Discorso 105 – Perché un ateo dovrebbe credere nel Dio della Bibbia?




Perché un ateo dovrebbe credere nel Dio della Bibbia ? / Commento Anonimo 00, 22/05/2011

L’ispirazione della Bibbia.

Le false interpretazioni.

Il riferimento alla realtà della Bibbia.

L'esistenza di Dio.

Il Figlio di Dio.

Chi non vuole credere, non è obbligato a farlo. / Wilhelm Busch, libro: «Gesù, il nostro destino»

Perché un ateo dovrebbe credere nel Dio della Bibbia? / Commento Anonimo 01, 06/06/2011

Le ultime parole dei grandi uomini. / Missione nell’Europa occidentale, Alexander Seibel.

Perché credere? – Discorso 96


Perché un ateo dovrebbe credere nel Dio della Bibbia?

(I testi racchiusi in un riquadro nero sono citazioni di visitatori di questo sito o di altri autori!)

(Perché un ateo dovrebbe credere nel Dio della Bibbia? / Commento Anonimo 00, 22-05-2011)

(…) Ecco perché mi rivolgo a lei. Lei sembra avere una maggiore familiarità con ciò che è un ragionamento e una vera e propria argomentazione. Per questo vorrei chiederle una cosa : quali ragioni ho per ritenere che il Dio della Bibbia esista davvero e che Gesù sia davvero il Figlio di Dio? Penso che entrambi comprendiamo che il Corano sia stato elaborato solo da un uomo che si è inventato qualcosa. E probabilmente riconosciamo entrambi che i Veda non sono altro che una raccolta di miti. Non iniziamo a pregare secondo il rito islamico o a onorare gli dei dell’induismo solo perché alcuni libri *affermano* che siano veri. Come si può quindi capire che nel caso della fede biblica sia diverso? Non sono ateo per ragioni emotive. Se ci fossero buoni motivi per supporre l’esistenza di Dio e di Cristo, diventerei cristiano. Il problema è solo questo: non vedo tali motivi. E forse lei potrebbe fornirmi argomenti migliori di quelli dei cristiani con cui ho avuto a che fare finora: quale motivo ho di supporre che questo Dio esista *davvero* e che la Bibbia non sia solo un libro come gli innumerevoli altri libri che parlano di dei che non sono mai esistiti? Sarei molto lieto di ricevere una risposta.

(Anonimo)



Grazie per aver visitato Immanuel.at e per il suo commento.

Se ho ben compreso la sua domanda, lei si concentra principalmente sul contenuto di verità e sul riferimento alla realtà della Bibbia. E qui potrei doverla deludere fin da subito. Le mie argomentazioni si basano sempre sulla Bibbia e solo sulla Bibbia. Se qualcuno rifiuta la Bibbia come base argomentativa, io sono come un cieco senza bastone.

D’altra parte, però, non sono nemmeno un sostenitore dell’«ispirazione verbale» o dell’ «infallibilità» della Bibbia. Come ho già esposto anni fa nel mio saggio n. 40: «Ci sono errori nella Bibbia?», secondo la mia comprensione non ogni parola della Bibbia è ispirata dallo Spirito Santo («soffiata», come recita il testo originale greco).

Vorrei tuttavia provare – per quanto mi consentono la mia conoscenza e la mia comprensione – a fornirvi degli esempi con cui la veridicità delle affermazioni bibliche possa essere misurata alla luce di fatti reali e in tal modo diventi verificabile anche il loro riferimento alla realtà.

(Vedi anche Discorso 40: «Ci sono errori nella Bibbia?»)


L’ispirazione della Bibbia.

Come molti altri aspetti dell’esegesi biblica dei secoli passati, la concezione di un’ispirazione letterale della Bibbia è una visione errata, frutto di un approccio superficiale e spesso anche deliberatamente tendenzioso. Questa dottrina errata ha origine nell’ affermazione di Paolo nella sua seconda lettera a Timoteo 3,16-17. Il testo originale greco nella versione Nestle-Aland recita qui:

Ogni Scrittura ispirata da Dio è utile anche per l’insegnamento.

2Tim 3,16 Ogni Scrittura (graphe) ispirata da Dio (theopneustos) è utile anche per l’insegnamento, per la confutazione, per la correzione, per l’ educazione alla giustizia 3,17 affinché l’uomo di Dio sia completo, equipaggiato per ogni opera buona. 2Tim 3,16-17;


Lutero traduce questo passo in modo leggermente diverso:

Poiché tutta la Scrittura, ispirata da Dio, è utile per l’insegnamento

2Tim 3,16 Poiché tutta la Scrittura, ispirata da Dio, è utile per l’insegnamento, per la correzione, per la rettifica, per l’educazione alla giustizia, 3,17 affinché l’uomo di Dio sia completo, preparato per ogni opera buona. 2Tim 3,16-17;


La traduzione della Bibbia di Elberfeld lo riporta poi in questo modo:

Tutta la Scrittura è ispirata da Dio e utile per l’insegnamento.

2Tim 3,16 Tutta la Scrittura è ispirata da Dio e utile per l’ insegnamento, per la confutazione, per la correzione, per l’istruzione nella giustizia, 3,17 affinché l’uomo di Dio sia integro, equipaggiato per ogni opera buona. 2Tim 2,16-17;


A questa traduzione un po’ problematica – «tutta la Scrittura» invece di «ogni Scrittura» in entrambe le traduzioni – si aggiunge – come potrebbe essere altrimenti – anche un’esegesi errata. Si interpreta questa affermazione nel senso che Paolo qui parli dell’intera Bibbia e proclami che l’intera Bibbia sia ispirata, parola per parola, dallo Spirito Santo. Ma il lettore attento avrà già notato che qui non si parla affatto della Bibbia. Al contrario, Paolo parla di una Scrittura. E precisamente, come formula il testo greco secondo Nestle-Aland: «Ogni Scrittura ispirata dallo Spirito di Dio».

Non si tratta quindi esclusivamente della Bibbia e tanto meno di ogni parola della Bibbia, ma di ogni opera scritta il cui autore sia stato ispirato dallo Spirito di Dio a mettere per iscritto quelle righe . Questa interpretazione è confermata anche dal fatto che la parola per «Scrittura», che Paolo usa qui, è proprio graphe, in tedesco significa proprio «scrittura» o «trattato» e non si riferisce esclusivamente alle affermazioni specifiche della Bibbia.

Dobbiamo quindi partire dal presupposto che, da un lato, non ogni parola della Bibbia sia anche la Parola di Dio – ad esempio i passaggi di saluto e di conclusione nelle lettere del Nuovo Testamento – e, d’altra parte, che possano esistere anche opere scritte al di fuori della Bibbia, che lo Spirito di Dio ha ispirato all’autore. Ed è qui che riconosciamo anche uno dei motivi per cui – nonostante le evidenti prove contrarie – ci si sia così fissati su un’interpretazione di questo testo di Paolo applicandola all’intera Bibbia.

Con questa errata interpretazione, i suoi sostenitori nell’esegesi se la cavano «alla grande»: non devono più verificare, ricercare, studiare e, soprattutto, pensare, ma affermano semplicemente che ogni parola della Bibbia è vera e corretta. E chi ne dubita, viene zittito con l’argomento citato anche dal commentatore nella sua e-mail:

«Ne ho già discusso con molti cristiani, ma mi vengono sempre proposti gli stessi argomenti stereotipati, ad esempio il famoso ragionamento circolare: "La Bibbia è la Parola di Dio perché dice di essere la Parola di Dio. E poiché è la Parola di Dio, non può sbagliarsi”».


La Bibbia, così come altri scritti, può certamente contenere la Parola di Dio, ma non è necessariamente ispirata nella sua interezza dallo Spirito Santo. Questo è solo ciò che si sono inventati teologi ed esegeti pigri, per poter zittire i critici senza dover argomentare troppo e risparmiarsi il faticoso lavoro di riflessione, studio e ricerca nella Bibbia. Purtroppo, al giorno d’oggi, persone di ogni genere, possibili e impossibili, pensano di dover interpretare la Bibbia nei loro discorsi e nelle loro prediche. Chi non esamina lo spirito che sta dietro a tali affermazioni, corre talvolta il rischio di cadere nella trappola di truffatori senza scrupoli.

(Vedi anche il Discorso 99:«Chi sono i più piccoli tra i miei fratelli in Mat 25,40?»)

(Vedi anche il Discorso 1013: «Il "Movimento di Israele” nelle comunità cristiane.»)


La domanda, infine, su come si possa sapere cosa nella Bibbia sia Parola di Dio e cosa non lo sia, trova una risposta relativamente semplice. Ogni cristiano ortodosso che nutra un sincero interesse per la Bibbia, non esiti a impegnarsi e approfondisca le questioni aperte con serietà e zelo, può contare sul fatto che lo Spirito Santo sostenga anche lui – proprio come Paolo attesta sopra in 2 Timoteo 3,16 riguardo agli autori – (Luc 11:13) e, attraverso riferimenti ad altri passi biblici sullo stesso argomento, gli indichi come interpretare tali affermazioni e se siano pertinenti o meno al tema trattato. Secondo l’antico principio: «La Scrittura si interpreta da sé», si ottengono così prove scritturali a sostegno della correttezza di un’ interpretazione o della sua irrilevanza.

Esempi di ciò che nella Bibbia non è Parola di Dio sono, tra l’altro, i passaggi delle lettere in cui si tratta di saluti, comunicazioni, esortazioni, lodi, rimproveri e altre informazioni di natura interpersonale (ad es. Rom 15:1-23; 1Cor 16:19-24; 2 Cor 13:11-13; Fil 4:21-23; Col 4:7-18; 1Tess 5:23-28; 2Tim 4:9-22; ecc., ecc.). Rivendicare qui la presenza dello Spirito Santo significherebbe giudicarlo in modo del tutto errato .


Le interpretazioni errate.

Purtroppo, nelle comunità cristiane il tempo e la meticolosità dedicati allo studio della Bibbia vengono spesso trascurati e, in caso di ambiguità sui messaggi biblici, non si procede a ricerche e analisi, ma si continua semplicemente a diffondere l’interpretazione, pur evidentemente errata, ma ormai così familiare . Così accade che si liquidino con impazienza i non credenti interessati, come ha sperimentato anche il commentatore:

«Tuttavia, ho anche notato che questi cristiani sono *in generale* un po’ ingenui, non appena si inizia a parlare con loro di fede. Se, ad esempio, qualcuno mi dice che il cristianesimo è vero perché le profezie sulla terra di Israele si stanno adempiendo ai giorni nostri e io gli spiego che lo Stato di Israele non ha nulla a che vedere con le promesse contenute nella Bibbia, crede che queste persone ci riflettano sopra anche solo per un momento?»


Proprio questo tema è sempre stato frainteso in Germania a causa del suo passato storico, ma anche come conseguenza delle attività del sionismo cristiano-evangelico nelle comunità cristiane tedesche, sin dalla fondazione dello Stato di Israele nel 1948. I predicatori ebrei nelle comunità cristiane sfruttano questa «ingenuità» dei fratelli e delle sorelle, come rilevato dal commentatore, per far loro credere che la fondazione dello Stato di Israele nel 1948 sia stata un «raduno operato da Dio», che la Bibbia profetizza solo per il Regno Millenario, e per spingerli, tra l’altro, a fornire sostegno finanziario a Israele.

L’ex leader dell’ebraismo mondiale e presidente del World Jewish Congress, Edgar M. Bronfman, lo ha espresso un tempo in modo molto chiaro. Disse a Lothar de Maizière, zio dell’attuale ministro della Difesa tedesco e all’epoca ministro degli Esteri della Repubblica Federale , in occasione della sua visita di insediamento a New York nel settembre 1990: «Ci sarà una fine terribile per i tedeschi, se le future generazioni interromperanno i pagamenti a Israele e all’ ebraismo mondiale; allora il popolo tedesco scomparirà dalla faccia della terra».

(Vedi anche il discorso 08:«Il raduno di Israele: già dal 1948 o solo nella fine dei tempi?»)


E anche i seguenti contesti biblici sono stati riconosciuti in modo del tutto corretto dal commentatore che desidera rimanere anonimo, ma sono stati semplicemente ignorati dai suoi interlocutori cristiani – evidentemente per mancanza di una conoscenza biblica più approfondita:

«Oppure, se qualcuno mi racconta di aver avuto una visione in cui alcuni suoi conoscenti sono morti e sono stati portati in cielo dagli angeli, e io gli dico che, secondo la Bibbia, i giusti defunti non vanno in cielo, ma nella parte paradisiaca dello Sheol, e gli faccio notare che un rapimento dei vivi *e dei morti* non avrebbe alcun senso se ogni defunto andasse immediatamente in paradiso, allora queste persone ignorano le mie obiezioni. Sebbene non si tratti affatto di un’affermazione atea che vada contro la fede in sé, ma di un tema intrinsecamente biblico, questi cristiani non sono in grado di rifletterci un attimo e di valutare gli argomenti.”


È triste che, a causa di un simile comportamento negli ambienti cristiani, proprio i non credenti intelligenti e interessati vengano offesi e allontanati. Alla fine ciò porta ad avere nelle comunità solo cristiani «ingenui», che non hanno né la minima idea della Bibbia né di una cultura del dibattito minimamente ragionevole, in cui si esaminano gli argomenti dell’interlocutore alla luce della Bibbia e li si conferma oppure – sempre sulla base della Bibbia – si presentano le controargomentazioni.

(Vedi anche il discorso 56:«I cristiani defunti sono già in paradiso?»)


Per esperienza si può affermare che le interpretazioni errate sorgono per lo più quando le Scritture non vengono esaminate a fondo e/o quando l’approccio oggettivo viene trascurato a favore di preferenze personali per una determinata interpretazione. Come ad esempio, nel caso sopra citato, l’«ascensione al cielo» dei fratelli e delle sorelle defunti, criticata dal commentatore.

Oltre agli errori effettivi presenti nella Bibbia (vedi Discorso 40), abbiamo qui anche un caso davvero rilevante in cui persino un autore biblico – ovvero Paolo – ha commesso un errore di questo tipo. In 2 Cor 11,2 Paolo scrive della Sposa di Cristo:

«Infatti vi ho promessi in matrimonio a un unico sposo, per presentarvi come una vergine pura davanti a Cristo».

2Cor 11,2 Poiché mi preoccupo per voi con lo zelo di Dio; poiché vi ho promessi in matrimonio a un unico sposo, per presentarvi come una vergine pura davanti a Cristo. 2Cor 11, 2;

Questo mistero è grande, ma io lo applico a Cristo e alla Chiesa

Efe 5,31 «Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno una sola carne». 5,32 Questo mistero è grande, ma io lo applico a Cristo e alla Chiesa. Efe 5,31-32;


Nella sua lettera agli Efesini Paolo precisa poi la sua affermazione e scrive che interpreta il rapporto tra uomo e donna anche in riferimento a Cristo e alla Chiesa. Vuole quindi dire che la Chiesa è la sposa di Cristo. E poiché nella comunità cristiana si è sempre avuto il piacere di scegliere le «chicche» dalla «torta» biblica e di indossare ogni sorta di «cappelli» (come la «donna nel cielo» in ApP 12:1-17, i 24 anziani in Apoc 4:10, i 144.000 sigillati in Apoc 7:1-9, la grande moltitudine in Apoc 7:9-17 – l’unica interpretazione corretta), proprio questo – ovvero la Chiesa come «sposa di Cristo» – viene visto e insegnato ancora oggi in quasi tutte le comunità cristiane. Ma come ci dice anche Paolo in 1Cor 12:26-27, noi siamo già il corpo di Cristo e non possiamo quindi essere contemporaneamente entrambe le cose – sposa di Cristo e corpo di Cristo.

Inoltre, anche nell’Antico Testamento, in Osea 2,21-22, troviamo un riferimento a una sposa:

«E ti sposerò per sempre, e ti sposerò nella giustizia».

Os 2,21 E ti sposerò per sempre, e ti sposerò nella giustizia, nel diritto, nella grazia e nella misericordia; 2,22 sì, nella fedeltà ti sposerò; e tu conoscerai il Signore. Os 2,21–22;


Qui è Dio Onnipotente stesso che, attraverso la bocca del profeta Osea, promette di fidanzarsi per sempre, nella giustizia, nel diritto, nella grazia e nella misericordia. Tuttavia, come si evince dal contesto, questa sposa alla quale viene fatta la promessa non è la Chiesa cristiana, bensì il popolo di Dio d’Israele (Apoc 7:4-8; 14:4-5). E poiché la Parola che esce dalla bocca di Dio è la verità assoluta, Paolo deve sbagliarsi nella sua interpretazione. Bisogna tuttavia riconoscergli il merito di aver espressamente precisato, in Effe 5,32, che si tratta di una sua «interpretazione» e che quindi non è una rivelazione del Signore, come ne ha ricevute in altre occasioni. – Chi ora ritiene che l’una sia la sposa di Dio e l’altra la sposa di Cristo, deve mettere in discussione la propria interpretazione della Trinità .

(Vedi anche il Discorso 15:«Chi è la Sposa dell’ Agnello?»)


Se però si sa che Paolo stesso era uno scriba e quindi, con probabilità quasi certa, conosceva questa promessa dell’Onnipotente al suo popolo, si può concludere che Paolo fosse effettivamente dell’opinione che Israele fosse caduto dalla grazia di Dio e che la comunità cristiana ne avesse preso il posto. A ciò alludono anche le sue affermazioni nella Lettera ai Romani (Rom 11:17-21).

E naturalmente, in questo non aveva del tutto torto. Israele, dopo aver respinto e ucciso il proprio Messia, il Figlio di Dio, fu effettivamente ripudiato da Dio. All’epoca Dio sciolse l’alleanza con il suo popolo. Con la distruzione di Gerusalemme e in particolare del Tempio e dell’ altare dei sacrifici nell’anno 70 ad opera delle truppe romane di Tito, Dio rese impossibile al popolo d’Israele qualsiasi contatto con Lui. L’importante sacrificio espiatorio, che secondo la fede mosaica doveva essere offerto per il perdono dei peccati e per il ripristino della giustizia del peccatore davanti a Dio sull’altare dei sacrifici del Tempio di Gerusalemme, non era più possibile. E quando, poco dopo, l’ intero popolo fu espulso dalla propria terra e dovette andare in diaspora, Israele era diventato un popolo senza Dio.

Qui non resterà pietra su pietra che non venga abbattuta.

Mat 24,1 Gesù uscì e si allontanò dal tempio; e i suoi discepoli gli si avvicinarono per fargli notare gli edifici del tempio. 24,2 Ma egli rispose loro: «Non vedete tutto questo? In verità vi dico: qui non resterà pietra su pietra che non venga abbattuta». Mat 24,1-2;

Vagheranno in cerca della parola del Signore, ma non la troveranno.

Amos 8,11 Ecco, vengono giorni, dice il Signore Dio, in cui manderò la fame nel paese, non una fame di pane né una sete di acqua, ma di parole del Signore. 8,12 E vacilleranno da un mare all’altro e dal nord all’ oriente. Vagheranno in cerca della parola del Signore, ma non la troveranno. Amos 8,11-12;


Proprio queste profezie bibliche sopra citate, che si sono già adempiute parola per parola duemila anni fa, dovrebbero essere presentate dalle comunità cristiane del mondo non credente come prova della credibilità e della veridicità della Bibbia. E non il «raduno di Israele» del 1948. Questo raduno non è stato operato da Dio, come promettono le profezie bibliche (Ez 20:34; 36:24; Ger 16:15; 32:37-38) e come ogni studioso della Bibbia e persino gli atei interessati possono dimostrare in qualsiasi momento sulla base della Bibbia . Questo raduno è stato opera di Theodor Herzl e dei suoi sionisti mediante la guerra, l’appropriazione indebita di terre e l’espulsione dei palestinesi autoctoni. Ed è proprio per questo che anche questo Stato è destinato a scomparire. E cosa diremo allora al mondo non credente? Che Dio si è sbagliato?

  Non li salverò con l’arco, con la spada e con la guerra, con i cavalli e con i cavalieri.

Os 1,7 Ma avrò pietà della casa di Giuda e la salverò per mezzo del Signore, il loro Dio. Ma non la salverò con l’arco, con la spada e con la guerra, con i cavalli e con i cavalieri. Os 1,7;


Ma l’Onnipotente ha lasciato aperta una via agli israeliti. Quella via che egli aveva aperto duemila anni fa per tutti gli uomini. Il nostro Signore Gesù Cristo disse durante l’ Ultima Cena ai discepoli, che erano ebrei di genitori ebrei:

«Questo calice è la Nuova Alleanza nel mio sangue, che sarà versato per voi»(Lc 22,20).


La morte vicaria del Figlio di Dio sulla croce per i peccati di tutti gli uomini è quindi la Nuova Alleanza di Dio con Israele e con il mondo intero. Chi crede che questo sangue sia stato versato anche per i propri peccati, non ha bisogno né di un tempio né di un altare sacrificale. I suoi peccati gli sono perdonati per grazia.

Ma questi ha offerto un sacrificio per i peccati. Questa è l’ alleanza che io stabilirò per loro.

Ebr 10,10 È per questa volontà che siamo stati santificati mediante l’offerta del corpo di Gesù Cristo, compiuta una volta per tutte. 10,11 Ogni sacerdote, invece, sta lì ogni giorno, svolge il proprio ministero e offre spesso gli stessi sacrifici, che non possono mai togliere i peccati . 10,12 Ma costui, dopo aver offerto un unico sacrificio per i peccati, si è seduto per sempre alla destra di Dio. 10,13 Da allora in poi attende che i suoi nemici siano posti come sgabello dei suoi piedi. 10,14 Infatti, con un unico sacrificio ha reso perfetti per sempre coloro che vengono santificati . 10,15 E questo ce lo attesta anche lo Spirito Santo; poiché, dopo aver detto: 10,16«Questa è l’alleanza che io stabilirò per loro dopo quei giorni, dice il Signore: metterò le mie leggi nei loro cuori e le scriverò anche nella loro mente»; 10,17 e: «Non mi ricorderò più dei peccati e delle loro trasgressioni». 10,18 Ma dove c’è il perdono di questi peccati, non c’è più sacrificio per il peccato. Ebr 10,10-18;

(Vedi anche il Discorso 103: ««L’alleanza di Dio con tutti gli uomini.»)


Ma gli ebrei, nella loro ostinazione, non l’hanno ancora capito fino ad oggi. Come allora, anche oggi insultano il loro Messia e Salvatore definendolo impostore e bestemmiatore e lo rifiutano. Così moriranno tutti nei loro peccati e andranno in perdizione, come il Signore ha profetizzato loro:

Se non crederete che sono io (il Messia), morirete nei vostri peccati.

Giov 8,22 Allora i Giudei dissero: «Non vorrà mica uccidersi, visto che dice: "Dove io vado, voi non potete venire”?» 8,23 Ed egli disse loro: «Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo». 8,24 Per questo vi ho detto che morirete nei vostri peccati; perché se non crederete che io sono, morirete nei vostri peccati. Giov 8,22-24;


Tuttavia, i discendenti del popolo d’Israele torneranno nuovamente al loro Dio. Quando il Figlio di Dio assumerà il suo regno nel Regno millenario, il residuo d’Israele guarderà colui che hanno trafitto e piangeranno amaramente su di lui, come sul primogenito. Allora sarà proprio questa Nuova Alleanza del perdono per grazia, e nessun’altra alleanza, quella in cui Israele entrerà come popolo. (Is 14:1; Ger 31:33-34; Ez 16:60; 37:26; Ebr 8:10-12)

Guarderanno a me, colui che hanno trafitto, e piangeranno amaramente per lui, come per il primogenito.

Zac 12,10 Ma sulla casa di Davide e sugli abitanti di Gerusalemme , riverserò lo Spirito di grazia e di supplica ; essi guarderanno a me, colui che hanno trafitto, e lo piangeranno come si piange l’unico figlio, e lo piangeranno amaramente, come si piange amaramente il primogenito. Zac 12,10;


Il riferimento alla realtà della Bibbia.

Il prossimo ostacolo che un non credente deve superare nel suo cammino verso la fede nel Dio della Bibbia è la presunta mancanza di riferimento alla realtà della Bibbia, ripetutamente sostenuta – e difficilmente confutata dagli esegeti cristiani a causa della loro scarsa comprensione. Eppure esiste tutta una serie di eventi nelle Scritture che forniscono la prova indubbia che esse non raccontano semplici «favole», ma contengono resoconti di fatti assolutamente reali, che, con uno studio attento e una corretta interpretazione, devono essere riconosciuti anche dagli atei, purché siano oggettivi e intellettualmente onesti.

Uno di questi esempi lo troviamo sia nell’Antico Testamento (AT) che nel Nuovo Testamento (NT). Si tratta delle indicazioni secondo cui, all’inizio della creazione, il nostro pianeta era ricoperto da un mantello d’acqua, simile a quello della luna di Saturno «Encelado».

Enceladus

E Dio separò le acque che stanno sotto il cielo dalle acque che stanno sopra il cielo.

Gen 1,6 E Dio disse: «Sia una volta tra le acque, che separi le acque». 1,7 Allora Dio fece la volta e separò le acque sotto la volta dalle acque sopra la volta. E così avvenne. 1,8 E Dio chiamò la volta «cielo». E ci fu sera e ci fu mattina: il secondo giorno. Gen 1,6-8;


All’inizio della creazione, quindi, la terra era completamente ricoperta d’acqua, fino alle vette più alte . Nel testo che segue apprendiamo poi che Dio creò all’interno di queste acque una «sfera», separando queste acque dal suolo in tutto il globo, in modo che si formasse uno spazio privo d’acqua tra le restanti acque al suolo e la maggior parte delle masse d’acqua al di sopra di tale spazio – che oggi chiamiamo atmosfera.

Ora, molti atei – e non solo loro – ritengono che questa sia la prova più evidente del fatto che la Bibbia non contenga altro che fantasie. Infatti, a parte l’assurdità di tali idee, ci si deve chiedere, visto che oggi abbiamo un cielo sereno, dove sia finita tutta quell’acqua. – Ma anche per questo esiste una spiegazione del tutto plausibile. E anche questa si trova nella Bibbia.

E se non risparmiò il mondo antico, quando fece abbattersi il diluvio sul mondo degli empi.

2Piet 2,4 Poiché se Dio non ha risparmiato gli angeli che avevano peccato, ma li ha rinchiusi nelle caverne tenebrose dell’abisso e li ha consegnati per essere custoditi in vista del giudizio; 2,5 e se non ha risparmiato il mondo antico, ma ha preservato solo Noè, il predicatore della giustizia, come ottavo insieme ad altri sette, quando ha fatto abbattersi il diluvio sul mondo degli empì; 2Piet 2,4-5;

fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e loro non se ne accorsero, finché venne il diluvio e li spazzò via tutti.

Mat 24,37 Ma come furono i giorni di Noè, così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. 24,38 Infatti, come erano in quei giorni prima del diluvio: mangiavano e bevevano, si sposavano e davano in matrimonio fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca 24,39 e non se ne accorsero finché non venne il diluvio e li travolse tutti, così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Ma 7-39;

il cielo che esisteva in passato, e la terra, che era sospesa tra le acque e fu distrutta dal diluvio.

2Piet 3,5 Poiché essi ignorano che nei tempi antichi esistevano anche i cieli, e la terra, che era costituita da acqua e in mezzo all’acqua per mezzo della parola di Dio; 3,6 tuttavia, in quel tempo il mondo fu distrutto dal diluvio. 2Piet 3,5-6;


Secondo la spiegazione di Pietro riportata sopra in 2 Pt 3,5, è proprio questo manto d’acqua, che ricopriva la terra nell’atmosfera, a essere poi piovuto sulla terra durante il diluvio nel giro di 150 giorni, come Dio aveva profetizzato a Noè in Genesi 6,17.

«Poiché, ecco, io farò venire il diluvio d’acqua sulla terra».

Gen 6,11 Ma la terra era corrotta davanti a Dio, e la terra era piena di violenza. 6,12 E Dio vide la terra, ed ecco, era corrotta; poiché ogni carne aveva corrotto la propria via sulla terra. 6,13 Allora Dio disse a Noè: «La fine di ogni carne è giunta davanti a me; poiché la terra è piena di violenza a causa loro; ed ecco, io la distruggerò insieme alla terra».

6,17 Poiché io, ecco, farò venire il diluvio d’acqua sulla terra per distruggere ogni carne sotto il cielo in cui c’è alito di vita; tutto ciò che è sulla terra perirà. Gen 6,11-17;


Fin qui, quindi, una sequenza logica degli eventi, che non ricorda affatto fantasie. Tuttavia, abbiamo un’altra descrizione estremamente interessante di questo evento nella Bibbia, che documenta in modo sorprendente l’assoluta realtà di questi fatti . Secondo la Bibbia, Dio distrusse allora l’intera umanità. Solo Noè, sua moglie e i suoi tre figli con le loro mogli, per un totale di 8 persone, furono salvati.

Ma in seguito Dio ha fatto una promessa a Noè e a tutti i suoi discendenti – cioè all’intera umanità – e anche a tutte le altre creature sulla terra, assicurando che in futuro sulla terra non ci sarebbe più stato un diluvio simile, che avrebbe distrutto ogni forma di vita.

Non ci sarà più un diluvio che distrugga la terra.

Gen 9,9 Ecco, io stabilisco un’alleanza con voi e con i vostri iscendenti 9,10 e con ogni essere vivente che è con voi: uccelli, bestiame e tutti gli animali della campagna che sono con voi, di tutto ciò che è uscito dall’arca, qualunque sia la specie di animale sulla terra. 9,11 E io stabilisco la mia alleanza con voi, affinché d’ora in poi nessuna carne sia più distrutta dalle acque del diluvio e d’ora in poi non vi sia più un diluvio che distrugga la terra . Gen 9, 9-11;


Come segno di questa alleanza con tutte le creature della terra, Dio ha posto un arco tra le nuvole.

L’arcobaleno tra le nuvole è il segno dell’alleanza di Dio con tutte le creature.

Gen 9,12 E Dio disse: «Questo è il segno dell’alleanza che ho stipulato tra me e voi e ogni essere vivente che è con voi, per sempre: 9,13 Ho posto il mio arcobaleno tra le nuvole; esso sarà il segno dell’alleanza tra me e la terra». 9,14 E quando farò passare le nuvole temporalesche sopra la terra, si vedrà il mio arco tra le nuvole.

9,15 Allora mi ricorderò della mia alleanza tra me e voi e ogni essere vivente tra ogni creatura, affinché non vi sia più un diluvio che distrugga ogni creatura. 9,16 Perciò il mio arco sarà nelle nuvole, affinché io lo guardi e mi ricordi dell’alleanza eterna tra Dio e ogni essere vivente tra ogni carne che è sulla terra.

9,17 E Dio disse a Noè: «Questo sarà il segno dell’alleanza che ho stabilito tra me e ogni carne sulla terra». Gen 9,12-17;


Questo «arco tra le nuvole» è naturalmente l’arcobaleno e qui emerge un interessante collegamento con la visione, descritta all’inizio, di un mantello d’acqua nell’ atmosfera terrestre prima del diluvio.

Dal testo sopra riportato di Gen 9,12-14 si evince che questo «arco» era qualcosa di completamente nuovo per Noè e la sua famiglia. Non avevano mai visto nulla di simile prima. Da ciò si può tuttavia dedurre che prima del diluvio non esistesse nemmeno l’arcobaleno sulla terra.

Se ora consideriamo i presupposti fisici di questo fenomeno ottico-atmosferico, ci rendiamo conto che un arcobaleno può essere visto ogni volta che il sole, situato alle spalle dell’osservatore, illumina una nuvola di pioggia o una cortina di pioggia che si trova davanti a lui. Attraverso la rifrazione dei raggi solari nelle gocce di pioggia, la luce bianca del sole viene scomposta nei colori dello spettro e il riflesso devia i raggi verso l’occhio dell’osservatore.

Il presupposto fondamentale per la formazione di un arcobaleno è quindi la diretta incidenza dei raggi solari. Se ora, come esposto all’inizio, si parte dal presupposto di un mantello d’acqua chiuso a livello mondiale prima del diluvio, allora all’epoca sulla Ter a c’era sì luce traslucida, ma nessuna irradiazione solare diretta. E pertanto non poteva verificarsi la formazione di un arcobaleno.

Questa comprensione del nesso tra le affermazioni bibliche e la realtà del fenomeno meteorologico dell’arcobaleno è stata pubblicata per la prima volta nel 1995 proprio qui su Immanuel.at, nell’Excursus 12: «La creazione», e da allora ha trovato diffusione e conferma in tutto il mondo.

(Vedi anche la digressione 12: «La creazione».)


Un altro breve esempio del fatto che i risultati scientifici attendibili non possono che confermare la Bibbia è l’età massima dell’uomo, il cosiddetto «limite di Hayflick». La questione ha a che fare con i cromosomi e la loro replicazione. I cromosomi sono lunghe strutture a forma di fuso costituite da DNA. Il loro meccanismo di replicazione comporta che ad ogni divisione perdano una parte delle loro estremità, i cosiddetti telomeri. La loro lunghezza complessiva disponibile determina quindi l’età massima possibile dell’uomo. E questo limite massimo biologico di 120 anni è stato dimostrato sperimentalmente circa 30 anni fa da Leonard Hayflick, professore di anatomia presso l’Università della California a San Francisco, confermando così ciò che Dio Onnipotente aveva stabilito in Genesi 6,3 dopo il Diluvio:

«Il mio Spirito non rimarrà per sempre nell’uomo. Gli darò come durata della vita centoventi anni».

Gen 6,3 Allora il Signore disse: «Il mio Spirito non rimarrà per sempre nell’ uomo, poiché anche l’uomo è carne. Gli darò come durata della vita centoventi anni». Gen 6,3;

(Vedi anche la digressione 08: «La prima e la seconda morte.»)


L’esistenza di Dio.

Si tratta del noto «problema della teodicea» (teodicea, dal greco «giustificazione di Dio»), che proprio gli atei additano come fondamento del loro rifiuto di Dio . Qui si pone la domanda: «Come può un Dio onnipotente e benevolo permettere i mali e il male nel mondo?». Il filosofo greco Epicuro (341-270 a.C.) ha sintetizzato il problema chiedendo, tra l’altro: « Se un Dio onnipotente può eliminare i mali di questo mondo, da dove provengono allora i mali e perché non li elimina?».

Poiché ciò non accade, la risposta è pronta: «Quindi Dio non esiste». Queste persone confondono Dio con un dispenser di sapone: basta premere il pulsante e ne esce un po’ di «Dio», con cui poi si può eliminare il male. E questa strana concezione viene persino promossa da predicatori cristiani di ogni genere, che blaterano dell’ «infinito» amore di Dio, con l’intento di attirare persone che poi finiscono per trascinare la loro esistenza come cristiani solo di nome in chiese o comunità qualsiasi. Se l’amore di Dio fosse davvero infinito, avrebbe potuto perdonare gli uomini dei loro peccati senza alcun sacrificio e non avrebbe dovuto mandare suo Figlio, che ha dovuto morire sulla croce per quei peccati.

L’amore di Dio non è infinito, altrimenti sarebbe un amore cieco. L’amore di Dio dura finché la sua grazia e la sua misericordia non si sono esaurite nella vita di ogni singolo essere umano. Quando l’amore, la grazia e la misericordia vengono rifiutati e respinti, rimane solo la giustizia assoluta e implacabile di Dio, alla quale quell’uomo dovrà alla fine confrontarsi. Dio concede agli uomini la piena libertà di decidere a favore o contro di Lui. Poiché la stragrande maggioranza dell’umanità decide contro Dio, non dobbiamo stupirci che il mondo sia come è. È quindi l’uomo – e non Dio – a permettere i mali e il male nel mondo. Questa è la vera teodicea – la vera giustificazione di Dio.

Il problema della filosofia con la teodicea è molto simile alla situazione dell’astronomia prima della rivoluzione copernicana. Quando Copernico (1473-1543) scoprì che la visione geocentrica del mondo (il Sole ruota attorno alla Terra) di Tolomeo era errata e che non era il Sole a muoversi attorno alla Terra, ma, al contrario, la Terra a muoversi attorno al Sole, anche allora l’intero mondo scientifico – compresi teologi come il riformatore svizzero Giovanni Calvino (1509-1564) e Martin Lutero (1485-1546) – «perché mai la Terra dovrebbe ruotare attorno al Sole, se ogni giorno possiamo osservare che il Sole nel cielo, dall’alba al tramonto, si muove attorno alla Terra?». E anche loro risposero immediatamente a questa domanda con affermazioni del tipo: «secondo la dottrina biblica, la Terra non può muoversi» (Calvino) o «quello sciocco (Copernico) stravolgerà l’intera dottrina dell’astronomia» (parole testuali di Lutero).

Come si vede, il problema era simile a quello della questione di Dio: chi se ne è effettivamente occupato, studiandolo e ricercandolo, ha scoperto la verità. Tutti gli altri, pur non essendosene realmente interessati, hanno espresso rapidamente un’opinione al riguardo, con la quale si sono resi ridicoli (ad esempio Calvino, Lutero) per secoli. E proprio così si troveranno in imbarazzo anche quei contemporanei, nel Giorno del Giudizio, che oggi negano l’esistenza di un Dio. Questo Dio dirà loro allora: «Non ti conosco» e li condannerà alla dannazione eterna . – Il tentativo di una risposta fondata sulla Bibbia alla suddetta domanda di Epicuro si trova su Immanuel.at nel Discorso 104.

(Vedi anche il Discorso 104:«Qual è il senso della vita?».)


A parte questa questione filosofica, tuttavia, nella Bibbia troviamo anche alcuni spunti che possono facilitare la comprensione dell’esistenza di Dio. Oltre ai numerosi racconti sulla comunicazione di Dio con i profeti, ma anche con Abramo o Mosè e, infine, anche con Gesù Cristo, abbiamo anche tre resoconti sull’incontro personale di Dio con gli uomini. Due di questi provengono dal profeta Ezechiele (una volta presso il fiume Kebar e una seconda volta a Gerusalemme) e un terzo racconto riguarda una visione in cielo nell’Apocalisse di Giovanni. Una descrizione e un’analisi dettagliate si trovano su Immanuel.at nell’Excursus 11.

(Vedi anche l’Excursus 11: «Il trono di Dio».)


Il Figlio di Dio.

Spero di essere riuscito, con l’argomentazione precedente, a suscitare una certa fiducia di base nella Bibbia, poiché proprio alla domanda se «Gesù sia davvero il Figlio di Dio» è difficile rispondere senza la Bibbia.

Nella Bibbia troviamo diverse testimonianze al riguardo: innanzitutto la promessa di Dio a Davide, che pur avendo trovato un adempimento preliminare in suo figlio Salomone, ma come si può dedurre dal contesto (regnoeterno, trono eterno ) nel suo adempimento finale è una profezia su Gesù Cristo, il quale, in quanto discendente, era anch’egli un figlio di Davide:

«Io sarò per lui un padre, ed egli sarà per me un figlio. E non farò venir meno la mia grazia da lui,

1Cr 17,11 E avverrà che, quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu andrai dai tuoi padri, io farò sorgere dopo di te un tuo discendente, che sarà tra i tuoi figli, e renderò stabile il suo regno. 17,12 Egli mi casa; e io renderò saldo il suo trono per sempre. 17,13 Io sarò per lui un padre, ed egli sarà per me un figlio. E non ritirerò da lui la mia grazia, come l’ho ritirata da colui che ti ha preceduto. 17,14 E gli darò stabilità nella mia casa e nel mio regno per sempre; e il suo trono rimarrà saldo per sempre. 1Cr 17,11-14;


Poi, in occasione del battesimo di Gesù da parte di Giovanni il Battista:

«Questo è il mio Figlio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto».

Mat 3,16 E quando Gesù fu battezzato, uscì subito dall’acqua ; ed ecco, i cieli gli si aprirono, ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui. 3,17 Ed ecco, una voce dal cielo che diceva: «Questo è il mio Figlio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto». Mat 3,16-17;


E poi sul Monte della Trasfigurazione:

«Questo è il mio Figlio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo!»

Mat 17,4 Pietro, però, prese la parola e disse a Gesù: «Signore, è bello che noi siamo qui. Se vuoi, farò qui tre capanne: una per te, una per Mosè e una per Elia ». 17,5 Mentre ancora parlava, ecco che una nuvola luminosa li coprì, ed ecco, una voce uscì dalla nuvola, che diceva: «Questi è il mio Figlio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto . Ascoltatelo!» 17 ,6 E quando i discepoli udirono ciò, caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. 17,7 Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete!» Mat 17, 4-7;


Poi la confessione di Gesù al Padre:

«Dicci se sei tu il Cristo, il Figlio di Dio!». Gesù gli rispose: «Tu lo hai detto».

Mat 26,62 Allora il sommo sacerdote si alzò e gli disse: «Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano questi contro di te?». 26,63 Ma Gesù taceva. E il sommo sacerdote gli disse: «Ti scongiuro per il Dio vivente di dirci se sei tu il Cristo, il Figlio di Dio!». 26,64 Gesù gli disse: «L’hai detto tu. Ma io vi dico: d’ora in poi vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra della Potenza e venire sulle nuvole del cielo». 26,65 Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti e disse: «Ha bestemmiato». A cosa ci servono ancora dei testimoni? Ecco, ora avete udito la bestemmia. 26,66 Che ne pensate? Ma essi rispondendo dissero: «È colpevole di morte». Mat 26,62-66;

Io e il Padre siamo uno.

Giov 10,25 Gesù rispose loro: «Ve l’ho detto, e voi non credete. Le opere che compio nel nome del Padre mio, queste testimoniano di me; 10,26 ma voi non credete, perché non siete delle mie pecore, come vi ho detto. 10,27 Le mie pecore ascoltano la mia voce, io le conosco ed esse mi seguono; 10,28 e io do loro la vita eterna vita, e non andranno perdute in eterno, e nessuno le rapirà dalla mia mano. 10,29 Il mio Padre, che me le ha date, è più grande di tutti, e nessuno può rapirle dalla mano del mio Padre. 10,30 Io e il Padre siamo uno. Giov 10,25-30;

E ora, Padre, glorificami presso di te con la gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse!

Giov 17,5 E ora, Padre, glorificami presso di te con la gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse! 17,6 Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi, e tu me li hai dati, ed essi hanno custodito la tua parola. 17,7 Ora hanno compreso che tutto ciò che mi hai dato proviene da te; 17,8 poiché le parole che mi hai dato, io le ho date a loro, ed essi le hanno accolte e hanno veramente compreso che io sono uscito da te, e hanno creduto che tu mi hai mandato. Giov 17, 5-8;

affinché tutti siano uno, come tu, Padre, sei in me e io in te, affinché anche loro siano uno in noi.

Giov 17,20 Ma non prego solo per questi, bensì anche per coloro che credono in me attraverso la loro parola, 17,21 affinché tutti siano uno, come tu, Padre, sei in me e io in te, affinché anche loro siano uno in noi, affinché il mondo creda che tu mi hai mandato. 17,22 E la gloria che mi hai dato, io l’ho data loro, affinché siano uno, come noi siamo uno 17,23 – io in loro e tu in me – affinché siano perfetti nell’unità, affinché il mondo riconosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me. Giov 17,20-23;


Inoltre, le confessioni dei discepoli:

Ma Simone Pietro rispose e disse: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».

Mat 16,15 Egli disse loro: «E voi, chi dite che io sia?». 16,16 Simon Pietro rispose: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». 16,17 E Gesù gli rispose: «Beato te, Simone, figlio di Giona, perché non la carne e il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli». Mat 16,15-17;

Tommaso rispose e gli disse: «Mio Signore e mio Dio!»

Giov 20,26 Otto giorni dopo, i suoi discepoli erano di nuovo riuniti in casa e Tommaso era con loro. Gesù, pur essendo le porte chiuse, entrò, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». 20,27 Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani, e stendi la tua mano e mettila nel mio costato, e non essere incredulo, ma credente! 20,28 Tommaso gli rispose: «Mio Signore e mio Dio!» 20 ,29 Gesù gli disse: «Perché mi hai visto, hai creduto. Beati quelli che non hanno visto e tuttavia hanno creduto!» Giov 20,26-29;


Persino i demoni hanno confessato che Gesù è il Figlio di Dio:

E anche i demoni uscivano da molti, gridando: «Tu sei il Figlio di Dio».

Luc 4,41 E anche i demoni uscivano da molti, gridando e dicendo: «Tu sei il Figlio di Dio». Ed egli li rimproverava e non permetteva loro di parlare, perché sapevano che egli era il Cristo. Luc 4,11;


Infine, anche una prova biblica della preesistenza di Gesù può contribuire a identificarlo come Figlio di Dio. Egli stesso dice in Gv 17,5:

«E ora, Padre, glorificami presso di te con la gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse!

Giov 17,5 E ora, Padre, glorificami presso di te con la gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse! 17,6 Ho rivelato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi, e tu me li hai dati, ed essi hanno custodito la tua parola. 17,7 Ora hanno compreso che tutto ciò che mi hai dato proviene da te; 17,8 poiché le parole che mi hai dato, io le ho date a loro, ed essi le hanno accolte e hanno veramente compreso che io sono uscito da te, e hanno creduto che tu mi hai mandato. Giov 17, 5-8;


Con ciò egli conferma che prima della creazione del mondo era presso il Padre e lì aveva la gloria (cfr. anche Giov 8,56-59). L’affermazione secondo cui egli era già presso il Padre prima della creazione del mondo è anche conforme all’affermazione di Paolo nella Lettera ai Colossesi, secondo cui proprio questa creazione del mondo era già un’opera del Figlio di Dio, del Logos e quindi della Parola di Dio. Quando Dio disse «sia», era la Parola di Dio, il futuro Figlio, attraverso il quale tutto è stato creato.

Poiché in lui sono state create tutte le cose nei cieli e sulla terra.

Col 1,16 Poiché in lui sono state create tutte le cose nei cieli e sulla terra, le visibili e le invisibili, siano troni, siano dominazioni, siano potenze o autorità: tutto è stato creato per mezzo di lui e in vista di lui; 1,17 ed egli è prima di tutte le cose, e tutte le cose sussistono per mezzo di lui. Col 1,16-17;

Gesù Cristo, per mezzo del quale sono tutte le cose e noi per mezzo di lui.

1Cor 8,5 Infatti, anche se ci sono dei cosiddetti «dei» nei cieli o sulla terra – come del resto ci sono molti «dei» e molti «signori» – 8,6 per noi c’è un solo Dio, il Padre, dal quale provengono tutte le cose e verso il quale noi esistiamo, e un solo Signore, Gesù Cristo, per mezzo del quale tutte le cose esistono e noi per mezzo di lui. 1Cor 8, 5-6;


E come aggiunge l’autore della Lettera agli Ebrei, Dio non solo ha creato i mondi tramite suo Figlio, ma lo ha anche costituito erede di tutte le cose.

Dio ci ha parlato nel Figlio, che ha costituito erede di tutte le cose, per mezzo del quale ha anche creato i mondi.

Ebr 1,1 Dopo che Dio, in tempi passati, aveva parlato ai padri in molte e diverse maniere per mezzo dei profeti, 1,2 alla fine di questi giorni ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha costituito erede di tutte le cose, per mezzo del quale ha anche creato i mondi; 1,3 egli, che è il riflesso della sua gloria e l’impronta della sua essenza, e sostiene tutte le cose con la parola della sua potenza, si è seduto alla destra della Maestà nell’alto dei cieli, dopo aver operato la purificazione dai peccati; Ebr 1, 1-3;


Questa consapevolezza ci conduce ora a un’altra caratteristica del Figlio di Dio, alla quale finora è stata prestata, in generale, poca attenzione. Quasi tutti – compresi gli atei – hanno già sentito parlare o letto del «Giudizio Universale» o «Giudizio Finale», in cui, secondo la Bibbia, ogni persona dovrà rendere conto a Dio della propria vita. Tuttavia, solo pochi sanno chi sia il vero giudice in questo giudizio. Si presume solitamente che sia Dio Onnipotente a sedere sul trono del giudizio e a pronunciare la sentenza. Ma secondo la Bibbia non è così. Il Padre ha consegnato al Figlio ogni potere in cielo e sulla terra (Dan 7:14; Mat 11:27.28: 18; Luc 10:22; Giov 3:35.17,1-2; Efes 1:21-22; Fil 2,9; 1Piet 3:22; Ebr 2:8).

Tutto mi è stato consegnato dal Padre mio.

Mat 11,25 In quel tempo Gesù prese la parola e disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai saggi e agli intelligenti e le ai semplici. 11,26 Sì, Padre, perché così ti è piaciuto. 11,27 Tutto mi è stato affidato dal Padre mio; e nessuno conosce il Figlio se non il Padre, né nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo vuole rivelare. Mat 11,25-27;


E anche il giudizio su ogni singolo uomo avverrà, dopo la Resurrezione Generale (la rinascita dallo Spirito), in occasione del Giudizio Universale, per mano del Figlio.

Egli siederà sul trono della sua gloria e giudicherà le nazioni riunite.

Mat 25,31 Ma quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, allora siederà sul trono della sua gloria, 25,32 e tutte le nazioni saranno radunate davanti a lui. E li separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, 25,33 e metterà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra.

25,34 Allora il Re dirà a quelli alla sua destra: «Venite, benedetti del mio Padre, prendete possesso del regno che vi è stato preparato fin dalla fondazione del ondo! 25,35 Perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare. Ho avuto sete e mi avete dato da bere. Ero straniero e mi avete accolto. 25,36 Ero nudo e mi avete vestito. Ero malato e mi avete visitato. Ero in prigione e siete venuti a trovarmi.

25,37 Allora i giusti gli risponderanno dicendo: «Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare? O assetato e ti abbiamo dato da bere? 25,38 Quando ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto? O nudo e ti abbiamo vestito? 25,39 Quando ti abbiamo visto malato o in prigione e siamo venuti da te? 25,40 E il Re risponderà loro dicendo: «In verità vi dico: ciò che avete fatto a uno di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me». Mat 25,31-40;

Alla risurrezione, il Figlio dell’uomo siederà sul trono della sua gloria.

Mat 19,28 Ma Gesù disse loro: «In verità vi dico: voi che mi avete seguito, alla risurrezione, quando il Figlio dell’uomo siederà sul trono della sua gloria, siederete anche voi su dodici troni e giudicherete le dodici tribù d’Israele». Mat 19,28;

Il Figlio dell’uomo verrà nella gloria del Padre suo con i suoi angeli.

Mat 16,27 Infatti, il Figlio dell’uomo verrà nella gloria del Padre suo con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue opere. Mat 16,27;

Davanti al grande trono bianco saranno giudicati i morti.

Apoc 20,11 E vidi un grande trono bianco e Colui che vi sedeva; davanti al suo volto fuggirono la terra e il cielo, e non fu trovato alcun luogo per loro. 20,12 E vidi i morti, grandi e piccoli, in piedi davanti al trono, e furono aperti dei libri. E fu aperto un altro libro, che è il libro della vita. E i morti furono giudicati secondo ciò che era scritto nei libri, secondo le loro opere. Apoc 20,11-12;


Come possiamo dedurre dai passi scritturali sopra citati, il «trono della gloria» del Figlio dell’uomo e il «grande trono bianco» di Ap 20,11 sono identici. È il trono del Giudizio Universale e il Figlio di Dio vi siederà per giudicare i morti risorti e ricompensare ciascuno secondo le sue opere.

Dio Padre ha affidato questo giudizio al Figlio, perché egli è il «Figlio dell’uomo». Ciò significa che egli stesso si è fatto uomo, è stato uomo ed è anche morto come uomo. Ha subito tutte le sofferenze che un uomo possa subire. Nessun uomo potrebbe dirgli: «Tu non sai cosa ho passato». Egli è il giudice giusto e giudicherà con giustizia.

(Vedi anche il capitolo 13: «Il Giudizio Universale».)


Saremo tutti portati davanti al tribunale di Cristo.

Rom 14,8 Se viviamo, viviamo per il Signore; se moriamo, moriamo per il Signore. Quindi, sia che viviamo sia che moriamo, siamo del Signore. 14,9 Infatti Cristo è morto ed è risorto proprio per essere signore sia dei morti che dei vivi. 14,10 Ma tu, perché giudichi tuo fratello? O tu, perché disprezzi tuo fratello? Tutti noi saremo posti davanti al tribunale di Cristo. 14,11 Poiché sta scritto (Isaia 45,23): «Com’è vero che io vivo, dice il Signore, davanti a me si piegheranno tutte le ginocchia e tutte le lingue confesseranno Dio ». 14,12 Così dunque ciascuno di noi renderà conto a Dio per sé stesso. Rom 14, 8-12;

Tutti noi dovremo comparire davanti al tribunale di Cristo.

2Cor 5,8 Noi però siamo rassicurati e preferiamo piuttosto lasciare questo corpo per essere con il Signore. 5,9 Perciò ci preoccupiamo di piacergli, sia che siamo a casa sia che siamo in viaggio. 5,10 Poiché tutti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, affinché ciascuno riceva la ricompensa per ciò che ha fatto durante la vita, sia in bene che in male. 2Cor 5, 8-10;

Il Signore verrà per rendere giustizia, affinché sia glorificato tra i suoi santi.

2Tess 1,6 Poiché è giusto davanti a Dio infliggere tribolazioni a coloro che vi affliggono, 1,7 ma a voi che subite tribolazioni, concedervi riposo insieme a noi, quando il Signore Gesù si manifesterà dal cielo con gli angeli della sua potenza 1,8 in fiamme di fuoco, per infliggere punizione a coloro che non conoscono Dio e che non obbediscono al Vangelo del nostro Signore Gesù. 1,9 Essi subiranno la punizione, la perdizione eterna, lontano dal volto del Signore e dalla sua gloriosa potenza, 1,10 quando egli verrà per essere glorificato nei suoi santi e apparire in modo meraviglioso davanti a tutti i credenti, in quel giorno; poiché ciò che vi abbiamo testimoniato, voi lo avete creduto. 2Tess 1, 6-10;

Dovranno rendere conto a colui che giudica i vivi e i morti.

1Piet 4,4 Li stupisce che voi non vi lanciate più con loro nelle stesse condotte dissolute e disordinate, e vi bestemmiano; 4,5 ma dovranno rendere conto a colui che è pronto a giudicare i vivi e i morti. 4,6 Infatti è per questo che il Vangelo è stato annunciato anche ai morti, affinché, pur essendo giudicati secondo l’uomo nella carne, abbiano la vita secondo Dio nello Spirito. 1Piet 4, 4-6;

Cristo Gesù, che verrà a giudicare i vivi e i morti.

2Tim 4,1 Ti esorto dunque solennemente davanti a Dio e a Cristo Gesù, che verrà a giudicare i vivi e i morti, e in vista della sua apparizione e del suo regno: 4,2 predica la Parola, insisti in ogni occasione, sia opportuna o meno; rimprovera, minaccia, esorta con ogni pazienza e dottrina. 2Tim 4,1-2;


E qui si chiude il cerchio del piano di salvezza di Dio per gli uomini. Suo Figlio è venuto per soddisfare la giustizia del Padre come sacrificio gradito e per morire sulla croce per i peccati di tutti gli uomini. Perciò chiunque vive e crede in Lui non morirà in eterno

Chiunquechi vive e crede in me non morirà in eternità.

Giov 11,25 Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; 11 ,26 e chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Tu credi questo? » Giov 11,25-26;


E colui che è venuto per salvare il mondo, alla fine giudicherà anche il mondo . Alla fine della sua opera terrena, Gesù disse:

Chi mi respinge e non accetta le mie parole, ha chi lo giudica: la parola che ho pronunciato, quella lo giudicherà nell’ultimo giorno.

Giov 12,44 Ma Gesù alzò la voce e disse: «Chi crede in me, non crede in me, ma in colui che mi ha mandato; 12,45 e chi vede me, vede colui che mi ha mandato. 12,46 Io sono venuto nel mondo come luce, affinché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre; 12,47 e se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo giudico, perché non sono venuto per giudicare il mondo, ma per salvarlo. 12,48 Chi mi respinge e non accetta le mie parole, ha chi lo giudica: la parola cheho pronunciato, quella lo giudicherà nell’ultimo giorno. 12,49 Infatti non ho parlato di mia iniziativa, ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha dato un precetto su ciò che devo dire e su ciò che devo proclamare; 12,50 e so che il suo precetto è vita eterna. Ciò che ora dico, lo dico osì come il Padre mi ha detto. Giov 12,44-50;


Per quanto riguarda tutti questi passi biblici, che parlano della fede in Gesù Cristo come Salvatore, nessuno qui viene costretto ad accettarli. Nessun altro può prendere questa decisione al posto di una persona. Ogni persona è completamente libera di accettare o rifiutare Dio in Gesù Cristo. Lo ha già detto l’evangelista Wilhelm Busch, purtroppo già scomparso:


Chi non vuole credere, non è obbligato a farlo.

(I testi racchiusi in un riquadro nero sono citazioni di visitatori di questo sito o di altri autori!)

(Chi non vuole credere, non è obbligato a farlo. / Wilhelm Busch, libro: «Gesù, il nostro destino» WB00 pag. 123 e segg.)

Vede: chi non vuole credere, non è obbligato a farlo! Posso dirle una cosa? Nella Chiesa ci sono ancora ogni sorta di costrizioni. Nel Regno di Dio c’è solo piena libertà di scelta. Chi vuole vivere senza Dio, può farlo! Dio si offre a noi. Ma noi possiamo rifiutarlo. Vuole vivere senza Dio? Può farlo! Volete vivere senza la pace con Dio ? Potete farlo! Volete vivere senza pregare? Potete farlo! Volete vivere senza la Bibbia? Potete farlo! Volete trasgredire i comandamenti di Dio? Potete farlo! Volete profanare la domenica , andare a prostitute, ubriacarvi, mentire, rubare? Potete farlo! Chi non vuole questo Salvatore, che Dio ha mandato per salvare i peccatori, può rifiutarLo. Chi vuole andare all’inferno, può farlo. Con Dio non c’è costrizione. Ma si renda conto, per favore, che in tal caso dovrà assumersi le conseguenze. Dio Le offre, attraverso Gesù, il perdono dei peccati e la pace . Può dire: «Non ne ho bisogno! Non lo voglio!». Allora potete vivere così. Ma non crediate poi che negli ultimi 5 minuti della vostra vita – in punto di morte – potrete ancora afferrare ciò che Dio vi ha offerto per tutta la vita. Potete rifiutare l’offerta di pace di Dio in Gesù, ma allora dovrete vivere per tutta l’eternità senza pace con Dio . E questo è l’inferno.

L’inferno è il luogo in cui ci si libera davvero e definitivamente di Dio. Lì non sarete più invitati. Lì nulla vi chiamerà più. Lì forse vorrete pregare, ma non potrete più farlo. Lì forse vorrete invocare il nome di Gesù, ma non vi verrà più in mente. Non siete obbligati ad accettare il messaggio che vi sto trasmettendo. Potete scegliere di non convertirvi a Gesù. Ma rendetevi conto che così facendo scegliete l’inferno! Avete la totale libertà!

«E voi non avete voluto!» dice Gesù agli abitanti di Gerusalemme (Mat 23:37-38). Egli non li ha costretti. Ma ciò che hanno scelto è stato orribile!


Wilhelm Busch (1897-1966) è stato pastore giovanile a Essen, evangelista, predicatore, scrittore e autore.

Questo estratto è tratto dal libro «Jesus unser Schicksal» (Gesù, il nostro destino), di W. Busch, edito da Schriftenmissions-Verlag Gladbeck/Westfalia. ISBN 3-7958-0364-0

(Vedi anche il Discorso 55: «Perché Dio permette la sofferenza? – Persone che non riescono a credere.»)


(I testi racchiusi in un riquadro nero sono citazioni di visitatori di questo sito o di altri autori!)

(Perché un ateo dovrebbe credere nel Dio della Bibbia? / Commento Anonimo 01, 06/06/2011)

(...) La ringrazio ancora di cuore per la sua analisi. Può tranquillamente pubblicare le mie parole rivolte a lei. Tuttavia, vorrei rimanere anonimo, poiché non pubblico il mio vero nome su Internet. Lo stesso vale per il mio indirizzo e-mail.

(... ) Ma la domanda rimane: quale motivo ha un ateo (o un seguace di un’altra religione) per supporre, in primo luogo, che
a) le istruzioni di Dio provengano davvero da Dio e non siano solo discorsi inventati dagli uomini e
b) che gli autori di queste storie siano anche solo vagamente affidabili e non abbiano semplicemente messo per iscritto dei miti?
Quale motivo c’è, ad esempio, nel presumere che la descrizione della risurrezione sia un vero e proprio evento storico anziché una storia miracolosa che è stata semplicemente creduta come fatto storico? Dopotutto, le storie religiose sono piene di racconti di miracoli che non sono mai avvenuti. Cosa rende proprio questa storia più affidabile?

È vero. Lei affronta analiticamente l’intera Bibbia e non si limita a predicare. In questo si distingue dagli altri cristiani, che sanno solo parlare, ma non sono in grado di ascoltare e riflettere.

(...) Avrei una domanda da porvi: cosa vi ha spinto, in primo luogo, a credere che la fede cristiana sia quella «giusta»? Lei può dimostrare molti dei suoi singoli punti di fede sulla base della Bibbia, ma su cosa si fonda il fatto che lei ci creda in primo luogo? O, per dirla in altro modo: perché crede proprio agli insegnamenti della Bibbia e non, ad esempio, a quelli del Corano?

(...) Per quanto riguarda la distruzione del Tempio, va detto che questo testo potrebbe essere utilizzato come prova solo se fosse stato scritto davvero prima della distruzione del Tempio. E questo non è affatto dimostrato nel caso dei Vangeli. È perfettamente possibile che questo testo sia stato scritto solo dopo che il Tempio era già stato distrutto, come dimostrano anche molti esperti di Bibbia.

(...) E poiché un arcobaleno sarebbe effettivamente visibile solo se non ci fosse uno strato d’acqua dietro il cielo, lei lo considera una prova del fatto che la Bibbia riporti i fatti in modo scientificamente corretto . Beh, capisco che per lei ciò possa sembrare impressionante. Ma per me questo non è una prova sufficiente. Perché no? Perché nel Corano si dice: «Alle due acque, che si incontrano, Egli ha dato libero corso. Tra le due c’è una barriera che esse non superano.» (Sura 55:19-20 – ar-Rahman) E perché qui: www.wunderdesquran.com/wissenschaft_38.html (I miracoli del Corano, nota di FH) si trova una spiegazione scientifica del fenomeno appena citato . Questo articolo la convince che il Corano sia la Parola di Dio? No? Che ne dice di questo: www.wunderdesquran.com/wissenschaft_index.

(…) Vorrei farle una domanda: ha mai analizzato criticamente la sua fede? Lei basa tutta la sua fede sulla Bibbia. Ma su cosa fonda la convinzione di fidarsi proprio della Bibbia e non, ad esempio, di un altro libro sacro? È proprio questo, infatti, che mi interessa: come faccio a sapere che posso fidarmi della Bibbia, che essa contenga il vero insegnamento e che il Dio biblico esista davvero? È questo che devo sapere innanzitutto. E a questo proposito non basta che nella Bibbia si affermi che Dio abbia parlato agli uomini. Anche l’Edda narra di incontri tra gli uomini e Odino, e noi collochiamo giustamente questo libro nell’ambito della mitologia. E anche tra i cristiani capita che si inventino miti e li si presentino come eventi storici reali. Basti pensare a tutto ciò che è stato attribuito a Gesù nei Vangeli apocrifi e messo nella sua bocca . Come faccio quindi a riconoscere che la Bibbia dovrebbe essere il fondamento della mia fede e che il vero Dio è il Dio del cristianesimo? Se potesse commentare queste obiezioni, gli sarei molto grato.

(Anonimo)



Ho esaudito la sua richiesta di cui sopra e ho cancellato il suo nome e il suo indirizzo e-mail dal discorso. Il fatto che lei voglia rimanere anonimo pone naturalmente per me l’intero suo commento in un contesto ben preciso – un po’ secondo il motto: «Esprimo apertamente la mia opinione, ma non dite a nessuno che l’ho detta io». – Ma sia. –  

All’inizio della nostra discussione le ho scritto che non posso discutere con qualcuno che rifiuta la Bibbia come base argomentativa. Lei mi ha poi risposto:

«Non rifiuto la Bibbia come base di discussione di per sé. Se lei può dimostrare delle cose sulla base della Bibbia, lo faccia pure. Il problema sorge solo quando si cerca di dimostrare la Bibbia con se stessa: "Il passo biblico A è vero perché il passo biblico B conferma che è vero”».


Sì, i nostri padri nella fede lo chiamavano «interpretare la Scrittura con la Scrittura ». – Ebbene, una base argomentativa ha proprio la caratteristica di consentire di argomentare sulla base delle sue affermazioni – e non sulla base di altre fonti. O la vede diversamente? Come lei scrive sopra, lei accetta la Bibbia se riesco a dimostrare le cose sulla base della Bibbia . Ma quando dimostro le cose sulla base della Bibbia, lei mi chiede:

«Come faccio a sapere che posso fidarmi della Bibbia, che essa contenga la vera dottrina e che il Dio biblico esista davvero?»


Sulla base della sua prima e-mail, avevo in realtà supposto che lei fosse piuttosto un ateo obiettivo, alla ricerca della verità, forse anche dotato di un’intelligenza superiore alla media . Ma dalle sue righe sopra riportate mi sembra che, almeno, l’obiettività non sia più così in primo piano.

Nella sua prima e-mail mi chiede: «Quali ragioni ho per ritenere che il Dio della Bibbia esista davvero?». E in questa discussione ho cercato di esporle quelle prove e quelle conclusioni logiche di cui dispongo. A parte la distruzione di Gerusalemme e del Tempio (con le necessarie conoscenze bibliche di base) e la storia dell’arcobaleno (con le necessarie conoscenze di base in campo meteorologico-scientifico), gli altri argomenti non sono naturalmente prove che possano essere verificate anche nella realtà . Ma con un po’ di capacità di ragionamento logico, di astrazione e di intelligenza , la maggior parte di questi nessi può essere tranquillamente interpretata e contestualizzata.

Ma ciò che lei vuole non è un’interpretazione, bensì prove inattaccabili, per le quali non si debba né riflettere né indagare, né preoccuparsi delle possibili interpretazioni. Lei cerca una spiegazione che non le crei ulteriori difficoltà di comprensione, che sia, per così dire, «a prova di idiota». E questo non esiste nella fede – altrimenti non si chiamerebbe «fede».

Il predicatore Wilhelm Busch, nel suo libro citato sopra, ha descritto questo tipo di atteggiamento mentale :


(I testi racchiusi in un riquadro nero sono citazioni di visitatori di questo sito o di altri autori!)

(Chi non vuole credere, non è obbligato a farlo. / Wilhelm Busch, libro: «Gesù, il nostro destino» WB01 pag. 123 e segg.

(...) Il secondo gruppo è costituito da coloro che, pur dicendo: «Non riesco a credere!», in realtà, se fossero del tutto onesti, dovrebbero ammettere: «Non voglio proprio credere!». Perché se arrivassero alla fede, tutta la loro vita dovrebbe cambiare . E questo non lo vogliono. Sanno che nella loro vita c’è qualcosa che non va. Se diventassero figli di Dio, però, dovrebbero uscire alla luce. No, questo non lo vogliono. E poi forse i loro colleghi li considererebbero stupidi. E cosa direbbero i loro cari se improvvisamente diventassero cristiani? No, allora meglio di no! E quando incontrate persone che vi dicono: «Non riesco a credere», guardatele bene per vedere se non dovrebbero piuttosto dire: «Non voglio proprio credere!».

Wilhelm Busch (1897-1966) è stato pastore per i giovani a Essen, evangelista, predicatore, scrittore e autore.

Questo estratto è tratto dal libro «Jesus unser Schicksal» (Gesù, il nostro destino), di W. Busch, edito da Schriftenmissions-Verlag Gladbeck/Westfalia. ISBN 3-7958-0364-0



Ma per evitare di essere considerati stupidi dai colleghi, si può sempre rimanere anonimi.
Nel suo commento lei chiede:

«Per quale motivo un ateo (o un seguace di un’altra religione) dovrebbe presumere che
a) le istruzioni di Dio provengano davvero da Dio e non siano solo discorsi inventati dagli uomini e
b) che gli autori di queste storie siano anche solo vagamente affidabili e non abbiano semplicemente messo per iscritto dei miti?"

Qui lei fa riferimento anche ai «seguaci di un’altra religione». Mi indichi pure una sola delle religioni mondiali che possa dimostrare che il proprio Dio esiste e che i suoi precetti provengano effettivamente da lui. Legga pure l’Antico Testamento con la stessa accuratezza e attenzione con cui apparentemente ha studiato le sure del Corano e lo confronti con gli scritti di altre religioni. Se non nota la differenza, nemmeno io riuscirò a farlo. Le spiegazioni presenti sul sito islamico da lei citato ne sono il miglior esempio. Il fatto che proprio lei le definisca anche «scientifiche» mi ha un po’ stupito.

Ma proviamo a considerare le sue domande da una prospettiva diversa.

Provi a immaginare la seguente domanda:

Quale motivo ha una persona per supporre, in primo luogo, che
a) Dio non esista e che le affermazioni degli atei siano solo discorsi inventati dagli uomini e
b) i libri degli atei (come ad esempio «L’illusione di Dio» di Richard Dawkins, gli innumerevoli libri sull’evoluzione ecc.) siano anche solo vagamente affidabili e non riportino semplicemente dei miti qualsiasi?


Se lei respinge questa ipotesi, la sua obiettività deve essere messa in discussione. Se invece è d’accordo, mi chiedo perché continui a definirsi ateo. Proprio tra gli scienziati, che hanno una visione approfondita del macrocosmo e del microcosmo, l’ateismo è purtroppo molto diffuso. Eppure è un fatto scientifico che, ad esempio, nel nostro sistema solare la Terra sia l’unico tra i 9 (8) pianeti a trovarsi nella zona abitabile, dove la vita è possibile. Se la posizione della Terra nella sua orbita fosse più vicina al Sole, su tutto il pianeta ci sarebbero solo deserti e nessuna forma di vita. Se fosse più lontana, la Terra si congelerebbe e nemmeno in quel caso sarebbe possibile la vita. Per non parlare dell’inimmaginabile complessità del cervello umano.

Inoltre lei chiede:

«Qual è, ad esempio, il motivo per cui, nel descrivere la risurrezione, si parte dal presupposto che si tratti di un evento storico reale anziché di un racconto miracoloso che è stato semplicemente creduto come fatto storico?»


E a questo punto vorrei porle una controdomanda;

perché, ad esempio, nel descrivere l’evoluzione si dovrebbe partire da un evento storico reale anziché da una storia miracolosa che viene creduta solo come fatto scientifico?


Come sicuramente saprà, la fede nell’evoluzione è priva di prove tanto quanto la fede nella Bibbia e nel Dio della Bibbia. Poiché lei ritiene che non si possa credere alla Bibbia, in tutta onestà dovrebbe rifiutare anche l’evoluzione. E dato che, in quanto ateo, respinge anche la creazione divina, mi permetto di chiederle: secondo lei, allora, come è nato il mondo? – Se invece dovesse giungere alla conclusione di credere comunque nell’evoluzione, sorgerebbe la domanda: perché allora non vuole credere nella Bibbia?

Come vede, tutto questo può essere relativizzato. È un dato di fatto che nella vita nulla è assolutamente certo. Nemmeno la morte, come si ama dire tra i non credenti. Perché questa avrà fine con la risurrezione dei morti. Se siamo intellettualmente onesti, dobbiamo sempre sforzarci, per quanto riguarda le cose importanti della vita, di pensare con la nostra testa, di confrontare, di valutare e di prendere una decisione dopo un esame il più possibile obiettivo. Nessuno può farlo al posto nostro nella vita – ma anche nella fede. A meno che non lo permettiamo, perché siamo troppo comodi o, a causa di incapacità mentale, abbiamo un «tutore». Ma tutto questo si può sicuramente escludere nel suo caso.

Quindi, alla sua domanda sul motivo della sua fede nel Dio della Bibbia, posso solo rispondere: è un risultato della sua intelligenza e del suo carattere del tutto personale – per così dire, della «mente» e del «cuore» – che, sulla base delle informazioni e dell’esperienza di vita che ha acquisito, alla fine le darà la risposta se queste affermazioni della Bibbia siano giuste per lei. Ma anche se dovesse giungere alla convinzione che la fede cristiana sia errata – cosa che non spero –, ciò è comunque meglio e più sincero che, per comodità o disinteresse, non porsi affatto questa domanda.

Gli atei come voi sono la prova migliore del fatto che l’uomo può decidere liberamente e senza costrizioni a favore o contro Dio – anzi, deve decidere. O in modo attivo, come lei, oppure in modo passivo, come miliardi di altre persone, che non si confrontano affatto con questa questione. Nel corso della sua «fact finding mission» ha ricevuto le affermazioni di alcuni cristiani, che però lei stesso ha già confutato, e ha i miei argomenti, che non sembrano nemmeno convincere lei. La decisione spetta quindi interamente a lei. Ne faccia ciò che vuole.



PS: La sua ipotesi secondo cui i Vangeli sarebbero stati scritti solo dopo l’anno 70 – cioè dopo la distruzione del Tempio – e che quindi la profezia di Gesù in Mat 24,2 sia una vaticinia ex eventu – ovvero una «profezia» redatta solo dopo il verificarsi degli eventi – è naturalmente errata. La data di stesura del Vangelo di Matteo, in cui è contenuto questo testo, viene collocata da autorevoli studiosi del Nuovo Testamento tra il 50 e il 60, cioè prima dell’anno 70 e della distruzione del Tempio. E a sostegno di ciò sembra esserci addirittura una prova in Mt 24,15-16. Ma anche la stesura del Vangelo di Luca viene collocata nel periodo tra il 63 e il 66 e quella del Vangelo di Marco tra il 64 e il 67. Solo il Vangelo di Giovanni potrebbe essere stato scritto dopo il 70, all’incirca intorno all’ anno 100 d.C.

Poiché le qualità invisibili di Dio, la sua eterna potenza e la sua divinità, sono percepite e contemplate fin dalla creazione del mondo nelle cose create.

Rom 1,20 Poiché la natura invisibile di Dio, sia la sua eterna potenza che la sua divinità, è percepita e contemplata nelle cose create fin dalla creazione del mondo, affinché non abbiano scusa; 1,21 poiché conoscevano Dio, ma non lo hanno né Dio né gli hanno reso grazie, ma nei loro ragionamenti sono caduti nella follia e il loro cuore insensato è stato oscurato. 1,22 Spacciandosi per saggi, sono diventati stolti. Rom 1,20-22;


(I testi racchiusi in un riquadro nero sono citazioni di visitatori di questo sito o di altri autori!)

(Le ultime parole dei grandi uomini / Missione Europa Occidentale, Alexander Seibel.)

Nulla è più affidabile della testimonianza di chi sta morendo. Persino i bugiardi confessano allora la verità. Uno sguardo alle parole pronunciate sul letto di morte rivela spesso più di tutte le grandi parole e le opere compiute in vita. Nel momento in cui le persone si trovano di fronte alla morte, molte perdono le loro maschere e diventano sincere. Alcuni hanno dovuto riconoscere di aver costruito sulla sabbia, di essersi abbandonati a un’illusione e di aver seguito una grande menzogna . Aldous Huxley scrive nella prefazione al suo libro «Il mondo nuovo» che si dovrebbero giudicare tutte le cose come se le si vedesse dal letto di morte. «Insegnaci a riflettere sul fatto che dobbiamo morire, affinché diventiamo saggi» (Salmo 90,12), dice la Bibbia.

VOLTAIRE, il famoso scettico, ebbe una fine terribile . La sua infermiera disse: «Per tutto l’oro d’Europa non vorrei più vedere morire un miscredente !» Gridò per tutta la notte implorando perdono.

DAVID HUME, un ateo, gridò: «Sono tra le fiamme!» La sua disperazione fu una scena terribile.

HEINRICH HEINE, il grande scettico, si pentì in seguito. Verso la fine della sua vita scrisse ancora questa poesia:

«La vecchia lira è andata in frantumi sulla roccia chiamata Cristo!
La lira che veniva mossa alla celebrazione malvagia dallo spirito malvagio.
La lira che risuonava di rivolta, che cantava dubbi, scherno e apostasia.
O Signore, o Signore, mi inginocchio, perdonami, perdonami per le mie canzoni.»

A proposito di NAPOLEONE, il conte Montholon scrisse: «L’Imperatore muore solo e abbandonato. La sua agonia è terribile.»

CESARE BORGIA, uno statista: «Ho provveduto a tutto nel corso della mia vita, tranne che alla morte, e ora devo morire completamente impreparato».

TALLEYRAND: «Soffro i tormenti dei perduti.»

CARLO IX (Francia): «Sono perduto, me ne rendo conto chiaramente.»

CARDINALE MAZARIN: «Oh, mia povera anima, che ne sarà di te? Dove stai andando?»

HOBBES, filosofo inglese: «Mi trovo di fronte a un terribile salto nell’ oscurità».

SIR THOMAS SCOTT, ex presidente della Camera dei Lord inglese: «Fino a questo momento pensavo che non esistessero né Dio né l’inferno. Ora so e sento che esistono entrambi, e sono in balia della rovina per il giusto giudizio dell’Onnipotente.»

GOETHE. «Più luce!»

NIETZSCHE morì in preda alla follia.

LENIN morì in preda alla follia. Chiese perdono per i propri peccati a tavoli e sedie. La nostra gioventù rivoluzionaria assicurerà con fervore e a gran voce che ciò non è assolutamente vero. Sarebbe anche troppo imbarazzante dover ammettere che l’idolo di milioni di persone si sia così palesemente autodistrutto.

Riguardo alla fine di STALIN, sua figlia Svetlana Allilujeva, che nel marzo 1953 fu chiamata al capezzale del dittatore morente nella sua dacia a Kuncevo, disse: «Papà è morto in modo terribile e doloroso. Dio concede ai giusti una morte serena».

ZINOVIEV, il presidente dell’Internazionale Comunista, che fu fucilato da Stalin : «Ascolta, Israele, il Signore nostro Dio è l’unico Dio».

CHURCHILL: «Che sciocco sono stato».

JAGODA, capo della polizia segreta russa: «Deve esserci un Dio. Mi sta punendo per i miei peccati».

JAROSLAWSKI, presidente del Movimento Internazionale degli Atei: «Per favore, bruciate tutti i miei libri. Guardate il Santo! Mi sta aspettando da tempo; è qui».

BUDDHA: «Non ce l’ho fatta.»

GESÙ CRISTO: «È compiuto!»


Voltaire, David Hume e altri avrebbero sicuramente riso o deriso se loro, quando erano in vita, fosse stato spiegato che senza Gesù sarebbero andati perduti per l’eternità. Eppure hanno dovuto riconoscere che è vero e che la Bibbia ha ragione quando dice: «È stabilito che gli uomini muoiano una sola volta, dopodiché viene il giudizio» (Eb 9,27). Come morirà? Anche per lei sarà troppo tardi? Quali saranno le sue ultime parole?

Caro lettore, dobbiamo dirglielo, che lo voglia ammettere o meno: senza Gesù e il perdono dei suoi peccati attraverso il suo sangue, lei è perduto. Anzi, lei è assolutamente, totalmente ed eternamente perduto davanti a un Dio santo. Se pensa che con la morte tutto finisca, lei è tra le persone più ingannate di tutte. C’è solo uno che può salvarla: GESÙ CRISTO. Pensa davvero che gli uomini citati sopra stessero recitando una commedia quando era giunta la fine? Senza la pace con Dio, la morte è una realtà terribile da cui il mondo fugge. Non si vuole sentirne parlare, la si rimosse dalla propria coscienza. Ma la politica dello struzzo è una soluzione saggia?

Un comunista cinese, che aveva condannato molti cristiani all’esecuzione, si recò da un pastore e gli disse: «Ho visto morire molti di voi. I cristiani muoiono in modo diverso. Qual è il vostro segreto?»

Volete saperlo? – Se vi avvicinate a Gesù Cristo con il cuore e desiderate davvero la pace con Dio, allora potete recitare questa preghiera: «Signore Gesù, ti prego, perdona tutte le mie colpe e i miei peccati, la mia ribellione e la mia vita egoistica. Grazie per essere morto per me e per aver pagato con il tuo sangue il prezzo del mio peccato. Ti prego, entra ora nella mia vita. Ti apro la porta del mio cuore e ti chiedo di essere d’ora in poi il mio Signore . Grazie per avermi ascoltato e per avermi accolto.»

Ciò che conta non è la formulazione, ma l’atteggiamento del cuore.

Gesù dice: «Chi viene a me, non lo respingerò in nessun caso». Solo Gesù ha tolto il potere alla morte.

Ora potete ignorare tutto questo con sicurezza e un sorriso e cancellare dalla vostra memoria ciò che avete appena letto. Ma anche così non sfuggirete alla morte. E allora? «Signore, insegnami che la mia vita ha una fine, che ha uno scopo e che devo lasciarla. Come se non fossero nulla tutti gli uomini che vivono così sicuri!» (Salmo 39,5-6). Per questo il profeta Amos dice: «Preparati dunque e incontra il tuo Dio».


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Perché credere? – Discorso 96