Discorso 114 – La lotta contro i mondi invisibili per un’Europa fondata sui valori cristiani?




La lotta contro i mondi invisibili per un’Europa fondata sui valori cristiani? / Articolo di O. Schweitzer 00, 01/09/2012

Pregare per l’Europa

La Trinità biblica e alcune altre specificità della fede biblico-cristiana.

UE: campi di rieducazione per chi la pensa diversamente. / Articolo di Christine Rütlisberger 01, in esclusiva per KOPP 41/13

Peter Scholl-Latour: Viviamo nell’ era dell’imbecillimento di massa. / Esclusiva KOPP 11/14

Il paese della cuccagna Stato sociale: ecco come funziona l’abuso del diritto d’asilo / Articolo di Christine Rütlisberger 03, esclusiva KOPP 12/14

Bruxelles vede un pericolo di guerra in Europa, corsi di formazione per sacerdoti. / Articolo di Christine Rütlisberger e Marcello Faraggi 00 Esclusiva KOPP 11/13

Ecco come vengono discriminati gli uomini. / Articolo di Christine Rütlisberger 02, esclusiva KOPP 42/13

I benpensanti: come l’UE viene ricattata. / Articolo di Edgar Gärtner 00, esclusiva KOPP 23/14

Greenpeace fa una mossa azzardata – Libera circolazione dei capitali./ Articolo taz.de

Riflettori puntati: Il mondo di Angela Merkel. / Articolo del Dr. Norbert Freiherr van Handel 00, 5 aprile 2016



(I testi racchiusi in un riquadro nero sono citazioni di visitatori di questo sito o di altri autori!)

(La lotta contro mondi invisibili per un’Europa fondata sui principi cristiani ? / Articolo di O. Schweitzer 00, 01/09/2012)

Tutti noi vogliamo «un’Europa che poggi sulle fondamenta di Dio» (Michael Herwig) – la domanda è solo: – Come si può arrivare a questo? - Qual è il compito di coloro che hanno questo obiettivo: i cristiani?

Il razionalismo dell’Illuminismo, che ha permeato la nostra cultura fino al nostro modo di credere, e la mancanza di unità in generale e in particolare su questa questione della lotta nel mondo invisibile, hanno finora impedito un rialzarsi comune dei cristiani come esercito di preghiera a livello europeo . A ciò si è aggiunta, negli ultimi decenni, una
– una mancata percezione di questa crescente unione.
– Poi un crescente senso di disagio per le «sempre più numerose leggi di Bruxelles»,
– e infine una rabbia tangibile per i crescenti interventi nel diritto nazionale.

La lotta di difesa è poi iniziata con la crisi finanziaria e le operazioni di salvataggio: 
– i cittadini si sono risvegliati e hanno organizzato la resistenza e 
– la Corte costituzionale federale ha definito i limiti della sovranità nazionale in Germania.

E i cristiani? Hanno seguito acriticamente lo stesso processo . Purtroppo non hanno riconosciuto il loro compito, che sarebbe derivato dalla visione più ampia dell’altro Regno. (…)

Lo stato della lotta per un’«Europa su fondamenta cristiane» nel mondo invisibile si è manifestato nel mondo visibile in modo fin troppo chiaro nel 2002-2004 nella questione del riferimento a Dio nel preambolo della Costituzione europea allora in fase di elaborazione.(…)

Il popolo di Dio non era né è istruito, né organizzato per intraprendere e condurre la lotta nel mondo invisibile a favore dell’Europa.
Chi, tra i figli di Dio, piange per l’Europa? Chi piange per la storia della grazia di Dio verso il continente, che sta per andare perduta?(…)

Abbiamo peccato davanti a Dio e agli uomini.
«Davanti a Dio», perché abbiamo reso così poco trasparente l’operato di Dio nella politica. La generazione attuale e quella precedente hanno ignorato l’appello di Dio a lottare per l’Europa e il suo cammino spirituale e non hanno onorato Dio come Signore con gratitudine e penitenza.
«Davanti agli uomini», perché a causa della nostra cecità secolarizzata, aggravata dalle nostre bestemmie contro l’Europa, non siamo riusciti ad aprire la porta a quell’Europa che Dio aveva pensato per noi e che avrebbe voluto donarci di buon grado. (…)

Sì, Dio è addolorato per l’Europa, per la Chiesa e i politici, le banche e l’economia, l’istruzione ecc. Ma ha un piano buono per l’Europa, perché EGLI è Dio ed è un Padre che ci ama e che vuole benedire noi europei per il mondo intero, come già in passato. Dio attende solo la preghiera della sua Chiesa per l’Europa!(…)

Intorno all’Europa è scoppiata una battaglia spirituale che non potrebbe essere più radicale. Si tratta dello scontro tra il cristianesimo, nel senso dell’ eredità giudaico-cristiana che ha permeato tutta la nostra cultura, e le potenze spirituali, sia antiche che nuove. (…)

Il chiaro mandato alla comunità è quello di pregare per i governi. Nell’ era dell’unificazione europea, ciò comprende anche la preghiera per le istituzioni europee: il Consiglio europeo dei «capi di Stato e di governo» e dei ministri, la Commissione e il Parlamento europeo.(…)

Se noi, come comunità, ci uniamo nei paesi d’Europa al di là di ogni confine nazionale e confessionale per pregare in questo modo, allora vedremo anche dei cambiamenti nella politica e nella società. E presto. Dio aspetta solo la nostra preghiera. Per poter agire.

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(Ortwin Schweitzer, Ortwin.Schweitzer@t-online.de / Wächterruf – Rete di preghiera per la Germania)




Ortwin Schweitzer è il fondatore della «Comunità Adoramus» (1990) e dell’associazione «Kirche im Aufbruch» (1994). Da settembre 2000 è impegnato nell’iniziativa «Beter im Aufbruch Deutschland» ed è un appassionato sostenitore dell’ecumenismo.



Recentemente una visitatrice di Immanuel.at mi ha inviato l’articolo di Ortwin Schweitzer, di cui ho riportato sopra un estratto, nel quale egli esorta i propri lettori, tra l’altro, a «pregare per l’Europa in questi tempi critici». Egli auspica «un’azione congiunta dei cristiani come esercito di preghiera a livello europeo», al fine di «fondare l’Europa su basi cristiane».

Per quanto comprensibile possa essere questa richiesta da un punto di vista laico, come cristiano ortodosso ci si deve comunque chiedere se qui si tenga conto della realtà. È concepibile un «esercito di preghiera cristiano a livello europeo» ai nostri giorni? (Vedi anche più in basso Peter Scholl-Latur:

«L’Europa si trova oggi priva di qualsiasi coscienza religiosa, in un mondo che sta diventando sempre più religioso ovunque, il che rappresenta una debolezza di fronte a questa rinascita dei miti.»)

Si può davvero parlare di un’Europa cristiana? Diamo un’occhiata a questa Europa «cristiana»:

abbiamo la Chiesa cattolica romana e quella ortodossa, che il mondo in generale considera «il cristianesimo». Secondo i principi biblici, tuttavia, già da tempo non possono più essere definite cristiane. E non solo a causa delle guerre e delle incursioni che i papi del passato – i «pastori supremi» – hanno condotto. Anche i loro omicidi, le loro fornicazioni e le loro frodi, la falsificazione dei dieci comandamenti, in quanto ‒ fino ad oggi! – hanno nascosto il secondo comandamento ai fedeli e, al suo posto, hanno suddiviso il decimo comandamento in due, non sono certo testimonianze di una Chiesa cristiana. La glorificazione dell’idolo «Maria» e l’ adorazione dei «santi» defunti classificano questa Chiesa definitivamente come un tempio idolatra e promotrice di un culto dei morti.

Ma anche oggi, nella Chiesa cattolica, oltre agli abusi sui minori in tutto il mondo e ai sacerdoti omosessuali, abbiamo anche il riciclaggio di denaro nella Banca Vaticana, il che rivela sia il clero che i fedeli – ovvero quelle persone che, nonostante tutti questi fatti, vogliono ancora appartenere a questa Chiesa – come cristiani solo di nome.



La Chiesa cattolica è una Chiesa cristiana?

Quando il mondo non credente parla di cristianesimo, in nove casi su dieci si riferisce alla Chiesa cattolica. La Chiesa cattolica è diventata nel mondo quasi sinonimo di cristianesimo. – Un grave errore!

L’unica ed esclusiva base del cristianesimo è la Bibbia – la Parola di Dio. Eppure la Chiesa cattolica ha sottratto questa Parola di Dio ai propri fedeli nell’anno 1229 e ha inserito la Bibbia nell’elenco dei libri proibiti (!!).

Inoltre, durante il Concilio di Trento (1545-63), la Bibbia fu respinta come unica fonte di rivelazione divina e la tradizione cattolica – ovvero i. la trasmissione orale o scritta di insegnamenti cattolici, cioè umani, come ad esempio anche i dogmi – è stata riconosciuta come fonte principale della fede, al pari della Sacra Scrittura e con gli stessi diritti.

In questo modo, però, la Chiesa cattolica si è allontanata dai fondamenti del cristianesimo. Attraverso l’adorazione non biblica della «Maria» cattolica (Concilio di Efeso, 431) e dei «santi» defunti, la Chiesa cattolica ha introdotto tra i propri fedeli l’idolatria (Ex 20:3-6; Ger 10:2-5) e il culto dei morti (Is 8:19; Lev 19:31): tra i propri fedeli (1Tim 4:1-3).

Per nascondere l’assurdità biblica di queste dottrine errate, la Chiesa cattolica ha falsificato la Bibbia e nasconde ai propri fedeli fino ad oggi il secondo dei dieci comandamenti di Dio (Deut 5:8-9) e ha invece diviso il decimo comandamento (Deut 5:21) in due comandamenti, in modo che fossero nuovamente dieci (i dieci comandamenti di Dio e quelli della Chiesa cattolica).

Per tutti questi motivi, la Chiesa cattolica non è più una Chiesa cristiana . E nemmeno i cattolici credenti possono definirsi «cristiani praticanti» , poiché nella Chiesa cattolica devono sottomettersi ai dogmi e agli insegnamenti cattolici, pena la scomunica e quindi, di fatto, non sono più cristiani, ma semplicemente «cattolici praticanti», ai quali il Signore dirà : «Non vi conosco» (Mat 25:12)

Il Vaticano e il culto di Lucifero (Video)

Giuda 1:7
Papst

LUCIFERO ADORATO IN VATICANO – LUCIFERO VIENE ADORATO IN VATICANO (Video)



Papa Francesco sui gay: «Chi sono io per giudicarli?»

La Bibbia sui gay:

Romani 1,26 Per questo Dio li ha abbandonati a passioni vergognose; poiché le loro donne hanno sostituito il rapporto sessuale naturale con quello contro natura; 1,27 e allo stesso modo anche gli uomini, abbandonando il rapporto naturale con la donna, si sono infiammati nella loro sfrenata concupiscenza gli uni verso gli altri, commettendo atti di vergogna tra uomini, e subendo in se stessi (= sul proprio corpo) la giusta punizione per la loro perversione.




Poi in Europa abbiamo le Chiese evangeliche/protestanti. Hanno da tempo abbandonato i principi di fede dei loro padri fondatori e la distinzione dalla Chiesa cattolica (Riforma). Anche il fatto che la Chiesa cattolica, nella sua dichiarazione «Dominus Jesus», abbia postulato: «La Chiesa cattolica è l’unica Chiesa di Cristo che media la salvezza» e che quindi tutte le altre Chiese «non possano essere definite "Chiese” in senso stretto», non ha riportato i protestanti alla ragione.

(Vedi anche Discorso 32: «Commento alla dichiarazione "Dominus Jesus” della Congregazione per la Dottrina della Fede cattolica.»)


Oggi bramano di poter celebrare insieme alla Chiesa cattolica i rituali occulti di una «trasformazione» (transustanziazione) e si sentono offesi perché la Chiesa cattolica non lo permette. Inoltre, ambiscono al potere e alla ricchezza di questo tempio idolatra cattolico e vorrebbero averne una parte. Non sorprende affatto che anche lì si «benedicano» coppie omosessuali, le si «sposi» e che queste «coppie coniugali» contro natura vengano persino nominate responsabili di comunità.

(Vedi anche Discorso 92: «La Cena del Signore: commemorazione o consacrazione?»)


Per quanto riguarda le chiese evangeliche libere, non è tanto il passato quanto il presente a gettare discredito su una comunità cristiana. Nella sala della comunità si organizzano concerti pop, si mettono in scena spettacoli teatrali e si propongono altri eventi di intrattenimento mondano, oltre a invitare atei (!) che non conoscono la Bibbia a predicare. Si celebrano «lode e adorazione», si applaude e si balla e, se poi si chiede ai giovani, è stato «divertente», «fun» e «fantastico». Ed è proprio questo che i responsabili della comunità vogliono ottenere. Prendendo a modello una comunità come Willow Creek o Saddleback, si vuole diventare famosi e attirare sempre più membri, offrendo divertimento e intrattenimento invece dello studio della Bibbia e della preghiera.

Ma ogni proposta che prometta un percorso di fede divertente e alla moda, con tanto divertimento e allegria, è in netto contrasto con i messaggi della Bibbia. L’ avvicinamento alla fede cristiana non è una passeggiata. È un lavoro duro. Da un lato su se stessi: nuovi modi di vedere le cose, nuovi principi, una nuova visione del mondo. Dall’altro, però, anche sul proprio ambiente: nuovi obiettivi, nuove priorità, nuovi amici. Molti di coloro che non vogliono questo affermano allora: «Io non riesco a credere».

Di queste persone il noto evangelista e predicatore Wilhelm Busch ha fornito una descrizione azzeccata nel suo libro «Gesù, il nostro destino»:

«(…) Il secondo gruppo è costituito da coloro che pur dicendo: "Non riesco a credere!”, in realtà, se fossero del tutto onesti, dovrebbero ammettere: "Non voglio affatto credere!”. Perché se arrivassero alla fede, tutta la loro vita dovrebbe cambiare. E questo non lo vogliono. Sanno che non tutto va bene nella loro vita. Ma se diventassero figli di Dio, dovrebbero venire alla luce. No, non lo vogliono. E poi forse verrebbero considerati stupidi dai loro colleghi. E cosa direbbero i loro cari se diventassero improvvisamente cristiani? No, allora meglio di no! E quando incontrate persone che vi dicono: «Non riesco a credere», allora guardatele bene, per vedere se non dovrebbero piuttosto dire: «Non voglio affatto credere!».”

(Vedi anche il discorso 55:«Perché Dio permette la sofferenza?»)


E chi ora pensa che certe persone possano essere attirate nella comunità e trattenute lì solo attraverso eventi, festival, concerti e spettacoli teatrali, deve anche essere consapevole che proprio queste persone danneggiano la comunità invece di giovarle. Non sono orientate spiritualmente e se ci adattiamo a loro, non aiutiamo né loro né noi stessi.

I fratelli e le sorelle di altre comunità, a loro volta, si caricano di una grave colpa finanziando il trasporto di ebrei atei dalla Russia a Israele, dove queste persone non sentiranno sicuramente più parlare di Gesù Cristo, poiché in Israele la predicazione del Figlio di Dio è vietata, pena l’espulsione dal paese. Pertanto, questi ebrei portati nel Paese nell’ambito dell’«Aliyah» (ritorno in patria) con l’aiuto finanziario dei cristiani moriranno nei loro peccati (Gv 8:24) e andranno in perdizione. – È quindi un miracolo che i veri cristiani che credono nella Bibbia si allontanino al più presto da questo tipo di «cristianesimo» e vivano la loro fede in piccoli gruppi domestici tra persone che la pensano allo stesso modo?

(Vedi anche il discorso 1013: «Rapporto dal campo del "movimento per Israele".)


E ora il fratello Schweitzer ritiene che si debba esortare il cristianesimo europeo a pregare Dio per salvare l’Europa e portare «stabilità nel sistema monetario». A parte il fatto che il nostro Signore Gesù Cristo ci ha già fatto sapere, quando era in vita, cosa pensasse del «sistema monetario», quando disse agli ebrei: «Date all’imperatore ciò che è dell’imperatore e a Dio ciò che è di Dio» (Mt 22:21), qui si ignora palesemente la situazione attuale del cristianesimo . Il fratello Schweitzer si comporta come chi vuole partire con un’auto che non ha il motore. Il cristianesimo odierno consiste per la maggior parte in una facciata, in un villaggio di Potemkin.

Molti dei cristiani di oggi cercano maestri che «solletichino» le loro orecchie (2 Tim 4:3-4) e si lasciano sedurre in ogni direzione dai «mondi invisibili» evocati da O. Schweitzer. Il fatto che egli voglia proprio con loro costituire un esercito di preghiera per la «lotta per un "Europa su fondamenti cristiani” nel mondo invisibile» non è solo del tutto irrealistico, ma anche un’impresa molto pericolosa. Con ciò non si vuole affatto negare che egli sia serio e sincero nelle sue intenzioni. È solo che, apparentemente, ha perso di vista la realtà.

(Vedi anche Discorso 60;«Quando un cristiano dovrebbe lasciare una comunità?»


In questi tempi difficili, noi cristiani non abbiamo bisogno di un appello alla lotta contro il mondo invisibile, il quale – come conferma Satana in Lc 4,5-8 più avanti – domina già a livello globale la politica, la finanza e l’economia. Ciò di cui abbiamo bisogno sono predicatori del vero e autentico Vangelo della Bibbia, che si rivolgano al singolo individuo. È necessario mettere in luce tutte le mancanze sopra citate e predicare l’unica via giusta, per consentire ai fratelli e alle sorelle di convertirsi e di tornare alla verità del Vangelo. Ciò non salverà certamente l’Europa, ma consentirà sicuramente di strappare alcune persone dalle grinfie dell’ incredulità e della seduzione e di conquistare in loro dei fratelli e delle sorelle,



Pregare per l’Europa

E ora scrive il fratello Schweitzer:

«L’Europa ha urgente bisogno di preghiera. Lo sanno tutti. Ma la maggior parte dei cristiani nei paesi europei la pratica a malapena.»

Sì, pregare. Per ogni cristiano ortodosso fa parte della vita quotidiana, proprio come mangiare e bere. E anche il fratello Schweitzer ha ragione quando sostiene che la maggior parte dei cristiani lo pratica a malapena. Ciò porta però alla logica conclusione che «la maggior parte dei cristiani» non sia affatto composta da veri cristiani. Sono, nella migliore delle ipotesi, membri di un’associazione che si chiama «Chiesa» o «comunità».

E questo sembra essere anche il motivo per cui molte comunità agiscono sempre più come associazioni puramente laiche. Non insegnano più ai fratelli e alle sorelle il dialogo personale con il proprio Dio, la preghiera nel silenzio. Si prega in pubblico. Con la bocca e senza lo Spirito. Nelle chiese gli occhi sono fissi sul vestito nuovo della vicina di banco e i pensieri sono già al pranzo. E nelle comunità evangeliche la preghiera viene usata come esercizio retorico e per suscitare l’ammirazione degli ascoltatori. E non ci si rende nemmeno conto che tali preghiere sono un’offesa a Dio!

Dio è Spirito, e coloro che lo adorano devono adorarlo in Spirito e Verità.

Giov 4,23 Ma l’ora viene, ed è già qui, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; poiché anche il Padre cerca tali adoratori. 4,24 Dio è Spirito, e chi lo adora deve adorarlo in spirito e verità. Giov 4,23-24;

Ma quando preghi, entra nella tua cameretta e prega il Padre tuo, che è nel segreto.

Mat 6,5 E quando pregate, non siate come gli ipocriti; poiché essi amano pregare nelle sinagoghe e agli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. 6,6 Ma quando preghi, entra nella tua cameretta, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
6,7 Quando pregate, non chiacchierate come quelli delle nazioni; poiché essi pensano di essere esauditi per via delle loro molte parole. 6,8 Non siate quindi come loro! Poiché il Padre vostro sa di cosa avete bisogno prima ancora che glielo chiediate. Mat 6, 5-8;


Così la pensava anche Gottfried Daniel Pomacher, un predicatore del Risveglio di Wuppertal, quando disse:

«Il cristianesimo non consiste nelle parole, ma nella potenza dello Spirito Santo nei credenti. Non sono quelle le colonne del tempio che, nelle preghiere pubbliche, con «Signore, Signore» si guadagnano l’ammirazione dei loro ascoltatori, ma quelle che a casa, nella loro stanzetta silenziosa e senza un solo ascoltatore, rivolgono le loro preghiere al Signore: queste sono le vere colonne della comunità».



Ora, però, O. Schweitzer afferma:

«Ma come possiamo pregare per un’Europa che noi rifiutiamo, sebbene Dio ami l’Europa e il suo popolo?»


E questa è ancora una di quelle generalizzazioni inammissibili, come ad esempio l’affermazione ripetutamente predicata dell’ amore «infinito» e «incondizionato» di Dio. Se Dio amasse gli uomini in modo infinito e incondizionato, ci avrebbe perdonato i nostri peccati in questo amore infinito (senza fine) e incondizionato (senza condizioni) e Gesù Cristo non avrebbe dovuto morire sulla croce. Allora Dio avrebbe dovuto perdonare anche a Hitler, Stalin, Mao o a chiunque altro si chiamino i massacratori di questo mondo, tutti i loro crimini (infinitamente) senza penitenza e senza pentimento (incondizionatamente) e non ci sarebbe stato alcun bisogno dell’inferno .

Ma le cose non stanno così. Dio ama gli uomini – anche quelli in Europa – ma né in modo infinito né incondizionato. Il nostro Dio è un Dio di assoluta giustizia e insiste sulla punizione per ogni violazione dei suoi comandamenti – per ogni peccato . E poiché questa punizione sarebbe la morte dell’uomo e Dio ama gli uomini, ha sacrificato suo Figlio sulla croce in vece nostra, affinché chiunque accetti questo sacrificio espiatorio non debba morire. Dio ama tutte quelle persone – anche in Europa – che si convertono a suo Figlio e accettano il suo sacrificio espiatorio per i propri peccati. Anche loro possono contare su questo amore del Padre. Tutti gli altri no.

Chiunque rinnega il Figlio, non ha nemmeno il Padre.

1Gio 2,23 Chiunque rinnega il Figlio, non ha nemmeno il Padre; chi confessa il Figlio, ha anche il Padre. 1Gio 2,23;

Giov 15,23 Chi odia me, odia anche il Padre mio. Giov 15,23;

Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.

Giov 14,6 Gesù gli disse: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me». Giov 14,6;


La Trinità biblica e alcuni altri aspetti specifici della fede biblico-cristiana .


La Trinità biblica e alcune altre specificità della fede biblico-cristiana.

A differenza di tutte le altre religioni di questo mondo, il cristianesimo biblico non è una religione. È una relazione. Una relazione con – o un legame con – Dio, nostro Padre che è nei cieli. Per questo anche il nostro Signore Gesù Cristo ci ha detto:

Non chiamate nessuno «padre» sulla terra; perché uno solo è il vostro Padre: quello che è nei cieli.

Mat 23,9 E non chiamate nessuno vostro Padre sulla terra; perché uno solo è il vostro Padre: quello che è nei cieli. Mat 23,9;

Nel cristianesimo biblico, quindi, non chiamiamo nessuno sulla terra nostro Padre, ma l’unico e solo Dio onnipotente nei cieli è nostro Padre. In effetti, Dio non ha creato solo noi, ma con Adamo ed Eva, i nostri progenitori, tutti gli esseri umani ed è quindi il Padre di tutti noi. Ma pochissimi vogliono saperlo.

Nel cristianesimo biblico, il rapporto con il nostro Padre che è nei cieli è anche completamente diverso dall’adorazione degli idoli nelle religioni secolari. Come ci dice il Figlio di Dio, la comunicazione tra Dio e i suoi figli è esclusivamente di natura spirituale:

Dio è Spirito, e chi lo adora deve adorarlo in Spirito e verità.

Giov 4,23 Ma viene l’ora, ed è già qui, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; poiché anche il Padre cerca tali adoratori. 4,24 Dio è Spirito, e chi lo adora deve adorarlo in spirito e verità. Giov 4,23-24;

E come ci conferma anche Paolo nella Prima Lettera ai Corinzi, lo Spirito di Dio dimora in noi, se siamo figli di Dio.

Non sapete che voi il tempio di Dio e lo Spirito di Dio dimora in voi?

1Cor 3,16 Non sapete che siete il tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? 3,17 Se qualcuno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui, perché il tempio di Dio è santo – e voi siete quel tempio. 1Cor 3,16-17;

Si tratta quindi di un legame molto simile a quello che anche il Figlio di Dio aveva con il Padre durante la sua missione sulla terra:

Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me?

Giov 14,10 Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che vi dico, non le dico di mio; ma il Padre, che rimane in me, è lui che compie le opere. 14,11 Credetemi che io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro, credetemi per le opere stesse. Giov 14,10-11;

Infine, anche il Signore Gesù stesso ci spiega che chi lo ama si riconosce dal fatto che osserverà la parola del suo Signore. E per questo il Padre lo amerà ed entrambi, Padre e Figlio, verranno e dimoreranno in lui (nel suo spirito).

Chi mi ama, osserverà la mia parola; e il mio Padre lo amerà, e noi verremo da lui e prenderemo dimora presso di lui .

Giov 14,22 Gli disse Giuda, non quello di Iscariota: «Signore, che significa che vuoi rivelarti a noi e non al mondo?» 14,23 Gesù gli rispose: «Chi mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio lo amerà, e noi verremo da lui e prenderemo dimora presso di lui». 14,24 Ma chi non mi ama, non osserva le mie parole. E la parola che udite non è la mia, ma quella del Padre che mi ha mandato. 14,25 Questo vi ho detto finché sono stato con voi. 14,26 Ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che vi ho detto. Giov 14,22-26;

Riassumiamo quindi: Paolo ci dice sopra, in 1 Cor 3,16, che lo Spirito Santo dimora in noi se siamo figli di Dio. Il Signore Gesù ci dice qui sopra, in Gv 14,23, che il Padre e il Figlio verranno da noi e dimoreranno in noi, se amiamo il Figlio.

Abbiamo così il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo uniti nel nostro spirito!
Chi potrebbe ancora dubitare che questi tre esseri spirituali possano essere uniti anche al di fuori dell’uomo in un unico Spirito, lo Spirito di Dio, come «Trinità»?


È quindi evidente che è nella natura degli esseri spirituali integrarsi sia nello spirito di un uomo, sia in altri esseri spirituali. Nella loro forma spirituale essi sono immateriali e possono fondersi l’uno nell’altro, come quando, sul piano materiale, si versa un bicchiere d’acqua in un altro e le due acque diventano una sola (Trinità).

E ora Paolo ci scrive sopra, in 1 Cor 3,16, non solo che lo Spirito Santo dimora nei figli di Dio, ma dice anche che noi siamo il tempio di Dio. Ciò significa che, proprio come Dio dimorava nel Santo dei Santi del tempio di Gerusalemme tra gli Israeliti, così Dio dimora nuovamente in un tempio.

Solo che questo nuovo tempio non è più un edificio fatto da mani d’uomo, ma ogni singolo cristiano credente che ama il suo Signore e osserva la sua Parola, è il tempio di Dio, nel cui «Santo dei Santi» – nello spirito di questa persona – la Trinità prende dimora.

Ma l’Altissimo non dimora in templi costruiti da mani d’uomo.

Atti 7,48 Ma l’Altissimo non dimora in templi costruiti da mani d’uomo, come dice il profeta (Isaia 66,1-2): 7,49«Il cielo è il mio trono e la terra lo sgabello dei miei piedi; che casa vorreste dunque costruirmi?», dice il Signore, «o qual è il luogo del mio riposo? 7,50 Non è forse la mia mano che ha fatto tutto questo?». Atti 7,48-50;

Nella fede biblico-cristiana non esistono quindi riti, liturgie, «messe», né sacerdoti, vescovi, cardinali, papi ecc. I credenti biblico-cristiani stessi sono il tempio di Dio e hanno, nel loro spirito, un legame immediato e diretto con il loro Padre celeste.

Ed è per questo che il cristianesimo biblico non conosce nemmeno «luoghi di culto», come le chiese, le cattedrali, i duomi, le moschee o i templi delle religioni di questo mondo. L’unico e solo Dio non dimora in luoghi di culto costruiti dalle mani dell’uomo. Noi stessi, in quanto figli di Dio, siamo il il tempio in cui Dio dimora nel «Santo dei Santi» – nel nostro spirito .

Poiché voi siete il tempio del Dio vivente, come Dio stesso ha detto: «Io abiterò in mezzo a loro e camminerò con loro, e sarò il loro Dio, ed essi saranno il mio popolo ».

2Cor 6,14 Non vi mettete sotto un giogo diseguale con i non credenti. Infatti, quale comunione c’è tra la giustizia e l’illegalità? O quale comunione tra la luce e le tenebre? 6,15 E quale accordo c’è tra Cristo e Belial? O quale parte ha un credente con un non credente? 6,16 E quale legame c’è tra il tempio di Dio e gli idoli?

Poiché voi siete il tempio del Dio vivente, come Dio stesso ha detto: «Abiterò in mezzo a loro e camminerò in mezzo a loro, e sarò il loro Dio, e essi saranno il mio popolo». 6,17 «Perciò uscite di mezzo a loro e separatevi, dice il Signore, e non toccate nulla di impuro, 6,18 e io vi accoglierò; e sarò per voi un Padre, e voi sarete per me figli e figlie», dice il Signore Onnipotente. 2Cor 6,14-18;

Ed è proprio questo Spirito dei figli di Dio che, dopo la risurrezione, vivrà come essere spirituale nella dimensione eterna presso il nostro Padre nei cieli, dopo aver percorso quella via che già il nostro Signore Gesù Cristo, come primizia, ci ha indicato (1Cor 15:20-28).

Quando un figlio di Dio vuole parlare con il Padre suo nei cieli, entra nella sua camera, chiude la porta a chiave e chiede innanzitutto il perdono dei propri peccati nel nome del sacrificio redentore del suo Signore Gesù Cristo. E allora la via è libera per ogni ringraziamento e giubilo, per ogni supplica e pianto e per tutto ciò che un figlio di Dio ha ancora da comunicare al Padre suo celeste.

Ma quando preghi, entra nella tua camera e prega il Padre tuo, che è nel segreto.

Mat 6,5 E quando pregate, non siate come gli ipocriti; poiché essi amano pregare nelle assemblee e in piedi agli angoli delle strade (o davanti agli altari idolatri cattolici [«Maria», «Santi»] e al «Muro del Pianto» ebraico! / FH), per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: essi hanno già ricevuto la loro ricompensa. 6,6 Ma quando preghi, entra nella tua camera, e dopo aver chiuso la porta, prega il Padre tuo che è nel segreto! E il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. 6,7 Quando pregate, non chiacchierate come quelli delle nazioni; poiché essi pensano di essere esauditi per via delle loro molte parole. 6,8 Non siate dunque come loro! Il Padre vostro sa infatti di cosa avete bisogno prima ancora che glielo chiediate. Mat 6,5-8;



(Vedi anche il discorso 99:«Il Giudizio Universale: Chi sono "questi miei minimi fratelli" in Mat 25:40? Mat 25,40?»)


E ora il fratello Schweitzer afferma:

«Il chiaro mandato alla comunità è quello di pregare per i governi. Nell’era dell’unificazione europea, ciò comprende anche la preghiera per le istituzioni europee: il Consiglio europeo dei "capi di Stato e di governo" e dei ministri, la Commissione e il Parlamento europeo.»


Ed è qui che si riconosce chiaramente la visione fuorviante e errata dell’autore. Secondo la Bibbia, il nostro mandato come comunità non è quello di «pregare per i governi», ma di obbedire all’esortazione del nostro Signore, che ci ha comandato:

Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo a ogni creatura.

Mar 16,15 E disse loro: «Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo a ogni creatura». 16,16 Chi crederà e sarà battezzato, sarà salvato; chi invece non crederà, sarà condannato. Mar 16,15-16;


Come comunità di Cristo non abbiamo una missione laica-politica, ma una missione cristiana-spirituale. Chi convince i fratelli e le sorelle che devono pregare per i governi, li svia proprio come coloro che diffondono la menzogna secondo cui Israele sarebbe stato radunato da Dio nel 1948. Entrambe le cose costituiscono una distorsione dei messaggi biblici, sono peccato e sviano molti fratelli e sorelle.

(Vedi anche il discorso 08: «Il raduno di Israele: già dal 1948 o non prima degli Ultimi Tempi?»)


E anche nella sua affermazione successiva, il fratello Schweitzer si carica di una grande colpa quando scrive:

«La preghiera politica è un avvicinarsi al trono della grazia pieno di fiducia, in modo sacerdotale per gli uomini, per il Paese, per l’Europa, nell’invocazione della grazia di Dio, resa possibile dal sangue dell’Agnello di Dio, che porta via i peccati del mondo.»


«Reinterpretando» il sacrificio redentore di Nostro Signore Gesù Cristo per i peccati di tutti coloro che desiderano convertirsi, estendendolo anche a tutti i politici corrotti, ai banchieri empì e a tutta la marmaglia malvagia tra gli uomini in Europa, O. Schweitzer dimostra o la sua totale ignoranza dei reali retroscena del Vangelo oppure – cosa che sarebbe molto più grave – si tratta di una deliberata falsificazione.

E questo sospetto di falsificazioni intenzionali si rafforza quando si legge la seguente frase nell’articolo di O. Schweitzer:

«Intorno all’Europa è divampata una lotta spirituale che non potrebbe essere più radicale. Si tratta dello scontro tra il cristianesimo, nel senso dell’eredità giudaico-cristiana che ha permeato tutta la nostra cultura, e le forze, vecchie e nuove, di natura spirituale».


In realtà, in Europa – e anche in Nord Africa – infuria una lotta dei popoli contro governi fraudolenti, politici irresponsabili, funzionari corrotti e speculatori spudorati, che in passato si sono arricchiti a spese dei cittadini di questi paesi. Questa è la realtà. E non uno «scontro del cristianesimo nel senso del patrimonio giudaico-cristiano» con chissà quali altre forze, visibili o invisibili.

E proprio questo riferimento all’«eredità giudaico-cristiana» sarebbe estremamente controproducente per la cristianità. Poiché gli ebrei, da quando il Figlio di Dio è stato consegnato alla morte sulla croce, sono stati abbandonati dal loro Dio, essi sono da duemila anni un popolo senza Dio. La distruzione di Gerusalemme, del Tempio e la cacciata dell’intero popolo d’Israele nella diaspora, avvenuta quaranta anni dopo, nell’anno 70, per volere di Dio attraverso le truppe romane di Tito, fu la punizione divina per questo misfatto.

Se non crederete che sono io, morirete nei vostri peccati.

Giov 8,24 Per questo vi ho detto che morirete nei vostri peccati; perché se non crederete che sono io, morirete nei vostri peccati. Giov 8,24;

Ed ecco, il velo del tempio si squarciò in due parti, dall’alto fino in basso.

Mat 27,50 Ma Gesù gridò di nuovo a gran voce e rese lo spirito. 27,51 Ed ecco, il velo del tempio si squarciò in due, dall’alto fino in basso; e la terra tremò, e le rocce si spaccarono, Mat 27,50-51;

Ecco, la vostra casa vi sarà lasciata deserta, finché non direte: «Benedetto colui che viene nel nome del Signore!»

Mat 23,32 E voi, riempite pure la misura dei vostri padri! 23,33 Serpenti! Razza di vipere! Come potrete sfuggire al giudizio dell’ inferno? 23,34 Perciò, ecco, io vi mando profeti e saggi e scribi; alcuni di loro li ucciderete e li crocifiggerete, e alcuni di loro li flagellerete nelle vostre sinagoghe e li perseguiterete di città in città 23,35 affinché ricada su di voi tutto il sangue innocente che è stato versato sulla terra, dal sangue di Abele, il giusto, fino al sangue di Zaccaria, figlio di Berechia, che avete ucciso tra il tempio e l’altare.

23,36 In verità vi dico che tutto questo ricadrà su questa generazione. 23,37 Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi coloro che ti sono stati mandati! Quante volte ho voluto radunare i tuoi figli come una chioccia raduna i suoi pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto! 23,38 Ecco, la vostra casa vi sarà lasciata deserta; 23,39 perché vi dico: d’ora in poi non mi vedrete più, finché non direte: «Benedetto colui che viene nel nome del Signore!» Mat 23,32-39;


Anche un’ultima indicazione di O. Schweitzer sulla preghiera viene poi confutata dalla Bibbia. Egli scrive:

«Per pregare non dobbiamo conoscere tutti i dettagli, ma proclamiamo il regno di Cristo su tutti i mercati, gli intrighi e i poteri di Mammona.»


Questa affermazione ricorda molto la tentazione di Gesù da parte di Satana:

«Ti darò ogni potere sui regni di questo mondo e la loro gloria, poiché mi è stata consegnata».

Luc 4,5 E il diavolo lo condusse in alto e gli mostrò in un istante tutti i regni del mondo 4,6 e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria; poiché mi è stato consegnato, e io lo do a chi voglio. 4,7 Se ora mi adorerai, tutto questo sarà tuo. 4,8 Gesù gli rispose: «Sta scritto (Deuteronomio 6,13): "Adorerai il Signore, tuo Dio, e servirai lui solo”». Luc 4, 5-8;


Proprio come O. Schweitzer proclama il regno di Cristo, così Satana lo ha offerto al Signore. A differenza di Schweitzer, però, egli ha potuto offrirlo anche perché questo dominio sui poteri mondani (i governi) gli è stato conferito da Dio. A Satana è concessa – proprio come nel Giardino dell’Eden – piena libertà di mettere alla prova gli uomini per vedere se credono in Dio e si affidano a Lui oppure no. Ma proprio come Adamo ed Eva all’epoca, anche l’ umanità da allora ha fallito miseramente. E questo vale anche e soprattutto per l’Europa. L’ultima prova di ciò è stata il rifiuto dei politici europei di inserire un riferimento a Dio nel preambolo della Costituzione europea. Questo per quanto riguarda l’Europa «cristiana»!

(Vedi anche il Discorso 1042: «Tutti i governi del mondo sono ordinati da Dio?»)


Il nostro Signore all’epoca respinse l’offerta di Satana e anche la «proclamazione» di O. Schweitzer non avrà successo. Perché il nostro Signore Gesù Cristo assumerà il suo regno solo nel Millennio, nel suo regno millenario di pace, e non quando O. Schweitzer lo «proclamerà». L’Europa, appunto, non è Israele e il fratello Schweitzer non è Mosè.

(Vedi anche il capitolo 10: «Il Millennio.»)


La grande massa percorre la via larga attraverso la porta larga (Mat 7:13-14). Il nostro compito, in quanto cristiani ortodossi, è quello di rivolgerci a quelle persone che non sono giunte su questa via errata per propria volontà, ma per errore e inganno. Sono loro il nostro obiettivo, non la lotta contro qualunque «mondo invisibile» per un’Europa del tutto illusoria «fondata su principi cristiani».


L’UE: «regno di pace» di una religione sostitutiva.

La fondazione dell’Unione Europea fu il tentativo di due ideologie politiche – i socialisti (Francia, François Mitterrand) e i conservatori (Germania, Helmut Kohl) – di instaurare in Europa un «regno di pace» sulla terra.

Mitterand/Kohl




Dopo che i padri fondatori hanno rifiutato ogni riferimento a Dio (Costituzione dell’UE ), si è affermata come religione sostitutiva la «buonismo» con i suoi comandamenti dell’antidiscriminazione e della correttezza politica. In questa nuova ideologia, l’uniformazione (Gleichschaltung) di tutte le strutture sociali (individuo, famiglia, popolo) viene elevata a principio (inno dell’UE: «Tutti gli uomini diventeranno fratelli»).

Merkel/Hollande




Ma questo sogno dei politici dell’UE è destinato inevitabilmente a fallire di fronte alla realtà della natura umana. L’uomo non è stato creato da Dio come una marionetta egualitaria, bensì come individuo pluralistico e diverso , dotato di libero arbitrio e del diritto all’autodeterminazione.

 



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UE: campi di rieducazione per dissidenti / Articolo Christine Rütlisberger 01, esclusiva KOPP 41/13

L’UE sta attualmente annunciando, in modo che tutti possano vederlo, di voler limitare le libertà fondamentali dei cittadini. La libertà di espressione non esisterà più e non ci sarà alcuna resistenza.


(…) In nome della tolleranza
Sul sito ufficiale del Parlamento europeo è presente da alcuni giorni un documento che non promette nulla di buono per il futuro degli europei. È stato redatto dal «Comitato UE per la tolleranza» (European Council on Tolerance and Reconciliation). Dietro il titolo insignificante del «documento sulla tolleranza» si nasconde la richiesta che il Parlamento europeo adotti «misure concrete» per «eliminare» il razzismo, i pregiudizi basati sul colore della pelle, la discriminazione etnica, l’intolleranza religiosa, le ideologie totalitarie, la xenofobia, l’antisemitismo, l’omofobia e l’«antifemminismo». 

A tal fine, in paesi come la Germania, ad esempio, la libertà di espressione, la libertà artistica, la libertà di ricerca scientifica e la libertà di stampa dovrebbero essere limitate . Si prevede invece l’introduzione di un «obbligo di tolleranza» e di una nuova super-autorità dell’UE incaricata di vigilare sull’attuazione delle misure corrispondenti. In parole povere: ad esempio, qualsiasi critica al femminismo sarà in futuro vietata all’interno dell’UE. 

Anche la critica ai partiti politici e ai loro movimenti – come ad esempio i socialdemocratici o il movimento ecologista – sarà quindi punibile. Da democratico, non si può fare a meno di stropicciarsi gli occhi per lo stupore. Ma chi lo considera uno scherzo dovrebbe leggere il documento (intitolato «A European Framework National Statute for the Promotion of Tolerance») con molta attenzione. Secondo quanto riportato, in futuro nell’UE ci sarà un «obbligo di tolleranza», la cui violazione sarà immediatamente sanzionata con pene estremamente severe. 

Nella parte 9 del documento di lavoro di 12 pagine, a tutti i media viene richiesta una «quota minima di programmazione» in cui in futuro dovranno diffondere la «cultura della tolleranza» (citazione: «Il Governo garantirà che le emittenti pubbliche (televisive e radiofoniche) dedichino una percentuale prestabilita dei propri programmi alla promozione di un clima di tolleranza»). I bambini e gli adolescenti saranno costretti a seguire «programmi di rieducazione» alla «cultura della tolleranza». Nelle scuole elementari la tolleranza diventerà parte integrante dell’insegnamento quotidiano e avrà la precedenza su tutti gli altri contenuti didattici . 

Ancora più assurdo: in futuro i soldati non potranno più avere un’immagine del nemico. L’UE vuole che i soldati vengano istruiti, nell’ambito di corsi specifici, sul fatto che i loro avversari da combattere siano loro del tutto pari (citazione: «Corsi simili saranno integrati nell’addestramento di coloro che prestano servizio nelle forze armate.»). Il documento di lavoro dell’UE, secondo cui dovrebbe essere punito come «diffamazione» già il semplice fatto di fare una battuta su un altro gruppo, non è certamente compatibile con la Costituzione tedesca. È quindi ancora più sorprendente che finora non si sia manifestata alcuna opposizione al riguardo. (…)

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Esclusiva KOPP 41/13 / www.kopp-exklusiv.de




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Peter Scholl-Latour: Viviamo nell’era dell’ imbecillimento di massa, / KOPP-exclusiv 11/14

Il 9 marzo 2014 il giornalista ed esperto di Islam Peter Scholl-Latour ha compiuto 90 anni. Si è espresso chiaramente su ciò che pensa dei nostri media. Ci trattano come se fossimo stupidi.


L’Europa sta perdendo sempre più importanza
Il giornalista Peter Scholl-Latour ha recentemente rilasciato un’intervista degna di nota , nella quale ha sottolineato: «Viviamo in un’epoca di imbecillimento di massa, in particolare di imbecillimento mediatico di massa». Se si osserva «quanto siano parziali i media locali, dalla TAZ alla Welt, nel riferire sugli eventi in Ucraina, allora si può davvero parlare di disinformazione su larga scala». Qualcosa di simile si verifica anche per quanto riguarda la Siria e altri focolai di crisi.

Alla domanda del giornalista Ramon Schack (Heise) se ritenesse preoccupante tale sviluppo, Scholl-Latour ha risposto: «Sì, soprattutto anche per l’UE. Mi chiedo cosa si aspetti l’UE da un avvicinamento dell’ Ucraina. A Bruxelles sarebbe meglio puntare su una concentrazione e un consolidamento, invece di promuovere l’espansione verso est . Già con l’adesione della Romania e della Bulgaria i commissari di Bruxelles si sono assunti un carico eccessivo.»

Ha proseguito dicendo che, se ora si aggiungesse all’UE anche la Repubblica di Kiev, dove i tartari posero le radici dell’odierna Russia e dove avvenne la conversione al cristianesimo, «allora il territorio gonfiato della fragile Unione Europea si avvicinerebbe di circa trecento chilometri a quel campo di battaglia che divenne famoso con il nome di Stalingrado. I tedeschi hanno perso ogni sensibilità per la tragicità della propria storia?»

Scholl-Latour ha anche sottolineato nell’intervista quanto l’Europa si stia allontanando sempre più dalla scena mondiale. Ha parlato del «ritiro dell’influenza politica mondiale dell’Europa, che d’altronde continua ancora oggi» e ha affermato: «Quando da giovane ho iniziato la mia attività di giornalista, la bandiera francese o britannica sventolava ancora su gran parte del globo. Ora non è più così, anche se il ritiro continua, in contesti mutati.»

L’Europa sta diventando sempre più debole:«L’Europa si trova oggi priva di qualsiasi coscienza religiosa, in un mondo che ovunque sta diventando sempre più religioso, il che rappresenta una debolezza, di fronte a questa rinascita dei miti». Scholl-Latour, nato il 9 marzo 1924 a Bochum, vive a Berlino e Parigi. Attualmente il novantenne sta programmando un altro viaggio di lavoro in Ciad, in Africa. Parallelamente sta scrivendo un nuovo libro. Scholl-Latour è stato il fondatore dello studio ARD a Parigi.

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Esclusiva KOPP 11/14 / www.kopp-exklusiv.de



Peter Scholl-Latour ha partecipato nel corso della sua vita a molti conflitti bellici nel mondo in qualità di giornalista e ne ha raccontato le vicende. Guarda le cose dal punto di vista realistico e ci si può fidare della sua parola. A maggior ragione, come cristiano ortodosso, ci si sente confermati dalla sua ultima affermazione citata sopra:

«L’Europa si trova oggi priva di qualsiasi coscienza religiosa, in un mondo che sta diventando sempre più religioso ovunque, il che rappresenta una debolezza di fronte a questa rinascita dei miti


Se d’altra parte consideriamo l’affermazione di Ortwin Schweitzer all’ inizio di questo documento, in cui egli sostiene:

«Intorno all’Europa è divampata una lotta spirituale che non potrebbe essere più radicale. Si tratta dello scontro tra il cristianesimo, nel senso dell’eredità giudaico-cristiana che ha permeato tutta la nostra cultura, e potenze spirituali, sia antiche che nuove.»


non è difficile capire chi qui sia il realista e chi il sognatore. Ma evidentemente O. Schweitzer non è solo in Europa. L’Unione Europea è stata fin dall’inizio un «progetto da sogno» di cui Helmut Kohl era ancora convinto che ci avrebbe preservati in futuro dalle guerre dei popoli europei del passato. La guerra dei russi contro la Georgia (Ossezia del Sud) di sei anni fa e l’attuale situazione in Ucraina dicono ben altro.

E anche su questo punto Scholl-Latour offre una valutazione corretta quando afferma:

«Mi chiedo cosa speri di ottenere l’UE da un avvicinamento all’Ucraina. A Bruxelles sarebbe meglio puntare su una concentrazione e un consolidamento, invece di portare avanti l’espansione verso est. Già con l’adesione della Romania e della Bulgaria i commissari di Bruxelles si sono assunti un impegno eccessivo.»


Anche Hitler era stato avvertito dai suoi generali prima della campagna di Russia . Ma la brama di più territorio, più persone e più potere era più forte. E ora nell’UE sta accadendo qualcosa di molto simile.

L’affermazione di Scholl-Latour, infine: «Viviamo in un’epoca di imbecillimento di massa, in particolare di imbecillimento di massa mediatico», trova ora un riscontro concreto, per quanto riguarda i politici dell’UE – ma anche degli Stati Uniti – in un evento attuale legato alla crisi ucraina. 

Durante i negoziati tenutisi a Ginevra una settimana fa tra i ministri degli Esteri degli Stati Uniti, dell’UE e della Russia, è stato concordato di comune accordo che i separatisti in Ucraina dovessero abbandonare gli edifici governativi occupati e consegnare le armi . Lo hanno poi annunciato il ministro degli Esteri statunitense John Kerry (con orgoglio e in modo prolisso) e l’Alta rappresentante dell’UE per gli affari esteri Kathrin Ashton (in modo più conciso e oggettivo) in una conferenza stampa. 

Da parte del ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov non si è sentito molto al riguardo. E, come ora è emerso, a ragione. Ciò che i russi, pur non esprimendolo esplicitamente, intendevano con il loro consenso erano innanzitutto i «separatisti» di Kiev – ovvero il governo di transizione, salito al potere proprio grazie agli eventi di Maidan. Questi dovrebbero prima lasciare gli edifici governativi a Kiev – ovvero dimettersi in quanto governo di transizione – dopodiché anche i separatisti filo-russi nell’ Ucraina orientale si arrenderebbero.

Lo stupore da parte occidentale fu grande, ma questa interpretazione dei russi era del tutto plausibile. Ed è qui che si vede che il russo Lavrov ha davvero «fregato» gli americani e gli europei, senza che nemmeno uno di loro – né tantomeno i politici dietro le quinte – se ne sia probabilmente accorto. Ma in questo caso non si può certo dare la colpa ai media.

«Imparate la storia»

(Bruno Kreisky, ex Cancelliere federale dell’Austria)

La fondazione dell’Unione Europea è stata – analogamente alla campagna di Russia dei nazisti – la prova che i politici non hanno imparato nulla dalla storia. Mentre Hitler minimizzava le esperienze di Napoleone nell’inverno russo e pensava di poter fare di meglio, nell’UE si è completamente ignorato il crollo di grandi confederazioni di Stati, come l’Impero asburgico, l’Unione Sovietica o la Jugoslavia Luc 11:17.

Voves

In Austria, recentemente i due leader dei partiti di governo (socialisti e conservatori) della Stiria (uno stato federale austriaco) hanno deciso congiuntamente, nell’ambito del loro «partenariato di riforma», di accorpare alcuni comuni limitrofi in un unico comune, al fine di risparmiare sui costi amministrativi.

Ma avevano fatto i conti senza i cittadini. Nelle successive elezioni entrambi i partiti hanno perso voti, tanto che ora persino l’ex governatore socialdemocratico si è dimesso volontariamente. Non gli è stato perdonato di aver voluto unire i cittadini di una regione con quelli di un’altra.

E nell’UE si continua ancora oggi a sognare di poter unire e uniformare nazioni europee secolari con trattati e regolamenti. Il risveglio sarà catastrofico.



Marine Le Pen (Front National, Francia) dopo le elezioni europee del 25 maggio 2014:

«Il nostro popolo esige una sola politica: da francesi, per i francesi, con i francesi.»

«Non vogliono essere governati dall’esterno, obbedire a leggi per le quali non hanno votato, né obbedire a commissari che non sono legittimati da un’ elezione popolare.»



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Il paese della cuccagna dello Stato sociale: ecco come funziona l’ abuso del sistema di asilo. / Christine Rütlisberger, KOPP-exclusiv 12/14

In Svizzera, una donna iraniana sta suscitando scalpore. Sta spiegando ora a molti benpensanti svizzeri sbalorditi come sfruttare al meglio il nostro Stato sociale in qualità di richiedente asilo. E nell’area di lingua tedesca si viene a sapere che i turchi non devono pagare le tasse sulle loro pensioni.

Il tema dell’immigrazione divide l’opinione pubblica. Ma anche coloro che auspicano una maggiore immigrazione rimangono sbalorditi quando si rendono conto di alcuni aspetti della realtà. Tra gli austriaci, ad esempio, sta crescendo la rabbia nei confronti dei tedeschi, perché le autorità fiscali tedesche trattano i turchi in modo nettamente migliore rispetto agli austriaci.

Ecco come vengono favoriti i turchi
Il quotidiano viennese «Die Presse» ne ha parlato con il titolo «Gli austriaci svantaggiati rispetto ai turchi in materia fiscale» e ha scritto: «Berlino esenta da imposte le pensioni fino a 10.000 euro per i lavoratori stranieri provenienti dalla Turchia. Ciò non vale per i 150.000 beneficiari in Austria». Circa 150.000 austriaci che hanno lavorato in Germania e che da ciò percepiscono una pensione devono pagare le imposte sulle loro pensioni tedesche con effetto retroattivo a partire dal 2005, su direttiva di Berlino, agli uffici delle imposte tedeschi.

Ciò che fa infuriare gli austriaci è che per gli ex lavoratori stranieri turchi in Germania vige una norma speciale, in base alla quale questi ultimi, fino a un importo pensionistico di 10.000 euro all’anno, sono esenti dalla tassazione delle loro pensioni. E anche per gli importi superiori a tale soglia, i turchi devono pagare solo un’aliquota forfettaria del dieci per cento. Ai turchi è stata concessa, nel contesto della correttezza politica, un’eccezione alla tassazione delle pensioni, che in linea di principio si applica a tutti i beneficiari di pensioni tedesche all’estero. Gli austriaci e gli altri stranieri sono quindi sistematicamente svantaggiati rispetto ai turchi nel diritto pensionistico.

Persino i sostenitori di una maggiore immigrazione non possono che rimanere sbalorditi. Ma questo è solo l’inizio di una storia che, se fosse uno scherzo di aprile, verrebbe immediatamente smascherata, ma che purtroppo corrisponde alla realtà. Da più di dieci anni su Internet circolano, in molte lingue, guide su cosa bisogna dire agli uffici europei per l’asilo per essere riconosciuti con certezza come richiedenti asilo e beneficiare immediatamente di ampie prestazioni sociali e assegni familiari. Tutto questo è noto, ma deve essere ignorato dalle autorità per motivi di correttezza politica .

Ora una donna iraniana spiega pubblicamente come sfruttare al meglio lo Stato sociale. Già molti mesi fa aveva illustrato alle autorità come bande di immigrati incassino indebitamente prestazioni finanziarie a spese dei contribuenti e si godano una bella vita grazie a queste. A finire nei guai non sono però i falsi richiedenti asilo, bensì la donna iraniana – perché non è ammesso ciò che non rientra nello schema. La richiedente asilo iraniana Shekoofeh T. ha gettato gran parte della Svizzera in uno stato di shock. Ha tenuto una conferenza nella Bärensaal di Langenthal davanti a centinaia di ascoltatori, in cui ha descritto per la prima volta, sulla base della propria esperienza diretta, quanto numerosi ed efficaci siano i falsi richiedenti asilo nell’ingannare le autorità. In questo modo intendono ottenere ingiustificatamente lo status di richiedente asilo – e quindi anche il sostegno finanziario . Shekoofeh T. ha innanzitutto affermato che sua madre e suo fratello sarebbero stati , secondo i documenti dell’Ufficio federale svizzero della migrazione, trasportati in un camion container lungo percorsi pericolosi dall’Iran attraverso la Turchia fino in Svizzera.

Viaggi di rifugiati inventati
La donna ha dichiarato davanti a un pubblico sbalordito: «È tutta una bugia. Abbiamo preso l’aereo da Teheran a Ginevra passando per Roma. Con passaporto e visto. Da lì in treno fino a Basilea e in taxi al centro di accoglienza per rifugiati». Il viaggio da rifugiati, descritto negli atti come lungo e pericoloso, in realtà non è durato a lungo: «Prima di salire sull’ aereo a Teheran, mi sono fatta una doccia. Quando siamo arrivati al centro di accoglienza di Basilea, i miei capelli non erano ancora asciutti!» Poco tempo dopo erano già rifugiati riconosciuti e da allora vivono di sussidio sociale.

La «Neue Oberaargauer Zeitung» ha riportato nel marzo 2014 la notizia della conferenza che ha suscitato grande scalpore con il titolo «Conferenza sull’ abuso del diritto d’asilo – Grande interesse». Secondo quanto riportato, si percepiva una tensione palpabile nella sala quando Shekoofeh T. ha poi fornito anche dettagli sui ben funzionanti traffico di denaro da parte dei truffatori dell’asilo: nel loro appartamento a Berna si trovava, secondo quanto riferito, il deposito temporaneo del denaro. Ogni mese vi venivano depositati fino a 30'000 franchi (24'628 euro) . Il denaro veniva portato da diverse persone di origine afghana e iraniana provenienti dal Cantone di Berna.

Veniva prelevato ogni volta in auto dal capo della banda di riciclatori di denaro, un richiedente asilo disoccupato proveniente dall’Iran e residente a San Gallo. Il quotidiano «Neue Oberargauer Zeitung» scrive: «Un mormorio ha attraversato la Bärensaal quando la diciottenne iraniana ha affermato che, a distanza di sette mesi da quando aveva reso conto di tutto alla Kapo di Berna, non fosse successo nulla. La banda iraniana sarebbe ancora attiva in Svizzera. Secondo le immagini che aveva a disposizione su Facebook, sempre più persone appartenenti alla cerchia familiare del clan arrivano in Svizzera, anch’esse come rifugiati.

La Procura di Berna non intende avviare alcun procedimento, le era stato comunicato già lo scorso dicembre.» E così Shekoofeh T. ha deciso di rivolgersi all’opinione pubblica. «Un’ingiustizia del genere non deve esistere», ha affermato l’ ex musulmana, che nel frattempo si è convertita al cristianesimo in Svizzera. Questo cambiamento di religione sarebbe uno dei motivi per cui ha informato le autorità: «Non potevo e non volevo più vivere con questa coscienza sporca.»


Goldmuenze1

Esclusiva KOPP 12/14 / www.kopp-exklusiv.de



La formazione degli sciami

Nel mondo animale del nostro pianeta esiste la legge universalmente valida della formazione di sciami. Ovunque vi sia un’abbondanza di cibo e pochi nemici naturali, si formano automaticamente sciami (locuste, avvoltoi, mandrie di bufali, ecc.) che invadono il territorio e lo spogliano di ogni vegetazione.

Alla luce di questo contesto comportamentale, si dovrebbero richiamare l’attenzione dei politici dell’UE e, in particolare, dei governi della Germania e di alcuni altri Stati membri dell’UE sul fatto che, in questo contesto – come dimostra la storia – anche l’uomo è una specie animale. Se quindi questi paesi, con i loro elevati standard di benessere e sociali, non vogliono più controllare i propri confini, anche loro e i loro cittadini dovranno fare i conti con questa legge generale della natura.




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Bruxelles vede un pericolo di guerra in Europa, corsi di formazione per sacerdoti. / Articolo di Christine Rütlisberger e Marcello Faraggi 00, Esclusiva KOPP 11/13

Poiché, dopo le elezioni in Italia, i vertici dell’UE temono l’ ingestibilità degli Stati membri, il crescente nazionalismo e l’ ostilità nei confronti dell’UE, ci si sta preparando ad affrontare disordini. Alcuni sacerdoti sono stati ora addestrati, su incarico dell’UE, in vista della prevedibile guerra civile.


Quando nel 2010 il professor Michael Hudson, consulente capo del governo lettone in materia economica, fu il primo europeo a parlare ufficialmente di una «guerra del debito in Europa» che si profilava all’orizzonte, non fu solo a Bruxelles che lo derisero. Hudson aveva previsto con estrema lucidità l’imminente crollo dell’Eurozona, l’ improvviso impoverimento delle popolazioni nazionali e il loro distrarsi attraverso guerre provocate deliberatamente. Tutto questo nel cuore dell’Europa. E tutto questo non in un futuro lontano, ma già molto presto.

Il sistema sta crollando.
Hudson, così sembrava nel 2010, era un pazzo sconsiderato. Perché non parlava affatto dei problemi in Grecia o in Spagna – egli sottolineava il presunto disastro totale che minacciava l’UE anche nei paesi dell’ex Blocco dell’Est. Stati che erano stati appena ammessi nell’UE, inondati di prestiti in euro – e che ora non sono più in grado di rimborsarli. Molte centinaia di miliardi di euro che le banche tedesche, austriache e svizzere hanno concesso agli ex paesi del blocco orientale all’interno dell’UE non verranno mai rimborsati. E così le banche dei paesi occidentali, considerate di importanza sistemica, devono essere sostenute – ancora una volta – dai contribuenti: è una spirale senza fine. Il sistema sta crollando da ogni parte. L’unica via d’uscita, secondo Hudson, è una guerra. 

Nel maggio 2009 anche il Bundesnachrichtendienst (BND), il servizio segreto tedesco per l’estero, aveva sottolineato in uno studio riservato che la crisi economica mondiale racchiude anche il potenziale per una possibile guerra mondiale . All’epoca, tuttavia, le conseguenze della crisi economica non erano ancora così drammatiche come lo sono attualmente. Lo scenario era stato elencato come uno dei tanti possibili. All’epoca non se ne parlava in nessun quotidiano tedesco di qualità – la stampa mainstream taceva.

Ma ora, per la seconda volta nel giro di poche settimane, anche il presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker, dimessosi dalla carica alla fine di gennaio 2013, ha messo in guardia da imminenti conflitti bellici in Europa. Juncker ha affermato: «Chi crede che l’eterna questione della guerra e della pace in Europa non si porrà mai più, potrebbe sbagliarsi di grosso. I demoni non sono scomparsi, stanno solo dormendo». Egli vede evidenti parallelismi con l’anno 1913, quando molti pensavano che in Europa non ci sarebbe mai più stata una guerra. «Mi colpisce la consapevolezza di quanto la situazione europea nel 2013 assomigli a quella di 100 anni fa». Mentre i politici là fuori affermano attualmente in tono rassicurante che la crisi dell’euro sia finita, a quanto pare si sta preparando una catastrofe che potrebbe sfociare in guerre. E precisamente nel cuore dell’Europa.

In gran segreto, Bruxelles ha fatto mettere a punto un programma segreto in cui sacerdoti e dignitari religiosi di tutte le confessioni dovrebbero sostenere le disposizioni dello Stato in situazioni di guerra. I «Clergy Response Teams» (CRT) sono stati costituiti sul modello del programma americano FEMA. In caso di disordini interni, del previsto scoppio di una guerra in Europa a causa della crisi del debito dell’euro o di uno stato di emergenza, i sacerdoti dovrebbero avvalorare le disposizioni statali con citazioni religiose e in tal modo spezzare la resistenza della popolazione contro misure impopolari. In questo modo si dovrebbero ad esempio, a seconda delle necessità, far rispettare anche il sequestro di generi alimentari o gli sfollamenti forzati.


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A quanto pare, i governi si stanno già preparando su vasta scala a questa situazione. A seguito dei continui disordini in paesi come Grecia, Spagna, Italia, Portogallo, Bulgaria, Romania e delle violente rivolte durate diversi giorni nelle aree metropolitane britanniche, le alleanze tra oppositori dell’euro e dell’UE sono ora considerate un potenziale pericolo per la sicurezza interna dell’Unione Europea.

Mentre l’infiltrazione dei suddetti gruppi tramite il reclutamento di informatori dovrebbe fornire informazioni sulle azioni pianificate nell’ambito del movimento di protesta, ora vengono creati parallelamente anche dossier sui cittadini critici. In questi, i critici dell’UE vengono classificati in base alla potenziale "pericolosità" (rosso, giallo e verde) in base al loro potenziale "sovversivo". I file "Conspiracy" sono a disposizione degli investigatori europei, mentre le persone interessate ne sono all'oscuro.

Linee guida per le autorità di polizia
In base alle disposizioni transnazionali («potential indicators of activities»), viene classificato come «giallo», ad esempio, chi si schiera pubblicamente a favore della tutela dei dati o del rispetto della privacy («privacy»); si viene automaticamente classificati come «rossi» se si leggono scritti politicamente scorretti («revolutionary literature»). L’esercizio dei diritti di libertà civili trasforma ora il cittadino medio in un sospetto terrorista.

Parallelamente, l’Unione Europea finanzia progetti per la gestione di grandi proteste politiche. Ad esempio, il progetto «EU-SEC» nell’ambito della ricerca sulla sicurezza dell’UE raccomanda, in una guida per i vertici delle forze di polizia in caso di previsti disordini sociali, tra l’altro, di scambiare tempestivamente dati sui partecipanti previsti e sui capi della rivolta, di imporre divieti di viaggio e di instaurare fin da ora buoni rapporti con i rappresentanti della stampa, al fine di «mantenere il controllo delle informazioni» in caso di prevedibili gravi disordini interni nell’UE.

Le procure sono esortate a emettere un numero elevato di condanne al fine di ottenere un effetto deterrente sui cittadini dell’UE. La «Guida per le autorità di polizia e di sicurezza» è pubblicata dal Consiglio europeo. In essa si richiede una «valutazione della situazione di minaccia» costantemente aggiornata, verificando ad esempio verificando «le informazioni relative a singoli individui o gruppi» «che si prevede si recheranno sul luogo delle manifestazioni e che sono considerati una potenziale minaccia all’ordine pubblico e/o alla sicurezza ».

Restrizioni di viaggio previste
Le «possibilità di viaggio di queste persone» devono essere, per quanto possibile, «limitate». La Germania gestisce in questo ambito la banca dati politica «International agierende Störer» (IagST), situata presso l’Ufficio federale di polizia criminale (BKA), che si alimenta dei dati forniti dai singoli Länder. Ogni inserimento di dati in questa raccolta (arbitraria) di dati di polizia comporta, in caso di crisi, non solo restrizioni di viaggio, ma anche il divieto temporaneo di attività politica, a condizione che il contrassegno di cui sopra sia giallo o rosso. Le operazioni attualmente pianificate in segreto ai sensi del diritto dell’UE non servono affatto a proteggere i cittadini, ma a proteggere politici e governi. In questo modo si intende proteggere in via prioritaria coloro che sono responsabili della situazione attuale.

Non solo le crisi economiche e le conseguenti manifestazioni e disordini sono ipotizzabili come fattori scatenanti di interventi militari all’interno dell’UE. Se, ad esempio, in caso di crisi energetica l’elettricità e il riscaldamento non fossero più accessibili per molti e si profilasse quindi una rivolta, allora potrebbe essere applicata anche la prevista «clausola di solidarietà» dell’UE. Se le proprie forze dell’ordine nazionali non fossero sufficienti, allora poliziotti stranieri e persino soldati provenienti dagli Stati confinanti accorrerebbero in aiuto dei governi.

Già oggi diversi governi dell’UE ricorrono all’uso dei soldati contro la propria popolazione. In Grecia, ad esempio, sono state recentemente represse delle manifestazioni. In Grecia, ad esempio, sono state recentemente represse delle manifestazioni. E in Francia la presenza militare domina molti luoghi pubblici. Nell’atrio della stazione di Lione ci sono soldati con mitragliatrici. Senza tante parole, fanno capire ai viaggiatori che fanno sul serio quando intimano loro di abbandonare immediatamente una determinata zona della stazione.

Non meno marziale è l’intervento dei soldati a Strasburgo. I francesi sembrano essersi abituati a questa situazione. Soprattutto la Francia sembra trovarsi in uno stato di emergenza permanente. La professoressa di economia francese Brigitte Granvilleritiene probabile che presto i francesi scenderanno in massa in piazza , qualora l’UE e l’Eliseo imponessero ai cittadini ulteriori misure di austerità per salvare l’euro. «Abbiamo già avuto una rivoluzione», ha affermato la minuta donna senza un briciolo di ironia alla fine del 2009 a Bruxelles.

Per ora l’alto tasso di disoccupazione, soprattutto tra i giovani, viene ancora tollerato. Ma per quanto tempo ancora? L’esercito è già pronto a soffocare sul nascere un’eventuale rivolta. Si dice che la Francia sia troppo orgogliosa per richiedere, se necessario, aiuti dall’estero. Davvero? In occasione del vertice NATO di Strasburgo del 2009, gli idranti tedeschi hanno attraversato la città alsaziana. Dal 2005, diversi accordi nazionali regolano lo scambio di forze di polizia e militari, come spiega laconicamente il governo federale nel documento 17/4013. La presenza di poliziotti tedeschi all’estero e di poliziotti stranieri in Germania è ormai una pratica comune.

I soldati combattono contro i cittadini dell’UE
Quando nel 2006 più di 5.000 lavoratori portuali provenienti da tutta l’UE hanno protestato contro una privatizzazione dei servizi portuali, i poliziotti francesi si sono chiesti perché dovessero essere solo loro a esporsi e a rischiare la vita . Lo stesso vale finora anche per le proteste annuali degli agricoltori francesi. In futuro, le proteste a livello europeo potrebbero portare a un intervento di polizia e militare su scala europea, indipendentemente dall’orgoglio nazionale.

Le condizioni per ciò sono state formulate dall’Alta Rappresentante dell’UE per la politica estera e di sicurezza, Catherine Ashton, in un documento alla fine del 2012 . La Commissione per gli affari esteri del Parlamento europeo ha sottolineato che non solo gli attacchi terroristici, ma anche «pericoli significativi» devono innescare la «solidarietà» degli Stati membri dell’UE. E così i soldati finiscono per combattere contro i cittadini.


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Esclusiva KOPP 11/13 / www.kopp-exklusiv.de




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Ecco come vengono discriminati gli uomini / Articolo di Christine Rütlisberger 02, Esclusiva KOPP 42/13

Tutti gli esseri umani sono uguali. Così recita la Costituzione tedesca. Eppure oggi lo Stato favorisce le donne rispetto agli uomini .


L’articolo 3 della Costituzione recita: «Uomini e donne sono uguali nei diritti. Lo Stato promuove l’effettiva attuazione della parità tra donne e uomini (…). Nessuno può essere svantaggiato o favorito a causa del proprio sesso (…)». A prima vista sembra chiaro. Eppure lo Stato calpesta la Costituzione. La politica, in ogni caso, non si cura della Costituzione, ma trova evidentemente «di moda» privilegiare le donne rispetto agli uomini.

Accettiamo come se fosse la cosa più naturale del mondo che le donne possano andare in pensione prima degli uomini, nonostante statisticamente le donne vivano molto più a lungo. Naturalmente, ogni anno viene pubblicato anche un «Rapporto sulla salute delle donne» finanziato con fondi pubblici. Eppure, sebbene gli uomini subiscano il 95 per cento di tutti gli infortuni sul lavoro e vivano circa sei anni in meno rispetto alle donne, si cerca invano un «rapporto sulla salute degli uomini» finanziato con il denaro dei contribuenti. Esistono molti programmi e incentivi finanziari pensati appositamente per le donne che ritornano alla vita lavorativa – per gli uomini, invece, non ce n’è nemmeno uno.

Ma la discriminazione è ancora più grave. Ormai spendiamo miliardi di euro per garantire alle donne, tramite le quote, posti di vertice, a condizione che assicurino preventivamente per iscritto di rimanere incinte dopo aver ottenuto il lavoro. A tal fine sono ora disponibili circa 1,5 miliardi di euro. I media gender tacciono su questo, perché porta all’assurdo tutta la follia dell’ ideologia di genere. Un esempio: conoscete la Helmholtz-Gemeinschaft Deutscher Forschungszentren e. V.? Si tratta di un’ organizzazione tedesca per la promozione e il finanziamento della ricerca. È finanziata al 90% dalla Federazione e al 10% dai Länder. Questa Helmholtz-Gemeinschaft, che nel 2013 riceve ben 1,53 miliardi di euro da noi contribuenti, è quindi un’istituzione pubblica come la Società Max Planck o la Società Fraunhofer.

In essa si riscontrano criteri di finanziamento piuttosto singolari. Ad esempio, in un programma post-dottorato si legge: «Al fine di promuovere le pari opportunità, si mira ad assegnare almeno il 50 per cento dei posti per ogni bando a ricercatrici». Il finanziamento non viene quindi concesso in base al criterio di quanto sia promettente un progetto, ma al sesso di chi lo presenta. E la parola «almeno» ci rivela che, per ragioni legate a una quota irrazionale, si intende finanziare più donne che uomini. La Helmholtz-Gemeinschaft lo definisce «parità di opportunità».

Posizioni di vertice per le gravidanze
Senza dubbio in passato le donne erano svantaggiate. Ed è positivo che tale discriminazione sia stata nel frattempo abolita. La Comunità Helmholtz, che finanzia le ricercatrici con fino a un milione di euro di denaro dei contribuenti a testa (programma W2/W3), privilegia però anche le donne che si impegnano a rimanere incinte nel corso del loro progetto di ricerca. Avete letto bene. Se una donna aspira a una posizione di vertice nel settore scientifico, non solo viene favorita solo per il suo sesso, ma riceve un sostegno ancora maggiore se si impegna per iscritto a cercare di rimanere incinta. Il programma si chiama «Offerte per conciliare famiglia e lavoro».

Difficilmente si potrebbe esprimere in modo più chiaro la discriminazione intenzionale nei confronti degli uomini. Cosa ne pensa, a proposito, l’Associazione dei Contribuenti? Dopotutto, la Comunità Helmholtz non è un’organizzazione qualsiasi, bensì un consorzio composto da 18 centri di ricerca indipendenti con orientamento scientifico-tecnico e biologico-medico, che contano complessivamente quasi 34 .000 dipendenti e dispongono di un bilancio miliardario.

Quanto abbiamo esposto in merito alla promozione delle donne vale per le seguenti organizzazioni affiliate alla Comunità Helmholtz: Centro tedesco per l’aeronautica e l’astronautica C. V. (DLR, Colonia), Centro tedesco per le malattie neurodegenerative e. V. (DZNE, Bonn), Centro di ricerca di Jülich GmbH (FZJ, Jülich), Centro Helmholtz per la ricerca oceanografica GEOMAR (GEOMAR, Kiel), Centro Helmholtz per la ricerca sugli ioni pesanti GSI GmbH a Darmstadt, Istituto di Tecnologia di Karlsruhe (KIT, Karlsruhe), Istituto Max Planck per la fisica del plasma (IPP, Garching presso Monaco di Baviera), Fondazione Istituto Alfred Wegener per la ricerca polare e marina (AWl, Bremerhaven), Fondazione Centro tedesco di ricerca sul cancro (DKFZ, Heidelberg) e Fondazione Centro Max Delbrück per la medicina molecolare (MDC, Berlino-Buch).

Gli uomini solo come «contorno di riempimento»
Questa discriminazione intenzionale nei confronti degli uomini non è limitata alla Germania . Prendiamo ad esempio la città di Vienna: dal 2010 l’assegnazione degli appalti dipende dai programmi di sostegno alle donne offerti dai candidati. Chi promuove le donne più degli uomini ha lì maggiori possibilità di ottenere un appalto pubblico, indipendentemente dalle qualifiche. In tutto l’ area di lingua tedesca, i cacciatori di teste riferiscono ora che da mesi devono presentare candidate per le posizioni dirigenziali – e assolutamente nessun uomo. «Gli uomini», ha ironizzato di recente il consulente di gestione Reinhard Sprenger, «sono già oggi, in molti processi di selezione, solo un "contorno”».

In parole povere: oggi una donna ottiene una posizione di vertice proprio perché è una donna – viene quindi privilegiata in base al sesso. Le numerose quote rosa auspicate dalla politica costituiscono in ogni caso una forma di discriminazione inversa.

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Esclusiva KOPP 42/13 / www.kopp-exklusiv.de




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I benpensanti: come viene ricattata l’UE / Articolo Edgar Gärtner 00, KOPP-exclusiv 25/14

L’UE finanzia sempre più quelle organizzazioni che poi la ricattano. In parole povere: paga il pizzo


Le organizzazioni non governative (ONG) godono, agli occhi della maggior parte delle persone, di una stima di gran lunga superiore rispetto alle autorità statali o addirittura ai politici di professione. Ciò vale non solo per le ONG caritative come Medici Senza Frontiere o Amnesty International, ma anche per le organizzazioni internazionali. Tra queste, oltre a Greenpeace, spicca soprattutto il World Wide Fund for Nature (WWF). Greenpeace raccoglie donazioni per centinaia di milioni grazie ad azioni spettacolari come la scalata di ciminiere di centrali elettriche o torri di raffreddamento, oppure con blocchi navali. Il WWF, invece, sin dalla sua fondazione strettamente legato all’establishment politico (Bilderberg) e ai fondazione, è strettamente legato all’establishment politico (Bilderberg) e ai vertici delle grandi multinazionali, non ha mai disdegnato di attingere, oltre ai contributi dei suoi membri (senza diritto di voto) e amici, anche ai bilanci regolari dell’UE e degli Stati membri dell’Unione. Dal 2007 l’UE pubblica, nell’ambito dell’«Iniziativa per la trasparenza» lanciata in precedenza dal commissario europeo Slim Kallas, i fondi UE destinati a diverse ONG. Sappiamo così che tra il 2007 e il 2012 il WWF ha ricevuto quasi 54 milioni di euro per l’ «attuazione» di vari progetti di sostenibilità dell’UE e per il mantenimento del proprio ufficio di Bruxelles. Solo nel 2010 il WWF ha incassato dai fondi pubblici versati dall’UE non meno di 14.672.869 euro, inclusi 621.503 euro per la sua sede di Bruxelles.

Ma il WWF non è affatto l’unico in questa situazione. In un discorso tenuto a Nottingham già nel 2005, il commissario Kallas lamentava il fatto che la Commissione versasse complessivamente oltre due miliardi di euro alle ONG senza avere una visione d’insieme dell’utilizzo di tali fondi. Egli ha sottolineato che lo scopo dichiarato di molte di queste organizzazioni è proprio l’attività di lobbying nei confronti della Commissione europea. La Commissione europea paga quindi di tasca propria la pressione esercitata dalle ONG nei suoi confronti. Ciò potrebbe portare a una simbiosi malsana tra le organizzazioni di lobbying e la burocrazia dell’UE, temeva il commissario. In parole povere: i burocrati di Bruxelles, di fronte a decisioni costose e impopolari, possono mobilitare le ONG da loro stessi finanziate e poi far valere di aver agito in risposta alle pressioni della «società civile». Questo monito non ha avuto alcun seguito. Alla fine di luglio 2005, la FA ha quindi pubblicato l’elenco delle ONG che ricevono fondi dall’UE. Da esso emerge che alcune ONG coprono oltre il 50 per cento del proprio bilancio complessivo con fondi dell’UE

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Esclusiva KOPP 25/14 / www.kopp-exklusiv.de




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Greenpeace sbaglia i calcoli – Libera circolazione dei capitali / Articolo taz.de

Greenpeace è indignata per la perdita di 3,8 milioni di euro in operazioni sui cambi. Il fatto che la speculazione sia stata possibile suscita sgomento.


BERLINO taz | «Azioni concrete invece di attese» chiede l’organizzazione ambientalista Greenpeace. Nell’attuale scandalo finanziario relativo alla perdita di 3,8 milioni di euro a causa di operazioni sui cambi andate male, questo atteggiamento è stato evidentemente il problema. Ci sarebbero state «difficoltà strutturali nel dipartimento finanziario», ha dichiarato il portavoce di Greenpeace Mike Townsley su richiesta della taz. Le irregolarità sarebbero emerse «nei meccanismi e nell’esecuzione delle transazioni e nella fatturazione», ma nel frattempo sono state risolte. Denuncia.

Townsley ha così confermato un articolo del quotidiano britannico The Guardian, che, sulla base di documenti interni di Greenpeace, aveva concluso che la gestione patrimoniale dell’organizzazione ambientalista internazionale fosse da anni «disordinata», presentasse problemi di personale e dimostrasse la mancanza di processi chiari – il che avrebbe portato a «errori e risultati negativi». Secondo il verbale della riunione del Consiglio di sorveglianza di Greenpeace della primavera del 2014, i revisori si sono detti sconvolti dalla perdita, ma erano «particolarmente preoccupati per come ciò sia avvenuto, ovvero per la mancanza di processi e controlli solidi e coerenti che impediscano la stipula di contratti senza autorizzazione ».

Budget annuale di 70,9 milioni di euro
Attraverso contratti sul cambio a scopo di copertura, che speculavano su un indebolimento dell’euro, il responsabile del dipartimento finanziario aveva accumulato, a partire da agosto 2013, una perdita complessiva di 3,8 milioni di euro. L’ uomo, che secondo Townsley non aveva l’autorizzazione per questi contratti, è stato licenziato a marzo. Eppure i tentativi di copertura contro fluttuazioni valutarie non sono una cosa da poco: nel 2012 l’organizzazione ha perso 0,6 milioni, dopo averne guadagnati 0,4 milioni nel 2011. Il portavoce di Greenpeace ha sottolineato che i conti dell’organizzazione ambientalista globale vengono esaminati ogni anno «da revisori esterni e hanno sempre ottenuto un giudizio positivo». La perdita sarebbe stata notata già all’inizio del 2014, ma l’analisi della situazione si è protratta a lungo «a causa dei 14 diversi tipi di contratti». La pubblicazione della perdita milionaria era prevista per il nuovo rapporto annuale, che sarà presentato il mese prossimo.

Il nuovo responsabile del dipartimento finanziario avrebbe già introdotto «cambiamenti significativi nei processi e nuovi controlli». Complessivamente, secondo Townsley, l’organizzazione registrerà un disavanzo di 6,8 milioni di euro per il 2013, in cui sono inclusi i 3,8 milioni di perdite da speculazione. I restanti 3 milioni sarebbero un «disavanzo pianificato», poiché Greenpeace è nel pieno di una riorganizzazione: competenze e posti di lavoro vengono trasferiti dalla sede centrale di Amsterdam agli uffici regionali. Il bilancio annuale di Greenpeace International ammonta complessivamente a 70,9 milioni di euro per il 2013. I 28 uffici regionali di Greenpeace in tutto il mondo hanno incassato complessivamente circa 270 milioni nel 2012, di cui 90 milioni sono stati spesi per la raccolta fondi. Tra gli uffici nazionali, la Germania è in testa alla classifica con un reddito di circa 53 milioni. Di questi fondi, i tedeschi hanno versato 21 milioni a Greenpeace International.

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Foto Reuters


taz.de / Greenpeace-fa-un-errore-di-previsione





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Riflettori puntati: Il mondo di Angela Merkel

Del dott. Norbert Freiherr van Handel *)

05/04/2016


Bisogna ammirare la cancelliera tedesca Angela Merkel per la sua brillante prestazione retorica, che ha recentemente offerto in un talk show tedesco: dapprima ha insistito quasi con aria di sfida sulla sua politica di accoglienza. Poi ha criticato l’Austria e i paesi balcanici per aver introdotto limiti massimi per i rifugiati e i relativi controlli alle frontiere. Infine ha rassicurato i tedeschi, perché ormai arrivano comunque meno rifugiati e sicuramente l’Europa sistemerebbe tutto.

Machiavelli ne avrebbe gioito: il fatto che proprio ora arrivino meno richiedenti asilo in Germania si deve proprio all’Austria, che era stata criticata proprio per questo motivo.

Angela Merkel

Angela Merkel (Foto: Armin Linnartz/Wikimedia, CC 3.0)


La signora Merkel ha espresso rammarico per il caos greco, senza proporre una soluzione concreta al problema . Alla proposta, decisamente valida, del ministro della Difesa austriaco, secondo cui la Germania accogliesse direttamente i richiedenti asilo che vagano lungo il confine macedone, non vi è stata, per quanto ne sappiamo, alcuna reazione.

Ebbene, ha proseguito la Merkel, il presidente turco, il cui rispetto dei diritti umani è piuttosto discutibile, contribuirebbe ad alleggerire la situazione dei rifugiati. Lei, la signora Merkel, punterebbe decisamente su questa carta. Questopotrebbe anche essere vero – ma sicuramente solo se l’Europa accogliesse altre centinaia di migliaia di richiedenti asilo e, da un lato, versasse miliardi e, dall’altro, portasse avanti con determinazione i negoziati di adesione con la Turchia.

Anche in questo caso la Merkel potrebbe guadagnare consensi, poiché l’ adesione della Turchia andrebbe apparentemente più che a braccetto con la filosofia di Merkel di una Germania e di un’Europa multiculturali, multireligiose e in generale ormai difficilmente riconoscibili.

Il costante calo dei consensi nei sondaggi della CDU, ormai difficilmente distinguibile dall’SPD, e l’altrettanto costante ascesa dell’AfD sembrano infastidire la signora Merkel tanto quanto i centri di accoglienza in fiamme, le migliaia di aggressioni sessuali e contro la proprietà e la crescente paura dei cittadini di un’islamizzazione ormai inarrestabile della Germania e dell’Europa.

Naturalmente è dovere dei cristiani accogliere tutti i veri rifugiati. Ciò tuttavia in un rapporto equilibrato in tutti gli Stati dell’UE, cosa che, come è noto, non si è verificata e probabilmente non si verificherà. Saranno necessari grandi centri di accoglienza in cui i rifugiati siano riforniti di cibo, vestiti, riscaldamento e assistenza medica. Che ciò sia possibile in prossimità dei loro paesi d’origine o possa essere organizzato ai confini dello spazio Schengen è più che dubbio.

Inoltre, sarà urgente una riforma della legislazione in materia di asilo. Così come nel diritto penale esiste lo «stato di necessità al di fuori della legge», anche il diritto d’asilo non può essere esteso in un modo tale da alterare drasticamente l’identità dei paesi che concedono l’asilo.

Oltre alla questione dei richiedenti asilo, l’UE ha ben altri problemi: se il Regno Unito dovesse uscire dall’UE, sarebbe indispensabile una completa riorganizzazione e riforma dell’Unione. Lo stesso avverrà però anche se il Regno Unito non dovesse lasciare l’UE. La gente non vuole un super-Stato, vuole una patria delle patrie.

Si prova fastidio quando l’UE si intromette in ogni minimo dettaglio, per quanto insignificante possa essere, e tali intromissioni sono costose. Non si vuole che uno Stato in bancarotta, come ad esempio la Grecia, venga sostenuto con miliardi, sia attraverso la creazione inflazionistica di moneta sia con le entrate fiscali dei singoli paesi, soprattutto se i criteri di Maastricht non consentono comunque un trasferimento di fondi a paesi in difficoltà e l’UE viola le proprie leggi.

L’Europa, che è stata per eccellenza il progetto del futuro del XX secolo e lo è tuttora, dovrà concentrarsi in futuro sulle proprie competenze fondamentali per non disgregarsi: la pace in Europa, la difesa dellÙEuropa, una politica estera costruttiva, in particolare nei confronti del grande vicino, la Russia, un distacco dal giogo degli Stati Uniti e l’attuazione delle quattro libertà: libera circolazione delle persone tra gli europei e libera circolazione di merci, servizi e capitali: è su questo che dovrà concentrarsi l’UE del futuro.

Per gli Stati più piccoli, tuttavia, come l’Austria e i suoi vicini, è più che mai necessario unirsi in una Comunità mitteleuropea simile a quella dei paesi del Benelux (che da sempre godono all’interno dell’Unione di un’influenza sproporzionata) per poter parlare con una sola voce in Europa sulle questioni più importanti e acquisire così un’influenza commisurata alla propria storia e alla propria cultura.

Se tutto ciò non dovesse riuscire e si agisse in modo irresponsabile e con miopia nei confronti dei desideri e agli interessi dei popoli d’Europa, l’importante idea europea di una comunità cristiano-occidentale di popoli liberi venga distrutta, il nostro continente sarà alla fine nella sua stessa essenza.

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*) Il dott. in giurisprudenza Norbert Freiherr van Handel è imprenditore e procuratore dell’Ordine Europeo di San Giorgio, un ordine della Casa degli Asburgo-Lorena. L’Ordine è cristiano e fedele ai valori tradizionali, si dichiara a favore di un’Europa unita e consapevole di sé e sostiene il concetto di Stato multinazionale dell’antica Austria nonché la crescente necessità di cooperazione con gli Stati dell’Europa centrale e sud-orientale.
Su Internet: europaeischer-sanct-georgs-orden.org

Fonte: UNSER MITTELEUTOPA - Con le forze unite per un’Europa delle patrie