Discorso 1072 – La Trinità è solamente un agire di Dio in tre persone?




La Trinità è solamente un agire di Dio in tre persone? / Commento di Louis Gelder, 00, 20-04-2012

Gesù Cristo in cielo e in terra.

Repilogo.

Il Figlio deve essere considerato come un Dio a sé stante accanto a Dio, il Padre? / Commento di Louis Gelder 01, 22-05-2012

La Trinità biblica e alcune altre specificità della fede cristiana biblica.

La negata e falsa Trinità cattolica e la vera Trinità biblica.    -    – Parte 1, Discorso 107

La fede nella Trinità è necessaria per la salvezza?   -   Discorso 82


(I testi nella cornice nera sono citazioni dei visitatori di questo sito o di altri autori!)

(La Trinità è solamente un agire di Dio in tre persone? / Commento di Louis Gelder, 00, 20-04-2012)

(…) ho notato che Lei in diversi testi sul Suo sito web, si riferisce a "Elohim" come a una parola al plurale e che quindi "Yahwe Elohim" significa "Yahwe, i nostri Dei". Ma non è esattamente ciò che la dottrina della Trinità NON vuole proprio dichiarare? Trinità significa che c’è UN Dio, che agisce semplicemente come più PERSONE, che tuttavia, non sono diversi Dei, ma UN solo Dio. Come ci si può allora riferire a Elohim col significato di Dei? In questo modo Lei non afferma la Trinità. Al contrario, dà modo ai non cristiani di dire che i cristiani praticano il politeismo.

Ecco un esempio: "Bereshit bara Elohim"

qui bara è al singolare, Elohim al plurale. Se il plurale di Elohim avesse davvero un significato teologico e non fosse semplicemente un’eccezione grammaticale, allora la frase sopra significherebbe, che ci sono diversi Dei che agiscono come una sola persona: "Gli Dei creò", "Colui, che creò la terra, era: gli Dei".

Questo è l’esatto contrario della dottrina della Trinità. Trinità significa: UN Dio agisce come Padre, Figlio e Spirito Santo, cioè come più persone. Da un punto di vista linguistico ciò dovrebbe significare, che la parola "Dio" viene scritta al singolare, ma i verbi al plurale: "Dio crearono", "Colui che crearono la terra: erano Dio", "Colui che crearono la terra, erano: Padre, Figlio e Spirito Santo".

Se Lei vuole considerare la forma al plurale di Elohim non solo come un’eccezione grammaticale, ma pretende che questa pluralità linguistica indichi un’effettiva pluralità di Dio, Lei proclama esattamente il contrario di ciò che in realtà voleva proclamare. Poiché poi Lei sostiene che Elohim significa realmente e letteralmente ‘Dei’, Lei in questo modo insegna che il cristianesimo adora diversi Dei.

Lei non può fondare la dottrina cristiana di un unico e solo Dio in diverse persone, che però, ciononostante, è solo UN DIO e NON diversi Dei, sul fatto che Elohim significhi Dei. In ogni caso trovo questa interpretazione forzata. La prego di osservare i seguenti versetti: "Elia disse ai profeti di Baal: «Sceglietevi il giovenco e cominciate voi perché siete più numerosi. Invocate il nome del vostro Dio*, ma senza appiccare il fuoco»", 1Re 18,25 e "Le rispose il re: «Non aver paura, che cosa vedi?». La donna disse a Saul: «Vedo un essere divino* che sale dalla terra»", 1Samuele 28,13.

Anche in questi versetti è contenuta la parola Elohim. Ciò significa che la parola Dio si trova al plurale anche quando si riferisce a un singolo Dio pagano come Baal o allo Spirito di un uomo morto come Samuele. Secondo la Sua logica, ciò significherebbe che i cananei vedevano Baal come trino e che anche Samuele, in quanto Spirito di un morto, era trino. In altre parole, se la parola Elohim indicasse la pluralità di Dio, i singoli esseri divini dei pagani potrebbero essere chiamati in maniera coerente solo El o Eloah. Il fatto che, ciononostante, siano indicati con la parola al plurale Elohim, dimostra che questa parola non costituisce una dichiarazione teologica sulla Trinità.

Louis Gelder. louisg0x@yahoo.com



Grazie per aver visitato Immanuel.at e per il Suo commento.

Come sempre quando si tratta di questo problema esegetico, devo darLe in parte ragione. Nella prima parte di questo discorso (Discorso 107) ho cercato di chiarire queste relazioni, facendo l’esempio degli stati di aggregazione dell’acqua:

L’"elemento" acqua – monossido di diidrogeno o H2O, nella sua corretta formulazione chimica – può presentarsi in tre stati di aggregazione a seconda della temperatura dell’ambiente: sotto 0 gradi Celsius sottoforma di ghiaccio, tra 0 e 100 gradi Celsius sottoforma di acqua e sopra 100 gradi Celsius sottoforma di vapore. Se per una migliore comprensione assumiamo che lo stato solido del monossido di diidrogeno – cioè il ghiaccio – sta per il Figlio di Dio, il quale in quanto essere umano aveva anche un corpo fisico, lo stato gassoso per lo Spirito Santo e lo stato originale dell’acqua per Dio, il Padre, allora abbiamo più o meno un valido aiuto per analizzare il problema.

Se ora osserviamo la dichiarazione di L. Gelder di cui sopra: "Trinità significa che c’è UN Dio, che agisce semplicemente come più PERSONE, che tuttavia, non sono diversi Dei, ma UN solo Dio.", potremmo certamente fare un paragone e dire anche qui, "monossido di diidrogeno significa che c’è un elemento che semplicemente si presenta in stati diversi, che tuttavia non sono diversi elementi, ma un solo elemento". E questo - in entrambi i casi - è del tutto corretto e, di conseguenza, L. Gelder avrebbe ragione.

Tuttavia, ad un’attenta osservazione riscontriamo una profonda differenza tra questi due esempi e la Trinità biblica. Se refrigerando l’acqua la trasformiamo in ghiaccio o scaldandola in vapore, allora si tratta sempre e comunque semplicemente della stessa e unica acqua, che esiste alternativamente in diversi stati di aggregazione – come scrive L. Gelder di cui sopra: "UN Dio agisce come Padre, Figlio e Spirito Santo, cioè come diverse persone". Tuttavia, ciò significherebbe che Dio si sarebbe "trasformato" nel nostro Signore Gesù Cristo, quando questi era sulla terra, e durante questo tempo non avrebbe potuto essere in cielo. E naturalmente le dichiarazioni dei Vangeli dicono il contrario. Non da ultimo il Padre Nostro (pregato dal Figlio, rivolto al Padre)!

Ma anche se partissimo dal presupposto, che qui si intende che Dio sarebbe presente contemporaneamente in tutte e tre le persone, avremmo dei problemi di interpretazione, se, ad esempio, osserviamo la preghiera del Signore Gesù in Mat 26,39:

Padre mio, se è possibile, passi oltre da me questo calice.

Mat 26,39 E, andato un po’ più avanti, si gettò con la faccia a terra, pregando, e dicendo: « Padre mio, se è possibile, passi oltre da me questo calice ! Ma pure, non come voglio io, ma come tu vuoi». Mat 26,39;


Assumendo che l’interpretazione di L. Gelder sia corretta e che qui "UN Dio agisce come Padre, Figlio e Spirito Santo, vale a dire come persone diverse (contemporaneamente/Nota di FH.) ", ciò significherebbe che qui Dio come Gesù Cristo, vale a dire come Figlio sulla terra, rivolgerebbe la preghiera a se stesso come Padre in cielo. E obiettivamente, si ammetterà che anche questo è piuttosto improbabile. Qui si dimostra che Dio non ha "agito" come Gesù Cristo, ma che Gesù Cristo è una persona a sé stante, che prega rivolgendosi al Padre.

Ma abbiamo anche altri passaggi biblici che confermano la natura autonoma del Figlio di Dio in quanto persona. Nel commento di L. Gelder di cui sopra, che purtroppo – come nello stile dei commenti ebraici – si riferisce esclusivamente all’Antico Testamento, si dice:

Ecco un esempio: "Bereshit bara Elohim" - qui bara è al singolare, Elohim al plurale. Se il plurale di Elohim avesse davvero un significato teologico e non fosse semplicemente un’eccezione grammaticale, allora la frase di cui sopra significherebbe quindi che ci sono diversi Dei che agiscono come una sola persona: "Gli Dei creò", "Colui, che creò la terra, era: gli Dei".

E qui il nostro commentatore ha colpito esattamente nel segno. Nell’Antico Testamento a proposito della Creazione troviamo, ad esempio, la seguente dichiarazione di Isaia:

Ma abbiamo anche altri passaggi biblici che confermano la natura autonoma del Figlio di Dio in quanto persona. Nel commento di L. Gelder di cui sopra, che purtroppo – come nello stile dei commenti ebraici – si riferisce esclusivamente all’Antico Testamento, si dice:

Ecco un esempio: "Bereshit bara Elohim" - qui bara è al singolare, Elohim al plurale. Se il plurale di Elohim avesse davvero un significato teologico e non fosse semplicemente un’eccezione grammaticale, allora la frase di cui sopra significherebbe quindi che ci sono diversi Dei che agiscono come una sola persona: "Gli Dei creò", "Colui, che creò la terra, era: gli Dei".


E qui il nostro commentatore ha colpito esattamente nel segno. Nell’Antico Testamento a proposito della Creazione troviamo, ad esempio, la seguente dichiarazione di Isaia:

Dio, il SIGNORE, che ha creato i cieli e li ha spiegati, che ha disteso la terra

Isa 42,5 Così parla Dio, il SIGNORE, che ha creato i cieli e li ha spiegati, che ha disteso la terra con tutto quello che essa produce, che dà il respiro al popolo che c’ è sopra e lo spirito a quelli che vi camminano. Isa 42,5;


Quindi, come ci si poteva aspettare, era Dio, il Padre, che ha creato i cieli e la terra. Tuttavia, anche nel Nuovo Testamento troviamo una dichiarazione a tal riguardo, in cui Paolo scrive del Figlio di Dio:

Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui.

Col 1,15 Egli è l’immagine del Dio invisibile, il primogenito di ogni creatura; 1,16 poiché in lui sono state create tutte le cose che sono nei cieli e sulla terra, le visibili e le invisibili: troni, signorie, principati, potestà; tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. 1,17 Egli è prima di ogni cosa e tutte le cose sussistono in lui. Col 1,15–17;

Dio, n questi ultimi giorni ha parlato a noi per mezzo del Figlio, mediante il quale ha pure creato i mondi.

Ebr 1,1 Dio, dopo aver parlato anticamente molte volte e in molte maniere ai padri per mezzo dei profeti, 1,2 in questi ultimi giorni ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che egli ha costituito erede di tutte le cose, mediante il quale ha pure creato i mondi. 1,3 Egli, che è splendore della sua gloria e impronta della sua essenza, e che sostiene tutte le cose con la parola della sua potenza, dopo aver fatto la purificazione dei peccati, si è seduto alla destra della Maestà nei luoghi altissimi. 1,4 Così è diventato di tanto superiore agli angeli, di quanto il nome che ha ereditato è più eccellente del loro. Ebr 1,1-4;


Dunque, tutto è stato creato mediante Lui e per Lui. E con ciò non è inteso Dio, il Padre, ma il Figlio, Gesù Cristo, il nostro Signore e il Messia degli ebrei. Tuttavia, il creatore non è stato solo lui, ma Dio, il Padre, ha creato tutto mediante Lui. E la dichiarazione fondamentale in entrambi i passaggi biblici "Mediante il Figlio, Dio ha creato i mondi" ci porta ad altri due passaggi biblici. Innanzitutto, l’inizio del Vangelo secondo Giovanni:

Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio.

Giov 1,1 Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio. 1,2 Essa era nel principio con Dio. 1,3 Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei; e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta.1, 4 In lei era la vita, e la vita era la luce degli uomini. 1,5 La luce splende nelle tenebre, e le tenebre non l’hanno sopraffatta. Giov 1,1-5;


Anche qui troviamo la dichiarazione: "Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei (vale a dire per mezzo della Parola, Gesù Cristo ), e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta". Quando Dio disse "Così sia", fu la Sua Parola, Gesù Cristo, che eseguì questo ordine. Questa non è solo la dimostrazione della preesistenza di Gesù come Dio ("la Parola era Dio") con il Padre, ma è anche la specificazione della veste, in cui il futuro Figlio di Dio esisteva con Dio già prima di tutta la creazione: Egli era "la parola di Dio" per mezzo della quale Dio ha creato i mondi. Anche l’Apocalisse di Giovanni parla di questa "Parola di Dio":

Era vestito di una veste tinta di sangue e il suo nome è la Parola di Dio.

Apoc 19,11 Poi vidi il cielo aperto, ed ecco apparire un cavallo bianco. Colui che lo cavalcava si chiama Fedele e Veritiero; perché giudica e combatte con giustizia. 19,12 I suoi occhi erano una fiamma di fuoco, sul suo capo vi erano molti diademi e portava scritto un nome che nessuno conosce fuorché lui. 19,13 Era vestito di una veste tinta di sangue e il suo nome è la Parola di Dio. Apoc 19,11-13;


Poiché, da un lato Giov 1,1 stabilisce che tutto ciò che è divenuto, è stato creato da Dio, il Padre, per mezzo della "parola", il futuro Figlio e, dall’altro lato nella stessa dichiarazione si dice: "la Parola era Dio", sono stati due Dei a creare il mondo. E, di conseguenza, la definizione, che in realtà L. Gelder sceglie come argomentazione contraria nella sua critica: "Colui, che creò la terra, era: gli Dei", concorda perfettamente con questi passaggi biblici. Forse ciò che qui manca ancora, è la differenziazione gerarchica tra questi esseri divini. Mentre la Chiesa cattolica li interpreta erroneamente come "ugualmente grandi persone o ipostasi (esseri) della Trinità", secondo la Bibbia hanno uno stato gerarchico totalmente diverso.

E come viene ripetutamente menzionato nel Nuovo Testamento, Dio (YHWH) è il Padre. E come ci dice il Signore, il Padre è più grande di tutti, quindi più grande anche di Dio, il Figlio.

Il Padre mio che me le ha date è più grande di tutti.

Giov 10,27 Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono; 10,28 e io do loro la vita eterna e non periranno mai e nessuno le rapirà dalla mia mano. 10,29 Il Padre mio che me le ha date è più grande di tutti; e nessuno può rapirle dalla mano del Padre. 10,30 Io e il Padre siamo uno». Giov 10,27–30;


Questa posizione di supremazia del Padre viene poi confermata dal Figlio anche in Mat 24,36:

Ma quanto a quel giorno e a quell’ ora nessuno li sa, neppure gli angeli del cielo, neppure il Figlio, ma il Padre solo.

Mat 24,35 Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. 24,36 « Ma quanto a quel giorno e a quell’ ora nessuno li sa, neppure gli angeli del cielo, neppure il Figlio, ma il Padre solo . Mat 24,35-36;


Oltre alle tante altre dichiarazioni a tal riguardo nel Nuovo Testamento, proprio qui, nel Vangelo di Matteo, troviamo sette volte l’indicazione del Signore come "Figlio di Dio". È sorprendente come si dia per scontato che il figlio di un padre umano sia egli stesso un essere umano, mentre alcune persone – a prescindere dal motivo – cercano di negare l’essenza divina, vale a dire la divinità del Figlio di Dio (Sal 2:7-12).

Proprio questa divinità - cioè il fatto che Gesù Cristo, il Figlio di Dio, sia Egli stesso anche Dio e che, di conseguenza, secondo i passaggi biblici di cui sopra, la Creazione del mondo abbia avuto luogo per mezzo degli Dei del Dio trino - ci viene ripetutamente confermata nel Nuovo Testamento:

Cristo Gesù, iil quale, pur essendo in forma di Dio, non considerò l’essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente.

Fili 2,5 Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato anche in Cristo Gesù, 2,6 il quale, pur essendo in forma di Dio, non considerò l’essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente, 2,7 ma svuotò se stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini; 2,8 trovato esteriormente come un uomo, umiliò se stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce. Fili 2,5–8;

Tommaso gli rispose: «Signor mio e Dio mio!»

Giov 20,28 Tommaso gli rispose: «Signor mio e Dio mio!» 20,29 Gesù gli disse: «Perché mi hai visto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!» Giov 20,28–29;

A coloro che hanno ottenuto una fede preziosa quanto la nostra nella giustizia del nostro Dio e Salvatore Gesù Cristo:

2Piet 1,1 Simon Pietro, servo e apostolo di Gesù Cristo, a coloro che hanno ottenuto una fede preziosa quanto la nostra nella giustizia del nostro Dio e Salvatore Gesù Cristo : 2Piet 1,1;

Noi siamo in colui che è il Vero, cioè, nel suo Figlio Gesù Cristo. Egli è il vero Dio e la vita eterna.

1Gio 5,20 Sappiamo pure che il Figlio di Dio è venuto e ci ha dato intelligenza per conoscere colui che è il Vero; e noi siamo in colui che è il Vero, cioè, nel suo Figlio Gesù Cristo. Egli è il vero Dio e la vita eterna. 1Gio 5,20;


Tuttavia, sembra che il nostro commentatore non abbia letto questi passaggi biblici, poiché scrive: "Trinità significa, che c’è UN Dio, che semplicemente agisce come PERSONE diverse". Può darsi che questa sia l’attuale dottrina della Trinità, ma secondo la Scrittura anche Gesù Cristo, il Figlio di Dio, è Dio. E dichiarare che Egli sia una "PERSONA", è un‘affermazione che probabilmente ci si aspetterebbe dagli ebrei che seguono la fede in Mosè, mentre a un cristiano biblico, tuttavia dovrebbe avere familiarità con queste dichiarazioni del Nuovo Testamento di cui sopra.

Il sommo sacerdote Caifa è stato certamente il primo a negare la divinità di Gesù Cristo, condannandolo a morte come presunto bestemmiatore per aver dichiarato di essere il Figlio di Dio (Mat 26:59-68).

Ora L. Gelder nel suo commento scrive:

Se Lei vuole considerare la forma al plurale di Elohim non solo come un’eccezione grammaticale, ma pretende che questa pluralità linguistica indichi una reale pluralità di Dio, Lei proclama esattamente il contrario di ciò che in realtà voleva proclamare. Poiché Lei poi sostiene che Elohim significa realmente e letteralmente ‘Dei’, Lei in questo modo insegna che il cristianesimo adora diversi Dei.


Ciò che qui proclamo e voglio proclamare è la Trinità, così come la insegna la Bibbia. Senza curarmi delle opinioni umane, che siano ora quelle della tradizione cattolica o quelle dell’ebraismo mosaico. E come è stato documentato sopra, la Bibbia parla del fatto che Gesù Cristo era ed è Dio e che Dio, il Padre, ha generato l’intera Creazione mediante Lui. E la Bibbia ci dice anche che dobbiamo pregare entrambi:

Quanto più il Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!!

Luca 11,Se voi, dunque, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!» Luca 11,13;

Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.

Giov 14,13 e quello che chiederete nel mio nome, lo farò; affinché il Padre sia glorificato nel Figlio. 14,14 Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò. Giov 14,13-14;

E chi mi ama sarà amato dal Padre mio, e io lo amerò e mi manifesterò a lui.

Giov 14,21 Chi ha i miei comandamenti e li osserva, quello mi ama; e chi mi ama sarà amato dal Padre mio, e io lo amerò e mi manifesterò a lui ». Giov 14,21;

In quel giorno chiederete nel mio nome; e non vi dico che io pregherò il Padre per voi;

Giov 16,26 In quel giorno chiederete nel mio nome; e non vi dico che io pregherò il Padre per voi; 16,27 poiché il Padre stesso vi ama, perché mi avete amato e avete creduto che sono proceduto da Dio. 16,28 Sono proceduto dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio il mondo, e vado al Padre ». Giov 16,26-28;


Parto dal presupposto che Lei sia un cristiano biblico e che reciti la preghiera del Signore, il "Padre Nostro". In questo modo Lei rivolge la Sua preghiera a Dio, il Padre. E al nostro Signore Gesù Cristo? Non rivolge la Sua preghiera anche a Lui? Se adora anche Lui, allora Lei, secondo la Scrittura, adora due Dei! Altrimenti, sorge la domanda, se Lei sia effettivamente un cristiano biblico.

E ora non solo sostengo "che Elohim significhi realmente e letteralmente ‘Dei‘", ma che Elohim in ebraico significa realmente e letteralmente "Dei", senza ombra di dubbio!! Del resto come si potrebbe interpretare diversamente, da un lato, la dichiarazione in Ebr 1,2, che Dio mediante Gesù Cristo "ha creato i mondi" e, dall’altro lato, le dichiarazioni in Giov 1,1 "la Parola (Gesù Cristo) era Dio" oppure in 1Gio 5,20: "Egli (Gesù Cristo) è il vero Dio", se non che il Padre e il Figlio sono Dei? O anche le dichiarazioni nell’Antico Testamento, dove viene annunciata la nascita a Betlemme del nostro Signore Gesù Cristo, le cui origini risalgono ai giorni eterni:

Le cui origini risalgono ai tempi antichi, ai giorni eterni.

Mic 5,1 «Ma da te, o Betlemme, Efrata, piccola per essere tra le migliaia di Giuda, da te mi uscirà colui che sarà dominatore in Israele, le cui origini risalgono ai tempi antichi, ai giorni eterni. Mic 5,1;


Ma anche nei Salmi il Messia è indicato come Dio, che viene unto per mezzo del suo Dio (il Padre) . Qui Dio ungerebbe se stesso, se "c’è UN Dio, che semplicemente agisce come più PERSONE, che, ciononostante, non sono diversi Dei, ma un solo Dio ", come sostiene L. Gelder.

Il tuo trono, o Dio, dura in eterno. Perciò Dio, il tuo Dio, ti ha untoi.

Sal 45.6 Il tuo trono, o Dio, dura in eterno ; lo scettro del tuo regno è uno scettro di giustizia.45,7 Tu ami la giustizia e detesti l’empietà. Perciò Dio, il tuo Dio, ti ha unto d’olio di letizia; ti ha preferito ai tuoi compagni. Sal 45,7-8;


Tuttavia, i custodi dell’Antico Testamento, gli Israeliti, non hanno mai compreso e ancora oggi non comprendono queste profezie relative al Messia e al Figlio di Dio – così come la Sua testimonianza nel termine biblico "Elohim". Analogamente alla profezia in Num 21,9:

Quando un serpente mordeva qualcuno, se questi guardava il serpente di bronzo, restava in vita.

Num 21,7 Il popolo venne da Mosè e disse: «Abbiamo peccato, perché abbiamo parlato contro il SIGNORE e contro di te; prega il SIGNORE che allontani da noi questi serpenti». E Mosè pregò per il popolo. 21,8 Il SIGNORE disse a Mosè: «Fòrgiati un serpente velenoso e mettilo sopra un’ asta: chiunque sarà morso, se lo guarderà, resterà in vita». 21,9 Mosè allora fece un serpente di bronzo e lo mise sopra un’ asta; e avveniva che, quando un serpente mordeva qualcuno, se questi guardava il serpente di bronzo, restava in vita. Num 21, 7- 9;


Anche se volessimo partire dal presupposto che gli scribi israeliti, nonostante lo studio intensivo delle Scritture, non avrebbero potuto capire questo testo fino alla comparsa del Messia, il Signore stesso avrebbe poi mostrato loro il significato del testo durante tutta la Sua vita:

E, come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figlio dell’uomo sia innalzato.

Giov 3,12 Se vi ho parlato delle cose terrene e non credete, come crederete se vi parlerò delle cose celesti? 3,13 Nessuno è salito in cielo, se non colui che è disceso dal cielo: il Figlio. 3,14 « E, come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figlio dell’uomo sia innalzato , 3,15 affinché chiunque crede in lui abbia vita eterna. Giov 3,12–15;


Tuttavia, neanche questo è servito a qualcosa. Poiché gli Israeliti ancora oggi indicano Gesù Cristo come ingannatore e bestemmiatore e rifiutano categoricamente il Nuovo Testamento, leggono ancora oggi questi testi dell’Antico Testamento senza comprenderli e insistono sulla loro errata convinzione, che il termine "Elohim" in Deut 6,4 "Ascolta Israele, il Signore (YHWH) il nostro Dio (Elohim) , è l’unico Signore (YHWH) !", nonostante figuri al plurale (Dei), sia da intendersi al singolare (Dio).

Le persone si appoggiano sulla dichiarazione – che anche L. Gelder ha scelto come spiegazione nel suo commento di cui sopra – che il termine "Elohim" (Dei), nonostante in ebraico figuri al plurale, sia, tuttavia, da considerare come "eccezione grammaticale" e da intendersi al singolare (Dio). Ma purtroppo queste persone non hanno ancora spiegato come si dovrebbe intendere "grammaticalmente", ad esempio, Gen 1,26, dove Dio evidentemente parla di sé al plurale.

Facciamo l’ uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza.

Gen 1,26 Poi Dio disse: «Facciamo l’ uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza, e abbiano dominio sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutta la terra e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». 1,27 Dio creò l’ uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina. Gen 1,26-27;


Tuttavia, come si può notare, anche il commento di L. Gelder, in realtà, non si riferisce alla Trinità, ma indirettamente alla divinità di Gesù Cristo. Egli è da considerare semplicemente come una PERSONA e non come un Dio. Altrimenti ci sarebbero stati almeno due Dei. Ed è proprio questo che gli ebrei condannano da sempre. Alla fine, è stata questa la ragione per cui fecero uccidere il Figlio di Dio:

Ti lapidiamo per bestemmia; e perché tu, che sei uomo, ti fai Dio.

Giov 10,31 I Giudei presero di nuovo delle pietre per lapidarlo. 10,32 Gesù disse loro: «Vi ho mostrato molte buone opere da parte del Padre mio; per quale di queste opere mi lapidate?» 10,33 I Giudei gli risposero: « Non ti lapidiamo per una buona opera, ma per bestemmia; e perché tu, che sei uomo, ti fai Dio ». 10,34 Gesù rispose loro: «Non sta scritto nella vostra legge: "Io ho detto: voi siete dèi"? 10,35 Se chiama dèi coloro ai quali la parola di Dio è stata diretta (e la Scrittura non può essere annullata), 10,36 come mai a colui che il Padre ha santificato e mandato nel mondo, voi dite che bestemmia, perché ho detto: "Sono Figlio di Dio" ? 10,37 Se non faccio le opere del Padre mio, non mi credete; 10,38 ma se le faccio, anche se non credete a me, credete alle opere, affinché sappiate e riconosciate che il Padre è in me e che io sono nel Padre ». Giov 10,31-38;


Questo tradimento grammaticale dell’ebraismo mosaico, in cui si nega il plurale di "Elohim", è la ragione per cui nel cristianesimo la divinità di Gesù Cristo da quasi duemila anni deve essere nascosta dietro una falsa Trinità (comandamento del monoteismo, Origene 185-254). In questo modo gli ebrei vogliono occultare il fatto che duemila anni fa fecero uccidere il Figlio di Dio, che era Dio stesso.

E i cristiani dell’epoca – e i cristiani fino a oggi – non hanno riconosciuto, che fu proprio per questo motivo che in quel tempo Dio terminò l’alleanza e abbandonò Israele, cosicché da questo momento in poi gli ebrei sono un popolo senza Dio. L’annientamento di Israele ad opera di Tito nell’anno ’70, la distruzione del tempio e, infine, la dispersione dell’intero popolo in tutto il mondo fu la punizione di Dio per questo crimine.



Israele alla luce della Bibbia.


Secondo l’ Antico Testamento

Dio non ha più alcuna compassione per la casa d’ Israele (Os 1:6). Loro non sono più il suo popolo (Os 1:9). Il Signore salverà solo la casa di Giuda. Non con la guerra, però, ma con il suo Spirito (Os 1:7). Soltanto nel Millennio, quando il Figlio di Dio avrà assunto il suo dominio millenario sulla terra (Os 2:1.20; Ez 34:25; Is 2:4), il Signore li riconoscerà di nuovo come il suo popolo (Os 2:25; Ger 31:27-28).

Secondo il Nuovo Testamento

È la volontà di Dio che noi prestiamo ascolto a suo Figlio (Mat 17:5). Questo Figlio di Dio ci ha detto che ogni essere umano che lo rifiuta, rifiuta anche Dio (1Gio 2:23; Luca 10:16; Giov 5:22-23; 15:23). Il popolo d’Israele di oggi nega il Figlio di Dio e lo offende come truffatore e bestemmiatore. Attraverso questa negazione del Figlio, Israele ha rifiutato anche il Padre ed è dunque un popolo senza-Dio (Giov 8:24).


Gli "amici di Israele" nelle comunità cristiane vendono dunque il loro diritto di primogenitura come discepoli di Cristo contro il piatto di lenticchie di un complice di atei truffatori. - Per Israele non vi è alcuna conversione spirituale al loro Dio, né alcun ritorno nel loro paese voluto da Dio, a meno che essi non si convertano a Gesù Cristo!! (Mat 23:38-39; Gal 5:4).




Gesù Cristo in cielo e in terra.


GESÙ CRISTO
in cielo e in terra


o  Egli è il primogenito (generato, non creato) prima di ogni creazione (Salmi 2:7; Col 1:15; Ebr 1:6)

o  Egli era in principio, dai giorni più remoti presso Dio (Mic 5:1; Giov 1:1-2)

o  Egli è la Parola di Dio (Giov 1:1; Giov 1:4; Apoc 19:13)

o  Per mezzo di Lui Dio ha creato i mondi (Col 1:16; Ebr 1:1-2)

o  Egli è il vero Dio e la vita eterna (Sal 45:7-8; Giov 20:28; Fili 2:6; Giov 1:1; 10:33; 1Gio 5:20,11)

o  Essendo in forma di Dio (Spirito), Egli svuotò se stesso per breve tempo, divenendo simile agli uomini (Fili 2:7)

o  Ma in quanto uomo Egli era anche connesso al Padre per mezzo dello Spirito (Giov 14:11, 17:11)

o  Egli è il Figlio di Dio (Sal 2:7; Mat 16:16; Mar 5:7; Luca 1:35; 22:70)

o  Egli e il Padre sono una sola cosa, Egli è nel Padre e il Padre è in Lui (Giov 10:37-38; 17:20-21)

o  Egli non parla di se stesso, è il Padre che dimora in lui, che fa le sue opere (Giov 14:9-10)

o  Egli ha un’identità propria, il Padre l’ha mandato, Egli giudicherà il mondo (Giov 5:37-38; 5:22)

o  Dopo la Sua Risurrezione dai morti è ritornato di nuovo a Dio (Giov 16:28; 17:4-5.11)



Repilogo

Osservando attentamente la definizione della Trinità di Louis Gelder, "Trinità significa che Un Dio agisce come Padre, Figlio e Spirito Santo, cioè agisce come Persone diverse", si nota un’evidente contraddizione. Una "Persona" deve essere capace di agire, altrimenti non è una persona. In base alla sua definizione, tuttavia, Dio è l‘unico che agisce. Le altre due "persone", dunque, non agiscono. Se, tuttavia, essi stessi non agiscono, allora sono esseri senza una propria capacità di agire e di decidere. Ciò è plausibile? Lo stesso nostro Signore Gesù Cristo non dice, ad esempio: "Non sia fatta la mia volontà, ma la tua" (Luca 22,42)?

Da ciò non solo si capisce, che il Figlio di Dio ha una propria capacità di decidere e una propria volontà, ma anche il tipo di rapporto di fiducia tra Padre e Figlio: il Figlio ha una volontà propria, del tutto indipendente, che, però, ha volontariamente subordinato alla volontà del Padre.

Poi L. Gelder sostiene, che il plurale "Elohim/Dei" nella dichiarazione in Deut 6,4: "Ascolta, Israele, il Signore (YHWH) il nostro Dio/Dei (Elohim), è l’unico Signore" è un’eccezione grammaticale o meglio un caso grammaticale particolare. Allora è un "caso grammaticale particolare" anche la formulazione in Gen 1,26, in cui Dio parla di sé al plurale:

"Facciamo l’ uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza!!"


Troviamo questo plurale anche in Sal 2,3, in cui i re della terra congiurano contro Dio e Suo Figlio ed esclamano: "Spezziamo i loro legami, e liberiamoci dalle loro catene!". Un altro caso grammaticale particolare?

«Spezziamo i loro legami, e liberiamoci dalle loro catene».

Sal 2,1 Perché questo tumulto fra le nazioni, e perché meditano i popoli cose vane? 2,2 I re della terra si danno convegno e i prìncipi congiurano insieme contro il SIGNORE e contro il suo Unto, dicendo: 2,3 «Spezziamo i loro legami, e liberiamoci dalle loro catene». 2,4 Colui che siede nei cieli ne riderà; il Signore si farà beffe di loro. 2,5 Egli parlerà loro nella sua ira, e nel suo furore li renderà smarriti: 2,6 «Sono io», dirà, «che ho stabilito il mio re sopra Sion, il mio monte santo». 2,7 Io annuncerò il decreto: Il SIGNORE mi ha detto: «Tu sei mio figlio, oggi io t’ ho generato. 2,8 Chiedimi, io ti darò in eredità le nazioni e in possesso le estremità della terra. 2,9 Tu le spezzerai con una verga di ferro; tu le frantumerai come un vaso d’ argilla». Sal 2,1-9;


Anche qui il Figlio parla del Padre quando dice: "Io annuncerò il decreto: Il SIGNORE mi ha detto: «Tu sei mio figlio, oggi io t’ ho generato»". Se qui "Dio agisse come Figlio", parlerebbe con se stesso e Dio poi chi avrebbe generato? Una marionetta "incapace di agire"?

E quando alla fine L. Gelder scrive:

"Padre e Figlio hanno entrambi creato il mondo, ma in ciò sono uno e lo stesso Dio. Non sono due Dei."

contestando così la natura divina propria del Figlio, che in quanto Dio a sé stante, agisce indipendentemente da Dio, il Padre, contraddice, innanzitutto, le dichiarazioni del Nuovo Testamento (vedi tabella di cui sopra). E poi anche nell’Antico Testamento si trova il riferimento, che il Figlio è da considerare un Dio a sé stante accanto a Dio, il Padre. In Sal 45,7-8 si dice:

"Il tuo trono, o Dio (Figlio), dura in eterno (…) Perciò Dio (Figlio), il tuo Dio (Padre), ti ha unto d’olio di letizia; ti ha preferito ai tuoi compagni".

Il tuo trono, o Dio, dura in eterno. Perciò Dio, il tuo Dio, ti ha unto.

Sal 45,6 Il tuo trono, o Dio, dura in eterno ; lo scettro del tuo regno è uno scettro di giustizia. 45,7 Tu ami la giustizia e detesti l’empietà. Perciò Dio, il tuo Dio, ti ha unto d’olio di letizia; ti ha preferito ai tuoi compagni. Sal 45,6-7;


In un contesto molto simile il Signore ha affrontato i farisei, quando questi pensavano, che Cristo fosse il Figlio di Davide:

Se dunque Davide lo chiama Signore, come può essere suo figlio?

Mat 22,41 Essendo i farisei riuniti, Gesù li interrogò, 22,42 dicendo: « Che cosa pensate del Cristo? Di chi è figlio?» Essi gli risposero: «Di Davide» . 22,43 Ed egli a loro: «Come mai dunque Davide, ispirato dallo Spirito, lo chiama Signore, dicendo: 22,44 "Il SIGNORE ha detto al mio Signore: ’Siedi alla mia destra finché io abbia messo i tuoi nemici sotto i tuoi piedi’"? (Sal 110,1)  22,45 Se dunque Davide lo chiama Signore, come può essere suo figlio? » 22,46 E nessuno poteva replicargli parola; da quel giorno nessuno ardì più interrogarlo. Mat 22,41-46;


E così come il Signore qui pone la domanda ai farisei: "Se dunque Davide lo chiama Signore, come può essere suo figlio?", allo stesso modo bisogna chiedere a L. Gelder: se il salmista in Sal 45,7-8 chiama il Figlio di Dio esplicitamente Dio, come può non essere un Dio?


(I testi nella cornice nera sono citazioni dei visitatori di questo sito o di altri autori!)

(Il Figlio deve essere considerato come un Dio a sé stante accanto a Dio, il Padre? / Commento di Louis Gelder 01, 22-05-2012)

Come prima cosa vorrei dire di non essere cattolico. Non servo la Chiesa di Roma. Secondo, la dottrina di un unico e solo Dio in tre persone non è esclusivamente cattolica.
Terzo:
  "E così come il Signore qui pone la domanda ai farisei: "Se dunque Davide lo chiama Signore, come può essere suo figlio?", allo stesso modo bisogna chiedere a L. Gelder: se il salmista in Sal 45,7-8 chiama il Figlio di Dio esplicitamente Dio, come può non essere un Dio?"

Non ho detto, che il Signore Gesù non è un Dio, ma solo che il Signore Gesù non è un secondo Dio accanto al Padre. La dottrina della Trinità stabilisce, che Padre, Figlio e Spirito Santo rappresentano lo stesso unico e solo Dio.

Controdomanda: come fa a sostenere "che il Figlio deve essere considerato come un Dio a sé stante accanto a Dio, il Padre", se proprio Dio stesso dice: "Non fatevi altri dèi accanto a me" (Es 20,23) e "Così parla il SIGNORE, re d’ Israele e suo redentore, il SIGNORE degli eserciti: ‘Io sono il primo e sono l’ ultimo, fuori di me non c’ è Dio’" (Isa 40,6)?

Se Lei dice che Gesù Cristo è un secondo Dio, allora sta violando il primo comandamento.

Ora prima di porLe l’ultima domanda, vorrei accertarmi di avere effettivamente compreso le Sue dichiarazioni in modo corretto:
Trinità significa che ci sono tre Dei. I cristiani adorano tre Dei. Il Padre è un Dio. Il Figlio è un altro Dio. E anche lo Spirito Santo è un ulteriore Dio. Lei sostiene, dunque, che il cristianesimo biblico è politeistico.
Ho capito bene? La prego di darmi una breve risposta.



Lei qui dovrebbe lasciare da parte le "persone". Se sostiene che è Dio Padre ad agire in queste tre persone, in base alla Sua definizione le altre due "persone" sono incapaci di agire e di decidere e, di conseguenza, non sono "persone" in senso convenzionale. Non è sicuramente questo che voleva dire, o no? Poi però scrive:

"Non ho detto, che il Signore Gesù non è un Dio, ma solo che il Signore Gesù non è un secondo Dio accanto al Padre."


Se Lei non pensa, che il Signore Gesù non è un Dio, allora – in base alla logica – Lei pensa che il Signore Gesù è un Dio. E se anche il Padre è un Dio, allora secondo le regole della matematica ci sono due Dei, che, comunque, sono integrati in un unico Dio.

Per quanto riguarda la Sua ulteriore dichiarazione:

"La dottrina della Trinità stabilisce che Padre, Figlio e Spirito Santo rappresentano lo stesso unico e solo Dio."


sono sostanzialmente d’accordo. Ma Figlio e Spirito Santo non sono due marionette incapaci di agire e di decidere, quanto piuttosto due ulteriori essenze divine con una propria identità e una propria capacità di agire.

Poi Lei chiede: "come fa a sostenere "che il Figlio deve essere considerato come un Dio a sé stante accanto a Dio, il Padre"?" Ora, proprio sopra ha detto, "Non ho detto, che il Signore Gesù non è un Dio". Di conseguenza, deve considerare anche il Figlio come Dio. E adesso mi chiede, come faccio a sostenere, che il Signore Gesù è un Dio. Adesso qual è la Sua vera opinione, ora Gesù è Dio o no?

Tuttavia, Le posso già dire, ciò su cui baso questa dichiarazione, che il Figlio è un Dio a sé stante: io faccio riferimento a Sal 45,7-8, in cui il salmista nello Spirito Santo chiama due volte il Figlio Dio e menziona separatamente il Padre come Suo (del Figlio) Dio. In questo modo qui vengono menzionati due Dei, Dio, il Padre, e Dio, il Figlio.

Il tuo trono, o Dio, dura in eterno. Perciò Dio, il tuo Dio, ti ha unto.

Sal 45,6 Il tuo trono, o Dio (Filio), dura in eterno ; lo scettro del tuo regno è uno scettro di giustizia. 45,7 Tu ami la giustizia e detesti l’empietà. Perciò Dio, il tuo Dio (Padre), ti ha unto d’olio di letizia; ti ha preferito ai tuoi compagni. Sal 45,6-7;


Se Lei ora sostiene, che il Figlio di Dio non è un Dio a sé stante, accuserebbe lo Spirito Santo di mentire. Così Le ho dimostrato sulla base della Bibbia, esplicitamente e ripetutamente, che nella Bibbia il Figlio di Dio viene indicato come un Dio a sé stante. Potrebbe dimostrarmi, sempre sulla base della Bibbia e sempre esplicitamente, che il Figlio di Dio non è un Dio?

Poi Lei cita anche Isa 44,6: "Così parla il SIGNORE, re d’ Israele e suo redentore, il SIGNORE degli eserciti: ‘Io sono il primo e sono l’ ultimo, al di fuori di me non c’ è Dio’".

Anche il Signore Gesù dice di sé in Apoc 22,13:"Io sono l’ alfa e l’ omega, il primo e l’ ultimo, il principio e la fine", perché Egli è nel Padre e il Padre è in Lui. Questa è la Trinità biblica. La capacità integrativa di Dio, il Padre, riunisce in sé le altre due essenze divine. Ciò, però, non significa che Dio, il Figlio, sia una marionetta incapace di agire.

Con la Sua successiva argomentazione, "Se Lei dice, che Gesù Cristo è un secondo Dio, allora sta violando il primo comandamento", ritorniamo all’inizio della nostra discussione. Il primo comandamento viene citato dal nostro Signore in Mar 12,29-30. Qui Egli dice:

Mar 12,29 Gesù rispose: «Il primo è: "Ascolta, Israele: Il Signore, nostro Dio, è l’unico Signore. 12,30 Ama dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima tua, con tutta la mente tua, e con tutta la forza tua". Mar 12,29-30;


E con questa dichiarazione Egli si riferisce a Deut 6,4-5, dove si dice:

Deut 6,4 Ascolta, Israele: Il SIGNORE, il nostro Dio, è l’ unico SIGNORE (Elohim). 6,5 Tu amerai dunque il SIGNORE, il tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l’ anima tua e con tutte le tue forze. Deut 6,4-5;


E ora è proprio questo quel passaggio, che presenta il plurale (Elohim) in "il nostro Dio/Dei", che Lei – al contrario di me - considera un caso grammaticale particolare. Secondo me questo passaggio così come quello in Sal 45,7-9, di cui sopra, sono la testimonianza di diversi Dei. E se Lei dice, che Gesù Cristo non è un secondo Dio, allora Lei sta negando il Santo Spirito, che in Sal 45,7-9 indica sia il Padre che il Figlio come due Dei a sé stanti.

Infine dice:

"Ora prima di porLe l’ultima domanda, vorrei accertarmi di avere effettivamente compreso la Sua dichiarazione in modo corretto: Trinità significa che ci sono tre Dei. I cristiani adorano tre Dei. "


No. I cristiani adorano un solo Dio, in cui sono integrati tre essenze divine: Padre, Figlio e Spirito Santo. La differenza tra le nostre interpretazioni è molto semplicemente il fatto, che Lei vuole vedere la Trinità come il dominio di un Dio in due "persone" incapaci di agire, o meglio marionette, mentre io, sulla base delle dichiarazioni bibliche di cui sopra, interpreto la Trinità come tre essenze divine o Dei, che certamente hanno una posizione gerarchica differente, ma che hanno rispettivamente una propria identità e una propria capacità di agire, le quali sono riunite nel Padre attraverso la Sua proprietà integrativa.

La Sua ulteriore dichiarazione, "Lei sostiene, dunque, che il cristianesimo biblico è politeistico", è completamente fuori tema. Il cristianesimo biblico non è "politeistico". " Poly " deriva dal greco e in italiano significa "molti". Anche " theos " viene dal greco e significa "Dio". La parola "politeistico" significa, dunque, "molti Dei" e solo nell’induismo ci sono molti Dei - qui se ne contano a milioni, - non nel cristianesimo.

Il cristianesimo biblico adora tre essenze divine in un unico e solo Dio: Dio, il Padre, Dio, il Figlio, e lo Spirito Santo. Ma se Lei interpreta la Trinità nel senso che il Padre agisce come unico e solo Dio nelle altre due persone e che in questo modo, di conseguenza, queste stesse altre due persone non possiedono alcuna capacità di agire, Lei sta dichiarando che Figlio e Spirito Santo sono marionette e che Dio è il burattinaio.

Proprio questa è la differenza fondamentale tra la manifestazione di Dio e quella di Satana. In entrambi i casi si tratta della stessa "tecnica", della stessa capacità spirituale, ma applicata in modo completamente diverso. La manifestazione divina attraverso lo Spirito Santo lascia all‘individuo l’assoluta libertà di verificare l’ispirazione e poi decidere se accettarla o meno.

La possessione satanica attraverso i demoni, tuttavia, spegne completamente la libera volontà dell’individuo, rendendolo un oggetto senza volontà, una marionetta. Ed è esattamente anche questo il peccato contro lo Spirito Santo: considerare lo Spirito Santo come demoniaco e lo spirito dei demoni come lo Spirito Santo.

(Vedi anche Discorso 64: "Cos’è il peccato contro lo Spirito Santo?")


La prego di considerare anche, che in questo caso Figlio e Spirito Santo sarebbero idoli , come quelli che anche il salmista in Sal 115,5-6 descrive come esseri incapaci di agire:

Hanno bocca e non parlano, hanno occhi e non vedono, hanno orecchi e non odono.

Sal 115,5 Hanno bocca e non parlano, hanno occhi e non vedono , 115,6 hanno orecchi e non odono, hanno naso e non odorano. Sall 115, 5- 6; 115, 5- 6;


Allora Lei avrebbe ragione a dire, che Gesù Cristo non è un Dio, ma in questo caso non dovrebbe nemmeno adorarlo.

Infine, anche una domanda per Lei: se nega che "Elohim" sia un plurale, come spiega che il solo e unico Dio apparve ad Abramo come tre uomini in Gen 18,1-3?

Abraamo alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano davanti a lui. Come li ebbe visti, corse loro incontro dall'ingresso della tenda, si prostrò fino a terra e disse.

Gen 18,1 Il SIGNORE apparve ad Abraamo alle querce di Mamre, mentre egli sedeva all'ingresso della sua tenda nell'ora più calda del giorno. 18,2 Abraamo alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano davanti a lui. Come li ebbe visti, corse loro incontro dall'ingresso della tenda, si prostrò fino a terra e disse: 18,3 «Ti prego, mio Signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passare oltre senza fermarti dal tuo servo! Gen 18,1-3;


La Trinità biblica e alcune altre specificità della fede cristiana biblica.


La Trinità biblica e alcune altre specificità della fede cristiana biblica.


Alcuni visitatori di Immanuel.at mi accusano di propugnare il politeismo nel cristianesimo sostenendo la Trinità. Questa è un’opinione superata da tempo e sarebbe ora di sbarazzarsi finalmente di questa vecchia zavorra del cattolicesimo.

Ora io qui non sostengo affatto un dogma cattolico, ma esclusivamente la Trinità così come è insegnata dalla dottrina cristiana biblica. Un po’ più avanti fornirò anche le prove bibliche di questa affermazione.

Prima, però, ai fini di una migliore comprensione, vorrei qui approfittare di questa opportunità per mostrare brevemente alcuni ulteriori criteri della fede cristiana biblica e verificarli sulla base della Bibbia.

A differenza di tutte le altre religioni di questo mondo, il cristianesimo biblico non è una religione. È una relazione. Un rapporto o una connessione con Dio, in quanto nostro Padre nei cieli. Ecco perché anche il nostro Signore Gesù Cristo ci ha detto:

Non chiamate nessuno sulla terra vostro padre, perché uno solo è il Padre vostro, quello che è nei cieli.

Mat 23,9 Non chiamate nessuno sulla terra vostro padre, perché uno solo è il Padre vostro, quello che è nei cieli. Mat 23,9;

Perciò, nel cristianesimo biblico non chiamiamo nessuno sulla terra nostro Padre, al contrario, l’unico e solo Onnipotente Dio nei cieli è nostro Padre. Infatti, Dio non ha creato solo noi, ma con Adamo e Eva, i nostri genitori arcaici, tutti gli esseri umani, ed è quindi il padre di tutti noi. Eppure questo è ciò che pochissimi vogliono sapere.

Ma con ciò è altresì chiaro, che tutti i papi cattolici, che in modo blasfemo si fanno chiamare persino "Santo Padre " – una designazione, che il Figlio di Dio ha utilizzato esclusivamente nella preghiera a Dio, il Padre (Giov 17:11) - andranno all’inferno solamente a causa di questo peccato.

Nel cristianesimo biblico la connessione con il nostro Padre nei cieli è completamente diversa rispetto all’adorazione di idoli nelle religioni secolari. Come ci dice il Figlio di Dio, la comunicazione tra Dio e i suoi figli è esclusivamente di natura spirituale:

Dio è Spirito; e quelli che l’adorano, bisogna che l’adorino in spirito e verità.

Giov 4,23 Ma l’ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; poiché il Padre cerca tali adoratori. 4,24 Dio è Spirito; e quelli che l’adorano, bisogna che l’adorino in spirito e verità». Giov 4,23–24;

E come ci conferma anche Paolo nella prima lettera ai Corinzi, lo Spirito di Dio dimora in noi, se siamo figli di Dio.

Non sapete che siete il tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?

1Cor 3,16 Non sapete che siete il tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? 3,17 Se uno guasta il tempio di Dio, Dio guasterà lui; poiché il tempio di Dio è santo; e questo tempio siete voi. 1Cor 3,16-17;

Così questa è una connessione molto simile a quella, che anche il Figlio di Dio ebbe con il Padre durante la Sua missione sulla terra:

Non credi tu che io sono nel Padre e che il Padre è in me?

Giov 14,10 Non credi tu che io sono nel Padre e che il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico di mio; ma il Padre che dimora in me, fa le opere sue. 14,11 Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se no, credete a causa di quelle opere stesse. Giov 14,10-11;

Infine il Signore Gesù stesso ci spiega anche, che chi Lo ama si riconoscerà dal fatto, che osserverà la Parola del Suo Signore. E perciò il Padre lo amerà ed entrambi, Padre e Figlio, verranno da lui e dimoreranno presso di lui.

Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio l’amerà, e noi verremo da lui e dimoreremo presso di lui.

Giov 14,22 Giuda (non l’Iscariota) gli domandò: «Signore, come mai ti manifesterai a noi e non al mondo?» 14,23 Gesù gli rispose: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio l’amerà, e noi verremo da lui e dimoreremo presso di lui. 14,24 Chi non mi ama non osserva le mie parole; e la parola che voi udite non è mia, ma è del Padre che mi ha mandato.
14,25 Vi ho detto queste cose, stando ancora con voi; 14,26 ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto quello che vi ho detto. Giov 14,22-26;

Quindi riassumiamo: Paolo ci dice sopra in 1Cor 3,16, che lo Spirito Santo dimora presso di noi, se siamo figli di Dio. Qui sopra in Giov 14,23 il Signore Gesù ci dice, che Padre e Figlio verranno da noi e dimoreranno presso di noi, se amiamo il Figlio.

Così nel nostro spirito abbiamo unito Padre, Figlio e Spirito Santo!
C’è ancora chi dubita, che questi tre esseri spirituali possano essere riuniti – come "Trinità" - in uno spirito anche al di fuori dell’uomo?


E ora Paolo in 2Cor 3,16, di cui sopra, non solo ci scrive, che lo Spirito Santo dimora presso i figli di Dio, ci dice anche, che noi siamo il tempio di Dio. E così come fino a duemila anni fa Dio ha dimorato presso gli Israeliti nel Santo dei Santi del tempio a Gerusalemme, così anche ora Dio dimora ancora in un tempio.

Solo che questo nuovo tempio non è un edificio fatto con le mani. Piuttosto, ogni singolo credente cristiano, che ama il Suo Signore e osserva la Sua Parola è il tempio di Dio, nel cui "Santo dei Santi", vale a dire nello spirito di questa persona, prende dimora la Trinità.

Dunque, nella fede cristiana biblica non esistono riti, liturgie, "messe", sacerdoti, vescovi, cardinali, papi, etc. I credenti cristiani biblici stessi sono il tempio di Dio e nel loro spirito hanno una connessione immediata e diretta con il loro Padre Celeste.

Proprio per questa ragione il cristianesimo biblico non conosce neanche le "case di Dio", come le chiese, le cattedrali, i duomi, le moschee e i templi delle religioni di questo mondo. Perché l’unico e solo Dio non abita nelle case di culto, che sono fatte con le mani.

L’Altissimo però non abita in edifici fatti da mano d’uomo.

Atti 7,48 L’Altissimo però non abita in edifici fatti da mano d’uomo, come dice il profeta(Isaia 66:1-2): 7,49 "Il cielo è il mio trono, e la terra lo sgabello dei miei piedi. Quale casa mi costruirete, dice il Signore, o quale sarà il luogo del mio riposo? 7,50 Non ha la mia mano creato tutte queste cose?" Atti 7,48-50;

Quando un figlio di Dio vuole parlare con suo Padre nei cieli, entra nella sua cameretta, chiude
la porta e per prima cosa chiede il perdono dei suoi peccati nel nome del sacrificio di redenzione del suo Signore Gesù Cristo. E allora si libera la via per ogni ringraziamento e giubilo, petizione e pianto, e qualsiasi altra cosa che un figlio di Dio deve comunicare al suo Padre celeste.

Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta e, chiusa la porta, rivolgi la preghiera al Padre tuo che è nel segreto.

Mat 6,5 «Quando pregate, non siate come gli ipocriti; poiché essi amano pregare stando in piedi nelle sinagoghe e agli angoli delle piazze (o al "Muro del pianto"!/FH) per essere visti dagli uomini. Io vi dico in verità che questo è il premio che ne hanno. 6,6 Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta e, chiusa la porta, rivolgi la preghiera al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa. 6,7 Nel pregare non usate troppe parole come fanno i pagani, i quali pensano di essere esauditi per il gran numero delle loro parole. 6,8 Non fate dunque come loro, poiché il Padre vostro sa le cose di cui avete bisogno, prima che gliele chiediate. Mat 6,5-8;



La negata e falsa Trinità cattolica e la vera Trinità biblica.    -    – Parte 1, Discorso 107

La fede nella Trinità è necessaria per la salvezza?   -   Discorso 82