In Apoc 6,9 Giovanni non ha forse visto delle anime, ma solo
il sangue versato dei martiri? / Libro di Adolf Pohl 00, pagina 202
Perché in Apoc 6,9 si parla delle anime dei martiri?
/ Replica di Denny R. Walter 00 16-10-2005
L’esistenza eterna di ogni essere umano.
La Trinità biblica e alcune altre specificità della fede biblico-cristiana.
Esiste l’immortalità dell’anima? Discorso 22
Cosa significa che Giovanni «vide» ai piedi dell’altare le anime dei defunti
(Apoc 6,9/nota FH)? Cosa si presentava visivamente? Lìisraelita conosceva un canale in cui veniva
versato il sangue del sacrificio (Lev 4,7). Con questa effusione, la vita o l’anima degli animali sacrificali veniva
restituita a Dio. È quindi plausibile l’interpretazione secondo cui Giovanni qui vide il sangue versato dei martiri.
Egli interpreta immediatamente questa visione: «Ho visto delle anime». – Non vi è quindi motivo di
chiedersi quale aspetto avessero le «anime», né di immaginarle come figure. – Alla vista del sangue, egli
prese coscienza delle persone la cui morte sull’altare, cioè il sacrificio innocente offerto a Dio, le aveva
condotte in una particolare vicinanza a Dio. La morte non le aveva separate da Dio.
(Da: «L’Apocalisse di Giovanni» spiegata da Adolf Pohl, 2ª parte, pag. 202, Wuppertaler Studienbibel)
Il punto di vista qui sopra sostenuto da Adolf Pohl è preferito anche da alcuni altri esegeti, poiché presenta un vantaggio essenziale: in questo modo ci si risparmia sia un’identificazione concreta di questi martiri – essi sono «sangue» – sia una spiegazione del significato che dovrebbe avere la locuzione «sotto l’altare». Ecco ora questo passaggio nel suo contesto:
Vidi sotto l’altare le anime di coloro che erano stati immolati per la parola di Dio.
Apoc 6,9 E quando aprì il quinto sigillo, vidi sotto l’
altare le anime di coloro che erano stati massacrati per la Parola di Dio e per la testimonianza che avevano resa. 6,10 E gridavano a gran voce , dicendo: «Fino a quando, o sovrano santo e verace, non giudicherai e non vendicherai il nostro sangue contro coloro che abitano sulla terra ?». 6,11 E a ciascuno di loro fu data una veste bianca; e fu detto loro che dovevano riposare ancora per un breve tempo, finché fossero completati anche i loro compagni di servizio e i loro fratelli, che, come loro, dovevano essere uccisi. Apoc 6,9-11;
A un esame più attento ci rendiamo ben conto che Giovanni qui proprio non «vide sangue di martiri versato», ma vide queste anime in forma corporea davanti a sé. Altrimenti gli sarebbe stato difficile constatare che «a ciascuno di loro fu data una veste bianca veste bianca». Giovanni qui ha quindi effettivamente visto le anime dei martiri e non il loro sangue. Nel tentativo di identificare queste anime, ci viene in mente un altro testo, del tutto simile, contenuto nell’Apocalisse.
Vidi le anime di coloro che erano stati decapitati per amore della Parola di Dio.
Apoc 20,4 E vidi dei troni, e coloro che vi si sedettero, e il giudizio fu affidato a loro; e vidi le anime di coloro che erano stati decapitati per la testimonianza di Gesù e per la Parola di Dio, e di coloro che non avevano adorato la Bestia né la sua immagine e non avevano ricevuto il marchio sulla fronte e sulla mano, e essi tornarono in vita e regnarono con Cristo per mille anni. Apoc 20,4;
Anche in questo caso si tratta quindi di martiri che erano stati uccisi a causa della loro fede. E riconosciamo un nesso diretto con l’affermazione sopra citata di Apoc 6,9: in entrambi i testi si menziona che questi martiri erano stati uccisi per la Parola di Dio (martiri dell’epoca dell’Antico Testamento) e per la testimonianza di Gesù (martiri dell’epoca del Nuovo Testamento) che avevano reso. Tuttavia, qui, in Apoc 20,4, viene menzionato un ulteriore gruppo di martiri. Si tratta di «coloro che non hanno adorato la Bestia né la sua immagine e non hanno ricevuto il marchio sulla fronte e sulla mano». Ciò riguarda chiaramente quei martiri che, durante il periodo del dominio anticristiano, si sono rifiutati di adorare la Bestia e per questo sono stati uccisi.
In Apoc 14,12-13 abbiamo poi un riferimento concreto all’inizio di questa persecuzione e uccisione dei martiri durante il dominio anticristiano:
Beati i morti che d’ora in poi muoiono nel Signore!
Apoc 14,12 Qui sta la perseveranza dei santi, che osservano i comandamenti di Dio
e la fede di Gesù. 14,13 E udii una voce dal cielo che diceva: «Scrivi: Beati i morti che d’ora in poi muoiono nel Signore! Sì, dice lo Spirito, affinché riposino dalle loro fatiche, poiché le loro opere li seguono. Apoc 14,12-13;
Sebbene questo gruppo di martiri del regno anticristiano non sia menzionato esplicitamente nel nostro primo testo sopra citato, in Apoc 6,9, abbiamo comunque un riferimento implicito a loro. In Apoc 6,11, infatti, a questi martiri ai piedi dell’altare viene detto «che dovevano riposare ancora per un breve tempo, finché fossero stati completati anche i loro compagni di servizio e i loro fratelli, che, come loro, dovevano essere uccisi». E in Apoc 15,2, qui di seguito, è poi giunto il momento: quei credenti che non avevano adorato la Bestia furono uccisi sotto il dominio anticristiano e ora stanno davanti al trono di Dio. Si sono uniti ai loro compagni e ai loro fratelli che li avevano attesi ancora per un breve tempo.
I vincitori sulla Bestia, sulla sua immagine e sul numero del suo nome davanti al trono.
Apoc 15,2 E vidi qualcosa di simile a un mare di vetro, misto a fuoco, e vidi i vincitori sulla Bestia, sulla sua immagine e sul numero del suo nome in piedi sul mare di vetro, e avevano le arpe di Dio. Apoc 15,2;
Dal riferimento al fatto che questi martiri in Apoc 15,2 si trovano ora in cielo davanti al trono
di Dio, si possono individuare anche alcuni altri nessi. Da un lato, la logica conclusione che questi uccisi siano evidentemente giunti in cielo – probabilmente anch’essi tramite una risurrezione e un rapimento, come nel caso della Chiesa. Dall’affermazione riportata più sopra, in Apoc 6,11, secondo cui i martiri lì presenti «dovevano riposare ancora per un breve tempo, finché anche i loro compagni di servizio e i loro fratelli, che come loro sarebbero stati uccisi», emerge senza dubbio che questi credenti, uccisi sotto il dominio della Bestia, l’Anticristo demoniaco (a partire dal capitolo 13), sono gli ultimi ad essere perseguitati e uccisi sulla terra per la loro fede.
(Vedi anche la Tabella 14: «La Grande Tribolazione – suddivisa per eventi.»)
Da questo momento in poi – cioè a partire dal capitolo 16 dell’Apocalisse – non ci sono più credenti cristiani sulla terra. Ed è proprio da questo momento che si abbatte la terribile ira di Dio con
i sette giudizi delle coppe sugli adoratori della Bestia. Ciò fa però capire che in questo modo si adempiranno le
si adempiranno le promesse contenute nella prima lettera di Paolo ai Tessalonicesi, secondo le quali il Signore non ci ha destinati all’ira, ma tutti i credenti cristiani saranno al sicuro in cielo dall’ira di Dio, a partire dai giudizi delle coppe in Apoc 16, che si manifesterà dal cielo su tutti gli empi.
Gesù, che ci salva dall’ira che sta per venire.
1Tess 1,9 Poiché essi stessi raccontano di noi, quale accoglienza abbiamo avuto presso di voi e come vi siete convertiti dagli idoli a Dio, per servire il Dio vivente e vero 1,10 e per attendere dai cieli il suo Figlio, che egli ha risuscitato dai morti: Gesù, che ci salva dall’ira a venire. 1Tess 1, 9-10;
Poiché Dio non ci ha destinati all’ira, ma a ottenere la salvezza per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo
1Tessalonicesi 5,9 Poiché Dio non ci ha destinati all’ira, ma a ottenere la salvezza per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo, 5,10 il quale è morto per noi, affinché noi, sia che vegliamo sia che dormiamo, viviamo insieme a lui. 1Tess 5, 9-10;
Poiché a causa di queste cose l’ira di Dio viene sui figli della disobbedienza.
Efe 5,6 Nessuno vi inganni con vane parole! Poiché a causa di queste cose l’ira di Dio viene sui figli della disobbedienza. Efe 5,6;
Poiché dall’alto del cielo si rivela l’ira di Dio contro ogni empietà e ingiustizia degli uomini.
Romani 1,18 Poiché dall’alto del cielo si rivela l’ira di Dio contro ogni empietà e ingiustizia degli uomini, che con l’ingiustizia soffocano la verità, 1,19 poiché ciò che si può conoscere di Dio è manifesto tra loro, poiché Dio lo ha loro
rivelato. Romani 1,18-19;
Anche nelle sue lettere sopra citate agli Efesini e ai Romani, Paolo sottolinea che l’ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà dei figli della disobbedienza. Purtroppo, tutte queste promesse sulla salvaguardia della Chiesa dall’ira di Dio vengono molto spesso – a causa della mancanza di una visione d’insieme – interpretate erroneamente e, invece di riferirsi al periodo a partire da Apoc 16, vengono interpretate come relative all’intero periodo della Grande Tribolazione, per cui poi, per opportunistico timore della sofferenza, si postula un rapimento della Chiesa già prima della Grande Tribolazione. In questo modo viene negato ai fratelli della fine dei tempi, che Paolo in Romani 8,37, così come Giovanni, definisce «vincitori» in Apocalisse 15,2, ogni coraggio di confessione e proprio la capacità di vincere il male.
Dopo la fine del regno dell’Anticristo e all’inizio del Millennio, in Apocalisse 20,4 entrambi i gruppi – quelli di Apoc 6,9-11 e Apoc 15,2 –, ovvero tutti i martiri di tutte le nazioni e di tutti i tempi, che sono stati uccisi a causa della loro fede nell’unico e solo Dio e nel suo Figlio Gesù Cristo, torneranno in vita e regneranno con il Signore Gesù nel Millennio come sacerdoti e re.
Avremmo così dimostrato l’identità di queste anime sulla base delle Scritture. Ciò che manca ancora è una risposta alla domanda su dove si trovino al tempo di Apoc 6,9 e da dove arrivino improvvisamente in quel luogo. La localizzazione «sotto l’altare» (Elberfelder digitale) non solo è imprecisa, ma è anche ambigua.
- Si tratta di un punto direttamente sotto l’altare (Elberfelder digitale, King James, RSV) oppure Giovanni descrive qui un’area che si trova solo alla base dell’altare, cioè in basso all’altare (Luther, Darby, NAS)?
- A quale altare si fa riferimento qui? Giovanni vede nell’Apocalisse due
altari in cielo: in Apoc 8,5 e 14,18.
- Si intende qui davvero un altare in cielo, oppure la espressione «giù presso l’altare»
si riferisca
all’altare quaggiù sulla terra, nel tempio di Gerusalemme?
Poiché è difficile rispondere a queste domande senza ulteriori indizi, cerchiamo di chiarirle attingendo a un altro riferimento. A queste anime viene detto in Apoc 6,11 che «dovevano riposare ancora per un breve tempo, finché fossero stati completati anche i loro compagni di servizio e i loro fratelli». Da questa affermazione si possono trarre, tra l’altro, due conclusioni: il fatto che debbano riposare ancora per un breve tempo conferma che avevano già riposato in precedenza. E da ciò si può dedurre, a sua volta, che per questo ulteriore breve periodo di riposo torneranno nel luogo in cui si trovavano prima della loro apparizione davanti all’altare. Se ora cerchiamo di comprendere cosa si intenda con «riposare» nella Scrittura, troviamo indicazioni piuttosto precise.
E tu riposerai e risorgerai per la tua sorte alla fine dei giorni.
Dan 12,13 Tu però va’ verso la fine! E tu riposerai e risorgerai per la tua sorte alla fine dei giorni. Dan 12,13;
Anche il mio corpo riposerà nella speranza.
Atti 2,25 Poiché Davide parla di lui (Salmo 16,8-11): «Ho il
Signore sempre davanti agli occhi, poiché egli sta alla mia destra, affinché io non vacilli. 2,26 Perciò il mio
cuore è lieto e la mia lingua esulta; anche il mio corpo riposerà nella speranza. 2,27
Poiché tu non mi abbandonerai alla morte e non permetterai che il tuo Santo veda la corruzione. 2,28 Mi hai fatto conoscere le vie della vita; mi riempirai di gioia al tuo cospetto». Atti 2,25-28;
Riposano nei loro luoghi di riposo, chiunque percorra la propria retta via.
Isa 57,1 Il giusto muore, ma non c’è nessuno che se ne preoccupi. E gli uomini fedeli vengono strappati via, senza che nessuno ci faccia caso. Sì, davanti alla malvagità il giusto viene strappato via; 57,2 egli entra nella pace. Riposano nei loro letti, chiunque percorra la propria retta via. Isa 57,1-2;
Se confrontiamo queste affermazioni con il nostro testo riportato sopra, tratto da Apoc 14,13, dove, in riferimento ai martiri, si dice:
«Sì, dice lo Spirito, affinché riposino dalle loro fatiche, poiché le loro opere li seguono».
Apoc 14,13 E udii una voce dal cielo che diceva: «Scrivi: Beati i morti che d’ora in poi muoiono nel Signore! Sì, dice lo Spirito, affinché riposino dalle loro fatiche, poiché le loro opere li seguono». Apoc 14,13;
possiamo riconoscere che con questo luogo di riposo si intende il regno dei morti. Lì riposano dunque queste anime, i martiri, dalle loro fatiche e nella speranza. E da lì risorgeranno quando i loro compagni di servizio e fratelli, che devono ancora essere uccisi sotto il dominio dell’Anticristo, si saranno uniti a loro. Il regno dei morti come luogo di origine e di riposo dei martiri in Apoc 6,9 è del resto confermato in Apoc 20,5-6.
Gli altri morti non tornarono in vita.
Apoc 20,5 Gli altri morti non tornarono in vita finché non furono compiuti i mille anni. Questa è la prima risurrezione. 20,6 Beati e santi coloro che hanno parte alla prima risurrezione! Su di loro la seconda morte non ha potere, ma essi saranno sacerdoti di Dio e di Cristo e regneranno con lui per i mille anni. Apoc Apoc 20, 5-6;
Il versetto Apoc 20,4 si conclude con l’affermazione: «e loro (i martiri) tornarono in vita e regnarono con Cristo per mille anni». Qui sopra, in Apoc Apoc 20,5, apprendiamo poi che questa era la prima risurrezione, in cui i martiri tornarono in vita e che gli altri non tornarono in vita finché non furono compiuti i mille anni, cioè in occasione della Risurrezione Generale per il Giudizio Universale alla fine del mondo. Ciò che ora è rilevante per il nostro argomento è l’ affermazione in Apoc 20,5: «gli altri morti non tornarono in vita». Poiché, secondo la Scrittura, possiamo presumere che tutti i morti si trovino nel regno dei morti, ciò conferma da un lato l’ affermazione di Apoc 20,5 secondo cui si tratta della Prima Resurrezione dai morti (ma non della risurrezione e del Rapimento della Chiesa!). D’altra parte, tuttavia, ciò significa che i martiri tornati in vita durante la Prima Resurrezione, così come quella parte di essi menzionata qui in Apoc 6,9, provenivano originariamente dal regno dei morti.
(Vedi anche il discorso 07: «Rapimento e prima
risurrezione: un unico evento?»)
In questo modo abbiamo ora individuato anche il luogo di provenienza di queste anime dei martiri di Apoc 6,9, vale a dire il regno dei morti. Tuttavia, ci manca ancora una spiegazione del motivo per cui Giovanni veda qui le «anime» dei martiri. Secondo l’Antico Testamento – ma anche in Apoc 16,3 – l’ anima risiede nel sangue degli esseri viventi e muore con la morte del corpo. Se ora questi martiri provengono dal regno dei morti, dovrebbero quindi essere non anime, ma spiriti. Poiché anche in questo caso un approccio diretto risulterebbe molto difficile, vogliamo per il momento affrontare questo tema attraverso un’ analisi scritturale del termine laquo;anima».
1. Se l’anima è definita dall’essere vivente stesso (l’uomo vivnte, l’
animale vivente), in realtà non dovrebbero esistere creature prive di anima, giusto? O forse solo gli esseri dotati di sangue hanno un’anima? E che dire allora dei vari insetti? Un’altra cosa che mi interesserebbe sapere: Satana e i suoi angeli, il suo esercito di demoni, hanno davvero un’anima, visto che anche loro sono viventi?
2. Perché in Apocalisse 6:9 si parla delle anime dei martiri? In quel momento non sono né vivi, né dovrebbero avere sangue. Non si dovrebbe parlare piuttosto degli spiriti? La loro anima dovrebbe in realtà essere morta. Lo stesso concetto lo ritroviamo in Apocalisse 20:4, dove si dice che le anime, che lì chiaramente già (o ancora) esistono, torneranno in vita.
3. In Matteo 10:28 è scritto: «E non temete di coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l’anima; temete piuttosto colui che può far perire sia il corpo che l’anima nell’inferno». Questo mi dà ancora una volta l’impressione che il corpo e l’anima debbano essere considerati separatamente. Se l’essere umano vivente è esso stesso un’anima, non sarebbe allora vero che le persone potrebbero effettivamente uccidere l’anima?
Un’altra domanda, che non riguarda direttamente l’anima: in Ecclesiaste 12:7 è scritto che lo spirito ritorna a Dio. Ma ciò significherebbe che dopo la nostra morte andiamo immediatamente in paradiso. Lo spirito non deve prima recarsi nel regno dei morti, che è proprio il luogo in cui Dio non è affatto presente?
(Denny R. Walter, denny_r._walter@web.de)
I punti essenziali delle domande sopra poste sono già stati discussi più volte qui nel forum di discussione di Immanuel.at, ma, trattandosi di un argomento così complesso e con livelli di comprensione diversi, è naturale che ci siano sempre opinioni divergenti. Per rendere le spiegazioni il più comprensibili possibile, di seguito verrà quindi chiarito anche questo contesto epistemologico, il che, pur ampliando leggermente la portata delle affermazioni, offre al lettore interessato la possibilità di comprendere e valutare le conclusioni. I passi scritturali citati nelle domande precedenti vengono aggiunti alle domande, subito dopo la citazione, per una migliore panoramica.
«Se l’anima è definita dall’essere vivente stesso (l’ uomo vivente, l’animale vivente), in realtà non dovrebbero esistere creature prive di anima, giusto? Oppure solo gli esseri dotati di sangue hanno un’anima? E che dire allora dei vari insetti? Un’altra cosa che mi interesserebbe sapere: Satana e i suoi angeli, il suo esercito di demoni, hanno in realtà un’anima, visto che anche loro sono viventi?»
Poiché il sangue è l’anima, e tu non devi mangiare l’anima insieme alla carne.
Deut 12,23 Solo, osserva bene di non mangiare sangue! Poiché il sangue è l’anima, e non devi mangiare l’anima insieme alla carne, 12,24 non devi
mangiarlo; lo verserai sulla terra come acqua. 12,25 Non lo mangerai, affinché ti vada bene, a te e ai tuoi figli dopo di te, poiché fai ciò che è giusto agli occhi del Signore. Deut 12,23-25;
Poiché quanto riguarda l’anima di ogni carne: il suo sangue, quello è la sua anima
Lev 17,13 E chiunque tra i figli d’Israele e tra gli stranieri che dimorano in mezzo a voi come stranieri, se caccia una selvaggina o un uccello che si può mangiare, deve farne scorrere il sangue e coprirlo di terra. 17,14 Poiché per ogni anima di ogni carne il sangue è la sua anima; e io ho detto ai figli d’Israele: «Non mangerete il sangue di nessuna carne, perché l’anima di ogni carne è il suo sangue; chiunque lo mangia sarà sterminato». Lev 17,13-14;
Stabilirò la mia alleanza con voi e con ogni anima vivente che è in mezzo a voi.
Gen 9,9 Ed io, ecco, stabilirò la mia alleanza con voi e con la vostra discendenza dopo di voi 9,10 e con ogni anima vivente che è in mezzo a voi, tra gli uccelli, al bestiame e a tutti gli animali della terra che sono con voi, di tutto ciò che è uscito dall’arca, di tutti gli animali della terra. 9,11 Stabilirò la mia alleanza con voi, affinché mai più ogni carne sia sterminata dalle acque del diluvio, e mai più ci sia un diluvio che
distrugga la terra. Gen 9,9-11;
Sull’anima si discute continuamente. Sebbene la psicologia (dal greco psyche = anima), in quanto scienza dell’anima, l’abbia scelta come proprio campo di ricerca, le concezioni degli psicologi riguardo all’anima umana sono, per loro stessa natura, completamente diverse da quelle che ci vengono presentate nella Bibbia. Per circoscrivere un po’ la discussione, partiremo qui esclusivamente da quel concetto di anima che ci è tramandato dalla Bibbia. Ma anche partendo da questa premessa, ci sono ancora opinioni e interpretazioni sufficientemente diverse. Una di natura fondamentale: se l’anima esista davvero o se il concetto di anima – specialmente nell’Antico Testamento – non debba piuttosto essere inteso come sinonimo di «vita, vivente». Inoltre, spesso ci si chiede se con «anima» non si intenda in realtà lo spirito dell’uomo. Per documentare quindi anche a questo proposito la base delle riflessioni qui presentate, orientate alle Scritture, questo nesso verrà illustrato sulla base di due passaggi scritturali.
Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima con tutte tue forze.
Deut 6,4 Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è l’unico! 6,5 E amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutte le tue forze. (Buber: «forza») Deut 6, 4-5;
«Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente!»
Mar 12,29 Gesù gli rispose: «Il primo è: "Ascolta, Israele: il Signore, nostro Dio, è l’unico Signore; 12,30 e amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutte le tue forze/quot;!» Mar 12,29-30;
Nel primo testo sopra citato, in Dt 6,4-5, è Dio stesso a parlare ed elenca le
possibilità di azione dell’uomo:
– il cuore (corpo, carne)
– l’anima
– la forza (spirituale)
Nel secondo passo scritturale parla il Figlio di Dio, che ripete e conferma così queste tre componenti dell’essere umano, specificando la «forza» come «mente», ovvero lo spirito dell’uomo. Possiamo quindi dedurre dalle Scritture che corpo, anima e spirito sono ciascuno componenti propri e specifici dell’uomo. In questo modo, l’ incertezza di fondo sull’esistenza dell’anima viene chiarita in senso positivo e possiamo passare alla domanda su cosa costituisca l’anima nell’uomo, di cosa – o anche in cosa – essa consista.
Come si evince dal versetto di Deut 12,23 citato sopra, l’anima è nel sangue. E poiché il sangue si trova solo nella carne, secondo le Scritture solo gli esseri dotati di sangue possiedono effettivamente un’anima. Tutti gli esseri viventi che non hanno carne – come ad esempio gli insetti – non hanno sangue e quindi nemmeno un’anima (Giovanni il Battista si nutriva di locuste). Il comandamento di non mangiare la carne insieme al sangue, cioè all’
anima dell’animale, è da questo punto di vista piuttosto plausibile. Si finirebbe infatti per «assorbire» il sangue, l’anima di quell’animale, i suoi istinti, le sue aggressioni ecc. Questo comandamento non vale, tra l’altro, solo per gli ebrei, ma anche per i cristiani! Durante il Concilio degli Apostoli a Gerusalemme, furono stabiliti solo quattro comandamenti per i credenti delle nazioni:
Devono astenersi dagli idoli, dalla fornicazione, dalle carni soffocate e dal sangue.
Atti 15,19 Perciò ritengo che non si debba turbare coloro che, provenienti dalle nazioni, si convertono a Dio, 15,20 ma che si debba scrivere loro di astenersi dalle impurità degli idoli, dalla fornicazione, dalle carni soffocate e dal sangue. Atti 15,19-20;
Anche la questione relativa alle anime dei demoni trova una chiara risposta nei passaggi scritturali sopra citati. I demoni sono esseri di un’altra dimensione. Non sono fatti di carne e sangue, ma, come scrive Paolo nella sua lettera agli Efesini, sono signori del mondo e potenze della malvagità sotto il cielo. Non sono di natura terrena e carnale e quindi non hanno nemmeno un’ anima.
I signori del mondo che regnano in queste tenebre, gli spiriti maligni sotto il cielo.
Ef 6,11 Indossate l’armatura di Dio, affinché possiate resistere alle astute insidie del diavolo. 6,12 Poiché non abbiamo da combattere contro carne e sangue, ma contro i potenti e i potenti, cioè contro i signori del mondo che regnano in queste tenebre, con gli spiriti maligni sotto il cielo. 6,13 Perciò prendete l’ armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio, superare ogni cosa e mantenere la posizione. Ef 6,11-13;
«Perché in Apocalisse 6,9 si parla delle anime dei martiri? In quel momento, infatti, non sono né vivi né dovrebbero avere sangue. Non si dovrebbe piuttosto parlare degli spiriti? La loro anima dovrebbe infatti essere morta. Lo stesso si riscontra in Apocalisse 20:4, dove si dice che le anime, che lì chiaramente già (o ancora) esistono, torneranno in vita."
Vidi ai piedi dell’altare le anime di coloro che erano stati immolati per la Parola di Dio.
Apoc 6,9 E quando aprì il quinto sigillo, vidi ai piedi dell’ altare le anime di coloro che erano stati massacrati per la Parola di Dio e per la testimonianza che avevano resa. 6,10 E gridavano a gran voce , dicendo: «Fino a quando, o sovrano santo e verace, non giudicherai e non vendicherai il nostro sangue contro coloro che abitano sulla terra ?». 6,11 E a ciascuno di loro fu data una veste bianca; e fu detto loro che dovevano riposare ancora per un breve tempo, finché fossero completati anche i loro compagni di servizio e i loro fratelli, che, come loro, dovevano essere uccisi. Apoc 6, 9-11;
Vidi le anime di coloro che erano stati decapitati per via della Parola di Dio.
Apoc 20,4 E vidi dei troni, e coloro che vi si sedettero, e il giudizio fu affidato a loro; e vidi le anime di coloro che erano stati decapitati per la testimonianza di Gesù e per la Parola di Dio, e di coloro che non avevano adorato la Bestia e la sua immagine e non avevano ricevuto il marchio sulla fronte e sulla mano, e essi tornarono in vita e regnarono con Cristo per mille anni. Apoc 20, 4;
Questa è proprio la questione che ci occupa in questo discorso. Come già spiegato nella prima parte, queste anime dei martiri, al momento di Apoc 6,9, non sono ancora risorte. Evidentemente provengono dal regno dei morti, proprio come il profeta Samuele salì dal regno dei morti quando il re Saul lo fece chiamare tramite una negromante.
«Perché hai turbato il mio riposo, facendomi salire qui?»
1Sam 28,13 E il re le disse: «Non temere! Ora, cosa vedi?» La donna rispose a Saul: «Vedo uno spirito che sale dalla terra». 28,14 Egli le disse: «Che aspetto ha?» E lei rispose: «Sta salendo un vecchio. È avvolto in un mantello. Allora Saul riconobbe che era amuele, e si chinò con il volto verso la terra e si prostrò. 28,15 E Samuele disse a Saul: «Perché hai disturbato la mia quiete, facendomi salire qui?». E Saul rispose: «Sono in grande angoscia! Poiché i Filistei mi combattono, e Dio si è allontanato da me e non mi risponde più, né attraverso i profeti né attraverso i sogni. Perciò ti ho fatto chiamare, affinché tu mi indichi cosa devo fare. 28,16 E Samuele disse: «Perché mi interroghi, visto che il Signore si è allontanato da te ed è diventato il tuo nemico?» 1Sa 28,13-16;
Come giustamente sostiene D. Walter sopra, in Apoc 6,9 si dovrebbe in realtà arlare solo dello spirito dei martiri, poiché essi non vivono fisicamente né hanno sangue. È proprio ciò che possiamo constatare nel caso di Samuele, che la negromante nel testo sopra citato vede come uno spirito (e non come un’anima) che sale dalla terra. Anche l’ipotesi che questi martiri abbiano subito una sorta di trasformazione che li abbia trasformati da spiriti ad anime non trova spiegazione nelle Scritture, poiché, dopo aver ricevuto le loro vesti bianche, essi ritornano nel regno dei morti per attendere lì i loro compagni di servizio.
L’unico indizio che si presenta in questo contesto è il fatto che qui e in Ap
20,4 si tratti di martiri. Quindi di persone che sono state uccise a causa della loro fede e della loro testimonianza a favore di Dio e di Gesù Cristo. Questo li distingue da tutti gli altri morti nel
regno dei morti. E qui sarebbe ipotizzabile che il sangue, l’anima di questi servi di Dio assassinati,
continui a esistere anche dopo la loro morte e gridi a Dio, proprio come un tempo il sangue, l’anima
di Abele.
Il sangue di tuo fratello grida a me dal terreno.
Gen 4,9 E il Signore disse a Caino: «Dov’è tuo fratello Abele?». Ed egli rispose: «Non lo so. Sono forse io il custode di mio fratello?». 4,10 E Dio disse: «Che cosa hai fatto!». scolta! Il sangue di tuo fratello grida a me dal terreno del campo. Gen 4, 9-10;
Un secondo aspetto che contraddistingue queste persone da tutte le altre è naturalmente il fatto che nel Millennio regneranno con il Signore come sacerdoti e re. Tuttavia, non mi è dato qui giudicare la causalità – se diventeranno sacerdoti e re perché sono martiri , oppure se, secondo la volontà di Dio, hanno dovuto essere uccisi a causa della loro fede, poiché avrebbero dovuto regnare insieme a Lui nel Regno millenario – non so giudicare. La prima ipotesi corrisponderebbe piuttosto al nostro senso umano di giustizia, secondo cui regneranno insieme a Lui proprioperché hanno perseverato nella fede fino alla loro morte e la loro vita è stata abbreviata dagli empi. La seconda variante è più vicina all’approccio divino ed è suggerita da Apoc 5,9-10, secondo cui essi sono stati riscattati per Dio mediante il sangue del Signore Gesù e così sono stati resi re e sacerdoti.
Tu sei stato immolato e li hai resi per il nostro Dio un regno e dei sacerdoti.
Apoc 5,9 E cantano un canto nuovo, dicendo: Tu sei degno di prendere il libro e di aprirne i sigilli; poiché sei stato immolato e con il tuo sangue hai riscattato per Dio uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione 5,10 e li hai resi per il nostro Dio un regno e sacerdoti, e regneranno sulla terra ! Apoc 5, 9-10;
«In Matteo 10,28 è scritto: "E non temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l’anima; temete piuttosto colui che può far perire sia il corpo che l’anima nell’inferno". Questo mi dà di nuovo l’impressione che l corpo e l’anima debbano essere considerati separatamente. Se l’essere umano vivente è esso stesso un’anima, non sarebbe forse vero che le persone potrebbero benissimo uccidere l’anima?"
E non temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l’anima.
Mat 10,27 Ciò che vi dico nelle tenebre, ditelo nella luce; e ciò che
sentite sussurrare all’orecchio, gridatelo dai tetti! 10,28 E non temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l’anima; temete piuttosto colui che può far perire sia l’anima che il corpo nell’inferno! 10 ,29 Non si vendono forse due passeri per pochi soldi? Eppure nessuno di essi cadrà a terra senza il vostro Padre. 10,30 Ma per voi sono contati persino tutti i capelli del capo. 10,31 Non temete dunque ! Voi valete più di molti passeri. 10,32 Chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini,
anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli. 10,33 Chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al mio Padre che è nei cieli. Mat 10,27-33;
Eccoci ora all’altro estremo dello spettro del dibattito sull’anima. Mentre alcuni mettono fondamentalmente in discussione l’esistenza dell’anima, altri – come ad esempio la Chiesa cattolica – postulano l’immortalità dell’anima. La citazione scritturale sopra riportata sembra qui essere la migliore confutazione: al più tardi all’inferno l’esistenza dell’anima trova la sua fine. Tuttavia, il passo arallelo in Luca è formulato in modo leggermente diverso.
Temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nell’inferno; sì, io vi dico: temete lui!
Luc 12,4 Ma io vi dico, amici miei: non temete coloro che uccidono il corpo e dopo non possono fare altro! 12,5 Vi mostrerò però chi dovete temere: temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nell’inferno; sì, vi dico, temete lui! Luc 12, 4-5;
Qui non si parla più dell’anima, ma solo del corpo. Lo stesso vale per il testo seguente tratto da Mat 5,29-30:
È infatti meglio per te che venga meno uno dei tuoi arti piuttosto che tutto il tuo corpo sia gettato nell’inferno.
Mat 5,29 Se invece il tuo occhio destro ti induce a peccare, strappalo e gettalo via! Perché è meglio per te che perisca una delle tue membra piuttosto che tutto il tuo corpo sia gettato nell’inferno. 5,30 E se la tua mano destra ti induce a peccare, tagliala e gettala via da te! Perché è meglio per te che perisca una delle tue membri piuttosto che tutto il tuo corpo sia gettato nell’inferno. Mat 5,29-30;
Sebbene – o proprio perché – qui ci occupiamo dell’anima, dovremmo, nel contesto di questi passi scritturali sopra citati, considerare anche il corpo. Secondo la Scrittura, gli ingiusti e gli empi, dopo la risurrezione generale e il Giudizio Universale, dove saranno condannati, saranno gettati nel fuoco eterno. E poiché qui il Signore parla del corpo che viene gettato nell’inferno, si deve presumere che, in occasione della risurrezione generale dei morti, ciascuno di questi risorti torni in vita e riottenga quel corpo e quell’anima che aveva durante la vita terrena. Ciò suggerisce però, a sua volta, che ogni persona, per la propria permanenza nelregno dei morti, abbia bisogno di un vettore di identità, che a sua volta non può essere altro che la terza componente, lo spirito.
Anche i seguenti passi scritturali, che tuttavia provengono dall’Antico Testamento, dove il termine «anima» è usato anche per indicare persone, individui, vita, corpo, affermano che le anime possono morire o essere uccise.
Che la mia anima muoia la morte dei giusti, e che la mia fine sia come la loro!
Num 23,10 Chi potrebbe contare la polvere di Giacobbe e, in numero, il quarto di Israele? Che la mia anima muoia la morte dei giusti, e che la mia fine sia come la loro! Num 23,10;
La loro anima muore nella giovinezza e la loro vita nella gioventù.
Giob 36,13 Ma coloro che hanno un cuore malvagio nutrono ira. Non invocano
aiuto quando egli li lega. 36,14 La loro anima muore nella giovinezza e la loro vita nella giovinezza. Giob 36,13-14;
Nel testo di Mat 10,28 è quindi, a mio avviso, importante notare che lìil Signore, da un lato, si rivolge ai discepoli – cioè ai credenti – e poi parla di coloro che «uccidono il corpo». Egli esorta quindi i discepoli a non temere la morte da martiri, poiché in queste circostanze può essere ucciso solo il loro corpo e non la loro anima. Analogamente alla domanda precedente, anche in questo caso si tratta di credenti che vengono uccisi a causa della loro fede e della loro testimonianza. E come già menzionato sopra, esiste evidentemente un principio – o forse addirittura una necessità intrinseca al sistema – secondo cui quelle persone, i martiri, che prima del Millennio torneranno in vita e riceveranno un corpo per regnare come sacerdoti con il Signore Gesù per i mille anni sulla terra, conservino, oltre al loro spirito, anche la loro anima durante la loro permanenza temporanea nel regno dei morti.
Anche il Signore stesso, che pure fu ucciso a causa della sua testimonianza e che quindi va annoverato tra i martiri, secondo i seguenti passi delle Scritture si trovava con la sua anima nel regno dei morti.
Ha parlato in modo profetico della risurrezione di Cristo, dicendo che non sarebbe stato lasciato nell’Ade.
At 2,29 Fratelli, mi sia permesso di parlarvi con franchezza del patriarca Davide: egli è morto, è stato sepolto e la sua tomba è ancora oggi tra noi. 2,30 Essendo egli profeta e sapendo che Dio gli aveva giurato con un giuramento di mettere uno dei suoi discendenti sul suo trono, 2,31 parlò in vista della risurrezione di Cristo, dicendo che egli non era stato lasciato nell’Ade né la sua carne aveva visto la corruzione. 2,32 Dio ha risuscitato questo Gesù, di cui noi tutti siamo testimoni. Atti 2,29-32;
Qui Pietro ha citato e interpretato il Salmo 16, in cui Davide, sotto l’ ispirazione dello Spirito Santo, profetizzò riguardo a Gesù Cristo:
«Poiché non lascerai la mia anima nel Sceol, non permetterai che il tuo santo veda la fossa».
Sal 16,8 Ho sempre il Signore davanti agli occhi; poiché egli è alla mia destra, non vacillerò. 16,9 Perciò il mio cuore si rallegra e la mia anima esulta. Anche la mia carne riposerà al sicuro. 16,10 Poiché non lascerai la mia anima nel Sceol, non permetterai che il tuo santo veda la fossa. 16,11 Mi farai conoscere la via della vita; davanti al tuo volto c’è pienezza di gioia, delizie alla tua destra per sempre. Sal 16, 8-11;
Dopo il loro millenario servizio sacerdotale, anche i martiri abbandoneranno la loro «tenda terrena», come la definisce Paolo in 2 Cor 5,1, ed entreranno con il loro corpo spirituale nella Nuova Gerusalemme.
Sappiamo che, quando la nostra tenda terrena sarà distrutta, avremo un edificio da Dio.
2Cor 5,1 Poiché sappiamo che, quando la nostra tenda terrena
sarà distrutta, avremo un edificio da Dio, una dimora eterna nei cieli, non costruita da mani d’uomo. 5,2 Infatti in questa tenda gemiamo e desideriamo ardentemente di essere rivestiti della nostra dimora celeste. 2Cor 5,1-2;
Egli vivificherà anche i vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che dimora in voi.
Rom 8,10 Ma se Cristo è in voi, il corpo è morto a causa del
peccato, ma lo Spirito è vita a causa della giustizia. 8,11 Se però lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti dimora in voi, colui che ha risuscitato Cristo Gesù dai morti darà vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo dello Spirito che dimora in voi. Rom 8,10-11;
Se questa interpretazione è corretta, si dovrebbe anche, quando ci si chiede se l’uomo vivente
sia un’anima che si possa uccidere, si dovrebbe distinguere se la persona uccisa sia un credente, ucciso a causa della sua fede, oppure no. Come abbiamo visto nel caso dei martiri, i loro assassini non sono riusciti a uccidere le loro anime. Per tutte le altre persone – empì o credenti – che non sono state uccise a causa della loro fede (così come tutti coloro che sono morti di morte), secondo la mia comprensione l’anima si estingue con la morte del corpo . È quindi solo lo spirito e non l’anima a riposare nel regno dei morti.
Uccidendo anime che non dovrebbero morire e mantenendo in vita anime che non dovrebbero vivere;
Ez 13,19 E voi mi profanate davanti al mio popolo per qualche manciata
di orzo e per qualche boccone di pane , uccidendo anime che non dovrebbero morire e
mantenendo in vita anime che non dovrebbero vivere; mentendo al mio popolo, che ascolta menzogne
! – Ez 13,19;
(Vedi anche il Discorso 22: «Esiste l’
immortalità dell’anima?»)
«Un’altra domanda, che non riguarda direttamente l’anima: in Eccl 12,7 è scritto che lo spirito ritorna a Dio. Ma ciò significherebbe che dopo la nostra morte andiamo immediatamente in cielo. Lo spirito non deve forse prima recarsi nel regno dei morti, che è proprio il luogo in cui Dio non è affatto presente?»
Allora il Signore Dio plasmò l’uomo dalla polvere del suolo e soffiò nelle sue narici il respiro della vita.
Gen 2,5 Nel giorno in cui il Signore Dio creò la terra e il cielo, – ancora
non c’era sulla terra alcuna pianta selvatica, e ancora non era spuntata alcuna erba del campo, poiché il Signore Dio non aveva ancora fatto piovere sulla terra, e non c’era ancora nessun uomo che coltivasse il suolo; 2,6 ma un vapore saliva dalla terra e innaffiava tutta la superficie del suolo; 2,7 allora il Signore Dio plasmò l’uomo dalla polvere del suolo e soffiò nelle sue narici il respiro della vita; così l’uomo divenne un’anima vivente. Gen 2, 5-7;
E la polvere ritorna alla terra, come era stata, e lo spirito ritorna a Dio, che lo ha dato.
Eccl 12,5 Si teme anche l’altura, e gli spaventi sono lungo la via. E il mandorlo è in fiore, e la locusta si trascina faticosamente avanti, e il cappero si schiude. Poiché l’uomo si avvia verso la sua dimora eterna, e i lamentosi vagano per le strade; – 12,6 prima che il filo d’argento si spezzi e la coppa d’oro si frantumi e la brocca alla sorgente si rompa e la ruota dell’acqua, frantumata, cada nel pozzo. 12,7
E la polvere ritorna alla terra, com’era, e lo spirito ritorna a Dio, che lo ha dato. 12,8 Vanità delle vanità! dice il Predicatore. Tutto è vanità! Eccl 12, 5- 8;
Proprio come nella domanda precedente, anche qui si tratta dello stato finale di quelle due componenti che costituiscono l’uomo per eccellenza: il corpo torna polvere, da cui è stato tratto, e lo spirito ritorna a Dio, dal quale è stato dato. Ma poiché lo spirito accompagna l’uomo per tutta la sua vita ed è parte di lui, è proprio esso che, dopo la sua morte, lo rappresenta nel regno dei morti con tutte le sue qualità buone e cattive
fino alla sua risurrezione. Solo allora – dopo la risurrezione e il giudizio – lo spirito dei credenti tornerà al proprio Dio e si unirà al suo Spirito, proprio come il Signore Gesù è unito allo Spirito di Dio. Questo ci dice anche il Signore nella sua preghiera per gli apostoli e per tutti coloro che, attraverso di loro, giungeranno alla fede nell’unico e solo Dio e nel suo Figlio Gesù Cristo.
Affinché tutti siano uno, come tu, Padre, sei in me e io in te, affinché anche loro siano uno in noi.
Giov 17,11 E io non sono più nel mondo, ma questi sono nel
mondo, e io vengo a te. Padre santo! Conservali nel tuo nome, che tu mi hai dato, affinché siano uno come noi! 17,12 Quando ero con loro, li custodivo nel tuo nome, che mi hai dato; e li ho protetti, e nessuno di loro è andato perduto, tranne il Figlio della perdizione, affinché si adempisse la Scrittura. 17,13 Ma ora vengo a te; e dico queste cose
nel mondo, affinché abbiano in se stessi la mia gioia completa. 17,14 Ho dato loro la tua parola e il mondo li ha odiati, perché non sono del mondo, come io non sono del mondo. 17,15 Non chiedo che tu li tolga dal mondo, ma che tu li preservi dal maligno. 17,16 Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. 17,17 Santificali con la verità! La tua parola è verità. 17,18 Come tu mi hai mandato nel mondo, anch’io li ho mandati nel mondo; 17,19 e io santifico me stesso per loro, affinché anche loro siano santificati con la verità.
17,20 Ma non prego solo per questi, bensì anche per coloro che, attraverso la loro parola, credono in me, 17,21 affinché tutti siano uno, come tu, Padre, sei in me e io in te, affinché anche loro siano uno in noi, affinché il mondo creda che tu mi hai mandato. 17,22 E la gloria che mi hai dato, io l’ho data loro, affinché siano uno come noi siamo uno 17,23 – io in loro e tu in me – affinché siano perfetti nell’unità, affinché il mondo riconosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me. 17,24 Padre, io desidero che quelli che mi hai dato siano con me dove sono io, affinché vedano la mia
gloria che mi hai dato, poiché mi hai amato prima della fondazione del mondo. 17,25 Padre giusto! – E il mondo non ti ha riconosciuto; ma io ti ho riconosciuto, e questi hanno riconosciuto che tu mi hai mandato. 17,26 E io ho manifestato loro il tuo nome e lo manifesterò, affinché l’amore con cui mi hai amato sia in loro e io sia in loro. Giov 17,11-26;
Non riesco tuttavia a condividere l’affermazione conclusiva di D. Walter secondo cui Dio nel regno dei morti «non è affatto presente». Dio è onnipresente nella sua creazione attraverso il suo Spirito (Apoc 5,6) e da ciò non fa eccezione nemmeno il regno dei morti, lo Sheol:
Lo Sheol giace nudo davanti a lui, e l’abisso non ha alcun velo.
Giobbe 26,5 Davanti a Dio tremano le ombre sotto le acque e i loro abitanti. 26,6Nudo giace lo Sheol davanti a lui, e l’abisso non ha alcun velo. Giob 26,5-6;
Lo dimostra anche il fatto, qui in Apoc 6,9, che questi martiri sotto l’altare – ovunque esso sia – gridano a Dio vendetta per il loro sangue e, evidentemente, vengono ascoltati da lui. Sembra inoltre che, dalla morte del Signore e dalla sua permanenza di tre giorni nel regno dei morti (Mat 12,40), vi sia stato un cambiamento in quel luogo. Allora il Signore annunciò il Vangelo, questa lieta novella, ai morti che durante la loro vita non avevano mai potuto conoscere la salvezza per grazia mediante la sua morte sulla croce, poiché ciò avvenne solo dopo la loro morte. Tutti coloro tra i morti che allora, nel regno dei morti, hanno fatto proprio questo sacrificio di riscatto , hanno così ottenuto uno status diverso e da allora si trovano nel «seno di Abramo» (Luc 16,22-31), o, come dice lo stesso Signore al ladrone pentito sulla croce, in laquo;paradiso» (Luc 3,40-43).
Che cosa significa se non che egli è anche disceso nelle parti più basse della terra?
Efe 4,8 Per questo si dice: «Salito in alto, ha condotto prigionieri i prigionieri e ha elargito doni agli uomini». 4,9 Ma l’essere salito, che cosa significa se non che egli è anche disceso nelle parti inferiori della terra? 4,10 Colui che è disceso è lo stesso che è anche salito al di sopra di tutti i cieli, affinché potesse riempire ogni cosa. Efe 4, 8-10;
Poiché anche ai morti è stato annunciato il Vangelo.
1Pt 4,4 A questo proposito li stupisce che voi non seguiate più
la stessa corrente di perdizione, e bestemmiano 4,5 coloro che dovranno rendere conto a colui che
è pronto a giudicare i vivi e i morti 4,6 Poiché anche ai morti è stato annunciato il Vangelo
, affinché, pur essendo giudicati secondo gli uomini secondo la carne, possano vivere secondo Dio
secondo lo Spirito. 1Pt 4, 4- 6;
(Vedi anche il Excursus 09: «Il paradiso.»)
L’esistenza eterna di ogni essere umano.Ogni singolo essere umano che, al momento della sua nascita fisica,
esce vivo dalla sacca amniotica della madre – cioè colui che è «nato dall’acqua
(liquido amniotico) » (Giov 3:5) – riceve da Dio (Giov 4:24) uno spirito umano (1 Cor 2:11) dotato di esistenza eterna (Mat 25,46). Nella prima, parte temporale e terrena della sua esistenza – nella sua vita, l’uomo
ha la possibilità, in piena libertà e senza costrizioni, con lo spirito che gli è stato dato da Dio
(Gen 2:7; 6:3), di decidere se vuole donare a questo Dio, il Creatore di tutta la vita, tutta la sua fiducia e tutto il suo amore. Se esiste un corpo naturale, esiste anche un corpo spirituale. 1Cor 15,42 Così anche la risurrezione dei morti.
Viene seminato corruttibile e risorgerà incorruttibile. 15,43 Viene seminato nell’umiltà e risorgerà nella gloria. Viene seminato nella debolezza e risorgerà nella potenza. 15,44 Viene seminato un corpo naturale e risorgerà un corpo spirituale. Se esiste un corpo naturale, esiste anche un corpo spirituale. 15,45 Come sta scritto: «Il primo uomo, Adamo, "divenne un’anima vivente"»(Genesi 2,7), e l’ultimo Adamo è lo Spirito che dà la vita. 15,46 Ma non è il corpo spirituale ad essere il primo, bensì quello naturale; poi viene quello spirituale. 15,47 Il primo uomo è dalla terra e terreno; il secondo uomo è dal cielo. 15,48 Come è quello terreno, così sono anche quelli terreni; e come è quello celeste, così sono anche quelli celesti. 15,49 E come abbiamo portato l’immagine di quello terreno, così porteremo anche l’immagine di quello celeste. Cor 15,42-49; Con questo corpo l’uomo comparirà poi, nel
Giudizio Universale, davanti al Figlio di Dio, il quale, per mandato di Dio
(Giov 5:22.26-27), giudicherà ogni uomo in base alle sue opere terrene e alla sua scelta, compiuta nel corso della vita, favore o contro Dio (Rom 2:16). Il Figlio di Dio disse: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti. E io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore, affinché rimanga con voi per sempre: lo Spirito della Verità, che il mondo non può accogliere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché rimane con voi e sarà in voi». Giov 14,15-17; A questo proposito, già il noto evangelista e predicatore Wilhelm Busch disse ai suoi ascoltatori: «Non siete obbligati ad accettare il messaggio che vi sto trasmettendo. Potete scegliere di non convertirvi a Gesù. Ma rendetevi conto che così facendo scegliete l’inferno! Avete la completa libertà!» (Persone che non riescono a credere) (Vedi anche il discorso 22; «Esiste
l’immortalità dell’anima?»)
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Il principio dell’esistenza eterna dello spirito umano.Lo spirito umano donato da Dio può –proprio come l’energia – assumere diverse forme di esistenza, ma non è possibile né crearlo né distruggerlo – proprio come l’energia. (Vedi anche il Discorso 22: «Esiste l’immortalità dell’anima?») |
La Trinità biblica e alcune altre caratteristiche specifiche della fede biblico-cristiana.A differenza di tutte le altre religioni del mondo, il cristianesimo biblico non è una religione. È una relazione. Una relazione con – o un legame con – Dio, nostro Padre che è nei cieli. Per questo anche il nostro Signore Gesù Cristo ci ha detto: Non chiamate nessuno «padre» sulla terra; perché uno solo è il vostro Padre: quello che è nei cieli. Mat 23,9 E non chiamate nessuno vostro padre sulla terra; perché uno solo è il vostro Padre: quello che è nei cieli. Mat 23,9; Nel cristianesimo biblico, quindi, non chiamiamo nessuno sulla terra nostro Padre, ma l’unico e solo Dio onnipotente nei cieli è nostro Padre. In effetti, Dio non ha creato solo noi, ma con Adamo ed Eva, i nostri progenitori, tutti gli esseri umani ed è quindi il Padre di tutti noi. Ma pochissimi vogliono saperlo. Dio è Spirito, e chi lo adora deve adorarlo in Spirito e verità. Gv 4,23 Ma viene l’ora, ed è già qui, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; poiché anche il Padre cerca tali adoratori. 4,24 Dio è Spirito, e chi lo adora deve adorarlo in spirito e verità. Giov 4,23-24; E come ci conferma anche Paolo nella Prima Lettera ai Corinzi, lo Spirito di Dio dimora in noi, se siamo figli di Dio. Non sapete che siete il tempio di Dio e lo Spirito di Dio dimora in voi? 1Cor 3,16 Non sapete che siete il tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? 3,17 Se qualcuno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui, perché il tempio di Dio è santo – e voi siete quel tempio. 1Cor 3,16-17; Si tratta quindi di un legame molto simile a quello che anche il Figlio di Dio aveva con il Padre durante la sua opera sulla terra: Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Giov 14,10 Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che vi dico, on le dico di mio; ma il Padre, che rimane in me, è lui che compie le opere. 14,11 Credetemi che io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro, credetemi per le opere stesse. Giov 14,10-11; Infine, anche il Signore Gesù stesso ci spiega che chi lo ama si riconosce dal fatto che osserverà la parola del suo Signore. E per questo il Padre lo amerà ed entrambi, Padre e Figlio, verranno e dimoreranno in lui (nel suo spirito). Chi mi ama, osserverà la mia parola; e il mio Padre lo amerà, e noi verremo da lui e prenderemo dimora presso di lui . Giov 14,22 Gli disse Giuda, non quello di Iscariota: «Signore, che significa che vuoi rivelarti a noi e non al mondo?» 14,23 Gesù gli rispose: «Chi mi ama, osserverà la mia parola; e mio Padre lo amerà, e noi verremo da lui e prenderemo dimora presso di lui». 14,24 Ma chi non mi ama, non osserva le mie parole. E la parola che udite non è la mia, ma quella del Padre che mi ha mandato. 14,25 Questo vi ho detto finché sono stato con voi. 14,26 Ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre anderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che vi ho detto. Giov 14,22-26; Riassumiamo quindi: Paolo ci dice sopra, in 1Cor 3,16, che lo Spirito Santo dimora in noi se siamo figli di Dio. Il Signore Gesù ci dice qui sopra, in Giov 14,23, che il Padre e il Figlio verranno da noi e dimoreranno in noi, se amiamo il Figlio. Abbiamo così il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo uniti nel nostro spirito! È quindi evidente che è nella natura degli esseri spirituali integrarsi sia nello spirito di un uomo, sia in altri esseri spirituali. Nella loro forma spirituale essi sono immateriali e possono fondersi l’uno nell’altro, come quando, sul piano materiale, si versa un bicchiere d’acqua in un altro e le due acque diventano una sola (Trinità). Ma l’Altissimo non dimora in templi costruiti da mani d’uomo. Atti 7,48 Ma l’Altissimo non dimora in templi costruiti da mani d’uomo, come dice il profeta (Isa 66,1-2): 7,49«Il cielo è il mio trono e la terra lo sgabello dei miei piedi; che casa vorreste dunque costruirmi?», dice il Signore, «o qual è il luogo del mio riposo? 7,50 Non è forse la mia mano che ha fatto tutto questo?». Atti 7,48-50; Nella fede biblico-cristiana non esistono quindi riti, liturgie, «messe», né sacerdoti, vescovi, cardinali, papi ecc. I credenti biblico-cristiani stessi sono il tempio di Dio e hanno, nel loro spirito, un legame immediato e diretto con il loro Padre celeste. Poiché voi siete il tempio del Dio vivente, come Dio stesso ha detto: «Io abiterò in mezzo a loro e camminerò con loro, e sarò il loro Dio, ed essi saranno il mio popolo ». 2Cor 6,14 Non vi mettete sotto un giogo diseguale con i non credenti. Infatti, quale comunione c’è tra la giustizia e l’illegalità? O quale comunione tra la luce e le tenebre? 6,15 E quale accordo c’è tra Cristo e Belial? O quale parte ha un credente con un non credente? 6,16 E quale legame c’è tra il tempio di Dio e gli idoli? Ed è proprio questo Spirito dei figli di Dio che, dopo la risurrezione, vivrà come essere spirituale nella dimensione eterna presso il nostro Padre nei cieli, dopo aver percorso quella via che già il nostro Signore Gesù Cristo, come primizia, ci ha indicato (1Cor 15:20-28). Ma quando preghi, entra nella tua camera e prega il Padre tuo, che è nel segreto. Mat 6,5 E quando pregate, non siate come gli ipocriti; poiché essi amano pregare nelle assemblee e in piedi agli angoli delle strade o davanti agli altari idolatri cattolici [«Maria», «Santi»] e al «Muro del Pianto» ebraico! / FH), per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: essi hanno già ricevuto la loro ricompensa. 6,6 Ma quando preghi, entra nella tua camera, e dopo aver chiuso la porta, prega il Padre tuo che è nel segreto! E il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. 6,7 Quando pregate, non chiacchierate come quelli delle nazioni; poiché essi pensano di essere esauditi per via delle loro molte parole. 6,8 Non siate dunque come loro! Il Padre vostro sa infatti di cosa avete bisogno prima ancora che glielo chiediate. Mat 6,5-8; |