Discorso 64 – Cos’è il peccato contro lo Spirito Santo?




Cos’è il peccato contro lo Spirito Santo? / Replica di Christian Bollmeyer 00, 07-01-2004

Quelli che cercano di mentire allo Spirito Santo.

Quelli che offendono lo Spirito di Dio.

Quelli che bestemmiano contro lo Spirito di Dio.

La Trinità biblica e alcune altre specificità della fede cristiana biblica.

Lo Spirito Santo può essere negato per scherzo? / Replica di Christian Bollmeyer 01, 14-02-2004

Cosa si intende con "parlare contro lo Spirito Santo"? / Replica di Christian Bollmeyer 02, 02-03-2004


(I testi nella cornice nera sono citazioni dei visitatori di questo sito o di altri autori!)

(Cos’è il peccato contro lo Spirito Santo? / Replica di Christian Bollmeyer 00, 07-01-2004)

(…) Infine, in questo contesto ritengo che sia molto importante richiamare l’attenzione, per quanto ne so, anche sull’unico peccato imperdonabile, la bestemmia contro lo Spirito Santo. Anche la superficiale conoscenza della Chiesa cattolica, di cui però so davvero poco, porta a risultati sconvolgenti. Anche i cattolici credono essenzialmente in Dio, come noi. Ma considerando il gran numero di dogmi non biblici, in parte assurdi, che vengono costruiti tutto ‘intorno’ e che devono essere creduti e praticati, ciò, in realtà, mi ricorda molto il tipico modo di operare di Satana. Non sembra una cosa tanto inimmaginabile, che un giorno l’Anticristo scenda in picchiata con l’elicottero su Roma a ringraziare il Papa per essersi autonominato al ruolo di vice e che da quel momento in poi si farà celebrare come il ‘Messia’. Ancora più opportuno sembra convincere urgentemente proprio i cattolici, a verificare la conciliabilità delle dottrine della loro chiesa alla luce della Scrittura. Ma questo andrebbe oltre il tema qui trattato.

Come stimolo, tuttavia, La prego, quando ne avrà l’occasione, di far ancora più luce sull’essenza delle parole fatali in Mat 12,31 e ss. Da un lato questo passaggio è di estrema importanza e solleva molte questioni, dall’altro si trova davvero molto poco a proposito.

Christian Bollmeyer, Hamburg / bollmeyer@debitel.net



L’osservazione di Christian Bollmeyer, che proprio questo passaggio biblico sia di estrema importanza per i credenti cristiani � e non solo per loro � è naturalmente del tutto corretta. Il fatto che, d’altro canto, su questo passaggio si trovino effettivamente solo poche dichiarazioni concrete, può essere causato in parte proprio dalla forza esplosiva di questo passaggio, per cui si preferisce lasciare a ciascun credente la libertà di farsi un’opinione personale a proposito. Tuttavia, come spesso accade con l’interpretazione di passaggi biblici complessi, questa riluttanza è dovuta anche al fatto, che semplicemente non ci si sente pronti � per qualsiasi motivo - a confrontarsi intensivamente con tali dichiarazioni.

Poiché finora questo argomento non è stato mai trattato esplicitamente nel forum di discussione di Immanuel.at, e in vista della crescente e sempre più evidente attualità di questa questione per la comunità cristiana e per ogni singolo credente, faremo ora qui un’analisi e tenteremo un’interpretazione.

A tal proposito si osservino innanzitutto i passaggi citati insieme al loro contesto:

Ma a chiunque parli contro lo Spirito Santo, non sarà perdonato né in questo mondo né in quello futuro.

Mat 12,31 «Perciò io vi dico: ogni peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini; ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata. 12,32 A chiunque parli contro il Figlio dell’uomo, sarà perdonato; ma a chiunque parli contro lo Spirito Santo, non sarà perdonato né in questo mondo né in quello futuro. Mat 12,31-32;


Quelli che cercano di mentire allo Spirito.

Come già indica il titolo di questo Discorso, vogliamo tentare di chiarire la questione di cosa sia concretamente il peccato contro lo Spirito Santo, dando un’interpretazione della seconda frase di Mat 12,32. A tal proposito esamineremo altri passaggi biblici, ma qui iniziamo subito con le indicazioni del Signore immediatamente prima di questa dichiarazione. Qui in Mat 12,31 scopriamo innanzitutto, che ogni peccato può essere perdonato agli uomini, ad eccezione della bestemmia contro lo Santo Spirito.

Vale a dire, se si fossero convertiti, quando erano ancora in vita (o forse si sono convertiti?). Tutto ciò è reso possibile dal sacrificio di redenzione sulla croce del Figlio di Dio. Persino a colui, che parlerà contro il Signore Gesù, sarò offerto il perdono. Nessun peccato è così grande da non poter essere perdonato da ciò che è successo sul Golgota, a eccezione di uno solo: il peccato contro lo Spirito Santo.

E queste correlazioni ora gettano una luce molto particolare su questa questione. Ma ciò che in Mat 12,32 è scritto in parole relativamente semplici: "ma a chiunque parli contro lo Spirito Santo, non sarà perdonato", così semplice non può essere. Deve essere qualcosa di incredibile, che smuove il cielo e la terra, che scuote le fondamenta della fede e dei comandamenti di Dio. Adesso qui diventa lampante, quanto sia in realtà estremamente importante informarsi meglio dei retroscena di questa dichiarazione del Signore sulla base della Scrittura.

Ora nel Nuovo Testamento troviamo un resoconto, che potrebbe gettare un po’ di luce sulla nostra questione. Si tratta di quell’avvenimento, che Luca, l’autore del terzo Vangelo e degli Atti degli Apostoli, ha raccontato in Atti 5,1-11:

Perché Satana ha così riempito il tuo cuore da farti mentire allo Spirito Santo?

Atti 5,1 Ma un uomo di nome Anania, con Saffira sua moglie, vendette una proprietà, 5,2 e tenne per sé parte del prezzo, essendone consapevole anche la moglie; e, un’altra parte, la consegnò, deponendola ai piedi degli apostoli. 5,3 Ma Pietro disse: «Anania, perché Satana ha così riempito il tuo cuore da farti mentire allo Spirito Santo e trattenere parte del prezzo del podere? 5,4 Se questo non si vendeva, non restava tuo? E una volta venduto, il ricavato non era a tua disposizione? Perché ti sei messo in cuore questa cosa? Tu non hai mentito agli uomini ma a Dio». 5,5 Anania, udendo queste parole, cadde e spirò. E un gran timore prese tutti quelli che udirono queste cose.

5,6 I giovani, alzatisi, ne avvolsero il corpo e, portatolo fuori, lo seppellirono. 5,7 Circa tre ore dopo, sua moglie, non sapendo ciò che era accaduto, entrò. 5,8 E Pietro, rivolgendosi a lei: «Dimmi», le disse, «avete venduto il podere per tanto?» Ed ella rispose: «Sì, per tanto». 5,9 Allora Pietro le disse: «Perché vi siete accordati a tentare lo Spirito del Signore? Ecco, i piedi di quelli che hanno seppellito tuo marito sono alla porta e porteranno via anche te». 5,10 Ed ella in quell’istante cadde ai suoi piedi e spirò. I giovani, entrati, la trovarono morta; e, portatala via, la seppellirono accanto a suo marito. 5,11 Allora un gran timore venne su tutta la chiesa e su tutti quelli che udivano queste cose. Atti 5, 1-11;


Da questo racconto è possibile ricavare subito maggiori informazioni. Innanzitutto, possiamo affermare che Anania e Saffira erano chiaramente cristiani! Dunque, non si tratta di non credenti, che qui cercavano di ingannare Pietro, ma di membri della comunità cristiana di Gerusalemme. Come possiamo vedere nel capitolo precedente, era comune allora, che i membri della comunità cristiana vendessero i loro beni per aiutare altri fratelli bisognosi. Ciò è riportato, tra gli altri, anche da Barnaba in Atti 4,32-37.

E nonostante Anania e Saffira fossero membri della comunità cristiana di Gerusalemme e fossero sicuramente credenti, riconosciamo in loro quel fenomeno, non del tutto sconosciuto tra i fratelli e le sorelle anche ai tempi nostri. E precisamente l’idea, assolutamente sbagliata, che sia possibile nascondere qualsiasi nostro pensiero a Dio e al Suo Spirito Santo. Come sappiamo per esperienza, non esiste un solo cristiano, che in qualche modo non abbia problemi. Come i nostri simili non credenti, anche noi credenti cristiani possiamo avere uno "sbandamento". Alcuni ne hanno persino più di uno.

Alcuni aspirano al potere e all’influenza e li troviamo anche sempre nella comunità cristiana a svolgere funzioni, che permettono loro di seguire questa tendenza. Se interrogati sull’argomento, naturalmente risponderebbero indignati, che essi hanno a cuore solo il bene dei fratelli e delle sorelle e che, del resto, per ciò che fanno non percepiscono alcun compenso (nel caso fosse davvero così).

Tuttavia, bisogna far notare, che esistono anche fratelli e sorelle effettivamente impegnati, che non hanno simili ambizioni e che hanno già svolto molte opere benedette nelle comunità cristiane. Li si riconosce soprattutto dal fatto, che non fanno molto rumore per la loro attività e � a differenza degli "sgobboni" � sono contenti quando vengono sgravati da qualche compito o sollevati da qualche responsabilità.

Analogamente ad Anania e Saffira, di cui sopra, abbiamo poi quei fratelli e quelle sorelle, che difficilmente e malvolentieri si separano dal loro denaro. Qui non stiamo parlando di quelli che sono disoccupati e che hanno moglie e figli a casa da sfamare, ma di persone con un buon reddito e buoni mezzi finanziari, che preferiscono accumulare, piuttosto che condividere.

Qui stiamo parlando di avarizia e possiamo meglio riconoscere questi avari, quando si tratta di donare denaro o di fare qualcosa senza essere retribuiti. Ora può essere un’offerta ai fratelli e alle sorelle bisognosi, ma anche un servizio offerto ai fratelli e alle sorelle, come, ad esempio, organizzare attività per il tempo libero, predicare un sermone o tenere una conferenza nella comunità cristiana.

Chi in occasione di una raccolta di denaro organizza volentieri le donazioni e poi, casualmente, dimentica di dare il proprio contributo, chi non riesce a organizzare le attività per il tempo libero perché costantemente impegnato per lavoro e chi usa l’attività di predicazione in conferenze o anche in seminari per fare tanti soldi � come molti noti predicatori americani o anche nella TOS cristiana di Tubinga[1] - sottraendosi alla fatica di dedicarsi a un’attività mondiale, ha qui il suo momento di sbandamento.

(Vedi anche Discorso 60: "Quando un cristiano dovrebbe lasciare una comunità?" [non ancora disponibile in italiano. leggi in tedesco / leggiin inglese].)


Gli insegnanti cristiani, nella comunità cristiana, nelle scuole bibliche o in missione o in opere di evangelizzazione, che effettivamente svolgono tale funzione a tempo pieno, dovrebbero ricevere i mezzi finanziari, di cui hanno certamente bisogno, dai loro promotori e non dai loro allievi. I credenti cristiani � e solo questi dovrebbero insegnare � non devono vendere la parola di Dio!

O la conoscenza di queste persone viene dallo Spirito Santo, allora non dovrebbero chiedere alcun pagamento per ciò che hanno ottenuto gratuitamente � come anche Paolo dice qui sotto agli anziani di Efeso in Atti 20,33-35 e testimonia nella prima lettera ai Tessalonicesi. Oppure la loro dottrina non viene dallo Spirito Santo, allora si tratta di una falsa dottrina, che non dovrebbero assolutamente diffondere e per la quale non dovrebbero neanche pretendere denaro.

Voi stessi sapete che queste mani hanno provveduto ai bisogni miei e di coloro che erano con me.

Atti 20,33 Non ho desiderato né l’argento, né l’oro, né i vestiti di nessuno. 20,34 Voi stessi sapete che queste mani hanno provveduto ai bisogni miei e di coloro che erano con me. 20,35 In ogni cosa vi ho mostrato che bisogna venire in aiuto ai deboli lavorando così, e ricordarsi delle parole del Signore Gesù, il quale disse egli stesso: "Vi è più gioia nel dare che nel ricevere"». Atti 20,33-35;

infatti è lavorando notte e giorno per non essere di peso a nessuno di voi, che vi abbiamo predicato il vangelo di Dio.

1Tess 2,8 Così, nel nostro grande affetto per voi, eravamo disposti a darvi non soltanto il vangelo di Dio, ma anche le nostre proprie vite, tanto ci eravate diventati cari. 2,9 Perché, fratelli, voi ricordate la nostra fatica e la nostra pena; infatti è lavorando notte e giorno per non essere di peso a nessuno di voi, che vi abbiamo predicato il vangelo di Dio. 1Tess 2,8-9;


Questi sono solo alcuni esempi di come i credenti cristiani possono mentire allo Spirito Santo. Altri esempi, altrettanto molto diffusi, sono la dipendenza da alcol, le anormalità sessuali, la falsità, la dipendenza dal pettegolezzo, la dipendenza dal gioco, l’orgoglio, etc., etc. Ma come abbiamo visto prima, ognuno di questi peccati può assolutamente essere perdonato, se lo si riconosce e si chiede il perdono al Signore. Ed ecco che arriviamo al punto cruciale:

Molti fratelli e molte sorelle non vogliono riconoscere di avere dei problemi. Ingannano se stessi, mentono ai loro simili e reprimono questi peccati nell’angolo più nascosto della loro mente. E poi pensano, che neanche Dio possa percepirli, commettendo quel peccato, che Pietro rimprovera ad Anania: mentire allo Spirito Santo.

Anche Paolo affronta questo problema nella sua seconda lettera ai Corinzi:

Quelli che hanno peccato precedentemente, e non si sono ravveduti dell’impurità, della fornicazione e della dissolutezza a cui si erano dati.

2Cor 12,20 Infatti temo, quando verrò, di non trovarvi quali vorrei, e di essere io stesso da voi trovato quale non mi vorreste; temo che vi siano tra di voi contese, gelosie, ire, rivalità, maldicenze, insinuazioni, superbie, disordini; 12,21 e che al mio arrivo il mio Dio abbia di nuovo a umiliarmi davanti a voi, e io debba piangere per molti di quelli che hanno peccato precedentemente, e non si sono ravveduti dell’impurità, della fornicazione e della dissolutezza a cui si erano dati. 2Cor 12,20-21;


Di conseguenza, è anche molto, molto importante far notare ai fratelli e alle sorelle, che mentre riusciamo possibilmente a imbrogliare i nostri simili � parenti, fratelli e sorelle nel Signore � ciò, tuttavia, è del tutto impensabile con Dio! Lo Spirito di Dio conosce ogni pensiero, che abbiamo mai potuto pensare e anche quello che penseremo.

E ciò accade a ogni singolo essere umano che abbia mai vissuto e che mai vivrà � a prescindere che sia credente o meno. Di conseguenza, anche la sentenza di Dio è assolutamente giusta. Nessuno potrà sottrarsi al giudizio, adducendo che c’è stato un "malinteso". E perciò deve esserci chiaro, che non possiamo mentire a Dio. Tuttavia, non dobbiamo neanche farlo! Mentre a volte è necessario guardarci dai nostri simili, che ci feriscono, ci condannano o ci diffamano, in Dio troviamo amore, grazia e perdono.

Perché quando da soli preghiamo in silenzio nella nostra camera non apriamo il nostro cuore e confessiamo i nostri peccati al nostro Padre Celeste, chiedendogli il perdono in nome di Gesù Cristo e che ci conduca sulla retta via? Come può Dio, il quale è morto in Suo Figlio sulla croce proprio per questi miei peccati, non perdonarmi e non liberarmi dalla mia colpa?

A conclusione di questo punto della discussione dobbiamo ora chiederci, se quelle persone, che tuttora cercano di mentire allo Spirito Santo, siano colpevoli di questo peccato contro lo Spirito Santo o meno. Nonostante Anania e Saffira abbiano pagato con la morte il loro tentativo di mentire allo Spirito di Dio, senza ombra di dubbio erano credenti cristiani e leggendo questo passaggio biblico si ha l’impressione che la loro morte fosse piuttosto la loro salvezza. Certamente furono puniti, ma non furono maledetti. Ciò è sostenuto anche in 1Cor 3,10-15.

Se l’opera sua sarà arsa, egli ne avrà il danno; ma egli stesso sarà salvo; però come attraverso il fuoco.

1Cor 3,10 Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come esperto architetto, ho posto il fondamento; un altro vi costruisce sopra. Ma ciascuno badi a come vi costruisce sopra; 3,11 poiché nessuno può porre altro fondamento oltre a quello già posto, cioè Cristo Gesù. 3,12 Ora, se uno costruisce su questo fondamento con oro, argento, pietre di valore, legno, fieno, paglia, 3,13 l’opera di ognuno sarà messa in luce; perché il giorno di Cristo la renderà visibile; poiché quel giorno apparirà come un fuoco; e il fuoco proverà quale sia l’opera di ciascuno. 3,14 Se l’opera che uno ha costruita sul fondamento rimane, egli ne riceverà ricompensa; 3,15 se l’opera sua sarà arsa, egli ne avrà il danno; ma egli stesso sarà salvo; però come attraverso il fuoco. 1Cor 3,10-15;


Da un lato, qui si parla di cristiani, che hanno costruito le loro opere con "oro", "argento" o pietre preziose. Queste sono le opere, � indipendentemente dalla modalità di costruzione, dalle dimensioni e dalla loro valenza � che sono state costruite nello spirito della vera fede e con un cuore sincero e credente. Questi fratelli e sorelle riceveranno la loro ricompensa.

Dall’altro lato, tuttavia, ci sono anche quei cristiani, le cui opere sono fatte di "legno", "fieno" e "paglia". Queste sono le opere costruite per vanità, per ostentazione o con l’idea di avere qualcosa in cambio (offerte!). Le loro opere arderanno, come dice Paolo, ma loro stessi saranno salvi, "però come attraverso il fuoco". E questo proprio perché la loro fede aveva il vero fondamento � Gesù Cristo.

E ciò si potrebbe immaginare anche nel caso di Anania e Saffira e dei loro simili: le loro motivazioni egoistiche fanno bruciare le loro opere, ma il fondamento in Gesù Cristo li salva.


Quelli che offendono lo Spirito.

Passiamo così a un altro modo sottile, in cui lo Spirito di Dio può essere offeso. Nei circoli teologici ci sono state - e continuano a esserci ancora oggi � ripetute discussioni sull’infallibilità della Bibbia. Recentemente è diventato sempre più chiaro, che il temine "infallibilità" presuppone un soggetto attivo, mentre un libro � come lo è anche la Bibbia � è un oggetto e non un soggetto.

Così come un CD non può cantare e la radio non può parlare, allo stesso modo neanche la Bibbia è infallibile. La Bibbia è un messaggero di dati �sebbene di dati molto speciali - che forniscono informazioni alle persone. Di conseguenza, si è passati giustamente a parlare di "inerranza" della Bibbia.

I sostenitori di questo principio sono dell’opinione, che tutti i contenuti della Bibbia siano stati ispirati, parola per parola, dallo Spirito Santo ai singoli scribi. Di conseguenza, si parla anche dell’"ispirazione verbale" della Sacra Scrittura. Le argomentazioni a favore e contro l’inerranza della Bibbia riempiono volumi, se non intere biblioteche.

Un gran numero di istituti teologici internazionali include un’interpretazione dell’inerranza della Bibbia nelle loro basi teologiche. Molte congregazioni pretendono dai propri funzionari e per l’ordinazione al servizio sacerdotale cristiano l’obbligo di insegnare questa dottrina dell’inerranza della Bibbia.

Al contrario, in questi circoli spesso chi dubita di questa dottrina viene stigmatizzato come "non evangelicale". Qui riconosciamo quindi tutti i criteri, che caratterizzano anche i dogmi cattolici, solo che qui si tratta appunto di un dogma evangelicale.

Questa dogmatizzazione piuttosto insolita nei circoli evangelicali si basa essenzialmente su due passaggi biblici.



–  Il primo passaggio biblico è 2Tim 3,16-17, di cui dobbiamo innanzitutto citare quella traduzione della Bibbia di Elberfeld (in italiano: Nuova Riveduta), a cui si riferiscono i sostenitori dell’ispirazione verbale:

2Tim 3,16 Ogni Scrittura è ispirata da Dio è utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, 3,17 perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona. 2Tim 3,16-17;


Da questa traduzione di 2Tim 3,16: "Ogni Scrittura (dal greco "graphe") è ispirata da Dio e utile a insegnare", ora ne deriva, che la Bibbia intera è stata ispirata parola per parola dallo Spirito Santo (dal greco theopneustos, lett. �soffiata’ da Dio, prodotta dal soffio di Dio). Tuttavia, ciò che qui viene taciuto è il fatto che la parola greca "graphe" in italiano significa semplicemente "scrittura", senza alcun riferimento diretto alla Bibbia o alla Sacra Scrittura.

E se ora osserviamo attentamente questa traduzione, notiamo che qui non si parla semplicemente di un’ispirazione della Bibbia attraverso Dio, ma che in base a questa versione "ogni scrittura" è ispirata da Dio. Ciò significa che tutte le opere scritte della storia del mondo, che siano state incise con lo scalpello, redatte con la penna d’oca o scritte con una biro dei tempi moderni, sono state ispirate dallo Spirito Santo. E questo è un po’ troppo. Semplicemente non può essere così.

Di conseguenza, se adesso osserviamo la traduzione letterale del passaggio originale greco (edizione Nestle-Aland),

2Tim 3,16 Ogni scrittura ispirata da Dio e utile a insegnare.


a parte alcune differenze di traduzione poco rilevanti, la posizione delle parole qui è completamente diversa. Qui si dice "Ogni scrittura ispirata da Dio e utile a insegnare". E ciò adesso ha senso. Non tutte le scritture del mondo, ma solo quelle ispirate da Dio – vale a dire ispirate dallo Spirito Santo – sono utili a insegnare.

Questa è evidentemente una posizione biblica e qui dobbiamo esprimere il nostro consenso. Per una migliore comprensione possiamo sostituire il termine "scrittura" con "essere umano credente". Così la dichiarazione "Ogni essere umano è credente e utile a insegnare" diventa un totale nonsenso. La formulazione corretta è "Ogni essere umano credente è utile a insegnare".

Tuttavia, 2Tim 3,16-17 non dice nulla del fatto, che sia intesa esclusivamente la Bibbia � e ancor meno tutte le parole della Bibbia. La dichiarazione si riferisce a ogni Scrittura ispirata dallo Spirito di Dio, indipendentemente dal fatto che sia presente nella Bibbia o meno. Risolvere il problema fondamentale che ne risulta � cioè riconoscere quale Scrittura è ispirata dallo Spirito di Dio e quale no - è più facile di quanto si pensi.

Ogni lettore credente, che, in base alla promessa del Signore Gesù, per questa attività ha chiesto l’aiuto dello Spirito Santo al Padre, saprà anche riconoscere per mezzo dello Spirito di Dio che dimora in lui, se una determinata Scrittura è stata ispirata dallo Spirito di Dio o meno.

Quanto più il Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!

Luca 11,13 Se voi, dunque, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!» Luca 11,13;


Questa "tecnica" doveva essere sconosciuta durante lo studio della Bibbia nelle facoltà teologiche. Perciò è difficile distinguere le parti ispirate della Scrittura da quelle non ispirate ed è molto più semplice postulare che siano tutte ispirate, sebbene ciò contraddice sia la Scrittura che la logica.

Non dobbiamo presumere, di conseguenza, che lo Spirito Santo abbia controllato e indirizzato ogni singola parola scritta della Bibbia. Dove per Dio era necessario, sì, ma non dove i credenti erano nella posizione di gestire la situazione da soli o quando non si trattava affatto di cose spirituali, ma di saluti, comunicazioni, avvertimenti, lode, biasimo e altre informazioni interpersonali (ad esempio Rom 15,1-23; 1Cor 16,19-24; 2Cor 13,11-13; Fili 4,21-23; Col 4,7-18; 1Tess 5,23-28; 2Tim 4,9-22; etc., etc.). Tirare qui in ballo lo Spirito Santo, significa giudicarlo in maniera sbagliata.

Questa era chiaramente anche la ragione, per cui, ad esempio in occasione della canonizzazione del Nuovo Testamento (nella Chiesa cattolica nel 1546 nella Sessione IV del Concilio di Trento e nella Chiesa evangelica luterana nel 1580 nella Formula di Concordia), la cosiddetta "lettera delle lacrime" di Paolo – che egli cita in 2Cor 2,3-4 e 2Cor 7,8-9 e che ha evidentemente scritto tra le due lettere canoniche ai Corinzi e che probabilmente aveva fatto consegnare per mano di Tito (2Cor 7,7 e ss.) – non è stata ammessa nel canone.



– Il secondo passaggio biblico, che in questo contesto è citato come presunta prova, è 2Piet 1,21:

2Pet 1,21 infatti nessuna profezia venne mai dalla volontà dell’uomo, ma degli uomini hanno parlato da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo. 2Piet 1,21;


I sostenitori dell’ispirazione verbale intendono anche queste parole come se qui fossero riferite all’intera Bibbia, per cui neanche una singola parola della Bibbia sarebbe stata pronunciata per volontà umana, ma unicamente attraverso Dio. Tuttavia, ciò che qui viene completamente ignorato è il fatto, che qui Pietro non parla dell’intera Bibbia, ma soltanto della "predizione" � cioè delle profezie, della Parola profetica contenuta nella Scrittura. A questa parte della Sacra Scrittura si applica naturalmente l’ispirazione verbale senza limitazioni. Tuttavia, non all’intera Bibbia e a ogni singola parola in essa contenuta.

(Vedi anche Discorso 40: "Ci sono errori nella Bibbia?")


Questo dogma evangelicale dell’inerranza della Bibbia è stato deciso in tutti i suoi dettagli nella cosiddetta "dichiarazione di Chicago", nell’autunno del 1978, in occasione del vertice internazionale dei capi evangelicali presso lo Hyatt Regency O’Hare di Chicago. Qui ora ne propongo un estratto, relativo alla questione che stiamo trattando:

Dichiarazione di Chicago sull’inerranza biblica.

Articolo XIII:

Affermiamo che è appropriato usare l’inerranza della Bibbia come termine teologico relativo alla completa veridicità della Scrittura.

Rifiutiamo l’opinione che sia appropriato valutare la Scrittura secondo norme di verità ed errore che sono estranee al suo uso e al suo scopo. Rifiutiamo inoltre l’opinione che l�inerranza sarebbe invalidata da fenomeni biblici come la mancanza di precisione tecnica moderna, irregolarità grammaticali o ortografiche, osservazioni descrittive della natura, riproduzione di falsità, l�uso di iperbole o di numeri arrotondati, la disposizione del materiale per argomento, selezioni alternative di materiale in racconti paralleli, o l�uso di citazioni in libertà.


Dunque, ci si rifiuta di valutare la Bibbia "secondo norme di verità ed errore, estranei al suo uso e al suo scopo". Poiché lo stesso nostro Signore Gesù Cristo dice "Io sono la via, la verità e la vita" ed Egli stesso prende molto spesso la Parola anche nei Vangeli, è incontestabile, che la Bibbia contenga anche la verità.

Queste persone dovrebbero prima leggere la Bibbia, invece di "valutarla". Allora capirebbero, che con questa loro visione si pongono contro la volontà di Dio, come scrive a loro Paolo nella prima lettera a Timoteo.

Dio, nostro Salvatore vuole che tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza della verità. (E dove, se non nella Bibbia?)

1Tim 2,3 Questo è buono e gradito davanti a Dio, nostro Salvatore, 2,4 il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza della verità. 1Tim 2,3-4;


Per poter giudicare correttamente le conseguenze di queste dichiarazioni, bisogna sapere, che nella Sacra Scrittura, accanto alla maggior parte delle Scritture ispirate dallo Spirito di Dio agli scribi, troviamo anche passaggi, � come ad esempio le formule di saluto all’inizio e alla fine di alcune lettere di Paolo � che ovviamente non hanno avuto bisogno di alcuna ispirazione per mezzo dello Spirito Santo.

Si tratta di quelle formule di saluto, che gli uomini hanno utilizzato nelle loro lettere in tutti i periodi della storia. Pretendere di vedere qui un’ispirazione parola per parola ad opera dello Spirito Santo, significherebbe valutare lo Spirito di Dio in maniera del tutto errata. D’altra parte, in diversi passaggi della Scrittura troviamo anche differenti dichiarazioni relative allo stesso evento.

È sorprendente, ma il problema non si esaurisce qui. Chiunque abbia una Bibbia, può prendersi la briga di andarlo a verificare. Ciò non ha nulla a che vedere con la critica biblica, ma è una pura constatazione dei fatti! (A tal proposito si veda anche Discorso 40: "Ci sono errori nella Bibbia?").

Nonostante ora queste differenze siano significativamente marginali e il loro numero sia esiguo, la teoria di un’inerranza generale dell’intera Bibbia è insostenibile. Tuttavia, se sosteniamo, che l’intera Scrittura sia stata ispirata parola per parola dallo Spirito Santo e conseguentemente non contenga né errore né sbaglio, allora questa dichiarazione ha come logica conseguenza il fatto, che quegli errori, che si possono trovare nelle parti concepite da autori umani e che ora sono chiari e lampanti per tutti, vengano attribuiti allo Spirito Santo.

E qui chiaramente corriamo il rischio di attribuire allo Spirito Santo una responsabilità umana dell’errore e di ignorare l’ammonimento del Signore in Mat 12,32 e le sue conseguenze: "Ma a chiunque parli contro lo Spirito Santo, non sarà perdonato". Ed è proprio questo, ciò che noi � in quanto cristiani biblici � effettivamente non dobbiamo ignorare.

Eppure, nei circoli teologi questa conseguenza difficilmente viene compresa. Un esempio di quanto i teologi dei tempi nostri agiscano su un piano teoretico privo di qualsiasi logica, ci viene fornito dalla già sopracitata "dichiarazione di Chicago sull’inerranza biblica" del 1978 (membro di lingua tedesca del consiglio internazionale dell’inerranza biblica: prof. Samuel Külling).

Il sopracitato articolo XIII di questo documento dice:

"Rifiutiamo l’opinione che sia appropriato valutare la Scrittura secondo norme di verità ed errore che sono estranee al suo uso e al suo scopo."


In base a questa dichiarazione, dunque, la Scrittura non può essere valutata in base a criteri di verità e di errore, perché estranei al suo utilizzo e al suo scopo! Così qui, in modo molto più concreto di alcuni atei, si fa passare la Bibbia per un libro di favole. Lo sapevano i sottoscrittori di questa dichiarazione?
 
E quando, dall’altro lato, nell’articolo VI dello stesso documento si dichiara:

"Affermiamo che l’intera Scrittura, e tutte le sue parti, fino alle parole stesse dei testi originali, furono date per divina ispirazione."


ciò significa, in relazione al sopracitato articolo XXIII, che la Scrittura ispirata nella sua interezza dallo Spirito Santo non può essere valutata in base a un criterio di verità, perché l’utilizzo della verità è estraneo allo Spirito Santo! Bisogna prima capire questo! Che idea hanno queste persone di nostro Dio e del Suo Spirito?

Il Signore Gesù dice: "Io sono la via, la verità e la vita". Questi teologi dicono che la verità è estranea a Dio, a questo Dio e al Suo Spirito, che è verità assoluta in persona e non tollera nessuna forma di falsità! E tutto questo per difendere una presunta inerranza dell’intera Scrittura.

Allora, il fatto di non far valere neanche la riproduzione di falsità – cioè di bugie – come motivo di limitazione di questa inerranza, è solo una logica conseguenza.

"Rifiutiamo inoltre l’opinione che l�inerranza (della Bibbia/Nota FH) sarebbe invalidata da fenomeni biblici comee (…) riproduzione di falsità (…)." (Articolo XIII)


In questa frase gli autori di questa dichiarazione partono dal presupposto, che la Bibbia contenga bugie sottoforma di "fenomeni biblici", e che, tuttavia, queste bugie non possono mettere in questione la sua inerranza. Si tratta di un totale capovolgimento dei principi di verità e giustizia: chi mente ha ragione ed è senza errore.

Questa dichiarazione, secondo la quale le falsità contenute nella Scrittura non possono annullare la sua inerranza, insieme all’affermazione di cui sopra, per cui lo Spirito Santo ha ispirato la Scrittura nella sua interezza (articolo VI), porta ad asserire che lo Spirito Santo proclama bugie, la cui scoperta dovrebbe ora essere impedita qui da queste brave persone imponendo un divieto di discussione.

Ma così questi sostenitori dell’assoluta inerranza della Bibbia nella sua interezza esprimono in maniera esplicita esattamente ciò, che prima, più sopra, si è dimostrata essere soltanto la conclusione logica: chi, da un lato, attribuisce la Bibbia intera all’ispirazione verbale dello Spirito Santo e poi però, dall’altro lato, sostiene, tuttavia, che esistono delle falsità nella Bibbia, dichiara automaticamente che lo Spirito Santo è un bugiardo. Ciò è incredibile e offende con certezza lo Spirito di Dio..

Se poi si osservano gli scritti di queste persone, leggiamo una gran quantità di cose, che accettano e che rifiutano. Litigano su chi ha quale diritto di rappresentanza esclusivo e perché. A una replica ne segue un’altra, alla quale segue nuovamente una rettifica.

Contemporaneamente si riferiscono a tutte le "dichiarazioni" teologiche possibili e chi non è d’accordo, viene apostrofato come teologo laico. Si litiga di continuo, l’uno rimprovera l’altro di interpretare in maniera sbagliata le dichiarazioni della Bibbia, senza, tuttavia, prendersi la briga di dimostrare personalmente le sue affermazioni sulla base della Bibbia.

Allora poi si trovano articoli come il seguente:

"Il professor Samuel Külling, rettore della STH di Basilea (Scuola universitaria indipendente di teologia), ha criticato un volantino della CTL, scritto dal professor Heinzpeter Hempelmann (direttore del seminario teologico della missione Liebenzeller/Nota FH), in cui la STH di Basilea e la FTA di Gießen vengono ‘velatamente diffamati’. Hempelmann afferma: la STH e la FTA ‘in realtà hanno solo lo scopo di copiare la formazione dei teologi delle università tedesche (o svizzere), compresi appunto tutti gli svantaggi, che un ordine di studi intellettuale e unilaterale comporta.’ (…)"

o anche:

"In una lettera a gli amici, il  dott. Lothar Gassmann (docente e teologo, il dott. L. Gassmann è responsabile della prospettiva mondiale dell’A.R.F. [Gruppo di lavoro per questioni religiose / Nota FH]) si riferisce a un articolo di IDEA (n.14./5.IV.’00/16)in cui la sua critica ai seminari CTL era stata respinta in quanto ‘completamente campata in aria’, affermando allo stesso tempo: ‘La fedeltà alla Bibbia della Missione Liebenzell non sarà seconda a nessuno.’ Gassmann risponde scrivendo: ‘Quest’articolo necessita urgentemente di una rettifica, dato che qui si tratta di una svolta, che ha implicazioni sull’intero pietismo nell’Europa di lingua tedesca.’ (…

)"


Entrambi gli estratti sono stati estrapolati dalla  CTL-Dokumentation 8 [Documentazione 8 - CTL] (Chrischona-Tabor-Liebenzell).

Analogamente ai dogmi della Chiesa cattolica, anche qui si cerca di far passare le idee e le opinioni umane, che � vedi sopra � non hanno alcuna base nella Scrittura, come ineluttabili e le uniche giuste, vietando ogni discussione a tal proposito. Tuttavia, queste persone non sono interessate alla verità, altrimenti avrebbero studiato la Bibbia e avrebbero inevitabilmente constatato, che alcune parti della Bibbia sono altrettanto poco ispirate parola per parola dallo Spirito di Dio, quanto le loro stesse "affermazioni" personali. Nel corso della loro carriera da teologi queste persone purtroppo si sono sempre più impegnate nella difesa delle loro opinioni preconcette allontanandosi dallo studio della Bibbia.

Effettivamente la Bibbia non ha bisogno di essere difesa da persone come Külling e Gassmann. Lo stesso Dio Onnipotente è assolutamente in grado di difendere la Sua Parola ed è anche ciò che ha sempre fatto. Fin dall’epoca in cui Gesù era in vita, i capi teologici degli ebrei, i sadducei e i farisei discutevano sull’esistenza della Resurrezione. I farisei erano convinti della sua esistenza, i sadducei la contestavano. E poi questi sadducei cercarono di tendere una trappola al Signore, facendogli una domanda a trabocchetto:

Perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio

Mar 12,18 Poi vennero a lui dei sadducei, i quali dicono che non vi è risurrezione, e gli domandarono: 12,19 «Maestro, Mosè ci lasciò scritto che se il fratello di uno muore e lascia la moglie senza figli, il fratello ne prenda la moglie e dia una discendenza a suo fratello. 12,20 C’erano sette fratelli. Il primo prese moglie; morì e non lasciò figli. 12,21 Il secondo la prese e morì senza lasciare discendenti. Così il terzo. 12,22 I sette non lasciarono discendenti. Infine, dopo tutti loro, morì anche la donna. 12,23 Nella risurrezione, quando saranno risuscitati, di quale dei sette sarà ella moglie? Perché tutti e sette l’hanno avuta in moglie».

12,24 Gesù disse loro: «Non errate voi proprio perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? 12,25 Infatti quando gli uomini risuscitano dai morti, né prendono né danno moglie, ma sono come angeli nel cielo. 12,26 Quanto poi ai morti e alla loro risurrezione, non avete letto nel libro di Mosè, nel passo del pruno, come Dio gli parlò dicendo: "Io sono il Dio d’Abraamo, il Dio d’Isacco e il Dio di Giacobbe"? 12,27 Egli non è Dio dei morti, ma dei viventi. Voi errate di molto». Mar 12,18-27;


I sadducei volevano dimostrare, che se ci fosse davvero stata una Resurrezione, ci sarebbe stato il caos, perché allora sette uomini avrebbero litigato per una donna. Tuttavia, il Signore ha mostrato loro, che erano in errore e non conoscevano la Scrittura, poiché le persone risorte non saranno uomo o donna, ma esseri senza sesso.

I sadducei non avevano capito nulla, nonostante fossero scribi e quindi versati nella Sacra Scrittura. E allo stesso modo bisogna far notare ai teologi dei tempi nostri, che litigano per stabilire, se la Bibbia è stata ispirata dallo Spirito di Dio nella sua interezza e parola per parola o meno, che ancora non hanno neanche riconosciuto il vero problema.

La Bibbia non è una cosa fine a se stessa; al contrario, la Sacra Scrittura è data agli uomini, affinché si convertano alla fede in Dio, l’Onnipotente e in Suo Figlio Gesù Cristo. Tuttavia, nel corso dei millenni solo una parte relativamente piccola degli uomini si è convertita alla fede in Dio. Dobbiamo quindi dare la colpa allo Spirito Santo? Certamente no!

La ragione non è da ricercare nello Spirito Santo, ma negli uomini. Per molte persone la Bibbia è un libro di favole, fuori moda, noioso e pieno di dichiarazioni incomprensibili. Altri ancora ne sono entusiasti, capiscono subito ogni parabola e leggerebbero la Bibbia giorno e notte. Ed entrambe queste tipologie di persone leggono la stessa Bibbia, ispirata dallo Spirito Santo.

Ciò ora dimostra, che la questione, se lo Spirito Santo ha ispirato parola per parola gli autori dei testi biblici, non è così importante e decisiva per noi oggi. La Bibbia è stata data agli uomini da Dio e questo periodo della storia della salvezza si è conclusa per volontà di Dio. Tuttavia, ciò che è della massima importanza per noi oggi, è la questione, se noi quando leggiamo la Bibbia abbiamo lo Spirito Santo. Poiché è proprio questa la differenza tra quei teologi, che comprendono la Bibbia, e quegli altri, che non capiscono nulla.

A tal proposito nella Scrittura troviamo un paragone molto calzante. Quando il giorno della Pentecoste i discepoli furono riempiti di Spirito Santo, iniziarono ad annunciare la Parola di Dio in altre lingue:

Tutti furono riempiti di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue.

Atti 2,1 Quando il giorno della Pentecoste giunse, tutti erano insieme nello stesso luogo. 2,2 Improvvisamente si fece dal cielo un suono come di vento impetuoso che soffia, e riempì tutta la casa dov’essi erano seduti. 2,3 Apparvero loro delle lingue come di fuoco che si dividevano e se ne posò una su ciascuno di loro. 2,4 Tutti furono riempiti di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, come lo Spirito dava loro di esprimersi. 2,5 Or a Gerusalemme soggiornavano dei Giudei, uomini religiosi di ogni nazione che è sotto il cielo. 2,6 Quando avvenne quel suono, la folla si raccolse e fu confusa, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. 2,7 E tutti stupivano e si meravigliavano, dicendo: «Tutti questi che parlano non sono Galilei? 2,8 Come mai li udiamo parlare ciascuno nella nostra propria lingua natìa? 2,9 Noi Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadocia, del Ponto e dell’Asia, 2,10 della Frigia e della Panfilia, dell’Egitto e delle parti della Libia cirenaica e pellegrini romani, 2,11 tanto Giudei che proseliti, Cretesi e Arabi, li udiamo parlare delle grandi cose di Dio nelle nostre lingue». 2,12 Tutti stupivano ed erano perplessi chiedendosi l’uno all’altro: «Che cosa significa questo?» 2,13 Ma altri li deridevano e dicevano: «Sono pieni di vino dolce». Atti 2,1-13;


Gli ascoltatori, che si erano raccolti e che udivano i discepoli parlare ciascuno nella propria lingua - quella degli ascoltatori -, in base a Atti 2,5 erano religiosi ebrei di ogni nazione. Poi, secondo Atti 2,13 c’erano anche "altri" tra gli ascoltatori: non credenti, che non capivano una parola di ciò che predicavano i discepoli. E li deridevano e dicevano, che i discepoli erano ubriachi.

Da ciò risulta chiaramente, che lo Spirito Santo non solo aveva riempito i discepoli, ma che Egli aveva avuto effetto anche sugli ascoltatori religiosi, prima di tutto per permettere questo miracolo uditivo. E la stessa cosa succede ora con la Sacra Scrittura. Gli autori furono riempiti di Spirito Santo e misero per iscritto la Parola di Dio.

E tra i lettori della Bibbia ci sono ancora oggi quelli su cui ha effetto lo Spirito Santo, chiesto a Dio, e che, di conseguenza, comprendono la Scrittura, e quegli "altri", che non hanno lo Spirito Santo, per cui non capiscono nulla e pensano che la Bibbia sia un libro di favole.

E qui poi diventa anche chiaro, che la disputa tra i teologi è del tutto secondaria. In realtà è questa disputa, che è fine a se stessa e non porta a nulla. Non fa nulla per Dio, poiché Egli sa badare a se stesso e non ha bisogno di essere difeso da noi; ma non fa nulla neanche per le persone, poiché così il loro problema, cioè la mancanza dello Spirito Santo, non viene né riconosciuto, né affrontato. Bisogna perciò fare un appello a questi teologi - per quanto siano credenti - affinché mettano finalmente una fine a questa loro insensata disputa e insegnino alle persone ciò che è davvero necessario, cioè come possono ricevere lo Spirito Santo.

E a tal proposito sia citata ancora una volta la dichiarazione del Signore in Luca 11,11-13:

Quanto più il Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!

Luca 11,11 E chi è quel padre fra di voi che, se il figlio gli chiede un pane, gli dia una pietra? O se gli chiede un pesce, gli dia invece un serpente? 11,12 Oppure se gli chiede un uovo, gli dia uno scorpione? 11,13 Se voi, dunque, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!» Luca 11,11-13;


Ora è del tutto corretto, che qui i figli preghino il Padre e con qualche giustificazione si potrebbe aggiungere, che quelle persone che leggono la Bibbia per la prima volta, non sono ancora completamente credenti e, di conseguenza, non possono essere considerati figli di Dio. Tuttavia, come sappiamo noi credenti cristiani, Dio non guarda l’esteriorità, ma guarda nel cuore delle persone.

Perciò sembra non importare così tanto sapere, se ora una persona è ricca o povera, importante o non importante, credente o non credente; l’unica cosa importante è sapere, se il suo cuore nutre il sincero desiderio di comprendere questo libro.

E anche se fosse solo perché, spinto dall’onestà intellettuale, per ora vuole farsi un giudizio e avere argomenti ben fondati in un eventuale discussione e non come molti pagani, che rilasciano dichiarazioni sulla Bibbia, senza averne mai avuta una nelle mani in tutta la loro vita, figuriamoci se l’hanno letta!

Questa è la preghiera a Dio, la quale, anche se non espressa, viene, tuttavia, udita da Dio. E certamente non rimarrà senza risposta. Dio ci manda lo Spirito Santo, affinché ci guidi sulla via della comprensione. Questo è l’inizio. Ciò che segue potrebbe riempire volumi e volumi.

Per rispondere alla questione, se simili comportamenti da parte di teologi cristiani – in relazione all’argomento qui discusso – rappresentino effettivamente un parlare contro lo Spirito Santo, che non può essere perdonato, come indica il Signore in Mat 12,32, bisogna considerare, che sarebbe sicuramente più chiaro, se qui fossero state le cattive intenzioni a macchiare lo Spirito Santo con bugie e falsità. Ma ciò si può escludere, si spera.

Questa dichiarazione, così come l’idea di un’ispirazione verbale dell’intera Bibbia, si basano sul consapevole o inconsapevole desiderio di proteggere la Bibbia, la Parola di Dio. Il fatto che non si siano prese in considerazione le ovvie conseguenze, sembra – almeno nel caso dei teologi cristiani biblici – essere dovuto a una capacità di astrazione mancante, piuttosto che a una fede mancante.

E così anche qui vale la dichiarazione di Paolo (citata in 1Cor 3.10-15, di cui sopra), che noi credenti in Cristo saremo giudicati in base a ciò che abbiamo costruito su questo fondamento, che è stato posto e che è Gesù Cristo. Ora, se uno ha costruito con oro, argento e pietre preziose, la sua opera resisterà al fuoco. Se ha costruito con legno, fieno e paglia, la sua opera arderà, ma egli stesso sarà salvo, però come attraverso il fuoco.


Quelli che bestemmiano contro lo Spirito.

Passiamo, infine, a quegli argomenti che riguardano la bestemmia (presunta o reale) contro lo Spirito Santo. A tal proposito, con dichiarazioni più o meno concrete, alcuni interpreti fedeli alla Scrittura citano la critica della Bibbia. Da laici cosa dobbiamo intendere con critica della Bibbia? Qui non vogliamo gettare luce sull’intero spettro della critica, ma vogliamo indicare soltanto alcuni esempi, che ci aiutano a riconoscere il contesto e le ragioni dell’argomento in questione.

Qui si tratta, tra l’altro, della cosiddetta "separazione delle fonti". Già nel primo medioevo, ad esempio, circolava l’idea, che il Libro di Isaia con i suoi 66 capitoli, a causa delle sue caratteristiche linguistiche, non poteva essere stato scritto da un unico autore. Poiché molti teologi non volevano neanche accettare il fatto, che una persona potesse predire cose, che si sarebbero avverate solo 150 anni più tardi, verso la fine del XVIII secolo i capitoli da 1 a 39 e da 40 a 66 sono stati attribuiti rispettivamente a un altro autore.

Alla seconda e ultima parte del libro è stato cambiato il nome in "Deuteroisaia" (Secondo Isaia) e il periodo della sua creazione è stato postdatato ("postdatazione"). Alla fine del XIX secolo poi furono eliminati anche i capitoli da 56 a 66 e trasformati in un "Tritoisaia" (Terzo Isaia).

A causa delle differenze di contenuto dei capitoli 1-6 e 7-12, si pensò che anche il Libro di Daniele fosse stato scritto da due autori diversi. Inoltre, a causa della sorprendente precisione delle profezie di Daniele nei capitoli 11 e 12, relative a eventi, alcuni dei quali distanti nei secoli futuri, questa parte del libro è stata classificata come "vaticinia ex eventu", cioè come una "profezia", messa per iscritto solo dopo il verificarsi degli eventi (falsificazione). In questo modo, però, vengono negati i contenuti profetici di questi scritti � e una volta che c’erano, avrebbero potuto negare i contenuti della Bibbia nella sua interezza.

(Vedi anche Tabella 04: "La Rivelazione dal Libro della Verità.".)


DPoiché ci sono stati ripetuti tentativi del genere in un libro o nell’altro del Nuovo Testamento, alcuni teologi fedeli alla Bibbia temono a ragione una compromissione della Sacra Scrittura fino al punto in cui non rimarrebbe più nulla in cui credere. Tuttavia, questa preoccupazione, di sicuro giustificata, ha spinto queste persone troppo oltre.

Per mettere un freno, per così dire, a questi attacchi alla Bibbia, una volta per tutte, avanzano l’idea, che l’intera Bibbia sia ispirata parola per parola dallo Spirito Santo e sia, di conseguenza, infallibile. E precisamente "non solo in tutte le questioni relative alla fede e alla vita, ma anche sotto l’aspetto naturalistico, geografico e storico", come scrive il già succitato professor Lothar Gassmann. E in questo modo naturalmente mostrano più che mai i loro punti deboli ai loro avversari, che sanno certamente anche leggere la Bibbia e ne hanno anche una a casa.

I problemi, che il lettore oggettivo della Bibbia ha con questa visione, sono già stati analizzati dettagliatamente più sopra. Prima di affrontare quei problemi sollevati dall’altra parte, cioè dalla critica moderna, si chiarisca qui, che i punti di vista di entrambe le parti non hanno alcuna rilevanza per i credenti cristiani. Chi crede davvero in Dio, crede anche all’Onnipotenza di questo Dio.

Che Dio sarebbe, quello che non è in grado di rendere nota la Sua volontà alle persone con qualsiasi mezzo e attraverso tutti gli autori a disposizione? Che Dio sarebbe, quello che deve badare alle peculiarità linguistiche e che può predire solo profezie distanti alcuni anni e non lontani nei secoli e nei millenni futuri?

Non importa quanti autori hanno partecipato alla stesura della Bibbia, né importa quante peculiarità linguistiche scoprirà ancora la moderna critica della Bibbia, né quante sono le profezie che non vuole accettare perché relative a un periodo di tempo troppo distante nel futuro, che pare il "Dio" di questi "teologi" non è capace di predire. Ciò che vale, di conseguenza, è il fatto che il Dio della Bibbia non ha assolutamente bisogno del gradimento dei teologi! La Bibbia non è stata scritta per i teologi, ma per le persone che credono a questo Dio della Bibbia.

Senza se e senza ma. E sono proprio queste persone ad avere strumenti decisamente migliori per valutare la credibilità della Bibbia. Ed è proprio quello Spirito Santo, che ha guidato gli autori della Bibbia e, di conseguenza, sa molto meglio di qualsiasi teologo cosa, quando e come ha inspirato chi.

Passiamo ora a quei passaggi biblici che affrontano concretamente la bestemmia contro Dio e quindi anche contro lo Spirito Santo.

Non si ravvidero neppure dai loro omicidi, né dalle loro magie, né dalla loro fornicazione.

Apoc 9,18 Un terzo degli uomini fu ucciso da questi tre flagelli: dal fuoco, dal fumo e dallo zolfo che usciva dalle bocche dei cavalli. 9,19 Il potere dei cavalli era nella loro bocca e nelle loro code; perché le loro code erano simili a serpenti e avevano delle teste, e con esse ferivano.

9,20 Il resto degli uomini che non furono uccisi da questi flagelli, non si ravvidero dalle opere delle loro mani; non cessarono di adorare i demòni e gli idoli d’oro, d’argento, di bronzo, di pietra e di legno, che non possono né vedere, né udire, né camminare. 9,21 Non si ravvidero neppure dai loro omicidi, né dalle loro magie, né dalla loro fornicazione, né dai loro furti. Apoc 9,18-21;


Qui sopra, in Apoc 9,18-21, ci troviamo nel Giorno del Signore, nel Giorno dell’Ira di Dio. Si tratta specificatamente dei flagelli della sesta tromba (2. guaio). In questo passaggio troviamo alcune dichiarazioni indirette, alquanto criptiche. Così in Apoc 9,18 leggiamo, che un terzo degli uomini fu ucciso da questi tre flagelli della sesta tromba.

Ciò significa, quindi, che un terzo della popolazione mondiale fu sterminato da queste catastrofi. E nel versetto Apoc 9,20 troviamo poi la dichiarazione: "Il resto degli uomini che non furono uccisi da questi flagelli, non si ravvidero dalle opere delle loro mani".

(Vedi anche Tabella 14: "La Grande Tribolazione – cronologia degli eventi (Apoc�6-22)".)


Dunque, un terzo dell’umanità fu ucciso e tra il resto degli uomini non si trova più neanche un singolo credente cristiano, perché altrimenti si sarebbe ravveduto. Da un lato, ciò ci mostra che in questo preciso momento nessun credente cristiano può trovarsi sulla terra, dall’altro conferma l’interpretazione, che il Rapimento ha già avuto luogo molto tempo prima, al sesto sigillo, dopo la Grande Tribolazione (4. Sigillo) e che con il settimo sigillo ha avuto inizio il Giorno dell’Ira di Dio.

(Vedi anche Discorso 61: "La Grande Tribolazione è identica al Giorno del SIGNORE e all’Ira di Dio?".)


E anche in occasione dei giudizi delle coppe troviamo l’indicazione, che gli uomini non si ravvidero, che, quindi, tra la popolazione mondiale non esistevano più credenti cristiani. Al più tardi da Apoc 16,1-2 in poi (1. Coppa dell’Ira di Dio) sappiamo, che già in questo momento l’Anticristo - la bestia dal mare - domina il mondo.

E un’ulcera maligna e dolorosa colpì gli uomini che avevano il marchio della bestia.

Apoc 16,1 Allora udii dal tempio una gran voce che diceva ai sette angeli: «Andate e versate sulla terra le sette coppe dell’ira di Dio». 16,2 Il primo andò e versò la sua coppa sulla terra; e un’ulcera maligna e dolorosa colpì gli uomini che avevano il marchio della bestia e che adoravano la sua immagine. Apoc 16,1-2;

E qui sotto, in Apoc 16,8-11, viene citato nuovamente, che gli uomini non si ravvidero. Inoltre, notiamo però un’intensificazione della loro opposizione a Dio: la bestemmia contro Dio. Gli uomini bestemmiano il nome di Dio (Apoc 16,9), sì, bestemmiano persino lo stesso Dio.

Bestemmiarono il nome di Dio che ha il potere su questi flagelli, e non si ravvidero.

Apoc 16,8 Poi il quarto angelo versò la sua coppa sul sole e al sole fu concesso di bruciare gli uomini con il fuoco. 16,9 E gli uomini furono bruciati dal gran calore; e bestemmiarono il nome di Dio che ha il potere su questi flagelli, e non si ravvidero per dargli gloria.

16,10 Poi il quinto angelo versò la sua coppa sul trono della bestia. Il suo regno fu avvolto dalle tenebre. Gli uomini si mordevano la lingua per il dolore, 16,11 e bestemmiarono il Dio del cielo a causa dei loro dolori e delle loro ulcere, ma non si ravvidero dalle loro opere. Apoc 16, 8-11;


Infine, attraverso le dichiarazioni: "bestemmiarono il nome di Dio che ha il poter su questi flagelli" e "bestemmiarono il Dio del cielo a causa dei loro dolori e delle loro ulcere", si nota chiaramente, che in questo momento gli uomini sanno esattamente da dove vengono questi flagelli: sanno che è il Dio del cielo a riversare, nella Sua Ira, questo Suo furore su questa umanità impenitente e idolatra.

Già precedentemente alla prima coppa dell�ira, in Apoc 15,1, ci viene annunciato, che queste sette coppe dell’Ira di Dio saranno gli ultimi flagelli, che Dio infliggerà sull’umanità.

Sette angeli che recavano sette flagelli, gli ultimi, perché con essi si compie l’ira di Dio.

Apoc 15,1 Poi vidi nel cielo un altro segno grande e meraviglioso: sette angeli che recavano sette flagelli, gli ultimi, perché con essi si compie l’ira di Dio. Apoc 15, 1;


Con queste sette coppe dell’Ira si completa, dunque, il furore di Dio. E se ora osserviamo il passaggio relativo alla settima e ultima coppa, notiamo che gli uomini persistettero nel loro rifiuto di Dio fino all’amara fine.

Gli uomini bestemmiarono Dio a causa della grandine; perché era un terribile flagello.

Apoc 16,17 Poi il settimo angelo versò la sua coppa nell’aria; e dal tempio uscì una gran voce proveniente dal trono, che diceva: «È fatto». 16,18 E ci furono lampi, voci, tuoni e un terremoto così forte che da quando gli uomini sono sulla terra non se n’è avuto uno altrettanto disastroso. 16,19 La grande città si divise in tre parti, e le città delle nazioni crollarono e Dio si ricordò di Babilonia la grande per darle la coppa del vino della sua ira ardente. 16,20 Ogni isola scomparve e i monti non furono più trovati. 16,21 E cadde dal cielo sugli uomini una grandine enorme, con chicchi del peso di circa un talento; gli uomini bestemmiarono Dio a causa della grandine; perché era un terribile flagello. Apoc 16,17-21;


Ma la ripetuta indicazione "e non si ravvidero" contiene anche un’altra informazione. Sembra che anche in quel momento ci fosse ancora la possibilità di essere salvati attraverso la conversione e il pentimento. Dio, dunque, sarebbe stato pronto a perdonare fino alla fine. Ma non ci fu nessuno, che volesse prendere in considerazione questa possibilità. E questa è appunto la maledizione dell’apostasia e del rifiuto di Dio: non si può più tornare indietro.

E ora questo pericolo lo corrono soprattutto i teologi liberali (non cristiani biblici) qui apostrofati nella critica della Bibbia. Mentre la normale persona non credente legge a malapena la Bibbia nella sua vita e quindi ha poca connessione con Dio e non ha un’opinione concreta in merito - né pro né contro - proprio queste persone che si occupano della Bibbia hanno quindi un contatto diretto con Dio e lo Spirito Santo.

Mentre una comune persona non credente difficilmente legge la Bibbia nella sua vita e quindi ha una scarsa relazione con Dio senza avere una concreta opinione sulle questioni spirituali – sia a favore che contraria – proprio queste persone che si interessano della Bibbia hanno un contatto diretto con Dio e con lo Spirito Santo.

Chi qui nega, che i libri profetici – come ad esempio quelli di Isaia e Daniele – siano stati ispirati dallo Spirito Santo, dimostra di non avere personalmente mai fatto esperienza nella sua vita con lo Spirito Santo e quindi neanche con Dio, oltre a screditare automaticamente se stesso nello svolgere un’attività come il teologo (teologia=conoscenza di Dio). Ma ciò che è ancora peggio è che in questo modo parla contro lo Spirito Santo e quindi deve aspettarsi quelle conseguenze che il Signore annuncia in Mat 12,32:

Ma a chiunque parli contro lo Spirito Santo, non sarà perdonato né in questo mondo né in quello futuro.

Mat 12,32 A chiunque parli contro il Figlio dell’uomo, sarà perdonato; ma a chiunque parli contro lo Spirito Santo, non sarà perdonato né in questo mondo né in quello futuro. Mat 12,32;


Chi qui non si ravvede e non si converte, imbocca quella via, dalla quale non si può più fare ritorno, e trascina con sé nell’abisso tutti quelli che lo seguono.


La Trinità biblica e alcune altre specificità della fede cristiana biblica.


La Trinità biblica e alcune altre specificità della fede cristiana biblica.


A differenza di tutte le altre religioni di questo mondo, il cristianesimo biblico non è una religione. È una relazione. Un rapporto o una connessione con Dio, in quanto nostro Padre nei cieli. Ecco perché anche il nostro Signore Gesù Cristo ci ha detto:

Non chiamate nessuno sulla terra vostro padre, perché uno solo è il Padre vostro, quello che è nei cieli.

Mat 23,9 Non chiamate nessuno sulla terra vostro padre, perché uno solo è il Padre vostro, quello che è nei cieli. Mat 23,9;

Perciò, nel cristianesimo biblico non chiamiamo nessuno sulla terra nostro Padre, ma l’unico e solo Onnipotente Dio nei cieli è nostro Padre. Infatti, Dio non ha creato solo noi, ma con Adamo e Eva, i nostri genitori arcaici, tutti gli esseri umani, ed è quindi il padre di tutti noi. Eppure questo è ciò che pochissimi vogliono sapere.

Nel cristianesimo biblico la connessione con il nostro Padre nei cieli è completamente diversa rispetto all’adorazione di idoli nelle religioni secolari. Come ci dice il Figlio di Dio, la comunicazione tra Dio e i suoi figli è esclusivamente di natura spirituale:

Dio è Spirito; e quelli che l’adorano, bisogna che l’adorino in spirito e verità.

Giov 4,23 Ma l’ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; poiché il Padre cerca tali adoratori. 4,24 Dio è Spirito; e quelli che l’adorano, bisogna che l’adorino in spirito e verità». Giov 4,23�24;

E come ci conferma anche Paolo nella prima lettera ai Corinzi, lo Spirito di Dio dimora in noi, se siamo figli di Dio.

Non sapete che siete il tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?

1Cor 3,16 Non sapete che siete il tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? 3,17 Se uno guasta il tempio di Dio, Dio guasterà lui; poiché il tempio di Dio è santo; e questo tempio siete voi. 1Cor 3,16-17;

Così questa è una connessione molto simile a quella, che anche il Figlio di Dio ebbe con il Padre durante la Sua missione sulla terra:

Non credi tu che io sono nel Padre e che il Padre è in me?

Giov 14,10 Non credi tu che io sono nel Padre e che il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico di mio; ma il Padre che dimora in me, fa le opere sue. 14,11 Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se no, credete a causa di quelle opere stesse. Giov 14,10-11;

Infine il Signore Gesù stesso ci spiega anche, che chi Lo ama si riconoscerà dal fatto, che osserverà la Parola del Suo Signore. E perciò il Padre lo amerà ed entrambi, Padre e Figlio, verranno da lui e dimoreranno presso di lui.

Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio l’amerà, e noi verremo da lui e dimoreremo presso di lui.

Giov 14,22 Giuda (non l’Iscariota) gli domandò: «Signore, come mai ti manifesterai a noi e non al mondo?» 14,23 Gesù gli rispose: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio l’amerà, e noi verremo da lui e dimoreremo presso di lui. 14,24 Chi non mi ama non osserva le mie parole; e la parola che voi udite non è mia, ma è del Padre che mi ha mandato.
14,25 Vi ho detto queste cose, stando ancora con voi; 14,26 ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto quello che vi ho detto. Giov 14,22-26;

Quindi riassumiamo: Paolo ci dice sopra in 1Cor 3,16, che lo Spirito Santo dimora presso di noi, se siamo figli di Dio. Qui sopra in Giov 14,23 il Signore Gesù ci dice, che Padre e Figlio verranno da noi e dimoreranno presso di noi, se amiamo il Figlio.

Così nel nostro spirito abbiamo unito Padre, Figlio e Spirito Santo!
C’è ancora chi dubita, che questi tre esseri spirituali possano essere riuniti anche al di fuori dell’uomo in un uno Spirito, lo Spirito di Dio, come "Trinità"?


E ora Paolo in 1Cor 3,16, di cui sopra ci scrive, non solo che lo Spirito Santo dimora presso i figli di Dio, ci dice anche, che noi siamo il tempio di Dio. Cioè, come Dio dimorava nel Santo dei Santi del tempio di Gerusalemme con gli israeliti, da allora Dio dimora di nuovo in un tempio.

Solo che questo nuovo tempio non è un edificio fatto con le mani. Piuttosto, ogni singolo credente cristiano, che ama il Suo Signore e osserva la Sua Parola è il tempio di Dio, nel cui "Santo dei Santi", vale a dire nello spirito di questa persona, prende dimora la Trinità.

L’Altissimo però non abita in edifici fatti da mano d’uomo.

Atti 7,48 L’Altissimo però non abita in edifici fatti da mano d’uomo, come dice il profeta(Isaia 66:1-2): 7,49 "Il cielo è il mio trono, e la terra lo sgabello dei miei piedi. Quale casa mi costruirete, dice il Signore, o quale sarà il luogo del mio riposo? 7,50 Non ha la mia mano creato tutte queste cose?" Atti 7,48-50;

Dunque, nella fede cristiana biblica non esistono riti, liturgie, "messe", sacerdoti, vescovi, cardinali, papi, etc. I credenti cristiani biblici stessi sono il tempio di Dio e nel loro spirito hanno una connessione immediata e diretta con il loro Padre Celeste.

Proprio per questa ragione il cristianesimo biblico non conosce neanche le "case di Dio", come le chiese, le cattedrali, i duomi, le moschee e i templi delle religioni di questo mondo. Perché l’unico e solo Dio non abita nelle case di culto, che sono fatte con le mani. Come figli di Dio, noi stessi siamo il tempio in cui Dio prende dimora nel "Santo dei Santi" � nel nostro spirito.

Noi siamo infatti il tempio del Dio vivente, come Dio stesso ha detto: "Abiterò in mezzo a loro e con loro camminerò e sarò il loro Dio, ed essi saranno il mio popolo."

2Cor 6,14 Non lasciatevi legare al giogo estraneo degli infedeli. Quale rapporto infatti ci può essere tra la giustizia e l’iniquità, o quale unione tra la luce e le tenebre? 6,15 Quale intesa tra Cristo e Beliar, o quale collaborazione tra un fedele e un infedele? 6,16Quale accordo tra il tempio di Dio e gli idoli?

Noi siamo infatti il tempio del Dio vivente, come Dio stesso ha detto:
"Abiterò in mezzo a loro e con loro camminerò e sarò il loro Dio, ed essi saranno il mio popolo." 6,17 Perciò uscite di mezzo a loro e riparatevi, dice il Signore, non toccate nulla d�impuro. "E io vi accoglierò, 6,18 e sarò per voi come un padre, e voi mi sarete come figli e figlie", dice il Signore onnipotente. 2Cor 6,14-18;

Ed è anche questo spirito dei figli di Dio che vivrà dopo la risurrezione come un essere spirituale nella dimensione eterna con il nostro Padre nei cieli, avendo percorso la strada che nostro Signore Gesù Cristo ha già percorso prima di noi come primizia (1Cor 15,20-28).

Quando un figlio o una figlia di Dio vuole parlare con suo Padre nei cieli, entra nella sua cameretta, chiude
la porta e per prima cosa chiede il perdono dei suoi peccati nel nome del sacrificio di redenzione del suo Signore Gesù Cristo. E allora si libera la via per ogni ringraziamento e giubilo, petizione e pianto, e qualsiasi altra cosa che un figlio di Dio deve comunicare al suo Padre celeste.

Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta e, chiusa la porta, rivolgi la preghiera al Padre tuo che è nel segreto.

Mat 6,5 «Quando pregate, non siate come gli ipocriti; poiché essi amano pregare stando in piedi nelle sinagoghe e agli angoli delle piazze (o al "Muro del pianto"!/FH) per essere visti dagli uomini. Io vi dico in verità che questo è il premio che ne hanno. 6,6 Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta e, chiusa la porta, rivolgi la preghiera al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa. 6,7 Nel pregare non usate troppe parole come fanno i pagani, i quali pensano di essere esauditi per il gran numero delle loro parole. 6,8 Non fate dunque come loro, poiché il Padre vostro sa le cose di cui avete bisogno, prima che gliele chiediate. Mat 6,5-8;




(I testi nella cornice nera sono citazioni dei visitatori di questo sito o di altri autori!)

(Lo Spirito Santo può essere negato per scherzo? / Replica di Christian Bollmeyer 01, 14-02-2004)

Mi fa piacere trovare un nuovo, interessante e illuminante contributo; nel frattempo ho anche riletto il Discorso 64. Solo un suggerimento: la parola �bestemmia’ non è comune nell’uso linguistico odierno e, di conseguenza, per il destinatario non è di immediata comprensione. Quindi �bestemmia’ deve essere più della semplice menzione della parola �Spirito Santo’ in un contesto scherzoso e anche derisorio. Ad esempio, tra i giuristi tedeschi, a proposito della restituzione dei regali di fidanzamento in base al � 1300 del BGB (Codice civile tedesco), circola un verso in rima, citato nelle lezioni e che non voglio ripetere qui. Mentre considero espressioni del genere un peccato contro lo Spirito Santo, allo stesso tempo però non ritengo ancora, che siano la realizzazione del �peccato mortale’, indicato in Mat 12,31 e ss. La stessa cosa dovrebbe valere anche per altri scherzi, in cui si menziona lo Spirito Santo. Perciò penso, che una chiara precisazione a tal proposito può essere utile a molti. Per ciò che riguarda me, nel corso della mia vita ho sicuramente contristato lo Spirito Santo in diverse occasioni, addossandomi anche alcuni peccati, ma nonostante tutto Egli è ancora presente, altrimenti difficilmente scriverei queste cose. Credo, perciò, che prima che Dio respinga realmente e definitivamente una persona, deve succedere qualcosa di mostruoso, che nessuna grazia può più giustificare. Di conseguenza, �bestemmia’, nel senso di Mat 31,12 e ss., deve significare più di un’espressione sconsiderata, in cui per caso compare lo Spirito Santo. Se ciò fosse vero, un chiarimento sgraverebbe coloro che credono davvero da molti inutili rimorsi di coscienza proprio.

Christian Bollmeyer, Hamburg / bollmeyer@debitel.net



Lei ha perfettamente ragione, proprio questo importante aspetto è stato messo troppo poco in risalto nella mia argomentazione di cui sopra. Secondo me, la bestemmia contro lo Spirito Santo non è un peccato qualsiasi in senso generale. Non penso sia un’azione o una mostruosità umana � in qualunque forma � che nessuna grazia potrebbe mai giustificare. Qui è in gioco molto di più, qualcosa di molto più fondamentale.

Vorrei utilizzare qui il Suo riferimento giuridico per presentare questo concetto in maniera più dettagliata. Se un avvocato difende il suo assistito in tribunale, cercherà di ottenere per lui la minor pena possibile. Anche se si tratta di un pluriomicida, cercherà di sfruttare tutte le possibilità consentite dalla legge, affinché vengano concesse le circostanze attenuanti..

Nella maggior parte dei casi il pubblico ministero vede la posizione giuridica dell’imputato in maniera divergente e quindi è compito del giudice interpretare la legge in moda che giustizia sia fatta. Ecco il caso tipico: la legge è il fondamento della sentenza ed è riconosciuta da tutte le parti.

Se ora però il difensore si colloca al di sopra della legge e insiste che i principi giuridici fondamentali, socialmente e universalmente riconosciuti, non valgano per lui e il suo assistito, presentando poi egli stesso leggi proprie, che contengono norme completamente diverse rispetto a ciò che la legge consente e vieta, allora la base comune non esisterebbe più e né il pubblico ministero, né il giudice potrebbero accettarlo. E da ciò dipende tutto: non dalla gravità di una qualche colpa, ma dal fatto, che con il rifiuto dello Spirito Santo è venuta meno quella base comune, che innanzitutto permette la comunicazione con Dio.

Così come ora alcuni accusati possono ritenere ingiusta una legge e incompetente un giudice, allo stesso modo anche il comune non credente può fare simili osservazioni a proposito dei comandamenti o di Dio e dello Spirito Santo. Ciò ancora non lo condanna alla dannazione. La cosa cambia però, se è il giurista (teologo) a premettersi cose simili.

Tuttavia, chi è dell’opinione, che le leggi in vigore siano state emanate da criminali e che il giudice sia un corrotto, e si rifiuta di riconoscere sia le leggi, sia il giudice, ha perso la base comune e il contatto con la società.

E così anche quelli, che parlano contro lo Spirito Santo, sostenendo che questi non è lo Spirito di Dio, ma lo Spirito del Male e che Dio non è il Bene, ma il Male in persona, e che non vogliono riconoscere, che la colpa è loro e che dovrebbero ravvedersi - come ci spiega l’Apocalisse a proposito dei diversi flagelli:

Apoc 16,10 Poi il quinto angelo versò la sua coppa sul trono della bestia. Il suo regno fu avvolto dalle tenebre. Gli uomini si mordevano la lingua per il dolore, 16,11 e bestemmiarono il Dio del cielo a causa dei loro dolori e delle loro ulcere, ma non si ravvidero dalle loro opere. Apoc 16,10-11;


- queste persone hanno abbandonato il fondamento, sul quale avrebbero potuto nascere grazia, misericordia e perdono.

Come si può vedere, non è che Dio non vuole perdonare. Egli non è più in grado di perdonare. Il sistema è crollato. Queste persone si sono collocate fuori dalla portata del perdono di Dio. È come nella parabola della caverna di Platone, quando mi lamento di non sentire il sole sul viso e, tuttavia, trascorro volontariamente tutto il giorno nella cantina buia.



(I testi nella cornice nera sono citazioni dei visitatori di questo sito o di altri autori!)

(Cosa si intende con "parlare contro lo Spirito Santo"? / Replica di Christian Bollmeyer 02, 02-03-2004)

L’esempio del sistema giudiziario è riuscito perfettamente e sarà un valido aiuto per molti, che in un certo momento della loro vita si sono tormentati con simili questioni. Nel mio caso posso escludere di aver nominato deliberatamente lo Spirito Santo in un contesto blasfemo, quanto meno questi infelici versi rimati mi avevano indignato già allora. Ma dall’altro canto, non posso neanche escluderlo per tutta la mia vita, semplicemente perché a tal proposito il ricordo preciso in parte mi abbandona. E poi rimane quella domanda assolutamente angosciante "E cosa succederebbe, se �?" A volte questa domanda mi ha tormentato molto. Ora è già da molto tempo che ho maturato la convinzione, che per macchiarsi di tale colpa non può bastare solo la parola e mi fa piacere, che anche Lei la pensi allo stesso modo. Tutto il resto sarebbe in contraddizione con la mia esperienza personale. Ma perché no? Dopo tutto in Mat 12,32 (Lutero 1984 [Nuova Riveduta]) si dice pur sempre:

Mat 12,32 A chiunque parli contro il Figlio dell’uomo, sarà perdonato; ma a chiunque parli contro lo Spirito Santo, non sarà perdonato né in questo mondo né in quello futuro. (Mat 12, 32)


Nella Diodati il passaggio è il seguente:

Mat 12,32 Ed a chiunque avrà detta alcuna parola contro al Figliuol dell’uomo, sarà perdonato; ma a niuno che l’abbia detta contro allo Spirito Santo, sarà perdonato, nè in questo secolo, nè nel futuro. (Mat 12,32)


Da qui ero partito dal presupposto, che "alcuna parola" non deve essere intesa come una singola parola, ma come un discorso diretto contro lo Spirito Santo (al contrario di ‘su’). Se ora si applicano le tecniche interpretative (giuridiche), la parola "contro" (qualche volta in traduzioni in tedesco antico si trova "in opposizione a") fa dedurre, che questo discorso deve mostrare, che la volontà è diretta (intenzionalmente) verso il rifiuto (contro l’accettazione) di Dio. Nel diritto penale si parla di premeditazione.

Tuttavia, questo passaggio inizia ogni volta con la congiunzione "e". Infatti, il versetto precedente (Lutero 84) recita:

Mat 12,31 Perciò vi dico: Tutti i peccati e le bestemmie saranno perdonati agli uomini; ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata.

12,32 E se qualcuno dirà una parola contro il Figlio dell’uomo, gli sarà perdonato, ma se qualcuno parlerà contro lo Spirito Santo, non gli sarà perdonato, né in questa età né in quella futura.  (Mat 12,31-32)


Normalmente l’uso della parola "e" farebbe concludere un giurista, che sono presenti due diverse fattispecie, che rispettivamente prevedono la pena di morte, vale a dire la bestemmia, da un lato, e il "discorso contro", dall’altro. Allora, però, la parola "bestemmia" dovrebbe esprimere un concetto diverso di "parlare contro lo Spirito Santo". Intanto, in base alla semantica del termine "bestemmia", non è così, come Lei giustamente indica e quindi si tratta solamente della ripetizione della stessa fattispecie. Ciò possibilmente anche perché altrimenti tutto dipenderebbe esclusivamente dal termine "bestemmia", e poi perché questa parola è così vaga, che oggi � ammesso che venga usata nel linguaggio corrente � può significare appunto un discorso denigratorio "nei confronti di" qualcuno.

Ora Lei obietterà giustamente, che proprio la Bibbia non può essere valutata con le norme giuridiche, pensate per le leggi umane. Inoltre, mi rimprovererà di pignoleria a proposito della discussione sulla formulazione esatta delle traduzioni tedesche della Bibbia (purtroppo non conosco il greco). Però almeno ho sempre riflettuto molto su queste cose e mi sono posto alcune domande. Tuttavia, dopo un po’ di tempo ho capito ora, che il significato non si desume soltanto da questi versetti presi isolatamente, ma che bisogna considerare piuttosto il contesto complessivo, in cui questi versetti sono collocati. Gesù non ha inventato queste parole, anzi, le ha dette dopo che i farisei (Mat 12, 24 e ss.) lo avevano accusato di scacciare i demoni con l’aiuto di Belzebù, negando quindi lo Spirito Santo (per mezzo del quale più tardi anche gli apostoli scacciarono i demoni, con riferimento a Atti 16,16) e andando così contro una migliore conoscenza, oltre ad avere attribuito le sue opere a Satana. In Mar 3,30 (Nuova Riveduta), si dice conformemente con limpida chiarezza:

Mar 3,30 - Egli parlava così perché dicevano: «Ha uno spirito immondo». (Mar 3,30)


E in maniera splendida Lei ha reso questa questione immediatamente chiara a tutti attraverso l’esempio del sistema giudiziario.

Christian Bollmeyer, Hamburg / bollmeyer@debitel.net



Prima di tutto, mi permetta di esprimerLe il mio apprezzamento per il Suo profondo impegno nell’analisi relativa a questo tema. Un simile approccio metodico al testo biblico oggi è purtroppo una rarità, nonostante l’esperienza � e anche il Suo esempio- dimostra, che in questo modo il significato delle espressioni bibliche può essere compreso e dimostrato in maniera molto più efficiente.

E anche la conclusione alla quale Lei è giunto, per cui ci si deve confrontare prima di tutto con il contesto per comprendere il significato di un passaggio biblico, è un fatto, su cui anch’io richiamo ripetutamente l’attenzione. Di conseguenza, non La accuso affatto di pignoleria, ma, al contrario, Le sono grato di aver fatto notare questa mancanza nella mia argomentazione e di darmi così l’opportunità attraverso il Suo commento di correggere questi errori.

Come nella scorsa replica, anche qui non posso che essere completamente d’accordo con Lei. La mia argomentazione naturalmente si basa sul contesto di Mat 12,24-28 e di Mar 3,30, altrimenti non sarei così sicuro della mia interpretazione. Ecco qui innanzitutto questi passaggi, che ha citato anche Lei, trascritti di seguito nella loro interezza:

«Costui non scaccia i demoni se non per l’aiuto di Belzebù, principe dei demoni».

Mat 12,22 Allora gli fu presentato un indemoniato, cieco e muto; ed egli lo guarì, in modo che il muto parlava e vedeva. 12,23 E tutta la folla stupiva e diceva: «Non è questi il Figlio di Davide?» 12,24 Ma i farisei, udendo ciò, dissero: «Costui non scaccia i demoni se non per l’aiuto di Belzebù, principe dei demoni».

12,25 Gesù, conoscendo i loro pensieri, disse loro: «Ogni regno diviso contro se stesso va in rovina; e ogni città o casa divisa contro se stessa non potrà reggere. 12,26 Se Satana scaccia Satana, egli è diviso contro se stesso; come dunque potrà sussistere il suo regno? 12,27 E se io scaccio i demoni con l’aiuto di Belzebù, con l’aiuto di chi li scacciano i vostri figli? Per questo, essi stessi saranno i vostri giudici. 12,28 Ma se è con l’aiuto dello Spirito di Dio che io scaccio i demoni, è dunque giunto fino a voi il regno di Dio. Mat 12,22-28;

Perché dicevano: «Ha uno spirito immondo».

Mar 3,28 In verità vi dico: ai figli degli uomini saranno perdonati tutti i peccati e qualunque bestemmia avranno proferita; 3,29 ma chiunque avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo, non ha perdono in eterno, ma è reo di un peccato eterno». 3,30 Egli parlava così perché dicevano: «Ha uno spirito immondo». Mar 3,28-30;


Nella mia interpretazione di cui sopra, le mie argomentazioni purtroppo si sono fermate all’"Apocalisse" e ho mancato di riferirmi esplicitamente a questi passaggi alla fine. E ciò è un problema, perché le dichiarazioni di questi passaggi biblici in realtà rappresentano proprio la base della mia interpretazione conclusiva. Per fortuna ora Lei non solo ha fatto notare questo fatto, ma ha mostrato immediatamente anche i riferimenti corretti, cosicché, penso, non siano più necessarie ulteriori spiegazioni.

Forse dovremmo, tuttavia, affrontare la questione, che Lei ha ricordato ripetutamente sopra e che, in base alla mia esperienza, si pongono continuamente anche molti fratelli e sorelle nel Signore: "Ho commesso questo peccato contro lo Spirito Santo?"

Per quelle persone che si pongono questa domanda con un cuore pieno di fede e non con una cattiva disposizione d’animo e che poi aggiungono: "Se non l’ho fatto, allora devo recuperare immediatamente" – esistono anche queste persone (ad esempio i satanisti) – per questi individui esiste una risposta che, secondo me, è semplice e corretta allo stesso tempo:

Chi, in quanto credente cristiano, si pone la domanda: "Ho commesso questo peccato contro lo Spirito Santo?" – in qualsiasi momento della sua vita � si suppone che la sua risposta sia "no". (Altrimenti di sicuro non sarebbe più un credente cristiano!).


E questo ora coincide in maniera piuttosto precisa con l’intuitiva opinione da Lei espressa nella Sua prima replica, di cui sopra:

"Per ciò che riguarda me, nel corso della mia vita ho sicuramente contristato lo Spirito Santo in diverse occasioni, addossandomi anche alcuni peccati, ma nonostante tutto Egli è ancora presente, altrimenti difficilmente scriverei queste cose."





[1] La Tübinger Offensive Stadtmission eV (TOS) [Campagna di missioni urbane di Tubinga, Associazione registrata] nacque nel 1986, all’inizio come gruppo di preghiera sovraconfessionale formato da cristiani provenienti da diverse comunità. Solo nel 1990 la TOS fu fondata come nuova comunità cristiana, dopo che il gruppo aveva vissuto una forte crescita (dovuta specialmente alla scena esoterica di Tubinga). La TOS fa parte del "movimento carismatico pentecostale".

Quando al direttore della TOS Jobst Bittner fu chiesto, se per le sue attività chiedeva e riceveva denaro dai membri, egli rispose: "La Parola di Dio parla chiaramente di questo principio della semina e del raccolto. E lì dove semino, raccolgo. Questo è ciò che fa ogni contadino. E in effetti anche le nostre esperienze sono state fenomenali".

(Da: "Hallelujah oder Amen", ["Alleluia o Amen"] – Österreichischer Rundfunk Fernsehen (ORF) [Radio e Televisione austriaca], Hörbilder [Immagini radio], 13. 12. 2003)


Queste "esperienze fenomenali" dovevano poi anche limitarsi a incassare grosse somme di denaro, poiché le esperienze dello Spirito di Dio qui lasciavano piuttosto a desiderare. Ciò è dimostrato anche e specialmente dall’interpretazione completamente errata del passaggio biblico citato.

Nella Bibbia con "semina e raccolto" naturalmente non si intende la propagazione del patrimonio ideologico dei carismatici in cambio di somme di denaro incassate dai creduloni. Questo passaggio biblico non va inteso in senso materiale, ma in senso puramente spirituale. Se trasmettiamo la Parola di Dio contenuta nella Bibbia ai nostri simili in maniera vera e sincera (la semina), allora il Signore la farà crescere nei cuori di queste persone e la farà maturare (il raccolto). E ciò accadrà senza doversi assoggettarsi a qualcuno, senza dover venerare nessuno, senza dover diventare membro di qualche associazione e senza dover obbligatoriamente pagare molto denaro a questi "fratelli".

Tuttavia, la TOS desidera incassare ancora più denaro. Sul suo sito web si trova un appello rivolto indiscriminatamente a tutti quelli che vi capitano:

"Cerchiamo 1.000 persone, che ci sostengano con 5 euro al mese, fornendo così una considerevole copertura finanziaria ai nostri progetti."

Non è difficile indovinare, che questi "progetti" comprendano anche i considerevoli compensi del "personale esecutivo" della TOS, di cui fanno parte anche Bittner e sua moglie, dato che la TOS, su propria ammissione, si finanzia al 100% con denaro ricavato da donazioni.