla sua teoria bisogna supporre che ciò valga in tutto l’universo. il centro, dunque, è sempre lì dove si è mentre si effettuano le misurazioni. Ciò corrisponderebbe anche alla promessa del padre a suo figlio - che, infatti, è il principio e la fine - ecco, io sono con te tutti i giorni, fino alla fine del mondo. e così anche la dichiarazione di david; se volassi all’estremità del cielo, anche là saresti con me, e insieme a lui naturalmente anche il principio e la fine. con la gioia per la verità di dio.

Andre Aubert andreaubertjc@hotmail.com



Sono completamente d’accordo con la Sua visione secondo la quale l’universo notoriamente si espande (effetto Doppler) e quindi il punto di partenza di questo movimento (Big Bang) teoricamente sarebbe potuto essere ovunque. Tuttavia, per quanto ne so, questo fenomeno è limitato alle galassie, che si allontanano tutte le une dalle altre. I sistemi stellari all’interno di una galassia sono di norma stabili tra di loro nella loro posizione relativa. Così anche il nostro sistema solare ha una posizione relativamente fissa all’interno della nostra galassia, la Via Lattea, e si muove (nell’espansione) solo insieme a quest’ultima rispetto ad altre galassie.

Se, da un punto di vista scientifico, volessimo far coincidere il punto di partenza dell’espansione (Big Bang) con "casa nostra", dovremmo riferirlo all’intera galassia e non potremmo limitarlo al nostro pianeta, come, invece, propone Lei ("…che questa terra è il centro").

Tuttavia, continuo a essere concorde con Lei, dato che anche per me la creazione della terra ha avuto luogo prima e indipendentemente dallo sviluppo del nostro sistema stellare (sistema solare). Qui seguo le dichiarazioni della Scrittura in Gen 1,9-13 e 14-19, dove innanzitutto si parla della terra e solo dopo della creazione del sole – cioè del sistema solare. Il fatto che qui venga citata anche la formazione della luna, porta a concludere che il nostro sistema solare con il sole e i suoi pianeti sia nato dal punto di vista astrofisico in maniera "naturale", così come anche altri sistemi, mentre la terra è stata creata da Dio in un singolare atto di creazione.

(Vedi anche la tabella nel Excursus 12: "La Creazione – Universo e Terra.")


Da ciò si potrebbe altresì dedurre che il nostro sistema solare, la nostra galassia e persino l’intero universo sono stati creati da Dio, affinché poi questo pianeta terra potesse essere collocato in questo universo, in questa galassia, in questo sistema solare, in questo punto preciso, affinché lì – e solo lì in tutto l’universo – si potessero trovare, sia al di sopra che intorno a questo pianeta terra, quelle condizioni (acqua, aria, ossigeno, limitata escursione termica, ecc., ecc.), che garantissero la vita all’essere umano e al suo ambiente.

Infatti, uno dei maggiori punti deboli della/e scienza/e è proprio il fatto che il pianeta terra si trovi esattamente in questa specifica posizione. Da un lato, si cerca di rigirare la frittata sostenendo che la vita qui sulla terra si sarebbe sviluppata proprio grazie alle condizioni favorevoli alla vita. Ma a causa dei molti "timidi" e infruttuosi tentativi di trovare su altri pianeti esseri umani, creature viventi, anche solo forme di vita organica, organismi unicellulari e poi anche acqua, aria, ossigeno, ecc., negli ambienti scientifici si avverte una crescente perplessità intorno all’argomento.


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(I testi nella cornice nera sono citazioni dei visitatori di questo sito o di altri autori!)

(L’interpretazione della Bibbia: un campo pericoloso? / Replica di Christian Bollmeyer 00, 14-12-2004)

Ora, mi sono approcciato al testo (Gen 1,1 / NdA) adottando un metodo giuridico e ho supposto che ’terra’ significasse anche terra (nel senso di pianeta), come mi dicono concordemente tutte e cinque le traduzioni bibliche che ho avuto modo di consultare (purtroppo non ho quella di Buber). Evidentemente la traduzione ’letterale’ di Buber dice qualcosa di più e rivela anche molti più dettagli. Di fronte a questo scenario anche il punto di vista sulla creazione del mondo e dei restanti corpi celesti descritto in Excursus 12 risulta notevolmente più plausibile. Almeno se si parte dal presupposto che il racconto in Gen non inizia con la terra stessa, quanto piuttosto con l’universo nella sua interezza. Nel testo della mia Bibbia (Scofield, rev. Elberfelder) non ho trovato alcuna indicazione al riguardo. Ed ecco, di conseguenza, anche la mia comprensibilmente precipitosa conclusione per cui un ’giorno’ significa un ’giorno’ nel senso di 24 ore. In ogni caso sono partito dal testo biblico come base fidata, e su di esso ho basato le mie conclusioni. Può essere che in questo modo mi siano sfuggite altre nozioni, ma questo è ciò che presuppone l’interpretazione, e questo è un campo pericoloso perché per esperienza si sa che si possono raggiungere risultati totalmente diversi. Di qui la mia prudenza.

Christian Bollmeyer, Hamburg / bollmeyer@debitel.net



L’interpretazione della Bibbia è effettivamente un campo pericoloso. Come abbiamo appena visto, già solo la parola ’terra’ richiede di indicare specificamente se si intende il pianeta o semplicemente il campo (suolo), con la polvere del quale Dio ha creato Adamo – o forse proprio la materia di cui sono fatti entrambi. Di conseguenza, proprio in passaggi biblici così importanti come il racconto della creazione è necessario rimanere quanto più fedeli al testo originario.

Ed è ciò che fanno in maniera davvero particolare Martin Buber e Franz Rosenzweig (purtroppo morto prima di completare i lavori) nella loro traduzione dall’ebraico arrivando persino a creare appositamente nuove parole tedesche per riprodurre il più fedelmente possibile il significato del testo originario ebraico.

La terra era informe e vuota, le tenebre coprivano la faccia dell’abisso.

Gen 1,1 Nel principio Dio creò i cieli e la terra. 1,2 La terra era informe e vuota, le tenebre coprivano la faccia dell’abisso e lo Spirito di Dio aleggiava sulla superficie delle acque. Gen 1,1-2;


In questo modo, già dai primi versetti della Bibbia possiamo riconoscere la differenza tra le traduzioni convenzionali (che da secoli quasi mai sono state sottoposte a un’analisi epistemologica) e la traduzione di Martin Buber, mentre le nostre traduzioni bibliche di Gen 1,2 più o meno concordano nel dire:

"La terra era informe e vuota"


questo "informe e vuota" – dall’ebraico "tohuwabohu" – nella traduzione di Martin Buber è reso con:

"Die Erde aber war Irrsal und Wirrsal" (Chaos)  ["Ma la terra era confusione e disordine" (caos)].


Uno sguardo superficiale probabilmente ignorerebbe ciò che invece merita attenzione. L’osservatore attento, tuttavia, riconoscerà velocemente che se effettivamente la terra era "confusione", difficilmente poteva essere "informe" e se era in "disordine", non poteva assolutamente essere "vuota".

E mentre la versione convenzionale continua dicendo:

"le tenebre coprivano la faccia dell’abisso"


nella versione di Buber leggiamo:

"Finsternis über Urwirbels Antlitz" ["Le tenebre sulla faccia del vortice primordiale"].


Se l’espressione "faccia dell’abisso" ci appare ancora del tutto familiare, il concetto "faccia del vortice primordiale" non ci sembra molto comune. Così nell’esegesi di questo passaggio siamo costretti a riconsiderare in maniera nuova il significato e le implicazioni non solo di quest’espressione, ma dell’intero versetto e forse persino dell’intero paragrafo.

Anche la conclusione di questo versetto, la stessa da secoli:

"lo Spirito di Dio aleggiava sulla superficie delle acque."


viene trasformata da Buber con nuove espressioni tedesche:

"Braus Gottes schwingend über dem Antlitz der Wasser." ["L’effervescenza di Dio vibrava sulla faccia delle acque"].


In maniera significativa, di conseguenza, Buber non definisce la sua opera una traduzione, bensì una "germanizzazione". Nella sua introduzione Martin Buber affronta poi la problematica relativa alle prime traduzioni dell’Antico Testamento:

"La scrittura originale, il significato e le parole di quel tempo, sono oscurati da termini comuni, in parte teologici, in parte di origine letteraria, e ciò che l’uomo di oggi legge quando apre ’il libro’ (la Bibbia) è così dissimile dal ’ascoltare parlare’ (l’ebraico) scritto qui che avremmo tutte le ragioni per preferire a tale apparente comprensione il rifiuto scrollando le spalle che ’si non sa nulla a che fare con questa roba’. Ciò non vale solo quando si leggono le traduzioni, ma anche quando si legge l’originale: gli stessi suoni ebraici hanno perso la loro immediatezza per il lettore, che non è più un ascoltatore, sono stati intervallati di un eloquenza teologico-letteraria senza voce  che li costringe a testimoniare un compromesso con le spiritualità di due millenni, piuttosto che lo spirito a cui originariamente hanno dato voce; la stessa Bibbia ebraica viene letta come una traduzione, una brutta traduzione, una traduzione nella lingua concettuale, in una lingua presuntamente conoscuto, che in verità è soltanto familiare. Al posto della reverenziale familiarità delle parole con il loro senso e la loro sensualità si è fatto largo un miscuglio di rispetto disinformato e familiarità indifferente."


Questo "rispetto disinformato", di cui parla qui Buber, è anche uno dei grandi pericoli dell’interpretazione della Scrittura. Alcuni teologi presentano continuamente la Bibbia come l’"infallibile Parola di Dio". Ma poi analizzando criticamente la conoscenza e la comprensione della Scrittura di queste persone, si capisce spesso che le stesse non hanno ancora riflettuto abbastanza sui contenuti della Scrittura e sul loro vero significato, bensì, con una sorta di riflesso pavloviano, hanno semplicemente ripreso le dichiarazioni così come circolano da secoli.

Anche il noto esegeta Werner de Boor (autore del testo “Wuppertaler Studienbibel”) affronta esattamente gli stessi problemi nella sua interpretazione delle lettere di Paolo ai Filippesi e ai Colossesi:

"‘Leggere’ (la Bibbia) è quell’accostarsi sincero e disinteressato a un passaggio che mi permette di registrare in modo fedele e preciso ciò che quel passaggio dice veramente e di mettere da parte tutti i soliti e cari ragionamenti personali, che subito si accalcano e si insinuano nella comprensione del testo. Quale grande fatica, quale lotta coraggiosa è un simile ‘leggere’ autentico! Con quanta disinvoltura intere chiese e comunità cristiane vedono le sezioni bibliche immediatamente ed esclusivamente alla luce della loro familiare dogmaticità senza accorgersi più minimamente che qui la stessa Scrittura dice e intende qualcosa di completamente diverso. Ma questo vale anche per noi durante il nostro personale studio della Bibbia – quanto ci viene difficile questo ‘leggere’ autentico! Siamo cresciuti con idee che ci sono così familiari che le prendiamo senza alcun dubbio per corrette e ‘bibliche’. Abbiamo certi pensieri prediletti, forse strettamente legati a esperienze spirituali decisive della nostra vita, che inavvertitamente ci formano e ci dominano. Involontariamente leggiamo tutto questo nel nostro passaggio biblico senza accorgerci che non stiamo più ‘leggendo’ veramente, ma stiamo attaccando i nostri sentimenti e pensieri personali alle parole della Bibbia. Glorifichiamo la Sacra Scrittura, dichiariamo che sia l’unica regola e l’unico principio, l’inconfutabile Parola di Dio; ma quando praticamente si tratta di leggere veramente la Bibbia, balziamo velocemente via dal testo e sprofondiamo nei nostri pensieri, così cari e familiari, mostrando scarso rispetto per la Parola di Dio per assicurarsene con un lavoro minuzioso e attento: cosa c’è scritto lì per davvero? Cosa dice il testo stesso? In alcune buone comunità cristiane è possibile aprire la Bibbia su una pagina qualunque, ma ciò che effettivamente c’è scritto non interessa affatto e non viene assolutamente compreso, piuttosto si parla velocemente e nuovamente sempre delle stesse verità, che valgono in particolare per queste comunità. Perciò restiamo poveri e spesso cresciamo anche male nella fede e ci facciamo sfuggire tutta la profonda ricchezza che è in serbo per noi nella Parola di Dio."


Forse ora, di conseguenza, possiamo relativizzare un po’ la dichiarazione nella succitata replica "In ogni caso sono partito dal testo biblico come base fidata, e su di esso ho basato le mie conclusioni". Per quanto riguarda l’interpretazione dei "giorni" in Gen 1,1, menzionata anche lì, forse mi piacerebbe ricorrere ancora una volta al background giuridico del mio amico Christian Bollmeyer: come è stato ampiamente dimostrato all’inizio di questo Discorso e soprattutto in Excursus 12 alla luce dei corrispondenti passaggi biblici, Dio, l’Onnipotente, ha creato il sole solo il quarto giorno. In base alla Scrittura, nei primi tre giorni di creazione esisteva la terra ma non il sole. Ma poiché è proprio il sole la base di un giorno di 24 ore, in nessun caso i primi tre giorni di creazione potevano essere giorni di 24 ore. Si può fare il confronto con la seguente questione di tipo giuridico: una persona che non ha (ancora) commesso alcun omicidio, può essere designata come un assassino?

L’osservazione conclusiva di Christian Bollmeyer "... ma questo è ciò che presuppone l’interpretazione, e questo è un campo pericoloso perché per esperienza si sa che si possono raggiungere risultati totalmente diversi. Di qui la mia prudenza", ora si spiega anche alla luce delle summenzionate dichiarazioni di Werner de Boor. Appena apriamo la Bibbia e iniziamo a leggere, ci troviamo già pienamente nello stato di interpretazione. È quasi impossibile leggere persino una riga della Scrittura senza sprofondare mentalmente e in gran parte inconsapevolmente "nei nostri pensieri, così cari e familiari", i quali poi spesso ci impediscono di riconoscere il contesto reale del passaggio letto e, anzi, richiamano alla mente quelle vecchie e consuete idee "che ci sono così familiari che le prendiamo senza alcun dubbio per corrette e ‘bibliche’".

Che questo venga fatto consapevolmente o inconsapevolmente, ciò però significa che anche solo leggendo la Scrittura siamo sempre e obbligatoriamente coinvolti nell’interpretazione. Di conseguenza, fondamentalmente non dovremmo guardarci dall’interpretazione, ma dovremmo impegnarci a essere aperti, critici e precisi per ricercare il vero significato del testo scritto e riconoscere nuove connessioni. Così facendo incontreremo anche sfiducia e persino rifiuto ed emarginazione da parte di molte comunità cristiane. Dopo tutto la cosa importante dell’esegesi biblica non è custodire dei dogmi a caso e conservare gli errori, ma, al contrario, attraverso analisi meticolose e precise, fondate sulla Bibbia, documentare e rettificare modi di vedere vecchi e incrostati ma soprattutto errati, plasmati da secoli di superficialità e ambizioni personali di singoli traduttori o interpreti della Bibbia.

Infine, ancora tre riflessioni a proposito del tema qui trattato del racconto della creazione:

1. Se nel racconto in Gen 1,1 Dio ci comunica ogni singolo passo del processo di creazione, dalla creazione della terra, degli astri, delle piante, degli animali, fino alla creazione dell’essere umano, perché allora in questo racconto non dovrebbe essere compresa proprio la creazione dell’universo e soprattutto il primissimo atto di questa creazione di Dio, la creazione dello spazio e della materia?

2. Se non si vuole considerare il primo giorno della creazione in Gen 1,1 come il racconto della creazione dell’universo, allora l’ordine di Dio in Gen 1,3 "Sia luce!" non si riferirebbe alla primissima volta in cui ci fu luce nell’universo e al riempimento dello spazio con un bagliore come di miliardi e miliardi di soli, ma sarebbe la luce del nostro, a confronto, minuscolo, sole, la cui creazione, in ogni caso, sarebbe poi raccontata una seconda volta in Gen 1,16.

3. Secondo le Scritture, questo racconto della creazione fu dato a Mosè da Dio sul monte Horeb/Sinai. Come avrebbe potuto Dio spiegare a Mosè e agli israeliti che ha creato l’universo e ha dato inizio al Big Bang? Non c’era altro modo che comunicarlo al popolo con parole semplici e familiari.





La creazione - UNIVERSO e TERRA

La creazione dell’universo (cieli)


Gen 1,1 Nel principio Dio creò i cieli e la terra.

Dio ha creato lo spazio e la materia primordiale










1,2 La terra era informe e vuota, le tenebre
 coprivano la faccia dell’abisso e
lo Spirito di Dio aleggiava sulla superficie delle acque.

Nell’oscurità dello spazio, la materia primordiale era in uno stato di caos.
Lo Spirito di Dio aleggiava nello spazio sul gas idrogeno
(70% della massa dell’universo, chim. hydrogenium ["agente che forma l’acqua"]).








1,3 Dio disse: «Sia luce!» E luce fu.
1,4 Dio vide che la luce era buona;
e Dio separò la luce dalle tenebre.

Dio ha dato inizio al Big Bang introducendo energia nell’universo,
dopodiché si sono formate le prime stelle, sistemi solari e galassie,
e l’universo oscuro ha brillato della luce di miliardi e miliardi di soli.








1,5 Dio chiamò la luce «giorno»
e le tenebre «notte».
Fu sera, poi fu mattina: primo giorno.




La creazione della terra


1,6 Poi Dio disse: «Vi sia una distesa
tra le acque, che separi
le acque dalle acque».
1,7 Dio fece la distesa e separò le acque
7 che erano sotto la distesa dalle acque
che erano sopra la distesa. E così fu.
1,8 Dio chiamò la distesa «cielo».
Fu sera, poi fu mattina: secondo giorno.


1,9 Poi Dio disse: «Le acque che sono sotto
il cielo siano raccolte in un unico
luogo e appaia l’asciutto». E così fu.
1,10 Dio chiamò l’asciutto «terra»,
e chiamò la raccolta delle acque «mari».
Dio vide che questo era buono.
1,11 Poi Dio disse: «Produca la terra della vegetazione,
delle erbe che facciano seme e degli alberi
fruttiferi che, secondo la loro specie, portino del frutto
avente in sé la propria semenza, sulla terra». E così fu.
1,12 La terra produsse della vegetazione, delle erbe che facevano
seme secondo la loro specie e degli alberi che
portavano del frutto avente in sé la propria semenza,
secondo la loro specie. Dio vide che questo era buono.
1,13 Fu sera, poi fu mattina:
terzo giorno.


1,14 Poi Dio disse: «Vi siano delle luci
nella distesa dei cieli per separare
il giorno dalla notte
; siano dei
segni per le stagioni, per
i giorni e per gli anni;
1,15 facciano luce nella distesa
dei cieli per illuminare la terra».
E così fu.
1,16 Dio fece le due grandi luci:
la luce maggiore per presiedere
al giorno e la luce minore per presiedere
alla notte; e fece pure le stelle.
1,17 Dio le mise nella distesa
dei cieli per illuminare la terra,
1,18 per presiedere al giorno e alla notte
e separare la luce dalle tenebre.
Dio vide che questo era buono.
1,19 Fu sera, poi fu mattina:
quarto giorno.





(I testi nella cornice nera sono citazioni dei visitatori di questo sito o di altri autori!)

(Dio avrebbe potuto creare l’intero universo in un singolo istante? / Replica di Peter Buschauer 00, 26-01-2005)

Come ho già detto, ho fatto alcune riflessioni sull’Excursus "La Creazione". Spero che Lei capisca ciò che voglio esprimere.

Se ho capito bene, in questo Excursus Lei parte dall’idea che Dio ha creato lo spazio e la materia primordiale e ha fatto poi esplodere quest’ultima, e attraverso questo cosiddetto Big Bang ha messo in moto l’evoluzione, creando così nel corso di miliardi di anni l’universo così com’è oggi.

Non sono assolutamente un esperto in ambito scientifico, ma temo che la teoria scientifica dell’origine dell’universo sia la conseguenza logica di osservazioni, misurazioni e calcoli estremamente accurati, per dirla in maniera semplice.

Supponendo ora che la teoria scientifica dell’origine dell’universo sia corretta, allora Dio avrebbe potuto creare l’intero universo insieme alla terra, così com’è oggi, in un singolo istante, senza che nulla cambiasse negli odierni fatti scientifici.

Allo stesso modo è anche possibile che a Dio in questi sei giorni di creazione (a prescindere dalla loro durata) non siano serviti miliardi di anni, ma che abbia soltanto parlato, ed ecco fatto. (Credo che se parla Dio, allora semplicemente le cose succederanno, senza bisogno di doverle prima sviluppare). Anche questo non cambierebbe nulla nelle osservazioni, nelle misurazioni, nei calcoli, e persino nei risultati della scienza moderna.

Ciò che mi disturba della scienza è che anche di fronte ai cosiddetti fatti che obbligano a riconoscere l’esistenza di un Dio Creatore (ad esempio, l’esplosione della materia primordiale), ciononostante si continui a negarne l’esistenza. I principi fondamentali della scienza moderna escludono Dio e, di conseguenza, secondo la mia opinione, la scienza si fonda su principi errati.

Per quanto riguarda i fatti scientifici relativi all’origine dell’universo (evoluzione), mi chiedo che differenza c’è con una teoria. E poiché la scienza sostiene fondamentalmente che non esiste alcun Dio Creatore come quello rappresentato nella Bibbia, e che sta passando o in parte è già passata a credere piuttosto all’esistenza di una forza intelligente che agisce secondo determinate leggi cosmiche e che ci condurrà verso la perfezione, se adottiamo le tecniche giuste (una sorta di ideologia New Age), mi viene difficile immaginare che le teorie scientifiche si possano conciliare con il racconto biblico della creazione. La Bibbia, la Parola di Dio, è l’unica cosa in cui possiamo confidare quando si tratta della verità.

Se la scienza prendesse così seriamente i fatti della Bibbia come fa con le sue osservazioni e misurazioni, e se tenesse in considerazione i fatti biblici nei suoi calcoli e nei tentativi di dare spiegazioni (il che non vale solo per l’origine dell’universo, ma si estende a tutti i campi), a questo mondo non rimarrebbe più altro da fare che onorare con stupore il nostro Creatore, così come merita.

A proposito dell’argomento "luce", mi viene in mente Apoc 21,23. Gli scienziati di questo mondo possiedono fatti sufficienti per riconoscere Dio, eppure solo in pochi traggono le giuste conclusioni e decidono di condurre una vita sotto la guida di nostro Signore Gesù Cristo. Gesù Cristo disse: ‘Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre’. Poi mi viene in mente anche il versetto: ‘La parola della Croce è follia per quelli che vanno in perdizione, ma per noi è la potenza di Dio’.

Le sarei grato se volesse commentare

Peter Buschauer Buschauer Peter,Annette,Susanna / https://members.vol.at/buschauermusik/Index.html)



Per rendere un po’ più interattivo questo Discorso, le singole dichiarazioni del visitatore (in cornice nera) saranno commentate separatamente.


"Se ho capito bene, in questo Excursus Lei parte dall’idea che Dio ha creato lo spazio e la materia primordiale"


Questo non è solo il mio pensiero, ma è un fatto, una conditio sine qua non dell’intera creazione. Senza spazio e senza materia non esisterebbe l’universo, né il sole, né la terra, ecc. Più o meno è come dire "Lei parte dall’idea che Dio ha creato Adamo". Non ci sono dubbi qui, o no?


"e ha fatto poi esplodere quest’ultima, e attraverso questo cosiddetto Big Bang ha messo in moto l’evoluzione, creando così nel corso di miliardi di anni l’universo così com’è oggi.

Non sono assolutamente un esperto in ambito scientifico, ma temo che la teoria scientifica dell’origine dell’universo sia la conseguenza logica di osservazioni, misurazioni e calcoli estremamente accurati, per dirla in maniera semplice."


Questo è corretto. La teoria del Big Bang è stata sviluppata, tra gli altri, da George Gamow, il quale nel 1949 aveva previsto l’esistenza della radiazione cosmica di fondo (la radiazione residua ancora presente nell’universo e prodotta da questa violenta esplosione). I due radioastronomi americani Penzias e Wilson scoprirono questa radiazione cosmica di fondo nel 1965, più o meno per caso, mentre calibravano un’antenna a microonde con la quale volevano ricercare fonti astronomiche che generassero una radiointerferenza. Per questa scoperta vinsero il Premio Nobel per la fisica nel 1978.

Si osservi, a tal proposito, anche la relazione dell’Università di Karlsruhe "Die Grundlagen der Urknalltheorie", ["I fondamenti della teoria del Big Bang"] (https://fam-pape.de/raw/ralph/studium/urknalltheorie/)


"Supponendo ora che la teoria dell’origine dell’universo sia corretta, Dio avrebbe potuto creare l’intero universo insieme alla terra, così com’è oggi, in un singolo istante, senza che nulla cambiasse negli odierni fatti scientifici."


Naturalmente! Sicuramente avrebbe potuto. Ma l’ha fatto? A tal proposito, Le suggerisco un piccolo parallelo: quando il Signore Gesù fece la moltiplicazione dei pani e dei pesci per saziare 5000 affamati (Mar 6,30-45), avrebbe potuto fare in modo, attraverso lo Spirito Santo, che questi 5000 affamati fossero saziati tutti in un istante. L’ha fatto? No, non l’ha fatto. Invece, prese i cinque pani e i due pesci a disposizione e continuò a distribuirli alle persone, finché tutti furono sazi, e rimasero ancora 12 ceste di pane e pesci. La Bibbia ci mostra che nella Sua Creazione Dio agisce anche sempre con la Sua Creazione, e osserva anche le leggi della natura che Egli stesso ha stabilito. Anche Adamo non è stato "creato per magia" da Dio, ma dalla materia già presente (polvere del suolo).



"Allo stesso modo è anche possibile che a Dio in questi sei giorni della creazione (a prescindere dalla loro durata) non siano serviti miliardi di anni, ma che abbia soltanto parlato, ed ecco fatto. (Credo che se parla Dio, allora semplicemente le cose succederanno, senza bisogno di doverle prima sviluppare)"


Sì, certamente. Ma allo stesso modo è anche possibile che a Dio siano serviti miliardi di anni – che a confronto con l’eternità di Dio equivalgono a un istante – per far sviluppare la Sua stessa Creazione in base al Suo piano.

Dio ha anche creato Adamo, che perciò esistette. Ma ciò non vuol dire che da allora l’essere umano non abbia subito alcuno sviluppo. Le cose succederanno quando Dio vuole che succedano e non quando pensiamo che devono succedere.


"Anche questo non cambierebbe nulla nelle osservazioni, nelle misurazioni, nei calcoli e persino nei risultati della scienza moderna."


Questo è assolutamente corretto.


"Ciò che mi disturba della scienza è che anche di fronte ai cosiddetti fatti che obbligano a riconoscere l’esistenza di un Dio Creatore (ad esempio, l’esplosione della materia primordiale), ciononostante si continui a negarne l’esistenza. I principi fondamentali della scienza moderna escludono Dio e, di conseguenza, secondo la mia opinione, la scienza si fonda su principi errati."


Anche qui sono completamente d’accordo con Lei. La prego di non confondere il mio summenzionato punto di vista con una difesa della scienza! Condivido completamente i Suoi dubbi (anche quelli espressi qui sotto) e sostengo l’idea che proprio gli scienziati si trovino in una posizione privilegiata per riconoscere che il Dio Creatore esiste. Purtroppo la loro arroganza umana e stoltezza spirituale impedisce loro di riconoscere (accettare?) Dio come Creatore.

Di conseguenza, qui non sostengo un punto di vista scientifico, bensì un pragmatismo biblico. Ecco un banale esempio per capire meglio: la Scrittura ci dice che "Dio creò l’uomo" (Gen 1,27). La medicina ha dimostrato che l’essere umano ha un cervello, due polmoni, un cuore, ecc., ecc. Si tratta di fatti assodati e, di conseguenza, possiamo concludere che Dio ha creato l’essere umano con un cervello, due polmoni, un cuore (l’organo per eccellenza!) ecc., ecc., - cose che non avremmo saputo dalla Scrittura. È esattamente questo l’unico approccio che seguo.


"Per quanto riguarda i fatti scientifici relativi all’origine dell’universo (evoluzione), mi chiedo che differenza c’è con una teoria. E poiché la scienza fondamentalmente sostiene che non esiste alcun Dio Creatore come quello rappresentato nella Bibbia, che sta passando o in parte è già passata a credere piuttosto all’esistenza di una forza intelligente che agisce secondo determinate leggi cosmiche e che ci condurrà verso la perfezione, se adottiamo le tecniche giuste (una sorta di ideologia New Age), mi viene difficile immaginare che le teorie scientifiche si possano conciliare con il racconto biblico della creazione."


Questo viene difficile immaginarlo anche a me. Penso che la scienza sia già talmente lontana dalla conoscenza di Dio che non ritornerà mai più su quest’argomento. Ma non è questo che mi preoccupa. Non voglio conciliare le teorie scientifiche con il racconto della creazione, ma voglio comprendere e spiegare il racconto della creazione alla luce delle scoperte serie disponibili. Purtroppo questa ricerca scientifica viene praticata nella maggior parte da persone che negano l’esistenza di Dio. Tuttavia, proprio queste persone non riescono a negare la realtà (ovviamente non pensano a Dio) e così nei loro risultati, quelli da prendere sul serio, possiamo riconoscere la "firma" di Dio nella creazione.

Un altro breve esempio del fatto che i risultati scientifici seri sono destinati a confermare semplicemente la verità della Bibbia è dato dall’età massima dell’essere umano, il cosiddetto "limite di Hayflick". Qui abbiamo a che fare con i cromosomi e la loro moltiplicazione. I cromosomi sono strutture lunghe e fusiformi fatte di DNA. Il loro meccanismo di moltiplicazione comporta a ogni divisione la perdita di un pezzetto delle loro estremità, i cosiddetti telomeri. La loro lunghezza complessiva determina quindi l’età massima che l’essere umano può raggiungere. E questo limite biologico massimo di 120 anni è stato dimostrato sperimentalmente circa 30 anni fa da Leonard Hayflick, professore di anatomia dell’Università della California di San Francisco, che così scoprì ciò che Dio, l’Onnipotente, aveva deciso in Gen 6,3 dopo il Diluvio Universale:

«Lo Spirito mio non contenderà per sempre con l’uomo, i suoi giorni saranno quindi centovent’anni».

Gen 6,3 E l’Eterno disse: «Lo Spirito mio non contenderà per sempre con l’uomo, perché nel suo traviamento egli non è che carne; i suoi giorni saranno quindi centovent’anni». Gen 6, 3;


(Vedi anche Excursus 08: "La prima e la seconda morte.")


"La Bibbia, la Parola di Dio, è l’unica cosa in cui possiamo confidare quando si tratta della verità."


Ho iniziato a studiare la Scrittura 37 anni fa e Le garantisco che sono abbastanza familiare con la Bibbia. Ma dobbiamo fare molta attenzione alle generalizzazioni. La Scrittura, ad esempio, non ci dice nulla degli aerei a reazione. Significa che gli aerei a reazione non esistono? Vede, qui è necessario coinvolgere la realtà nel nostro studio della Scrittura e stabilire una connessione con essa. Ora, ovviamente, non necessariamente con riferimento agli aerei a reazione, ma puramente come principio.


"Se la scienza prendesse così seriamente i fatti della Bibbia come fa con le sue osservazioni e misurazioni, e se tenesse in considerazione i fatti biblici nei suoi calcoli e nei tentativi di dare spiegazioni (il che non vale solo per l’origine dell’universo, ma si estende a tutti i campi), a questo mondo non rimarrebbe più altro da fare che onorare con stupore il nostro Creatore, così come merita."


Esattamente ciò che penso anche io. Ma cosa ci impedisce in realtà di prendere le scoperte scientifiche serie che la scienza dimostra con calcoli e spiegazioni e conciliarle con i fatti biblici, offrendo a tutti coloro che vogliono comprendere e credere la possibilità di glorificare il nostro Creatore?


""A proposito dell’argomento "luce", mi viene in mente Apoc 21,23."


Apoc 21,23 La città non ha bisogno di sole, né di luna che la illumini, perché la gloria di Dio la illumina, e l’Agnello è la sua lampada. Apoc 21,23;


Sì, Dio è luce, ed è stata emanata da lui la luce in questo universo all’inizio della creazione – e, dopo tutto, non potrebbe essere altrimenti. La luce è energia, e l’energia notoriamente non può essere né creata né distrutta, ma può essere solo trasformata. Ogni energia o "produzione", realizzata dall’essere umano, è solo una trasformazione di energia (ad esempio, dall’energia eolica, solare, idrica, atomica, ecc., in elettricità).

Di conseguenza, anche la luce presente nell’universo ha un’esistenza eterna e può solo provenire da Dio, l’Eterno. Con il Suo ordine "Sia luce!" in Gen 1,3, Dio, l’Onnipotente non ha creato il nostro piccolo sole, ma questo fu esattamente il momento del Big Bang, quando l’intero universo fu immerso in un inimmaginabile bagliore di luce come di miliardi e miliardi di soli, il momento in cui per la prima volta ci fu luce a illuminare l’oscurità dell’spazio cosmico.

Tuttavia, questa creazione passerà.

La terra e il cielo fuggirono dalla sua presenza e non ci fu più posto per loro.

Apoc 20,11 Poi vidi un grande trono bianco e colui che vi sedeva sopra. La terra e il cielo fuggirono dalla sua presenza e non ci fu più posto per loro. Apoc 20,11;


E Dio creerà una nuova terra e un nuovo cielo (in un nuovo universo?).

Poi vidi un nuovo cielo e una nuova terra.

Apoc 21,1 Poi vidi un nuovo cielo e una nuova terra, poiché il primo cielo e la prima terra erano scomparsi, e il mare non c’era più. Apoc 21,1;


Ma prima, analogamente al Diluvio Universale, Dio trasformerà il cielo e la terra una seconda volta per preparare la terra, profanata e devastata dagli esseri umani, per il Regno Millenario di Pace di Suo Figlio, il nostro Signore Gesù Cristo e Messia degli ebrei.

La terra è profanata dai suoi abitanti, perché essi hanno rotto il patto eterno.

Isa 24,3 La terra sarà del tutto vuotata, sarà del tutto abbandonata al saccheggio, poiché il SIGNORE ha pronunciato questa parola. 24,4 La terra è in lutto, è spossata, il mondo langue, è spossato, gli altolocati fra il popolo della terra languono. 24,5 La terra è profanata dai suoi abitanti, perché essi hanno trasgredito le leggi, hanno violato il comandamento, hanno rotto il patto eterno. 24,6 Perciò una maledizione ha divorato la terra e i suoi abitanti ne portano la pena; perciò gli abitanti della terra sono consumati e poca è la gente che ne è rimasta. Isa 24,3-6;

Ancora una volta farò tremare non solo la terra, ma anche il cielo.

Ebr 12,26 la cui voce scosse allora la terra e che adesso ha fatto questa promessa (Agg 2:6): «Ancora una volta farò tremare non solo la terra, ma anche il cielo». 12,27  Or questo «ancora una volta» sta a indicare la rimozione delle cose scosse come di cose fatte perché sussistano quelle che non sono scosse. Ebr 12,26-27;

(Vedi anche Capitolo 08: "La trasformazione del cielo e della terra.")


"Gli scienziati di questo mondo possiedono fatti sufficienti per riconoscere Dio, eppure solo in pochi traggono le giuste conclusioni e decidono di condurre una vita sotto la guida di nostro Signore Gesù Cristo. Gesù Cristo disse: ‘Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre’. Poi mi viene in mente anche il versetto: ‘La parola della Croce è follia per quelli che vanno in perdizione, ma per noi è la potenza di Dio’."


Sì, è esattamente così!


La ricerca di vita intelligente nell’universo.


La ricerca di vita intelligente nell’universo.

Da decenni, l’umanità tenta di perlustrare il cosmo alla ricerca di vita intelligente con un enorme dispendio finanziario, materiale e scientifico. per qualunque cristiano biblico e conoscitore della bibbia, però, si tratta di denaro gettato al vento, con il quale si potrebbero piuttosto aiutare i poveri di questo mondo.

Secondo la Bibbia, Dio, in questo universo spazio-temporale, ha creato un’unica razza intelligente solo sul pianeta terra  - l’uomo - (Gen 1:26-27; Gen 2:7). Tutti gli esseri umani che sono nati hanno un’esistenza eterna, nella quale essi stanno dopo la loro morte fisica e la Risurrezione ossia la rinascita del loro spirito (Mat 19:8; Giov 3:6-8), con il loro corpo della Risurrezione (1Cor 15:43-44; Mat 22:30; Giov 3:8) al cospetto del giudizio di Dio. E che, a seconda delle loro azioni compiute in vita, accedono o alla vita eterna presso Dio, o all’esistenza eterna nella dannazione (Mat 25:46).

Al contrario, però, questo pianeta e questo universo non continueranno ad esistere, ma avranno una fine (Apoc 20:11). Dio creerà un nuovo universo e un nuovo pianeta terra in una nuova creazione (Apoc 21:1), dove gli esseri umani vivranno nell’eternità con il loro corpo immortale della Risurrezione. È dunque totalmente inutile andare alla ricerca di altre creature intelligenti su qualunque pianeta di questo universo.

Ma non sul nostro pianeta, del quale la Bibbia ci dice che qui, accanto a tutta la vita animale, esiste anche una seconda specie intelligente. Si tratta di quelle creature "extraterrestri", che originariamente hanno vissuto nella dimensione senza tempo presso Dio con tutti gli altri rappresentanti della loro specie – gli angeli del cielo (Mat 24:36).

Tuttavia, con la ribellione di Satana a Dio (Apoc 12:7-8), lui   (Isa 14:12; Apoc 12:12) e tutte le creature angeliche che lo hanno seguito, furono sconfitti nella battaglia in cielo dagli angeli di Dio ed esiliati sulla terra (Giov 12:31; Luca 10:18; Apoc 12:3-4; Apoc 12:9).

Qui essi vivono da allora come demoni nell’atmosfera (Ef 2:1-2). Queste creature altrettanto immortali, nel nostro pianeta spazio-temporale sono però normalmente invisibili (Luca 8:30). A quel tempo, a Satana venne dato da Dio il dominio su tutta la terra (Luca 4:5-6). Da allora egli "ordina" tutti i governi di questo mondo (Gal 1:4).

La creazione intelligente di Dio consiste perciò negli esseri umani sulla terra, negli angeli demoniaci nell’atmosfera terrestre (Apoc 12:9; Efes 6:12) e in quei due terzi della popolazione angelica originaria in cielo, che con la rivolta di Satana ha lottato contro di lui ed i suoi angeli, e li ha sconfitti.

Questi sono i fatti biblici. E chiunque cerchi una vita intelligente al di là di questo - ovunque essa sia - cerca invano! I lettori che hanno dei dubbi in merito a queste dichiarazioni, farebbero meglio a non cliccare i riferimenti biblici qui sopra. Potrebbero rimanere scioccati in merito alla loro vita e acquisire una nuova visione del mondo.




Dio esiste?

Di recente ho visto un documentario di e con Stephen Hawking, cosmologo e fisico teorico, sull’"Origine dell’universo dal punto di vista scientifico". Come esempio illustrativo per la sua deduzione, che non esiste alcun Dio, egli fece marciare un lavoratore con la pala attraverso la steppa e poi gli fece scavare un buco grande quanto un uomo.

La montagna di sabbia che l’uomo aveva accumulato accanto al buco, fu paragonata dal professore Hawking al nostro universo. Questo scavo rappresentava l’"energia positiva". Il buco accanto rappresentava l’"energia negativa". E poiché in matematica positivo più negativo è uguale a zero, per la creazione dell’universo non era stato necessario alcun Dio.

E qui io dovetti scoppiare in una sonora risata. Ciò che il professore Hawking aveva palesemente tralasciato nella sua brillante deduzione, era l’uomo nella fossa, che aveva scavato tutto questo con la sua pala. In questo esempio illustrativo egli rappresentava Dio, che ha creato tutto questo. E così da questo paragone venne ai miei occhi proprio la prova migliore del fatto che Dio esiste.

(Si veda il video di e con Stephen Hawking "Der Ursprung des Universums aus wissenschaftlicher Sicht" [L’origine dell’Universo dal punto di vista scientifico]).


Anche l’idea di alcuni scienziati, che il Big Bang sia avvenuto attraverso la collisione di altri due universi, sposta solo il problema. Si possono prendere tanti universi quanti si vuole, ma rimane sempre la domanda su chi ha creato il primo di tutti gli universi. Tuttavia, io sono abbastanza fiducioso che nei prossimi cento anni riceveremo la risposta definitiva a questa domanda, che mostrerà che Dio esiste.

(Vedi anche discorso 122: "Ancora 224 anni fino al Millennio")